Giochi SI', giochi NO! perchè??

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Giochi SI', giochi NO! perchè??

Messaggioda umbi72 » 25 feb 2010, 18:38

Ciao a tutti,
provo a mettere i miei pensieri in parole...

SECONDO VOI, perchè alcuni giocatori si tengono lontani da un determinato tipo di gioco o da una categoria di essi?
perchè secondo voi alcuni giocatori che (per puro esempio) giocano FANTASY, aborriscono lo STORICO?
perchè altri NON toccano neanche le scatole di BOARDGAMES, ma hanno sempre in mano i manuali (magari scritti in aramaico) e basta?
Perchè chi gioca (esempio) a giochi tipo MONOPOLI/RISIKO/TALISMAN, giochi ovvero in cui il fattore fortuna è RILEVANTE, non osano neanche a giochi tipo TTR, ZOOLORETTO, CAYLUS (& CO) in cui, al contrario, la fortuna tende sostanzialmente allo zero?

Aldilà del fatto che ognuno ha i suoi gusti e non si discute,

OSO alcune teorie:
A) La pigrizia di imparare il nuovo;
B) Prese di posizione assolutiste (IO non gioco il FANTASY. PUNTO);
C) PAURA... Paura di dover accettare che non si è capaci a giocare (non vinco mai a questo gioco), Paura di perdere il ruolo assunto di (esempio) "campione di monopoli", Paura di dover scaricare IN TOTO la responsabilità di una sconfitta su di sè e non sui dadi (ho perso perchè ho avuto sfiga...); PAURA insomma, di correre il rischio di mostrare un proprio punto debole ludicamente parlando;

E' ovvio che il tutto è relativo ad età e soprattutto al ruolo che si ha nel gruppo, ma questo aspetto si presenta spesso tra i nostri amici giocatori.

Chiedo alla intellighenzia Goblin le opinioni su questo argomento, se ne merita!
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Messaggioda Kobayashi » 25 feb 2010, 23:00

Secondo me ci vuole anche un

D) Non mi piace il genere.

Per esempio, io non apprezzo i giochi che contengono meccanismi di aste o di contrattazione. Li ho provati, e non li ho trovati di mio gradimento.
Diciassette? Regina!! SUBITO!!!

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Messaggioda Sol_Invictus » 25 feb 2010, 23:15

La A, la B e la C corrispondono tutte, in qualche modo, a vari livelli di disturbo mentale più o meno pronunciato :-?

Preferisco, con raro ottimismo, propendere per la proposta D nella maggior parte dei casi. Sul fatto del *perchè* un certo genere piaccia o meno, poi, si può certamente tornare nel campo delle alienazioni mentali, ma almeno facciamo questo primo passo :roll:

A parte questo, credo che gran parte delle scelte dipenda sostanzialmente da cosa si cerca di ottenere dal gioco. C'è chi cerca divertimento spensierato, chi pura competizione regolamentata, chi casino, ecc. E ogni tipo di gioco risponde in modo diverso a questa esigenza, da cui le preferenze.
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Messaggioda kukri » 26 feb 2010, 11:39

Personalmente gioco di tutto a parte l' horror che proprio non mi piace come genere.
"Uno stregone non è mai in ritardo, Frodo Baggins. Nè in anticipo. Arriva precisamente quando intende farlo".
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Messaggioda ob1 » 26 feb 2010, 13:59

A me è capitato, anche di recente, di essermi demoralizzato (forse "demoralizzato" è un parolone...) dopo aver perso ad alcuni giochi gestionali... in realtà subito dopo mi è scattato il meccanismo mentale del: gioco/soddisfazione!!!
Ossia kissenefrega se ho perso ma poi l'importante è che mi sia divertito.

Ecco questa paura in alcuni potrebbe essere discriminante sulla preferenza di un gioco con più o meno fattore "K", sul quale poi ributtare l'eventuale "sfiga" della sconfitta.

Ovviamente come tu dici è fondamentale la "soggettività" ; un gioco che presenti un'asta può a priscindere non piacere! solo strategia può non piacere, il tipo di ambientazione può far piacere meno un gioco che magari presenta meccaniche comunque molto belle.

Probabilmente ognuno di noi vede in ogni gioco una sua particolare anima... (bella o brutta che sia) e spesso capita che il gioco venga etichettato!

Concludo dicendo che mi è successo in più occasioni di essermi sbagliato sulla valutazione di gioco e spesso col passare degli anni mi sono accorto che si è modificato ed evoluto il gusto ed il genere preferito.
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Messaggioda kukri » 26 feb 2010, 14:08

Come ho già avuto modo di dire altre volte, per me la veste grafica ha una importanza elevata, il gioco deve essere una gioia per gli occhi e per la mente.
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Messaggioda Rayden » 26 feb 2010, 16:07

Sol_Invictus ha scritto:La A, la B e la C corrispondono tutte, in qualche modo, a vari livelli di disturbo mentale più o meno pronunciato :-?

Beh, immagino che questa affermazione sia un'iperbole. In tal caso, sono d'accordo per la A e la B, ma non del tutto per la C.
Ho sempre avuto l'idea che sia un meccanismo naturale della mente umana il preferire condizioni in cui ci si sente più "appagati"; questo è vero sia in ambito ludico (è risaputo che, almeno irrazionalmente, un gioco in cui vinci la tua prima partita statisticamente risulta più gradevole. Certo, magari poi dalla seconda partita l'opinione cambia...), che in molti altri. Ad esempio, vi è mai capitato a scuola di prendere un voto alto inaspettatamente, in una materia in cui vi siete sempre considerati asini? Beh, a me qualche volta si (poche!), e questo è risultato in un grande incremento motivazionale ad approfondire e incrementare lo studio di quella materia.
Il "meccanismo del gioco/soddisfazione" che nomina ob1 avviene ad un livello di razionalità superiore, cioè non è inconscio; infatti, questa concezione è molto più diffusa tra i giocatori esperti, che hanno avuto modo di meditarci a lungo sopra, piuttosto che tra gli occasionali, che si sentono più in diritto di dare giudizi avventati. Gli esperti, in qualunque settore, tendono sempre ad essere più accorti e razionali nei propri giudizi.

La risposta D, poi, è tautologica.
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Messaggioda Inuyasha » 26 feb 2010, 19:43

Io in genere posso evitare delle meccaniche o degli autori, ma le ambientazioni?!
E' vero che prediligo i boardgame storici ai fantasy ma come ambientazione non ho mai avuto predilizioni "razziste"
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Messaggioda Alx » 1 mar 2010, 10:43

Mah... io giocherei a più o meno tutto, non ho mai avuto problemi.

Tuttavia mi sembra interessante la questione legata al fattore fortuna. Mi è capitato, anche in me stesso, di notare che quando si può dare la colpa alla sfortuna si rimane sempre impressionati non negativamente dalla partita appena conclusa. Viceversa ci si scoraggia molto se si percepisce che dipende da te.
Io comunque propongo una risposta E, che è una valutazione che spesso mi capita di fare...

E: ritengo che alcuni giochi siano ormai sorpassati

Intendo come meccaniche e come ambientazione. Mi capita di individuare una sorta di evoluzione darviniana nei giochi per i quali, i più vecchi, perdono di interesse. Anche perchè alcuni sono legati ai tempi dell'infanzia, come molti giochi da tavolo ancora inesorabilmente in commercio o giochi di ruolo ormai fin troppo esplorati, loro e le loro ambientazioni. Quindi in definitiva si va a finire a perdere interesse per alcune categorie di ambientazione o di meccaniche anche se il concetto di "sorpassati" è assolutamente soggettivo.

Concludo anche con la riflessione che è difficile stabilire delle categorie fisse. Ognuno penso abbia le sue nella sua testa. Di conseguenza è anche impossible "categorizzare" i giocatori del tipo:"tutti quelli che...".
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Messaggioda Proto77 » 3 mar 2010, 20:33

Per quanto riguarda i giochi da tavolo è semplicissimo: passo tutto il giorno, 5 su 7, a spaccarmi la testa sui problemi tecnologici di gente ritardata e/o ignorante, quindi quando gioco voglio solo svagarmi e non farmi delle altre seghe mentali.

Per quanto riguarda i gdr non saprei: ho provato un po' tutti i generi e parecchi sistemi, alcuni mi piacciono e altri no.
Non credo ci sia altro da dire.
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Messaggioda iena » 10 mar 2010, 17:12

La mia risposta è simile a quella di Proto:
Nelle ore che passo al tavolo da gioco cerco relax e spensieratezza quindi non mi vergogno a dire che se posso evito i giochi (seppur meravigliosi) che diano un enorme impegno mentale (strategie, controstrategie... previsioni). Chiaro che questo porta la mia scelta a giochi con un contenuto di fattore aleatorio medio-alto. In più ho sempre amato il concetto di squadra che lavora per un risultato comune: quindi amo molto i cooperativi (questo forse è il risultato di anni di GDR) e quasi mi dispiace quanto sono costretto alla lotta con un altro giocatore... Dalle mie parti si direbbe che ho la "vena dolza"... La vena dolce :-).
Ed infine: L'immedesimazione!! Adoro il fantasy perchè me la offre su un piatto d'argento (epicità, bene contro male, eroi come se piovessero)... Ad impersonare un agricoltore del '600 non trovo la stessa soddisfazione...
Chiamami IENA!!
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Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 19:50

Credo di aver giocato un po' di tutto sotto la spinta della curiosità.
Il fascino di conoscere ed apprendere qualcosa di nuovo è per me fortissimo: a volte studio - dico studio, non leggo o sfoglio! - manuali di giochi che so in partenza che non potrò poi giocare, solo per curiosità.

Per apprezzare molti generi devi avere un minimo di basi: preparazione storica, militare, gestionale..... queste conoscenze tradotte in interesse diventano la motivazione per affrontare determinati titoli ed ambientazioni.
Puoi affrontare una partita a Risiko, per il piacere del gioco, della competizione, della compagnia. Ciò non significa che sei pronto a buttarti su un classico operazionale alla Kevin Zucker sulle Campagne di Napoleone. Per affrontare quest'ultimo devi amare non solo il genere, la storia militare e napoleonica in particolare, ma essere anche pronto ad affrontare una manualistica spesso complessa.
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Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 20:01

kukri ha scritto:Come ho già avuto modo di dire altre volte, per me la veste grafica ha una importanza elevata, il gioco deve essere una gioia per gli occhi e per la mente.


Una bella grafica rischia di essere uno specchietto per allodole.
Troppe volte ho acquistato titoli sotto l'impulso emotivo di una confezione accattivante. E non credo di essere l'unico.

Tra i miei titoli preferiti vi sono giochi vecchissimi (vedi vecchia Avalon Hill), con una grafica spartana, senza fronzoli. Sono però costruiti su solide regole, hanno una salda ambientazione storica ed una elevata giocabilità.
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Messaggioda LEF64 » 10 mar 2010, 20:09

iena ha scritto:La mia risposta è simile a quella di Proto:
Nelle ore che passo al tavolo da gioco cerco relax e spensieratezza quindi non mi vergogno a dire che se posso evito i giochi (seppur meravigliosi) che diano un enorme impegno mentale (strategie, controstrategie... previsioni).........


UNA DOMANDA!
Tu e Proto77 siete spaventati più dalla complessità del gioco e della partita o da una eventualità complessità delle regole?

Personalmente penso che creare regole e manuali complessi sia talvolta una necessità. Se però il gioco, una volta assimilate le regole, risulta pesante e difficile allora qualcosa di serio è andato storto!
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Messaggioda Proto77 » 10 mar 2010, 20:21

LEF64 ha scritto:UNA DOMANDA!
Tu e Proto77 siete spaventati più dalla complessità del gioco e della partita o da una eventualità complessità delle regole?


La prima che hai detto, di sicuro.
La seconda di solito si presenta come aggravante della prima.
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