La cultura del gioco all'estero

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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La cultura del gioco all'estero

Messaggioda matking » 26 giu 2011, 16:01

Salve a tutti.
Volevo aprire un topic per venire un pò più a conoscenza della cultura el boardgame nelle nazioni estere.
Cerchiamo però di non parlare per sentito dire, ma buttiamoci più su dati statistici e esperienze personali
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Messaggioda 1bez » 26 giu 2011, 22:01

Dati... beh, numeri alla mano non ne ho ma prima ti chiederei una cosa: sei mai stato alla fiera di Essen?

Pensa che in Germania esiste un sindacato degli autori di giochi, e lo Spiel des Jahres (premio per il miglior gioco tradizionalmente riservato alle famiglie, poi allagato alla categoria bambini e infine a quella dei gamers) è annunciato sul telegiornale della tv pubblica in prima serata.

Inoltre in America, nel 1977, è nato il GAMA, Game Manufacturer Association [da non confondere con il gioco della What's Your Game: Vasco da GAMA], che ha lo scopo di riunire tutti i produttori del settore del "tabletop game" e promuovere gli interessi di tutti quelli che commerciano in giochi da tavolo e prodotti affini.

Queste, secondo me, sono realtà non esistono qui in Italia e ciò dipende, secondo me, da differenze culturali che forse, un giorno, verranno colmate... forse...
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Messaggioda key » 26 giu 2011, 23:12

Io posso riportarti la mia esperienza personale. Avendo parenti in austria (suoceri, cognati e relative famiglie) per le feste di natale mi reco li da diversi anni. Loro hanno una grossa cultura del gioco, un po come i tedeschi, e mentre io conoscevo giochi tipo monopoly, trivial, e risiko, grazie a loro sono stato introdotto ai giochi da tavolo.

Inoltre, cosa che da noi non succede, recandomi nei centri commerciali, i negozi non specializzati in giochi da tavolo, tipo toys r us, il gioco che annualmente aveva vinto lo spile des jahr o lo spiel der spiele veniva ampiamente pubblicizzato.

Nel negozio di toys vicino a casa mia, sempre appartenente alla grande distribuzione, e quindi ad un centro commerciale, da un paio di anni trovi battlestar galactica, ma gli altri giochi che trovi sugli scaffali sono sempre gli stessi party game.

Quindi è proprio un fatto culturale se chi distribuisce i giochi pensa che l'italiano medio non è interessato ai giochi tipo PR tanto per citarne uno, ma esclusivamente a scarabeo, monopoli etc.

Penso anche che se queste persone hanno questa sensazione, dato che lo fanno per soldi, siano supportati da statistiche di vendita, e quindi non resta che pensare che non sia solo una sensazione.
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Messaggioda Madazam » 27 giu 2011, 2:28

Io ho viaggiato negli Stati Uniti spesso e oramai ci vivo da quasi 3 anni.
Per quel che vedo posso dire che il gioco in generale e' molto radicato nella cultura americana, comunque dipende dove si va; gli Stati Uniti sono infiniti per quanto riguarda le sub culture.
Parlando speficifatamente del gioco da tavola direi che e' molto, ma molto piu' radicato che in Italia.
Considera che ho una dozzina di colleghi che sono giocatori da tavola veri e propri.
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Messaggioda Angiolillo » 27 giu 2011, 9:22

Come statistiche, questa lista è preziosissima:

http://www.boardgamegeek.com/geeklist/2 ... th-sources
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda 1bez » 27 giu 2011, 11:34

Ecco un po' di statistiche datate. Il problema è che non ce se ne trovano di così specifiche per il settore dei giochi da tavolo, specie dei giochi "intelligienti". Fonte: http://www.toy-icti.org/resources/wtf_2003/15.htm

In generale il settore dei board game viene fatto rientrare in quello più generale dei "games and puzzles", che a sua volta appartiene a quello più vasto e generico dei toys.

Le statistiche del 2003 dicono che i toys fatturavano nel mondo 60.000 milioni di dollari U.S. (senza contare i videogames). L'Europa conta il 30% circa di questo fatturato (cioè circa 20.000 milioni di USD) e il mercato "games and toys" conta il 14% di quello dei toys in Europa: cioè 2.800 milioni di USD).

In Italia, nel 2003, i toys hanno fatturato circa 1.350 milioni di dollari e, mantenendo le stesse proporzioni europee, cioè games and puzzles = 14% dei toys (questa assunzione è chiaramente una semplificazione) avremmo un mercato italiano dei "games and puzzles" che ammonta a 189 milioni di euro.

Questo importo, oltre a comprendere i puzzle, i giochi per bambini riguarda anche i cosiddetti blockbusters (Monopoly, Risiko, Trivial Pursuit) oltre che i giochi legati alle trasmissioni TV che si vedono nei centri commerciali. Sapendo che i "nostri" giochi non si trovano nei centri commerciali nè si trovavano nel 2003 presso i negozi di giochi (almeno in generale, c'erano delle eccezioni), si possono escludere anche le catene distributive generaliste, e rimangono così solo le categorie degli altri venditori e dei venditori online che realizzano, rispettivamente l'8% e il 4% del fatturato di 189 milioni.

Significa, rispettivamente, 15 milioni di dollari e 7,5 milioni, per un totale di 22,5 milioni di euro, comprendenti sempre puzzle, giochi per bambini e "blockbusters" nel 2003 in Italia.

Ora, il dato mancante, è la percentuale che ricoprono i giochi "intelligenti" sul totale dei games & puzzle venduti in quei canali distributivi.

Per fare qualche paragone, il mercato del Nordamerica nel 2003 conta circa 24 miliardi di fatturato nei toys e l'Europa circa 17 miliardi. Considerando che la popolazione europea è di circa il doppio (731.000.000 abitanti) di quella nordamericana (USA+Canada è di circa 350 milioni di abitanti), si può concludere che solo nei toys il gioco è olto più diffuso oltreoceano rispetto all'Europa (nel 2003).

Altra fonte più recente (2009) è la seguente: http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/ ... 009_en.pdf

Nel 2009 dunque 14.485 milioni di euro il fatturato dei toys in EU.
Il 12,5% riferito ai "games and puzzle", cioè 1840 milioni di euro.
Considerando che l'Italia aveva l'8,6% della market share, presenta un fatturato totale di 158.240 milioni di euro.

Considerando ancora una volta che la catena distributiva che interessa la vendita dei giochi "intelligenti" è quella dei negozi specializzati - che contano il 16% del fatturato generale - si ottiene un totale di circa 25.318 milioni di euro.

Per praticare un'ulteriore scrematura semlificatrice, i dati dimostrano che le tre fasce d'età principali dei toys (minori di 5 anni, tra i 5 e i 9, e tra i 10 e i 14 anni) si suddividono più o meno il totale in 1/3, 1/3, e 1/3. Quindi, procedendo sempre con l'imprecisione della mannaia, potremmo senz'altro eliminare il primo 33% dal totale di 25.318 milioni, escludendo quindi i giochi per bambini di età inferiore ai 5 anni e ottenere una cifra grezza di 16.978 milioni di euro. Probabilmente potremmo togliere anceh un ulteriore 33% legato alla fascia 5-9 anni e ottenere 8439 milioni di euro).

Da questa somma bisognerebbe scorporare ancora una volta i puzzle e i blockbusters.


Sicuramente la percentuale di quest'ultimi fa la parte del leone, lasciando poche briciole ai giochi "intelligenti". Ma qual è questa percentuale? Sarebbe bello poter avere qualche informazione da Habro, ed Editrice Giochi (anche Mattel) e le altre le case editrici più grandi che vendono giochi in Italia. Qualche idea della proporzione ce l'hanno.

Facendo paragoni tra Italia e Germania, solo il mercato dei toys tedesco fattura circa il doppio di quello italiano (16,2% contro l'8,6%, rispettivamente). Nel 2009, comunque, relativamente ai toys è il Regno Unito a fatturare di più: 20,5% del totale europeo.
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