LA VITTORIA!!!

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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LA VITTORIA!!!

Messaggioda Juda » 10 nov 2006, 16:44

Con questo 3ed vorrei proporre una questione che inerisce anche il gioco ma anche, come ogni domanda filosofica, il nostro modo di confrontarci con il mondo nella vita. La vittoria si ottiene con uno scontro o con un incontro? Ovvero: una vera vittoria l' abbiamo quando imponiamo la nostra volontà su quella degli altri oppure quando riusciamo a far collmare (spesso parzialmente) la nostra vlontà con quella degli altri in un accordo? Se la vittoria è uno scopo come si configura e quali sono i modi o i metodi con cui attenerla? Ovviamente prima di dire il modo o il metodo dovete rispondere alla prima domanda e dire se la vittoria si configura come scontro, incontro o altro... A voi!

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Messaggioda donbega » 10 nov 2006, 18:57

Credo che dipenda molto dal contesto nel quale ci mettiamo. Se parliamo di un campo di battaglia, mi sembra evidente che la vittoria non è che la conseguenza di uno scontro. Certo, spesso nella storia si è visto che se alla vittoria "sul campo" non è seguita un'intelligente politica di mediazione, anche i vantaggi conseguiti si rivelano effimeri e di breve durata.
Sul piano personale, credo che la vittoria spesso venga intesa come un "traguardo" che non necessariamente passa sulla "pelle" di qualcuno, e in questo caso possiamo più parlare di occasioni di crescita che di scontro. Anche io, come te mi par di capire, ritengo che non c'è vera vittoria se non c'è armonia fra le persone.
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Messaggioda Necros » 10 nov 2006, 20:41

la vitoria può essere tratta da quasiassi parte della vita e del gioc, addirittura da una sconfitta, a patto che dalla sconfitta se ne esca cresciuti e consapevoli delle cause che hanno portato alla sconfitta, secondo me è inpossibile perdere completamente, sia nella vita che nel gioco: ovviamente per poter attuare questo tipo di mentalità ci vuole un bel carattere combattivo ma non aggarssivo !
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Messaggioda Raistlin » 10 nov 2006, 22:35

Necros ha scritto:la vitoria può essere tratta da quasiassi parte della vita e del gioc, addirittura da una sconfitta, a patto che dalla sconfitta se ne esca cresciuti e consapevoli delle cause che hanno portato alla sconfitta, secondo me è inpossibile perdere completamente, sia nella vita che nel gioco: ovviamente per poter attuare questo tipo di mentalità ci vuole un bel carattere combattivo ma non aggarssivo !



Parole sagge, Necros. Non ricordo dove, ma lessi in passato qualcosa trattante (probabilmente un libro di psicologia) vittorie e sconfitte; ricordo che trovai particolarmente interessante una parte riguardante quanto troppe 'vittorie' siano dannose per il nostro ego e quanto invece vi sia da imparare da una sconfitta, a patto di sapervi meditare sopra. Argomento molto interessante.
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Messaggioda donbega » 11 nov 2006, 0:20

Raistlin ha scritto:
Necros ha scritto:la vitoria può essere tratta da quasiassi parte della vita e del gioc, addirittura da una sconfitta, a patto che dalla sconfitta se ne esca cresciuti e consapevoli delle cause che hanno portato alla sconfitta, secondo me è inpossibile perdere completamente, sia nella vita che nel gioco: ovviamente per poter attuare questo tipo di mentalità ci vuole un bel carattere combattivo ma non aggarssivo !



Parole sagge, Necros. Non ricordo dove, ma lessi in passato qualcosa trattante (probabilmente un libro di psicologia) vittorie e sconfitte; ricordo che trovai particolarmente interessante una parte riguardante quanto troppe 'vittorie' siano dannose per il nostro ego e quanto invece vi sia da imparare da una sconfitta, a patto di sapervi meditare sopra. Argomento molto interessante.

Quoto e stra-quoto!!
La vita e la storia della nostra specie ci insegnano che niente, più delle sconfitte, alimenta la nostra capacità evolutiva. Vincere sempre non è possibile, prima poi arriva la sconfitta e con essa una grossa opportunità di crescita per chi la sa cogliere. Perchè, siamo tutti bravi a dire "dobbiamo imparare dai nostri errori!" oppure "trasformare una sconfitta in vittoria" ma come ha scritto Necros ci vogliono gli attributi e la capacità di vedere i propri limiti non come una maledizione ma come una risorsa.
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Messaggioda buoneacque » 11 nov 2006, 1:08

e io vi quoto tutti :lol:

parole strasagge dette fin'ora
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Messaggioda IlProfessore » 11 nov 2006, 3:19

Vincere: superare, battere l'avversario in uno scontro armato, una contesa verbale o una competizione pacifica; concludere con esito favorevole, positivo, portare a termine con successo; ottenere, aggiudicarsi ecc...

giudicheremo una vittoria il far collimare la nostra volontà a quella degli altri solo quando il fine è l'accordo. La vittoria non è uno scopo ma il raggiungimento di uno scopo.
Detto questo apriamo un forum musicale? ;)
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Messaggioda Juda » 11 nov 2006, 4:54

In altre parole mi pare di aver capito che ogni sconfitta può essere una vittoria se si ha un "carattere", "gli attributi"...siamo sicuri di poter determinare con un nostro atto di volontà una vittoria...davvero non esiste sconfitta se non nella debolezza di non saperla far fruttare come vittoria (magari perchè non si hanno gli attributi?). Siamo davvero sicuri che una tragedia, tanto per fare un esempio estremo, possa essere tramutata in una vittoria? E' davvero tutto nelle nostre mani?

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Messaggioda donbega » 11 nov 2006, 11:39

Juda ha scritto:In altre parole mi pare di aver capito che ogni sconfitta può essere una vittoria se si ha un "carattere", "gli attributi"...siamo sicuri di poter determinare con un nostro atto di volontà una vittoria...davvero non esiste sconfitta se non nella debolezza di non saperla far fruttare come vittoria (magari perchè non si hanno gli attributi?). Siamo davvero sicuri che una tragedia, tanto per fare un esempio estremo, possa essere tramutata in una vittoria? E' davvero tutto nelle nostre mani?

La determinazione della Vittoria non è nelle nostre mani, ma quello che ci può rendere migliori è proprio la capacità di cogliere un'occasione di crescita o di miglioramento personale.
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Messaggioda Necros » 11 nov 2006, 11:57

donbega ha scritto:La determinazione della Vittoria non è nelle nostre mani,

ora non esageriamo: la vittoria dipende sicuramente da noi, ma ovviamante anche dal caso: però il bravo giocatore deva far volgere il caso dalla sua parte prevenendo e arginando le "catastrofi" del gioco: mettiamola così, un 50% è genatoda noi e l'altro 50% dalla sorte.
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Messaggioda linx » 11 nov 2006, 12:26

donbega ha scritto:La vita e la storia della nostra specie ci insegnano che niente, più delle sconfitte, alimenta la nostra capacità evolutiva. Vincere sempre non è possibile, prima poi arriva la sconfitta e con essa una grossa opportunità di crescita per chi la sa cogliere. Perchè, siamo tutti bravi a dire "dobbiamo imparare dai nostri errori!" oppure "trasformare una sconfitta in vittoria" ma come ha scritto Necros ci vogliono gli attributi e la capacità di vedere i propri limiti non come una maledizione ma come una risorsa.


Vorrei quotarvi tutti e fare l'angolino del catechismo (può interessare, professore?) ma purtroppo non sono incline all'ipocrisia.

Vi ricordo perciò che le specie e i popoli che hanno "perso" importanti battaglie si sono spesso estinte (fisicamente o culturalmente): vedi i nativi americani come esempio.
Altri popoli invece sono rimasti (vedi ad esempio i Tedeschi nella prima guerra mondiale) e maturati (nel terzo Reich) in un popolo pieno di odio e risentimento.
Guardando dall'altro lato si vedono invece popoli di culture diverse che si sono "venuti incontro" per qualche decennio che ora si massacrano in guerre civili, movimenti di epurazione della razza e bieco terrorismo.

Direi che la prima cosa da chiarire è se stiamo parlando di vittoria personale o vittoria collettiva.

Nel primo caso direi sicuramente un incontro: in uno scontro abbiamo sempre tutti qualcosa da perderci e in un incontro quasi sempre qualcosa da guadagnarci. Logicamente se come me pensate che l'amicizia, la stima o l'opinione di una persona abbiano più valore di un qualsiasi bene materiale: se state morendo di sete in mezzo al deserto magari lo scontro con quell'unico passante dotato di borraccia che si tiene ben stretta può essere la giusta soluzione, se non credete nel martirio.

Nel secondo caso dipende tutto da chi prende le decisioni: teoricamente un buon dittatore fisicamente inattaccabile potrebbe imporre la propria volontà (facendo la cosa peggiore per se) e riuscire a ottenere una grossa vittoria per 2 popoli tramite un incontro.
Praticamente i buoni dittatori fisicamente non esistono e una persona in grado di controllare e gestire un popolo non è in grado neanche di gestire la propria vita perchè ha a che fare con troppe persone, ognuna col suo carattere e la sua idea, che vorrebbero influenzarlo o prenderne il posto.

Detto ciò sono in questo caso per la terza via: un bel "muro" che impedisca ogni scontro di popoli con una piccola porta aperta per permettere ai singoli di incontrarsi con l'altra cultura solo se ne hanno voglia, ma a costo di lunghe file.
Con questo mi pare già di aver risposto pure alla seconda domanda...

Ah, no manca il caso di vittoria personale: un incontro si vince avendo del tempo da spenderci (essenziale) e dicendo sempre la verità, appoggiandola sempre con la gentilezza e un'umile spiegazione della stessa.
La verità crea scontri a breve termine (che bisogna arginare in anticipo) e stretti incontri a lungoi termine.
La menzogna tiepidi incontri senza molto da guadagnarci nel migliore dei casi.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda magobaol77 » 11 nov 2006, 14:21

dipende molto dal nostro concetto di scontro e incontro.
Direi che sostanzialmente scontro ed incontro fanno entrambi intrisecamente parte della natura umana. Incontrarci e confrontarci sono parti complementari della stessa medaglia. Sarebbe buonistico, secondo me, sostenere che dobbiamo tutti incontrarci senza scontrarci, essere tutti amici eccetera...
Il confronto, la competizione lo scontro sono parte della nostra natura. Il senso sta nell'esprimerlo nel modo giusto e nel gestirlo con la giusta ottica, senza renderlo distruttivo ma prendendolo come spinta al miglioramento delle proprie capacità.
"Ebbene, si gioca per vincere ma giocando per vincere si impara a perdere. E io credo che questa sia la cosa importante, perchè se si è imparato a perdere si è imparato a vivere. E' tutto quello che volevo dire."
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Messaggioda Juda » 11 nov 2006, 14:38

A quanto mi è sembrato di evincere la vittoria trova uno stretto legame sia con lo scontro che nella forma dell' incontro: in entrambi i casi, tuttavia si deve trattare di "modi" che devono puntare a costruire qualcosa...siete davvero sicuri che, la storia ci insegni questo? Questa volta non voglio parlare però di storia dell' umanità in senso lato: sarebbe infatti troppo facile rispondere che chi ha distrutto con le guerre non ha mai ottenuto un' effettiva vittoria (ma una vittoria temporanea); voglio parlarvi invece di, per esempio storia della scienza: le grandi rivoluzioni scientifiche non hanno forse ottenuto una vittoria attraverso uno scontro duro, forte, con la teoria precedente della quale in molti casi si è preservato poco? (ovviamente qualcosa si è preservato sempre e tuttavia qui spesso non siamo di fronte ad una tentativo di accordo da parte del nuovo paradigma con il vecchio quanto ad un entusiasmo per il nuovo che è effettivamente distruttivo e rivoluzionario). In scienza ed in altri campi la rivoluzione spesso ha un carattere distruttivo e spesso porta a qualcosa di nuovo che non è proprio un accordo o una costruzione ponderata (la chiamo così perchè così mi è parsa configurarsi dai vostri interventi)...A voi!

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Messaggioda linx » 11 nov 2006, 16:33

Juda ha scritto:In scienza ed in altri campi la rivoluzione spesso ha un carattere distruttivo e spesso porta a qualcosa di nuovo che non è proprio un accordo o una costruzione ponderata (la chiamo così perchè così mi è parsa configurarsi dai vostri interventi)...A voi!


Quando devi andare contro il parere delle masse o di chi detiene il potere economico, o di entrambi, è difficile compiere una rivoluzione tramite un accordo.

Immagino che la salvezza della razza umana da se stessa passi per forza dal crollo completo dell'attuale sistema economico visto che nonostante gli scienziati continuino ad avvertire che ci stiamo già mangiando le mani nessuno vuole crederci e far nulla. :-x
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Messaggioda eddie » 12 nov 2006, 4:19

diceva il fondatore dell'aikido , Morihei Ueshiba, che raggiunto uno scontro si ha già perso.La vera vittoria sta nel controllare se stessi e nell'armonizzarci col mondo che ci circonda
Sì, stavo seduto a mangiarmi la focaccina, a bermi il caffé e a ripassare l'accaduto nella mia mente quando ho avuto quello che gli alcolisti definiscono il momento di lucidità
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