Il Sogno Americano dei GdT

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Il Sogno Americano dei GdT

Messaggioda Morpheus » 19 feb 2007, 14:37

Scritto da Aledrugo1977.

Il Sogno Americano dei GdT

Negli ultimi anni gli Editori rappresentanti i così detti “American Games” a livello mondiale sono la Fantasy Flight Game (FFG), la Days of Wonder (DoW) e la Eagle Games (EG). Come molti sanno la EG è fallita nel 2006.

Chi scrive è un estimatore degli American Games, ovvero delle ambientazioni forti, dei componenti da sogno con miniature da urlo, tabelloni pronti per essere appesi come quadri e carte e tasselli come se piovessero.

Spesso capita di leggere tra i commenti presenti in questo sito giudizi assai negativi sui prodotti della ormai defunta EG. Principalmente si sottolineano, regolamenti approssimativi, bug nella struttura di gioco e l’eccessiva presenza di alea.

Per economia di pensiero si sorvolerà sul significato di American Game, dandolo per acquisito e riassumibile in ottimi materiali e presenza dell’alea (dadi e pesca di carte).

Per disquisire sulla veridicità di tali considerazioni è doveroso il paragone con gli Editori rivali.

Partiamo dalla FFG.

E’ ormai evidente la scelta editoriale del “remake” d’autore: prendere vecchie glorie degli anni ottanta-novanta e, previo sapiente restyiling, riportarle ai vecchi splendori.

Questa operazione è al contempo facile e difficile.

Facile in quanto si parla di Grandi Classici amatissimi dai giocatori (Fury of Dracula, Twilight Imperium, Britannia, Warrior Knights, Arkham Horror eccetera per non dimenticare i debiti di Descent e Doom da Heroquest-Advanced Heroquest e Starquest) che già godono di una base di gioco validissima.

Difficile appunto perché il paragone con l’originale è immediato e inappellabile.

Tendenzialmente la FFG non ha sbagliato un colpo per ora sfornando tra l’altro un capolavoro come Il Trono di Spade (con debiti da Diplomacy e Dune).

La DoW ha scelto evidentemente la strada della serializzazione.

La scelta di sfruttare oltre i limiti della decenza buone idee è un sintomo di malessere o perlomeno di poca stima verso i giocatori.

Così ci si ritrova davanti al filone Ticket to Ride (figlio di Andromeda) evolutosi in TTR Eurpa per sfociare in TTR Marklin (il migliore della serie) per culminare con la spassosa espansione TTR USA 1910. Spassosa in quanto si paga la scatola in latta e nulla più: tristissimo sfruttare quello che ormai è un mero branding. Ci possiamo aspettare a breve le T-shirt DoW col logo TTR e perché no, le tazze per il latte.

L’apoteosi è Memoir’44 (figlio di Battlecry): un gran gioco, dalle notevoli possibilità sfruttate in termini di espansioni pubblicate ma assolutamente lasciato andare dal punto di vista del sistema di gioco. Le espansioni sono solo orpelli grafici, nessuna sostanziale modifica al gioco base…dunque che concetto hanno alla DoW di espansione?

Si deve temere il peggio per Battlelore, il clone fantasy con tante belle intenzioni ma dietro all’angolo lo spettro delle espansioni da collezionismo: una specie di Magic con le miniature. Si salvi chi può.

Shadow Over Camelot e Il Mistero dell’Abbazia sono delle interessanti variazione sul tema.

Ultima ma non ultima la EG.

Certi titoli non hanno bisogno di commenti: Napoleon in Europe, Conquest of the Empire (nipote di Struggle of Empires) e Railroad Tycoon.

La loro bellezza di componenti e di gioco è lampante. Le tre versioni del regolamento di NiE sono necessarie per rendere fruibile il prodotto al più vasto pubblico. Il regolamento nebuloso è in fondo solo un suggerimento visto che più che un GdT è nell’intento un hobby, quindi ampiamente personalizzabile.

Altri titoli come Blood Feud in New York (molto caotico), Age of Mythology (Pesca di carte e lanci di dado dominano ma chissà perché vince chi gioca meglio), Attack! + Espansione (mix tra Axis & Allies e Risiko!, davvero fruibile), Bootleggers (originale e bastardo) mostrano quella che era l’anima della EG: la volontà di creare sempre giochi diversissimi tra loro, con componenti da favola.

Certo la perfezione non è di questo mondo però riuscire a ricreare queste atmosfere con cartone e plastica non è facile.

Il Sogno Americano dei GdT era la EG…e come dopo ogni sogno prima o poi ci si desta. Per tenere bassi i costi al dettaglio e garantire la qualità favolosa probabilmente è stato scelto di investire su volumi di produzione sballati. I costi di magazzino (l’opposto è la filosofia P500 dalla GTM: l’applicazione ai GdT del criterio produttivo just in time) e sopratutto l’impossibilità da parte del Mercato di assorbire le copie immesse hanno decretato l’impossibilità operativa di raggiungere il break event point con conseguente crollo finanziario.

La EG se da un canto non ha prosperato economicamente d’altra parte ci ha dato dei Grandi American Games.

In attesa del prossimo sogno, buon gioco a tutti.
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Messaggioda Raistlin » 19 feb 2007, 15:24

Uhm.. senza offesa ma non mi ritrovo d'accordo con quanto scritto.
Trovo che la Eagle Games (e parlo per i giochi che ho visto o che ho di tale compagnia) abbia pagato con il fallimento il mal sfruttamento delle proprie idee; nel senso che se è vero che ha avuto alcune buone idee nella creazione di giochi (anche se non così originali...), è anche vero che spesso ha rovinato tutto dotandoli di fattore fortuna esagerato (Age of Mythology), elementi caotici (Blood Feud in New York) o complessità inutile. A mio modesto parere, credo che il problema principale della EG sia stata l'inesperienza sul campo.
In secondo luogo le critiche mosse alla Days of Wonder sono in parte valide, ma si sono tralasciati anche i meriti di questa compagnia, ossia la cura - e non solo a livello di componentistica, che personalmente reputo la migliore sul mercato attuale - dei propri prodotti, nonchè un occhio di riguardo alle famiglie. La DoW ha presentato giochi adatti praticamente a tutti, semplici, intelligenti e divertenti. Ok, le espansioni di Memoir '44 si sono rivelate più furbe che utili - non lo nego - ma mi sembra sia stato un episodio isolato... con BattleLore è tutto ancora da vedere e non si può dire, secondo me. Comunque DoW è stata in grado di sfornare giochi completi e generalmente senza bachi, al contrario di una casa come la Fantasy Flight, per esempio, che oltre a proporre una gran parte di giochi con originalità pari a 0, quali remake, diretti discendenti di giochi del passato o trasposizioni di giochi per Pc (quasi tutti tra l'altro pieni di bug e necessitanti FAQ su FAQ) ha anch'essa sfornato espansioni più furbe che utili, ma con l'aggravante di renderle quasi un acquisto forzato per gli acquirenti dei giochi base stessi, in quanto spesso l'unico modo per sopperire/riaggiustare gravi bachi strutturali e pesanti lacune di playtesting.
In definitiva il 'sogno americano' dei GdT è a parer mio attribuibile alla Days of Wonder...
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Messaggioda Iup » 19 feb 2007, 15:35

Non sono assolutamente d'accordo sul giudizio alla DOW.
Intanto perché "seriale" non mi sembra sia una parolaccia... Anche i card driven sono seriali e anche il sistema d20 nei RPG è seriale. In realtà andrebbe precisato che c'è un solo gioco seriale (TTR) e 2 sistemi di gioco nati da un'unica meccanica (C&C).

L'importante è divertirsi e che il gioco sia onesto.
Anzi credo che tra le citate la più onesta di tutte sia la DOW: primo perché nessuno ci obbliga a comprare le espansioni (magari per sistemare qualche errore sfuggito nel gioco base come spesso capita con la FFG: anche per Il Trono di Spade) e il gioco base basta e avanza, poi perché ha dimostrato un rapporto con il cliente a livelli super professionali (ti risponde il CEO personalmente nei forum), infine perché a differenza delle altre mi sembra abbia un ottimo management (in poco è diventata forse la migliore ditta di boardgame) e per ora non ha fatto gli errori della EG (di cui molti, tra cui la giocabilità, sono stati pagati dai giocatori).
Se poi esistono 3 versioni di TTR.. embé mica sei obbligato a collezionarli tutti!
Per ultimo se è vero che il catalogo DOW non è vastissimo (e poi mi sembra sia nata pochi anni fa ed esce con pochi giochi all'anno ma buoni) ha però il pregio di avere giochi "Americani" insieme a giochi d'autore "Tedeschi".
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TTR USA 1910

Messaggioda aledrugo1977 » 19 feb 2007, 15:53

...più editori ci sono e meglio è per i giocatori: lunga vita quindi a tutti gli editori, nel bene e nel male.

Premesso questo, il TdS è un gran bel gioco , con l'espansione rasenta la perfezione.
L'esapnsione TTR USA 1910 è davvero una bufala, per quanto ben fatta. Circa Memoir'44 chi scrive lo adora e ne possiede tutte le espansioni, però onestà intellettuale impone notare oggettivamente che sono solo orpelli grafici, mai una innovazione, mai una vera espansione appunto del gioco base.
La EG solo con ATTACK ha scelto la via dell'espansione: si tratta di due giochi ben diversi, quindi di una vera espansione.

Il nocciolo della questione è l'approccio editoriale della EG: stupire, intrattenere. Il lucro era probabilmente davvero un effetto collaterale.

L'avversione della comunità ludica alle "varianti" è strana: una regola non convince? Una meccanica è troppo semplice o viceversa complessa? Si aggiusta, si chiede in giro e il problema è risolto. La EG ha sfornato giochi pretenziosi non serializzati...errare è umano in queste circostanze.
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Messaggioda freeman74 » 19 feb 2007, 16:09

Sono d'accordo con chi sostiene la DOW, primo fra tutti perchè ho curato molte traduzioni o impaginazioni di traduzioni e quindi ho avuto a che fare direttamente con i membri della casa editrice e ne ho potuto appurare la massima disponibilità e serietà, cosa veramente difficile da trovare oggi.
Tanto per dirne una, alla Eagles avevo chiesto di tradurre (assolutamente senza scopo di lucro) il regolamento di RailRoad Tycoon in italiano, mi fu risposto che sarebbe uscito in italiano, in una data imprecisata; dopo diversi mesi non se ne sapeva ancora nulla e l'ho tradotto, il mese dopo è uscito in italiano...allora se tu sai che il gioco è in stampa, me lo vuoi dire anzichè far finta di nulla?
Come giustamente scritto dagli altri goblin, la DOW crea sia giochi per tutta la famiglia (Il Mistero dell'Abbazia, Ticket To Ride, Cleopatra) sia giochi più impegnati (Memoir '44, BattleLore, Shadows Over Camelot).
I gusti sono gusti, ma non si può generalizzare dicendo che crea giochi in serie, che le idee non sono nulla di che!
Allora che dire della Eagles, con Age Of Mythology che parte da una splendida idea per finire con combattimento a lanci di dadi, vince chi fa 6 - poi dopo che il gioco è uscito hanno visto che non andava e l'hanno abbassato a 5 - .....ma dai che idea è?
Age Of Imperialism si gioca in diverse ore e pure lì la pianificazione se ne va a quel paese perchè alla fine è sempre tutto un lancio di dadi....e allora l'originalità dove sta?
Per carità, Bootleggers è spettacolare come gioco, ma non per questo allora la DOW debba essere sminuita!
Parliamo di espansioni...USA 1910 per TTR è ridicola; le espansioni di M44 inutili perchè portano solo truppe, regole ma zero scenari....allora alla FFG che bisogna dire che sforna 4-5 espansioni per Runebound al mese che altro non sono che mazzetti da 20-30 carte?
Cambiano il gioco? Assolutamente no....ma costano 5 euro l'una e non so quante ne siano in giro....trovata commerciale e basta? Fate voi.....
Le tre case americane, ora ridotte a due, mi piacciono entrambe perchè creano ottimi giochi dalla componentistica eccezionale, davvero senza paragoni.
Ovvio che anche loro steccano, non è che ogni volta possano uscire dei capolavori senza eguali....ma non mi sento di dire che il sogno americano è di una piuttosto che di un'altra....il sogno americano è di entrambe, in grado di regalarci ogni volta delle nuove sensazioni, e soprattutto delle nuove partite attorno al tavolo con gli amici.
Retorica? Solamente realtà... ;)
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Messaggioda kagehisha » 19 feb 2007, 16:16

Anche io fra le tre case produttrici preferisco di gran lunga la DoW.
Giochi agili e divertenti, calati e con le migliori componentistiche mai viste.

Le componenti della egale non sono poi così belle. Sono ricche questo si. A volte inutilmente ricche e di scarsa praticità cosa che mi fa andare in bestia. Insomma del ciclo: vogliamo stupirvi con gli effetti speciali perchè il gioco sotto ha qualche problemino, e pure gli effetti specali sono un pò pacchiani alla fine.
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Messaggioda the_goblin » 19 feb 2007, 16:18

Da amante del gioco all'americana trovo molto interessante queso thread e partecipo volentieri con il mio contributo anche se in questo periodo mi viene assai difficile trovare il tempo di scrivere nei forum. Il fatto è che sono convinto che l'uscita di scena della EG sia effettivamente una perdita per tutti, sebbene non sia d'accordo sul fatto che questa casa potesse rappresentare da sola l'intera categoria.

Io credo che il sogno americano dei GdT fosse in qualche modo racchiuso contemporaneamente nelle sorti di tutte e tre le realtà qui citate: FFG, DoW e EG, rappresentando ciascuna un angolo di visuale diverso dello stesso aspetto. Se da vecchio giocatore ripenso agli anni ruggenti dei giochi all'americana, infatti, ci ritrovo tutti e tre gli ingredienti. Il remake d'autore che ha portato alle varie edizioni di giochi come Cosmic Encounter, la serializzazione che ha caratterizzato titoli come i vari Talisman, oppure l'originalità e la diversificazione di tanti altri casi.

D'altra parte, pur comprendendo la necessaria schematizzazione proposta per amor di discussione, direi che è un po' ingeneroso relegare la FFG al solo remake, sebbene sia qui che ha dato evidentemente il meglio. Così come è ingeneroso caratterizzare la DoW per la serializzazione. E d'altra parte è a mio parere eccessivo dare alla EG l'intero ruolo di araldo del sogno americano dei GdT, quando ad eccezione dei pochi titoli dell'ultimo periodo questa si è dimostrata essere una casa in grado di stupire per i colori e la componentistica almeno quanto per i buchi e l'ingiocabilità di alcuni suoi prodotti.

Ripeto, la scomparsa della EG è un male comunque, anche perché negli ultimi tempi iniziava a funzionare anche sotto il profilo dei regolamenti. Però io credo che sia più corretto pensare che il sogno americano del GdT avesse tre facce, di cui una ora viene a mancare. E se mi chiedo come mai, oltre alle ragioni più banali credo ve ne sia un'altra che non abbiamo considerato finora: che EG rappresentava il lato dei "monster game" americani, quelli che durano molte ore e quelli per i quali oggi, vent'anni dopo, volenti o nolenti, abbiamo sempre meno tempo. Il nostro tempo, sempre di meno, è così prezioso che non possiamo più sprecarlo con giochi che non funzionino bene, per belli che siano.

In sostanza, la mia riflessione è anche questa, che forse oggi il sogno di cui parliamo deve necessariamente essere rimodulato alla luce dei tempi, e questo fa sì che siano le altre due facce a sopravvivere, lasciando inevitabilmente la terza nell'ambito della nostalgia. Ecco perché il german style è andato tanto bene. Ecco perché io credo che oggi il sogno americano del GdT può sopravvivere solo quando raramente qualcuno riesce a compendiare un mix bilanciato di ambientazione, giocabilità, durata e componentistica.
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Messaggioda Normanno » 19 feb 2007, 16:43

Apro la mia risposta con una domanda... ma la Eagle Games non è fallita per degli investimenti costosi e sbagliati nel settore poker?

Detto questo, veniamo all'argomento del Thread. Io della EG possiedo solo tre giochi (Civilization, Age of Mythology, e Attack + espansione) ed ho giocato a Napoleon in Europe. Ho diversi giochi della FFG, mentre della Days of Wonder nemmeno uno.

Pareri personali:
-DoW non posso esprimere pareri perchè non ho giocato a nessuno dei giochi noti. Ticket to ride non mi attira, e memoir '44 come il più recente Battlelore sono per due giocatori quindi non fanno parte del mio target. Di Battlelore inoltre mi fido pochissimo (ma è una sorta di "sesto senso") e francamente trovo che costi uno sproposito. Ma non posso permettermi di esprimere pareri sui regolamenti che so che hanno spopolato. Vox populi vox dai? Possibile. Ma il Risiko e il Monopoli sono i due giochi più giocati in Italia...

- FFG. E' partita con dei giochi che definire strepitosi è poco. Twilight Imperium (che con le espansioni soffriva di sbilanciamento, peccato) e soprattutto il mitico, grandissimo Battlemist con espansione. Poi ha iniziato a vedere il filo del guadagno: giochi di buoni componenti, talvolta ottimi, con regolamento scopiazzato e/o testato malissimo. Ha realizzato bei giochi (anche Game of Thrones, per quanto la serie letteraria a mio parere sia cestinabile, il gioco è bello davvero - senza le espansioni), ha realizzato belle miniature, ed è entrata nell'ottica "metto sul mercato, poi vendo le espansioni e nel frattempo ammacchio con i componenti da urlo le mancanze nel regolamento".

- EG. Prodotti di qualità eccelsa, accoppiati con regolamenti talvolta troppo complessi (vedi Civilization), ma che altre volte sono giocabilissimi e pure divertenti (vedi Attack o Age of Mythology in cui questa famosa componente fortuna esiste ma vince davvero chi gioca meglio). Fallita, come ho scritto nella domanda iniziale, per errori commerciali.

Che dire? Che mi auguro che la FFG continui a proporre riedizioni di classici, la smetta di sfornare roba inutile per Runebound (che continua a non piaceri per nulla) e che si decida a fare Battlemist second edition, e che faccia più playtest. Mi auguro di poter giocare ad un gioco Days of Wonder qualche volta. E mi auguro che le notizie sulle edizioni di giochi EG in mano ad altri editori siano vere.
Nel frattempo non posso che concludere con l'ennesimo mio umilissimo parere:

I giochi "all'americana" sono belli, per quanto lunghi. Ma bisogna poterli apprezzare. Quindi ben vengano... dopotutto hanno un tema e lo sanno sfruttare a pieno. Che volete da me, io le cose astratte non le ho mai capite...
Però il mio "sogno americano" resta il gioco perfetto: componenti decenti, ambientazione preponderante e fortissima, e gioco fruibile e giocabile in meno di due ore e mezza.
Forse... è davvero un sogno.
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Messaggioda randallmcmurphy » 19 feb 2007, 19:27

Beh..la vera fucina di sogni americani era la Avalon Hill..ma lì hanno smesso di sognare da tempo..loro sì che adesso con quei popò di componenti che si permettono gli altri ci farebbero strabuzzare gli occhi (per guardare i componenti e..leggere i regolamenti! :grin: ).
Ultima modifica di randallmcmurphy il 21 feb 2007, 14:09, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda liga » 19 feb 2007, 23:56

randallmcmurphy ha scritto:Beh..la vera fucina di sogni americani era la Avalon Hill.


bravo Randall! E l'altra era,la non americana, Game Workshop con i suoi titoli prima dell'avvento delle miniature.

Anche io come normanno aspetto (spero) in una nuova edizione di Battlemist .. anche se forse, potendolo avere, preferirei del tempo per giocare la vecchia e Twillight Imperium 3ed.

Devo dire che a pelle le vibrazioni maggiori sono per l'attesa e le uscite dei nuovi prodotti FFG. Il "sequel" purtroppo è u male dei nostri tempi (di cui io sono vittima!) e i giochi non potevano rimanere fuori ...

DoW ha avuto il pregio di avvicinare ai giochi tematici il popolo dei giocatori "alla tedesca" ... nella prefazione a Battlelore mi sono rivisto ... il mio stesso percorso: Gioco di ruolo da ragazzo ... poi il tempo cala ma le aspettative no ... e allora ben vanga Battlelore (o memoir'44) che provano a condensare in un gioco semplice da un'oretta quello che ti dava una campagna di D&D o di Warhammer RPG.

E' curioso come, in uno degli ultimi episodi di The dice Tower, Toma Vasel ed il suo collega citino come esempio di gioco "american style" La Guerra dell'Anello ... forse siamo davvero noi (Italiani) il futuro ... cresciuti a GdR e Avalon Hill ma anche abbastanza "giovani" (in termini di mercato) da poter tentare il connubio tra il tema e le meccaniche semplici ed eleganti senza preconcetti o pesanti eredità.

Se devo indicare due nomi accanto a quelli di Borg e Petersen, i cui giochi aspetto sempre con trepidazione, sono senz'altro quelli di Maggi e Nepitello!

Insomma, chissà che proprio da noi non risorga l'American Style ... magari gli US oltre ai 133 caccia bombardieri che ci hanno appena venduto (il cui costo avrebbe potuto sanare il problema delle pensioni, della scuola e del precariato in Italia) magari ci hanno anche insegnato a fare giochi a tema e noi adesso li facciamo meglio di loro!

buon gioco a tutti
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Messaggioda Iup » 20 feb 2007, 1:04

Liga mi hai proprio rubato le parole di bocca.
Stavo pensando anch'io che oggi chi ha ereditato l'american style è la Nexus!
Sintesi ben equilibrata tra simulazione e innovazione alla tedesca.

Dopo gli Spaghetti Western, gli Spaghetti Games...
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Messaggioda wallover » 20 feb 2007, 11:39

Non vorrei sembrare retorico ma questa e' la solita "legge del mercato". Fare giochi richiede investimenti ingenti e non ci si puo' permettere prodotti sbagliati. Non molte volte. Se nell'ambito dei software e' ormai triste pratica comune annunciare e pubblicare giochi che necessitano di patch facilmente reperibili in rete, con i giochi questo e' meno possibile e soprattutto danneggia la reputazione.
E questo probabilmente e' costato caro alla E.G.
Anche la Avalon Hill e' stata pesantemente ristrutturata da quando e' finita sotto la Hasbro, licenziando fior di designers e cancellando progetti interessanti. Per blasone storico e disponibilita' finanziaria potrebbe essere, ancora una volta, la portabandiera dell'A.S. Dopo il restyling di alcuni classici, saranno in grado di affermarsi con i giochi giusti?
Ovviamente, anche il mio augurio e' che questo ruolo ce l'abbia la Nexus, a patto che cio' non significhi il chiudersi in una nicchia piu' o meno grande di mercato ma solo esprimere al meglio una affascinante filosofia produttiva.
Ciao, WO
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Messaggioda Angiolillo » 21 feb 2007, 12:08

wallover ha scritto:Ovviamente, anche il mio augurio e' che questo ruolo ce l'abbia la Nexus, a patto che cio' non significhi il chiudersi in una nicchia piu' o meno grande di mercato ma solo esprimere al meglio una affascinante filosofia produttiva.


Secondo me che questo ruolo lo abbia già avuto anche la Nexus è oggettivo. "La Guerra dell'Anello", che ha vinto una gara di creatività contro prototipi proposti anche dalla Eagle Games e dalla Fantasy Flight Games convincendo i detentori (americani) dei diritti cinematografici della saga più delle altre ideazioni di autori americani (e c'erano di mezzo nomi grossi come Richard Berg), è diventato un prodotto che ha aperto la strada a una nuova filosofia FFG. Se non altro ha insegnato alla FFG come fare le miniature: "Doom" e gli altri giochi successivi a quello Nexus hanno usato lo stesso scultore e la stessa linea produttiva messa su da Roberto Di Meglio e dagli altri viareggini. Che del resto, come notava Liga, hanno vasta cultura ludica nata anche, e molto, con giochi americani. Il sogno americano è un sogno globale, non solo di chi è "born in the USA".

Tra l'altro, in un'ottica in cui come si fa giustamente notare la FFG (quinta azienda di giochi per dimensioni al mondo, secondo Wikipedia) punta soprattutto ai remake di giochi di fine millennio, le produzioni Nexus che prende in licenza finiscono per essere la punta massima di creatività del loro catalogo.

In quanto alla nicchia, dubito che ci si rinchiuderà. La squadra Di Meglio, Maggi e Nepitello continua su più fronti: nuovi gioconi su licenza come "Marvel Heros" e "Conan" (possibili grazie al fatto che "La Guerra dell'Anello" non è stato solo un gioco inventato bene, ma anche un prodotto realizzato bene), però anche giochi di tutt'altro genere come "Micro Mutant" (già "X-Bugs") e "Rattle Jungle", o giochi alla tedesca, o giochi di carte stile Dal Negro, o...

La conferma della non-nicchia viene secondo me dalla vasta gamma di collaborazioni all'estero che ha la Nexus. I suoi giochi sono tradotti in parecchie lingue, ma in ogni paese a volte da editori diversi: in Germania "La Guerra dell'Anello" è Phalanx, "X-Bugs" è Fan-Pro, "Wings of War" è Mad Man's Magic; in Spagna ci sono Devir ed Edge, in America FFG e Steve Jackson Games, in Francia Asmodée e Ubik e Darwin Project (e c'è stata Tilsit). Insomma, prodotti variegati per pubblici diversi e che quindi trovano di volta in volta interlocutori diversi. Magari una somma di nicchie, ma non UNA nicchia! ;)

Iup ha scritto:Per ultimo se è vero che il catalogo DOW non è vastissimo (e poi mi sembra sia nata pochi anni fa ed esce con pochi giochi all'anno ma buoni) ha però il pregio di avere giochi "Americani" insieme a giochi d'autore "Tedeschi".


Questo vale anche per la FFG che ha pubblicato, tanto per dire, vari giochi di Knizia. Magari non proprio i migliori... Ma non ditemi che Kingdoms non è un gioco "tetesco ti Cermania"!

I miei due cent... di Euro. ;)

Salutoni,

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Messaggioda linx » 21 feb 2007, 14:04

La Eagle games è stata la prima ditta contro cui ho puntato il dito come esempio di pessima casa editrice quando ho cominciato a frequentare i forum dell tana. Odio le ditte che ti attirano con "le perline" per poi proporti regolamenti che sembrano ne studiati ma sono ingiocabili nella messa in pratica.
Vedevo i loro giochi continuamente comprati da miei amici che finivano sempre ad ammuffire negli armadi.
Negli ultimi anni invece, avevano cominciato ad assorbire le modalità del lavoro di cesello tipico degli autori europei e, dopo le ottime rivisitazioni dei titoli di Wallace (Age of steam/Railroad Thycoon e Struggle of empire/Conquest of empire) era ormai diventata la casa con cui guardavo con maggior speranza: Age of Empire III era ed è ancora il titolo che aspetto attualmente con più trepidazione. Per me è crollata proprio all'apice del suo successo.

La DoW è un'ottima casa (anche 3 volte meglio della Eagle G e una volta e mezza dell FF per componentistica e chiarezza di regolamenti) ma i suoi prodotti sono costruiti per avere il mercato più largo possibile e, così facendo, tendono a livellare la varietà di scelte che a me piace tanto nei giochi. Sono i giochi che regalo, non quelli che compro e gioco.

I prodotti di Petersen della FF non sono perfetti e sono spesso mal testati ma purtroppo sono gli unici che riescono a ricreare la complessa varietà necessaria ad appagare gli amanti del fantasy (e della fantascienza) tagliata e imbrigliata abbastanza da rientrare in una durata non propriamente giusta ma sopportabile.
I prodotti di Maggi & Nepitello sono a mio parere paragonabili proprio alle creazioni di Petersen (meglio testati ma meno varii).

Se mi chiedeste quale delle 3 case butterei dalla torre vi risponderei la DoW. Una perfetta macchina per business. Le altre due mi paiono più come lo sbarco commerciale di una creativa passione.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
Offline linx
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Messaggioda SWANEE » 21 feb 2007, 14:31

Quoto Linx al 100% e aggiungo:
Il mio ideale di sogno americano è proprio un gioco simile ai vecchi avalon hill (ambientazione aderente, regolamenti articolati, qualche baco nelle regole, ore e ore di gioco ai tavoli, combattimenti a più non posso con valanghe di dadi.. etc) ma con la componentistica eccelsa dei giochi moderni.....
Quindi la Eagle (ho 5 giochi) rientra perfettamente in questo sogno (anche i bachi nei regolamenti, servono a personalizzare i giochi a seconda dei gusti, e l'integrazione di nuove regole, a dare longevità al tutto) e non condivido chi dice che non vi rientra per l'elevato fattore fortuna dei suoi giochi....
P.S. Memoir ha un fattore fortuna + elevato di NiE, AoM, CotE, WAoI, Attack (escluso Civilization).
La FFG (ho 1 solo gioco) rientra in questo sogno sviluppando più un tema fantasy (a me non piace il tema, ecco perchè ho un solo gioco, ma questa è un'altra storia), anch'essa con molti buchi, ma con gli altri requisiti ok.
La DOW invece (ho 2 giochi), ha giochi con ottimi regolamenti, ottimi materiali, fattore fortuna anch'esso elevato (vedi MEMOIR e PIRATE COVE), ma non hanno il feeling dei giochi americani come li ho descritti, non ne hanno l'epicità, il respiro, la durata, il divertimento, e non hanno lo stesso fascino che emanavano i vecchi Avalon Hill.
Aggiungerei poi anche alcune cose della GMT (a parte la componentistica) e della Columbia (che però sono troppo simili i giochi l'un l'altro) che profumano di Sogno Americano....
Se proprio dovrei escludere dal sogno una sola casa, butterei giù anch'io la DOW..... Ciao
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