Italian style: nouvelle vague del boardgame o bufala?

Wings of War, Obscura Tempora, I cavalieri del Tempio ...

Moderatore: Angiolillo

Secondo me l'attuale nouvelle vague dell'Italian Style del boardgame italiano è:

un fenomeno molto interessante
35
40%
una moda effimera e passeggera
1
1%
una serie di uscite disomogenee e slegate tra loro
32
36%
un'illusione ottica priva di sostanza
12
14%
un nuovo miracolo italiano (S. Berlusconi)
3
3%
una boiata pazzesca! (Fantozzi rag. Ugo)
5
6%
 
Voti totali : 88

L'erba del vicino

Messaggioda domenicodg » 29 ott 2005, 0:01

Di giochi su licenza - anche del Signore degli Anelli - sono pieni i maceri (non scherzo): se la Guerra dell'Anello ha avuto successo è perché è un bel gioco, punto. Le finanze generose della FF, o di un qualsiasi altro partner estero, non c'entrano NULLA con le vendite di un gioco: semmai, se il gioco vende, le finanze cupide del partner estero se ne beano. :lol:

Wings of War sconta un tema fuori moda - la guerra, materiali "poveri" - carte e tessere, un prezzo relativamente alto, eppure ha raggiunto tirature altissime in tutto il mondo. Questo perché, come riconoscono in molti, è un bel gioco.

BANG! è un gioco di carte, e ha venduto 200.000 copie: il grosso dei giochi AMIGO non arriva a 20.000, quindi direi che possiamo catalogarlo come successo, anche se si tratta "solo" di un gioco di carte. Per inciso, AMIGO - un colosso in Germania - stampa fondamentalmente giochi di carte... e vive felice come DoW, HiG e GoldSieber! 8)

Considerare sistematicamente inferiori i giochi "fatti in Italia" (non entro neanche nel tema del forum - il "gioco italiano") è, a parer mio, un po' "provinciale": è sbagliato tafazzarsi gli zebedei, come facciamo noi, così come lo è osannare tutto il proprio (come fanno spesso francesi e tedeschi).

Il "passaparola" evocato sopra da noi non c'è, semmai si verifica il contrario, il "passamalaparola", che impedisce che il nostro mondo riceva l'attenzione che merita: quanti parlerebbero bene di un gioco italiano, senza sbuffare di sufficienza perché "certo, quelli esteri sono un'altra cosa..."?

Una recensione italiana di un nostro gioco recitava, più o meno, "finalmente pure in Italia si fa qualche gioco che è paragonabile almeno alla feccia di ciò che si produce all'estero"; in un'altra si chiedeva come mai i materiali di un nostro gioco non fossero dello standard dei Coloni di Catan (la cosa buffa è che lo erano: dimensioni, grammatura delle carte, sito di stampa - solo che il recensore, avendo tra le mani un gioco italiano, ha considerato automaticamente impossibile che anche da noi si potessero fare le cose per bene).

Sicuramente c'è un po' di prevenzione, e purtroppo qualche volta pure malafede: per esempio, credeteci o no, esistono recensori che ci propongono un gioco in valutazione con una lettera che inizia "ho qui da recensire un vostro gioco, e mi domandavo se foste interessati a pubblicare questo mio titolo...". (tra parentesi, la nostra risposta è stata no grazie, e il nostro gioco è stato stroncato). (tra parentesi 2: va detto che ci è capitato anche con un recensore straniero... tutto il mondo è paese)

Questo mese, Oriente ha una recensione lusinghiera di 3 pagine :!: su Spielbox, la principale rivista sul gioco tedesca, e ci prepariamo a ristamparlo in edizione solo tedesca (come Palatinus, BeetleZ e Lucca Città - tutti con tiratura tedesca già assorbita da Abacus). Volete comprarlo quando arriverà via Abacus, o lo venite a prendere a Lucca, finché c'è il regolamento italiano dentro? ;)

Ciao!

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Re: L'erba del vicino

Messaggioda linx » 29 ott 2005, 14:31

domenicodg ha scritto:Di giochi su licenza - anche del Signore degli Anelli - sono pieni i maceri (non scherzo):
...perchè chi produce giochi basati su licenza si aspetta di vendere tanto e stampa troppe copie...

domenicodg ha scritto:se la Guerra dell'Anello ha avuto successo è perché è un bel gioco, punto. Le finanze generose della FF, o di un qualsiasi altro partner estero, non c'entrano NULLA con le vendite di un gioco: semmai, se il gioco vende, le finanze cupide del partner estero se ne beano. :lol:


Mi pareva di aver letto, tempo fa, sul sito Da Vinci che voi cercavate giochi essenzialmente semplici nei materiali per le vostre produzioni.
Se pensi che le finanze generose dell FF non hanno significato niente nella produzione della GdA perchè non le mettete voi a disposizione?
Perchè è un investimento iniziale rischioso! Vuoi dirmi che se ve l'avessero proposto l'avreste pubblicato voi?

Non sto criticando la vostra politica. Stavo solo enunciando il fatto risaputo che in america il mercato è più facile e che, magari, se non fosse stata tirata in ballo la FF GdA non sarebbe stato così esorbitantemente supremo nei materiali come è: cosa che, a parer mio, ha decretato buona parte del successo del gioco :-)
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Biggossa » 2 nov 2005, 11:43

linx ha scritto:Devo confessare che non ho ancora comprato un prodotto italiano da quando mi sono imbarcato seriamente nella passione per i boardgame ma questo solo perchè i miei standard sono molto alti e non amando i giochi di carte (su cui sembra si siano lanciati i piccoli editori) trovo sempre prodotti migliori all'estero.


Non è chiaro, però, a quali standard ti riferisci, se di materiali o di tipologie di gioco. Nelle mie autoproduzioni ultime, ho stampato parte dei miei giochi presso Cartamundi (dove stampa mezza Europa) e i componenti arrivano dalla Germania (da una ditta che rifornisce mezza Europa). A livello di componenti, credo, presuntuosamente (ma io sono fatto così), di non aver nulla da invidiare ad alcune produzioni di "major" europee; tant'è che a Essen ho ricevuto da mezza Europa i complimenti perché i miei standard di "autoproduzione" sono molto alti.
La tipologia di gioco, invece, è ovviamente soggettiva e il gusto del singolo, insindacabile; quindi se non compri italiano può essere ovviamente un tuo giusto gusto.

Saluti

Biggossa Lo Terrore s'accompagna allo passo ciondolante d'esto strano trapassato che non vuol esser menato.

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Messaggioda Biggossa » 2 nov 2005, 13:56

Nessun problema, "lo standard" incuriosisce...
Inoltre mi scrivono or ora dall Francia (e io con orgoglio pubblico) la pagina di apertura di un sito: http://www.jeuxalacarte.com/

Prometto, poi, di non parlar più di mé stesso.

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Messaggioda liga » 2 nov 2005, 14:16

Biggossa ha scritto:Nelle mie autoproduzioni ultime, ho stampato parte dei miei giochi presso Cartamundi (dove stampa mezza Europa) e i componenti arrivano dalla Germania (da una ditta che rifornisce mezza Europa). A livello di componenti, credo, presuntuosamente (ma io sono fatto così), di non aver nulla da invidiare ad alcune produzioni di "major" europee


infatti ... aggiungi poi ai materiali standard di alta qualita' il livello altissimo (davvero belle!) delle illustrazioni! :grin:

Insomma, come materiali i giochi di Paolo sembrano tutt'altro che autoprodotti ... ma mi viene da chiedere cosa significa davvero autoprodotti al giorno d'oggi ... i giochi di Friese sono in pratica degli autoprodotti (la 2F e' lui) ma la qualita' dei materiali (oltre a quella dei giochi) e' competitiva con i giochi delle grandi case editrici ... ed anche i prezzi!

Insomma, credo che le vie per una autoproduzione con materiali di buona (se non alta) qualita' siano ormai accessibili a molti (a costo di qualche sacrificio in termini di spesa e fatica) e secondo me per un autoprodotto non vale la pena rinunciare ad essere competitivo almeno nei materiali ...

buon gioco a tutti
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Messaggioda Favar » 4 nov 2005, 18:32

JesseCuster ha scritto:Oltremare: Questo qui, forse ha standard bassi, almeno a livelli di componentistica, (confezione, plancetta e segnalini minuscolli), ma, in quanto a originalità e bellezza delle meccaniche (l' ho detto, vero, che amo il german style) siamo ai massimi livelli.


Concordo. Tant'è vero che la Amigo ha preso il gioco in licenza e ne ha fatto una splendida versione con le barchette.. fantastica!

Godetevi pure questa [foto] così suggestiva.

P.S. Ho appena ordinato su 12spiele.de sia Oltremare (Amigo) che Il Principe - entrambi di Ornella. W i giochi italiani!
Ma non hai ucciso il drago??!!Ce l'ho sulla lista delle cose da fare....!!
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Messaggioda Jones » 4 nov 2005, 19:08

Favar ha scritto:Oltremare (Amigo) che Il Principe - entrambi di Ornella. W i giochi italiani!


Non amando particolarmente Oltremare :oops: di Emanuele Ornella aggiungo ai suoi meriti "Fantasy Pub", soprattutto ora che Tilsit ha deciso di produrlo coi materiali che meritava! Sicuramente non sarà mai il gioco dell'anno, ma in quanto a divertimento e coinvolgimento si difende più che bene! ;)

Sono d'accordo sul fatto che in Italia sia più difficile vendere e capisco che spesso le case siano più "timide" su produzioni costose perché si ha paura di non avere un rientro, ma anche noi abbiamo la nostra originalità ed il nostro orgoglio nei giochi (vedi i giochi detti sopra + Siena che mi pare nessuno ha nominato)

Per me fa poco testo che un gioco sia italiano o no: se mi piace lo compro, ma devo ammettere che mi fa molto più piacere comprare un gioco di un autore italiano (che magari conosco e stimo) perché spero così di supportarlo a creare giochi sempre migliori! ;)


domenicodg ha scritto:se la Guerra dell'Anello ha avuto successo è perché è un bel gioco, punto. Le finanze generose della FF, o di un qualsiasi altro partner estero, non c'entrano NULLA con le vendite di un gioco: semmai, se il gioco vende, le finanze cupide del partner estero se ne beano.


8-O
Era una battuta vero?
Non scherziamo, non voglio nemmeno entrare nel merito che sia o non sia un bel gioco ma per favore distinguiamo le buone produzioni dalle operazioni commerciali. La Guerra dell'Anello non è diversa dalle tazze, gli zaini, gli scacchi a tema e il "Monopoli dell'Anello": sono operazioni commerciali. Questo non esclude che il prodotto di fondo possa essere ottimo, ma ciò che lo fa vendere tanto è il periodo di lancio, non la qualità.
L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!
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Il lavoro di editore

Messaggioda domenicodg » 4 nov 2005, 20:36

Prendere una licenza forte non è affatto garanzia di successo, e di giochi sul Signore degli Anelli - ancorché lanciati nei tempi giusti ecc. ecc., son pieni i Remainders. Le finanze di FF non c'entrano nulla, il progetto è di Nexus, che poi lo ha venduto anche ai partner esteri: se poi il progetto è buono, l'editore riesce a convincere dei partner esteri ecc. ecc., ma dire che Nexus ha fatto un bel gioco grazie a FF è davvero riduttivo. Ovviamente, rigirando il discorso, si potrebbe dire che FF fa bei giochi anche perché in Italia c'è Nexus che glieli compra: ed è proprio così, perché l'Italia non è un mercato marginale, e quando una ditta media (come FF) fa un giocone, è perché ha convinto i suoi partner esteri (Nexus inclusa) a entrare nell'affare. La ricerca di queste sinergie è uno degli effetti del "mercato globale", ed è ciò che evita che oggi a pubblicare giochi "grossi" rimanga solo un enorme editore, focalizzato sul mass market USA (non sul mercato "specializzato", che non è poi così diverso dal nostro: migliaia di copie). Solo il mass market (e negli USA) garantisce di poter fare da soli certe produzioni: la gran parte degli editori europei e americani, specie gli "specializzati", cercano cooperazioni e co-edizioni: oggi anche l'Italia è parte di questo gioco, e, per dire, quando KDS si propone per fare le edizioni italiane dei titoli DoW viene presa sul serio, come merita.

Allineare WotR ai prodotti di merchandising è improprio (come mettere "non scherziamo" in una risposta... ;) ): c'erano 1.000 ditte che avrebbero voluto quella licenza, e Nexus la ha presa non con una offerta più alta (c'erano molti altri pretendenti "ricchi"), ma con un progetto migliore. Se Nexus avesse voluto fare un prodotto commerciale, presi i diritti avrebbe potuto mettere in una scatola più economica 4 regole in croce e tante miniature, e farci più soldi sfruttando il "brand".

Se daVinci crede in un progetto, ci investe, ovviamente: il che non significa che pubblicheremmo WotR, che è un gran gioco completamente fuori dalla nostra linea. Ma per esempio, mettere 39 dadi fatti appositamente per noi dentro Dancing Dice è stato un investimento enorme: siccome credevamo nel gioco, che rientrava pienamente nella nostra linea, lo abbiamo fatto.

Tutta questa timidezza delle case italiane non la vedo, francamente: i prodotti Nexus, Rose & Poison, Red Omega, Kidult... (per citare dei nomi a caso) hanno materiali di standard alto, in quantità pari o superiori a quelle dei prodotti equivalenti esteri. I cataloghi di queste case, sommati a quelli degli altri produttori non citati (daVinci e What's Your Game? in testa), e a quelli degli autoproduttori nazionali, oggi di livello sempre più alto (come testimoniano il successo di Emanuele Ornella e i riscontri positivi dei nomi storici, come Angelo Porazzi, e di quelli più giovani, come Post Scriptum e Scribabs), danno all'estero l'immagine di una scena davvero vivace: tanto che su Counter qualcuno se ne è pure lamentato...

Ciao
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Messaggioda linx » 4 nov 2005, 21:23

Scusate.
Ho generato una discussione perchè ho usato una terminologia non adatta.
Quando ho scritto "standard alti" non mi riferivo in particolare a componentistica o meccaniche.

Il mio "problema" è che quando valuto se comprare o meno un gioco do molta importanza a cose strettamente soggettive tipo:
1) ce l'ha già qualcuno che conosco? (e non ho comprato BANG)
2) è simile a qualcosa che già possiedo?

Se poi è un gioco per esperti, che so che giocherò solo ed esclusivamente con un circolo ristretto di giocatori aggiungo:
3) qualcun'altro di mia conoscenza apprezzerà meglio di me questo genere (nel caso lo consiglio a lui che spesso lo acquista e lo fa rientrare nella categoria 1)? (e non ho comprato la Guerra dell'Anello)
4) è possibile che mi diverta anche se tutti mi prendono a bersaglio?
5) se lo acquisto quale altro gioco finirò per archiviare senza averlo "spolpato" abbastanza?

Queste sono domande che un normale giocatore, penso, non si pone.
In questo senso i miei standard sono alti.

A questo devo aggiungere che spesso mi viene più facile reperire in internet i regolamenti (magari sotto forma di traduzioni) di giochi stranieri e quindi, dopo averli letti, sò praticamente a colpo sicuro se quel gioco mi piacerà e se rispetta i miei "alti standard" mentre ciò mi viene più difficile per i giochi italiani (anche perchè non mi metto a cercare i siti di ogni singola piccola casa di produzione).
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Messaggioda domenicodg » 4 nov 2005, 21:53

Condivido il tuo punto di vista: prima di comprare un gioco, dato che ormai lo spazio è davvero finito (e ho un altro metro cubo di roba presa a Essen e Lucca...), anch'io mi pongo di queste domande. E, ovviamente, in queste valutazioni il fatto che un gioco sia fatto da italiani ha un peso minore rispetto alla sua "appetibilità": un gioco bello, che mi faccia venir voglia di giocarlo, lo prendo quale che sia la sua origine... purché entri negli scaffali liberi! Ovviamente, come appassionato ed editore, mi dispiace l'esterofilia a prescindere ("in Italia non si riescono a fare giochi all'altezza di quelli tedeschi..."), ma credo anche che il sostegno sciovinista incondizionato ai prodotti nazionali sia parimenti funesto. Mi ricordo certe riviste new wave dei primi anni '80: dopo aver preso a causa loro 3-4 sòle da gruppetti italiani di scarso talento, recensiti come capolavori da amici entusiasti, smisi di comprare i dischi di certe etichette... e le riviste.

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Messaggioda MadeR » 4 nov 2005, 22:55

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Messaggioda linx » 5 nov 2005, 13:28

linx ha scritto:Devo confessare che non ho ancora comprato un prodotto italiano .


Devo rettificare la mia affermazione precedente.
Facendo il modulo Megavoto mi sono accorto che qualcosa di Italiano (se non sbaglio) l'ho preso pure io, e pure, mi pare, autoprodotto:
Blood Master (deluxe); un buon acquisto anche a distanza di tempo, seppur non ci giochi più.
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Messaggioda linx » 3 dic 2005, 14:27

Ho provato mercoledì sera dopo mezzanotte Wings of war e sono rimasto piacevolemente colpito dall'immediatezza del gioco.
L'ho ordinato da regalare al mio nipotino, così per qualche giorno passo a 2 giochi italiani... :grin:
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