Il mercato italiano dei giochi

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Il mercato italiano dei giochi

Messaggioda mork » 20 set 2008, 11:50

Lobo ha scritto:Ho deciso di scrivere questo articolo dopo lunga riflessione. Inizialmente ho pensato che essendo uno dei fondatori non sarebbe stato opportuno far sentire la mia voce che non dovrebbe essere mai “schierata”, peraltro la Tana non si pone come obiettivo commerciali, ma solo di diffondere informazioni sul gioco, ma poi, vedendo soprattutto una serie di interventi su forum e post vari ho ritenuto più saggio dire la mia. Quindi considerate tutto ciò che segue l’analisi di un giocatore di lungo, lunghissimo corso che è stato anche venditore e non solo fruitore di giochi.

Si tratta di una mia riflessione, condivisibile o meno e non è assolutamente la difesa o la messa alla gogna di nessuno, né la posizione della Tana. Le cose accadono sempre come riflesso delle nostre azioni, ma non sempre queste sono il seguito di una riflessione piuttosto che di una visione a corto raggio.

L’entusiasmo dell’ultimo mese nato intorno alla nascita di un nuovo store on line dai prezzi particolarmente convenienti e concorrenziali è sicuramente giustificato sull’onda della gioia di risparmiare qualche soldino su un hobby che a volte può essere piuttosto oneroso.

Stabilito questo sarebbe opportuno fare delle valutazioni molto più attente e misurate.



Vi farò un bell’esempio. Siete un lavoratore dipendente, che so un sistemista, e guadagnate 1.200 Euro mese (non molto, ma sufficiente a campare), ogni tanto prendete un piccolo aumento ma niente di che, improvvisamente scoppia una crisi nel vostro settore, che so… un ragazzetto universitario si è studiato la vostra piattaforma e offre i suoi servizi a 700 Euro, tanto è ancora un universitario e riceve una sovvenzione familiare. Il vostro datore di lavoro si avvarrà dei suoi servizi e voi sarete costretti o a lavorare a meno (magari rinunciando alle ferie, e ad altro) o finirete a spasso.

Uno scenario piuttosto diffuso oggi.



Questa semplice matrice si può applicare anche al mondo del gioco da tavolo. Se vi vendo un qualunque gioco con un guadagno medio di 2 Euro siete tutti felici, ma che servizio faccio all’industria del gioco? Pessimo! E soprattutto perché posso fare questo? Perché nella vita mi mantengo con altro.



1. Do un’errata percezione del valore del gioco che dietro ha un lavoro di sviluppo e una giusta marginalità di guadagno.
2. Faccio credere che fino ad oggi tutti i negozianti d’Italia si siano arricchiti alle spalle dei giocatori, cosa non vera.
3. Provoco la crisi economica di molte realtà commerciali con un probabile effetto a catena.



Punto uno.

Un gioco si realizza attraverso molto playtesting, lo studio della grafica, la realizzazione di bozzetti,riunioni operative di vario tipo, viaggi e quant’altro. Tutte cose che sono dispendio di tempo ed energie che in ambito commerciale hanno un costo (non si deve assolutamente pensare che il fatto di essere appassionati significhi lavorare gratis). Il gioco si produce in una tiratura che si paga in anticipo (e che se va male resta sul groppone), inoltre anche il venditore finale se lo carica in magazzino assumendosi un rischio d’impresa. Tutti questi aspetti devono essere ripagati per non tacere dell’eventuale smarrimento di un pacco che resta a carico del venditore (per intenderci se su 20 Euro ne guadagno 2 ed il pacco si perde, dovrò vendere altri nove giochi per rientrare del danno).

Tutto questo ha bisogno di una marginalità di guadagno che giustifichi la cosa.



Punto due.

E’ giusto che tutti abbiano un equo guadagno dal proprio lavoro e 2 Euro su un gioco non è un giusto guadagno, perché il dover fare un pacco da spedire ha un valore, l’avere uno spazio dove tenere il mio magazzino ha un valore, spendere tempo a dare informazioni ha un valore.

Conosco moltissimi negozianti e nessuno di loro guida una Porche o si è fatto la villa al mare, il che mi fa pensare che probabilmente non è il lavoro più remunerativo del mondo (infatti la maggior parte sono anche loro degli appassionati) quindi non è che tutti loro fino ad ora abbiano lucrato in chissà quale maniera, semplicemente hanno dei costi d’impresa e pagano le tasse (e si anche quella è una voce che va considerata).



Punto tre.

Forse il più complesso. E’ giusta la sana concorrenza, ma fino a che punto? E dove mi porta il volano delle mia azioni? Faccio una manovra molto aggressiva senza tener conto delle mille implicazioni. Mando in crisi tutti gli altri, ma poi mi accorgo che la mia marginalità non è sufficiente e torno sui mie passi o addirittura chiudo. Ok ci hi provato, poco male. Eh no! Quanti altri hanno pagato lo scotto delle mie azioni. Se mi rompo le scatole di una partita a Risiko e attacco tutti a testa bassa finisco morto, ma rovino anche la partita di altri.

Non vorrei fare il discorso dei centri commerciali, ma l’esempio è abbastanza calzante. Tutti compriamo sempre lì, i piccoli negozi chiudono e così quando ci serve qualcosa sotto casa non la troviamo più, inoltre la sera d’inverno quando me ne torno a piedi nel mio appartamento la strada è buia e desolata (magari ti ci rapinano pure) mentre una volta avevo una bella serie di insegne che mi allietavano il percorso. Di chi è la colpa della drogheria che vendeva il prosciutto un po’ più caro o mia che non l’ho più comprato li?



Insomma questo non per dire come dobbiate fare i vostri acquisti, siamo in regime di capitalismo e libertà ed ognuno si comporta come vuole, ma semplicemente per farvi riflettere sui facili trionfalismi e su tutto ciò che si cela dietro le cose.

Peraltro mi sono astenuto volutamente dal fare discorsi sul negozio “fisico” piuttosto che sull’online che sottintendono due filosofie diverse, ma anche li ci sarebbe da valutare tutte le volte che si attaccano “pipponi” al proprio negoziante per scambiare opinioni, farsi consigliare o semplicemente farsi sostituire un oggetto.



In tutto questo nessuno ha considerato le case produttrici. Personalmente non credo assolutamente che resteranno passive ad un’azione simile, perché può influire anche sui loro investimenti, mi viene in mente una Stratelibri che pensa di uscire con Agricola in italiano ad un prezzo non ancora definito ma che potrebbe attestarsi dai 60 Euro in su e si trova la copia in inglese a 39! Se la sentirà ancora di fare un investimento simile?



Sono certo che questa mia riflessione scatenerà strali e polemiche e sono dispostissimo a subirle (per me con il mio carattere non è una novità), ma già il fatto che ci si soffermi a pensare sopra qualche minuto potrebbe essere una buona cosa.



Nota:

Non ho volutamente portato esempi, ma tutti i dati sono stati ricavati da reali valori comparati su internet nei negozi al dettaglio.



Mi sono permesso di postare l'articolo di Lobo in quanto secondo me l'argomento è molto interessante e la discussione che ne è scaturita pure.
Mi capirete ma oltre 100 commenti ad un articolo rendono illeggibile tutta la discussione.
Invito a continuare a postare le proprie opinioni in questo forum.
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Messaggioda trilobit » 20 set 2008, 13:35

L'argomento in realtà è vecchio, trito e ritrito, e come al solito da adito ad interminabili flame. Per conto mio, non posso far altro che quotare ogni singola parola di questo lucido e sferzante commento di Sargon:

Io dico che compro dove c'è il prezzo migliore e le condizioni migliori, posso cambiare solo per fare un favore o per simpatia o per amicizia. Ma io compro dove spendo meno. Se quello mi fa spendere meno io compro li. Non mi interessa del mercato, se muore fatti loro comprerò in germania o america dove troverò dei prezzi bassi. Io non mi chiedo cosa posso fare per il mercato io chiedo al mercato cosa può fare per me. Sono io ad avere la sovranità in questo paese, sono io che decido cosa e dove compro. Quindi se il negozio vecchio stile non è la soluzione alla situazione di oggi, chiuda e riapra alla condizioni di oggi. oggi io cercoil mio vantaggio, oggi io chiedo di aiutarmi, mi sono rotto di aiutare. E che anche in italia si conosca la concorrenza, sana e sacrosanta. un gioco mi costa 15 euro in meno, non ci sono santi io compro dove mi costa meno. Punto. E se il mercato ne soffrirà, se ucciderò realtà commerciali, io oggi, con 750 euro al mese, io, dicevo, me ne sbatto altamente.
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Messaggioda bugoz » 20 set 2008, 17:27

trilobit ha scritto:L'argomento in realtà è vecchio, trito e ritrito, e come al solito da adito ad interminabili flame. Per conto mio, non posso far altro che quotare ogni singola parola di questo lucido e sferzante commento di Sargon:

Io dico che compro dove c'è il prezzo migliore e le condizioni migliori, posso cambiare solo per fare un favore o per simpatia o per amicizia. Ma io compro dove spendo meno. Se quello mi fa spendere meno io compro li. Non mi interessa del mercato, se muore fatti loro comprerò in germania o america dove troverò dei prezzi bassi. Io non mi chiedo cosa posso fare per il mercato io chiedo al mercato cosa può fare per me. Sono io ad avere la sovranità in questo paese, sono io che decido cosa e dove compro. Quindi se il negozio vecchio stile non è la soluzione alla situazione di oggi, chiuda e riapra alla condizioni di oggi. oggi io cercoil mio vantaggio, oggi io chiedo di aiutarmi, mi sono rotto di aiutare. E che anche in italia si conosca la concorrenza, sana e sacrosanta. un gioco mi costa 15 euro in meno, non ci sono santi io compro dove mi costa meno. Punto. E se il mercato ne soffrirà, se ucciderò realtà commerciali, io oggi, con 750 euro al mese, io, dicevo, me ne sbatto altamente.


Si però poi non lamentiamoci se entrando in un negozio vediamo solo risiko e monopoli, o se un gioco non viene tradotto in italiano.
E non diamo dei ladri alle stratelibri perchè agricola in italiano costa 59€, mentre da altre parti 40€ la versione inglese.
E come dire chè un tv lcd costa 900€ e una grossa catena me lo spara sottocosto a 600€, o magari un sito straniero me la vende a prezzo più basso perchè ha meno tasse. Non possiamo dare del ladro a quello che lo vende a 900€, ma io dare del farabutto alla grande catena che ammazza il mercato e ti fa offerte se paghi a rate(rate=debiti e loro e le finanziarie ci guadagnano dai debiti). Ma questo è un altro discorso. Io sono un commerciante e questa cosa la sento più di un utente normale.
Comunque il discorso è semplice. I negozi che vendono giochi in scatola, videogiochi, miniature ecc... non tengono Gdt (o ne tengono pochi) perchè gli appassionati comprano principalmente da internet. In questo modo perdono tutta la fetta di mercato della gente comune che entra nel negozio a vedere cosa c'è e magari vedendo la scatola compra di impulso. E non mi immagino nel periodo natalizio quante scatole potrebbero andare vendute. Insomma è un gatto che si morde la coda.
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Messaggioda zerobabau » 20 set 2008, 17:37

argomento che infiammerà il topic...

ritengo sensato il ragionamento di lobo ma mi schiero con sargon.
come posso permettermi con la miseria di paga e tutte le spese che devo sostenere per campare un gioco da 60 euro? potrei farci un pensiero se non vedessi alternativa ed il gioco in questione mi interessa da matti. ma la maggior parte dei gdt si trovano anche in inglese o tedesco... e se le parti in lingua non sono tante da rendere preferibile la versione italiana (seppur più cara) allora mi armo di stampante, scarico i regolamenti tradotti e via.
e con i soldi che risparmio magari mi salta fuori anche un'altro gioco.

io parlo da una realtà piccola come la mia regione che, a conti fatti mi obbliga ad acquistare online (ed allora vado dove offrono a meno)... ma ritengo si possa estendere il discorso anche in un ambito più amplio.
l'alternativa finale a questa situazione sarebbe quella di rinunciare ad acquistare un prodotto se è troppo caro... ma perché dovrei rinunciare alla mia passione, ad un gioco che mi piace o che stuzzica il mio interesse? perché per averlo già tradotto devo dargli 60 euro? no signori! risparmio volentieri qualcosa e me lo prendo in lingua straniera... a costo di dovermelo tradurre tutto da me.
"Allora il Capitano Nero si rizzò sulle staffe e urlò con voce spaventosa, pronunciando in qualche ignoto linguaggio parole di potere e terrore tali da lacerare cuori e rocce..."da L'assedio di Gondor (Il Signore degli Anelli)
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Messaggioda bugoz » 20 set 2008, 19:25

zerobabau ha scritto:argomento che infiammerà il topic...

ritengo sensato il ragionamento di lobo ma mi schiero con sargon.
come posso permettermi con la miseria di paga e tutte le spese che devo sostenere per campare un gioco da 60 euro? potrei farci un pensiero se non vedessi alternativa ed il gioco in questione mi interessa da matti. ma la maggior parte dei gdt si trovano anche in inglese o tedesco... e se le parti in lingua non sono tante da rendere preferibile la versione italiana (seppur più cara) allora mi armo di stampante, scarico i regolamenti tradotti e via.
e con i soldi che risparmio magari mi salta fuori anche un'altro gioco.

io parlo da una realtà piccola come la mia regione che, a conti fatti mi obbliga ad acquistare online (ed allora vado dove offrono a meno)... ma ritengo si possa estendere il discorso anche in un ambito più amplio.
l'alternativa finale a questa situazione sarebbe quella di rinunciare ad acquistare un prodotto se è troppo caro... ma perché dovrei rinunciare alla mia passione, ad un gioco che mi piace o che stuzzica il mio interesse? perché per averlo già tradotto devo dargli 60 euro? no signori! risparmio volentieri qualcosa e me lo prendo in lingua straniera... a costo di dovermelo tradurre tutto da me.

A me 10€/15€ non cambiano la vite e preferisco supportare le ditte che fanno uscire il gioco in italia.
Non ho una paga stratosferica sia chiaro, però i miei genitori mi hanno insegnato una cosa: se non ho i soldi per una cosa che mi interessa non la compro. Se voglio la tv ultra figa a 50 pollici, non faccio rate ma la compro quando avrò i soldi. Quindi il discorso prendo 750€ e voglio comprare una valanga di giochi a me non piace(lo faceva qualcuno nei commenti). Se uno non ha i soldi non compra.
Io ragiono così, poi ognuno è libero di fare quello che vuole e acquistare dove vuole, ma lobo con il suo intervento vuole fare capire come stanno le cose. Poi si leggono commenti del tipo:" agricola a 60€ in italiano un anno dopo!!! ladri!!" ecc...
Ma non esiste, non esiste proprio. Se la fantasy flight ha alzato i prezzi ci sarà un motivo.
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Messaggioda zerobabau » 20 set 2008, 21:20

io parlo anche dalla posizione di uno che ha dovuto rinunciare ad acquistare molti oggetti interessanti proprio perché impossibilitato. ho (come molti credo) avuto modo di cambiare diversi hobby nella mia vita... è ovvio che se sono appassionato di fumetti, film o videogiochi tenda ad acquistarli in italiano proprio per un fattore di comodità... e la stessa cosa era per i giochi in scatola finché non sono arrivato al punto di strafregarmene pur di risparmiare qualcosa. se poi metti in preventivo il fatto che ci vogliono diversi mesi dall'uscita del prodotto prima di poter avere un gioco in italiano...

e poi quanti giochi ci sono in italiano?sono sicuramente in numero inferiore a quelli in lingua straniera.

esempio? possiedo caylus in tedesco perché impossibile trovare a prezzi "contenuti" l'edizione italiana... idem per fury of dracula e warrior knights. e per giochi come puerto rico? quanto dovrei aspettare per giocarci in italiano (sempre che arrivi)? personalmente credo che le situazioni vadano valutate una ad una...
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Messaggioda The_Spy » 21 set 2008, 10:46

Pur rimanendo della mia idea che è inutile discutere della cosa tra di noi, in quanto noi compreremo sempre dove costa meno e non ha senso dire diversamente... il discorso di Lobo l'ho capito grazie al commento di Daredavil che mi permetto di riportare più sotto

Alla luce di quanto discusso ritengo che siano i produttori a dover intervenire con una politica dei prezzi e non ce la sia puo' prendere con chi riesce (campandoci o meno) a tagliare i prezzi perche' a questo mondo purtroppo ognuno fa i propi interessi in primis, specialmente non si puo' chiedere un sacrificio ai consumatori che sono l'ultima ruota del carro....... secondo me i produttori non sono esenti da colpe perche' se i prezzi vengono tagliati vuol dire che offrono sconti a qualcuno quindi tutto probabilmente parte da li....... se i l mercato ne soffre è perche' qualcuno è troppo avido, come sempre.



Salve a tutti,

lavoro nel settore del gioco da circa 7 anni ormai, nella vendita, nella distribuzione e nella produzione. Attualmente curo il settore dei giochi da tavolo per GiocoFollia di Roma. Penso, insomma, di avere un po’ di esperienza alle spalle per dire la mia.

Cercherò di sintetizzare alcuni punti salienti (concetti che avevo in parte esposto allo stesso Marco, in una serata di Luglio), con una premessa però: nessuno sta mettendo in discussione il diritto dell’acquirente di comprare dove più gli aggrada, tanto meno Lobo.

La questione, che lui stesso pone, è un’altra: questa politica del prezzo ridotto all’osso fa bene al mercato? Giova a qualcuno? Bene, vediamo di puntualizzare alcuni concetti che spesso tornano e che vanno chiariti e ribaditi più volte.

1. I prezzi che riportate sui prodotti tedeschi e inglesi NON SONO QUELLI REALI! Per favore, evitiamo di riportare i prezzi di 12 spiele, perché sono tagliati! I prezzi consigliati al pubblico dalle aziende tedesche sono diversi, più alti ovviamente. Io ho a che fare continuamente con i prezzi al pubblico suggeriti dalle varie aziende e vi assicuro che sono ben altri. Sono i negozi on-line (tipo quello di NQD) che abbattono i prezzi. Agricola, per esempio, non esiste da nessuna parte in lingua inglese a 40 euro (o meno)! Se lo trovate a quel prezzo è per il solito motivo: abbattimento del prezzo, al limite del sottocosto. Il prezzo al pubblico consigliato dall’azienda produttrice è ben altro, come potete facilmente verificare. Addirittura l’editore (Z-Man) aveva adottato un sistema di preorder che dava la possibilità di prenotare il gioco a un prezzo più basso. Come alcuni della Tana potranno testimoniare, preordinare il gioco dall’azienda madre, scontato, è costato 50 euro! Non c’è nessuna volontà “vampirica” se Stratelibri metterà l’edizione italiana a 60-65 euro. I costi produttivi sono quelli, nessuna meraviglia. Qualcuno ha scritto che Agricola, se costasse meno, si diffonderebbe molto di più. Agricola non è un gioco a larga diffusione, è un gioco per giocatori esperti che ha una tiratura relativamente bassa. Il gioco ha avuto successo ma nella limitata realtà degli appassionati di gioco da tavolo. Che in Italia, ahinoi, sono pochi. Assai. Come si può pretendere che il gioco costi poco? Altro esempio: qualcuno ha scritto che Eketorp da 12 spiele (e dàgli!) costa 24 euro. Garantisco che se un negoziante volesse trattare il gioco in questione lo pagherebbe più di quanto lo vende il suddetto sito. A che prezzo al pubblico lo deve mettere, allora? E qui veniamo a un secondo punto.

2. Alcuni ragionano così: i giochi meno costano più si diffondono. Sbagliato. I giochi si diffonderanno quando in Italia ci sarà una cultura ludica differente e quando saranno esposti nei negozi, non solo on-line! Non con l’abbattimento dei prezzi con marginalità minima. Un mercato che accetta di NON guadagnare dai prodotti che vende è un mercato malato, distorto, che non produce nulla di buono. Serve solo a far contenti momentaneamente una parte di acquirenti. Ma non diffonde i giochi. Se i negozianti (specializzati, tra l’altro) si stufassero di trattare i giochi la diffusione sarebbe pari a zero, perché non ci sarebbe visibilità, che è un punto vitale per la diffusione del prodotto. Potrei fare vari esempi a tal proposito. Ma veniamo al terzo punto.

3. Molti si meravigliano che i produttori possano non essere contenti di tale situazione. Ebbene, vi assicuro che i prezzi ridotti all’osso non fanno felici nessuno: produttori, distributori, negozianti. Nessun produttore è contento del fatto che un suo gioco venga svalutato, dando così la percezione agli acquirenti che un gioco da tavolo deve costare poco. Inoltre, il produttore ha interesse che il suo gioco sia visibile, sia nei negozi, sia accessibile anche ai comuni mortali che esperti non sono. Proprio per la diffusione di cui sopra. E aggiungo un’altra cosa: NEANCHE gli editori stranieri, tedeschi compresi, sono contenti dei prezzi ridotti al minimo. Durante le fiere del settore, ho parlato personalmente con editori “piccoli piccoli”, come Days of Wonder, Alea (che poi è Ravensburger), Fantasy Flight…Ebbene, tutti si lamentavano di questa situazione ed erano preoccupati per la marginalità ridicola a cui erano venduti i giochi. E qui veniamo al quarto punto.

4. La situazione in Germania non è così florida e meravigliosa come forse molti di voi pensano. C’è in atto una forte crisi del settore, in parte dovuta anche alla politica dei costi attuata da alcuni siti on-line. Vi siete chiesti perché alcuni di questi siti (anche storici) abbiano chiuso? E perché la Fantasy Flight abbia da poco annunciato l’aumento dei prezzi su molti dei loro prodotti? E come mai la Ravensburger consideri un peso l’Alea? E il perché la Days of Wonder stia per produrre un gioco mass market, abbandonando e cedendo tutta la linea Battlelore alla concorrente FF?...

Un’industria che lavora senza margine è un’industria che ha perso in partenza.

Sono altre le cose che potrei aggiungere, ma mi fermo qui. Ripeto che ognuno è libero di acquistare dove vuole e ai prezzi che vuole. Spero solo che l’arguto intervento di Lobo sia servito a smuovere le acque e che offra i giusti spunti di riflessione.

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Messaggioda Izraphael » 21 set 2008, 12:35

bugoz ha scritto:A me 10€/15€ non cambiano la vite e preferisco supportare le ditte che fanno uscire il gioco in italia.
Non ho una paga stratosferica sia chiaro, però i miei genitori mi hanno insegnato una cosa: se non ho i soldi per una cosa che mi interessa non la compro. Se voglio la tv ultra figa a 50 pollici, non faccio rate ma la compro quando avrò i soldi. Quindi il discorso prendo 750€ e voglio comprare una valanga di giochi a me non piace(lo faceva qualcuno nei commenti). Se uno non ha i soldi non compra.


Ma se io ho 40 euro da spendere, e il gioco X costa 40 in tedesco e 60 in italiano, che dovrei fare? Rinunciare in toto al gioco - che posso permettermi, anche se non nella mia lingua?
Il discorso può anche avere senso, e lo dico sia da giocatore che preferisce titoli in italiano che da autore che ovviamente vorrebbe vedere il mercato italiano prosperare e crescere, ma mettendomi nei panni di un utente qualsiasi non posso non giustificare chi vuole risparmiare.

Se vuoi la tv ultra figa a 50 pollici.
La tv costa, mettiamo, 1000 euro.
Non vuoi fare rate: decidi dunque di comprarla quando avrai 1000 euro.
Qualche tempo dopo, trovi lo stesso televisore, ma con il manuale e il menu in tedesco, a 700 euro.
In tasca hai 700 euro, ti ci vorranno altri sei mesi almeno per arrivare a 1000, e se lo prendi avrai comunque risparmiato 300 euro.

Il punto non è tanto cosa fai tu, ma: ammetterai che una larga, larga parte dei possibili acquirenti scelga "subito, a un prezzo più basso"?
Che il mercato pretenda che sia l'utente a dare la spinta alla crescita lo trovo quantomeno strano.

Personalmente, cercherò in ogni modo coi mezzi che ho di sensibilizzare, di far conoscere, di far giocare (e quindi di far acquistare) ma non posso anche aspettarmi che un neogiocatore stia a sottilizzare su "italiano o no" quando ci sono 15-20 euro di differenza di prezzo da una scatola italiana a una straniera, nonostante la comodità dei materiali in italiano...
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Messaggioda The_Spy » 21 set 2008, 17:00

bugoz ha scritto:Non ho una paga stratosferica sia chiaro, però i miei genitori mi hanno insegnato una cosa: se non ho i soldi per una cosa che mi interessa non la compro. Se voglio la tv ultra figa a 50 pollici, non faccio rate ma la compro quando avrò i soldi. Quindi il discorso prendo 750€ e voglio comprare una valanga di giochi a me non piace(lo faceva qualcuno nei commenti). Se uno non ha i soldi non compra.


Non capisco cosa c'entra questo tuo ragionamento con il discorso generale. Il mercato funziona tanti piu' soldi ci si mettono dentro, quindi è sempre meglio che ci siano dei soldi piuttosto che no.
Il discorso dei prezzi tagliati è un'altra cosa, se tu hai 80 Euro, preferisci comprare Agricola a 60 e basta o Agricola a 40 e un altro gioco insieme ?

Se tu preferisci un solo gioco al posto di due allora mi spiace ma non dico che non sei normale, ma sei sicuramente in minoranza.
Se in negozio online trovi il TV figo a 50 pollici che volevi a soli 100 Euro non lo prendi pensando che cosi' uccidi il mercato ? Ma non ci credo..................

Certo se non avessi possibilità di scelta ci sarebbe poco da fare, mi prendo Agricola a 60 e aspetto un mese.... ma la scelta ce l'ho ed io non ci penso due volte..... come ho detto prima, non sta ai consumatori pensare al bene del mercato, ma in primis ai produttori e ai distributori.....

Proprio. Se la fantasy flight ha alzato i prezzi ci sarà un motivo.


C'e' che non ci sta dentro evidentemente, ma questo sempre non c'entra con il discorso generale.... pensa che io pensavo già che i giochi FF fossero cari già prima.... io per esempio ne ho pochissimi giochi FF perche' li ritengo troppo cari per quel che sono (mia opinione), ora che ha pure alzato i prezzi non credo che beccherà i miei soldi... e se la penseranno tutti come me per la FF sarà stata una scelta sbagliata......

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Messaggioda tukmat » 22 set 2008, 11:28

Personalmente continuo a pensare che ai fini di un mercato regolato ed efficente l'unico compito dell'acquirente è di essere razionale: vale a dire che a parità di servizi resi acquisti al prezzo più conveniente.
Se cade questo requisito crolla tutto il castello di carte.
Come si sentirebbe un qualsiasi operatore di un qualsiasi mercato che in virtù di una sua migliore capacità fosse in grado di praticare prezzi migliori, se sapesse che il cliente non tiene conto del prezzo al momento di decidere un acquisto? Disorientato e disperato.
Nel caso del mercato dei giochi, sembra che chi compra debba, prima di spendere, fare un'analisi (si spera corretta) del mercato presente e futuro per poi arrivare alla conclusione che gli conviene (magari a lunghissimo termine) pagare di più lo stesso oggetto. Speriamo che in futuro non si spieghi allo stesso consumatore finale che sia per lui preferibile acquistare giochi brutti piuttosto che giochi belli, non so, magari per non oberare i magazzini di qualche editore/distributore/dettagliante poco avveduto.

Detto questo spetta poi al singolo, in base alle proprie necessità ed esigenze, valutare il prodotto ed i servizi offerti: per questo io ho speso qualcosa in più ed ho preso la Furia di Dracula e non Fury of Dracula.
Ma a parità di offerta il cliente è efficente per il mercato solo se compra al prezzo migliore.
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Messaggioda Inuyasha » 22 set 2008, 11:41

L'esposizione di Tukmat mi vede decisamente d'accordo.
In qualche messaggio precedente si faceva l'esempio di Agricola: io Agricola lo prenderò in Italiano (anche se costerà un bel po' di euro in più) perchè nel mio gruppo non tutti masticano bene l'inglese e il fatto di non perdere tempo nel far leggere loro la traduzione delle carte vale il differenziale di prezzo (in pratica pago di più per avere maggiori occasioni di giocarlo).
Ma nel caso di giochi nella stessa lingua non vedo il motivo per cui dovrei andare a servirmi dal rivenditore più caro?
Se un negozio riesce a vendere lo stesso prodotto, con un buon servizio a prezzi minori (prezzo base dei giochi e prezzo spedizioni) io mi ci servo.

Per quanto riguarda l'allargamento del mercato: ormai i negozi tradizionali sono tramontati (tranne in qualche rara città come Roma), a me piacerebbe avere un negozio aggiornato in cui poter fare quattro chiacchiere con il commesso e comprare qualcosa di nuovo, ma a Palermo non è possibile (un solo negozio con roba stravecchia e per giunta carissima).
Allora se devo rivolgermi alla rete tanto vale andare dove mi costa meno.
Per quanto riguarda i nuovi giocatori in questi ultimi anni credo che io e i miei amici abbiamo coinvolto più persone a questo hobby che i negozi tradizionali della mia città
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Messaggioda turing70 » 22 set 2008, 12:25

Non condivido nulla di quanto scritto da Lobo. Mi pare anche molto ingiusto e non corretto questa presa di posizione casualmente avvenuta all'apertura di un negozio online di giochi in chiara concorrenza con altri negozi convenzionati con la Tana.

Chissa' perche' in Italia la concorrenza causa allergia. Anzi mi tocca leggere che i distributori dovrebbero IMPORRE dei prezzi minimi, complimenti. Il libero mercato all'italiana: gli utenti dovrebbero subire prezzi imposti, i commercianti invece scegliersi il fornitore piu' economico. Facciamo allora che imponiamo agli editori di produrre in Europa invece che in Cina ? Perche' loro possono scegliere la cosa piu' economica e io invece devo essere il salvatore della "patria".

Io posso comprendere in parte la storia dei margini, ma se un prodotto del valore di 40 euro lo trovo in negozi diversi a 20 euro o a 60 euro, mi sento autorizzato a pensar male, perche' chi lo vende a 20 euro deve campare anche lui non credo che faccia beneficienza a me.
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Messaggioda Torakiki » 22 set 2008, 12:46

Alla fine chiedere all' ultima ruota del carro ( quindi noi ) di avere testa nel comprare i giochi per pensare al mercato... bè... lo trovo piuttosto meschino, nei miei confronti.
Lavoro in un settore ( otafo ) in rovina perchè il mercato è saturo. Perchè grandi marchi producono in cina e offrono qualità scadente a prezzi modici. Credete che la gente si rivolga ancora agli artigiani? Credete che la gente abbia voglia di spendere di più per un prodotto migliore ( noi facciamo tutto in ditta, niente all esterno )? No, troppo cari ci dicono, meglio prendere altro...

Perchè allora io devo avere remore e andare a comprare dove mi costa di più? Sopratutto per giochi esenti da lingua?

Siamo alla faida tra poveracci contro altri poveracci. Tra le ultime ruote del carro di un' industria in crisi. Dovrebbero partire dall' alto i cambiamenti. Io che a malapena tiro 1000 euro perchè se voglio un gioco devo spendere di più quando non necessario? Per aiutare chi?

E' brutto da dire gente, ma è il mercato. Come ha regolato noi, regola tutto. Bisogna solamente sedersi ed aspettare i sopravissuti.

Nel mentre, comunque, se posso risparmio, semplicemente perchè non me lo posso permettere.

Se avessi stipendi da 1500, 2000 euro al mese anche anche potrei far intervenire la coscienza, ma fino a quando la mia situazione sarà questa la vedo difficile....
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Messaggioda linx » 22 set 2008, 12:57

Innazi tutto ribadisco che il post di Lobo parla di guerra fra grossisti e invece noi stiamo parlando di mercato e tutt'altro. Quindi quello che si sta dicendo NON è una risposta alle preoccupazioni di Lobo.
Detto questo il discorso è interessante e tanto vale portarlo avanti.

Inuyasha ha scritto:Per quanto riguarda i nuovi giocatori in questi ultimi anni credo che io e i miei amici abbiamo coinvolto più persone a questo hobby che i negozi tradizionali della mia città

Riporto questa affermazione perchè parlando d'altro centra il problema del mercato dei giochi.
La diffusione del nostro hobby preferito ha luogo su due diversi binari: i (pochi) negozi e gli appassionati.
Una persona può venir attratta da un gioco ben esposto e acquistarlo per curiosità dando il via ad una spirale che lo porterà a comprarne altri (probabilmente dallo stesso negozio, se la sua passione non è famelica)
oppure
una persona conosce un'altra persona appassionata che gli fa provare i suoi giochi trasmettendo la passione. Se il primo appassionato compra online spesso trasmette queste informazioni al suo... discepolo (per far vedere quanto è figo e informato a tutto tondo). Questo così comprerà online.

A volte succede che una persona che compra in negozio arrivi ad informarsi così tanto sui giochi che passa alla distribuzione online. Il contrario accade solo occasionalmente e se si sviluppano relazioni amichevoli con il negoziante basate sulla passione comune.

Detto ciò ho la soluzione estrema per chi non vuole fare a meno di quel tipico egoismo che il mercato istiga ma è riuscito a capire che non sta aiutando fino in fondo il suo hobby:
comprate pure dove vi costa meno ma
smettetela di trasmettere questa informazione ai vostri discepoli
o perlomeno cercate di essere vaghi, oscuri e lasciate l'approvvigionamento dei titoli in mano ad essi e alla loro voglia di sbattersi. Magari qualcuno in più passa per i negozi o dai grossisti con prezzi non tagliati e non si trova così male.
Se voi gli date la pappa pronta ovviamente seguiranno anche qui le vostre esperte orme!
Le avete le palle per fare questo? ;)

Vi sembra cruda e cinica la mia risposta?
Provate ad avere un amico negoziante che vende giochi al doppio di quanto li acquistate e magari trovarvi spesso a giocare con gente che avete conosciuto nel SUO negozio! Qual'è la cosa giusta da fare?
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda linx » 22 set 2008, 12:59

Cancello una ripetizione.
Ultima modifica di linx il 22 set 2008, 16:46, modificato 1 volta in totale.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
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