Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 23 lug 2015, 14:25

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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda Cianopanza » 23 lug 2015, 14:46

Tutti i businness che esplodono diluiscono il prodotto eccellente all'interno di un mare di mediocrità, la conseguenza è la più difficile fruibilità della qualità (problema di informazione).




Esatto, alla fine ti fidavi di un etichetta/casa editoriale perché non sbagliavano un colpo a produrre titoli validi (poi alcune chiudevano comunque)



KS con autoproduzioni e raccolta fondi online salta a piè pari le label... E per chi compra diventa un problema di informazione tra uscite a casaccio, autori nuovi, cose troppo derivative, ecc
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 23 lug 2015, 16:22

Cianopanza ha scritto:
gen0 ha scritto:a livello economico è come dire che non credi nella forza di gravità...


l'economia la fa la gente, non c'è nessuna forza... :)


si ma ci son leggi che la governano, studiate e dimostrate per secoli




Mik mi ha risposto che teoricamente, l'aumento delle uscite deriva anche da un aumento del bacino di utenza
Mica vero... Si propongono ks perché è facile farlo, non perché c'è una reale domanda di prodotti nuovi a cui segue un'offerta... Ho la sensazione che internet ha incasinato un po' le solite due regoline economiche.


l'aumento delle uscite deriva per forza di cose dall'aumento del bacino di utenza.
Probabilmente ti sfugge il nesso perchè non credi nella domanda/offerta, ma esiste anche se non ci credi XD.

Se aumentano le uscite è perchè il mercato è in grado di assorbire le uscite in più (altrimenti collassa tutto subito). Se il mercato è in grado di assorbire le uscite in più ci sono tendenzialmente due possibilità:

1) è un bene consumabile che ha diminuito il suo costo, quindi se prima compravo un pacchetto di preservativi perchè costano 10 €, ora ne compro 2 perchè costano 6€ l'uno.

2) è un bene consumabile o non consumabile ma è aumentata la domanda, sono quindi aumentate le persone che vogliono quel bene.

3) c'è un boom economico che porta le persone ad acquistare molto di più.

Il primo caso non ci appartiene, perchè un gioco non si consuma e butta appena usato. Il terzo neanche.
Rimane solo il secondo caso. Se sono aumentate le uscite è perchè il mercato è in grado di assorbirle. I prezzi non sono calati, quindi significa che automaticamente la domanda è aumentata, quindi sono aumentate le persone che l'acquistano.

Kickstarter è un caso anomalo a parte. In gran parte è una paraculata di produttori che vogliono i soldi degli acquirenti per pagarsi la produzione e progettazione dando mezza miniatura speciale in cambio. Ma anche lì, se kickstarter va bene è perchè ci sono tantissime persone che danno i loro soldi.

P.S.
Ma poi basta vedere la folla che c'è ora, ad esempio intorno agli stand di boardgame nell'area games di una fiera come il lucca comics
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 23 lug 2015, 16:27

LordDrachen ha scritto:
gen0 ha scritto:secondo me è un'affermazione che ha ben poco senso.

cioè più che non avere senso è banalmente superficiale.

Non vedo per quale motivo logico un aumento dei giochi pubblicati dovrebbe diminuire la qualità. Più che altro diminuisce la qualità in proporzione, quello si. Ma è appunto una proporzione.

Selezione naturale.
La qualità in proporzione inferiore significa anche difficoltà di percepire correttamente la qualità.
Tutti i businness che esplodono diluiscono il prodotto eccellente all'interno di un mare di mediocrità, la conseguenza è la più difficile fruibilità della qualità (problema di informazione).
Negli anni 80/90 entravi in un negozio e compravi un cd metal ad occhi chiusi e sotto il discreto/buono non ci andavi.
Prova oggi. :sisi:


Che sia più difficile percepire correttamente la qualità è indubbio. Ma non è un problema nè dei produttori nè degli acquirenti. I primi se ne fregano e basta. I secondi basta che si fanno un attimino più svegli prima di aprire il portafoglio.

e' sempre meglio trovarsi in un mercato enorme, in piena esplosione, che continua a crescere piuttosto che trovarsi in un mercato di nicchia per pochi fidati.

il secondo indubbiamente titilla i capezzolini del geek che si sente parte di un elite/intellighenzia suprema, ma non conviene affatto.

20 anni fa per trovare il cd con la OST di un anime giapponese o un action figure dovevi trovare la fumetteria sperduta con contatti in giappone che con SOLE 20.000 lire in più ti faceva avere il cd.
Direi che è meglio ora, col mercato dei manga/anime spanato (si è aggiunta tanta me**a) ma con la possibilità di trovare tutto subito.

20 anni fa chi si ricorda quanti videogiochi bisognava comprare in NTSC perchè da noi, PAL, non arrivavano? Quanti si ricordano la fatica di giocare titoli in giapponese perchè manco li traducevano?


Meglio un mercato bello grande, enorme, smisurato. Chi ci sa nuotare dentro se la cava senza problemi. Gli altri affogheranno ma amen.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gixx » 23 lug 2015, 20:48

gen0 ha scritto:...il secondo indubbiamente titilla i capezzolini del geek che si sente parte di un elite/intellighenzia suprema...

Mi hai ucciso. :rotfl:
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 24 lug 2015, 8:26

gen0 ha scritto:Se aumentano le uscite è perchè il mercato è in grado di assorbire le uscite in più (altrimenti collassa tutto subito). Se il mercato è in grado di assorbire le uscite in più ci sono tendenzialmente due possibilità:

carto ma il mercato non è un totem perfetto, il mercato come ho detto tipo..... mmmm...... 350,000 volte qui sopra,
è un elemento marginale, sussidiario, dello status di un hobby. o non è cmq il fulcro.
Rimane solo il secondo caso. Se sono aumentate le uscite è perchè il mercato è in grado di assorbirle. I prezzi non sono calati, quindi significa che automaticamente la domanda è aumentata, quindi sono aumentate le persone che l'acquistano.

E con essa l'ignoranza che una massa più numerosa sempre si porta appresso.
più domanda -> più mercato ma anche più disinformazione, più pubblicità, più mode, più difficoltà a comprendere la qualità, più omologazione del prodotto, meno innovazione ma soprattutto meno "tradizione" (sparizione del classico).
è successo sistematicamente per tutti i miei hobby, arrivavo sempre un po' prima che esplodesse la moda, e poi la qualità è crollata o si è quantomeno diluita.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 24 lug 2015, 8:36

gen0 ha scritto:I secondi basta che si fanno un attimino più svegli prima di aprire il portafoglio.

Basta leggere questo forum per capire che non è così. E qui c'è gente che perde tempo a informarsi, in teoria. Eppure. Non è così.
Non è niente di nuovo, ci cadiamo tutti. Il farsi svegli non appartiene all'homo sapiens, l'acquisto compulsivo o il collezionismo o l'accumulo inconsapevole non sono processi razionali altrimenti il sistema non funzionerebbe così bene.
Le cose che dici sono assolutamente di buon senso e tutti noi razionalmente proviamo ad attuarle, il problema è che non ci riusciamo.
E' molto più facile che uno che ha sempre acquistato un gioco al mese smetta di colpo di comprare e giocare, piuttosto che si automoderi per consapevolezza da cliente.
e' sempre meglio trovarsi in un mercato enorme, in piena esplosione, che continua a crescere piuttosto che trovarsi in un mercato di nicchia per pochi fidati.

Posso dire? No. Il meglio degli hobby l'ho avuto in termini di divertimento e coinvolgimento nelle nicchie, non nelle esplosioni.
E' valso per gli anime/manga, è valso per il metal, per la birra artigianale (con dei "ma") e penso stia per valere per il gdt.
Ed io poi credo che ci sia anche tanta gente che si autoconvince eh.
20 anni fa per trovare il cd con la OST di un anime giapponese o un action figure dovevi trovare la fumetteria sperduta con contatti in giappone che con SOLE 20.000 lire in più ti faceva avere il cd.

Il tornaconto emotivo e la soddisfazione erano 100 volte più grandi un tempo che ti dovevi sbattere che oggi che hai 1 terabyte di mp3 o anime sull'hard disk e magari non ascolti.
Pensare che la musica è diventata sottofondo di altre attività non è affatto slegato dal mezzo e dal modello di fruizione.
La tecnologia NON è neutra. Ed il mercato porta inevitabilmente a favorire atteggiamenti bulimici nel consumo.
Una cosa ha valore anche per il processo che porta ad ottenerla.
Tutto subito -> poca soddisfazione.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 24 lug 2015, 9:07

LordDrachen ha scritto:carto ma il mercato non è un totem perfetto, il mercato come ho detto tipo..... mmmm...... 350,000 volte qui sopra,
è un elemento marginale, sussidiario, dello status di un hobby. o non è cmq il fulcro.
.


non è nè marginale, nè sussidiario.

l'ampiezza di un mercato è il fulcro di un hobby. Ne detta la portata, la profondità e quant'altro. Come tutto quello che nasce da un produttore e viene acquistato da un acquirente.


E con essa l'ignoranza che una massa più numerosa sempre si porta appresso.
più domanda -> più mercato ma anche più disinformazione, più pubblicità, più mode, più difficoltà a comprendere la qualità, più omologazione del prodotto, meno innovazione ma soprattutto meno "tradizione" (sparizione del classico).
è successo sistematicamente per tutti i miei hobby, arrivavo sempre un po' prima che esplodesse la moda, e poi la qualità è crollata o si è quantomeno diluita


la qualità non si può diluire. Un diamante in un mare di feci resta un diamante. Non è solubile nelle feci.

E' che appunto sei uno di quelli convinti che sia "figo" far parte di un mercato di pochi eletti. Ti piace svegliarti la mattina pensando che nel mondo solo tu, Louis, Jack e Shinichi collezionate boardgame. Oh siete in 4 ma mamma mia quanto ne sapete! roba da poterci scrivere 2 tesi di dottorato! Roba che la mente alveare della cultura generale (entità astratta importantissima che è la somma della conoscenza di tutte le persone che seguono quell'hobby, più ne sanno, più la mente alveare della cultura generale è potente) è ai suoi massimi livelli.
E quelli che fanno boardgame sanno che siete in 4, fanno solo roba che piace a voi 4, ve la fanno uscire 1 volta ogni 5 anni, dovete andare a prendervela voi con una barca in Cina e ve la fanno pagare come 2 tredicesime. Però oh, siete solo voi 4!! E che gioia quando dovete giocarci insieme! Che soddisfazione riuscire ad averla! Vi dovete incontrare in una ludoteca in svizzera, territorio neutrale, per poter fare una partita ogni tanto, con Shinichi che si lamenta che deve venire dal giappone e Jack che gli va dietro dicendo che lui viene dagli states

Ma vuoi mettere con questo mondo facilone e facilotto dove basta andare in una delle tante ludoteche e acquistare un gioco? Vuoi mettere con questo mondo in cui ci sono centinaia di siti che vendono boardgame ad ottimi prezzo, dove sempre più fiere hanno zone intere dedicate al boardgaming? Ma che soddisfazione ci può mai essere ad andare in una fiera in Italia con 3-4-5 grandi distributori che fan demo ed altro?
Vuoi mettere con questo mondo dove magari trovi un bambino nella ludoteca sotto casa che si fa una partitella a Looney Quest e 5 anni dopo lo vedi a spararsi Descent? Quando magari manco gli hanno fatto un test di ingresso per verificare se le sue conoscenze gli permettono di far parte di questo hobby, rischiando così di sporcare la potenza della mente alveare della cultura generale.


...

E' un modo di fare e pensare che, come si può facilmente comprendere dal mio post, proprio non concepisco. Lamentarsi quando il proprio hobby viene apprezzato ed amato da tutti. Lo comprenderei vagamente per hobby "solitari" come collezionare mutandine usate di ragazze giapponesi, ma nell'ambito del boardgaming, del gioco di SOCIETA' è ancora più assurdo ed insensato
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 24 lug 2015, 9:26

gen0 ha scritto:l'ampiezza di un mercato è il fulcro di un hobby. Ne detta la portata, la profondità e quant'altro. Come tutto quello che nasce da un produttore e viene acquistato da un acquirente.

Esistono hobbies che non si basano sul mercato. Pensa agli scacchi, e son rimasto nel contesto.
la qualità non si può diluire. Un diamante in un mare di feci resta un diamante. Non è solubile nelle feci.

Il problema è trovarlo nel mare delle feci, e arriva un momento in cui immergersi nelle feci non vale la candela.
E' che appunto sei uno di quelli convinti che sia "figo" far parte di un mercato di pochi eletti.

No. A me dell'essere figo non mi ha mai fregato un ca**o. Mi frega invece che il mio interlocutore invece di sparare ca**ate su di me senza sapere chi ha davanti si attenga al contesto del discorso.
Ti piace svegliarti la mattina pensando che nel mondo solo tu, Louis, Jack e Shinichi collezionate boardgame. Oh siete in 4 ma mamma mia quanto ne sapete! roba da poterci scrivere 2 tesi di dottorato! Roba che la mente alveare della cultura generale (entità astratta importantissima che è la somma della conoscenza di tutte le persone che seguono quell'hobby, più ne sanno, più la mente alveare della cultura generale è potente) è ai suoi massimi livelli.

Vedi sopra. Invece di trarre conclusioni che non solo sono delle sciocchezze intrise di arroganza e pregiudizi, ma sono anche OT, attieniti al ragionamento.
Ma vuoi mettere con questo mondo facilone e facilotto dove basta andare in una delle tante ludoteche e acquistare un gioco?

Tutto il tuo ragionamento si basa sul fatto: siccome siamo di più , allora mi diverto di più. Che è una cosa che non ha nessuna controprova. Siccome c'è più roba, allora mi diverto di più. Ed anche qui non c'è nessuna controprova.
Avere più possibilità è sicuramente un vantaggio, ma non è legato in alcun modo alla soddisfazione in se.
rischiando così di sporcare la potenza della mente alveare della cultura generale.

appoggia la bottiglia di grappa. ti fa male.
questo tono è del tutto fuori luogo e sei a 1 cm dal risultare offensivo.
non c'è nessuna mente alveare, c'è gente che magari ha anni di esperienza in un campo e si trova a dover discutere con gente
che non ne sa nulla. questo può dar fastidio, ma non è snobismo. è esattamente quello che è: A sa le cose, B non le sa.
poi certamente c'è un estremo elitista snob, ma che è appunto un estremo, ma non c'entra una beata fava col discorso.
E' un modo di fare e pensare che, come si può facilmente comprendere dal mio post, proprio non concepisco.

Pensa che io non concepisco il tuo tono.
Lamentarsi quando il proprio hobby viene apprezzato ed amato da tutti.

Piacere a tutti significa non piacere veramente a nessuno. Perché dovrei essere contento di avere un mercato omologato?
Perché la massa porta ad un'omologazione del prodotto. E' inevitabile. Perché appunto è una legge economica.
Ma scusa quanti anni hai?
RIBADISCO: Una cosa ha valore anche per il processo che porta ad ottenerla.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda Mailok » 24 lug 2015, 9:31

Aumenteranno i titoli, la qualita' sara' scadente come dite, ma e' innegabile che il bacino di utenza stia crescendo molto in questi anni e penso che in un hobby sociale come il nostro sia fondamentale. Se zombicide, esempio, e' riuscito a far conoscere a qualcuno questo mondo quando magari aveva sentito parlare solo di monopoli o risiko e lo ha spinto a conoscerlo meglio e interessarsi, io lo vedo come un grande successo. L'effetto valanga o virale dei boardgame e' uno dei motivi che lo potranno tenere a galla nei prossimi anni. Poi da li la crescita dei singoli giocatori e' un percorso personale, ma aver instillato il seme e' una gran cosa (che magari titoloni pesanti o capolavori non hanno fatto in questi anni o non con la stessa accelerazione)
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 24 lug 2015, 9:39

Mailok ha scritto:Aumenteranno i titoli, la qualita' sara' scadente come dite, ma e' innegabile che il bacino di utenza stia crescendo molto in questi anni e penso che in un hobby sociale come il nostro sia fondamentale. Se zombicide, esempio, e' riuscito a far conoscere a qualcuno questo mondo quando magari aveva sentito parlare solo di monopoli o risiko e lo ha spinto a conoscerlo meglio e interessarsi, io lo vedo come un grande successo. L'effetto valanga o virale dei boardgame e' uno dei motivi che lo potranno tenere a galla nei prossimi anni. Poi da li la crescita dei singoli giocatori e' un percorso personale, ma aver instillato il seme e' una gran cosa (che magari titoloni pesanti o capolavori non hanno fatto in questi anni o non con la stessa accelerazione)


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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 24 lug 2015, 9:50

LordDrachen ha scritto:
gen0 ha scritto:l'ampiezza di un mercato è il fulcro di un hobby. Ne detta la portata, la profondità e quant'altro. Come tutto quello che nasce da un produttore e viene acquistato da un acquirente.

Esistono hobbies che non si basano sul mercato. Pensa agli scacchi, e son rimasto nel contesto.


la sistemo allora:

se un hobby si basa su un mercato allora conviene a tutti che il mercato sia più ampio possibile.

la qualità non si può diluire. Un diamante in un mare di feci resta un diamante. Non è solubile nelle feci.

Il problema è trovarlo nel mare delle feci, e arriva un momento in cui immergersi nelle feci non vale la candela.


prima hai parlato di soddisfazione nell'avere un processo lunghissimo e difficilissimo per avere il prodotto sperato. Poi qui ti lamenti che è più difficile trovare un diamante in un mare di feci. La soddisdazione di riuscire a trovarlo lì dentro non la consideri?

Ma poi di quale difficoltà parliamo? E' veramente così complesso capire se un gioco ti può piacere oppure no?

Io sono forse 5 anni che ho cominciato a giocare "seriamente", quasi una 50ina di titoli acquistati e sento di aver preso un'unica "sòla". Persone con molta più esperienza dovrebbero poter riconoscere un titolo valido già solo dalla combinazione autore/illustratore e chissà che altro.


Ma vuoi mettere con questo mondo facilone e facilotto dove basta andare in una delle tante ludoteche e acquistare un gioco?

Tutto il tuo ragionamento si basa sul fatto: siccome siamo di più , allora mi diverto di più. Che è una cosa che non ha nessuna controprova. Siccome c'è più roba, allora mi diverto di più. Ed anche qui non c'è nessuna controprova.
Avere più possibilità è sicuramente un vantaggio, ma non è legato in alcun modo alla soddisfazione in se.


Non ho mai detto che siccome siamo di più, allora mi diverto di più. Il mio ragionamento si basa su un banalissimo: "Siccome siamo di più CONTIAMO di più e siamo più importanti". Si basa sul: "Siccome siamo di più, è più semplice trovare quello voglio". Si basa sul: "Siccome siamo di più posso pagare di meno". ecc.

E sono tutte cose oggettivamente osservabili, nulla di soggettivo

rischiando così di sporcare la potenza della mente alveare della cultura generale.

appoggia la bottiglia di grappa. ti fa male.
questo tono è del tutto fuori luogo e sei a 1 cm dal risultare offensivo.
non c'è nessuna mente alveare, c'è gente che magari ha anni di esperienza in un campo e si trova a dover discutere con gente
che non ne sa nulla. questo può dar fastidio, ma non è snobismo. è esattamente quello che è: A sa le cose, B non le sa.
poi certamente c'è un estremo elitista snob, ma che è appunto un estremo, ma non c'entra una beata fava col discorso.


parti dicendo che sei nfastidito dal dover parlare e discutere con gente che non ne capisce nulla. Concludi dicendo che c'è certamente un estremo elitista snob ma non c'entra niente col discorso.

io vedo una palese contraddizione dettata dal fatto che la parte iniziale di quello che scrivi E' elitismo snob.

Ti trovi a discutere con gente che non ne capisce -> chi ti obbliga? lo fai per lavoro? Chiedo sinceramente eh, non sono ironico. A me per strada non mi fermano persone dicendomi: "parliamo di giochi di società, io dico che monopoli junior è più meglio assai di T.Struggle, sei daccordo con me no?". A me non succede.
Se ci sono tanti ignoranti che sparano stupidaggini, in ogni campo, a me non interessa minimamente e non vedo come dovrebbe cambiare la vita di chi ne capisce.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 24 lug 2015, 9:51

Mailok ha scritto:il bacino di utenza stia crescendo molto in questi anni e penso che in un hobby sociale come il nostro sia fondamentale.

ne abbiamo già discusso. quante volte? 10-100?
tra bacino di utenza casuale randomica e hobbysta ci passa di mezzo la distanza tra qui e il nuovo pianeta Kepleroxxx.
tra un consumatore e un hobbysta anche.
oggi a mio avviso ci sono anche TROPPI giochi. giocati mezza volta. subito soppiantati dal titolo successivo (altra legge del totem-mercato).
oggi a mio avviso ci sono tanti curiosi, di gente che gioca con costanza ce ne son un po' di più, ma non mi esalto particolarmente.
anche perché non ho bisogno di avere un giocatore sempre diverso, se hai un gruppo che funziona ti diverti lo stesso.
scusa ma al di là dell'effetto "cioè tropppo figo hai visto quanti siamo a giocare?" se uno ha un gruppo di gioco e una decina di titoli preferiti come fa a divertirsi di meno di uno che ne ha 1000 e ne gioca tutti mezza volta?
capisci che ci son delle sfumature che non sono in alcun modo legate al mercato ludico?
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda gen0 » 24 lug 2015, 10:06

LordDrachen ha scritto:
Mailok ha scritto:il bacino di utenza stia crescendo molto in questi anni e penso che in un hobby sociale come il nostro sia fondamentale.

ne abbiamo già discusso. quante volte? 10-100?
tra bacino di utenza casuale randomica e hobbysta ci passa di mezzo la distanza tra qui e il nuovo pianeta Kepleroxxx.
tra un consumatore e un hobbysta anche.
oggi a mio avviso ci sono anche TROPPI giochi. giocati mezza volta. subito soppiantati dal titolo successivo (altra legge del totem-mercato).
oggi a mio avviso ci sono tanti curiosi, di gente che gioca con costanza ce ne son un po' di più, ma non mi esalto particolarmente.
anche perché non ho bisogno di avere un giocatore sempre diverso, se hai un gruppo che funziona ti diverti lo stesso.
scusa ma al di là dell'effetto "cioè tropppo figo hai visto quanti siamo a giocare?" se uno ha un gruppo di gioco e una decina di titoli preferiti come fa a divertirsi di meno di uno che ne ha 1000 e ne gioca tutti mezza volta?
capisci che ci son delle sfumature che non sono in alcun modo legate al mercato ludico?


ma qualcuno ti costringe ad acquistare tutti i titoli che escono? Perchè parli come se fossi costretto ad acquistarli tutti.
qualcuno ti costringe a giocare con gente con cui non vuoi giocare? perchè parli come se fossi costretto a giocare con chiunque XD

Appunto, se hai il tuo gruppo di gioco, se vi conoscete, se conoscete i vostri gusti, che escano 100 giochi all'anno o 50, che ti cambia? saprete riconoscere con tutta l'esperienza che avete quelli validi no?
Se ci sono nel mondo Xk giocatori o (X+Y)k giocatori di boardgame, a te e al tuo gruppo cosa cambia?

Quello che cambia ad avere un mercato più ampio è tutto basato nella semplicità di accesso ai prodotti, nel fatto che costino di meno al consumatore finale, nel fatto che c'è più informazione (se le review di agz le leggessero in 2 compreso il caporedattore, il povero agz, giustamente, forse, smetterebbe di scriverle), che c'è più interesse, più possibilità di informarsi ecc.

La qualità poi è praticamente la stessa. Un gioco "simpatico e particolare" come Quantum usciva allora come oggi. Un gioco fatto e pensato bene, anche in modo particolare (da quanto leggo) come Dead of winter, usciva allora come oggi. Oggi escono insieme ad altri 10 giochi nello stesso mese. Prima sarebbero usciti insieme ad altri 5. Ma per gli esperti non cambia nulla.
Ultima modifica di gen0 il 24 lug 2015, 10:08, modificato 1 volta in totale.
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Re: Il futuro dei GdT secondo Bruno Faidutti

Messaggioda LordDrachen » 24 lug 2015, 10:07

gen0 ha scritto:se un hobby si basa su un mercato allora conviene a tutti che il mercato sia più ampio possibile.

il gioco da tavolo si basa sul gioco, il mercato è un corollario con delle criticità.
il fatto che Lucca o il Play siano pieni di gente o che alcuni editori vendano tanto non mi indica che la gente giochi tanto.
Chiaro?
la gente gioca molto meno di me e compra molto più di me.
te lo riscrivo bene: la gente gioca molto meno di me MA compra molto più di me.
prima hai parlato di soddisfazione nell'avere un processo lunghissimo e difficilissimo per avere il prodotto sperato.

il processo è nell'assaporare qualcosa che non ha cloni, che è in qualche modo unico, che è ha un valore perché difficilmente fruibile, che giochi 1000 volte non mezza perché hai meno scelta, ma una scelta più qualitativa.
non è nel trovare qualcosa nella melma, anche perché il diamante nella melma è snobbato perché alla gente piace la melma.
Ma poi di quale difficoltà parliamo? E' veramente così complesso capire se un gioco ti può piacere oppure no?

Quanti giochi devo provare per trovare quello giusto? Quante sciocchezze devo leggere online e quante fregature devo prendere?
Io sono forse 5 anni che ho cominciato a giocare "seriamente", quasi una 50ina di titoli acquistati e sento di aver preso un'unica "sòla". Persone con molta più esperienza dovrebbero poter riconoscere un titolo valido già solo dalla combinazione autore/illustratore e chissà che altro.

Io gioco da qualche anno in più e di giochi che durano 6 mesi in hype ne ho visti passare una marea.
Tutto il tuo ragionamento si basa sul fatto: siccome siamo di più , allora mi diverto di più. Che è una cosa che non ha nessuna controprova. Siccome c'è più roba, allora mi diverto di più. Ed anche qui non c'è nessuna controprova.
Avere più possibilità è sicuramente un vantaggio, ma non è legato in alcun modo alla soddisfazione in se.
[/quote]
"Siccome siamo di più CONTIAMO di più e siamo più importanti".

Economicamente è l'esatto contrario. Se sei di più, singolarmente, sei sostituibile. Se sei nicchia, il produttore di nicchia deve coccolarti. E posso fare esempi sui gdt. Ora.
Quelli di Magic contano qualcosa o contano di più i clienti GMT secondo te?
Il supporto che danno direttametne vis-a-vis GMT è paragonabile alla Wizards/Hasbro? :rotfl:
Conta di più il tuo voto nella riunione di condominio o alle elezioni politiche?
E una soluzione che cerca di accontentare 100000 persone tra cui te è più vicina ai tuoi gusti rispetto a una soluzione che ne accontenta 10 tra cui te?
L'omologazione nasce così. Cerco uno standard per ottimizzare le vendite.
Si basa sul: "Siccome siamo di più, è più semplice trovare quello voglio". Si basa sul: "Siccome siamo di più posso pagare di meno".

Non funziona. I prezzi dimostrano che i giochi sono carissimi lo stesso.
Ma la cosa più importante è che non trovi quello che vuoi, trovi un'approssimazione diluita per il numero di bacino d'utenza di quello che vuoi. Trovi un clone di un clone di un clone, perché si tenda a trovare una sintesi dei gusti della massa.
Quindi no. Conti molto meno.
Io i giochi che voglio giocare non li trovo, oppure li ri-editano modificati per farli piacere ad altri.
Un po' come vedere i remake dei film anni 80. Una monnezza.
E sono tutte cose oggettivamente osservabili, nulla di soggettivo

Oggettivamente non hai capito come funziona.
io vedo una palese contraddizione dettata dal fatto che la parte iniziale di quello che scrivi E' elitismo snob.

Elitista lo sono perché cerco la qualità per il resto il tuo ragionamento non regge, è fallace.
Mi trovate anche su BGG. ^_^
Ho visto qualcuno impedire un Runaway Leader ed essere travolto da una Snowball

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