Interpretazione e rapporti personali nei GdR

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Barbo » 5 dic 2003, 16:40

Vorrei chiarire un punto. Non sto dicendo che è bello o giusto litigare in un party, nè che esso debba votarsi al tradimento e simili.

Dico che capita spesso che giocatori cresciutelli si portino dietro certe "fisime" e che questo genera problemi che si preferisce evitare. Ciò limita certe situazioni di gioco.

Le liti e le tensioni nei party sono molto frequenti e le ho riscontrate (in tanti anni) nei gruppi di gioco più diversi.

Pure nella Tana mi accorgo che in questi anni sca**i e rancori (talora memorabili) sono stati tutt'altro che infrequenti, e ciò senza voler entrare nel merito di torti e ragioni. Nè mi sembra che nella Tana, almeno qui a Roma, vi sia abbondanza di giocatori inetti o che non sappiano dare "colore" alla giocata...

Ciò che non mi riesce di condividere è escludere a priori l'idea che tanti giocatori (quasi tutti) rimangano coinvolti "personalmente" nelle situazioni di gioco.

In altri casi, non si litiga perché c'è un equilibrio che poggia su basi personali prima che su classi, razze e ruoli.

Non mi sembra di dire cose tanto assurde. :roll:
"... e il fuoco azzurro di Helluin baluginò nelle brume sopra i confini del mondo, in quell'ora appunto si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti di Iluvatar."
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Messaggioda Fiburga » 5 dic 2003, 17:18

Ciò che non mi riesce di condividere è escludere a priori l'idea che tanti giocatori (quasi tutti) rimangano coinvolti "personalmente" nelle situazioni di gioco.


Infatti molti non lo fanno, ma secondo me sbagliano. Anche quando si gioca a calcio tanti non passano la palla e vogliono vincere facendo tutto loro, non vuol dire che non siano dei medicri giocatori e che non abbiano capito cosa è il gioco. ( scusa il paragone calcistico )

In altri casi, non si litiga perché c'è un equilibrio che poggia su basi personali prima che su classi, razze e ruoli.


Secondo me è più il contrario, si litiga più facilmente con gli amici che con gli estranei. Il problema è diverso. Io credo che non si debbano tenere certi comportamenti nel gioco perchè nuociono allo stesso.

L'ordine di importanza è diverso :
1) DIVERTIRSI E FAR DIVERTIRE GLI ALTRI
2) Fare gdr

Se fai gdr, ma crei problemi nel gioco e si creano tensioni vai contro la cosa più importante, lo scopo per cui giochi, divertirsi insieme !

Quindi puoi permetterti quello che vuoi finchè tutti si divertono, il limite è quello. Se tutti si divertono ad avere una "serpe in seno" il giocatore può farlo, ma se non è così, deve evitare.

Il discorso dell'alter ego è diverso e non riguarda il mettere qualcosa di se nel gioco, ma va un po' oltre. Per alcuni è così. Come per altri i PG sono solo statistiche ( e per me questi dovrebbero andare a giocare ad HeroQuest...)
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Messaggioda Asliaur » 5 dic 2003, 17:27

Guarda il gioco è gioco e basta, io sono d'accordo quando dici che qualcuno ci porta dentro anche elementi esterni ed è umano che lo faccia, dovrebbe però ricordarsi che si gioca per divertirsi tutti e che la sua libertà (o eccesso di tale) può essere vissuta come tirannide da altri.
La vita di tutti i giorni dovrebbe restare, per quanto possibile, fuori dal GdR.
Le liti ed i rancori poi non vi dovrebebro proprio trovare spazio, se infatti gioco solo per potermi rivalere su Caio, per poterlo umilaire e malmenare allora non gioco più, ma maramaldeggio qualcuno o comunque rovino la serata a tutti.
D'altronde quando si presentano casi simili in genere il gruppo si scinde, si spacca e si creano liti e tensioni che nulla hanno a che fare con il gioco, ma molto con i rancori che vi vengono nascosti dietro.
In questi casi si dovrebbe avere l'onestà di guardarsi intorno e cercare di riparare, purtroppo c'è chi invece sguazza in certe cose e le situazioni si deteriorano.
Capita, ma ricordate che quello non è più gioco.
Grazie e saluti,

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Messaggioda Cippacometa » 5 dic 2003, 21:24

Avevo completamente omesso, per questioni di tempo, di commentare la parte inerente la "natura delle relazioni che si instaurano tra giocatori di GdR e di come queste possono condizionare lo svolgimento della giocata." (post primario di Barbo).
Li non ci si puo' fare molto, a mio avviso. Ognuno è come è. Ci saranno dei giocatori la cui natura li porta ad identificarsi nel proprio personaggio, altri invece a "calarsi in una parte" più o meno bene.
In entrambe i casi, il successo in termini ludici e di divertimento del soggetto e/o del gruppo sono alquanto lasciati ai gusti personali, al caso, alle circostanze ed alle interazioni intragruppo, a mio avviso.
Il problema è, effettivamente, che qualche giocatore (specie, presumo, che faccia parte della prima categoria) possa rimanerci male in alcune occasioni.
Direi che, per evitare problemi, ciascun giocatore (ed il master) dovrebbe semplicemente ficcarsi nella testa fin dall'inizio che un GdR è solo, per l'appunto, un gioco come un altro. E poi giocare (sottolineo giocare) come si sente e come meglio crede e come più lo fa divertire.
Se non si riesce a fare la differenza e si prende tutto sul piano personale, oppure se ci si annoia, oppure si scassa il casso al prossimo, allora è meglio smettere, senno' ci si guasta il fegato e si rovinano delle amicizie. Tutto qui.

Colgo l'occasione di complimentarmi con Mastro Affogatore di Donnole Danesi (non mi ricordo se lo avevo già fatto) per la storia assai interessante, articolata ed avvincente a cui ho avuto la possibilità di partecipare brevemente un paio d'anni fa a A&P.

Ossequi a tutti!
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Messaggioda genma1 » 30 ott 2004, 21:07

... a parte ciò...

credo che i gdr proprio perchè "g" debbano essere considerari GIOCHI, non c'è un modo migliore o peggiore di giocare, esistono invece giocatori differenti che si divertono in modo differente. "La scuola del buon giocatore" non mi è mai piaciuta, però credo che ci si possa confrontare sulle proprie esperienze e consigliare per trovare nuovi spunti anche di approccio al gioco.

Credo che il migliore gruppo sia quello in cui grosso modo tutti i giocatori la pensano allo stesso modo dando vita a sessioni di gioco "omogenee" e coerenti con ciò che tutti si aspettano, il resto è fondamentalismo e presunzione di aver capito "come si gioca".

Anche io ho le mie personali preferenze ben delineate e non mi diverto molto a giocare con chi la pensa diversamente da me, ma ho notato che ciò che io amo qualcuno lo trova noioso o troppo impegnativo, credo però che abbia anche lui diritto di giocare con suoi simili e di essere considerato un giocatore di ruolo.

L'unica cosa che scoraggio in maniera davvero decisa sono i transfert esagerati, ma non perchè "non si gioca così", piuttosto perchè la vita e i propri casini vanno affrontati e distaccarsi completamente dalla realtà può creare dipendenza!

....almeno secondo me....
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Messaggioda mork » 1 nov 2004, 1:01

Fondamentalmente io penso una cosa che il gioco debba essere divertimento.
Ora questo vuol dire tutto e non vuol dire nulla perchè ciò che per alcuni può esere divertenete può non esserlo per altri.
Il gioco di ruolo, però , agiunge un tassello all'insieme, è un gioco "cooperativo" o meglio molto spesso lo è, dove si collabora per un fine comune.

Da questo discorso occorre estrapolare un concetto: io nel Gdr preferisco inpersonare ruoli molto distanti dalla mia mentalità e comportamento usuali per provare il gusto di essere un qualcosa di diverso ed agire, pensare e comporarmi in modo diverso. Quindi io penso, cosa del tutto personale, che il gusto sia nell'impersonare un personaggio agli antitpoti di ciò che siamo e non uguale al nostro io veritiero.

Questa però è unìinterpretazione personale, ma si serve ad introdurre il secondo concetto.

Se vale il primo assioma allora è pur vero che ci sarà, necessariamente nel gruppo, colui che vorrà comportarsi da traditore preoccupandosi di colpire alle spalle un suo compagno nel momento peggiore possibile.

Cosa fare in questi casi? Beh io ho giocato con Master che assolutamente lo impedivano, creando situazioni così paradossali in cui il cattivo si comportava in modo retto perchè guarda caso aveva un suo tornaconto; vicevers ho giocato con master che davano il massimo della libertà creando però il caso nel gruppo dopo che le cattive azioni erano state svolte.

Dunque, la formula magica non l'avevano entrambi, ma diversamente da loro io penso che la verità sia nel mezzo. Se da un lato è vero che non si può impedire costantemente ai personaggi dei giocatori di seguire le loro inclinazioni se queste volgono indissolubilmente verso il male; vicersa si dovrebbe cercare di fare in modo che anche gli altri giocatori possano divertirsi, trovare un motivo per mantenere intatto il gruppo e continuare la storia.
Percè parliamosi chiaro se il giocatore di un cattivissimo si può anche divertire a colpire alle spalle i compagni, anche questi, dopo l'ennesimo episodio, possono trovare il medesimo gusto nello spiaccicarlo a terra e ridurlo in una poltiglia sanguinolenta. Risultato un nuovo personaggio.

Trovare invece una formula che diverta tutti è la cosa migliore, poi io non so dire quale sia, ma in molti ci hanno provato e penso che qualcuno ci sia anche riconosciuto.

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Messaggioda Cippacometa » 1 nov 2004, 12:00

Interessante "risveglio" di questo argomento che era dormiente da quasi 11 mesi!! :lol:
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Messaggioda genma1 » 1 nov 2004, 14:23

mork ha scritto:Cosa fare in questi casi? Beh io ho giocato con Master che assolutamente lo impedivano, creando situazioni così paradossali in cui il cattivo si comportava in modo retto perchè guarda caso aveva un suo tornaconto; vicevers ho giocato con master che davano il massimo della libertà creando però il caso nel gruppo dopo che le cattive azioni erano state svolte."The blooy blade singer"


Come master credo che questo aspetto vada discusso quando il gruppo si forma con i singoli giocatori, è importante secondo me armonizzare le cose se si vuole affrontare una lunga e impegnativa campagna, poi, quando i personaggi sono stati creati con la loro storia e il loro carattere tutti giocheranno secondo cscenza....quella del personaggio chiaramente! Tutte le volte che giocavo in un gruppo dove fosse presente un allineamento in netto contrasto con il resto dei personaggi qualcuno ci ha rimesso le penne in poche sedute....però è stato divertente!

Altra soluzione è stata quella di dare un buon motivo al malvagio di sostenere il gruppo di avventurieri, questo ha funzionato meglio...ma nel momento in cui tale buon motivo viene meno di solito sono fiamme!!!
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Messaggioda Ken_Derringer » 4 feb 2005, 14:45

Ho letto i vari post e ora penso di poter dire la mia.
Il tutto dipende da un'equilibrio che ci deve essere tra master e giocatori.
Mi spiego meglio.
Il master è semplicemente un narratore e come tale deve semplicemente immergere i giocatori in una determinata ambientazione che questa sia "Il Signore degli Anelli" o "Vampiri".

A quel punto entrano i scena i giocatori. Ogni pg sarà diverso l'uno dall'altro e non necessariamente avranno lo stesso credo.
In vampiri la cosa è sicuramente + marcata visto che tra i vari clan ci possono essere delle scaramuccie. Ma anche nei gdr fantasy può succedere. Per farvi un esempio nel mio gruppo del "Signore Degli Anelli" ci sono 2 maghi. UNo votato totalmente al bene (è un elfo noldor), l'altro è un Numenoreano, creato come personaggio in parte oscuro. Usa anche i malefici e la magia "nera", e per questo motivo molte volte si scontra in discorsi filosofici con l'altro pg.

Cosa c'entra tutto questo? Semplice, perchè penso che in un gioco, a seconda di come sono pg può succedere che per credi diversi non si vada d'accordo. Può succedere anche che durante una campagna un personaggio diventi malvagio perchè attratto dal lato oscuro, e pertanto trovo giustificato che a volte dentro il gruppo se la mettano in quel posto l'un con l'altro. Rischiando a volte di uccidersi a vicenda. Raro ma accade.
Bhè credo che il master non debba impedire tutto questo. Può cercare un punto in comune o mediare in qualche modo ma se 2 pg sono costruiti in un determinato modo non c'è santo che tenga. Prima o poi si scontreranno o nella migliore delle ipotesi si faranno solo delle scaramucce.

E' vero che le situazioni diventano divertenti ma capita a volte che per queste litigate interne al gruppo le avventure finiscano per finire male.
Di certo non bisogna cercare questi espedienti solo per togliersi dalla noia. Se un gruppo si annoia a giocare significa che il master non è all'altezza. Pertanto che si limiti a fare il giocatore.

Per quanto mi riguarda credo che per poter avere un buon equilibrio e un buon modo di gioco, si debba avere un buon master e dei buoni giocatori che sappiano interpretare bene la propria parte. POi non bisogna mai impedire ai giocatori le proprie azioni. UN master non è DIO. E' un narratore. Narra semplicemente la vicenda. Chi la costruisce sono i giocatori.
Ovvio che se le sessioni si limitano a farsi i dispetti a vicenda ignorando le avventure allora è il caso di incontrarsi e discuterne bene e decidere cosa fare. Queste cose si devono integrare in modo armonico con il resto del mondo e dell'avventura. Altrimenti non ha senso il gioco di ruolo.

Ripeto, che per tutto questo basta solo un pò di equilibrio da tutte le parti.
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Re: Chiarimenti...

Messaggioda Galdor » 4 feb 2005, 14:59

Barbo ha scritto:FLa mia non voleva essere un’apologia del transfert!
In tal modo, il GdR diventerebbe pericoloso, addirittura. E ciò soprattutto per i più piccoli. Negli USA, in particolare, il movimento di opinione contro il GdR prese spunto, diversi anni fa, proprio da deviazioni quali il dodicenne che si suicida perché il personaggio di 29° livello che portava da anni era morto.

Non ho seguito tutte le tematiche, ma apro una breve parentesi sulla pericolosità del transfert.. nell'anno che ho trascorso negli USA girava la leggenda che un ragazzino avesse detto ad un altro:
"Ehi, secondo me il pugnale non fa 1d4 di danni, fa molto di più... guarda!" e che si sia accoltellato di fronte all'amico per dimostrare la sua tesi 8-O
Chiusa parentesi :dontget:
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Re: Chiarimenti...

Messaggioda genma1 » 4 feb 2005, 15:07

Galdor ha scritto:nell'anno che ho trascorso negli USA girava la leggenda che un ragazzino avesse detto ad un altro:
"Ehi, secondo me il pugnale non fa 1d4 di danni, fa molto di più... guarda!" e che si sia accoltellato di fronte all'amico per dimostrare la sua tesi 8-O
Chiusa parentesi :dontget:

Leggenda metropolitana o realtà? :roll:
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Messaggioda Galdor » 4 feb 2005, 15:08

Rispondendo invece in generale all'argomento del thread bisogna precisare che il tutto dipende da cosa vogliamo accentuare:

Se un master pone l'accento sull'interpretazione dei personaggi, sulle loro sfumature psicologiche, ecc , beh, allora via anche agli scannamenti, tradimenti e pindariche excalation psicologiche :cheez:

Se invece (come piace a me) l'importante è -sopratutto- la Storia che stiamo creando, beh, allora anche l'interpretazione del proprio pg deve essere subordinata ad un buon sviluppo della storia: è giusto che tradisca Paul Atreides pur facendo parte del suo gruppo di intimi amici? Si, perchè la trama della storia ne beneficia alquanto... :verywin:
Così come: posso tradire il Portatore dell'Anello perchè ho una compulsione verso l'artefatto e un carattere incline alla corruzione del Potere? Si, perchè -anche qui- ne viene fuori un bel colpo di scena... :verysmile:

PS: le 2 citazioni mi sembrano ovvie... :shy:
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Messaggioda Ken_Derringer » 4 feb 2005, 15:15

Galdor ha scritto:Rispondendo invece in generale all'argomento del thread bisogna precisare che il tutto dipende da cosa vogliamo accentuare:

Se un master pone l'accento sull'interpretazione dei personaggi, sulle loro sfumature psicologiche, ecc , beh, allora via anche agli scannamenti, tradimenti e pindariche excalation psicologiche :cheez:

Se invece (come piace a me) l'importante è -sopratutto- la Storia che stiamo creando, beh, allora anche l'interpretazione del proprio pg deve essere subordinata ad un buon sviluppo della storia: è giusto che tradisca Paul Atreides pur facendo parte del suo gruppo di intimi amici? Si, perchè la trama della storia ne beneficia alquanto... :verywin:
Così come: posso tradire il Portatore dell'Anello perchè ho una compulsione verso l'artefatto e un carattere incline alla corruzione del Potere? Si, perchè -anche qui- ne viene fuori un bel colpo di scena... :verysmile:

PS: le 2 citazioni mi sembrano ovvie... :shy:


Come ho detto è una questione di equilibrio.
Un master non deve puntare solo all'interpretazione o alla storia. E' sbagliato. Il master si deve occupare principalmente della storia e lasciare ai PG l'arduo compito di interpretare al meglio il proprio alter-ego.
Alla fine siamo d'accordo su un punto. Se ci devono essere scaramuccie o tradimenti dettati dall'interpretazione, questi però non devono prendere il sopravvento sulla storia. Come ho detto prima è ovvio che se le sessioni si limitano a farsi i dispetti a vicenda ignorando le avventure allora è il caso di incontrarsi e discuterne bene e decidere cosa fare.

Infine non credo si debba scegliere tra storia o interpretazione. Le cose devono esserci entrambe, nella giusta misura. Il concetto di equilibrio tra master e giocatori a cui alludevo, è proprio questo.
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bravo wolflord

Messaggioda gjmbo » 4 feb 2005, 15:51

Sono d'accordo con wolflord sul fatto che vi drogate e pure spesso !
Il fatto che questo commento sia stato fatto sia da me che da wolflord, che siamo di gran lunga i migliori giocatori della tana, dovrebbe farvi riflettere.
Una pena poi leggere che qualche giocatore ama fare due chiacchere con l'oste.... che tristezza e squallore !!!

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Messaggioda Galdor » 4 feb 2005, 15:57

Ken_Derringer ha scritto:Infine non credo si debba scegliere tra storia o interpretazione. Le cose devono esserci entrambe, nella giusta misura. Il concetto di equilibrio tra master e giocatori a cui alludevo, è proprio questo.

Secondo me (ma ripeto: è solo un mio gusto personale) l'Interpretazione deve essere strumentale alla Storia-Trama...se è solo fine a se stessa di solito la evito (a meno che non offra spunti carini). :verywin:
Comunque in generale mi pare che concordiamo. :approve:

PS: sul fatto che ci droghiamo non è vero...ci droghiamo PARECCHIO!!:rauch08:
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