Legge dei grandi numeri

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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Micenea » 1 set 2015, 11:26

Relativamente alla logica, ai sistemi autoreferenziali ed alla verità, illuminante fu per me uno studio sulla pragmatica della comunicazione umana, pertanto non posso che supportare l'arguta apertura delle argomentazioni di Protos.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda KooriNecros » 1 set 2015, 11:38

Protos ha scritto: [...]
c'è bisogno di un'apertura mentale che il fanatismo matematico moderno ha dimostrato di non possedere.

[offtopic]Perdonami. Senza provocazioni volevo capire cosa intendi con "fanatismo matematico moderno".
Ti occupi di ricerca in ambito scientifico?
Vorrei capire soprattutto verso quale ambiente fai riferimento...[/offtopic]

p.s. ho pensato che questo intervento potesse essere chiarificatore un po' per tutti, qualora il moderatore reputi questo off topic eccessivo rivolgerò le mie domande direttamente a Protos in privato.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Sephion » 1 set 2015, 13:41

Salve a tutti, ecco il moderatore. Dunque l'argomento di questo topic è piuttosto interessante, ammetto di non avere le necessarie conoscenze in merito per moderare la discussione. Quello che.ho notato è comunque una serie di parolacce tipo boiate, stronzate ecc ecc. e vorrei dire che dopo aver letto tutta la vostra discussione credo proprio di aver notato che i partecipanti sono persone che per argomentarsi non hanno bisogno di esprimersi con questi termini. Perciò vi invito a esprimervi civilmente e col rispetto delle idee di tutti. Ad esempio non ci si può riferire all'omeopatia come una troiata, è possibile non condividere scelte ed opinioni altrui, ma non si può sminuire o svilirle. Questo è un richiamo bonario, non ho usato il Tag mod on, spero non servirà utilizzarlo. Buon proseguimento ragazzi!
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda thondar » 1 set 2015, 14:54

Protos ha scritto:la teoria dei grandi numeri, oltre ad avere delle gigantesche lacune logiche

gigantesche? quelle che hai nominato valgono per tutta la matematica quindi sono gigantesche quanto quando dici che 2+2 fa 4.
Io direi che sono delle imperfezioni insignificanti all'interno di un sistema perfetto, molto più perfetto delle nostre opinioni e del modo in cui le esprimiamo (quindi per esempio di tutti i ragionamenti che abbiamo fatto qui).

Mettiamola così: se 2+2=4 abbiamo 'ragione' noi altrimenti hai 'ragione' te. Ti va bene? scommetto di no, ma è quello che stai dicendo.

In particolare la teoria dei grandi numeri è intuibilissima. Più tiri fai e più ti avvicini alla media. Tu non sei d'accordo? pensi il contrario? perché il punto è tutto qui: anche ammesso potrebbero esserci errori perché dare per scontato ci siano (non lo hai dimostrato, ne puoi farlo) quando tutto sembra funzionare (prova empiricamente con un tiradadi)?

Da un lato abbiamo a suo sostegno la matematica, l'intuito e la logica, per quanto possano essere fallibili e imperfetti, dall'altro abbiamo contro di lei... solo il fatto che potrebbe essere sbagliata (così come tutta la teoria delle probabilità, la matematica, la logica, etc)???

Facciamo così: ora io scrivo qualcosa a caso. Ecco, visto che potrebbe anche essere giusta sosterrò che sia effettivamente giusta. E' ciò che stai facendo te.

Protos ha scritto:la teoria dei grandi numeri, [...] non è applicabile ai giochi da tavolo

invece lo è. E' applicabile a tutto, per quanto sia possibile, con un pò di impegno, sbagliare nel modo di applicarla. Dopo quanti tiri pensi si possa approssimare la media dei campioni alla media della distribuzione di probabilità? 30 tiri. Non 30 milioni. E la convergenza comincia ben prima. Se anche non si raggiungesse la convergenza al valore medio (approssimato all'intero, visto chei dadi non hanno decimali) c'è comunque un graduale avvicinamento e quindi un calo dell'effetto fortuna all'aumentare dei dadi. Due tiri sentono l'influenza della fortuna meno di un tiro. Se ci fosse un gioco progettato talmente male da avere un unico tiro significativo (come è stato detto in un altra discussione del genere) sarebbe possibile comunque guardare più partite.

Protos ha scritto:il punto era che l'alea si contrappone al determinismo e relativamente al contesto anche alla meritocrazia del vincitore, ma NON si oppone alla profondità di gioco, anzi, spesso la incoraggia.

abbastanza d'accordo
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Protos » 1 set 2015, 16:22

thondar ha scritto:gigantesche? quelle che hai nominato valgono per tutta la matematica quindi sono gigantesche quanto quando dici che 2+2 fa 4.
Io direi che sono delle imperfezioni insignificanti all'interno di un sistema perfetto, molto più perfetto delle nostre opinioni e del modo in cui le esprimiamo (quindi per esempio di tutti i ragionamenti che abbiamo fatto qui).

Mettiamola così: se 2+2=4 abbiamo 'ragione' noi altrimenti hai 'ragione' te. Ti va bene? scommetto di no, ma è quello che stai dicendo.

In particolare la teoria dei grandi numeri è intuibilissima. Più tiri fai e più ti avvicini alla media. Tu non sei d'accordo? pensi il contrario? perché il punto è tutto qui: anche ammesso potrebbero esserci errori perché dare per scontato ci siano (non lo hai dimostrato, ne puoi farlo) quando tutto sembra funzionare (prova empiricamente con un tiradadi)?

Da un lato abbiamo a suo sostegno la matematica, l'intuito e la logica, per quanto possano essere fallibili e imperfetti, dall'altro abbiamo contro di lei... solo il fatto che potrebbe essere sbagliata (così come tutta la teoria delle probabilità, la matematica, la logica, etc)???

Facciamo così: ora io scrivo qualcosa a caso. Ecco, visto che potrebbe anche essere giusta sosterrò che sia effettivamente giusta. E' ciò che stai facendo te.


hai generato così tanta confusione che non so neanche da dove partire, dato che qualsiasi punto del tuo discorso è sbagliato.
facciamo che parto dall'inizio allora. innanzitutto non ho specificato nessuna lacuna logica della teoria dei grandi numeri, l'ho ritenuto superfluo, mi sono limitato a far presente che esistono. quello di cui parli tu è la crisi dei fondamenti della matematica, l'ho usato per dire che neanche il fondamento della teoria dei grandi numeri (ovvero la matematica stessa) è esente da incertezze. quindi il discorso sulla matematica da un lato è parallelo a quello della legge dei grandi numeri, dall'altro serve per ammorbidire il fanatismo sulla matematica, che anche così, a quanto pare, è dilagante. parli di perfezione, ma puoi esprimermi cortesemente qual è il concetto di perfezione a cui fai riferimento? perché sembra tanto una parola a effetto buttata lì.

io sto dicendo che 2+2 non è uguale a 4? ma se ho ribadito più volte che non sto dicendo che la matematica non è corretta o che non funzioni....ma di cosa parli??
ti ho detto che la matematica non ha un fondamento certo e che è incompleta, perché qualsiasi tendenza alla completezza scade nell'autoreferenzialismo.
non è che io voglia dimostrare che la matematica è tutta un'illusione dell'uomo (potrebbe anche darsi eh :D ). io credo nella matematica, perché penso che la natura usi lo stesso linguaggio, che poi l'uomo ha interpretato e potenziato, seguendo il criterio logico della coerenza, a dismisura. tuttavia questo ha portato alcune parti della matematica al di fuori della corrispondenza con la realtà e le teorie matematiche che riguardano il caso e l'infinito, soprattutto quelle che incontrano la resistenza della logica, hanno fondamenta molto più fragili di quanto si possa pensare.

la teoria dei grandi numeri non solo non ha un vero fondamento logico, ma porta a dei paradossi della logica. la matematica dice solo che all'interno del suo sistema coerente è dimostrabile e quindi fondata, la logica invece dice che la teoria dei grandi numeri ha dei presupposti assurdi e indimostrabili. io non sto dando per scontato che ci siano degli errori, sto dicendo che non ha un fondamento reale che possa definirla una teoria vera. puoi anche crederci, per carità, ma è tutta un'altra storia questa. il quesito che poni andrebbe ribaltato, fino a prova contraria non si deve dimostrare che una teoria non ha fondamento, ma il contrario, si deve dimostrare che ce l'abbia. in termini logici la teoria dei grandi numeri non ha nessun fondamento, tutto qui. la prova empirica ti dice che funziona? forse tu vuoi credere che funzioni, perché una prova empirica che riguarda il caso è una contraddizione in termini. il caso non fornisce prove. è il concetto stesso di caso che te lo dice. se credi fermamente alla teoria dei grandi numeri non credi al caso, ma a un sistema finalistico, molto vicino alle credenze religiose, anche se parte da presupposti diversi.

invece lo è. E' applicabile a tutto, per quanto sia possibile, con un pò di impegno, sbagliare nel modo di applicarla. Dopo quanti tiri pensi si possa approssimare la media dei campioni alla media della distribuzione di probabilità? 30 tiri. Non 30 milioni. E la convergenza comincia ben prima. Se anche non si raggiungesse la convergenza al valore medio (approssimato all'intero, visto chei dadi non hanno decimali) c'è comunque un graduale avvicinamento e quindi un calo dell'effetto fortuna all'aumentare dei dadi. Due tiri sentono l'influenza della fortuna meno di un tiro. Se ci fosse un gioco progettato talmente male da avere un unico tiro significativo (come è stato detto in un altra discussione del genere) sarebbe possibile comunque guardare più partite.


il peso del caso in un gioco non è dato dal numero di eventi casuali, ma dalla loro qualità. qualità invece che quantità. per qualità si intende il rapporto che ha/hanno col sistema di gioco, quindi il suo/loro peso in termini di gioco. poi tra uno e due esiste prima la distinzione logica tra unità e molteplicità. perciò il discorso quantitativo al massimo puoi farlo in questi termini, ma è di per sé ridicolo.
ti faccio una domanda, chi è che associa più partite a uno stesso gioco, per osservare gli esiti aleatori, tu (osservatore umano), o il caso (forza imponderabile?)?
in altri termini, secondo te il caso riconosce la tua decima partita a uno specifico gioco e considera le nove precedenti prima di determinarne gli esiti aleatori?
oppure tratta ogni evento aleatorio come un caso singolo e scorporato da tutto il resto dell'universo?
se non tratta ogni evento in maniera separata, in base a quali criteri associa l'uno all'altro? in base al fatto che fanno parte dello stesso dado? in base al fatto che appartengono allo stesso gioco? o che si riferiscano alla stessa persona giocatore?
e come gestisce il sovrapporsi di tutte queste dimensioni quando si sovrappongono?
il caso ha la capacità di riconoscere e categorizzare gli eventi aleatori e costituire tra loro un legame, oppure sei tu che osservi e proietti le tue convinzioni su di esso, associando gli eventi in base al tuo giudizio?
non ti rendi conto che la legge dei grandi numeri è una proiezione del concetto di equilibrio che l'uomo ha stampato nella ragione e risponde al bisogno di dominare cose al di fuori della propria portata?
non sembra, ma è tutta una domanda :asd:

thondar ha scritto:
Protos ha scritto:il punto era che l'alea si contrappone al determinismo e relativamente al contesto anche alla meritocrazia del vincitore, ma NON si oppone alla profondità di gioco, anzi, spesso la incoraggia.

abbastanza d'accordo


amen. :grin:
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Protos » 1 set 2015, 16:32

Micenea ha scritto:Relativamente alla logica, ai sistemi autoreferenziali ed alla verità, illuminante fu per me uno studio sulla pragmatica della comunicazione umana, pertanto non posso che supportare l'arguta apertura delle argomentazioni di Protos.


mi sento meno solo :snob:
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda thondar » 1 set 2015, 18:34

Protos ha scritto: innanzitutto non ho specificato nessuna lacuna logica della teoria dei grandi numeri, l'ho ritenuto superfluo, mi sono limitato a far presente che esistono. quello di cui parli tu è la crisi dei fondamenti della matematica, l'ho usato per dire che neanche il fondamento della teoria dei grandi numeri (ovvero la matematica stessa) è esente da incertezze.

ne io ho detto che tu le hai specificate. Quello di cui parlo io non ne parlo io :grin: ma tu e per l'appunto mina la certezza della matematica (ovvero 2+2 = 4). Ora delle due una: o le consideri entrambe eccezioni trascurabili oppure non credi né nella legge dei grandi numeri né nella matematica. E si che sei tu ad aver detto che la matematica non è 'corretta', vedi anche qui sopra nel quote (non è esente da incertezze). Se ora invece dici che la matematica funziona allora anche la legge dei grandi numeri funziona vicino che è dimostrabile matematicamente.

Protos ha scritto:la teoria dei grandi numeri non solo non ha un vero fondamento logico, ma porta a dei paradossi della logica.

anche la matematica, li hai citati te. Sarebbe da vedere se effettivamente alcuni siano più grossi di altri... idee su come fare?

Protos ha scritto:il quesito che poni andrebbe ribaltato, fino a prova contraria non si deve dimostrare che una teoria non ha fondamento, ma il contrario, si deve dimostrare che ce l'abbia. in termini logici la teoria dei grandi numeri non ha nessun fondamento, tutto qui.

ce li ha eccome, ma non esenti da incertezze, come la matematica (a detta tua e io ci credo). E se non li avesse logici li avrebbe comunque matematici, empirici e intuitivi.

Protos ha scritto:la prova empirica ti dice che funziona? forse tu vuoi credere che funzioni, perché una prova empirica che riguarda il caso è una contraddizione in termini.

ma che contraddizioni di termini...
per prima cosa le prove empiriche hanno una loro dignità... le leggi di Newton sono empiriche e vengono usate come fondamente della fisica. Dire che le prove empiriche non sono valide significa affermare che la dinamica è tutta una baggianata (e puoi anche dirlo se hai la faccia per farlo).
Per seconda cosa il fatto che qualcosa sia casuale non ha il minimo legame con renderlo indimostrabile empiricamente, anzi direi che è uno dei casi più semplici. Ti basta provare e contare. Prendi un bel tiradadi on-line e via, in meno di 5 minuti vedrai da solo che la media si avvicina al valore teorico all'aumentare dei tiri.

Protos ha scritto:se credi fermamente alla teoria dei grandi numeri non credi al caso, ma a un sistema finalistico, molto vicino alle credenze religiose.

direi invece deterministico. Non che abbia importanza

Protos ha scritto:il peso del caso in un gioco non è dato dal numero di eventi casuali, ma dalla loro qualità.

dipende da entrambi, ovvero se vuoi dalla media pesata. Ciò non cambia nulla visto che puoi fare lo stesso ragionamento dopo aver diviso i vari tiri nelle varie qualità e vedrai che ogni gruppo converge alla media.

Protos ha scritto:secondo te il caso riconosce la tua decima partita a uno specifico gioco e considera le nove precedenti prima di determinarne gli esiti aleatori?

no, è la successione di esiti aleatori che converge... proprio come dice la legge dei grandi numeri.
La probabilità per il tuo 10°tiro resta quella ma è la probabilità di ottenere dieci eventi fuori media che è minore di quella di ottenerne nove (come puoi calcolare facilmente). Dipende tutto da quello che calcoli. Nessuna proiezione della ragione.

Allo stesso modo se avessi solo due tiri: sono più comuni risultati fuori media (considerata 3 e 4) usando un dado (4/6=0.67) che usandone due (20/36=0.56). E parliamo solo di 2 tiri.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 19:30

Protos ha scritto:ti ho detto che la matematica non ha un fondamento certo e che è incompleta


Argomenti assai delicati...
Non sono un matematico, nel senso che ho studiato la matematica a livello universitario, ma non alla facoltà di matematica e su questi temi ho una conoscenza parziale acquisita solo per interesse personale, non per obblighi accademici, ma mi risulta che Godel abbia in realtà "sistemato" le cose, da questo punto di vista.

Semplicemente (si fa per dire e mi scuso per le approssimazioni...) in un qualsiasi sistema assiomatico che sia coerente (cioè che non ammetta nessuna proposizione che sia contemporaneamente dimostrabile vera e falsa), esisterà almeno una proposizione indecidibile.
Questo non significa che i teoremi dimostrati all'interno di quel sistema siano senza fondamenta!
E, attenzione, le proposizioni indecidibili potrebbero anche essere "manifestamente vere", ma semplicemente il sistema non consente di costruire una catena deduttiva per arrivare a dimostrarle in modo formale.

Quindi, dal punto di vista matematico e per quanto riguarda la loro applicazione pratica, non ci sono dubbi sulla validità del Teorema del Limite Centrale e della Legge dei Grandi Numeri.

Protos ha scritto:secondo te il caso riconosce la tua decima partita a uno specifico gioco e considera le nove precedenti prima di determinarne gli esiti aleatori?


No, infatti la tua e' una errata interpretazione delle leggi in discussione.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda catraga » 1 set 2015, 20:21

Ciao a tutti. Premetto che sono un matematico e non ho letto tutto tutto tutto quello che è stato scritto. Perdonatemi.
Il teorema del limite centrale (e la legge dei grandi numeri) è uno dei teoremi più abusati nel linguaggio di tutti i giorni. In realtà è un teorema di teoria della misura, per quello che riguarda successioni di variabili aleatorie identicamente distribuite.
Innanzitutto non presenta fallacie logiche (dimostrazione rigorosa in termini matematici di teoria della misura dove viene mostrata la fallacia è bevnenuta e sarà presa in considerazione), come sembra intuirsi da alcune affermazioni nel thread. Il problema sta nel fatto che la fallacia non è logica, ma pragmatica: sempre per il fatto che la matematica usa un linguaggio verofunzionale, che portato nel mondo "fisico" va interpretato opportunamente (v. Searle, Austin e compagnia bella che hanno studiato gli atti linguistici) - forse qui posso vedere l'affermazione "ha delle fallacie logiche" prendere corpo.
Affiché il teorema valga, tra le decine di ipotesi necessarie, sono necessari infiniti trials. Cosa che dal punto di vista pratico non è possibile, però è possibile stabilire una soglia entro il quale il teorema è sfruttabile. Ho visto gente sfruttare il teorema su esperimenti che includevano dieci dati: da dargli due pedate.
Dal punto di vista dei giochi da tavolo, il teorema non ha grande rilevanza nel frame della singola partita. Non è una questione di tiri che si bilanciano se sembra che il caso sia poco rilevante, ma di strategie miste che coinvolgono la teoria dei giochi (che in termini di design si traduce in "mitigare il caso").
Se utilizzato scorrettamente, al di fuori del contesto dal quale è creato, il teorema del limite centrale potrebbe farvi dire che dopo una trentina di teste ottenute al lancio di una moneta, è più probabile che esca una croce. In tal caso si compiono tre fallacie: 1. utilizzo errato di un teorema senza la verifica delle ipotesi e analisi della proposizione; 2. mescolanza della probabilità soggettiva (quindi non una funzione di probabilità sommante a 1, ma una cosiddetta funzione di belief); 3. affidamento al proprio cervello "veloce", come lo chiama Kahneman) che è pessimo e molto approssimativo nel valutare le probabilità.
My two cents, mi scuso se mi sono intromesso :oops:
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Galandil » 1 set 2015, 23:06

[offtopic]
Sephion ha scritto:Ad esempio non ci si può riferire all'omeopatia come una troiata, è possibile non condividere scelte ed opinioni altrui, ma non si può sminuire o svilirle.


Facciamo un esempio semplice semplice: se tu domani mi vieni a dire che, in un giorno di sole, quando lo stesso è allo zenith nel cielo, quest'ultimo, visto dalla superficie terrestre, è di colore giallo, non hai espresso un'opinione, bensì hai detto una troiata - chiaramente, esiste una dimostrazione del fatto che la tua affermazione è una troiata.

Ergo, a riguardo dell'omeopatia: http://www.thelancet.com/journals/lance ... 2/abstract

e se vuoi te ne trovo a decine di altre dimostrazioni simili.[/offtopic]
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda nakedape » 1 set 2015, 23:09

Facciamo un po' di chiarezza perchè vedo un po' di confusione.
Goedel e il suo teorema hanno dimostrato l'autoreferenzialità della matematica, but sorry questo non significa che la matematica non funzioni. O non sia vera. E' solo incompleta.
E, attenzione, è lo strumento più potente che abbiamo, a meno che non siate religiosi. Nel qual caso, ovviamente è il vostro dio.

"Ciò che Gödel ha mostrato è che, in molti casi importanti, come nella teoria dei numeri, nella teoria degli insiemi o nell'analisi matematica, non è mai possibile giungere a definire la lista completa degli assiomi che permetta di dimostrare tutte le verità. Ogni volta che si aggiunge un enunciato all'insieme degli assiomi, ci sarà sempre un altro enunciato non incluso."

Ora, contestare la matematica perché ci diverte farlo va bene. Però poi se giochiamo a Perudo, sfido qualunque "scettico" a non considerare le probabilità numeriche o a non fare due conti.
Non è ciò che sei, ma è quello che fai che ti qualifica, Protoss.

Riguardo al post di catraga che dice cose sacrosante mi limito a far notare una cosa importante. Come dice anche lui non stiamo parlando di riprodurre l'esatta distribuzione statistica in una partita. Ci accontentiamo di avvicinarci.
Certo per avere una distribuzione del 50% +-0.1% di testa forse devo fare 10.000 tiri, ma francamente posso accontentarmi di avere 50%+-5% con 300.
Parliamo quindi di un fenomeno fuzzy. Non un evento binario zero uno, vero falso. Ma di un evento che tende a stabilizzarsi dopo un numero significativo di occorrenze. "Tende a" è la locuzione chiave.
E nel game design?
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Funziona SEMPRE?
No.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda nakedape » 1 set 2015, 23:10

Galandil ha scritto:[offtopic]
Sephion ha scritto:Ad esempio non ci si può riferire all'omeopatia come una troiata, è possibile non condividere scelte ed opinioni altrui, ma non si può sminuire o svilirle.


Facciamo un esempio semplice semplice: se tu domani mi vieni a dire che, in un giorno di sole, quando lo stesso è allo zenith nel cielo, quest'ultimo, visto dalla superficie terrestre, è di colore giallo, non hai espresso un'opinione, bensì hai detto una troiata - chiaramente, esiste una dimostrazione del fatto che la tua affermazione è una troiata.

Ergo, a riguardo dell'omeopatia: http://www.thelancet.com/journals/lance ... 2/abstract

e se vuoi te ne trovo a decine di altre dimostrazioni simili.[/offtopic]


magari il termine troiata non è il migliore politicamente, ma non si può sempre passare tutto per opinabile.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Galandil » 1 set 2015, 23:26

[offtopic]
nakedape ha scritto:magari il termine troiata non è il migliore politicamente, ma non si può sempre passare tutto per opinabile.


You speak about Homœopathy; which is a subject which makes me more wrath, even than does Clair-voyance: clairvoyance so transcends belief, that one’s ordinary faculties are put out of question, but in Homœopathy common sense & common observation come into play, & both these must go to the Dogs, if the infinetesimal doses have any effect whatever. (cit. Charles Darwin) :sisi:[/offtopic]
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Sephion » 1 set 2015, 23:30

Galandil ha scritto:[offtopic]
Sephion ha scritto:Ad esempio non ci si può riferire all'omeopatia come una troiata, è possibile non condividere scelte ed opinioni altrui, ma non si può sminuire o svilirle.


Facciamo un esempio semplice semplice: se tu domani mi vieni a dire che, in un giorno di sole, quando lo stesso è allo zenith nel cielo, quest'ultimo, visto dalla superficie terrestre, è di colore giallo, non hai espresso un'opinione, bensì hai detto una troiata - chiaramente, esiste una dimostrazione del fatto che la tua affermazione è una troiata.

Ergo, a riguardo dell'omeopatia: http://www.thelancet.com/journals/lance ... 2/abstract

e se vuoi te ne trovo a decine di altre dimostrazioni simili.[/offtopic]


forse hai ragione tu, so che sei ben più arguto di me (e credimi non sto trollando, ti leggo spesso e so che hai una bella testa) ma sbagli un cosa fondamentale: dicendo che il sole è giallo non offendo nessuno.
Mentre magari qualcuno qua dentro può credere nell'omeopatia. Magari è veramente una troiata (non lo so e sicuramente questo non è il topic, ma nemmeno il forum giusto dove discuterne) ma di sicuro non sta a noi commentare non credi? Altrimenti che dobbiamo fare, insultare tutti? Vivi e lascia vivere! La propria libertà finisce dove comincia quella degli altri. Se qualcuno è convinto, che so, che legandosi l'attributo a una corda e appendendosi questo gli cresca, lasciaglielo fare!
Ripeto, ci sono modi e modi
Perciò rinnovo l'invito a proseguire la discussione senza offendere nessuno, fine OT, grazie.
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Re: Legge dei grandi numeri

Messaggioda Galandil » 1 set 2015, 23:41

Sephion ha scritto:dicendo che il sole è giallo non offendo nessuno.


Solo per la precisione: nell'esempio volevo dire che asserisci che il cielo è giallo, non il sole. :asd:

Inoltre, io non ho offeso nessuno. Una cosa è dirti "Sephion, sei un co****ne perché [bla]!" e un'altra è dirti "Sephion, hai detto una ca***ta perché [bla]!". Sono due cose molto differenti. Fine OT.
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Grande Saggio
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