Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda mattia5 » 19 ago 2015, 12:17

Butto li anche la mia...
Io credo che un numero elevatissimo di giochi in uscita richieda uno sforzo maggiore da parte del compratore\appassionato ma sia in grado di ricompensarlo maggiormente.
Prima di fare un analisi vorrei partire da dei dati comuni sui quali poter intavolare un discorso.
Immaginiamo che Ugo sia un appassionato di giochi da tavolo e che abbia la possibilità\voglia di dedicare x (pari al costo di 20 giochi l'anno) risorse al suo hobby e valutiamo l'ipotetico comportamento che potrebbe tenere Ugo in base alle evoluzioni del mercato.

Caso A il mercato produce 10 nuovi giochi all'anno.
Se uscissero 10 giochi in un anno Ugo, quasi sicuramente, li comprerebbe tutti senza sforzarsi troppo nel reperire informazioni o leggere regolamenti. Ammettendo anche il "dogma", tutto da verificare, che se il mercato propone pochi giochi siano tutti belli e curati, Ugo si ritroverebbe con diciamo 8 ottimi giochi (mi sento ottimista e dico che l'80% dei giochi usciti sia perfetto) e probabilmente un secondo hobby nel quale investire il tempo e le risorse che gli sono avanzate.

Caso B il mercato produce 20 nuovi giochi l'anno.
Se uscissero 20 giochi in un anno Ugo, probabilmente, li comprerebbe tutti senza sforzarsi troppo nel reperire informazioni o leggere regolamenti. Partendo sempre dal dogma di cui sopra Ugo si ritroverebbe con diciamo 12 ottimi giochi (il qualità passa dall'80% di prima al 60%) con tutte le sue risorse investite nel suo hobby preferito.

Caso C il mercato produce 100 giochi l'anno.
Se uscissero 100 giochi in un anno Ugo avrebbe la possibilità di acquistarne solo il 20% e si troverebbe nella condizione di dover reperire informazioni e leggere i regolamenti per poter decidere quali comprare. A questo punto Ugo potrebbe comprare in maniera casuale dei giochi con il forte rischio di ritrovarsi con 5 giochi buoni in mano (considero solo il 25% di giochi buoni e andando a statistica), oppure potrebbe documentarsi e sperare di comprare la maggior parte possibile dei 20 giochi buoni usciti. diciamo che ne riesca ad individuare 15 su 20.

Caso D il mercato produce 1000 giochi l'anno.
Se uscissero 1000 giochi in un anno Ugo avrebbe la possibilità di acquistarne solo il 2% e si troverebbe nella condizione di dover reperire informazioni e leggere i regolamenti per poter decidere quali comprare. A questo punto Ugo potrebbe comprare in maniera casuale dei giochi con il forte rischio di ritrovarsi con 0\1 gioco buoni in mano (considero solo il 10% di giochi buoni e andando a statistica), oppure potrebbe documentarsi e sperare di comprare la maggior parte possibile dei 100 giochi buoni usciti. diciamo che potrebbe individuare 18 su 100.

In poche parole penso che un compratore poco attento possa auspicarsi un mercato "assistito" dove le case produttrici possano fare da filtro (eliminando anche qualche gioco ottimo) garantendogli però pochi acquisti ma buoni. Un compratore attento invece si dovrebbe auspicare un mercato molto florido nel quale scegliere secondo i propri gusti con la consapevolezza di poter comprare un numero maggiore di ottimi giochi e qualche "gioco scadente".

Francamente ben venga lo stato attuale del mercato rispetto a quello degli anni 80 \90\primi anni 2000.

Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto per kickstarter che "obbliga"\invoglia l'acquirente a comprare a scatola chiusa con la promessa di componenti aggiuntivi dedicati. Io sono favorevole ad uno sconto per chi voglia finanziare un progetto in anticipo ma trovo invece una "concorrenza scorretta" quella di fornire giochi monchi a chi non li compra tramite il crowdfunding.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda Agzaroth » 19 ago 2015, 12:42

mattia5 ha scritto:Caso D il mercato produce 1000 giochi l'anno.
Se uscissero 1000 giochi in un anno Ugo avrebbe la possibilità di acquistarne solo il 2% e si troverebbe nella condizione di dover reperire informazioni e leggere i regolamenti per poter decidere quali comprare. A questo punto Ugo potrebbe comprare in maniera casuale dei giochi con il forte rischio di ritrovarsi con 0\1 gioco buoni in mano (considero solo il 10% di giochi buoni e andando a statistica), oppure potrebbe documentarsi e sperare di comprare la maggior parte possibile dei 100 giochi buoni usciti. diciamo che potrebbe individuare 18 su 100.

il tuo ragionamento non fa una piega....se non fosse che questo povero cristo si legge 1000 regolamenti all'anno (circa 3 al giorno), chiede pareri su un forum per 1000 giochi e legge - siamo buoni - anche 1000 recensioni.

fatto tutto questo comprerà, forse, sì 18 giochi belli su 20, ma non avrà più il tempo per giocarne nessuno :D
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda Agzaroth » 19 ago 2015, 12:45

mattia5 ha scritto:Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto per kickstarter che "obbliga"\invoglia l'acquirente a comprare a scatola chiusa con la promessa di componenti aggiuntivi dedicati. Io sono favorevole ad uno sconto per chi voglia finanziare un progetto in anticipo ma trovo invece una "concorrenza scorretta" quella di fornire giochi monchi a chi non li compra tramite il crowdfunding.

no scusa, questo è proprio il contrario: scorretto sarebbe dare lo stesso prodotto a chi non lo ha finanziato in anticipo ma è arrivato con calma e sicurezza dopo.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 19 ago 2015, 12:50

MI pare che ci siano delle problematiche nelle premesse. Gli esempi quindi diventano fallaci.
- Trovo difficile che un appassionato possa giocare a 20 giochi l'anno con un buon livello di approfondimento del titolo.
Più facile che questi titoli siano 10-12.
Un mesetto al titolo mi sembra il minimo.
- Trovo difficile informarsi sui giochi se il mercato produce 1000 titoli, ed è proprio il compratore attento a dover perdere
tempo ed energie per informarsi (spesso NON avendo questo tempo, o togliendolo dal gioco), considerando anche che le informazioni sono spesso parziali, o palesemente false.
Il marketing non è informazione e i siti specializzati non forniscono dettagli di gameplay tali da orientare.
I video-rece sono meglio (sebbene non la panacea), peccato che dei 1000 titoli ne verranno recensiti 100.
- Informarsi su 20 titoli è estremamente più fattibile che informarsi su 100 o 1000.
- La facilità di sbagliare acquisto è elevata in ogni caso.
- Ugo compra giochi, ma il numero di giochi comprati non è proporzionale affatto al divertimento nel giocare.
- La novità editoriale a tutti i costi è un comportamento ossessivo-compulsivo del consumo. Rigiocare i giochi che già si hanno non
determina divertirsi di meno.
- Una parziale soluzione? Il noleggio dei giochi. C'è sempre stato, ora non c'è più. E non è un caso. Alle case editrici non conviene affatto
che un gioco venga provato un po' prima dell'acquisto. Specialmente questo si è visto nei videogiochi, dove la cosa viene proibita per copyright.
- inoltre : comprare giochi non significa giocarli (repetita juvant? speriamo)
- Ugo non rappresenta il mercato. I consumatori non attenti che comprano sulla base del marketing fanno numero e spostano il mercato in una direzione più generalista lontana dai gusti di Ugo. Il gioco per appassionato, di qualità, quindi diventa più difficilmente reperibile per problemi di distribuzione, in primis, si distingue più difficilmente, ecc.

Sono stato abbastanza esaustivo adesso?
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda mattia5 » 19 ago 2015, 13:42

Agzaroth ha scritto:
mattia5 ha scritto:Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto per kickstarter che "obbliga"\invoglia l'acquirente a comprare a scatola chiusa con la promessa di componenti aggiuntivi dedicati. Io sono favorevole ad uno sconto per chi voglia finanziare un progetto in anticipo ma trovo invece una "concorrenza scorretta" quella di fornire giochi monchi a chi non li compra tramite il crowdfunding.

no scusa, questo è proprio il contrario: scorretto sarebbe dare lo stesso prodotto a chi non lo ha finanziato in anticipo ma è arrivato con calma e sicurezza dopo.


Io credo che chi si prenda un rischio economico (finanzio un gioco) lo faccia per essere sicuro che il progetto veda la luce e che il suo rischio sia ricompensato da un costo minore. Quanti farebbero kickstarter a scatola chiusa per uno sconto del 30%? (solo quelli che credono nel progetto). Quanti invece lo fanno per avere tutte le "espansioni" (che altro non sono che componenti base in quanto pensati durante lo sviluppo del gioco) che altrimenti [glow=red][dropshadow=red]NON SARANNO MAI PIU' DISPONIBILI[/dropshadow][/glow]? perchè mi devi dire che se non compro adesso qualcosa non lo potrò mai più avere? perchè invece non dici che al di fuori di kickstarter i componenti saranno comunque presenti nella scatola base ma al costo di produzione?
Questo meccanismo è scorretto verso i compratori e cerca di far leva su comportamenti ossessivi al fine di ottenere finanziamenti che altrimenti non verrebbero raggiunti. Se proprio vuoi essere riconsocente a chi ha finanziato un progetto lo puoi fare in mille modi (citarlo sul regolamento) senza far leva su tecniche di marketing scorrette.
Ultima modifica di mattia5 il 19 ago 2015, 14:25, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda mattia5 » 19 ago 2015, 14:05

LordDrachen ha scritto:MI pare che ci siano delle problematiche nelle premesse. Gli esempi quindi diventano fallaci.
- Trovo difficile che un appassionato possa giocare a 20 giochi l'anno con un buon livello di approfondimento del titolo.
Più facile che questi titoli siano 10-12.
Un mesetto al titolo mi sembra il minimo.
- Trovo difficile informarsi sui giochi se il mercato produce 1000 titoli, ed è proprio il compratore attento a dover perdere
tempo ed energie per informarsi (spesso NON avendo questo tempo, o togliendolo dal gioco), considerando anche che le informazioni sono spesso parziali, o palesemente false.
Il marketing non è informazione e i siti specializzati non forniscono dettagli di gameplay tali da orientare.
I video-rece sono meglio (sebbene non la panacea), peccato che dei 1000 titoli ne verranno recensiti 100.
- Informarsi su 20 titoli è estremamente più fattibile che informarsi su 100 o 1000.
- La facilità di sbagliare acquisto è elevata in ogni caso.
- Ugo compra giochi, ma il numero di giochi comprati non è proporzionale affatto al divertimento nel giocare.
- La novità editoriale a tutti i costi è un comportamento ossessivo-compulsivo del consumo. Rigiocare i giochi che già si hanno non
determina divertirsi di meno.
- Una parziale soluzione? Il noleggio dei giochi. C'è sempre stato, ora non c'è più. E non è un caso. Alle case editrici non conviene affatto
che un gioco venga provato un po' prima dell'acquisto. Specialmente questo si è visto nei videogiochi, dove la cosa viene proibita per copyright.
- inoltre : comprare giochi non significa giocarli (repetita juvant? speriamo)
- Ugo non rappresenta il mercato. I consumatori non attenti che comprano sulla base del marketing fanno numero e spostano il mercato in una direzione più generalista lontana dai gusti di Ugo. Il gioco per appassionato, di qualità, quindi diventa più difficilmente reperibile per problemi di distribuzione, in primis, si distingue più difficilmente, ecc.

Sono stato abbastanza esaustivo adesso?


I numeri sono casuali e la logica non varia nemmeno con 10 giochi l'anno (ho messo x perchè tutti possano sostituirci il numero di giochi che acquistano in un anno). il numero di partite che potrò fare o il tempo che potrò dedicare ai giochi citati non ha nessuna incidenza sul ragionamento e non cambia in nessun modo il comportamento di Ugo che vuole X giochi l'anno (il discorso di che numero è ottimale mettere al posto della x è altrettanto interessante ma totalmente fuori tema).

Anche il comportamento di un compratore compulsivo è interessante ma non è un argomento che centra con il nostro amato Ugo che non è un compratore compulsivo e si deve rapportare con il mercato dei GDT( un compratore compulsivo compra per il piacere di comprare e non è interessato all'effettiva qualità degli acquisti per cui non cambia nulla per lui il valore medio dei giochi). Quindi tornando al discorso ad un compratore compulsivo interessa avere giochi da comprare ad Ugo, invece, interessa trovare dei bei giochi da comprare ed entrambi si trovano meglio in un mercato ricco di titoli (1000 all'anno) rispetto ad un mercato povero (10 giochi l'anno).
Devo invece convenire sulla difficoltà di informarsi su 1000 giochi, ma anche qui ci sono delle considerazioni da fare:
1- dei 1000 giochi usciti Ugo, probabilmente, sarà in grado di scremare almeno il 50% senza perdere molto tempo (n di giocatori, meccaniche, durata, autore, genere ecc) dei 500 restanti ad Ugo basta trovarne 20 (dei 50 possibili) che gli piacciano per cui dovrebbe informarsi su 300 dei 500 per arrivare a questo numero. A questo punto Ugo non può leggersi 300 regolamenti di giochi potenzialmente interessanti, però può affidarsi ad altri Ugo simili a lui (che conosce o che fanno parte del suo gruppo) oppure a blogger, siti come la TDG e BGG o critici di cui si fida.
Questo ovviamente è solo un esempio e non deve per forza considerare nella perfezione ogni cosa, però serve per dare l'idea che un mercato ricco di giochi sia auspicabile per tutti tranne per il compratore che ha poco tempo e poca disponibilità da dedicare al proprio hobby dove avere 5 giochi nuovi l'anno (dei quali 4 "fatti bene" anche se magari non rispondono ai suoi gusti personali).
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda janko » 19 ago 2015, 19:57

Ma chi è sto Ugo?
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda janko » 19 ago 2015, 19:59

Con un mercato più ampio secondo me è comunque più facile rischiare qualcosa di più nell'innovazione delle meccaniche
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 20 ago 2015, 8:33

mattia5 ha scritto:il numero di partite che potrò fare o il tempo che potrò dedicare ai giochi citati non ha nessuna incidenza sul ragionamento e non cambia in nessun modo il comportamento di Ugo che vuole X giochi l'anno (il discorso di che numero è ottimale mettere al posto della x è altrettanto interessante ma totalmente fuori tema).

Ma anche no. E' un errore madornale.
1) Se sono un indio in una foresta amazzonica non lo voglio l'iphone.
Ugo vuole X giochi in base all'offerta del mercato, se esistessero solo 3-4 giochi sul mercato ne chiederebbe un numero da 1 a 8. non 300. Il consumismo si poggia proprio sul fatto di creare il desiderio indotto. Noi vogliamo molti più giochi proprio perché c'è questo mercato in espansione. Altrimenti ci accontenteremmo.
2) Il tempo che si dedica ai giochi e quanto e come giochi FA l'hobby. Quello di cui parli è il mercato. A me interessa che il mercato produca qualità PER poter giocare, non in senso lato.
Anche il comportamento di un compratore compulsivo è interessante ma non è un argomento che centra con il nostro amato Ugo

Invece è il nocciolo.
che non è un compratore compulsivo e si deve rapportare con il mercato dei GDT
( un compratore compulsivo compra per il piacere di comprare e non è interessato all'effettiva qualità degli acquisti per cui non cambia nulla per lui il valore medio dei giochi).

qualsiasi hobbysta cade nel compulsivo poco o tanto, nonostante sia interessato alla qualità, solo che facilmente se ne accorge dopo, oppure compra più giochi di quanti ne possa giocare.
i compulsivi dettano il mercato. se Ugo non fosse compulsivo giocherebbe in base ai giochi che compra.
in entrambi i casi o Ugo non detta il mercato e quindi non incide sulla qualità prodotta, o Ugo è compulsivo come gli altri.
bei giochi da comprare ed entrambi si trovano meglio in un mercato ricco di titoli (1000 all'anno) rispetto ad un mercato povero (10 giochi l'anno).

Non è vero. Prendi fiato. Non è vero.
Il top del mercato ludico in termini di qualità è stato l'inizio dell'esplosione (facciamo 7-8 anni fa?), non adesso.
Cioè quando si son fatti giochi nuovi o hanno fatto rinascere alcuni generi.
Poi ci sono delle differenze in base alla tipologia di gioco (certi settori sono esplosi più tardi).
Ora siamo nel pieno dell'esplosione e succede quello che dico: la clonazione ad infinitum.
Il problema è che poi quando finisce la moda (perché lo sapete che è una moda vero? lunga o corta che sia) rimangon macerie.
Se va bene, arriva la selezione naturale del mercato. E speriamo che arrivi, che c'è bisogno.
1- dei 1000 giochi usciti Ugo, probabilmente, sarà in grado di scremare almeno il 50% senza perdere molto tempo (n di giocatori, meccaniche, durata, autore, genere ecc)

Si vede che Ugo è chiuso di mente. ^^
Io non scremo in base a nessuna di quelle cose, per dire.
dei 500 restanti ad Ugo basta trovarne 20 (dei 50 possibili) che gli piacciano per cui dovrebbe informarsi su 300 dei 500 per arrivare a questo numero. A questo punto Ugo non può leggersi 300 regolamenti di giochi potenzialmente interessanti, però può affidarsi ad altri Ugo simili a lui (che conosce o che fanno parte del suo gruppo) oppure a blogger, siti come la TDG e BGG o critici di cui si fida.

Che sistema efficiente...... :asd:
Dai ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? Sono 300 fo....i giochi!
Allora torniamo ai giochi autoprodotti se l'informazione rimane al 1800, mentre il mercato è nel 2015....

State difendendo l'indifendibile.
Siamo in piena ecstasy of games. ^^
Ultima modifica di LordDrachen il 20 ago 2015, 8:38, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 20 ago 2015, 8:34

janko ha scritto:Con un mercato più ampio secondo me è comunque più facile rischiare qualcosa di più nell'innovazione delle meccaniche

Strano che non succeda.
In un mercato più stretto è più facile differenziare il prodotto. In un mercato esploso ci son già 10 che han fatto la stessa cosa.
E sai cosa succede? Giochi sul sicuro.
Secondo te perché c'è KS? Eppure siamo in un mercato che tira, ma si preferisce passare per il crowdfunding per non rischiare.
Ma dai? ^^
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda yon » 20 ago 2015, 9:50

Sono d'accordo con Drachen. A me piace leggere regolamenti, è quasi un sotto hobby, ma 300 regolamenti in un anno sono veramente tanti e tolgono tempo al gioco sul tavolo. Secondo me il criterio di proporzionalità sulla percentuale qualità in base alla quantità non è vera, nel senso che più si alza la quantità più, progressivamente, si abbassa l'incidenza della percentuale della qualità sulla quantità.

In parole povere se su una quantità di 10 ho 4 di qualità, su una quantità di 10.000 non avrò mai 4.000 di qualità ma, più verisimilmente, 2.000 o anche meno. E se questo è vero in assoluto lo è ancora di più in settori come l'entertainement, dove appunto marketing, mode e mezzi di diffusione degli stessi operano pesanti distorsioni della percezione del prodotto.

LordDrachen ha scritto:[offtopic]4. Continuare a giocare alla 3.5.
Non c'è la scadenza sui gdr.[/offtopic]

Sai meglio di me, anche perché lo hai scritto proprio in questi ultimi post, che esistono 10 giocatori che dicono: "oh, io ho la versione 3.0 e mi tengo quella che secondo me è meglio" ed i restanti 9.999.990 giocatori che invece comprano sempre l'ultima versione uscita perché è l'ultima, verrà aggiornata e perché sono consumisti.
Quindi torno a dire che Pathfinder è stata una manna per chi tanto si compra comunque sempre l'ultima versione uscita ma la 4.0 gli è sembrata troppo.

janko ha scritto:Ma chi è sto Ugo?

[spoil]Immagine[/spoil]
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 20 ago 2015, 10:07

Funziona così.
Se ho 10 giochi , e son dieci giochi diversi, e il mercato premia il primo gioco tanto, il secondo abbastanza ed il terzo poco,
andrò in seconda istanza a produrre 100 giochi, di cui la maggioranza molto simili al primo, una parte simile al secondo e quasi nessuno simili al terzo.
Esempio facilone ma per capirci.
Se la FFG vede che vende un sacco di LCG continua a fare LCG, espansioni, riedizioni di LCG, ecc.
Se vede che i DC tornano di moda, il mondo KS ci si butta a pesce, le case ne buttano fuori di più, ecc.
Per contro un gioco tipo Starcraft viene rieditato riveduto e corretto per adeguarsi al mercato, in parte togliendo quegli
elementi che in realtà lo differenziavano da altri giochi o aggiungendone per ampliare un ideale bacino di utenza.
Non è che la qualità scompaia di botto, ma sicuramente si fa più rarefatta.
Alla lunga questo porta all'omologazione, al diluire le differenze, cioè a proporre titoli sempre più vicini al gusto della maggioranza.
Ma non della maggioranza dei giocatori, ma dei compratori. Che è una cosa molto diversa.
E neanche poi ad una reale maggioranza, ma ad una PRESUNTA maggioranza abituata e "allevata" per avere un certo gusto.
Il giocatore poi, che è anche compratore, spesso non fa delle scelte d'acquisto selettive. Spesso si abbandona alla "scimmia".
Ergo l'incidenza che ha nel mercato è davvero bassa, semplicemente compra sia il gioco di guano ("carino"), sia quello bello ("grande, giocone sottovalutato").
Sto facendo un esempio generale eh.
La gente non compra il prodotto X perché gli piace. Le meccaniche istintive che portiamo a razionalizzare e a difendere nei thread della TdG sono tutto tranne che processi logici, sono mirror-climbing atti a dare un senso a desideri indotti da gente che sa sfruttare le nostre pulsioni.
Posto che questo è inevitabile, che tutti noi abbiamo le mani bucate su certe cose, almeno si abbia la decenza di ammetterlo ^^
Noi abbiamo un effetto da tossicodipendenti e pensiamo che questo livello di mercato sia figo, ma è l'effetto della dopamina che abbiamo quando compriamo-spippottiamo il gioco, non ci divertiamo affatto più di qualche anno fa quando ad un titolo ci facevamo più partite in media e compravamo meno giochi.
Ed alla fine quello che a me interessa non è avere più scelta, ma è divertirmi.

@yon
indiscutibile che la gente compri per comprare. lo faccio pure io. se ne parlo è perché conosco benissimo l'effetto che ha l'update del sito GMT su di me.
io però sto parlando di divertimento.
per me l'insensatezza di Pathfinder è la stessa insensatezza di comprarsi la seconda edizione TTA avendo la prima.
non c'è la scadenza sui giochi, la compulsività droga il mercato e crea effetti "bolla".
comprare troppo e comprare tutto non aiuta il mercato.
io continuo a sottolineare l'esempio TSR.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda ciurlo » 20 ago 2015, 10:18

Il mio parere, da giocatore american puro, è che in ogni caso il numero dei giochi buoni aumenta, (100 invece di 4, sparando numeri a caso).
A questo punto, effettuando un operazione di scrematura, tolgo dal "mirino" i German, i giochi da 6+, i cooperativi senza traditore, gli astratti, i party game con temi insulsi ecc..., di quelli che rimangono leggo recensioni, guardo video, e leggo regolamenti, cosa che mi piace pure, conoscendo i miei gusti riesco a essere abbastanza preciso negli acquisti, e questa precisione cresce man mano che il tempo passa.
E riesco benissimo a farlo considerando che in questo ultimo periodo non riesco più a trovare nuovi regolamenti da leggere nel tempo perso, anche guardando fra tutti giochi in generale e non solo sulle nuove uscite.
Ci sono da dire due cose però: la prima è che non seguo kickstarter, al massimo compro la versione retail sulla base delle prove su strada degli altri giocatori, la seconda è che la proporzione uscite German American credo penda a favore dei tedeschi.
Aggiungo di non rientrare nella categoria di acquisto compulsivo, in quanto possiedo una ventina di titoli tutti giocati e stra giocati, quelli che non ottengono l'approvazione del gruppo, e sono veramente pochi, soprattutto ultimamente, vengono immediatamente rivenduti.

In definitiva secondo me un mercato più ampio permette di trovare giochi che soddisfano i gusti più disparati, invece di dover vincolare i giocatori a una decina di titoli che ciascuno modificherà per le sue esigenze.
E credo che il tempo dedicato a moddare non sia così limitato rispetto alla scrematura nel marasma dei titoli. Perciò se un giocatore ha tempo di creare millemila versioni di Heroquest, ha anche il tempo di trovare il Dungeoncrawler adatto a lui.
E un giocatore compulsivo lo è sia con 10 che con 100 che con 1000 titoli.

Infine non capisco perché, se ritenete i nuovi titoli fuffa, giocate ai vecchi, nessuno obbliga all'acquisto.
Il peggio che possa accadere, cioè che la bolla "esploda" porterebbe al ritorno a pochi titoli, quindi non vedo proprio il problema.
Ultima modifica di ciurlo il 20 ago 2015, 10:39, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 20 ago 2015, 10:24

Ragazzi però leggete gli interventi altrui.
Io amo gli ameritrash, mi dite un ameritrash complesso, strategico e profondo con una durata sulle 3-4 ore che sia uscito negli ultimi due anni e che non sia una riedizione/ristampa/riadattamento?

E credo che il tempo dedicato a moddare non sia così limitato rispetto alla scrematura nel marasma dei titoli.

Ha due vantaggi: è più divertente e non rischi dei soldi se ti sbagli.
Mi trovate anche su BGG. ^_^
Ho visto qualcuno impedire un Runaway Leader ed essere travolto da una Snowball

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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda ciurlo » 20 ago 2015, 11:14

LordDrachen ha scritto:Ragazzi però leggete gli interventi altrui.
Io amo gli ameritrash, mi dite un ameritrash complesso, strategico e profondo con una durata sulle 3-4 ore che sia uscito negli ultimi due anni e che non sia una riedizione/ristampa/riadattamento?
...
Ha due vantaggi: è più divertente e non rischi dei soldi se ti sbagli.


Guarda, direi Forbidden Stars, che nonostante abbia delle analogie con stracraft, cioè il sistema degli ordini, è un gioco diverso, non l'ho ancora preso perché lo aspetto in italiano.
Riguardo ai giochi di guerra comunque avendo Starcraft, TI, il trono di spade, la guerra dell'anello, runewars e Axis and Allies sono apposto per un secolo:)

È più divertente -> soggettivo
Spendi soldi -> rivendendo il gioco, e se è nuovo è facile, recuperi quasi tutto, i 10-15 € sono gli stessi spesi per stampare carte e componenti per le modifiche.
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