Le verità Nascoste

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda domenicodg » 11 gen 2007, 12:10

Lobo ha scritto:2) cito un esempio su giochi PS2, un mio (noto) amico ha un negozio di giochi per PS2, beh la gente va da lui a chidergli informazioni e poi si compra il gioco 500 metri più avanti da Blockbuster cosi risparmia 4 (!!!) Euro.


Come dicevo, la questione è di "servizio" (inutile appigliarsi al senso civico o all'educazione): in questi giorni abbiamo dovuto ricomprarci la lavatrice, e abbiamo preferito il negozio sotto casa (affiliato a una catena, ma "familiare") al meganegozio del centro commerciale, dove avremmo risparmiato qualche decina di euro.

Questo perché il negozio sotto casa garantisce supporto per qualsiasi problema - assistenza, ritiro della vecchia macchina, sostituzione per eventuali difetti di fabbricazione - laddove il negozione impersonale (almeno quello nella mia città), quando si è presentato un problema, mi ha lasciato in mezzo alla strada. Non per cattiveria, ma perché, lavorando con margini ridotti, deve evitare di dirottare risorse su vendite già fatte.

Ovviamente non voglio fare una statistica basandomi sulle mie scelte in campo di lavatrici: dico solo che, se si fornisce un servizio, esistono tuttora utenti disposti a pagarlo - così come esisteranno sempre persone prive di senso civico, pronte a prendersi il servizio finché c'è, senza volerlo però mai pagare (ne avevo parlato diffusamente, non ci ritorno su).

Ciao!

D
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Messaggioda turing70 » 11 gen 2007, 12:14

Lobo ha scritto:Butto la un paio di sassi:

1) uno spot televisivo costa in media (in una fascia del kaiser) 300.000 Euro... auguri!

2) cito un esempio su giochi PS2, un mio (noto) amico ha un negozio di giochi per PS2, beh la gente va da lui a chidergli informazioni e poi si compra il gioco 500 metri più avanti da Blockbuster cosi risparmia 4 (!!!) Euro.

3) stesso negozio ma giochi da tavolo. "Scusi quanto mi fa questi giochi?" risposta cifra X con 2 zeri, "Allora li compro on line risparmio quasi 10 Euro!"


Questo negozio non si deve lamentare, anzi, gli e' stato fatto un servizio di indagine di mercato gratuita :)

Probabilmente la tua osservazione e' che 4 euro non sono poi quella cifra, hai ragione pero' ... se sono cosi' pochi, perche' non mi togli subito 5 euro e magari la prossima volta vengo subito da te ed evito anche di entrarci al Blockbuster ?

Non si tratta di fare spot pubblicitari da 300.000 euro ma, chesso', iniziamo alle fiere a fare sconti veri ... Oppure, come ha proposto qualcuno, mettiamo dei buoni sconti nelle scatole dei giochi, magari nel Monopoli ...
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Messaggioda Lobo » 11 gen 2007, 12:27

E' presto detto un videogioco costa diciamo 50 Euro e il margine del negoziante è del 20-25% circa diciamo circa 12 Euro da cui devi togliere le spese fisse del negozio (luce, affitto e quant'altro) che possiamo quantificare in maniera ottimistica in circa 2 Euro ne rimangono 10, 5 te li sconto io ne guadagno 5.
A parte facili considerazioni come un importo così vbasso deve generare vendite mostruose per farti campare, ma hai un ulteriore dettaglio: copie che ti restano sul groppone e copie rubate.

Se una sola copia non la vendi ti sei bruciato il ricavato di 8 che hai venduto!!!

E in aggiunta all'obiezione "ordinane poche" ti dico che se un giocatore di videogiochi arriva e non trova il gioco non aspetta, va da un'altra parte.

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda Castro » 11 gen 2007, 12:52

Dunque, dunque,

aggiungo anch'io qualche considerazione basata sulla mia molto modesta esperienza:

- il problema della lingua mi sembra, almeno per alcuni giochi, marginale. Bolide è stato prodotto con un regolamento in 3 lingue e componenti indipendenti, o quasi, dalla lingua. Le stesse scatole vengono commercializzate senza problemi in Italia e all'estero. Non voglio dire che sia sempre possibile, però...

- vi è una commistione di ruoli che secondo me genera anomalie. Mi spiego: se io editore dispongo di un negozio on-line potrò vendere il mio gioco a dei prezzi insostenibili per chiunque altro; se io distributore dispongo anche di un negozio, compro i giochi con una scontistica da distributore e quindi posso rivenderli o a un prezzo più basso oppure facendo un margine maggiore di altri; se io editore vendo il mio prodotto direttamente a negozi fisici, negozi on line e distributori, sia in Italia che all'estero, è molto difficile che riesca a mantenere un controllo o a orientare significativamente il prezzo finale di vendita all'acquirente.
Penso che ci dovrebbero essere editori che producono giochi, distributori che li distribuiscono, negozi che li vendono: ognuno con il suo ruolo, ognuno con il suo margine, ognuno con la sua parte di rischi di investimento. Per quel poco che è il mio vissuto, questa situazione che sembrerebbe ovvia e banale, è molto lontana dall'essere quella effettiva: spesso si fa un po' di tutto finendo con il danneggiarsi a vicenda.

- dato per buono che un distributore e un negozio italiano si confrontano con un mercato diverso da quello tedesco un dubbio che mi rimane riguarda quello che potrebbero fare gli editori italiani: supponiamo che io venda a 10 euro il mio gioco a chi mi compra 20 scatole (il distributore italiano) e a 9 euro a chi me ne compra 200 (il distributore tedesco). La mia posizione è ovviamente legittima accetto di avere meno margine su chi mi produce molto volume di vendita, ma...
... dal momento che il mercato italiano è marginale, non posso investire sulla sua crescita vendendo anche al distributore italiano a 9 euro, anche se me ne compra solo 20, (e facendo finta di averne vendute 220 a 9 euro)?
Magari qualcuno lo fa già, non so...
Non fraintendetemi i prezzi nei negozi on-line tedeschi resterebbero più bassi (perchè distributore e negozio tedesco potrebbero comunque accontentarsi di un margine minore di quelli italiani) ma forse il gap diminuirebbe. Sbaglio?

- un ultima considerazione. Posto che chiunque si impegni e rischi del proprio per fare l'editore, il distributore o il negoziante ha diritto al rispetto di tutti (e che ogni opinione è legittima ma gettare la croce addosso o dettare ricette vincenti agli uni o agli altri, come a volte ho visto fare, stando comodamente seduti in poltrona è molto comodo) la mia impressione è che spesso in Italia si viva un po' alla giornata, lavorando poco su prospettive di medio lungo termine. Tra coloro con cui ho avuto a che fare tuttavia mi piace citare Giochi Uniti e DaVinci come esempi di professionalità, dotati di una visione d'insieme e di prospettive di più ampio respiro che penso possano solo fare del bene al mercato italiano.

saluti
Castro
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Messaggioda shiny » 11 gen 2007, 12:59

Lobo ha scritto:3) stesso negozio ma giochi da tavolo. "Scusi quanto mi fa questi giochi?" risposta cifra X con 2 zeri, "Allora li compro on line risparmio quasi 10 Euro!"


Beh, anche per quanto riguarda i negozi on-line, quelli italiani hanno prezzi di gran lunga superiori a quelli tedeschi...

Voglio precisare che compro quasi sempre in Italia perché mi trovo molto bene con il mio venditore, però è innegabile che la disproporzione tra l'Italia e l'estero è troppo evidente.

Secondo me il problema vero e proprio è la mancanza di capitali nel settore. Le piccole case editrici ed i piccoli distributori non hanno intenzione di investire (non in spot pubblicitari, beninteso) perché il rischio è molto alto ed allo stesso tempo vivacchiano con volumi di vendita inferiori e margini x copia molto più alti. I grandi distributori ottengono buoni guadagni con giochi il più delle volte "vomitevoli", per cui non sentono il bisogno di movimentare il mercato.

Qual'è l'unica soluzione? Qualcuno che abbia parecchi soldi da investire senza l'assillo del guadagno sicuro nel breve periodo: che faccia un investimento nel medio-lungo periodo insomma. Sono sicuro che se aprisse un negozio italiano con gli stessi prezzi dei negozi tedeschi, nell'arco di pochi anni il mercato sarebbe decuplicato. Perché? Perché sotto natale da Toys ho visto Cluedo DVD in vendita a € 64,90 e c'era pure chi lo comprava!!!!!!

Chiaramente baso i miei giudizi sulla mia limitata esperienza, però ultimamente ho creato un gruppo di gioco molto numeroso (siamo sempre 5-8 giocatori) e quello che mi lascia perplesso è che gli amici che si avvicinano a questo mondo rimangono basiti dell'esistenza di giochi diversi dai soliti "Risiko!", "Taboo" ecc. Per loro i giochi in scatola sono quelli, punto e basta. Pensate che ho amici di Civitavecchia che non hanno mai sentito parlare di Bang! e di Emiliano Sciarra!!!
E non appena termina una partita, cominciano a farmi domande su dove possono comprare, reperire informazioni, recensioni ecc. Ed ecco che parte la solita pappardella, si fa pubblicità alla Tana e così via.
Ma chi non vive in una grande città, non è detto che abbia voglia, tempo e soldi (perché fare 120 Km in macchina ogni volta che si vuole acquistare un gioco non è uno scherzo) per recarsi a fare acquisti nei pochi negozi esistenti. Ed allora ci si rivolge ad Internet e chi è un po' più "smart" riesce anche a comprare dai crucchi, e si rientra nel circolo vizioso di cui si parla sempre.
La cosa sarebbe diversa con una distribuzione più capillare e prezzi più ragionevoli. Se sugli scaffali di Toys ci fosse stato anche Puerto Rico a €45 (quindi ad un prezzo molto elevato) secondo voi qualcuno non lo avrebbe comprato, magari anche per sbaglio, solo per provare qualcosa di nuovo?


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Messaggioda turing70 » 11 gen 2007, 13:12

Lobo ha scritto:E' presto detto un videogioco costa diciamo 50 Euro e il margine del negoziante è del 20-25% circa diciamo circa 12 Euro da cui devi togliere le spese fisse del negozio (luce, affitto e quant'altro) che possiamo quantificare in maniera ottimistica in circa 2 Euro ne rimangono 10, 5 te li sconto io ne guadagno 5.


Avrei da ridire sul margine del 20-25% ... Le hai mai viste le fatture del venditore ?. I margini sono ben oltre il 50% da parte del negoziante. Diciamo che un margine del 20% il negozio lo ottiene quando applica lo sconto del 30-40% al cliente.

Purtroppo questo e' il punto. Si vogliono avere margini non sostenibili.
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Messaggioda linx » 11 gen 2007, 13:25

shiny ha scritto:Se sugli scaffali di Toys ci fosse stato anche Puerto Rico a €45 (quindi ad un prezzo molto elevato) secondo voi qualcuno non lo avrebbe comprato, magari anche per sbaglio, solo per provare qualcosa di nuovo?


No, perchè non sarebbe stato con scritte in italiano!
Già la gente fa fatica a leggere un regolamento (anche di Taboo o Trivial, non pensate necessariamente ad un regolamento di più di 2 facciate), se poi deve pure leggerselo in inglese e capirlo abbastanza bene da spiegarlo a 3 o 4 compagni di giochi... :lol:

Io stesso sono stufo di non poter regalare altro che Cleopatra o Ticket to ride: Europa (che NON mi piacciono particolarmente, ma gioco comunque più volentieri di Trivial e Taboo) perchè sono gli unici giochi facili o strani che possono intrigare una coppia di giocatori non avvezzi al gioco come noi lo intendiamo.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Lobo » 11 gen 2007, 13:39

turing70 ha scritto:
Lobo ha scritto:E' presto detto un videogioco costa diciamo 50 Euro e il margine del negoziante è del 20-25% circa diciamo circa 12 Euro da cui devi togliere le spese fisse del negozio (luce, affitto e quant'altro) che possiamo quantificare in maniera ottimistica in circa 2 Euro ne rimangono 10, 5 te li sconto io ne guadagno 5.


Avrei da ridire sul margine del 20-25% ... Le hai mai viste le fatture del venditore ?. I margini sono ben oltre il 50% da parte del negoziante. Diciamo che un margine del 20% il negozio lo ottiene quando applica lo sconto del 30-40% al cliente.

Purtroppo questo e' il punto. Si vogliono avere margini non sostenibili.


Attenzione ti ho dato il margine sul videogioco non sul gioco da tavolo, situazione ben diversa in quanto primo il boardgame ha margini più alti (30% circa considerando gli sconti), secondo non ha il rischio obsolescenza tripico del videogame che dopo 6 mesi esce in economica o non ha più appeal

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Messaggioda shiny » 11 gen 2007, 13:53

linx ha scritto:
shiny ha scritto:Se sugli scaffali di Toys ci fosse stato anche Puerto Rico a €45 (quindi ad un prezzo molto elevato) secondo voi qualcuno non lo avrebbe comprato, magari anche per sbaglio, solo per provare qualcosa di nuovo?


No, perchè non sarebbe stato con scritte in italiano!
Già la gente fa fatica a leggere un regolamento (anche di Taboo o Trivial, non pensate necessariamente ad un regolamento di più di 2 facciate), se poi deve pure leggerselo in inglese e capirlo abbastanza bene da spiegarlo a 3 o 4 compagni di giochi... :lol:


Ok. Adesso non ci fossilizziamo sugli esempi. Ho detto Puerto Rico tanto per dirne uno. Probabilmente PR non è esente da problemi di dipendenza dalla lingua (sempre molto bassi, intendiamoci) ma ad esempio Caylus con regolamento in Italiano sarebbe stato perfetto. Esistono dozzine se non centinaia di giochi che potrebbero essere messi su uno scaffale semplicemente inserendoci un manuale nella nostra amata lingua. Poi quando il mercato sarà adeguato, le localizzazioni integrali non saranno certo un problema.

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Messaggioda liga » 11 gen 2007, 14:08

che bella discussione. E direi cheAndrea mancovolevo aprirlo questo thread!

buon gioco a tutti
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Messaggioda randallmcmurphy » 11 gen 2007, 15:10

Che dire...concordo in pieno con rporrini e Shiny..i loro interventi mi fanno ricordare due miei vecchi "cavalli di battaglia", cioè la pubblicità dei puzzle a palla della ravensburger e la vecchietta che il natale scorso compra l'isola dei famosi 3, in uno scaffale di iper mercato dove non c'era l'ombra dei prodotti già disponibili anche in italiano.... :grin:

Vecchie discussioni che trattavano lo stesso argomento..e che purtroppo giungevano alle stesse conclusioni, ragion per cui mi duole constatare che tutto sia pressocchè uguale...beh..del resto non è che mi aspettassi cambiamenti sostanziali in un anno..

A proposito..chissà che fine hanno fatto quelle famose 600 copie di Raja che Lobokds aveva sul groppone l'anno scorso e che io gli avevo proposto di portare in un centro commerciale...

Sì perchè ormai il negozio sotto casa è meno sotto casa di quello al centro commerciale e quindi il passo decisivo sarebbe entrare in quel mondo distributivo, ma come mi ricordavano alcuni, per entrare nella grande distribuzione, ci vogliono grandi quantità e attualmente le nostre valenti case produttrici non se li possono permettere o non hanno sufficienti garanzie per sostenere un tale investimento..e invece le ditte che potrebbero sostenere un tale investimento non hanno interesse nel farlo visto che già lucrano indegnamente con le isole dei famosi e i cluedo in DVD..PUAH!!!
« Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »

(Isaac Asimov)
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Messaggioda turing70 » 11 gen 2007, 16:19

Lobo ha scritto:Attenzione ti ho dato il margine sul videogioco non sul gioco da tavolo, situazione ben diversa in quanto primo il boardgame ha margini più alti (30% circa considerando gli sconti), secondo non ha il rischio obsolescenza tripico del videogame che dopo 6 mesi esce in economica o non ha più appeal


Ok. Preso atto di questo e del fatto che comunque per me questi margini non sono ne' sostenibili ne' "etici", vorrei tornare a quello che secondo me e' il vero problema: manca una cultura ludica sia da parte degli editori / distributori / venditori sia da parte della massa.

Mi "arrabbio" con editori / distributori / venditori perche' proprio da loro dovrebbe arrivare una spinta culturale ludica e ci si aspetta un maggior impegno e rischio imprenditoriale. Non c'e' neanche il tentativo: sugli scaffali dei centri commerciali continuo a vedere scatole di CluedoDVD e non di Ticket To Ride (ad esempio), in ITALIA !!! Ma cosa costerebbe, chesso', una proposta del tipo "compra CluedoDVD a 70 euro e ti regaliamo un Ticket to Ride". Poi nella scatola di Ticket to Ride facciamo trovare un buono sconto per un altro gioco, ecc ... Non mi pare che siano operazioni da svenarsi.
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Messaggioda Zupperman » 12 gen 2007, 1:19

A dire la verità forse qualcosa si è mosso...
Nel Mediaworld di Curno (provincia di Bergamo), nelle vicinanze della nuova console Nintendo (Wii), l'8 dicembre c'erano lunghe pile di Marvel Heroes (il gioco in scatola naturalmente).
Qualche giorno fa ho notato la loro mancanza, presumo siano state vendute tutte le confezioni.
Qualcosa si è mosso anche sotto il profilo della promozione per far conoscere questo mondo alla massa, tante figure a noi note dell'autoproduzione hanno scelto di partecipare come sponsor sul nostro portale di giochi on line (Zupperman) offrendo in premio i loro giochi.
Certo è solo un piccolo passo, ma queste partecipazioni sono da lodare perchè smuovono le acque e fanno conoscere ai "babbani" nuovi mondi.
Sicuramente i nostri vincitori quando giocheranno a questi strani giochi da tavolo lo faranno insieme ai familiari e agli amici, che incuriositi chiederanno dove hanno trovato questi giochi e le possibilità che il cerchio si allarghi si moltiplica.
Persone come Angelo Porazzi, i ragazzi della Post Scriptum e di Velagiochiamo, Alfredo Genovese con il suo Bolide, Lorenzo Marchetto con Mindstalkers, Andrea Gaudiano con il coloratissimo Ibiji! e Diego3D di Giochinscatola, sono da encomiare per il loro supporto al mondo dei giochi da tavolo in Italia e non penso meritino di poter essere ritenuti una delle possibili cause al problema.
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Messaggioda rporrini » 12 gen 2007, 10:20

Zupperman ha scritto:Nel Mediaworld di Curno (provincia di Bergamo), nelle vicinanze della nuova console Nintendo (Wii), l'8 dicembre c'erano lunghe pile di Marvel Heroes (il gioco in scatola naturalmente).
Qualche giorno fa ho notato la loro mancanza, presumo siano state vendute tutte le confezioni.


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