I Gamers del futuro

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda magobaol77 » 16 feb 2009, 12:14

no, non toglietemi la poesia di aprire la scatola, piazzare con cura i pezzi, manipolare i materiali, muovere con cura il segnalino lungo la track, sfustellare!!!!!!!!!!!
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Messaggioda Izraphael » 16 feb 2009, 13:03

tukmat ha scritto:
Radamantis ha scritto: Secondo me la diminuzione del tempo libero sarà uno delle componenti che avrà maggiore impatto sulla progettazione futura dei gdt (prendete i wargame: si è passati da settimane negli anni 70 ad un paio d'ore oggi) ed il prezzo sempre più decrescente delle tecnologie IT che potrebbero portare a degli ibridi gdt - PCgames.


Appoggio questa previsione: tabellone screen touch e un nintendo ds in mano ad ogni giocatore.
Le possibilità che apre una situazione del genere sono infinite per utilità (tempo di set up uguale a zero, scenari di gioco teoricamente infiniti, tutorial per iniziare, problemi di lingua superati, bachi risolti da un aggiornamento online ecc.), ma pure per le meccaniche e le possibilità di gioco (numero di pezzi infiniti, dimensione delle mappe senza limiti, personalizzazione a go go, ecc.).
Avendo provato da poco la possibilità di gioco contemporaneo con i NDS e vista la diffusione capillare di questi strumenti, mi azzardo a dire che non manca molto al salto.
Perderemo la fisicità delle scatole e delle miniature probabilmente ma penso che ne varà la pena.


Un incubo!
Se voglio giocare in digitale gioco in digitale, ma tendenzialmente quello che voglio è giocare con qualcosa che funziona anche se va via la corrente.
Sennò, gioco in multiplayer con la PlayCube IV.
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Messaggioda tukmat » 16 feb 2009, 13:35

Ma davvero il fascino dei gdt stà nel prendere i cubetti e metterli con le manine sulla mappa?

Tutta questa parte è senz'altro una componente di ciò che ci fa amare i boardgame, ma di certo non può essere quella principale.
E se rinunciare (per chi vuole s'intende) a quelta parte significa ottenere meccaniche nuove e magari migliori è uno scambio che accetto volentieri.

Scenario:
La guerra dell'anello.
Roberto:" ti attacco a Minas Tirith"
Matteo: Ti spazzerò via!"
R: "hai fretta, o facciamo con la Battaglia per Gondor?"
M: "Ma si dai non ho problemi di tempo"
NDS" Impostata modalità battaglia per Gondor secondo la disposizione attuale sulla mappa, unità pronte".
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Messaggioda linx » 16 feb 2009, 13:37

Trovo che il nintendo DS sia un gran bel prodotto, che dà una svolta decisa al mondo dei videogiochi.
Concordo sulla bellezza del setup e dei conti fatti automaticamente. Ma è proprio per questi conti automatici che i videogiochi hanno preso la tangente e ti propongono giochi dove compri le unità senza la piena coscienza dei meccanismi che stanno dietro alla risoluzione delle azioni. Il tal modo NON sfrutti al meglio il gioco. Giochi in modo approssimativo. Va bene per certi giochi, per carità, ma preferirei che il gioco da tavolo persistesse nella sua esistenza come divertimento parallelo che necessita e sfrutta tutta una serie di altri meccanismi ed accorgimenti.
Lasciamo il "complicato" ai videogiochi e gustiamo il "sintetizzato" nei boardgames.
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che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Re: I Gamers del futuro

Messaggioda Amon » 16 feb 2009, 13:59

magobaol77 ha scritto:Stavo riflettendo su tre giochi della Top 10 di BGG, Agricola, Race for the Galaxy e Dominion. I primi due onestamente sono giochi ad innovazione zero, che prendono una meccanica già vista ed aggiungono in quantità.

Conosco solo Agricola e parlerò solo di Agricola.
La tua affermazione è molto soggettiva. Per me Agricola è parecchio innovativo: è l'unico gioco tedesco che riesce - splendidamente, peraltro - a rendere l'ambientazione.
Credo che nessuno mai abbia avuto la più lontana sensazione di essere un capomastro giocando a Caylus. Quando si gioca ad Agricola, invece, ci si sente un vero e proprio contadino: ci si preoccupa per i campi incolti, si coccolano le vacche e le pecorelle, si ristruttura la casa, si cuoce il pane...
Il successo di Agricola sta in questo, secondo me, e nel desiderio sempre latente nell'essere umano di tornare a uno "stato di natura". Complimenti a Rosenberg per essere riuscito a cogliere questa vocazione.
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
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Messaggioda Gurgugnao » 16 feb 2009, 14:48

Ma allora perchè i libri stentano a lasciare il passo alle pubblicazioni digitali? Voi, sinceramente, preferireste avere un piccolo DS pratico superpotenzito che carichi dentro tutti i libri del mondo, o preferireste avere una bella libreria da consultare?
Io non ho dubbi. Il gioco da tavolo è anche un giocattolo da scoprire e ci da quella sensazione che ci dava un giocattolo da piccini. Se il gioco fa tutto a schermo è davvero bello, sì, ma mi leva metà della fantasia, del vagare immaginando l'epica battaglia fra il mio pezzo di plastica e il tuo.
Lettori portatili di ebook, touchscreen, Nintendogs e tamagotchi vari non potranno mai sostituire quelle sensazioni di possesso, di "vivere" il nostro libro/cucciolo/gioco. Certo i lettori di mp3 stanno rivoluzionando la musica, ma se da un lato ne stanno lentamente accorciando il tempo di fruizione, dall'altra ne stanno rivalutando la dimensione live, avvicinando così al vero senso della musica, al viverla davvero.
Io non son contro al progresso e alle tecnologie applicate, ma son convinto che possano convivere e certe sensazioni odori, profumi, sensazioni tattili non perderanno mai del tutto il loro fascino.
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Messaggioda Angiolillo » 16 feb 2009, 17:40

Radamantis ha scritto:potrebbero portare a degli ibridi gdt - PCgames.


Ce ne sono già stati negli anni '80. Non mi pare che abbiano mai avuto un gran successo, tanto che la strada più che da aprire mi sembra piuttosto già abbandonata...
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Messaggioda paolo » 16 feb 2009, 18:29

Eppure qualche editore allo scorso Essen mi accennava alla volontà di inserire piccoli processori nei giochi da tavolo per potere semplificare tutta la parte di punteggio. Chissà se lo faranno.
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Messaggioda linx » 16 feb 2009, 20:38

Non hanno già fatto un Monopoly con le carte di credito al posto dei soldi?

Ripeto: è bello che qualcuno faccia i conti per te. Ma se questo bisogno esiste in maniera decisa e ci si mette a farne uso ci si ritroverà a giocare SENZA calcolare veramente le conseguenze delle proprie azioni. Si viene così a perdere il bello di molti giochi.
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Messaggioda Futuroinfinito » 17 feb 2009, 11:35

Sta per uscire un gioco di carte collezionabile da una grande azienda che userà un piccolo lettore di codici a barre in cui inserire la propria carta. E' un fatto, e credo che un minimo di innovazione la porterà.
Il problema centrale credo sia stato individuato da Linx: la componente elettronica toglie parte del gioco al controllo umano. Di per sè non è un danno nè un pregio: è una caratteristica. Aumenta le possibilità (così come la collezionabilità e le espansioni aumentarono le possibilità dei wargame), ma sottrae controllo sul processo di gioco, o meglio su alcune sue parti, ad esempio il calcolo dei punti o degli scontri. Il che significa rendere un gioco più realistico, perchè nella realtà non si ha il controllo che si ha in un gioco.
Gli anni novanta hanno visto l'ascesa dei giochi alla tedesca. Nessuno ha notato che questo ha coinciso con due fattori?

1) Ascesa giochi alla tedesca
2) Diffusione dei giochi collezionabili (magic su tutti)
3) Diffusione di internet e dei wargame su pc (warcraft su tutti)

I giochi alla tedesca offrono una reale alternativa ad entrambi.
I wargame classici sono da quindici anni più efficaci via pc: aumentano il realismo ed il senso dell'ambientazione (e questo vale per tutti i giochi all'americana di tipo classico).
I collezionabili invece richiedono tempi e sforzi molto superiori a quelli disponibili a chi lavora. I giochi alla tedesca piacciono agli adulti ed ai bambini, un po' meno agli adolescenti, che preferiscono i collezionabili, dove trovano vaste comunità monotematiche ed un solo gioco che possa catalizzare tutte le loro energie ludiche, che sono molte e dotate di molto tempo libero.
L'innovazione pura non è detto che sia possibile per sempre, in un ambito ristretto come il gioco da tavolo. Negli ultimi quindici anni c'è stata un'accelerazione della produzione e dell'innovazione impressionante, ma non è detto che le meccaniche siano infinite. Una grande innovazione a mio avviso è il cooperativo, che oggi sta venendo migliorato. Una piccola innovazione è la strutturazione di un mazzo di carte da usare immediatamente, che non è così nuova come può sembrare (si pensi alla torre di Wallenstein, che però è solo quantitativa, mentre in Dominion è qualitativa), ma che indubbiamente costituisce una nuova piattaforma per giochi futuri.
Un tema da approfondire è l'ambientazione, ed effettivamente stanno uscendo giochi alla tedesca sempre più ambientati (Knizia si deve aggiornare o verrà tagliato fuori, se addirittura già non è stato fatto).
La fisicità col touch screen tornerebbe in auge, ed in effetti un tabellone touch screen universale per i wargame potrebbe essere interessante, sapendo che non inserendo elementi incontrollabili non coprirebbe il mercato dei giochi alla tedesca.

Nemo NemoN (il mio parametro per i giochi è nascondino, cui do 10, per quelli da tavolo è Puerto Rico cui do 8)

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Messaggioda Angiolillo » 17 feb 2009, 12:45

Futuroinfinito ha scritto:Sta per uscire un gioco di carte collezionabile da una grande azienda che userà un piccolo lettore di codici a barre in cui inserire la propria carta. E' un fatto, e credo che un minimo di innovazione la porterà.


Questo di per sé non è però un incrocio tra videogioco e gioco da tavolo: dipende da come il lettore verrà usato. I giochi anni '80 che dicevo avevano tabellone e pedine che si incrociavano con parti di gioco elettronico sullo schermo: era un ibrido abbastanza "vero" tra i due sistemi. L'inserimento di un gadget elettronico non è di per sé un incrocio con il videogioco: gadget più o meno sofisticati sono stati introdotti anche in passato. Negli anni '70 si goocava a "Pinocchio e il pesce parlante", che appunto parlava quando interrogato. Con Atmosfear e Dinoland si è passati alle videocassette, che per Atmosfear credo siano poi diventati DVD... Ma non mi pare che il gioco abbia assunto connotati da videogioco.
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Messaggioda Futuroinfinito » 17 feb 2009, 13:13

Angiolino hai ragione, ma in parte. Credo che la differenza sostanziale tra un gioco da tavolo ed un videogioco stia nel fatto che il gioco è interamente governato da regole a cui obbedire, mentre il videogioco presenta dei fatti (il muro a schermo, lo sprite, il fossato da dover saltare, ecc...) con cui il videogiocatore deve interagire senza far ricorso a regole: o salti il fossato con la tua abilità premendo i tasti appositi (un problema simile a come mettere un chiodo nel muro) oppure non riesci a giocare. Nel gioco da tavolo, anche in quello che richiede delle abilità (motorie) ci sono sempre delle regole a cui rifarsi e da rispettare. In Jenga devi essere più abile a togliere il pezzo degli altri, ma non devi togliere il pezzo più in alto (anche se potresti fattualmente farlo): nei videogiochi è difficilissimo trovare parti di gioco in cui il videogiocatore deve rispettare delle regole che POTREBBE anche non rispettare. E' per questo che Jesper Juul ritiene che l'unico modo per barare ai videogiochi sia hackerarne il codice. Il codice non è un manuale di regole: i manuali dei videogiochi assomigliano ai manuali dei videoregistratori: non ci sono regole da dover obbedire, ma spiegazioni di come funziona qualcosa di materiale (il videogioco).
Pertanto, la caratteristica principale dei giochi da tavolo è l'obbedienza a delle regole, il che rende l'esperienza completamente sotto il controllo del giocatore. Quindi, se in un gioco, grazie ad un macchinario di qualche genere, si toglie controllo al giocatore, ecco che si pone il giocatore di fronte alla parziale assenza di controllo, ed ecco che lo si avvicina al videogioco: un gioco da tavolo che faccia uso di un meccanismo per il calcolo dei danni che non sia del tutto conoscibile dal giocatore (come il lettore di codici a barre citato) rende il gioco in parte più realistico, inserendo un fatto laddove nel gioco da tavolo vi sono soltanto regole.
Spero di essere stato chiaro, ma dato che è un argomento sul quale ho una certa dimestichezza, potrei cercare di chiarirmi meglio, se richiesto.

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Messaggioda Radamantis » 18 feb 2009, 3:15

Secondo me l'interazione potrebbe aver successo (nonchè ragion d'essere) se portasse a delle semplificazioni o ad un incremento delle possibilità del gioco senza snaturarlo nella sua natura e senza diventare un piccolo nintendo ds (altrimenti perderebbe la sua ragion d'essere: mi comprerei direttamente il ds).

Provo a fare un paio di esempi:
- usare i nuovi schermi flessibili (magari anche touch screen) al posto del tabellone di cartone così da avere un numero elevatissimo di scenari da poter caricare (magari scaricandoli da internet), oppure per diminuire il setup iniziale, o alcuni componenti (perchè avere centinaia di puzzilli quando con un touch potrei inserirli sulla mappa?).
- inserire nelle miniature un chip e un piccolo display per fare una sorta di evoluzione del sistema clix (in un sistema però di cui conosco le regole non come il pc dove muovo, e vedo il risultato senza conoscere il meccanismo che ha portato alla creazione di quel valore).

certamente tutte le innovazioni dovranno non snaturare la vera natura del gdt: la cooperazione con i giocatori e non con il mezzo, l'obbedienza a regole e non a procedure così come descritto molto bene da Futuroinfinito, e così via.
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Messaggioda Iup » 19 feb 2009, 0:11

Oggi le tecnologie permettono un'interazione diretta tra reale e virtuale.
(cercate "augmented game" su youtube c'è un sacco di roba)
http://www.youtube.com/watch?v=VtIopu0UgXE&feature=related

Potrebbe essere il solito buco nell'acqua ma vedo che stanno nascendo molte tecnologie che permettono di integrare corpo e realtà virtuale, per esempio vedi il grande successo della Wii e degli strumenti di input connessi.

Il bello del gioco unplagged è che l'esperienza è non solo visiva e uditiva ma anche tattile e un conto è vedere un oggetto vero e un conto una rappresentazione grafica (per quanto realistica) su uno schermo.
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