Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda Pey » 20 mar 2015, 18:29

gixx ha scritto:
Pey ha scritto:Ad esempio, ad amici che lavorano in campagna, ma che non giocavano mai, il loro introduttivo è stato Agricola, e ti assicuro che non si sono annoiati affatto a sentire la spiegazione.

Oh tu guarda. Finalmente qualcuno che non "spara nel mucchio" ma sceglie cosa presentare in funzione di a chi lo deve presentare. Esattamente quello che intendo io.
Bravò! :clap:


danyjey ha scritto:Come ripetutamente spiegato, gli "introduttivi" che uso io NON SEMPRE sono semplici, cerco di "indagare" PRIMA per non correre il rischio di AMMORBARE il Giocatore, e se predilige cooperare, bluffare, gestire, o tirare dadi in genere GLIELO CHIEDO SEMPLICEMENTE PRIMA.
E parlo sempre di contesto casalingo.


Quindi stiamo dicendo la stessa cosa.

Secondo me, @nakedape e altri (correggetemi se sbaglio), invece, partono dalla prospettiva di esporre i giochi a chi magari conoscono poco o in un contesto di evento aperto al pubblico, dove giocoforza non sai esattamente cosa piace o meno a chi hai davanti e puoi cercare solo di fare una scrematura veloce dei gusti (nel senso non più di tre domande), e in quel caso ben vengano i Casual Game (o introduttivi direbbero altri) come King of Tokyo (lo cito perché molte volte ha fatto avvicinare perfetti sconosciuti al nostro mondo).
In questo senso, sì che c'è una categoria di giochi utili allo scopo divulgativo.
Tra persone SENSATE, parlando, ci si mette d'accordo (Vania - L.A.G.N.A. 2010)
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda donhaldo » 20 mar 2015, 18:38

Pey ha scritto:Secondo me, @nakedape e altri (correggetemi se sbaglio), invece, partono dalla prospettiva di esporre i giochi a chi magari conoscono poco o in un contesto di evento aperto al pubblico, dove giocoforza non sai esattamente cosa piace o meno a chi hai davanti e puoi cercare solo di fare una scrematura veloce dei gusti (nel senso non più di tre domande), e in quel caso ben vengano i Casual Game (o introduttivi direbbero altri) come King of Tokyo (lo cito perché molte volte ha fatto avvicinare perfetti sconosciuti al nostro mondo).
In questo senso, sì che c'è una categoria di giochi utili allo scopo divulgativo.


Non sbagli ed infatti credo sia il senso che i più normalmente danno al termine "introduttivo", riferendosi ai gdt.
Il "problema" sta tutto qui: non si concorda sulla definizione di "introduttivo", quindi tutte le altre considerazioni
che si portano a supporto di una tesi o dell'altra, a mio avviso, perdono di valore.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda danyjey » 20 mar 2015, 18:55

Tutti i Giochi sono utili allo scopo divulgativo.
Vuoi presentarlo ai bambini? Scegli tra i Giochi indicati per bambini... del resto sulla scatola è sempre indicata l'età.
Vuoi presentarlo alle fiere? Scegli tra i Giochi "più facilmente" presentabili in quel contesto.
Vuoi presentarlo a casa tua agli amici? Scegli, tra quelli che possiedi, i più indicati per le persone che conosci.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda paperoga » 20 mar 2015, 19:35

divulgativo e introduttivo non sono la stessa cosa
Io non riesco a capire cosa ci sia di così complicato da capire, ci sono una decina o più di persone che hanno portato le loro testimonianze di fiere, eventi, bambini con genitori, bambini soli, adulti di diversa età ed estrazione sociale, addirittura carcerati, che sostengono più o meno la stessa cosa, che gli introduttivi hanno certe caratteristiche e che è un bene che esistano e poi ci siete tu e gixx che sostenete di proporre come introduttivi giochi come WK o addirittura TI, ma questo lo fate solo con una piccola cerchia di amici con cui condividete interessi e tempi di gioco, dovreste porvi delle domande, secondo me partite da un presupposto sbagliato ed ancora più sbagliata è l'idea che secondo voi ci siano delle persone che meritano di essere accompagnate in questo meraviglioso mondo ed altre che invece vanno schifate perchè magari hanno bisogno di un percorso più lungo e di più attenzione, trovo questo molto elitario e controproducente. Come già detto di là, tutti abbiamo il gioco nel Dna, non solo alcuni, tutti (molti) gli animali giocano, tutti i bambini giocano, quasi tutti gli adulti giocano, che siano le carte, la tombola, un GdT, un VG o una qualche caXX4t4 che trovano su fb twitter o c4g4t3 simili, quindi perchè non aiutarli a scoprire il nostro mondo, anche fosse solo per giocare a TTR Carcassonne o a qualsiasi party game?
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda gixx » 20 mar 2015, 20:21

danyjey ha scritto:Tutti i Giochi sono utili allo scopo divulgativo.
Vuoi presentarlo ai bambini? Scegli tra i Giochi indicati per bambini... del resto sulla scatola è sempre indicata l'età.
Vuoi presentarlo alle fiere? Scegli tra i Giochi "più facilmente" presentabili in quel contesto.
Vuoi presentarlo a casa tua agli amici? Scegli, tra quelli che possiedi, i più indicati per le persone che conosci.

E con questo credo che dovremmo chiudere. Riassume tutto e dovrebbe far contenti tutti. :approva:
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda donhaldo » 21 mar 2015, 1:13

Come ho scritto nell'altro topic si tratta di dare delle definizioni.
Se si vuole costruire una teoria, ma si parte da assiomi differenti, la teoria risultante sarà diversa.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda gixx » 21 mar 2015, 4:04

paperoga ha scritto:divulgativo e introduttivo non sono la stessa cosa
Io non riesco a capire cosa ci sia di così complicato da capire, ci sono una decina o più di persone che hanno portato le loro testimonianze di fiere, eventi, bambini con genitori, bambini soli, adulti di diversa età ed estrazione sociale, addirittura carcerati, che sostengono più o meno la stessa cosa, che gli introduttivi hanno certe caratteristiche e che è un bene che esistano e poi ci siete tu e gixx che sostenete di proporre come introduttivi giochi come WK o addirittura TI, ma questo lo fate solo con una piccola cerchia di amici con cui condividete interessi e tempi di gioco, dovreste porvi delle domande, secondo me partite da un presupposto sbagliato ed ancora più sbagliata è l'idea che secondo voi ci siano delle persone che meritano di essere accompagnate in questo meraviglioso mondo ed altre che invece vanno schifate perchè magari hanno bisogno di un percorso più lungo e di più attenzione, trovo questo molto elitario e controproducente. Come già detto di là, tutti abbiamo il gioco nel Dna, non solo alcuni, tutti (molti) gli animali giocano, tutti i bambini giocano, quasi tutti gli adulti giocano, che siano le carte, la tombola, un GdT, un VG o una qualche caXX4t4 che trovano su fb twitter o c4g4t3 simili, quindi perchè non aiutarli a scoprire il nostro mondo, anche fosse solo per giocare a TTR Carcassonne o a qualsiasi party game?

Paperoga, l'approccio come detto è differente. In fiera inevitabilmente si cerca di accattivarsi un'audience quanto più variegata possibile. In quel contesto, ovviamente funzionerà meglio un Carcassonne rispetto ad un Warrior Knights.
Quello che credo tu non capisca è che io e Danyjey ragioniamo in modo diverso. Tu cerchi di avvicinare una famigliola composta da padre, madre e due figli con Carcassonne. Io invece li vedo come entità distinte:
1. Il padre, se lo conosci bene, è un fan di corse automobilistiche e di football: con lui un gioco come Formula D o Blood Bowl può avere grande presa.
2. La madre non ama giochi troppo competitivi e apprezza i temi bucolici: con lei un gioco come Agricola sarebbe un successone.
3. Il figlio piccolo adora i giochi caciaroni, e lo faresti innamorare con un Riff Raff o persino con Gino Pilotino da giocare con i suoi amichetti.
4. Il figlio più grande ha degli amici che gli hanno appena fatto conoscere i racconti di Lovecraft e impazzirebbe giocando con loro ad Eldritch Horror.
E magari, nessuno dei 4 si diverte eccessivamente con Carcassonne. Lo provano, penseranno: carino... magari lo comprano pure, ma poi lo giocano un paio di volte in vacanza quando c'è brutto tempo, e il papà continuerà tutte le settimane a farsi il suo bel fantacalcio con i suoi colleghi, la mamma che so giocherà a Burraco, mentre i figli giocheranno tutti i giorni con le loro console a videogiochi che soddisfano i loro rispettivi gusti. Abbiamo tirato fuori il giocatore che c'è in loro? :pippotto:
E con questo, non ho niente contro fantacalcio, Burraco o i videogames.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda Blackrider81 » 21 mar 2015, 9:36

A mio avviso non si può discernere il termine "introduttivo" dal contesto. Ho degli amici che mi chiedono di introdurli al mondo dei gdt e che mi lasciano carta bianca? Probabilmente non opterei per un Carcassone e nemmeno per un Ticket to Ride. Partendo dal presupposto che essendo una loro scelta siano ben disposti a fare un piccolo sforzo andrei già su qualcosa che possa lasciare il segno (un Puerto Rico o anche qualcosa di molto ambientato). Questo é un po' quello che é capitato a me e mia moglie: un giorno abbiamo deciso di provare un gdt moderno e auto-informandoci abbiamo acquistato Terra Mystica nonostante ci fosse stato cautamente sconsigliato dal negoziante (in quanto noi totalmente a digiuno di gdt). La sera stessa ci siamo innamorati del gioco e dopo 2/3 partite tutto girava a meraviglia.

Discorso totalmente opposto se avessi a casa degli amici e volessi proporgli di mia iniziativa un gioco. Per capire la loro predisposizione e motivazione partirei per forza di cose da un vero introduttivo che abbia meccaniche semplici e scelte non troppo complesse.

Quindi per me si, esistono dei giochi più introduttivi di altri, ma non escludo che in determinate situazioni si possa introdurre ai gdt anche con giochi complessi.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda paperoga » 21 mar 2015, 9:58

@gixx
Come dici tu io a questa famiglia proporrei un gioco semplice che possa in parte accontentarli tutti, mi basterebbe che si alzassero dal tavolo soddisfatti di aver passato del tempo assieme e se comprassero una copia del gioco sarebbe per me un successo, perchè sarebbe un passo verso i TdG verso un'attività che potrebbe unirli e divertirli per lassi di tempo più o meno brevi, se anche nella peggiore delle ipotesi, come dici tu facessero 3/5 partite all'anno sarebbe sempre meglio di niente, sarebbe sempre 5 volte fare un'attività comune piuttosto che non farla, sarebbe stare insieme da famiglia in maniera divertente, eppoi chissà da cosa nasce cosa, potrebbe essere che si appassionino che giochino a volte insieme, ed altre volte che il papà proponga giochi sportivi ai suoi amici, che la mamma giochi a Dixit con le amiche del burraco, che il più piccolo si faccia dei gran party games con i suoi compagni staccandoli da VG tablet e telefonini e che il più grande inizi un gioco di ruolo con la sua fidanzata e qualche altro amico.
Poi magari ogni tot. sceglieranno a turno un gioco per giocare tutti insieme.
Tu invece con una famiglia del genere cosa faresti? Come ti comporteresti? Che gioco introduttivo gli proporresti?
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda donhaldo » 21 mar 2015, 10:11

gixx ha scritto:Tu cerchi di avvicinare una famigliola composta da padre, madre e due figli con Carcassonne. Io invece li vedo come entità distinte:
1. Il padre, se lo conosci bene, è un fan di corse automobilistiche e di football: con lui un gioco come Formula D o Blood Bowl può avere grande presa.
2. La madre non ama giochi troppo competitivi e apprezza i temi bucolici: con lei un gioco come Agricola sarebbe un successone.
3. Il figlio piccolo adora i giochi caciaroni, e lo faresti innamorare con un Riff Raff o persino con Gino Pilotino da giocare con i suoi amichetti.
4. Il figlio più grande ha degli amici che gli hanno appena fatto conoscere i racconti di Lovecraft e impazzirebbe giocando con loro ad Eldritch Horror.


Non potrai farlo.

Se hai, come ieri sera è capitato a me, circa duecento tra genitori e figli da far giocare e da seguire durante il gioco (non ero da solo, eh?!), non conosci nessuno di loro e non li puoi considerare come "entità distinte", perché li vuoi (e li devi!) far giocare insieme (non tutti e duecento insieme, le famiglie! :asd: ).
Uno dei grandi pregi dei giochi da tavolo è quello di favorire la socializzazione e se non riesci a trovare un titolo in grado di far stare insieme i componenti di una stessa famiglia hai fallito miseramente!
Quindi scegli necessariamente i titoli "introduttivi", che sono giochi con regole e meccaniche semplici (ma non per questo banali o poco profondi), che si spiegano in dieci minuti o poco più.
Tutto il resto è accademia...
Ultima modifica di donhaldo il 21 mar 2015, 11:13, modificato 1 volta in totale.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda paperoga » 21 mar 2015, 10:58

@gixx @danyjev
La vs. Introduzione al gioco ha bisogno del supporto di uno psicologo, ma di uno bravo
"Vorremo provare un GdT" "da quanto siete in terapia? Singola o di famiglia? Bene mi porti la diagnosi e le osservazioni del suo psicologo un diario preciso degli ultimi 100 gg. di vita, il suo 730 e dopo vi sottoporremo al test delle macchie di Rorschach, fatto questo una commissione si riunirà per stabilire se esiste un gioco adatto a voi o se dovremo smembrare la famiglia affinché ognuno possa cimentarsi in un GdT. Grazie, a presto"
:grin: :rotfl:
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda glokta » 21 mar 2015, 11:43

danyjey ha scritto:Proseguo la discussione con un nuovo Topic... siamo andati (con me responsabile in primis) nel Post "Ma sono l'unico che gli fa schifo Carcassonne?" decisamente troppo OT.


francamente la cosa che mi infastidisce di più di questo topic è che, senza nemmeno avvertire, si sia preso un pezzo di discussione (anzi, alcuni pezzi di mie affermazioni), fuori dal contesto, e aperta una nuova discussione senza nemmeno avvertire.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda Shooock » 21 mar 2015, 11:56

Secondo me non c'entra niente la questione della laurea. Se ad una persona non piace o non vuole fare qualcosa alla fine non si diverte e quindi non ci mette nemmeno la voglia di capire come gira il tutto.
Questo ci collega anche all'utopia del gioco introduttivo, non esiste, è una cosa inventata dai giocatori perchè pensano che partire da un gioco un pò più pesante possa spaventare chi non ha mai giocato, dimenticando che questo hobby è solo un gioco e a parte alcuni rari titoli davvero non c'è nulla di difficile da capire per poter giocare.

Come esempio ti porto l'esperienza di 2 casi relativi a 2 coppie diverse di amici miei:
in tutte e 2 i casi entrammo in una discussione di giochi da tavolo e di come loro giocavano a risiko e come anche a loro piaceva giocare a questi giochi. Queste sono le occasioni di dimostrare che c'è un mondo da scoprire e quindi da "esperto" comincio a parlare di vari giochi con tante meccaniche diverse.

Per la prima coppia capitò di andare a cena a casa lora dove portai La Furia di Dracula(che si presenta interessantissimo, voi dovete scovare Dracula, siete i cacciatori dovete investigare, ci sono crocifissi, paletti e bla bla bla), comunque rimase nella busta perchè loro preferivano giocare a Tabù.

Per la seconda coppia stessa occasione a cena, ma questa volta sono stati stesso loro a domandarmi di portare i giochi e di vederne le meccaniche, dopo aver giocato per 3 ore ad Eldritch e perso, il ragazzo mi dice che dobbiamo fare un altra partita perchè dovevamo vincere contro Yig.

Ecco questo per dire che il successo non viene dal gioco, ma dai partecipanti.
Dopo aver giocato ad Eldritch Horror, mi è difficile non credere in forze esterne che regolano il destino di questo mondo.
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda donhaldo » 21 mar 2015, 12:28

Nemmeno io credo si possa determinare una correlazione tra livello d'istruzione e propensione al gioco da tavolo.

Comunque, gli esempi portati sono limitati a contesti in cui si ha maggior controllo e conoscenza di chi ti sta di fronte ed è
quindi abbastanza ovvio che il ventaglio di opzioni si può in qualche caso allargare, ma questo, almeno personalmente, non
mi sposta di una virgola la definizione di "introduttivo", che rimane ad identificare una precisa classe di giochi.

Rimango comunque dell'idea che, anche in contesti più "controllati", bisogna stare attenti a non fare il passo più lungo della gamba
e quindi prediligere un approccio graduale.
Ad esempio, alla coppia che ha rifiutato la Furia di Dracula preferendogli Tabù, venendo ad una giornata introduttiva generalista
nel senso che intendo io, senza nessuna conoscenza pregressa da parte dei conduttori, avrebbe comunque potuto trovare, nel parco
titoli proposti, giochi come Kaleidos e La Boca e magari avrebbe potuto allargare i propri orizzonti ludici, rimanendo nell'ambito
degli "introduttivi".
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Re: Esistono davvero i "Giochi introduttivi"?

Messaggioda The_LoneWolf » 21 mar 2015, 13:26

Shooock ha scritto:Ecco questo per dire che il successo non viene dal gioco, ma dai partecipanti.


Nella mia limitata esperienza, concordo a mani pienissime su questa frase :sisi:

Fermo restando che quoto appieno (e lo penso dalla pagina 1 dell'altro topic :asd: ) Agz e donhaldo. State sostanzialmente disquisendo sulla terminologia di introduttivo. Nessuna delle "due teorie" è sbagliata.

Mi permetto anche un pensiero un pò malinconico, probabilmente dettato dall'esperienza, e ho la presunzione di sentire gixx e danyjey un pò vicini a me in questo.
Il mondo "dell'introduzione ai GdT" è un pò utopico, statisticamente le persone che hanno veramente voglia ci cimentarsi in qualcosa sono poche. La gente è svogliata, abitudinaria, non ha voglia di impegnarsi, sono stanchi dal lavoro e quant'altro. Sono discorsi triti e ritriti ma sono tristemente veri.
La situazione ad esempio esposta da gixx succede in 7 famiglie su 10.

Poi sia chiaro, per me "introduttivo" definisce una certa categoria di giochi specifica che condivido con Age, donhaldo e compagnia bella.
Quindi mi trovo un pò nel mezzo :-)

Ah e mi stavo per dimenticare, in merito al discorso di compotenze varie, lauree e quant'altro.
Secondo me la correlazione tra cultura/studi fatti e "dinamismo cerebrale" purtroppo non sono mai andate di pari passo.

Tutto estremamente imho e basato sulle mie esperienze.


donhaldo ha scritto:Ad esempio, alla coppia che ha rifiutato la Furia di Dracula preferendogli Tabù, venendo ad una giornata introduttiva generalista
nel senso che intendo io, senza nessuna conoscenza pregressa da parte dei conduttori, avrebbe comunque potuto trovare, nel parco
titoli proposti, giochi come Kaleidos e La Boca e magari avrebbe potuto allargare i propri orizzonti ludici, rimanendo nell'ambito
degli "introduttivi".


Verissimo, ecco perchè dico che mi trovo "nel mezzo".

Spero di essermi spiegato bene.

PS: certo che la Furia di Dracula come "introduttivo" è bello violento :asd: . Amenochè da non dirigere la partita in molto molto amichevole, come una sorta di master da GdR, assistendo i giocatori in tutte le mosse, senza stare a spiegare tutte le regole e sottoregole.
Ultima modifica di The_LoneWolf il 21 mar 2015, 13:28, modificato 1 volta in totale.

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