Italian style: nouvelle vague del boardgame o bufala?

Wings of War, Obscura Tempora, I cavalieri del Tempio ...

Moderatore: Angiolillo

Secondo me l'attuale nouvelle vague dell'Italian Style del boardgame italiano è:

un fenomeno molto interessante
35
40%
una moda effimera e passeggera
1
1%
una serie di uscite disomogenee e slegate tra loro
32
36%
un'illusione ottica priva di sostanza
12
14%
un nuovo miracolo italiano (S. Berlusconi)
3
3%
una boiata pazzesca! (Fantozzi rag. Ugo)
5
6%
 
Voti totali : 88

Messaggioda wallover » 18 gen 2008, 12:11

Incredibile, e' come scoprire che esiste veramente Babbo Natale! :-)
Direi che meriterebbe aprire un post apposito anche solo per accogliere gli applausi. Un caro saluto, Walter Obert
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Messaggioda tanis70 » 19 gen 2008, 18:27

Angiolillo ha scritto:Non ho domande ma una richiesta: digli che per me è un maestro.

Non sto esagerando: io oggi faccio l'autore di giochi per mestiere, e sono cresciuto giocando a Metropolis, Pinocchio e il pesce parlante, Rischiatutto, Robin Hood... Altri ancora dei loro titoli, come Super Pippo, li ho scoperti da grande. Oltre a essere giochi rimasti nel cuore di un'intera generazione, sono anche quelli che mi hanno formato per quello che anni dopo è diventato il mio lavoro.

Ringrazialo da parte mia e di tutti i miei compagni di gioco, di allora e di oggi!

Con ammirazione,

Andrea "Angiolillo" Angiolino


Mi associo in punta di piedi all'ammirazione ed alla gratitudine.

Andrea "tanis" Chiarvesio
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Messaggioda Angiolillo » 17 mar 2008, 9:20

Dell'Italian Style si parla anche qua (me ne chiede EYE of NiGHT):
http://www.boardgamegeek.com/thread/300582
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Angiolillo » 5 set 2008, 11:04

Dell'Italian Style si riparla qua (me ne domanda Stef):
http://deck.videogame.it/wings-of-war-1/63844/
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Normanno » 5 set 2008, 12:40

Io ho votato illusione, ma in realtà non c'è quello che avrei voluto votare, tra le scelte.
Non ne capirò molto, io i giochi li gioco ed ho gusti che spesso vanno talmente fuori dalla media che magari non faccio manco testo (per me per esempio War of the Ring è un gioco insoddisfacente, Coloni di Catan manco a parlarne e Puerto Rico è NOIOSO), però c'è una cosa che mi va di dire:

non mi piace parlare di etichette.

Nella vita per lavoro sono abituato a convivere con le etichette, ed utilizzando tra le altre cose software cladistici per la classificazione degli organismi viventi, mi rendo conto ogni giorno che le etichette sono stupide. Magari diventano semanticamente necessarie, ma non si può racchiudere in etichette tutto senza trovare grosse falle nel sistema.

Nel senso che si, esisterà il "gioco tedesco", cioè quello noioso, senza parti casuali, che provoca orgasmi a chi ha dichiarato guerra ai dadi, e che francamente a quei poveracci come me e il mio gruppo di gioco fa addormentare dopo due turni. Ma io preferisco chiamarli "astratti", non "tedeschi"; perchè tanti giochi di produzione tedesca invece sono più divertenti, e qualcuno inserisce persino l'elemento aleatorio. Però poi nell'ambito dei giochi "tedeschi" ce ne son tanti pure con l'aspetto "pratico" (che so, Villa Paletti, Gulo Gulo), che certamente non si possono definire "germangame" e men che meno "ameritrash" (che peraltro è la definizione che più odio nel mondo ludico). Allora che cosa sono? German style un po' annacquati? German Style bavarese invece che di magdeburgo? Prendiamo un gioco astratto qualsiasi, ci appiccichiamo sopra un tema con la saliva, e lo chiamiamo german game. Però basta metterci un dado fortuito ed "oplà" non abbiamo più un german game puro. Come lo chiameremo? E' qui che le etichette fallano, e la stragrande maggioranza dei giochi in commercio non può essere ascritta facilmente in una categoria.

Insomma, per me lo "stile" non esiste. Esistono prodotti che soddisfano requisiti ma non tutti i "german games" secondo me sono "german" e non tutti gli "americavoli" sono così.

Non esiste nemmeno uno stile italiano. Wings of War mi è piaciuto e pure tanto, soprattutto quello sulla seconda guerra mondiale, ma è uno stile? Dopotutto prende spunti da altri giochi - così come quasi tutto il panorama ludico mondiale. Attenzione, vi prego, questo non vuol dire che è copiato!!!! LUNGI DA ME TALE ASSERZIONE!!!! Semplicemente non è uno stile originale al 100%. Magari lo sarà pure al 99%, però già quell'1% ti rovina il cladogramma, ti dà politomie nel grafico che non si possono risolvere, per parlare in termini normali: ti incasina la classificazione.

Le note sono 12 (considerando i semitoni) e quindi spesso chi ascolta musica sente cose "già sentite". Il problema coi giochi è lo stesso (anche coi libri fantasy se si eccettua il fantasy-spazzatura degli ultimi anni tipo Paolini o Troisi), ed io continuo a non ritrovare alcuna valida "etichettatura" nei giochi.

Quindi questa per me è la situazione: non esiste alcun "Italian Style". Esistono grandi autori di giochi italiani, che come TUTTI possono fallare qualche volta, ma non riconosco uno stile specifico in alcuno dei prodotti italiani che ho provato. E ne ho provati diversi.
Posso concludere dicendo senza dubbio "continuate così", perchè in Italia si scrivono giochi che sono sempre più validi sul campo internazionale, che possano o no piacermi - ciò esula dal topic. Però davvero non me la sento di dire che esiste un Italian Style, un German Style, un American Style o un VIVIDOVEVUOI Style. Esistono temi e forme di gioco sviluppati in diversi modi, ma davvero non riesco proprio a conformarmi ad un mondo ludico che divide i giochi in german e american.
Non mi ci trovo, mi spiace.
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Messaggioda Angiolillo » 5 set 2008, 13:45

Grazie del caloroso intervento!

C'è da dire che qui non siamo nella scienza: non abbiamo il problema di classificare l'ornitorinco e capire se sia mammifero o no. Parliamo di filoni, di stili. Capitrello dorico o corinzio? Libro romantico o classico? Pietanza etnica o internazionale? Se ne può discutere... forse. Tu stesso etichetti come "fantasy" dei libri. Ma su cosa sia esattamente il fantasy si sono versatio fiumi di inchiostro, tipografico e virtuale.

Sul fatto che non tutto è originale al 100% concordo. Non siamo che nani sulle spalle di giganti. Anzi, proprioo il fatto che certi giochi (magari della stessa epoca e/o dello stesso paese e/o dello stesso ambiente) abbiano caratteristiche comuni potrebbe proprio autorizzare a parlare di stili, forse. Forse in questo caso no, ma forse in altri sì. E comunque forse è proprio lo stile, l'apprtoccio (degli autori, o nazionale, o che, questo è da vedere) a caratterizzare per esempio il sovraccitato Wings of War e differenziarlo da Richthofen's War, Aces High, Ace of Aces, Wings, Sopwith, Blue Max, Flying Circus, Dawn Patrol, Dogfight, Knights of the Air e dai vari altri giochi da tavolo sui duelli aerei della prima guerra mondiale che avevamo a disposizione quando abbiamo creato il nostro.

Ma sono solo pensieri a ruota libera. Accolgo l'invito e... torno al lavoro!

Ciao e grazie ancora,

Andrea
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Iup » 5 set 2008, 14:50

Infatti, io che mi occupo di architettura e design tocco con mano quotidianamente stile, poetiche ecc.
Angiolillo lo ha riassunto benissimo: d'altronde se non ci fosse una semplificazione (con tutti i problemi che si porta appresso...) sarebbe molto complicato comunicare.

Perché quando un autore ha un'idea ci può arrivare in mille modi e la strada che prende dipende dal contesto, dalla sua vita e le sue esperienze e dall'epoca in cui vive. Alcune delle caratteristiche sono comuni ad altri. Il comun denominatore è lo stile. Poi ognuno avrà la sua poetica ma è riconoscibile un tratto comune con altri autori. E' nelle cose (tranne rarissime eccezioni). Inoltre un autore non è un marziano, e quindi per forza di cose non fa che sviluppare idee di altri.

Per fare ancora l'esempio di Wings of War e per fare una sviolinata al suo autore, dal mio punto di vista di designer, il prodotto è un assoluto capolavoro. Io conosco i lavori di Bruno Munari e vi posso assicurare che il risultato di WoW non è da meno. La carta non è solo rappresentazione astratta ma anche oggetto fisico che occupa un posto nello spazio con una sua geometria. Ha in sé l'aspetto tecnico dei dati di gioco ma anche, attraverso l'illustrazione, so immediatamente dove è orientata, la sua giacitura e come posso spostarmi.
Poi la dinamica di gioco è divertentissima (incrociarsi di braccia, carte ecc.) soprattutto giocata in velocità.
Per quanto simile nelle meccaniche, è rivoluzionario nel risultato.

Io trovo che il gioco aveva più possibilità di nascere in Italia che altrove per il nostro retaggio di designer, creativi e personaggi un po' pazzerelli che sono "costretti" a indirizzare la propria creatività e intelligenza nei settori più disparati anche perché il lavoro "serio" è in mano a una classe dirigente chiusa e in declino.
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Messaggioda Normanno » 5 set 2008, 15:09

Angiolillo ha scritto:Grazie del caloroso intervento!

C'è da dire che qui non siamo nella scienza: non abbiamo il problema di classificare l'ornitorinco e capire se sia mammifero o no. Parliamo di filoni, di stili. Capitrello dorico o corinzio? Libro romantico o classico? Pietanza etnica o internazionale? Se ne può discutere... forse. Tu stesso etichetti come "fantasy" dei libri. Ma su cosa sia esattamente il fantasy si sono versatio fiumi di inchiostro, tipografico e virtuale.

Sul fatto che non tutto è originale al 100% concordo. Non siamo che nani sulle spalle di giganti. Anzi, proprioo il fatto che certi giochi (magari della stessa epoca e/o dello stesso paese e/o dello stesso ambiente) abbiano caratteristiche comuni potrebbe proprio autorizzare a parlare di stili, forse. Forse in questo caso no, ma forse in altri sì. E comunque forse è proprio lo stile, l'apprtoccio (degli autori, o nazionale, o che, questo è da vedere) a caratterizzare per esempio il sovraccitato Wings of War e differenziarlo da Richthofen's War, Aces High, Ace of Aces, Wings, Sopwith, Blue Max, Flying Circus, Dawn Patrol, Dogfight, Knights of the Air e dai vari altri giochi da tavolo sui duelli aerei della prima guerra mondiale che avevamo a disposizione quando abbiamo creato il nostro.

Ma sono solo pensieri a ruota libera. Accolgo l'invito e... torno al lavoro!

Ciao e grazie ancora,

Andrea


As usual ho tentato di dire cose simili senza esprimermi al meglio:
le classificazioni, che siano stili o specie di piante, si basano sullo stesso fondamento, e cioè uno o più caratteri comuni che sono condivisi da due o più unità tra quelle che vanno classificate.

Ora, se mi parlate di una gerarchia, posso pure essere d'accordo. Esempio (altrimenti non mi spiego):
Se nella categoria german games mi parlate di german-abstract games, german-themed games, german-action games, allora posso anche essere d'accordo con voi.
Però bisognerebbe creare una gerarchia di stili.
Mi hai parlato di stile corinzio vs dorico o ionico. Ma i capitelli sono praticamente identici in questi stili e persino i rapporti di grandezza tra di essi sono molto simili. Infatti questi tre stili si possono applicare solo all'architettura greca. Se andiamo in Egitto PREGRECO troviamo stili diversi; simili magari ma che non si possono includere in questi tre tipicamente ellenici.

Persino i filoni letterari hanno dei "sottogeneri", per chiamarli così. Hai ragione, Andrea, a chiedermi "che cos'è la letteratura fantasy?" ed io ti rispondo che non lo so, per questo non amo classificazioni e divisioni in etichette, e per questo non credo che esista uno stile italiano.
Alcuni giochi creati in italia, p.es. War of the Ring, sono ameritrash, mentre altri, come kingsburg, fanno l'occhiolino ai german games, sottogruppo german-themes, infragruppo elemento aleatorio presente.
Come si fa a dire che esiste UN SOLO stile italiano?
Secondo me al limite ce ne sono di più di stili. Per questo ribadisco che parlare di un unico "stile" italiano non lo trovo giusto, perchè è riduttivo!

Wings of War è un gioco all'americana, e ci mancherebbe - sarebbe stato ingiusto non aver per lo meno letto i regolamenti di Knights of the Air, Blue Max, Richtofen War, e gli altri - oppure non aver consultato libri sull'aviazione dell'epoca. E' NECESSARIO tener presente ciò che ci ha preceduti e detto sinceramente è da stupidi non prendere ciò che funziona ed incorporarlo nel nostro modo di pensare. Ma i risultati sono diversi, ed avremo per esempio dalla FFG giochi americani, tedeschi, italiani, inglesi, francesi etc.

Insomma, io ripeto, secondo me usare una definizione così scarna come gli stili di cui si parla è non solo riduttivo, ma anche un po' squalificante per un'arte che è quella della creazione dei giochi (per me è un'arte, si).
Se si cominciasse a parlare di "sottostili", "sottocorrenti", o come volete voi che si chiamino - qui si entra nella semantica - allora beh, mettiamoci insieme e creiamo una bella sistematica dei giochi da tavolo. Io mi metto a disposizione per creare la filogenesi... però per adesso preferisco dividere in giochi in 1) "quelli belli" e 2) "quelli brutti", e resto contento del fatto che la maggior parte dei giochi italiani nel mio piccolo mondo ludico rientrino nella categoria uno.
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Messaggioda Angiolillo » 5 set 2008, 15:21

Grazie davvero a Iup per il generosissimo commento!

E concordo con Normanno, come giustamente fa notare. Però vorrei dire che il mio intento non è quello di blindare la definizione di un unico stile italiano: solo di capire se ci sono delle caratteristiche stilistiche comuni a una parte rilevante dei giochi italiani del momento. Che si chiamerebbe Italian Style (nome che non ho inventato io) per analogia al filone dei German Games, oggi Eurogames (ma in questo caso siamo davvero nell'Euro? Magari Colovini e Kingsburg e il mio Ulysses sì, magari altri no), e a quello degli American Games, o Ameritrash (ma bello o brutto, in War of the Ring mi pare di vedere una coerenza e unità di regole che ad Axis & Allies e molti suoi parenti manca).

Ciao a tutti!!!

Andrea
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Messaggioda Normanno » 5 set 2008, 16:16

Ed io sono d'accordo con andrea: non c'è un unico stile italiano, al limite un bellisimo e produttivo filone italiano, una vena di metallo prezioso per intenderci. Lì ce la vedo l'analogia. Per questo ho votato "illusione", ma avrei preferito una possibilità di rispondere tipo "inizio di una produzione superiore", oppure "inizio di un'epoca d'oro"... si lo so, sono ottimista. Ma guai a perdere l'ottimismo.

Comunque per una classificazione dettagliata del mondo dei giochi io davvero sono a disposizione. Il mondo scientifico ci ha messo tanto a creare definizioni valide e tutt'ora dopo 300 anni sono discusse e rimaneggiate, sarebbe ora di iniziare coi giochi. O forse no?
Boh... evviva i giochi divertenti.
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Messaggioda Angiolillo » 5 set 2008, 17:24

Quello di classificare i giochi, se si aspira alla sistematicità, è uno dei giochi più improduttivi che ci siano... In molti ci hanno giocato, nessuno ha trovato una classificazione che funzioni davvero.

Ecco un po' di categorie: giochi alla tedesca, giochi all'aperto, giochi d'asta, giochi economici, giochi fanciulleschi, giochi con carta e matita, giochi da tavolo, giochi pubblici, giochi di ruolo, giochi etnici, giochi di società, giochi intelligenti, giochi idioti, giochi dimenticati, giochi equi, giochi strategici, giochi astratti, giochi di scacchiera, giochi di semina, giochi in solitario, giochi su rivista, giochi d'autore, giochi di simulazione, giochi d'azzardo... ;) ;) ;) ;) ;)

Ma mi fermo qua prima che chiudano il thread a forza! ;)
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Re: Moc & Giamba

Messaggioda Stef » 5 set 2008, 20:36

mocegiamba ha scritto:Posso dirti che "Moc" è il mio papà. Giamba era il suo amico fraterno che purtroppo da un po' di anni ci ha lasciati.
Moc è in pensione (si fa per dire perchè continua a fare di tutto e non sta mai fermo un attimo) e continua a far giocare grandi e piccini con le sue meravigliose idee.
Se può far piacere sapere qualcosa in più di lui, fate pure domande e cercherò di farlo collegare nei prossimi giorni per soddisfare le curiosità sulla sua identità. Mi ha fatto molto piacere scoprire da internet che i veri appassionati di giochi si ricordano e conoscono i giochi che mio papà ha inventato tantissimi anni fa!
Saluti


Ma che cosa splendida. :)

Dai un abbraccione a tuo padre!

E tiragli le orecchie per aver smesso di scrivere giochi!
--
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Messaggioda Iup » 6 set 2008, 18:15

Iup ha scritto:>Queste caratteristiche, come ha elencato Andrea all'inizio del topic, sono tratti comuni dello Spaghetti Style.

Bella definizione alternativa! Gli spaghetti sono italiani... o cinesi? Molti giochi italiani ormai si stampano in Cina... ;)


Ehi ma chi ha scritto al posto mio!
Va bene, la prima frase è mia ma qualcuno ha corretto il mio intervento!
Help... falla nel forum!
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Messaggioda Angiolillo » 8 set 2008, 0:08

Iup ha scritto:Queste caratteristiche, come ha elencato Andrea all'inizio del topic, sono tratti comuni dello Spaghetti Style.


Bella definizione alternativa! Gli spaghetti sono italiani... o cinesi? Molti giochi italiani ormai si stampano in Cina... ;)

Iup ha scritto:
Iup ha scritto:>Queste caratteristiche, come ha elencato Andrea all'inizio del topic, sono tratti comuni dello Spaghetti Style.

Bella definizione alternativa! Gli spaghetti sono italiani... o cinesi? Molti giochi italiani ormai si stampano in Cina... ;)


Ehi ma chi ha scritto al posto mio!
Va bene, la prima frase è mia ma qualcuno ha corretto il mio intervento!
Help... falla nel forum!
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Non preoccuparti... Tutto sotto controllo. E' che sono moderatore di questop forum: volevo rispondere quotandoti e invece ho fatto "modifica" (opzione che non sapevo di avere) al tuo precedente messaggio, che a quel punto era stato rimpiazzato dalla mia risposta. L'ho però quindi distrutto per sempre, tanto che ora l'ho cancellato. Perdonami... se vuoi ripostare quel che avevi scritto...
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Messaggioda Iup » 8 set 2008, 14:17

Angiolillo ha scritto:
Iup ha scritto:Queste caratteristiche, come ha elencato Andrea all'inizio del topic, sono tratti comuni dello Spaghetti Style.


Bella definizione alternativa! Gli spaghetti sono italiani... o cinesi? Molti giochi italiani ormai si stampano in Cina... ;)

Iup ha scritto:
Iup ha scritto:>Queste caratteristiche, come ha elencato Andrea all'inizio del topic, sono tratti comuni dello Spaghetti Style.

Bella definizione alternativa! Gli spaghetti sono italiani... o cinesi? Molti giochi italiani ormai si stampano in Cina... ;)


Ehi ma chi ha scritto al posto mio!
Va bene, la prima frase è mia ma qualcuno ha corretto il mio intervento!
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Non preoccuparti... Tutto sotto controllo. E' che sono moderatore di questop forum: volevo rispondere quotandoti e invece ho fatto "modifica" (opzione che non sapevo di avere) al tuo precedente messaggio, che a quel punto era stato rimpiazzato dalla mia risposta. L'ho però quindi distrutto per sempre, tanto che ora l'ho cancellato. Perdonami... se vuoi ripostare quel che avevi scritto...


Ehm... immaginavo una cosa del genere...
Tutto ok.. tanto non mi ricordo neanche cosa ho scritto! :lol:
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