Il bisogno di RPG!

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Il bisogno di RPG!

Messaggioda Shasa » 31 ago 2006, 11:13

Forse è un argomento già trito e ritrito in questo spazio, ma lo ripropongo ponendo attenzione magari su eventuali cambiamenti di idee e concetti: perché si sente il bisogno di giocare ad un RPG? Cosa scatta in mente? Qual'è il fine?
Grazie ciao
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Messaggioda Necros » 31 ago 2006, 14:17

ti prego di perdonare la mia ignoranza, ma se mi spieghi cos'è un RPG potrei esrimerre anche io i miei pareri e idee.
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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Messaggioda Falcon » 31 ago 2006, 15:10

RPG = GDR = Gioco di Ruolo

Il fine per me nel gioco di ruolo è liberare la fantasia e creare storie interessanti (faccio sempre il master-narratore-custode ecc.) per far divertire i miei amici e me, che poi è lo scopo primario di ogni gioco, ma in qualità di narratore sei più responsabile di cio' che accade in tal senso.
Oltre a questo c'è il senso di cooperazione, amicizia ed alti valori che vengono rievocati in storie epiche (bhe, questo dipende dal gioco ;) ), in modo forse da liberarsi dalla "grigia" quotidianità.
In fondo però è un gioco, ed il suo scopo principale e divertire e svagare.

"E in ogni caso non abbandonate il tavolo da gioco, perché il giorno che lo farete la festa sarà finita e sarete diventati, inesorabilmente, vecchi." (Dostoevskij)

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Messaggioda Galdor » 31 ago 2006, 17:28

Mi piace definire il GdR (o RPG) una "evasione sociale": si evade dal mondo e dalla quotidianità proprio come si farebbe con un film al cinema, la lettura di un libro, una dose di eroina, ecc... La differenza -che a mio avviso rende "migliore" il GdR rispetto alle altre evasioni- è che le altre evasioni si fanno solitamente in piena solitudine: anche quando guardi un film lo puoi fare con 100 amici ma in realtà la funzione di evasione viene esplicitata con ciò che viene riprodotto sullo schermo e basta! Evadi perchè guardi il film: se il film è un pretesto per fare battute, lanciarsi i pop-corn o quant'altro allora si trasforma in un divertimento, ma non è più un'evasione.. ;)

Il GdR è invece una forma geniale di evasione sociale, dove il tuo momento di astrazione dalla realtà lo realizzi assieme ad altri e grazie ad altri!
:beerchug:
Per questo gioco di ruolo.. :grin:
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Re: Il bisogno di RPG!

Messaggioda Necros » 31 ago 2006, 22:03

Shasa ha scritto:Forse è un argomento già trito e ritrito in questo spazio, ma lo ripropongo ponendo attenzione magari su eventuali cambiamenti di idee e concetti: perché si sente il bisogno di giocare ad un RPG? Cosa scatta in mente? Qual'è il fine?
Grazie ciao

il GDR fornisce una realtà a cui il ciocatore non può prendere parte ne vivere, se non con la fantasia e con accessori in caso dei live; con il GDR posso scegliere di essere quello che che ho smepre dessiderato:non accaso quelli brutti fanno gli elfi e quelli piccoli di sattura gli orchi o i mezzorchi.
Come già detto galdor, cosa che concordo in pieno il GDR è visto come un memonto di evasione dalla vita sociale di tutti i giorni per divertirsi, anche se questo è l'aspetto che accomuna gran parte dei giochi da tavolo e non.
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Messaggioda Shasa » 1 set 2006, 11:01

La parola chiave sembra essere dunque "evasione". Ma credo che forse un'attenta riflessione per non cadere nel banale e nell'ambiguo debba essere fatta: si evade perché la realtà non ci piace? perché nel quotidiano esprimersi come si esprimerebbe il nostro "eroe" che interpretiamo condurrebbe gli altri a deriderci? o solo perché ci piace giocare? e la fantasia non rischia di diventare a sua volta una "realtà" che sfugge al nostro controllo? a volte la follia concessa dal gioco coincide con la personalità vera di chi gioca?

A me piace giocare perché oltre ad evadere, credo sia un modo genuino ed onesto (anche se non sempre leale, si sa, piace anche vincere), di stare con un gruppo di amici che condivide una passione, con la consapevolezza, naturalmente, che tutto si riduce solo ad un gioco!

Grazie ciao
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Messaggioda Starmaster » 1 set 2006, 15:20

Shasa ha scritto:La parola chiave sembra essere dunque "evasione". Ma credo che forse un'attenta riflessione per non cadere nel banale e nell'ambiguo debba essere fatta: si evade perché la realtà non ci piace? perché nel quotidiano esprimersi come si esprimerebbe il nostro "eroe" che interpretiamo condurrebbe gli altri a deriderci? o solo perché ci piace giocare? e la fantasia non rischia di diventare a sua volta una "realtà" che sfugge al nostro controllo? a volte la follia concessa dal gioco coincide con la personalità vera di chi gioca?

A me piace giocare perché oltre ad evadere, credo sia un modo genuino ed onesto (anche se non sempre leale, si sa, piace anche vincere), di stare con un gruppo di amici che condivide una passione, con la consapevolezza, naturalmente, che tutto si riduce solo ad un gioco!

Grazie ciao


Il gioco di per se non è precisamente una "evasione". Da bambini piace giocare interpretando gli eroi che si vedono in TV o che si leggono sui libri senza avere il problema di essere presi per dei mentecatti, però il tutto non è per "evadere" ma solo per "divertirsi ad essere quello che ci piacerebbe essere". Un bimbo, nella maggior parte dei casi, non ha bisogno di evadere da niente. Più che "evadere" "vuole essere" e tante volte "crede di essere".

Il problema sorge quando il bambino cresce, in alcuni adulti il bisogno di "essere qualcuno che non si può essere" si accentua perchè la vita gli riserva più difficoltà di quando era bambino ed allora scatta "l' evasione" che può essere raggiunta con uno svago qualsiasi che spazia dal solo fatto di guardarsi un bel film fino a scalare una montagna.

Tutto questo per dire che, secondo me, il GDR non è precisamente un modo di "evadere" ma più un risveglio del nostro essere bambini e sognare di essere qualcuno che non potremmo essere mai.
Quoto in pieno Necros perchè per me è quello che si è avvicinato di più al vero motivo per cui si gioca di ruolo.

I giocatori più incalliti si immedesimano così tanto nel loro personaggio da star male se a questo dovesse succedere qualche brutta cosa.

Tante volte ci difendiamo dietro la parola "evasione" per essere giustificati davanti a chi, magari, vede il gioco come una perdita di tempo.

Il vero motivo per cui si gioca di ruolo è che vogliamo tornare ad essere bambini ed immedesimarci nei nostri eroi.

Spero di essere stato chiaro e spero anche che ogni uomo o donna riesca a non perdere mai quel bambino giocoso che c'è in ognuno di noi.

Giocare sognare ed amare sono le cose più belle che la vita ci riserva, ricordiamoci di non perdere mai queste abitudini.

Ciao a tutti e....non smettete mai di giocare! ;)
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Messaggioda Galdor » 1 set 2006, 16:51

Con la parola "evasione" non intendevo necessariamente "alienazione": certo, il GdR può portare anche all'alienazione, a fare quello che non potremmo mai fare, a vivere in un mondo immaginario, ecc... ma non solo! L'evasione è qualcosa di più della mera alienazione*, è una forma di divertimento: chi guarda un film o legge un libro non lo fa necessariamente per "scappare" (alienarsi) dalla realtà, ma solo per evadere la stessa! :grin:
La differenza è sottile ma ben netta e risponde al desiderio archetipico del Mito: lo storytelling è infatti esistito da sempre (gli aedi, i bardi, i poeti, i romanzieri, ecc), ha solo assunto forme diverse (al giorno d'oggi ci sono film, fumetti,..). Anche quando sei piccolo ascolti le favole della nonna, guardi la tv, ecc.. L'evasione, insomma, è parte integrante dell'uomo! In tutte le culture e in tutte le epoche c'è una tradizione del Mito e della narrazione..
Quindi la risposta a queste domande:
Shasa ha scritto:si evade perché la realtà non ci piace? perché nel quotidiano esprimersi come si esprimerebbe il nostro "eroe" che interpretiamo condurrebbe gli altri a deriderci? o solo perché ci piace giocare? e la fantasia non rischia di diventare a sua volta una "realtà" che sfugge al nostro controllo? a volte la follia concessa dal gioco coincide con la personalità vera di chi gioca?

..è che si evade perchè siamo uomini! ;) Lo facciamo spinti dallo stesso bisogno che spingeva i nostri genitori a guardare film con Sean Connery, i nostri nonni a leggere i romanzi di Verne e i nostri antenati ad assistere ad una tragedia di Shakespeare, a una commedia di Plauto, ecc..
Il GdR è una forma davvero geniale e originale di evasione: ciascuno infatti partecipa attivamente alla narrazione e non rimane un semplice spettatore della stessa...e in più il tutto viene fatto coralmente! :grin:

In realtà io gioco anche perchè -con gli anni- ho scoperto che il GdR incoraggia lo sviluppo di alcuni skills (per parlare in termini ruolistici :lol: ): fantasia, creatività, capacità di improvvisazione, capacità di relazionarsi con gli altri e capire il prossimo, ecc

*non a caso io nella vita svolgo attività diplomatiche/accademiche e nel gioco impersono preferibilmente personaggi diplomatici/accademici ;)

NB: tutto il mio discorso vale per l'unico tipo di GdR che pratico, cioè quello Pen&Paper...non vale necessariamente per quello dal vivo, al computer, ecc :idea:
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Messaggioda Juda » 1 set 2006, 17:47

Che si giochi per divertirsi è ormai chiaro e tuttavia ciò che conta è il modo di divertirsi. Accomunare il gdr con il libro, il film ed in generale la narrazione non è del tutto corretto a mio parere: nel gdr vi è una componente decisionale che lo rende attivo (rispetto alla narrazione) contro la passività del film o del libro in cui la storia non è modificabile e men che meno in costruzione. Detto questo io gioco probabilmente perchè mi diverte vivere una realtà diversa e vivere non è la stessa cosa che guardare. Il fatto che sia quasi esclusivaente un' operazione mentale implica solo che si usino meno i 5 sensi ma questo in fondo non è un grosso ostacolo ai fini del gioco.

Adotta un Juda, ti sara "fedele" per sempre!?!

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Messaggioda Galdor » 1 set 2006, 17:57

Juda ha scritto:Accomunare il gdr con il libro, il film ed in generale la narrazione non è del tutto corretto a mio parere: nel gdr vi è una componente decisionale che lo rende attivo (rispetto alla narrazione) contro la passività del film o del libro in cui la storia non è modificabile e men che meno in costruzione.

Vero; infatti ho precisato: :grin:
Galdor ha scritto:Il GdR è una forma davvero geniale e originale di evasione: ciascuno infatti partecipa attivamente alla narrazione e non rimane un semplice spettatore della stessa...e in più il tutto viene fatto coralmente!
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Messaggioda linx » 1 set 2006, 18:05

Questa domanda mi ha messo in seria difficoltà. Riflettendoci bene penso che la mia risposta possa essere:
la noia e la possibilità di poter applicare la mia capacità decisionale in un mondo dove le risposte sono dirette, in tempi brevi e, molto spesso chiare.

Ecco. :-(
Alla fin fine non ho detto altro che lo pratico per evasione. :cry:
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Necros » 1 set 2006, 18:23

evadiamo da questa relatà non perchè non ci piaccia, ma perchè, secondo Pirandello, ogni uomo ha molte faccie\maschere e con il DGR l'individuo può mostrare le faccie\maschere che in nessun altra situazione quotidiana, nel lavoroe o nel privato, potrebbe esprimere o mostrare.
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Messaggioda Solomon » 1 set 2006, 21:39

linx ha scritto:Questa domanda mi ha messo in seria difficoltà. Riflettendoci bene penso che la mia risposta possa essere:
la noia e la possibilità di poter applicare la mia capacità decisionale in un mondo dove le risposte sono dirette, in tempi brevi e, molto spesso chiare.

Ecco. :-(
Alla fin fine non ho detto altro che lo pratico per evasione. :cry:


Sai che invece ho trovato il tuo intervento decisamente illuminante? Sì, c'è una purezza ed evidenza dei rapporti causali, non solo nei GdR ma in tutti i giochi formali, in cui probabilmente si può trovare conforto e rifugio dal caos della vita reale. Che si vinca o si perda, nei giochi tutto ha un perchè. Lo chiamerei quasi un bisogno cognitivo più che un desiderio di evasione.

Per il resto - la componente sociale mi pare predominante. Si gioca per le stesse ragioni per cui si praticano mille altre attività con i nostri simili. Più di altri giochi, i GdR sono spesso anche uno strumento per sfogare le proprie ambizioni creative, ma questo non credo valga per tutti i giocatori nella stessa misura. La necessità di socializzare, invece, mi sembra universale.
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Messaggioda Juda » 2 set 2006, 3:35

Francamente non capisco (pecca del mio intelletto) esattamente cosa intendiate con evasione; fuga? ricerca di un rifugio? manipolazione della realtà? cosa? E' un bisogno creato dalle mancanze della realtà sociale? E' una soluzione da codardi o da coraggiosi? A voi...

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Messaggioda Necros » 2 set 2006, 17:10

Juda ha scritto:Francamente non capisco (pecca del mio intelletto) esattamente cosa intendiate con evasione; fuga? ricerca di un rifugio? manipolazione della realtà? cosa? E' un bisogno creato dalle mancanze della realtà sociale? E' una soluzione da codardi o da coraggiosi? A voi...

io vedrei nei giocatori del GDR più degli attori che dei normali individui coraggiosi, definiamoli delgi attori coraggiosi che si rappotano con diverse interpretazioni di un personaggio in situazioni analoghe e non alla vita quotidiana e non.
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