Into The Wild

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Into The Wild

Messaggioda JohnDoe » 28 ott 2007, 1:01

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Into the Wild

Titolo originale: Into the Wild
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Drammatico
Durata: 140'
Regia: Sean Penn
Sito ufficiale: www.intothewild.com

Cast: Emile Hirsch, Vince Vaughn, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden
Produzione: Paramount Vantage, River Road Films, Art Linson Productions, Into the Wild, River Road Entertainment
Distribuzione: BIM
Data di uscita: Roma 2007
2007 (cinema)

Trama:
Christopher McCandless, un giovane idealista, dopo essersi laureato, decide di abbandonare tutti gli agi della vita moderna donando in beneficenza tutti i suoi risparmi, lasciando alle spalle la sua vecchia vita si dirige verso l'Alaska per vivere a contatto con la natura. Purtroppo il suo corpo fu ritrovato privo di vita dopo quattro mesi passati in quella terra...

Fonte: FilmUp.it

Commento:

INTO THE WILD

Nonostante l'apparizione alquanto triste di Sean Penn sul red carpet, ubriaco come non mai, il suo è sicuramente uno dei film più apprezzati della festa del cinema di Roma.
Tratto dal libro di John Krakauer, ispirato ad una storia vera. Il film parla di Christopher McCandless, giovane neolaureato della Virginia che, in seguito al consguimento della laurea decide di devolvere in beneficenza tutti i suoi risparmi, di bruciare la macchina e di partire per quello che lui stesso definisce: 'l'affare Alaska'.

Il viaggio è una scoperta di se stesso, una fuga da tutto quello che lui considera futile ed inutile. La società moderna, i suoi usi e costumi, i comfort che non fanno altro che lmitare la propri alibertà; la laurea stessa che ha lo scopo di far sentire le persone falsamente realizzate indirizzandole ad un cammino già scritto, in cui il libero arbitrio è molto condizionato da fattori non necessariamente decisi dalla persona stessa.

Tutto questo per Christopher McCandless non può essere barattato con una macchina nuova, che il padre (William Hurt), vuole regalargli per il termine degli studi, con l'apparenza di una vita colma di successo o di ricchezza, perchè questi non sarebbero stati sinonimo di felicità. La felicità materiale è una cosa che per Christopher no ha valore, o almeno non lo ha tanto quella dell'anima. Sentirsi libero, privo di ogni vincolo socio-etico-morale, il desiderio di scoprire una nuova vita, fatta di stenti e di esperienze non programmate a tavolino, ma capitate per qualche ragione.
E' una fuga nel vero senzo della parola, dalla semplicità della vita moderna, dalle standardizzate abitudini di tutti i giorni, una vita alla ricerca delle difficoltà disconosciute dalla gran parte degli uomini.

Durante il suo tragitto Christopher si imbatte in situazioni più o meno difficili, conosce persone, fa esperienze e lavora quel tanto basta per il prossimo spostamento che si verifica sempre nel momento in cui comincia a stare bene nel luogo in cui si trova.
Stare bene è spesso sinonimo di tranquillità, ed è questo l'elemento che la 'poetica' Christopher rinnega. L'uomo deve soffrire nelle stituazioni, deve sforzarsi di superare quelle che sono le difficoltà del posto e, una volta trovato un 'comfort', andarsene per sfidarsi ulteriormente.

Ispirato alla vita reale di Christopher McCandless, il cui corpo fu trovato da un cacciatore all'interno di un Bus in malora in Alaska, il film ti tiene incollato alla sedia per tutti i 147 miuti della sua durata. Il pensiero di Christopher è costantemente presente attraverso la voce fuori campo che è la sua medesima o quella della sorella, l'unica che veramente capiva Christopher e che ha potuto dare una spiegazione ad un gestro apparentemente inspiegabile.

Un bellissimo film, che purtroppo non uscirà nelle sale prima di gennaio febbraio (almeno così ho sentito dire).

Da vedere assolutamente!

:)
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Messaggioda Jarka » 4 mar 2008, 18:19

L'ho visto! è fantastico..paesaggi stupendi e una storia che m'ha fatto venire voglia di andare in Alaska pure a me..per non parlare delle strepitose musiche, d'altra parte son di Eddie Vedder!!
:grin:
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Messaggioda Phoenix84 » 4 mar 2008, 19:02

Quoto! Gran bel film, da vedere.
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Messaggioda magobaol77 » 7 mar 2008, 0:02

il film è un eccezionale, la biografia da cui è tratto è anche scritta molto bene e aggiunge una sensazione particolare......ti fa sentire ancora pià vicino a questa storia....
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Messaggioda Luca » 7 mar 2008, 15:24

Bel film, ma non un mega-capolavoro, secondo me.

Inoltre, sarebbe da discutere quanto l'andarsene senza far sapere niente ai propri familiari, né se si è vivi o morti, sia da considerarsi "libertà" oppure "egoismo". Egoismo, quello di voler decidere la vita degli altri, in un certo del tutto simile a quello dei genitori stessi (comportandoti in questo modo, in un certo senso, non ti "appropri" della loro vita, condizionandola con angosce e paure?).

Comunque grandissima colonna sonora di Eddie Vedder! :grin:
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Messaggioda magobaol77 » 8 mar 2008, 23:25

Luca ha scritto:
Inoltre, sarebbe da discutere quanto l'andarsene senza far sapere niente ai propri familiari, né se si è vivi o morti, sia da considerarsi "libertà" oppure "egoismo". Egoismo, quello di voler decidere la vita degli altri, in un certo del tutto simile a quello dei genitori stessi (comportandoti in questo modo, in un certo senso, non ti "appropri" della loro vita, condizionandola con angosce e paure?).



direi che il film e il libro e la storia di McCandless non va vista con lo scopo di giudicarne le scelte (sia esaltandole che denigrandole). Certo, il libro e il film mettono il luce positiva il ragazzo, ma non negano scelte discutibili e nn condibisibili. E' la storia di un ragazzo, con i suoi dolori, i suoi conflitti irrisolti, la voglia di libertà e la continua fuga dalle responsabilità, la ricerca e la strada....probabilmente mi ha tanto appassionato perchè ho vissuto la storia per quello che è, con luci ed ombre. Chris McCandless non è un eroe , nè un pazzo, nè la personificazione del male: è un ragazzo che ha cercato di reagire ai dolori ed alle difficoltà della propria vita a modo suo. Probabilmente ha sbagliato in tante cose, però ha cercato di muovere qualcosa, di ricercare una qualche verità in maniera autentica.
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Messaggioda trilobit » 13 mar 2008, 11:30

Visto ieri sera. Avevo già letto il libro (in tempi non sospetti) e già allora la storia mi colpì ed affascinò molto. Dopo la visione di ieri sera, credo di poter dire che il film di Sean Penn appartenga a quei rari casi in cui la cinematografia riesce a trasporre con grande efficacia e coerenza un'opera letteraria... e forse per certi aspetti riesce anche ad elevarla, a nobilitarla, senza mai snaturarla.

In conclusione un film davvero bello, in ogni senso. Una storia che, nonostante le apparenze, non è nient'affatto banale e che stimola nel profondo riflessioni e sentimenti.

Emblematica la sua citazione, termine ultimo della sua estrema ascesi: "La felicità è reale solo quando è condivisa".
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