Il vero spirito di gioco, è sapere immergersi nel tema.

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Il vero spirito di gioco, è sapere immergersi nel tema.

Messaggioda simox » 31 ott 2009, 7:52

In questa estate, prima di andare al mare, grazie a una fortunata vicenda, avevo ottenuto la fortuna di comprarmi qualche gioco.

Tra questi, i fortunati furono Novembre Rosso e Condottiere.

Mentre Novembre mi è piaciuto molto, Condottiere è stato una mezza delusione:(...

Ma è grazie anche a questa delusione che ero arrivato a una conclusione che ora sto illustrando in questo topic, perchè questo benedetto gioco ha di contro una tematica e una grafica bellissimi.

Adesso sta ancora nel mio scaffale, ed è stato proprio il suo forte tema a salvarlo.

Perchè, sono arrivato a capire, un gioco diventa godibile al massimo se uno riesce ad accettare il tema che esso offre e come tale diviene disposto ad essere, da giocatore, un attore che faccia rivivere quella precisa situazione.

Nelle partite a Condottiere, quando era il momento di scendere in battaglia, sentivo dentro di me i tamburi di guerra quando veniva giocato il tamburino, il vento gelido sferzarmi il volto quando veniva giocata la carta inverno oppure ancora la tuonante carica dei cavalieri dal valore di 10 punti, così come le urla di frenesia bellica dell'eroina.

A fine battaglia, sentivo la stessa stanchezza di un vero condottiere uscito dal conflitto e, al contempo, la tensione di questi mentre discute con i suoi generali in un consiglio di guerra(Traduco in termini di gioco:la scelta della prossima conquistaXD).

In Novembre Rosso, Sentivo constantemente il terrore di rimanere rinchiuso in una stanza allagata o in fiamme senza speranza di salvezza.

Anche all'epoca, inconsciamente, giocando a doom mi ero immedesimato al punto nella parte del marine che mi era venuto(non sto scherzando) un attacco di claustrofobia(o come si scrive), circondato da orde di invasori che intasavano i corridoi!

E infatti, adesso che ne sono pienamente conscio, la presenza di una forte ambientazione mi aiuta nella scelta dei miei giochi, perchè è stata questa che mi ha fatto comunque apprezzare condottiere, così come mi aveva spinto a comprare Zombie!!! nonostante la scoraggiante recensione e ne sono rimasto ugualmente soddisfatto, e come sono pronto a mettere la mano sul fuoco che sarà altrettanto roseo l'acquisto prossimo di monsters menace america:D.

Voi che ne pensate?E' davvero così importante il tema in un gioco oppure sono un pazzo a pensare le sudette considerazioni?

Rispondete in tanti, ciao!
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Messaggioda Sprunx » 31 ott 2009, 8:53

Io ti quoto alla stragrande. Spesso ho "accusato" i miei amici giocatori proprio di questo, di non saper entrare "nella parte" e saper apprezzare l'atmosfera che il gioco propone; mi rispondono che sono io il malato di "giochi d'ambientazione"... quanti giochi che amavo (vedi Arkham horror) ho dovuto vendere perchè nessuno voleva giocarci, son convinto proprio per il motivo che chi era al tavolo non stava vivendo un'avventura per le strade di Arkham, ma solo spostando delle pedine di cartone e pescando carte... Ormai me la sono messa via, qua è così e basta :cry:
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Messaggioda LordRevan » 31 ott 2009, 11:24

Per chi come me HPL lo ha letto per davvero e tutto, non può esserci tema migliore di quello proposto da Arkham Horror, quindi Sprunx ti capisco, sebbene ci siano molte molte imperfezioni , forse il GdR è fatto meglio dal punto di vista della caratterizzazione dei miti di HPL, vedi distinzione tra Grandi Antichi e Dei Esterni. In certi giochi immedesimarti nella parte (GdR like) è molto importante.
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Messaggioda Raistlin » 31 ott 2009, 13:14

Sprunx ha scritto:Io ti quoto alla stragrande. Spesso ho "accusato" i miei amici giocatori proprio di questo, di non saper entrare "nella parte" e saper apprezzare l'atmosfera che il gioco propone; mi rispondono che sono io il malato di "giochi d'ambientazione"... [...] son convinto proprio per il motivo che chi era al tavolo non stava vivendo un'avventura [...] ma solo spostando delle pedine di cartone e pescando carte...


Eh.. come ti capisco Sprunx...! E capisco anche l'autore del topic chiaramente. Anche per me infatti intercalarsi nell'ambientazione del gioco è fondamentale per quello che io intendo con il termine 'giocare'; purtroppo non tutti i giochi sono in grado di permetterlo tuttavia (ehm.. chi ha detto 'tedeschi'?! :) ), nè a molte persone interessi questo aspetto purtroppo. Fortunatamente nel mio gruppo non sono l'unico a godersi i giochi in questo modo; anche un mio amico 'vive' di ambientazione come il sottoscritto (forse addirittura più di me) e le partite prendono sfumature di colori molto più belle quando ci troviamo assieme: che sia uno strategico o uno skirmish, un gioco piratesco o uno horror, in certi momenti ci guardiamo negli occhi e ci capiamo al volo, partendo con una qualche interpretazione a gran voce di personaggi e vicende... eeeh probabilmente siamo dei sognatori incompresi...! :)
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Messaggioda Starmaster » 31 ott 2009, 14:15

Io sono del parere che al momento dell' acquisto si vada sempre a cercare l' ambientazione che si preferisce.

Non sono mai stato appassionato di Storia e "Garibaldi-la trafila-" non mi dice niente e difficilmente andrò a comprarlo, ma sta di fatto che se ne parla bene.
Sono un amante di tutti i giochi in generale e assolutamente sono in grado di calarmi nell' ambientazione (non per niente gioco a D&D da 10 anni).
Sono così strano che riesco a calarmi anche nell' ambientazione dei giochi tedeschi (che io adoro per le meccaniche).

Con alcuni è più facile immedesimarsi, vedi Days of Wonder, Fantasy Flight, Nexus e con alcuni è più difficile ma ci deve essere qualcosa nell' insieme che ti deve convincere a "lasciarti andare".

Manila, Niagara, Pirate's Cove, Shadows over Camelot, esempio, aiutano molto ma non solo per la parte estetica.
Se guardiamo Tikal, ha i cubetti ma ti porta ugualmente nell' ambientazione senza nessun problema.
Cleopatra e la società degli architetti ha un ben di Dio di ambientazione ma mi viene più difficile calarmi nei panni di un Architetto Egizio, al contrario mi viene più facile sentirmi un costruttore in Caylus che di ambientazione non è pienissimo.

Sarà un fattore di sinergia delle 2 cose? Meccanica e grafica?
Sinceramente odio Doom ma non posso dire che non ti fa calare nell' ambientazione. La meccanica non mi ispira ed è per questo che difficilmente mi immedesimo nel Marines che deve sopravvivere a tutti i costi.

Non saprei spiegarmi il perchè ma un perchè ci deve essere....
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Messaggioda Sol_Invictus » 1 nov 2009, 2:07

Aaah, la stravecchia questione dell'ambientazione e del gioco a tema.
Sono tutte idee molto ragionevoli e condivisibili. Ma per qualche ragione, esistono alieni - o forse gli alieni siamo noi, visti i numeri - a cui non frega assolutamente niente dell'ambientazione del gioco.
E trovano "godibilissimo" un ammasso di stupende, oliatissime meccaniche che non significano nulla di nulla, con appiccicato sulla scatola un disegno di pessima qualità che fa un pacchiano riferimento a un'ambientazione inesistente che dovrebbe velare il gioco. Ma è ovviamente solo un espediente, con un unico senso: dare l'illusione formale che quel prodotto sia, appunto, un gioco, anzichè quello che è - una specie di compito in classe di logica matematica ;)

Secondo me rimane validissima la divisione tra gente che gioca perchè ricerca il divertimento fine a sè stesso, e gente che gioca perchè ricerca appagamento in quanto vero appassionato dell'hobby. L'ambientazione ha importanza unicamente per la prima categoria, per gli altri è poco più di un vago sentore opzionale. Sì, poi ci sono le sfumature..ma sono meno di quanto sembrino.
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Messaggioda aledrugo1977 » 1 nov 2009, 4:42

Condivido Sol_Invictus. Non una parola di meno.

Arkham Horror se non hai voglia di giocarlo di "ruolo" accettando il patto narrativo è una rottura di scatole infinita. Talisman? Pure peggio: tiri 1d6 e peschi delle carte oltre ad avere personaggi sbilanciatissimissimi...il tutto ripetuto per ore e ore di "gioco". Se invece ti cali nella parte, se accetti di costruirti la storia allora può risultare divertente anche 5 ore di lancio di 1d6 e relativa carta da leggere.

Certi tedeschi duri e puri (mi viene in mante lo scettro di zavarof, ziridof, zanzibar...non mi ricordo: una palla assurda con delle fatine osé alla ricerca di ingredienti fantasy pretestuosi. Poteva essere ambientato sui viali di Bologna e sarebbe la stessa cosa) saranno oliati e logici ma per dio non sanno di niente.
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Messaggioda tika » 1 nov 2009, 12:09

aledrugo1977 ha scritto:Arkham Horror se non hai voglia di giocarlo di "ruolo" accettando il patto narrativo è una rottura di scatole infinita. Talisman? Pure peggio: tiri 1d6 e peschi delle carte oltre ad avere personaggi sbilanciatissimissimi...il tutto ripetuto per ore e ore di "gioco". Se invece ti cali nella parte, se accetti di costruirti la storia allora può risultare divertente anche 5 ore di lancio di 1d6 e relativa carta da leggere.


come mi ritrovo in queste parole. Eppure in un certo senso credo che dipenda molto dall'ambiente in cui gioco. QUando sono a casa e mi rilasso con i miei due amici più vicini io adoro giocare pure a Coloni di Catan versione scoperta (dove si scula molto, ma è un avventura!) proprio perchè è un'avventura. Chissenefrega se poi perdi!
Odio AH ma penso che s elo giocassi in solitaria a casa potrei finire per adorarlo (ma costa troppo per prenderlo per una cosa del genere :D).

Ma rimane il fatto che alla fine negli ambienti in cui gioco di solito il mio lato sognatore è proprio relegato in un cassetto e quello che conta è la mia origine germanica 8)
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Messaggioda Krell » 2 nov 2009, 9:58

Eh eh, sono d'accordo.
L' ambientazione e' fondamentale. Ma come dite voi, la sola ambientazione non basta se non vi sono meccaniche che la facciano "sentire" in gioco.
Tra l' altro, alzo il tiro, non mi piacciono, per la stessa ragione, i giochi che al posto di miniature o tessere, se volete) sfoggiano i "bellissimi" e "pregiatissimi" cubetti di legno.
Ecco...il cosidetto cubetto di legno....lo butterei volentieri nella stufa! :-)
Non so, sara' un retaggio che mi porto dietro dai Giochi di Ruolo ma se un gioco non mi coinvolge, non mi fa immedesimare....mi piacera' ben poco.

Ciaociao
--Krell
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Messaggioda rporrini » 2 nov 2009, 11:37

Sono da tempi non sospetti un sostenitore dell'ambientazione. D'altronde prima dell'esplosione di "Coloni" (anno 1995) non v'era possibilità di scelta. I giochi da tavolo erano "di simulazione", il che la dice lunga sull'ambientazione. Chilogrammi di manuale da studiare per poter muovere anche la più piccola pedina (di cartone) che si può muovere verso destra se lanciando tre dadi ed incrociando il risultato con la tabella A si otteneva un numero pari ad 1/3 di ciò che si ottiene incrociando lo stesso risultato con la tabella B. E viceversa.

Amavo ed amo tuttora quei giochi. Ma.

Ho estrema difficoltà a trovare degli avversari per questo genere di giochi e conto, allargando la base di giocatori, di trovar qualcuno disposto a giocarlo. Ma se si propone questo genere di giochi si ede la gente scappare a gambe levate.

Ergo evviva anche Coloni e tutta la stirpe tedesca (sì, ho detto tedesca!) che, tutto sommato non sono poi così poco godibili , anche con la loro scarsa ambientazione.
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Messaggioda Galdor » 23 nov 2009, 15:53

Sol_Invictus ha scritto:Secondo me rimane validissima la divisione tra gente che gioca perchè ricerca il divertimento fine a sè stesso, e gente che gioca perchè ricerca appagamento in quanto vero appassionato dell'hobby. L'ambientazione ha importanza unicamente per la prima categoria, per gli altri è poco più di un vago sentore opzionale. Sì, poi ci sono le sfumature..ma sono meno di quanto sembrino.


Secondo me invece la distinzione andrebbe fatta, in relazione al tema del topic, in 3 categorie:
1- Giocatori che amano le meccaniche, prescindendo dall'ambientazione
2- Giocatori che amano l'ambientazione ricreata (dalle regole, dai materiali, ecc)
3- Giocatori che amano entrambe, sia 2) che 3)

Io penso di appartenere alla Categoria 2)... quantomeno non appartengo sicuramente alla Categoria 1)! :grin:
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Messaggioda Sol_Invictus » 23 nov 2009, 17:17

Eh no..la categoria 3 è troppo comoda. Botte piena e moglie ubriaca!
E' ovvio che a chiunque non faccia schifo giocare con meccaniche buone, è ovvio che a chiunque non faccia schifo una bella ambientazione, è più che ovvio che a chiunque non faccia schifo avere entrambe...in teoria.
In pratica però, l'una va a scapito dell'altra.
E siccome bisogna scegliere, ci sarà sempre chi dà la precedenza alla meccanica sull'ambientazione, e viceversa. Quindi 2 categorie..la terza è per i furbastri.
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Messaggioda ASA » 23 nov 2009, 17:47

Boh, forse non ho capito benissimo, ma non riesco completamente a riconoscermi in una sola delle categorie. Mi spiego meglio: riesco a divertirmi (e tanto) con giochi che apprezzo per le meccaniche, pur senza sentire particolarmente l'ambientazione (es. Thurn and Taxis, Vasco da Gama, Carcassonne, Ad Astra, etc.) così come riesco ad immedesimarmi in giochi dove "sento" di essere dentro al gioco; questi ultimi devo dire che sono soprattutto tridimensionali (o comunque wargames, es. con regolamento Kampfgruppe Commander), ma anche Lock'n load e perfino Pandemic, dove (forse con un gruppo di gioco perticolarmente adatto) ci si sente veramente in un centro emergenze.
Entrambe le categorie sono valide, ma se riesco veramente a "calarmi" nell'ambientazione, allora sento perfino la fatica fisica al termine della partita, quasi che il mio cervello rilasciasse le endorfine come dopo una attività sportiva.
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Messaggioda Kobayashi » 23 nov 2009, 18:17

Se può servire a delineare il mio "profilo", per me un gioco può avere anche le meccaniche più eleganti del mondo ma se l'ambientazione non mi prende non riesco a considerarne l'acquisto. Un esempio? Carson City.
Diciassette? Regina!! SUBITO!!!

NEW! Il mio VENDO a MI/MB/PLAY
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Messaggioda linx » 23 nov 2009, 19:51

Io sono uno che ama i giochi ben ambientati.
Nel caso di giochi avventurosi, devo trovare forti corrispondenze fra le meccaniche di gioco e quello che i personaggi che interpreto stanno facendo perchè voglio "godermi il tragitto" del gioco. Faccio delle mosse perchè mi piace pensare di fare quell'azione. Sono comunque mosse sensate strategicamente, ma non mi sento in dovere di usare solo quelle migliori. Preferisco farle particolari.

Nel caso degli altri giochi l'ambientazione mi serve per assimilare più facilmente il gioco e memorizzare le meccaniche con poco sforzo, ricordandomele di partita in partita anche dopo tanto tempo.
Se così non è, tendo a dimenticarmi le regole (anche perchè non rigiochiamo spesso gli stessi giochi).
In tal caso però non mi immedesimo certo nel mio ruolo. Anche perchè il più delle volte è forzatamente fittizio. In tal caso penso a "tendere al meglio che posso ottenere".

Sono 2 stili di gioco diversi, con soddisfazioni diverse.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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