Il gioco come emozione e condivisione

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Il gioco come emozione e condivisione

Messaggioda Ulisse67 » 10 ott 2012, 18:23

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di vedere pubblicato un mio articolo, relativo ad una riflessione sul significato e le emozioni legate al gioco, in generale.
Ora è naturalmente uscito dalla homepage, così ho pensato di condividere con voi (e con più calma) questa riflessione.

Quindi, per chi avesse voglia, ecco il link dell'articolo:

http://www.goblins.net/modules.php?name ... =0&thold=0

Aperta la riflessione!!!
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Messaggioda spillo69 » 21 giu 2013, 19:53

Ho letto solo ora l’interessante riflessione linkata e provo a dire due parole anch’io.
Qualcosa di simile al colpo di fulmine è capitato anche a me quando mi sono avvicinato ai giochi da tavolo di nuova generazione quasi dieci anni fa.
Io per la precisione li ho scoperti acquistando La guerra dell’anello.
Non è propriamente un gioco introduttivo ai giochi cosiddetti intelligenti, vista la complessità e visto che non giocavo da tavolo da quasi vent’anni.
Tuttavia debbo dire che proprio grazie alla Guerra dell’anello ho cominciato ad apprezzare la capacità straordinaria dei giochi da tavolo di rapire i giocatori verso mondi fantastici, assorbendoli in sfide serie e ragionate.
E’ stato già detto da tanti, però in fondo è vero: c’è qualcosa che avvicina i giochi da tavolo ad un buon romanzo poliziesco o a un buon romanzo d’avventura.
Non solo per la capacità di un gioco da tavolo e di un romanzo di evocare mondi di fantasia lontani o vicini all’esperienza quotidiana.
Ma anche per quel loro dipanarsi attraverso la soluzione di mille problemi e di varie situazioni, verso un finale che tuttavia nel gioco da tavolo, a differenza del romanzo, deve essere aperto e mai scontato per nessuno dei partecipanti.
Questo è il piccolo “miracolo” che ho visto ripetersi giocando con gli amici seduti attorno ad un tavolo a Railroad Tycoon, a Torres, a La furia di Dracula, a Imperial, a Age of Empires e a tanti altri bei titoli.
Nella mia esperienza ho però notato che il desiderio di assaporare e condividere con altri il gioco da tavolo come esperienza umana complessa (ad esempio mi sono accorto che spesso termino la serata contento solo di avere dato la possibilità ad altri di provare un gioco che poi è stato apprezzato), tende più di qualche volta a lasciare spazio a esperienze di gioco nelle quali si finisce per privilegiare l’aspetto del calcolo tecnico delle mosse da fare (quasi che il gioco si riduca ai fogli del regolamento) e quello, un po’ narcisistico, di tipo agonistico e competitivo.
Come se l’unico modo per salvare la bellezza dell’esperienza di un boardgame sia vincere e basta (cosa impossibile perché il saper vincere … implica e porta con se inscindibilmente anche il saper perdere …).
Ecco, io trovo che questo svilisca il valore e forse la parte più caratterizzante dei giochi da tavolo di nuova generazione come validi strumenti di aggregazione tra persone e di rigenerazione e gratificazione dello spirito umano.
Ovviamente sto parlando dei giochi da tavolo come di una delle tante attività ricreative attorno ad un tavolo vero e proprio.
E’ quindi chiaro che per me (magari sbaglio) giocare al computer a un gioco da tavolo … non è giocare da tavolo, ma fare altro … magari privilegiando quell’aspetto puramente tecnico e calcolatorio e anche un po’ narcisistico cui accennavo sopra.
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Messaggioda Ulisse67 » 21 giu 2013, 21:45

Mi fa molto piacere a distanza di tempo avere riscontro a quello che era stato uno stimolo ad aprire un momento di riflessione.
Condivido lil tuo ragionamento.
Per me il gioco è principalmente e prettamente ludico, nel senso proprio del termine, e traggo il maggior piacere non già dall'affermazione sull'altro ma dalla competizione su me stesso, ovvero nel migliorare. Ecco perchè mi piacciono i cosiddetti german, perchè per struttura offrono una notevole opportunità in tal senso.
Il gioco da tavolo poi senza dubbio è una opportunità di scambio e confronto assolutamente diversa dal giocare al computer, che implica maggiore passione; condivido anche questo aspetto della tua riflessione.
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Messaggioda Mik » 21 giu 2013, 23:03

Ulisse67 ha scritto:Per me il gioco è principalmente e prettamente ludico, nel senso proprio del termine, e traggo il maggior piacere non già dall'affermazione sull'altro ma dalla competizione su me stesso, ovvero nel migliorare. Ecco perchè mi piacciono i cosiddetti german, perchè per struttura offrono una notevole opportunità in tal senso.


La penso come te, tranne che a me questa sensazione la danno i giochi ambientati. Proprio per la loro natura ambientata e meno calcolosa/deterministica, riescono a trasmettermi maggiromente la sensazione "dell'importante è giocare e divertirsi" (sempre cercando di vincere dando il meglio, però ;) ) . E anche se non si vince, il viaggio fino a fine partita mi coinvolge e mi diverte, anche se in molto casi l'interazione diretta, le "bastardate", le contrattazioni e simili, sono nettamente maggiori che in un german. Hanno una parte di metagioco che trovo essenziale per divertirmi e per interagire con gli amici :grin:

Penso che tutti alla fine, quando ci sediamo ad un tavolo per giocare, cerchiamo la stessa cosa. Solo che caratteri e attitudini diversi, la trovano con tipologie di gioco diverse. E anche questo è il bello del mondo dei bg: ce ne sono per tutte le tipologie di giocatori.
Alla fine la cosa più importante (e a volte la più difficile), è proprio trovare il gruppo di gioco giusto. Quello mica lo vendono in negozio ;)
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