I radical-Chic dei boardgames

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Cippacometa, Sephion, Rage, pacobillo

Messaggioda tanis70 » 8 gen 2006, 17:30

Bella discussione...

se permettete sentendomi un pò chiamato in causa vorrei dire la mia.

Credo che i giudizi severi nei confronti dei "classici" gdt (nota la diplomazia) nascano non certo dal disprezzo nei confronti di chi non ha avuto l'opportunità di provare giochi più evoluti ed aggiornati, quanto dal fastidio nei confronti delle case editrici che per "quieto vivere", ricerca di fatturato "facile" e soprattutto tragica miopia non sono state in grado (specie negli anni pre-videogames in cui c'è stata davvero la possibilità di far crescere ed evolvere questa passione anche nel nostro paese) di proporre sugli scaffali dei nostri supermercati titoli che avrebbero potuto agevolare un aggiornamento nei gusti della massa dei giocatori occasionali.

Certo che Monopoli o Risiko non meritano 1 o 2 "di per sè", ma, credo di aver già fatto il paragone altrove, è un pò come se gli unici dischi presenti sugli scaffali dei supermercati fossero quelli di Claudio Villa e Nilla Pizzi... per carità nessuno dice che debbano per forza esserci solo gli U2 o Eminem, però credo sia ragionevole auspicarsi la presenza di tutti. Sinatra è un grande cantante, e Risiko un bel gioco, per la loro epoca. E' snob dire che preferisco ascoltare i Coldplay piuttosto che Claudio Villa? O che almeno mi piacerebbe vedere i dischi di entrambi sugli scaffali? Visto che questo non succede, ecco spiegato il fatto che il pur rispettabile "reuccio" della canzone italiana mi torni un pò antipatico... sono snob per questo? Pazienza.

Credo che i "radical-chic" o gli "snob" come li chiami tu siano semplicemente persone stufe come me di vedere che il mondo dei giochi da tavolo per il 99% della popolazione italiana è fermo agli anni '50 oppure alle banali riproduzioni dei giochini televisivi. Ne capisco anche la necessità, per le aziende una facile fonte di fatturato è fondamentale (in marketing si chiamano "cash cow", mucche da soldi da spremere), però se un'industria non propone innovazioni ai propri clienti, una volta spremuto quel che c'è da spremere muore, perchè le nuove generazioni non si possono appassionare a giochi vecchi di cinquant'anni. Vale per tutti i campi, non solo per i gdt.

Personalmente, quindi, non lo ritengo snobismo, ma "disperato tentativo di far capire che per sopravvivere bisogna evolversi" e che questo vale anche per il nostro settore.
[/u]
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Messaggioda frankiedany » 8 gen 2006, 22:15

tanis70 ha scritto:Bella discussione...

se permettete sentendomi un pò chiamato in causa vorrei dire la mia.

Credo che i giudizi severi nei confronti dei "classici" gdt (nota la diplomazia) nascano non certo dal disprezzo nei confronti di chi non ha avuto l'opportunità di provare giochi più evoluti ed aggiornati, quanto dal fastidio nei confronti delle case editrici che per "quieto vivere", ricerca di fatturato "facile" e soprattutto tragica miopia non sono state in grado (specie negli anni pre-videogames in cui c'è stata davvero la possibilità di far crescere ed evolvere questa passione anche nel nostro paese) di proporre sugli scaffali dei nostri supermercati titoli che avrebbero potuto agevolare un aggiornamento nei gusti della massa dei giocatori occasionali.

Certo che Monopoli o Risiko non meritano 1 o 2 "di per sè", ma, credo di aver già fatto il paragone altrove, è un pò come se gli unici dischi presenti sugli scaffali dei supermercati fossero quelli di Claudio Villa e Nilla Pizzi... per carità nessuno dice che debbano per forza esserci solo gli U2 o Eminem, però credo sia ragionevole auspicarsi la presenza di tutti. Sinatra è un grande cantante, e Risiko un bel gioco, per la loro epoca. E' snob dire che preferisco ascoltare i Coldplay piuttosto che Claudio Villa? O che almeno mi piacerebbe vedere i dischi di entrambi sugli scaffali? Visto che questo non succede, ecco spiegato il fatto che il pur rispettabile "reuccio" della canzone italiana mi torni un pò antipatico... sono snob per questo? Pazienza.

Credo che i "radical-chic" o gli "snob" come li chiami tu siano semplicemente persone stufe come me di vedere che il mondo dei giochi da tavolo per il 99% della popolazione italiana è fermo agli anni '50 oppure alle banali riproduzioni dei giochini televisivi. Ne capisco anche la necessità, per le aziende una facile fonte di fatturato è fondamentale (in marketing si chiamano "cash cow", mucche da soldi da spremere), però se un'industria non propone innovazioni ai propri clienti, una volta spremuto quel che c'è da spremere muore, perchè le nuove generazioni non si possono appassionare a giochi vecchi di cinquant'anni. Vale per tutti i campi, non solo per i gdt.

Personalmente, quindi, non lo ritengo snobismo, ma "disperato tentativo di far capire che per sopravvivere bisogna evolversi" e che questo vale anche per il nostro settore.
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sono d'accordo !
e la fortuna diqueste case editrici che non propongono novità sta nel fatto che i bambini ( i quali sono considerati i destinatari dei giochi) non ci hanno mai giocato e x loro cmq sono una novità.
praticamente si punta sul ricambio generazionale e anagrafico.
comunque una bella fetta di mercato i videogames gli e l'hanno tolta!
oggi i bambini si dedicano moltissimo ai videogames e credo molto di + che ai boardgames.
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ehi, goblins...sono FRANKIE ...Dany si è fregata la mia E !!!
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Messaggioda Mikimush » 8 gen 2006, 23:35

JesseCuster ha scritto:Radica-chic è presente nei dizionari

l'ho cercato, è a quanto pare trattasi di legno pregiato.
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Messaggioda magobaol77 » 9 gen 2006, 1:18

Pienamente daccordo con Tanis. I giochi vanno tutelati nella loro pluralità.
Risiko e Monopoly vanno benissimo ACCANTO a tanti altri (e non da soli).
I videogame hanno abbattuto il mercato dei giochi da tavolo anche perchè la qualità dei giochi in commercio era bassissima e nessun editore ha mai puntato sul rinnovarsi e sull'originalità.
In germania ci sono i videogames eppure tutti i bambini conoscono Coloni di Catan o CArcassonne. (e molti ci giocano!)
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Messaggioda liga » 9 gen 2006, 12:27

Io sono Radical Chick :lol: Almeno in campo ludico ... ma non solo!

A me, ad esempio, piace il buon cinema ... e mi dispiace dovere fare i salti mortali per trovare una sala che trasmetta dei bei film (e magari rimangono per 6 giorni) mentre il 90% delle sale sono intasate dalle volgarita' di boldi e de sica ... e credo che se 9 sale su 10 dessero film di una certa qualita' forse la gente imparerebbe ad apprezzarli ... ma il mercato impone altre scelte ...

Stessa cosa per i giochi ... mi piacerebbe che nei supermercati ci fossero Carcassone, Coloni (e non dover impazzire per suggerire agli amici un posto dove comprare i giochi) e non solo il gioco di bonolis o delle braz ... o almeno che certe "licenze" venissero sfruttate per fare giochi d'autore (come hanno fatto con quella del signore degli Anelli).

Se questo e' essere Radical chick (indignarsi cioe' che le strategie di mercato e la vendita facile prevalgano sulla qualita' ed il valore "artistico" di un film/gioco) allora sono fiero di esserlo!

Nel mio piccolo provo a far giocare, insegnare, spiegare e conoscere un certo tipo di giochi a piu' persone possibile ... se poi uno vuole giocare al; gioco delle Braz ... affari suoi ...

Risiko e Monopoli credo che siano due giochi che possono essere utili per fare breccia, per avvicinare gente ... e a certi livelli (almeno risiko) possono anche essere gratificanti ... ma se uno si ferma li' secondo me si perde il bello del giocare ... poi uno e' libero di giocare a quello che vuole (e credo che comunque sia meglio giocare a Risiko che fare altre cose) ... c'e' un sacco di gente che gioca a briscola, scopone, ruba mazzo e non per questo valgono meno o sono delle brutte persone ... ma secondo me come c'e' cinema e cinema d'autore, come ci sono libri e libri d'autore, musica e musica d'autore ci sono anche giochi e giochi d'autore ... e se prediligere i giochi d'autore e' essere Radica Chick ... allora sono contento di esserlo!

Se hai voglia di andarti a vedere l'ultimo film di boldi e de sica e spendere cosi' il tuo tempo sei libero di farlo, ci mancherebbe! ... ma non venirmi a dire che quello e' buon cinema ... o meglio, dillo pure se vuoi, ma io la penso diversamente ...

buon gioco a te
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Messaggioda Mikimush » 9 gen 2006, 14:58

JesseCuster ha scritto:Se ci attacchiamo ai refusi.... in ogni caso nell' oggetto della discussione è scritto correttamente.

Non ci attacchiamo ai refusi: facciamo solo battute di spirito...
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Messaggioda rporrini » 9 gen 2006, 17:27

Colgo l'occasione fornita da questa discussione per segnalare un altro genere di giocatore nei confronti del quale non sono radical-chic (secondo la definizione data nel thread) ma astioso.

Questo giocatore è quello che l'unico gioco che considera valido è quello in cui si possono vincere o perdere dei soldi.

Questi giochi sono quelli elencati in un bando apparso in un altro thread del forum (Poker, zecchinetta, 7 e mezzo, ecc.).

Odio profondamente questi giochi (sebbene chiuda un occhio sotto le feste natalizie se la puntata non supera i 50 c.). Invece detesto le persone che li descrivono come i giochi più belli del creato ludico.
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Messaggioda Inuyasha » 9 gen 2006, 17:56

concordo con l'esimio rporrini, perchè questi partono dal presupposto che giocare senza puntare soldi e noioso e inconcludente, quindi essi sono radicalchic nei nostri confronti.
Tanto noi ci divertiamo di più, io propongo spesso a loro se preferiscono farsi spennare da altri piuttosto che divertirsi gratis peggio per loro :lol:
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Messaggioda Starmaster » 9 gen 2006, 18:06

rporrini ha scritto:Questo giocatore è quello che l'unico gioco che considera valido è quello in cui si possono vincere o perdere dei soldi.

Questi giochi sono quelli elencati in un bando apparso in un altro thread del forum (Poker, zecchinetta, 7 e mezzo, ecc.).

Odio profondamente questi giochi (sebbene chiuda un occhio sotto le feste natalizie se la puntata non supera i 50 c.). Invece detesto le persone che li descrivono come i giochi più belli del creato ludico.


Anche io sono di questo parere.
I giochi di questo genere, detti d' azzardo, sono visti come una nuova malattia.

Purtroppo c'è gente che si rovina e rovina altra gente.
Non è il nostro caso però.
Mi diverto 1000 volte di più con un Power Grid o Puerto Rico che a vincere o, molto spesso, perdere soldi a Poker o Black Jack.

Neanche se comprassi 5 giochi al mese andrei a spendere come o più dei giocatori d' azzardo in una settimana.

Scusate l' OT. ;)
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Messaggioda linx » 9 gen 2006, 20:48

magobaol77 ha scritto:se tanta gente gioca ci saranno sicuramente giochi sempre migliori.


Non sono troppo d'accordo con questa affermazione.
Rendiamoci conto che se i boardgames sono un gioco di nicchia si tenderà a produrre e vendere giochi che interessino quella determinata nicchia.

ESEMPIO:
In Germania la nicchia è la famiglia e si tende a produrre giochi adatti contemporaneamente a bambini e adulti tagliando sulle ambientazioni che possano far sentire stupidi gli adulti o non essere capite dai bambini.
In America la nicchia è composta da giovani appassionati di fantasy o fantascienza, magari videogiocatori oppure da adulti appassionati da wargames e i loro "figli" (naturali o ludici).

Se il gioco da tavolo diventasse DAVVERO di massa (ipotesi remota, fortunatamente) si tenderebbe a produrre giochi adatti a tutti i gusti e la varietà ne perderebbe.

ESEMPI NEL CAMPO CINEMATOGRAFICO:
I grandi colossal americani ficcano sempre, anche a sproposito, una storia d'amore in ogni film (Pearl Harbour, Titanic...)
ESEMPIO NEL CAMPO STRETTAMENTE LUDICO:
I videogiochi si stanno fossilizzando in pochissimi generi cambiando solo l'ambientazione (non a caso ormai sono le console che spopolano e si trovano sempre meno giochi per PC nei negozi).

Io sono sempre pronto a diffondere la cultura ludica ma non auspico una massificazione del boardgames: sono già rimasto scottato con i videogiochi.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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