Il mercato italiano dei giochi

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Izraphael » 25 set 2008, 12:32

linx ha scritto:Pensi che faccia qualche differenza il fatto che costi 50 invece di 40 se deve comprare UN gioco? Io non credo, al giorno d'oggi: che ci compri con 10 euro?


Due cartoni di latte per mio figlio, ad esempio.
Che viviamo o meno in una "società del benessere", attenzione a svilire il valore dei soldi.
10 euro su un gioco, 10 euro su qualche caffè, 10 euro su un CD, e alla fine dell'anno si scopre che si sono perse diverse centinaia di euro che potevano essere risparmiate.

Quando ero al liceo ventimila lire erano una serata alla grande.
Mi rifiuto di pensare che ora siano una "cresta legittima".

Scusate l'OT, e mi perdoni Linx - con cui spesso mi trovo d'accordo su questioni "ludiche" - per il tono un po' polemico.
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Messaggioda IlDani » 25 set 2008, 12:40

Quoto pienamente Iz.

I discorsi tipo "10-15 euro in più non mi cambiano la vita" o "che ci fai con 10 euro oggigiorno" li trovo piuttosto irritanti e svilenti nei confronti delle persone per cui anche quei 10 euro sono importanti, e nonostante questo cerca di farci stare dentro anche un hobby come il nostro.
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Messaggioda LoboKDS » 25 set 2008, 13:19

Iago ha scritto:
Correggimi se sbaglio Federico, ma concordando con Radamantis stai dando ragione a me...
Se il produttore non abbassa il prezzo nel suo sito non venderà più il gioco direttamente perdendo la vendita con l'utile più elevato per cui, anche se le stesse copie del gioco saranno vendute dal negozio on-line queste non gli frutteranno più 40 € a copia ma solo 15, con un mancato guadagno di 25 € a copia (scusa se è poco).
Non sevono due lauree in economia, basta la quinta elementare e aver ascoltato le lezioni di aritmetica.


Si ma il discorso e' che non e' il lavoro del produttore quello di vendere direttamente (ripeto, se ha una filiera distributiva). Chiaro, se la gente compra direttamente dal suo sito ha un vantaggio (che ripaga le spese del sito), ma e' davvero un di piu'. Soprattutto perche' le vendite dirette tramite sito sono infinitesimalmente piu' piccole di quelle del resto delle vendite.

Federico
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Messaggioda Iago » 25 set 2008, 13:58

Alcune Risposte:

LoboKDS
Fino a questo siamo perfettamente cocordi, nessuno dice che il produttore fallirà se un negozio on-line vende a prezzi pià bassi, sicuramente i negozi normali ne sono molto pià danneggiati, resta il fatto che il produttore comunque perde una parte (seppur minima) di utile e i soldi per pagarsi il sito deve andarseli a procurare da qualche altra parte (magari alzando i prezzi ai negozianti ?).

IlDani / Izraphael
Nessuno sputa sui 10/15 €, io sto dicendo che molti di noi (me compreso, anzi primo della lista) potrebbero spendere con più oculatezza i loro soldi e risparmiare notevolmente continuando a giocare lo stesso numero di giochi e potendosi anche permettere di dare quei 10 € al negozio di mattoni ed aiutare un po' il mercato italiano (avendo comunque risparmiato altre decine di euro in giochi "inutili").

Magobaol77
Avete mai provato a fare qualche proposta al vostro negozio di mattoni tipo girare a lui qull'ordine "molto grosso" e vedere che prezzi vi fa ? Il mio è disponibile a fare sconti che lo rendono molto più interessante del solito anche perché così evito di dover pagare le spese di spedizione e di rischiare ulteriori oneri doganali se ordino negli states. Se il vostro negoziante non è in grado di comprendere un concetto del genere allora, concordo con voi, merita di fallire...

Amon
Nessuno (almeno non io) dice che i negozianti siano esenti da colpa, in questo caso ritengo che nessuno (tranne l'autore) nella filiera sia esente da colpa, ma che nemmeno i giocatori lo siano, soprattutto quando, dopo aver speso migliaia di euro sul mercato tedesco si lamentano che il mercato italiano fa schifo. Se ognuno guardasse la pagliuzza nel proprio occhio invece che vedere come trave la pagliuzza nell'occhio dell'altro, forse si riuscirebbe a trovare un modus operandi in grado di migliorare il mercato italiano permettendo comunque ai giocatori di spendere meno di quello che spenderebbero ora acquistando nei negozi di mattoni.
Una piccola considerazione anche sul rivendere i giochi comprati e inutilizzati; quanto tempo ci metti ? intendo contando anche le code in posta per le spedizioni, anche quelle sono ore del tuo tempo che devono essere considerate e che valgono quegli stessi 10/15 €.

Radamantis
Per la prima parte ti risponderò in mp visto che sarebbe veramente off-topic in questo forum; per la sceconda, mi pare che il 200% di costo pubblicitario rispetto al costo di produzione (20 € di mancato guadagno rispetto agli ipotizzati 10 di costo di produzione) siano un po' tantini... non me ne intendo ma mi sa che solo l'acqua in bottiglia abbia uno sbilanciamento superiore tra pubblicità e produzione.

Saluti

Lucio Pierobon
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Messaggioda Amon » 25 set 2008, 14:57

Lobo ha scritto:Ritengo che per fare il commerciante (bravo e serio si intende) occorra molta, ma molta più professionalità (nonché qualche dote naturale di comunicazione) di molti altri mestieri. Che poi il mondo sia pieno di "improvvisati" è un'altra questione.

Non ho ben capito perché dovrei rivedere le mie vedute. Anch'io sono convinto che il negoziante debba avere molta professionalità, infatti ho scritto che la pretendo.
La questione non è "altra", è LA questione.

Ho fatto un raffronto con "un'ora del mio lavoro" perché mi sembra offensivo affermare che 10/15 euro non sono niente. Faccio l'insegnante e per guadagnare quei 10/15 euro all'ora ho dovuto studiare parecchio (università e due anni di scuola di specializzazione). Perché dovrei darli al commerciante "a prescindere"? Se egli si dimostra serio, preparato e competente non farò fatica a sganciare (ed è probabile che nasca un buon rapporto di fiducia), in caso contrario non mi vedrà più. Non è questo il mercato?

Il problema fondamentale, comunque, è che la rete, in molti casi, ha reso gli acquirenti più "esperti" di molti commercianti. Io, ad esempio, trovo molte più informazioni (e più approfondite) qui o su BGG che dal mio negoziante. A costui, poi, non chiedo una laurea; gli chiedo semplicemente di visitare regolarmente i siti specializzati, di leggere alcuni regolamenti, di organizzare sessioni di gioco, di stimolare i suoi potenziali acquirenti.
La scatola me la offre pure il negozio on line, lui deve offrirmi di più, se mi vuole...



magobaol77 ha scritto:Io non mi vergogno di consigliare la fumetteria della città anche se so che ha prezzi superiori perchè sò che può dare indicazioni, consigli, e può essere un punto di riferimento per la gente. Altrimenti dovrei ordinare io on line e fare io il distributore....

Il mio, ovvio è un punto di vista strettamente personale. Faccio fatica a giocare con gli amici ed eventuali amici degli amici, figurati se riesco a giocare con "passanti" o "conoscenti". Il vostro mi sembrava un punto di vista generale e non solamente rivolto a conoscenti o passanti.
Io, invece, mi vergogno a consigliare il negozietto della mia città, perché so che NON può essere un punto di riferimento, che le indicazioni e i consigli sono sempre generici ("Bel gioco", "E' uscito da poco"...), ecc.
Se poi si tratta di acquistare una scatola di Coloni o di Carcassonne e non ho ordini imminenti da fare, consiglio ovviamente di recarsi al negozio in muratura.


Iago ha scritto:Nessuno (almeno non io) dice che i negozianti siano esenti da colpa, in questo caso ritengo che nessuno (tranne l'autore) nella filiera sia esente da colpa, ma che nemmeno i giocatori lo siano, soprattutto quando, dopo aver speso migliaia di euro sul mercato tedesco si lamentano che il mercato italiano fa schifo. Se ognuno guardasse la pagliuzza nel proprio occhio invece che vedere come trave la pagliuzza nell'occhio dell'altro, forse si riuscirebbe a trovare un modus operandi in grado di migliorare il mercato italiano permettendo comunque ai giocatori di spendere meno di quello che spenderebbero ora acquistando nei negozi di mattoni.

Ti rispondo con un aneddoto.
Un paio di anni fa, all'inizio della mia "seconda giovinezza" ludica, sono entrato nel negozietto della mia città e ho chiesto un gioco relativamente semplice e divertente, per giocatori poco più che occasionali. Indovina cosa mi ha venduto? Siena!
Perché, oggi, dovrei dare i miei soldi a una persona che, probabilmente, si è liberata di un gioco che aveva sul groppone da troppo tempo, ignorando le mie richieste? Per salvarlo? E chi sono, Gesù Cristo?

Io sono convinto che un cattivo negoziante faccia male al mercato del gioco. Non nascondiamoci: il sovrapprezzo che pago fa bene esclusivamente alle sue tasche, a discapito delle mie. Suvvia!
Trovo la televisione davvero molto istruttiva. Ogni volta che qualcuno mette in funzione l'apparecchio, me ne vado nell'altra stanza a leggere un libro. (Groucho Marx)
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Messaggioda zerobabau » 25 set 2008, 17:15

mi pare che l'argomento del topic sia cambiato da come era iniziato... il buon mork aveva aperto un topic sullo stesso discorso.

non critico nessuno sia chiaro... solo che trovo un pò spaesante entrare in un topic per cercare un argomento e con lo scorrere dei messaggi si finisce a toccarne un'altro...
"Allora il Capitano Nero si rizzò sulle staffe e urlò con voce spaventosa, pronunciando in qualche ignoto linguaggio parole di potere e terrore tali da lacerare cuori e rocce..."da L'assedio di Gondor (Il Signore degli Anelli)
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Messaggioda Izraphael » 25 set 2008, 17:28

Iago ha scritto:Nessuno sputa sui 10/15 €, io sto dicendo che molti di noi (me compreso, anzi primo della lista) potrebbero spendere con più oculatezza i loro soldi e risparmiare notevolmente continuando a giocare lo stesso numero di giochi e potendosi anche permettere di dare quei 10 € al negozio di mattoni ed aiutare un po' il mercato italiano (avendo comunque risparmiato altre decine di euro in giochi "inutili").


Momento.

Personalmente sono cliente di tre negozi: due "di mattoni" (o almeno, di cemento), e uno che è di mattoni ma vende anche online.
Nel primo trovo diversi pregi: vicinanza, sconto Goblin, possibilità di fare due chiacchiere (anche non necessariamente di giochi).
Il secondo è un signor negozio, con personale competente, una scelta vastissima, carte sconto di fidelizzazione; l'unico problema è che è un po' fuori mano.
Il terzo è lontanissimo, ha i prezzi più bassi, ma ha anche delle spese di spedizione; anche in questo caso però sono "cliente fisso" perchè ho trovato gentilezza e competenza.
Premetto che, a parità di "prezzo", opto per la vicinanza.

Non a caso nell'ultimo anno ho acquistato nel primo alcuni prodotti "easy", nel secondo giochi che avevo bisogno di provare e nel terzo uno stock di prodotti per l'associazione che lì erano in offerta (ed essendo parecchi non pagavo la spedizione).
Se avessi comprato tutto dallo stesso negozio, uno qualsiasi dei tre, nei tempi e nei modi in cui ho comprato, avrei dovuto:
- In ogni caso, pagare di più
- In alcuni casi, rinunciare a provare i giochi
- In alcuni casi, attendere che i prodotti arrivassero in negozio

Ma se lo stesso ragionamento lo si applica a uno che vuole per prendere un solo gioco, probabilmente vincerà più spesso lo store che più frequentemente soddisfa il maggior numero dei requisiti che ho menzionato.

Se sto cercando "Krukken Dezizamenten Weiss", un gioco di tedeschi albini, e mi "guardo intorno", avrò sicuramente diverse opzioni da valutare per scegliere fra i diversi negozi, online e non: prezzo, costi di spedizione e/o di spostamento, gentilezza e professionalità nel servizio, eventuali promozioni etc.
Soppesando queste cose sceglierò comunque il prodotto più vantaggioso.
Se a fare più spesso - cioè "a più utenti" - l'offerta migliore (comprensiva di tutte le variabili) è un negozio online, vuol dire che sta facendo il suo lavoro meglio di altri.

Insomma, nessuno sta ammazzando niente, il libero mercato è questo e la competizione è normale...
Chiedo lumi a chi ne sa di più, comunque: vendere a meno per vendere di più non è più o meno la base del meccanismo?
Altrimenti, i "nuovi" come possono sopravvivere ai "vecchi" (che hanno già clienti affezionati, fornitori fissi etc)?
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Messaggioda linx » 25 set 2008, 19:43

Izraphael ha scritto:
linx ha scritto:Pensi che faccia qualche differenza il fatto che costi 50 invece di 40 se deve comprare UN gioco? Io non credo, al giorno d'oggi: che ci compri con 10 euro?


Due cartoni di latte per mio figlio, ad esempio.
Che viviamo o meno in una "società del benessere", attenzione a svilire il valore dei soldi.

Se tu hai bisogno di quei 10 euro per comprare 2 cartoni di latte a tuo figlio probabilmente hai sbagliato anche a spendere i 30 per il gioco di cui sopra. ;)
Di solito è il contrario: mi avanzano TOT euro. Che ci posso fare?
Io non svilisco il valore dei soldi. A essere sviluto casomai, al giorno d'oggi è il valore del cibo che diamo tanto per scontato. Comunque qui si parla di svilimento del valore dei giochi

(Non capisco perchè dovrei offendermi fra l'altro, i forum esistono per confrontare opinioni differenti).
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Radamantis » 25 set 2008, 20:07

zerobabau ha scritto:mi pare che l'argomento del topic sia cambiato da come era iniziato...


Non proprio.

Credo che un po tutti quanti siamo riusciti alla fine a giungere ad alcune conclusioni:

1 - se uno fa un prezzo più basso del mio non è un criminale: è la legge del mercato.

2 - i negozi non sono in crisi perchè qualcuno fa il prezzo più basso: anche qui siamo un po tutti daccordo. Se il servizio che ottengo è ottimo posso anche spendere 10€ in più i quali misurano la qualità del servizio. Se il commesso continua a chattare, non è informato, cerca di "solarmi", è logico che nessuno voglia spendere quei 10€ di differenza.

3 - DI SOLITO, una maggiore concorrenza comporta benefici al sistema. E' una sorta di selezione darwiniana: il negozio in cui è tangibile competenza, cortesia, profesionalità, rispetto, customer satisfaction, innovazione, ecc, è molto probabile che riesca a sopravvivere comunque.


Quidni tornando all'intervento di Lobo


1
lobo ha scritto:1. Do un’errata percezione del valore del gioco che dietro ha un lavoro di sviluppo e una giusta marginalità di guadagno.


non è propriamente corretto.
Partiamo dal caso in cui un prodotto sia eccezionale: in quel caso la casa editrice ha un potere contrattuale superiore a quello del grossista/agente/negoziante. Ipotesi: prezzo di listino per il pubblico 50€; prezzo al negozio 30€; prezzo del sito xxx 45€. I clienti chiederanno una riduzione del prezzo ma se il prodotto è valido la casa editrice potrà continuare a vendere al negozio il prodotto a 30€ e quindi i suoi margini non ne risentiranno. Discorso diverso se il prodotto è mediocre......

come infatti dice loboKDS
loboKDS ha scritto:Si ma il discorso e' che non e' il lavoro del produttore quello di vendere direttamente (ripeto, se ha una filiera distributiva). Chiaro, se la gente compra direttamente dal suo sito ha un vantaggio, ma e' davvero un di piu'. Soprattutto perche' le vendite dirette tramite sito sono infinitesimalmente piu' piccole di quelle del resto delle vendite


ricordiamoci che lo scopo di un sito non è esclusivamente la vendita on line bensì:
1 - visibilità dei prodotti: visibilità, comunicati stampa, anteprime, ecc.
2 - servizi aggiuntivi: faq, nuovi scenari, creazione di comunità on line, ecc.
3 - vendita on line: raggiungere i clienti nel cui territorio non è presente un punto vendita.

Si Iago quei 20 di differenza l'azienda li "perde" in cambio di visibilità (non tutti smanettano su internet), servizio al cliente (il commesso che ti spiega), comodità, costo del servizio del distributore che fa si che io utente trovi il bene nel negozio sotto casa, ecc. Perchè Nokia che è un brand consolidato non vende solo su internet? Perchè il cell di solito lo voglio toccare, nei negozi lo posso accendere, il commesso mi spiega in modo (più o meno) chiaro le sue funzioni, passando per strada lo vedo in vetrina, ecc ecc. (Il fallimento di tante compagnie negli anni 90, non so se ricordate, ma era dovuto al fatto che alcuni dicevano che avremmo acquistato tutto solo sul web...). Questo meccanismo è identico per ogni categoria di prodotti (tranne il caso in cui si abbia una dimensione aziendale elevata e quindi si può internallizare la funzione distributiva).



2
lobo ha scritto:2. Faccio credere che fino ad oggi tutti i negozianti d’Italia si siano arricchiti alle spalle dei giocatori, cosa non vera.


Tutte le persone che sono più o meno nel commercio sono consci del fatto che il negozio ha molte più spese di uno spazio web e che quindi difficilmente riesce a fare prezzi in linea con quelli sul web. Credo che discorsi tipo "quello è un ladro" lì facciano più i 13enni... Come per tutte le cose si scade nel qualunquismo a fare di tutta l'erba un fascio. Come ci sono gli onesti sicuramente c'è se ne approffitato. Come di seguito dice Amon:

Amon ha scritto:Ti rispondo con un aneddoto.
Un paio di anni fa, all'inizio della mia "seconda giovinezza" ludica, sono entrato nel negozietto della mia città e ho chiesto un gioco relativamente semplice e divertente, per giocatori poco più che occasionali. Indovina cosa mi ha venduto? Siena!
Perché, oggi, dovrei dare i miei soldi a una persona che, probabilmente, si è liberata di un gioco che aveva sul groppone da troppo tempo, ignorando le mie richieste? Per salvarlo? E chi sono, Gesù Cristo?

Se questo non è arricchirsi alle spalle, che cos'è?
Il negozio che si è sempre comportato con correttezza non deve temere di passare per "ladro" o di essersi "arricchito", chi si è un pò approfittato, beh...



3
lobo ha scritto:Provoco la crisi economica di molte realtà commerciali con un probabile effetto a catena.

Qui il discorso è più complicato in quanto le previsioni in campo economico mutano col passare del tempo. Per citare un esempio: famose società di consulenza ad aprile stimavano che a settembre il prezzo del petrolio avrebbe raggiunto i 150$ - 180$ al barile. Invece non potevano prevedere che da luglio i consumi americani sono scesi (a causa dei prezzi elevati) provocando un effetto a cascata che ha fatto arrestare la corsa al rialzo del prezzo del greggio.
Cosa voglio dire? E' molto difficile a cosa accadrà in futuro a livello di sistema. Maggiore concorrenza DI SOLITO si traduce in un beneficio per il sistema intero (compriamo più giochi o la stessa quantità ad un prezzo inferiore, potrebbe ampliarsi il mercato perchè sono più convenienti, ecc). Sono certo che se il negozio offre un servizio valido soppravvive anche ad un aumento della concorrenza. Probabilmente si avrà un meccanismo di selezione darwiniana in cui chi effettivamente in passato ha usato comportamenti scorretti (prezzi esageratamente alti, ti consiglio male così libero il magazzino dall'invenduto, casi come l'esperienza di Amon, ecc.) potrebbe rischiare la chiusura.


Infine sul discorso
lobo ha scritto:mi viene in mente una Stratelibri che pensa di uscire con Agricola in italiano ad un prezzo non ancora definito ma che potrebbe attestarsi dai 60 Euro in su e si trova la copia in inglese a 39! Se la sentirà ancora di fare un investimento simile?

La questione è:
1 - a chi pensa di venderlo?
2 - ha un esperto di marketing che gli ha quantificato in termini monetari il beneficio dell'utente ad avere quel gioco in Italiano?
Perchè gira e gira siamo sempre intorno allo stesso punto. Se il mercato in Italia può assorbire max 1000 copie, di questi 900 sono "appassionati" (quindi girano in internet e trovano prezzi inferiori, regole tradotte, probabilmente già lo possiedono in inglese) forse potrebbero non essere interessati all'acquisto con un prezzo sui 60€. Forse io sui 49€ lo prenderei perchè non c'è l'ho e sarebbe in Italiano (i 10€ in più sono la misura del mio beneficio nell'averlo in ita). Il padre di famiglia che capita in un negozio per caso, non è appassionato, e il commesso è convincente forse lo prende anche se costa 59€, ma alla fine di tutto in quanti lo acquisterebbero? E se quei € in traduzione fossero spesi in marketing? Meditate...



Infine un ringraziamento particolare a tanis70!
Sono onorato della proposta!
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Messaggioda Gwaihir » 26 set 2008, 13:00

1) Sono assolutamente a favore del libero mercato. In Italia purtroppo vendere significa fare cartello (anche implicito) ed applicare tutti gli stessi prezzi, così ci guadagniamo tutti di più. Ben venga qualcuno che cambiale regole e pensa a cosa vorrebbe il consumatore.

2) Lo scopo di un negozio on-line non è solo praticare sconti, nel caso in questione ready2play offre un servizio grafico eccellente e in questo modo fa implicitamente marketing. Non fa venire voglia di acquistare il prodotto in Home Page? Inoltre un negozio online può fornire molte più informazioni sotto forma di regolamenti, recensioni, foto etc. Per non parlare di prodotti che non si trovano da altre parti, tipo le bustine proteggi carte di un determinata marca (si trovavano solo su giochinscatola a prezzi esorbitanti).

3) Sono allibito di fronte a chi afferma (produttori stessi) che bisogna boicottare i commercianti che praticano prezzi troppo bassi, non rifornendoli o creandogli dei problemi. Ma che stiamo scherzando????? Fossi un commerciante mi rivolgerei subito ad un avvocato. Non credo proprio che siamo nei limiti della legalità.
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Messaggioda randallmcmurphy » 26 set 2008, 22:26

Io ho una buona memoria..e mi ricordo che tante cose erano state dette in passato in merito a questo argomento..

L'apertura del nuovo negozio di NQD ha riportato in auge queste considerazioni...ma io sono comunque contento..per le discussioni interessanti che ritornano e per i negozianti che provano a fare qualcosa di diverso..

In ogni caso..riporto alcuni miei commenti "d'annata"..così vi daranno idea di cosa penso..e magari qualche altro spunto:


Io ricordo che in tv si facevano le pubblicità di quei giochi tipo Hotel o l'isola di fuoco ( e io lo comprai proprio grazie a quella!)..e credo che facendola anche di Puerto Rico (ad esempio) se ne venderebbero a frotte..di persone che non giocano perchè non conoscono per me ce ne sono a migliaia...ma l'immagine che diamo di noi è quella di obsoleti risikisti o al massimo di maniaci dei telefonini (mi sa che siamo uno dei paesi con il rapporto utenti/numero di telefonini più alto nel mondo)..magari verrebbe fuori anche la moda dei giochi da tavolo..come elemento di differenziazione da quelli elettronici che comunque spesso sono isolanti..sarebbe una bella idea da propinare a casalinghe mamme preoccupate dei loro pargoletti, anche per i costi minori da sostenere e una longevità altamente superiore a qualsiasi Metal Gear (che mio fratello sedicenne ha finito in una settimana mi pare..)...avevo già in mente due o tre "spot" pubblicitari..


Cioè indipendentemente da complessità e bellezza, io vorrei SEMPRE che un genitore regalasse ad un figlio (a meno che non abbia 4 anni!) un gioco "serio" e non le solite pappardelle che si trovano qui da noi (cioè risiko, monopoli e bla bla), così da favorire lo sviluppo di una nuova generazione di giocatori da tavolo, e non solo di smanettoni telefoninomani playstation-dipendenti...


qualsiasi casa produttrice guadagna ugualmente la sua quota INDIPENDENTEMENTE dal prezzo al dettaglio che i negozianti applicano..e non mi pare che le nostre case facciano sconti ai tedeschi giusto?

Il giro d'affari determina il prezzo di vendita, e in germania è molto elevato, quindi i commercianti tedeschi hanno la garanzia che riusciranno quasi sempre a vendere buona parte dei prodotti acquistati (e grazie..anche noi compriamo da loro!), realizzando buoni profitti anche con ricarichi unitari molto più bassi rispetto a quelli italiani.

Il fatto è che da noi molti NON SANNO NEMMENO che esistano questi giochi, e credono ancora che un gioco voglia dire tira i dadi e vedi quello che succede, credono quindi che sia un passatempo per bambini e nulla più..d'altro canto anche le case produttrici non VEDONO il nostro mercato, che spesso è rivolto all'estero...la cultura del gioco è la cosa fondamentale..far sapere che molti di noi comprano fuori e sarebbero una buona quota di mercato anche qui in italia, far capire alle grandi distribuzioni che potrebbe essere conveniente tradurre un puerto rico piuttosto che riproporre sempre Hotel e Monopoli (campeggiano incontrastati da generazioni ormai nei nostri negozi..), e poi ..andare a porta a porta a fare una trasmissione sui giochi da tavolo, con qualche eminente psicologo "televisivo" che potrebbe far capire anche a genitori e massaie quanto più istruttivo ed educativo possa essere un gdt, piuttosto che videogiochi e isolamento..organizzare incontri di gioco anche in ambienti non di giocatori, in modo da far vedere anche ad altre realtà cosa voglia dire giocare (cioè Lucca e affini sono molto belle ma..alla fine la maggior parte delle persone sono GIA' giocatori..invece se facciamo una bella conferenza..che ne so..al Meeting di Rimini, visto che sono di rimini..magari facciamo conoscere anche ad altri tutto questo mondo), e tutte le altre cose che vi vengono in mente per far riscoprire a tutti che i giochi non sono solo monopoli risiko e trivial pursuit...e ci credo che non compra niente nessuno!!

Lo so che è difficile, e che pur cominciando ci vorrebbero anni per cambiare in meglio qualcosa (e senza averne certezza..), ma se qualcuno mi dicesse "organizza un incontro a Rimini", oppure "facciamo un gruppo di acquisto in Italia", io ci proverei...avevo anche proposto un sondaggio in merito..ma ancora non se ne è fatto nulla..


Spero abbiate avuto la pazienza di "ricomporre il puzzle" e capire come la pensi sulla questione...che è spinosa, annosa e di difficile soluzione..
« Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »

(Isaac Asimov)
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Messaggioda randallmcmurphy » 26 set 2008, 22:39

Continuo in un altro messaggio altrimenti viene CHILOMETRICO :grin:

Mi rendo conto leggendo questa discussione che diverse cose erano state considerate da me e da altri a suo tempo..e per diversi passaggi mi trovo affine al pensiero di radamantis..

Comunque..ecco altre citazioni di me stesso :grin: Per chi avesse voglia di leggerle..

oggi sono andato nel nuovo centro commerciale di Rimini e ho visto con i miei occhi una signora che comprava "l'isola dei famosi 3"...intanto io vorrei che lei sapesse che esiste anche altro..ma sono sicuro che non è così, e quindi con la pubblicità intanto tutte le persone (e non solo Goblin e affini che già sanno infinitamente di più sull'argomento) avrebbero la possibilità di scegliere e confrontare...anzi..adesso che alcuni giochi sono stati tradotti (tipo heroscape o l'abbazia o ticket to ride), perchè in questi grandi centri non se ne trova traccia? Vogliamo dare a tutta la gente, alla massa di gente, la possibilità di avere anche questi prodotti senza doverseli cercare nei negozi sperduti nel nostro povero territorio nazionale o su internet?Chi si occupa degli acquisti in questi negozi? Sono sicuro che qualunque Goblin potrebbe gestire meglio un'esposizione di un reparto giochi in un qualsiasi centro commerciale...e visto che pur volendoci impegnare a fondo, magari non riusciremmo a salvare i negozi sotto casa, almeno facciamo in modo che i centri commerciali siano adatti anche al mercato dei giochi, e ci pongano di fronte alla possibilità di scegliere..di avere concorrenza..di ottenere prezzi al dettaglio migliori...ad esempio il tanto odiato cranium su Giochi in Scatola si trova a 49 euro..mentre oggi a Rimini lo vendevano a 34...e mi pare anche che ci fosse un ulteriore sconto del 10% alla cassa, come offerta natalizia...sarebbe già qualcosa no?

Cominciamo così..poi in mezzo alla massa vedrete che qualche "acculturato" verrà fuori..e anche loro avranno la possibilità di acculturarsi ulteriormente senza diventare scemi con internet, senza ordinare a timbuktu e magari senza pagare il doppio in Italia...


...nel nuovo iper di Rimini ovviamente c'è un reparto giochi..non ha nessuno spazio espositivo se non gli scaffali e il massimo che puoi chiedere ad un commesso è: dove sono i giochi? perchè di più non ti saprà dire..invece magari se chiedi di cellulari e pc qualcosina in più ti sanno dire..perchè dei giochi no?

Credi che chi compra i giochi negli iper (e se facciamo i conti sono molti di più di quelli che comprano da kds e compagnia bella) sappia i regolamenti di quello che compra? Specialmente quando i genitori fanno regali ai figli? ribadisco che bisogna dimenticarsi dei giocatori che conosciamo noi..non sono quelli i clienti che dovrebbero interessare se veramente vogliamo ampliare la diffusione...Facendo uno stand, o comunque "stando"... lì qualche ora al giorno..credi che non riuscirei a far capire meglio io cosa sia un gioco piuttosto che le scatole lasciate sole a se stesse? magari con due belle ragazze che giocano con me e una serie di amici miei che fanno i "compari" come al gioco delle 3 carte? E così freghiamo anche quelli che si potrebbero sentire troppo osservati andando a vedere qualcosa che nessuno conosce...


E tante altre cose potrei "riesumare" da vecchie discussioni..anzi..è interessante rileggerle..:

http://nuke.goblins.net/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=6918&postdays=0&postorder=asc&start=45
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Messaggioda Amon » 27 set 2008, 15:49

Gwaihir ha scritto:3) Sono allibito di fronte a chi afferma (produttori stessi) che bisogna boicottare i commercianti che praticano prezzi troppo bassi, non rifornendoli o creandogli dei problemi. Ma che stiamo scherzando????

Concordo.
A un certo punto, nel corso della discussione, si è delineato un quadro di "libero mercato" a dir poco apocalittico:
1 - i produttori sono liberi di andare dove il lavoro costa meno (tralasciando il discorso sulla violazione dei diritti umani e dei lavoratori in quei Paesi);
2 - gli stessi produttori devono osteggiare i rivenditori che praticano prezzi troppo concorrenziali, perché altrimenti il prodotto si svaluta (come se la qualità del gioco dipendesse solo dal prezzo);
3 - in forza del punto precedente, il mercato dovrebbe essere calmierato e tutti dovrebbero, più o meno, praticare gli stessi prezzi;
4- i commercianti se ne possono restare mollemente adagiati nei loro negozi (virtuali o reali), non avere alcuna competenza ed essere pure arroganti e scontrosi, tanto i clienti prima o poi devono arrivare;
5 - gli acquirenti devono andare dove il prezzo è più alto, per salvare il "libero mercato" di cui sopra.

Di economia non ci capisco un'acca, lo ammetto, però c'è qualcosa che non mi torna... :-? 8-O
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Messaggioda Radamantis » 27 set 2008, 17:05

Amon ha scritto:1 - i produttori sono liberi di andare dove il lavoro costa meno (tralasciando il discorso sulla violazione dei diritti umani e dei lavoratori in quei Paesi);

Bravo! Si chiama libertà. Libertà di produrre ovunque quindi anche dove costa meno. Per le implicazioni sociologiche del fenomeno ivi compreso sfruttamneto e diritti umani si può aprire un altro topic ma qui è totalmente fuori luogo...
p.s.: anche le tue scarpe sono prodotte in Cina. Anche se c'è scritto "made in Italy". Se vuoi sapere com'è possibile mandami un MP.
Amon ha scritto:2 - gli stessi produttori devono osteggiare i rivenditori che praticano prezzi troppo concorrenziali, perché altrimenti il prodotto si svaluta;

Bravo! Stai andando bene!
Forse non conosci il meccanismo ma è proprio così. Sai che se la golf costasse la metà del prezzo attuale non la acquisterebbe più nessuno? 8-O incredibile, vero? Scopri com'è possibile sempre con MP

Amon ha scritto:3 - in forza del punto precedente, il mercato dovrebbe essere calmierato e tutti dovrebbero, più o meno, praticare gli stessi prezzi;

Anche qui stai andando forte...
Se avessi letto con più attenzione i mess precedenti avresti capito...
Amon ha scritto:4- i commercianti se ne possono restare mollemente adagiati nei loro negozi (virtuali o reali), non avere alcuna competenza ed essere pure arroganti e scontrosi, tanto i clienti prima o poi devono arrivare;

che peccato, stavi andando così bene e cadi sul più bello....
nessuno ha mai detto questo. Anzi una maggoire concorrenza porta (di solito) maggiori benefici... ehi ma questo è scritto sopra...
Amon ha scritto:5 - gli acquirenti devono andare dove il prezzo è più alto, per salvare il "libero mercato" di cui sopra.

a parte Lobo, nessuno è daccordo...
Amon ha scritto:Di economia non ci capisco un'acca,

ma dai? non si era capito...
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Messaggioda Radamantis » 27 set 2008, 17:14

Amon, spero non te la sia preso!

Scusa

A volte però ho la sensazione che ci sia chi legge superficialmente e quindi ogni 6-7 risposte si debba ripetere tutto dal principio.

Tale sensazione è stata amplificata a seguito dell'intervento di randallmcmurphy. Sono andato a leggermi un po vecchie discussione del 2005 e, lo ammetto, ho scoperto, con molto rammarico che molte delle cose che diciamo oggi erano già state espresse 3 anni fa.

Possibile che non si riesca ad arrivare ad un punto comune?

Altrimenti, amici, ci ritroveremo qui tra 3 anni a continuare a dire le stesse cose....

Non che non possa essere piacevole, ma così a livello di gruppo non si crescerà mai....
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