La mia Essen

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La mia Essen

Messaggioda flacchittocca » 26 ott 2006, 9:44

Se dovessi scrivere un report più o meno completo della "mia Essen" verrebbe fuori una specie di tormentone, infarcito di "guarda quanta gente che gioca a Leonardo", "guarda dov'è Leonardo in classifica su fairplay", "guarda le scatole di Leonardo finite", ecc.
Insomma una cosa insopportabile per chiunque non faccia parte di Acchittocca!
Allora mi limiterò a scrivere qualche riga su ognuno dei giochi che ho provato.
Aggiungo solo due osservazioni introduttive.
1 - Considerate che era "la mia prima volta". È spettacolare, per chi ama i giochi da tavolo e vive in Italia, trovarsi in un posto dove così tanta gente gioca e compra giochi (senza offesa per le nostre fiere e con); se poi parte di quella gente gioca e compra il tuo gioco è proprio incredibile! :-)
2 - È stato davvero bello trovare conferma di una cosa che si percepisce e si sostiene da un po': i giochi italiani crescono! Autori ed editori italiani realizzano prodotti di qualità: evitando la tiritera su Leonardo, basta pensare a Emanuele Ornella, che con Hermagor ha proposto un altro ottimo gioco di commercio, sottile e pulito come suo solito, o a Paolo Mori (la mia simpatia e stima nei suoi confronti, unite a una qualche mammosità, mi farebbero aggiungere: così giovane e così promettente! :-) ), che ha sfornato un gioco con poche regole e una bella profondità, Ur, pubblicato dalla What's your game. Ma non finisce qui: c'erano i giochi di Piero Cioni e della Tenki, ormai distribuiti anche su Marte; Venice & C. che presentano giochi a decine ogni anno; Nexus e diversi piccoli editori o autoproduttori, di cui non ho provato i giochi, ma che "si facevano valere" (e sentire, come nel caso di HysteriCoach, di Walter Obert)! E poi, ovviamente la daVinci, che è ormai una realtà solida e riconosciuta: se Leonardo sta andando così bene dipende anche dallo spazio che questo editore ha saputo guadagnarsi.
Ma, come sostengo ormai da un po', credo che ci sia altro a dare forza al "gioco italiano": la comunità di giocatori, attiva e spesso competente, e la capacità di confrontarsi e aiutarsi (fra autori -come in Inventori Di Giochi- e fra autori e giocatori -come con i Goblin); insomma, sarà una mia fissazione, ma direi proprio che mettendo insieme le forze si va davvero più lontano...

E dopo questa pappardellona, veniamo ai giochi!
Space Dealer: la meccanica più originale vista quest'anno. In un tempo prestabilito (30 minuti) si deve sviluppare il proprio pianeta, producendo e vendendo risorse ai pianeti avversari; per farlo però si possono usare solo elementi attivati da due clessidre personali da un minuto: per fare una mossa (spostamento, produzione, sviluppo) si deve piazzare una clessidra piena nella zona da attivare e si considera compiuta l'azione solo quando la clessidra si è svuotata. L'idea del gioco in "tempo reale" è davvero carina, ma poi viene fuori una cosa piuttosto pasticciata e poco controllabile... - 7 per l'originalità
I pilastri della terra: premetto che non l'ho giocato, ma ho solo osservato una partita; bel giocone di gestione risorse, con un aspetto meraviglioso e una certa corposità, ma -da quel che ho visto- non molto originale e soprattutto con troppa fortuna per il tipo di gioco. - 7 perchè complessivamente è un gioco ben fatto
Mr. Jack: che dire... è l'unico gioco che ho comprato (in realtà grazie alle capacità commerciali di Silvio, che è riuscito a strappare un prezzone)! Un gioco per 2, ben ambientato e divertente: uno dei giocatori impersona Jack lo squartatore e l'altro deve scoprirlo e catturarlo, con una meccanica basata su deduzione e abilità dei personaggi, molto semplice ma tutt'altro che banale. - 8 pieno!
Fiji: in questo caso la F sa un po' di fallimento... Giochino di aste della serie "io penso che tu pensi", è molto semplice e potrebbe funzionare, ma ha purtroppo una meccanica di spareggio che rende tutto assolutamente casuale (va bene la fortuna, ma qui diventa proprio inutile qualunque pensiero o strategia!). - 5,5 per simpatia verso l'autore
Arkadia: piazzamento (di tessere di diversi formati) e piazzamento (di omini intorno alle tessere) e piazzamento (di palazzi a coprire altri palazzi, per far salire o scendere i valori delle proprie risorse). Io non mi sono divertita (come dire... non amo i giochi di piazzamento), ma direi che funziona abbastanza. - 6 perchè a chi piacciono i giochi di piazzamento potrebbe piacere
Anasazi: si piazzano dei ponti tra diversi isolotti e si va in cerca dei tesori. Senza infamia e senza lode (forse evitando la regola con cui si ruba agli avversari potrebbe essere un pochino meglio). - 6
Elefant: giochino di carte, abbastanza carino; se qualcuno mi spiega bene l'ambientazione gliene sarò grata. Comunque ci sono porcellane da collezionare ed elefanti che le distruggono. - 6
Notre dame: l'Alea prossimo venturo (in fiera era solo in demo). Probabilmente il gioco che ho preferito. Regole abbastanza semplici, originale e sufficientemente profondo: si giocano e si passano agli avversari carte-azione che permettono di sviluppare diversi settori della propria città. - 8 per il buon equilibrio tra semplicità e profondità (tattica più che strategica)
Khronos: altro gioco che ho solo visto giocare (per fortuna, dati i miei gusti). Una bellissima idea iniziale: il tabellone è diviso in tre settori che rappresentano tre epoche diverse; quel che succede in un'era genera delle ricadute nelle altre. Quando ne avevo sentito parlare avevo immaginato chissà quali imprese fantastiche! Invece è un giocone di piazzamento (puro), con fasi lentissime (perchè tutto è calcolabile, ricadute temporali plurime incluse!) e un'influenza della fortuna eccessiva viste le premesse super-cervellotiche. - 6 per l'idea affascinante e perchè comunque ha un suo senso
Nacht der Magier: gioco per bambini, da fare al buio. Scemino scemino, ma simpatico. E poi la faccenda del buio fa sempre la sua figura! - 7 per bambini e 6 per grandi
Don Peperoni: per conquistare i voti degli abitanti di un villaggio, si lasciano nelle loro case soldi (coperti); chi ha offerto di più guadagna i voti. Il tutto vivacizzato da 4 personaggi che ogni giocatore può distribuire nel villaggio per fare azioni speciali. Chi ottiene più voti vince. Non mi ha proprio appassionato... - 5,5 senza cattiveria, ma non ha nulla di nuovo
Null & Nichtig: giochino di carte a prese, della serie "numeri e colori". Funziona, ma certo non è proprio una botta di originalità. - 6
Gloria mundi: in fuga da Roma! Si costruiscono edifici (carte) con risorse date dagli edifici e intanto si scappa dal nemico (che non ho capito chi sia) che avanza. Meccanica abbastanza originale, ma non molto varia. - 7 perchè ho vinto
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