Ho letto forse la migliore definizione

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Ho letto forse la migliore definizione

Messaggioda MadeR » 18 giu 2009, 0:59

di cosa caratterizza un (potenziale) giocatore da tavolo da un non-giocatore:
http://www.boardgamegeek.com/article/3586723#3586723

che ne pensate?
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Messaggioda Angiolillo » 18 giu 2009, 6:45

In effetti è un punto di vista molto interessante! Da meditare meglio, ma come primo impatto mi convince.

Grazie del link!

A.
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Messaggioda Peppe74 » 18 giu 2009, 10:03

...mi sono perso nelle 3 pagine del thread....
a quale definizione ti riferisci e a quale post in particolare?
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Messaggioda MadeR » 18 giu 2009, 10:19

Quella presente nel post evidenziato.

Tomas Riha (TexMurphy) ha scritto:[...] one can spot a gamer and one can spot a non gamer. If a person is a non gamer there isn't much one can do about it.

There is one key factor to a gamer...

The gamer imho (be it board or computer) seeks active stimulation. A non gamer seeks passive stimulation. You refer to mags vs books, mags are much more passive and books are more active as they demand more imagination while the mag feeds you. Same can be said about TV or book and TV vs PC game.

The active stimulation can be from intelligence challenging puzzles to imagination stimulating rpgs. Wargames, resource and sports games simulate tactical and strategical thinking.

A gamer non gamer can enjoy all the above but will never actively seek it as he/she will never actively seek the mental stimulation which a game provides. The non gamer will definitely be able to enjoy the social aspect of gaming which of course is very important to the gamer as well but the gamer rarely games solely for social reasons.

So what Im saying is that if your hubby doesn't seek active stimulation then you wount make him into a gamer. But you will certainly be able to get him to enjoy a game here and there. But you won't see him suggesting games more often then your self. [...]
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Messaggioda MadeR » 18 giu 2009, 10:45

Metto la traduzione:
[...] Si può riconoscere a prima vista un giocatore da un non-giocatore. E se una persona non è un giocatore, non c'è molto che si possa fare.

C'è un fattore chiave che identifica un giocatore...

Il giocatore, secondo il mio modesto parere, sia di [giochi] da tavolo sia di [giochi] per PC è alla ricerca di una stimolazione attiva. Un non-giocatore cerca una stimolazione passiva. Un metro di paragone sono le riviste e i libri: le riviste sono molto più passive e al contrario i libri più attivi dato che necessitano una maggiore immaginazione mentre una rivista ti spiattella tutto preconfezionato. Lo stesso può dirsi di TV e libri o TV e un gioco per PC.

Una stimolazione attiva può provenire da puzzle che mettono alla prova l'intelligenza a giochi di ruolo che attivano l'immaginazione. I giochi di guerra, gestionali di risorse e di simulazione sportiva richiedono di pensare in modo tattico e strategico.

Un non-giocatore impegnato in una partita può godersi tutto ciò, ma non lo richiederà mai sua sponte, poiché non ricercherà mai la stimolazione mentale che un gioco offre [e richiede, n.d.t.]. Un non-giocatore è sicuramente in grado di godersi l'aspetto socio-aggregativo del giocare, il quale è sicuramente molto importante anche per un giocatore, ma raramente quest'ultimo gioca esclusivamente per ragioni sociali.

In sostanza quel che sto cercando di asserire è che se tuo marito [questo messaggio è in risposta a uno di una giocatrice sposata con un marito al quale non piacciono i gdt, n.d.t] non cerca stimolazione attiva, non lo riuscirai a convertirlo in un giocatore. Sicuramente apprezzerà una partita ogni tanto, ma non accadrà che ti proporrà di giocare più spesso di quanto non lo faccia tu. [...]
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Messaggioda SARGON » 18 giu 2009, 13:23

Interessante, ma come ogni definizione sull'uomo non è completa, o meglio non riesce a dare un quadro completo.

Io non crede che esistano solo due tipi di persona, attive e nonattive, ne credo che una persona attiva non possa diventare nonattiva e viceversa.

Non credo neanche che una persona attiva sia consapevole di quello che possa soddisfare la "stimolazione mentale", quindi non è detto che una persona nonattiva sappia che sarebbe per lui più appagante una rivista di un coloni di catan.

Il riconoscimento per azioni non funziona mai, perché le azioni non derivano da una sola condizione.

Per quanto riguarda poi l'affermazione che chi gioca è attivo e chi on gioca non lo è, beh, a prescindere dall'intrinseca affermazione settaria che sa tanto di (tipo) "tutti gli italiani sono ladri",beh, dicevo, non posso permettermi di accettarla: primo, se così fosse primo non sarei, secondo quel ragionamento, attivo; secondo, oggi i giochi per PC sono più piatti della tv (intesa anche come produzione satellitare, non certo lo scempio dei nazionali) quindi semmai chi vede la tv è più attivo di chi gioca al PC (un non senso decisamente sgradevole e triste); terzo, i giocatori sono visti come solitari personaggi che non giocano per stare insieme, un po a giustificare il nerd, il maniaco, non ci sto, scusate. Chi gioca non è ne superiore ne inferiore (perché di questo in fondo si parla) a chi non gioca. Il motivo per cui uno gioca o non gioca può essere una somma di cose di mille sfaccettature, e la semplificazione mi fa irritare perché non omnicompressiva, quando invece vuole esserlo.

L'uomo non è una somma, l'uomo non è una equazione, ne lui, ne i suoi pensieri, ne la sua anima, ne le sue emozioni.
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Messaggioda TheLawyer » 18 giu 2009, 13:49

SARGON ha scritto:i giocatori sono visti come solitari personaggi che non giocano per stare insieme, un po a giustificare il nerd, il maniaco, non ci sto, scusate. Chi gioca non è ne superiore ne inferiore (perché di questo in fondo si parla) a chi non gioca. Il motivo per cui uno gioca o non gioca può essere una somma di cose di mille sfaccettature, e la semplificazione mi fa irritare perché non omnicompressiva, quando invece vuole esserlo.

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Messaggioda renard » 18 giu 2009, 16:07

Quoto anch'io sargon! :approve:
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Messaggioda Futuroinfinito » 18 giu 2009, 16:40

Per coloro che si occupano di una cosa specifica le definizioni sono sempre un fine agognato ed irraggiungibile.
Ad esempio le mie ricerche sull'ontologia del gioco mi hanno portato a DOVER dare una definizione di gioco, che ho inteso il più ampia possibile ("finzione interattiva"). La necessità di definizioni è una questione che pertiene alle ricerche di ambito scientifico.
E' vero però che le persone non ci stanno ad essere definite (e meno male).
Trovo comunque che la suggestione posta da Tomas Riha sia quantomeno interessante, perché pone l'interazione al centro dell'esperienza ludica, cosa che in parte faccio anche io e che mi sembra facciano anche quelli di The Forge (in particolare la teoria GNS).

Nemo NemoN (il mio parametro per i giochi è nascondino, cui do 10, per quelli da tavolo è Puerto Rico cui do 8)

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