Hanno ancora senso certi giochi?

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda LordDrachen » 11 ott 2013, 11:31

Gli hikikomori esistono da quando esiste il computer, non da prima.
La tecnologia non nasce casualmente, è figlia del sistema in cui nasce, figlia dell'essenza ideologica della società. Non è neutra.
Una società che inventa i videogiochi prima dei libri, non produrrà mai libri.
Significa che quella che abbiamo non è l'unica tecnologia possibile, ma una tecnologia figlia di una specifica società.

Al di là che anche io sono molto dipendente dalla tecnologia non faccio finta che va tutto bene per giustificare il mio stile di vita, sarebbe intellettualmente disonesto.
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Messaggioda yon » 11 ott 2013, 12:15

Se posso aggiungere i miei 2 cent, sono d'accordissimo con quanto esposto da Tika, ed in particolare mi trovo ancora di più sulle posizioni della sua ragazza: ci sono giochi che mi piacciono tantissimo, ma poi quello che mi importa è stare ad un tavolo con gli amici.

Mi ero iscritto al sito per giocare Risiko online, sono durato 4 giorni, poi ho mollato. Il risultato è che ora a Risiko ci gioco pochissimo, cioè le sole volte in cui riesco a raccattare amici a cui piace il gioco, ma alla fine ho concluso che è meglio così.

LordDrachen ha scritto:Sono vecchio stile, [...] Romanticamente (e praticamente) sto coi secondi, ma non nego che il successo commerciale e sociale sta coi primi.

+1 e poi io sto sempre con certi perdenti.

Non sono sicuro che una società che abbia inventato prima i videogames non possa in seguito inventare libri, non sono un sostenitore della teoria che la storia (e ciò che è figlio della storia) sia lineare, però in linea di massima concordo pure con il commento sulla tecnologia. Però il post di cherecche mi è piaciuto, meriterebbe una discussione a parte.
Oltre al fatto che mi sembrava di sentire i pompieri di Farhenheit :)
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Messaggioda LordDrachen » 11 ott 2013, 12:50

yon ha scritto:Non sono sicuro che una società che abbia inventato prima i videogames non possa in seguito inventare libri, non sono un sostenitore della teoria che la storia (e ciò che è figlio della storia) sia lineare, però in linea di massima concordo pure con il commento sulla tecnologia. Però il post di cherecche mi è piaciuto, meriterebbe una discussione a parte.
Oltre al fatto che mi sembrava di sentire i pompieri di Farhenheit :)

Giusto per precisare, non sostengo una teoria lineare della storia, anzi.
Quello che voglio dire è che una società che crea i videogiochi, per la natura intrinseca di quella tecnologia, non creerebbe (secondo me) i libri a posteriori, creerebbe qualcosa d'altro che sia consequenziale al modello video.
Ma non tanto per un concetto hardware di tecnica, ma culturale.
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Messaggioda yon » 11 ott 2013, 13:11

Comunque non virrei entrare in questioni tecniche, ma esistono fior di studi su come la comunicazione (ci facciamo rientrare anche il gioco) via internet sia pesanetmente deficitaria rispetto a quella usuale.

E ci metto dentro anche le chat dei giochi online, che ricadono nel discorso generale che siccome manca il contatto fisico lo scrivente tende (non è detto che lo sia ma è più facile che sia) a trascurare determinati freni.

Insomma, il gioco è socializzazione e divertimento, non solo divertimento. E' proprio nella sua natura avere questa ambivalenza, secondo me. Ora, ammesso e non concesso che il divertimento al computer sia uguale al GdT in cartone (io concordo con tika) il livello di socializzazione è sicuramente minore, quindi meglio dal vivo.

Quanto all'obiezione che il computer facilita certi calcoli, questo è senz'altro vero, ma ha un effetto collaterale: l'effetto calcolatrice. Quanti di quelli che usano quotidianamente la calcolatrice sanno fare bene anche i calcoli a mente? Quasi nessuno. E il cervello si impigrisce.

Devo contare duemila effetti-cubetti-moltiplicatori? Ben venga, tiene sveglio il cervello.
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Messaggioda thondar » 11 ott 2013, 14:54

Ma forse la caratteristica più pericolosa di questi libri è il fatto che seguono un percorso lineare fisso. Non è possibile controllarne la narrazione in alcun modo: ci si siede semplicemente in disparte e la storia viene imposta. Per chi di noi è cresciuto con la narrazione interattiva, questa caratteristica può sembrare incredibile. Perché dovremmo imbarcarci in un'avventura totalmente preparata da un'altra persona?

questa bugia l'ho già sentita 8)
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