La misura del successo

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Cippacometa, Sephion, Rage, pacobillo

La misura del successo

Messaggioda Angiolillo » 26 gen 2007, 14:54

Buondì a tutti.

Premetto che non è solo una questione filosofica ma per me ha anche dei risvolti pratici con cui mi confronto ogni tanto.

Premetto anche che un thread analogo è partito su it.hobby.giochi, ma mi interessa anche la vostra opinione (qui o lì a vostra discrezione), anche perché la Tana e ihg sono due posti ben diversi.

Premetto infine che qua siamo tra giocatori appassionati che in genere preferiscono, immagino, una partita a Puerto Rico piuttosto che a una a Trivial Pursuit pur ammettendo, immagino, che Trivial Pursuit abbia più successo di Puerto Rico, che pure è un gioco di successo. E siamo tra autori artisti, che vogliono fare bei giochi incuranti del successo e le cui soddisfazioni vengono da ben altro (così dico anche io, nell'attesa speranzosa quanto - temo - vana di fare un gioco di successo). E siamo tra giornalisti ludici che vogliono parlare di buoni prodotti, al di là del successo. Ma la domanda che mi sto ponendo in queste ore e che pongo a voi è questa: che ci interessi o meno che un gioco abbia successo o meno, questo successo come lo si misura? Se l'amico ingenuo ed estraneo al nostro piccolo mondo, o il caporedattore ingenuo ed estraneo al nostro piccolo mondo che ha a disposizione una pagina di rivista per parlare di fenomeni ludici, mi chiede quali sono i giochi di maggiore successo, che gli rispondo? A parte i classici con almeno mezzo secolo di vita e più (possiamo anche misurarla in millenni), gli cito di sicuro "I Coloni di Catan" e "Magic - L'Adunanza". Ma perché? E quali altri?

I nomi qui non mi interessano affatto. Però i criteri sì.

IMHO...

Una prima misura, rude e volgare quanto si vuole, è la tiratura venduta. E' una misura universale, nel senso che vale per i libri come per i dischi come per i biglietti di cinema staccati per un film, eccetera. Da cui fascette con 1.000.000 di copie vendute scritto sopra, dischi d'oro e di platino, hit parade dei film più visti e così via. La reperibilità di dati attendibili è un'altra faccenda, di cui abbiamo già discusso, ma comunque mi pare che un primo indicatore sia quello. Giochi da milioni di copie (per non dire centinaia di milioni) sono giochi di successo.

Nei libri (anche se in altri mercati pesa assai meno) ce n'è un secondo, di indicatore, che è il numero di edizioni straniere. Nel settore librario, un titolo è ritenuto di successo se editori esteri lo traducono nel proprio paese. Le note di copertina nelle riedizioni non mancheranno di citarlo, i recensori ne faranno menzione, gli addetti ai lavori ne parleranno con un certo rispetto. Analogamente, le molte edizioni estere di Monopoli e Risiko ne testimoniano il successo. Con il vantaggio, per i giochi rispetto ai libri, che non sempre le edizioni localizzate in lingua straniera hanno bisogno di un marchio straniero (come in Italia per Monopoli e Risiko), ma spesso vengono fatte direttamente dall'editore principale che ragiona sempre più in ottica continentale o mondiale.

A mio parere questo si porta dietro un effetto collaterale, che è il prestigio degli editori stranieri coinvolti. Se l'edizione tedesca è della Amigo, è segno di successo maggiore che se è della HansMayerBach. Oltre che ulterore macina di tirature più alte, di norma, e quindi un migliore contributo alla misura di partenza. Però questo mi pare già più una sottigliezza.

E questo forse si porta dietro anche un'ulteriore indicatore collaterale, che è il prestigio dell'editore originale. Un gioco che supera il severo vaglio della Ravensburger o della Hasbro che abbiano deciso di pubblicarlo con il proprio marchio ha già ottenuto, ai miei occhi, un successo notevole. Ma qui probabilmente è un punto di vista da speranzoso autore, e se questo non si trasforma in vendite effettive, per i motivi più vari, il flop è ancora in agguato anche per prodotti di editori di primo piano: altro che successo. Anzi, il tonfo è più sonoro e sotto gli occhi di tutti.

Io qualche altra vaga idea in merito l'avrei, e altre ne sono uscite su it.hobby.giochi, ma mi piacerebbe avere la vostra opinione al riguardo.

Grazie a tutti,

Andrea
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
Offline Angiolillo
Goblin
Goblin

Avatar utente
Top Author 1 Star
Game Inventor
 
Messaggi: 5395
Iscritto il: 11 giugno 2004
Goblons: 2,470.00
Località: Roma
Mercatino: Angiolillo

Messaggioda liga » 26 gen 2007, 18:22

ho risposto su IHG

Liga

*** www.facebook.com/ludologo Ludologo su Facebook www.ludologo.com Il mio sito personale www.facebook.com/ClubTreEmme Club TreEmme

Offline liga
Goblin Spy
Goblin Spy

Avatar utente
TdG Moderator
Top Author 2 Star
Top Reviewer 2 Star
Top Uploader
 
Messaggi: 2017
Iscritto il: 17 giugno 2003
Goblons: 9,320.00
Località: Modena (Italy)
Mercatino: liga


Torna a Chiacchiere e questioni filosofiche inerenti il mondo dei giochi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti