Inscatolamento dei giochi

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Cippacometa, Sephion, pacobillo, Rage

Ci tenete a un contenuto della scatola COERENTE con le sue dimensioni?

Si, sono talmente materialista da avere le morse alle arterie se la scatola è mezza vuota, a prescindere
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La cosa mi irrita e non poco, ma finchè si parla di bei giochi ben venga la scatola vacante
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Inscatolamento dei giochi

Messaggioda simox » 2 lug 2010, 6:02

Ciao Goblin, oggi arlo di un argomento che spero possa interessare a tutti voi; ebbene guardatemi dritto nello schermo e ditemi se, almeno una volta nella vita, non vi è capitato di acquistare un gioco in scatola che vi ha lasciati subito spiazzati alla vista del miserabile contenuto della scatola.

A questo proposito cito il commento di un nostro goblin, tra i primi nella tana ad aver aperto Runewars

"La scatola risulta mezza vuota"

Io stesso ieri ho comprato un gioco del quale mi ero invaghito a priori, Rush'n'Crush: una bella, bellissima scatola a occhio e croce 35x35 con 6 cm di spessore...già pregustavo il piacere di sentire cedere i numerosissimi fustelli sotto la pressione delle mie dita.

Dopo essermi fatto i debiti per comprarlo (a questo punto, vi riporto al topic su sproloqui "frenesia d'acquisto" :lol: :lol: :lol: ), l'ho aperto seduta stente e...

cucùcucù Aprile non c'è più! E' tornato Maggio al canto del cucù!

La scatola era PIU' vuota che piena!!! Io e il mio amico abbiamo fatto un esperimento e giuro che tutto quanto entrava perfettamente nella scatola di Carcassone!E il tutto mi è costato 40 euro!

Ora, il mio amico, avendo esperienza in campo editoriale, mi ha spiegato che

1)il prezzo non dipende dal contenuto della scatola, ma dal formato della scatola stessa: il 35x35x6 è il formato medio di un pò tutti i giochi da tavolo...il che con questo criterio uno potrebbe darmi anche una scatola vuota al medesimo prezzo :-x ...

2)Si potrebbe creare una scatola apposita per il gioco, ma ciò implica uno sforzo commerciale maggiore: una nuova scatola implica la programmazione del macchinario da zero e ciò vale anche per un potenziale organizer all'interno della scatola (a questo punto mi sto chiedendo se è meglio trovare la pappa pronta o se prendere le scatole prive di organizer come da FFG e poi arrangiarsi da sè), e l'uno e l'altro vengono, rispettivamente, intorno ai 3000 euro.

Queste sono più o meno le illuminazioni del mio amico, ma fatto sta che sugli scaffali troviamo giochi che, per carità possono essere bellissimi come il sudetto Rush'n, ma che in quanto a materiali non valgono a priori i nostri soldi.

Eppure, io penso che le aziende volendo possono fare uno sforzo a investire a dovere lo spazio delle scatole che conterranno i giochi, senza dover investire un capitale: un esempio tra tutti è la Dust Games, ho letto le note sul desin degli autori e, confermo con i fatti dato che io stesso possiedo il gioco, nulla è lasciato al caso per rendere il più abbordabile possibile l'acquisto del gioco, una tra tutte l'idea di realizzare pedine cave ma ugualmente resistenti per risparmiare quantitativi di plastica e, inoltre, hanno sfruttato bene ogni singolo centimetro quadrato della scatola.

E lo stesso vale per la Days of Wonder: trovatemi un difetto nella progettazione del contenuto di SmallWorld, e chiediamoci perchè le miniespansioni costano solo 8 euro ognuna.

Allora in base alle prove che io tengo come consumatore, è cmq risolvibile l'esigenza economica di inscatolare nuovi giochi sfruttando il più possibile prototipi precedenti:o promuovendo autori di giochi molto accorti da studiare giochi che si collocano in base ai formati esistenti sul mercato(altro esempio, Novembre rosso:ora magari invece di 24 lo pagavamo 30 perchè dentro una scatola delle dimensioni di Drakon), o provare ad affrontare le sudette spese sulla speranza di attirare più consumatori in virtù in un prezzo maggiormente accessibile, ma sembra che molte agenzie se ne sbattono e ci fanno pagare somme intollerabili.

Voi cosa ne pensate?
Ultima modifica di simox il 4 lug 2010, 12:33, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda romendil » 2 lug 2010, 8:33

Già, funziona così. Scatola grande prezzo grande. Se uno non avesse la possibilità di vedere prima il contenuto (magari qualche foto su internet) potrebbe essere parecchio sorpreso dall'effetto pacco... Ne ho visto parecchi di giochi così, anche in scatole più piccole (ad esempio hey that's my fish, oh pharaoh, race for the galaxy ecc.).
Altri giochi, se non avessero il contenitore sagomato che hai visto in Small World, sarebbero ancora più vuoti e il contenuto ballerebbe all'interno.
A volte anche giochi scarsi di materiale vengono venduti a prezzi importanti (giustificati anche dalla scatola grande) perché il consumatore sa che sono bei giochi. E allora la cosa ha un senso.
Per me ormai il problema però è un altro e non riguarda tanto il prezzo. Scarto molto spesso giochi che hanno una scatola grande. Non prendo un gioco per sfizio oppure lo prendo al posto di un altro che cedo. Se un gioco occupa tot spazio nel mio scaffale deve avere tot valore.
RòmeNdil (goblin chierico), ultimamente ho giocato a:
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Messaggioda Angiolillo » 2 lug 2010, 10:22

Del prezzo di un gioco in scatola si è recentemente parlato qua:

http://www.goblins.net/modules.php?name ... ic&t=38954

La scatola influenza un pochino il costo, nel senso che è una componente rilevante del costo di produzione dei materiali. Più è grossa, più il gioco costa. Ma a parità di grandezza di scatola, contano parecchio i materiali che ci sono dentro.

Più spesso è il contrario: per cercare di giustificare un costo elevato, l'astuto editore usa una scatola più grossa. Però, se è semivuota o anche vuota (credo che il record mondiale spetti a questo gioco

http://www.boardgamegeek.com/boardgame/ ... ar-fighter

tutto italiano) il trucco mostra la corda.

Sul vincolo di usare scatole già esistenti anziché inventare nuovi formati: da un lato diminuisce i costi, perché usare fustelle e linee produttive già esistenti costa meno che crearne di nuove. Dall'altro è anche vero che aiuta distributori, magazzinieri, spedizionieri e commercianti rispetto ad avere una miriade di scatole di formati diversi. Anche psicologicamente "fa collana": del resto succede pure con i libri, che gli editori tendano a usare formati standard per i loro libri anziché cambiare a ogni volume che esce.
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Messaggioda romendil » 2 lug 2010, 10:56

Una curiosità. Ho visto che ultimamente alcuni produttori, per giochi di piccolo formato, usano delle scatole in metallo. In questo modo risparmiano sui costi o non influisce?
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Messaggioda Lleyenor » 2 lug 2010, 11:05

Mi chiedo come possa la Days of Wonder offrire separatori in plastica sagomati (vedi Shadows of Camelot, Small World, etc) all'interno delle sue scatole di giochi, allo stesso prezzo o meno di altre case che ti inseriscono un inutile cartonato sagomato di una scomodità assurda (vedi Starcraft FF) con il quale devi ingegnarti a prenderti delle scatoline x suddividere tutti i segnalini presenti nel gioco..e non credo sia così influente il costo di un eventuale porta-componentistica, per una ditta che vende in tutto il mondo e con tirature altissime.. :-?

Inoltre, stare ogni volta a dover suddividere tutta la componentistica mischiata x ogni giocatore, ti fa anche passare la voglia di proporre il titolo agli amici..

Ritengo che non sarebbe male se iniziassero a fregarsene un po' di più sulla questione..ci lascerebbero più contenti e con maggiore voglia di tirar fuori il gioco dallo scaffale..
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Messaggioda Angiolillo » 2 lug 2010, 11:15

Ogni tanto si tentano altre strade. Con la Qualitygame avevamo usato le custodie da videocassetta al posto delle scatole (ma con il rischio che il consumatore non capisse). Per potivi anche tematici, Fair Play (Pangea - Niente Troppo) che parla della filiera del cotone equo e solidale ha come contenitore un sacchetto di cotone.

Credo che un'influenza sul costo ci sia, ma quanto pesi e in che direzione non lo so.

Sui separatori, sono un altro costo. Metterli costa, farli apposta pèer un determkinato gioco che ha certe componenti anziché altre costa anche di più. Per dire, in Wings of War c'erano all'inizio se ricordo bene scatole con pezzi vaganti, alla prima ristampa si sono messi separatori standard in cartone, solo alla tera è stato fatto uno stampo apposito per separatori in plastica termoformata su misura (le carte di WoW hanno un formato incopnsueto per quella collana). Tra l'altro non è che tutti i giochi FFG partano con grandi tirature... Nemmeno tutti i libri Mondadori lo fanno, anzi. E i costi di uno stampo per il separatore si ammortizzano appunto nel lungo periodo (salvo si voglia aumentare subito sensibilmente il costo della scatola, ma in generale questo rende i giocatori più tristi che se devono separaresi i pezzetti da soli).
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Messaggioda LordRevan » 2 lug 2010, 11:27

Quando ho aperto twilight struggle, (non la edizione deluxe purtroppo), sono rimasto sconcertato per quello che ho trovato... sopratutto in base al prezzo pagato. Le carte sono fatte benissimo... il resto mamma mia... manco a 'li cani :lol:
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Messaggioda Rayden » 2 lug 2010, 15:59

La stessa cosa l'ho pensata io per Ghost for Sale. Gioco molto carino, però è composto da un mazzetto di carte e una manciata di tasselli cartonati, il che poteva tranquillamente entrare in una scatola come quella di Obscura Tempora! E il problema di tutto questo non è solo la presa per i fondelli, ma anche il fatto che una scatola grande mi occupa inutilmente spazio nello scaffale e soprattutto, in particolare per un gioco come Ghost for Sale, che non me lo posso portare in giro comodamente e giocarci quando capita. Risultato: l'ho comprato quasi un anno fa e ci ho giocato 2 volte.
Invece Bohnanza (ma il discorso vale anche per Obscura Tempora), nella sua mini-confezione Amigo, me lo metto in tasca, lo porto ovunque e ci gioco quotidianamente.
Perché i produttori non tengono conto anche di questo?

Quanto al discorso sui formati standard che fanno risparmiare sulla produzione, a me sembra una stupidaggine (ma correggetemi se sbaglio): esistono tantissimi formati standard, praticamente uno per ogni esigenza. Perché sceglierne uno palesemente più grande del necessario (e, guardacaso, proporzionare il prezzo alla dimensione)?
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Messaggioda Angiolillo » 2 lug 2010, 16:04

Non mi riferivo tanto alla scelta a priori di un formato o l'altro la prima volta che si fa un gioco di una certa taglia. Mi riferivo per esempio al fatto che una volta che la Nexus ha messo su una linea produttiva con le scatolette quadrate dei giochini del Signore degli Anelli (La Sfida e Il Duello) ha più convenienza a usare le stesse anche per Wings of War piuttosto che a fare un formato simile ma diverso. Solo questo!
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Messaggioda Lobo » 2 lug 2010, 16:07

Nessuno ha mai detto che paghi un prezzo per i componenti, paghi un prezzo per il gioco in se.
Non è che se compri un libro da 600 pagine costa per forza di più di uno da 200.

Quindi abbandoniamo il fatto di sentirsi defraudati se dentro la scatola non ci sono abbastanza "cose" .

Il problema è un altro: il gioco è bello? Li vale quei soldi.

Sul discorso separatori altra musica, personalmente li odio, perché sovente non prevedono l'utilizzo di bustine protettive per la carte o altro. Io preferisco la scatola nuda e cruda e poi metto la roba dentro.
Tra l'altro sono uso compattare le espansioni nella scatola madre

PS per Angoliono: Star Fighter, mio dio che mi hai ricordato regolamento fotocopiato e un lucido!!! (inutile dire che l'avevo comprato)

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda simox » 3 lug 2010, 8:51

Lobo ha scritto:Nessuno ha mai detto che paghi un prezzo per i componenti, paghi un prezzo per il gioco in se.
Non è che se compri un libro da 600 pagine costa per forza di più di uno da 200.

Quindi abbandoniamo il fatto di sentirsi defraudati se dentro la scatola non ci sono abbastanza "cose" .

Il problema è un altro: il gioco è bello? Li vale quei soldi.

Sul discorso separatori altra musica, personalmente li odio, perché sovente non prevedono l'utilizzo di bustine protettive per la carte o altro. Io preferisco la scatola nuda e cruda e poi metto la roba dentro.
Tra l'altro sono uso compattare le espansioni nella scatola madre

PS per Angoliono: Star Fighter, mio dio che mi hai ricordato regolamento fotocopiato e un lucido!!! (inutile dire che l'avevo comprato)


Beh si, da una parte il tuo discorso è condivisibile (per esempio Caos nel vecchio mondo si salva proprio perchè è un gioco dalla bellezza rara,così come il prima citato Rush'n'Crush) ma per il resto credo ci sono delle falle; finchè anche i giochi non saranno considerati operati artistici, dove è il concetto-impeto-bellezza estetica-etica ecc. , restano un prodotto di mercato e in quanto tale bisogna pensare prima al fattore materiale, e poi a quello più "etereo" quale la giocabilità, la bellezza ecc.

E' un pò come la vendita del pane:se l'etichetta dice "1 Kg di pane bianco" e poi ci sta solo mezzo chilo io lo riporto indietro fosse anche la pagnotta più buona del mondo, per istinto; e io con lo stesso criterio se guardo una scatola grande mi aspetto un contenuto decente, poi mi preoccupo della qualità.

Perdonatemi se sbaglio, ma io la penso così.

Ah, e aggiungo un altra cosa: Con Runewars, se davvero la scatola è mezza vuota, la FFG è ingiustificata perchè ha realizzato tutti i formati possibili e immaginabili, così poteva benissimo mettere tutto quanto dentro la scatola de la guerra dell'anello e far costare il gioco 60 euro invece di 80-90 euro, no?
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Messaggioda Rayden » 3 lug 2010, 13:09

Lobo ha scritto:Nessuno ha mai detto che paghi un prezzo per i componenti, paghi un prezzo per il gioco in se.
Non è che se compri un libro da 600 pagine costa per forza di più di uno da 200.

Quindi abbandoniamo il fatto di sentirsi defraudati se dentro la scatola non ci sono abbastanza "cose" .

Il problema è un altro: il gioco è bello? Li vale quei soldi.

A parte il fatto che non sarei del tutto d'accordo su questo (se il prezzo di un gioco è enormemente di più di quello che costa produrlo, sono fortemente spinto a costruirmene da solo una copia personale, cosa che non conviene mai se il gioco ha un prezzo proporzionato), ma comunque il punto è un altro: la scatola sovradimensionata io la vedo come una presa in giro.
Per fare l'esempio di prima, Bohnanza è un gioco bellissimo, più bello di molti altri giochi da 40 euro, ma se l'avessi comprato in una scatola enorme pagandolo 40 euro mi sarei sentito truffato e avrei chiuso con quella casa editrice per sempre, bollandola come non seria.
Preferisco di gran lunga editori come l'Alea, che vende capolavori, a prezzi neanche bassissimi, ma comunque in scatole piccole.
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Messaggioda simox » 4 lug 2010, 12:35

ecco qui, ho anche messo un bellissimo sondaggio:

Mi sono limitato solo a due estremi, perchè effettivamente non sembrano esserci vie di mezzo, se altrimenti avete suggerimenti, son tutto orecchie.
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Messaggioda il_Nadir » 4 lug 2010, 12:52

Sono molte le considerazioni da fare comunque.
Per esempio una cosa che vale sopratutto per i giochi di carte, il formato spesso dipende più che altro dalla necessità di dare una visibilità al prodotto sullo scaffale del negozio più che dalla quantità di carte contenute.
Così un gioco con dentro un mazzetto di carte che potrebbe avere una confezione grossa come quella delle carte da scopa, con un regolamento piegato dentro, può preferire avere una scatola un po' più grande che permetta di VEDERLO a chi lo cerca in mezzo a diversi titoli su uno scaffale di giochi.
Non sono dettagli poco rilevanti, sopratutto per un editore.
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Messaggioda Angiolillo » 5 lug 2010, 7:57

simox ha scritto:E' un pò come la vendita del pane:se l'etichetta dice "1 Kg di pane bianco" e poi ci sta solo mezzo chilo io lo riporto indietro fosse anche la pagnotta più buona del mondo, per istinto; e io con lo stesso criterio se guardo una scatola grande mi aspetto un contenuto decente, poi mi preoccupo della qualità.


Qualche gioco presenta una lista dei materiali leggibile all'esterno. Tra quelli che ho qua davanti agli occhi "Il mistero dell'Abazia" e "Zicke Zacke Huhnerkacke". Sono quelli che promettono "1 kg di pane bianco".

Spesso non c'è scritto nulla (tra i giochi che ho davanti agli occhi, delle stesse dimensioni dei precedenti, "Wings of War Deluxe" e "Ingenious" edizione USA). Non promettono 1 kg di pane bianco: creano aspettative, vero, ma non promettono una quantità precisa. Sono più come certe scatole di cioccolatini e caramelle: categoria in cui compri scatole grandi o piccine, che a volte sono piene ma a volte no. Ovviamente ciò non evita delusioni, ma non è così matematicamente misurabile l distanza fra promessa fatta e promessa mantenuta.

Rayden ha scritto:se il prezzo di un gioco è enormemente di più di quello che costa produrlo, sono fortemente spinto a costruirmene da solo una copia personale, cosa che non conviene mai se il gioco ha un prezzo proporzionato.


Nei libri e nei dischi, la produzione del supporto materiale è sempre una frazione piuttosto bassa del prezzo finale, in genere circa un decimo.
Il "quanto costa produrlo" è più elevato, vuoi per la presenza di diritti d'autore (che sono un "quanto costa produrlo" pure quello, perché per produrli vanno anche inventati), vuoi per il ricarico della casa editrice (perché anche il lavoro di redattori, curatori, grafici, illustratori, traduttori, segretarie di redazione - esemplifico le voci dei libri, i dischi ne hanno anche altre - e pure il costo del capitale impiegato nell'impresa sono costi del "quanto costa produrlo"). Il prezzo finale è ancora più elevato, perché c'è anche un "quanto costa farlo avere al consumatore (spese di magazzino, trasporto, distribuzione). Però se alla fine compari il costo di carta e stampa con quello del libro, o del CD vergine con quello del disco, o del DVD vergine con quello del film, c'è sempre un divario fortissimo.
E' una novità? No, tutt'altro.
Spinge a fotocopiarsi i libri e copiarsi i CD (un tempo a registrarsi i dischi su casette)? C'è chi lo fa.
Giustifica la pirateria di cui sopra? Vedete voi.

Questo nei libri, nei dischi, nei film. Invece nei giochi... pure.
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