Lo "Spazio" del gioco

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Lo "Spazio" del gioco

Messaggioda Juda » 12 mag 2006, 16:22

Quando ci si raduna attorno ad un tavolo per un board game siamo davvero sicuri che quello rimanga un semplice tavolo con un semplice tabellone e delle pedine (o carte ecc...)?
In altre parole in quale spazio si muove la nostra mente ed il nostro corpo durante il gioco? Quanto uno sforzo d' immaginazione modifica anche lo spazio fisico in cui ci si muove?

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Messaggioda romendil » 12 mag 2006, 16:48

Dipende 8-O nel senso che:
- se gioco di ruolo l'immaginazione sposta veramente il gioco in un altro spazio e tempo;
- se gioco ad un gioco da tavolo la componente ambientazione può spostare l'azione all'interno di un tabellone per farti viaggiare con la mente;
- giocando ad un boardgame in stile tedesco, molto spesso l'impegno maggiore è nel fare calcoli e nel definire priorità rispetto agli altri giocatori per cui si resta tutti lì con la mente e col corpo

Non so se ho centrato l'argomento.

Volendo spostare un po' il discorso credo che anche il dove si gioca conta molto: un tavolo all'aperto, una buia sala hobby che sembra una stanza di un dungeon... Nel mio caso il mio spazio da gioco è come la sala segreta di Batman. Il tavolo da gioco sembra un innoquo piccolo tavolo in mezza ad un normale salone. Poi improvvisamente prende vita, raddoppia le sue dimensioni tanto da accogliere una Guerra dell'Anello o un Conquest of the Empire. Allo stesso tempo un pensile appeso a fianco del tavolo apre le porte per permetterci di scegliere il gioco giusto all'interno di una ristretta ma molto dignitosa ludoteca. :grin:
RòmeNdil (goblin chierico), ultimamente ho giocato a:
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Messaggioda linx » 12 mag 2006, 18:45

In effetti l'immaginazione dà parecchio fastidio nel gestire una partita ad un boardgame.
Se mi lascio andare ad uno stile di gioco... "immaginativo" non riesco ad elaborare una strategia veramente compiuta e faccio una pessima partita.
L'immedesimazione con l'ambientazione del gioco per me è più forte prima della partita, quando, guidando verso la casa del mio avversario, immagino come tradurre in mosse di gioco quello che l'eroe/banchiere/mercante/generale che andrò a impersonare nella partita farebbe nella sua vita reale.

Nei gdr invece faccio fatica a convincere gli altri che è noioso andarsene in giro per il multiverso con una nave astrale guidata da un equipaggio composto solo di non-morti e che sarebbe il caso di andare a reclutare qualche bella figliola nei quartieri bassi per tenerci compagnia nelle lunghe giornate di viaggio... :cry:
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Necros » 12 mag 2006, 21:03

penso e immagino che in quei momenti la nostar mente si concentrata a divertirsi, a cogliere tutto ciò che il gioco ha da offrire ede adattarsi ad esso.
Ad esempio duranmte un gioco comico la nostra mente non saà molto calata nell'ambito di quel gioco(es: munchkin), invece durante le partite di D&D un minimo di serietà e necessaria perciò un'interpretazione del personaggio che viene calato in un ambiente descritto da DM è d'obbligo: è ovvio che durante le sessione ci siano dei momenti di cazzeggio, ma è un gioco appiunto per questo.
Un gioco va preso con serietà sufficiente per divertirsi.
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Messaggioda Raistlin » 12 mag 2006, 21:16

Adoro calarmi 'nel gioco'! :)
Sarà che io vivo letteralemnte di atmosfera nella vita...
E infatti è per quello che prediligo i giochi con forte tema, come i dungeoncrawl per esempio; credo che il tema sia il fattore preponderante quando mi ritrovo in procinto di acquistare un gioco.

Poi sono d'accordo, il gioco di ruolo è ciò che porta all'estremo la fantasia in tal senso, più che non un gioco da tavolo, però riesco a fantasticare parecchio anche con i boardgames.

Mannaggia come si cambia... in passato i miei giochi preferiti erano gli astratti, pensate un po'! Già, si cambia... e meno male, forse! :)
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Messaggioda Raistlin » 12 mag 2006, 21:21

linx ha scritto:L'immedesimazione con l'ambientazione del gioco per me è più forte prima della partita [...]


Molto vero anche questo! Mi faccio anche io certi viaggi fantastici a volte prima di cominciare una partita... solo assaporando le potenzialità offerte dal gioco (che so... 5 mega-imperi di Twilight che stanno per scontrarsi... oppure il formarsi di uno strano party di Eroi che si armano pronti ad entrare nel Dungeon in quel di Descent... o magari solo un manipolo di disperati pronti a tradirsi in balìa di una città infestata da terribili, affamati Zombies!!! :))

Eheh, ecco che già la fantasia si mette in moto al solo pensiero e inizio a romanzare...! :)
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Messaggioda frankiedany » 13 mag 2006, 0:44

anke a me tema ed ambientazione devono attirare xkè sennò non mi va di giocare ad un gioco se sa troppo di meccanico.
ma fino ad ora sti viaggi non li ho mai fatti.....
ma a che giochi giocate? :alcohol:
:rauch08: :rauch08: :rauch08:
eh eh eh
;)
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Messaggioda Juda » 15 mag 2006, 19:04

Dunque durante un board game, se non ho capito male, lo spazio acquisisce i colori e le atmosfere dell' ambientazione del giocodunque subisce alcune modifiche.Ma parte la distrazione che può creare questo significa che muta la vostra percezione dello spazio circostante? Oppure semplicemente il gioco da una piccola nota di colore? Insomma fino a che punto un board game (non parlo di gdr poichè il discorso sarebbe più complesso) riesce a modificare la nostra percezione dello spazio?

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Messaggioda magobaol77 » 15 mag 2006, 19:36

Un gioco di tavoliere modifica radicalmente la nostra percezione di spazio. Questo semplicemente per il fatto che i giocatori accettano di attribuire significati simbolici ad una realtà concreta. Per la durata della partita, se il gioco ci "prende", esiste solamente il tavoliere e le pedine, il nostro corpo perde di consistenza, l'ambiente intorno a noi sbiadisce. Muoviamo pedine, giochiamo carte e ci spostiamo sul tavoliere. semplicemente, al di là dell'ambientazione (succede anche per gli astratti), lo spazio cambia radicalmente
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Messaggioda Necros » 15 mag 2006, 20:04

magobaol77 ha scritto:Un gioco di tavoliere modifica radicalmente la nostra percezione di spazio.

giustissimo: raramente a D&D ci si mette a parlare con latinismi e volgarismi per rendere più medievale\fantasy la scena: anzi, così non sarebbe nemmeno più divertente, l'unica cosa richiestati da questo gioco per un giusto divertimento è una buona personificazione del presonaggio e quindi ciò ti spinge a comporti diversamente(?) da come ti comporteresti di solito, ma fueri le righe D&D è tutto un garn cazzeggio!
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Messaggioda genluvi » 15 mag 2006, 21:49

Amo giocare perchè credo che il gioco assomigli alla vita...ha una durata, ha la fortuna dove una buona strategia può giovare...può rappresentare la guerra, il mercato...tante cose. Devo essere sincera, più che l'ambientazione mi attirano i meccanismi del gioco in se e quindi la mia mente di perde nelle possibili varianti a cui posso dare vita...strade diverse, destini diversi....come nella vita.
E poi quello che amo di più è la compagnia che mi sta attorno, tutti i personaggi che con le loro mosse si intrecciano al mio destino, con le loro risa, i loro pensieri, le loro bestemmie (il mio amico fa sempre 1 coi dadi...è la sua angoscia più grande :) )....ehhhh è davvero meraviglioso giocare :)
La via [...] mi piaceva, ma mi era ancora spiacevole passare per le sue strettoie.
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Messaggioda Cippacometa » 16 mag 2006, 11:41

romendil ha scritto:Dipende 8-O nel senso che:
- se gioco di ruolo l'immaginazione sposta veramente il gioco in un altro spazio e tempo;
- se gioco ad un gioco da tavolo la componente ambientazione può spostare l'azione all'interno di un tabellone per farti viaggiare con la mente;
- giocando ad un boardgame in stile tedesco, molto spesso l'impegno maggiore è nel fare calcoli e nel definire priorità rispetto agli altri giocatori per cui si resta tutti lì con la mente e col corpo


Quoto Romendil al 100% ! :grin:
Penso che abbia sintetizzato benissimo le varie situazioni ludiche in cui ci si può trovare e le relative reazioni mentali.
Ed è proprio per questo che diversi giochi "stile tedesco" proprio non mi piacciono (Portorico in primis)! Avranno pure dei meccanismi raffinati e complessi, ma sono freddi, non divertenti, l'ambientazione (che quando c'è è pure squallidina) è solo un pretesto, e soprattutto non sono emotivamente coinvolgenti.
Dubitare di tutto o credere a tutto, sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano entrambe dal riflettere. (H. Poincaré)
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Messaggioda magobaol77 » 16 mag 2006, 11:50

Mah, ciò che dici è estremamente soggettivo. La cosiddetta ambiantazione è un'invenzione degli ultimi 150 anni. Da sempre i giochi di tavoliere sono stati decisamente astratti e quello che regge il gioco è il meccanismo. Ora, io amo i giochi di ambientazione, e un'ambientazione aderente aggiunge un tocco di eleganza ad un gioco, ma dire che un gioco senza ambientazione sia freddo e poco coinvolgente vuol dire cancellare con un colpo di spugna tutta la storia del tavoliere universale.
Posso essere coinvolto dalla bellezza di una strategia o di un ragionamento o dalla precisione tattica di un piazzamento anche in un gioco atratto come il Go. Io amo entrambe le cose (ambientazione e meccanismo) ma sono decisamente coinvolto e preso dalla bellezza di come regole matematiche riescano a ricreare un ecosistema funzionante. Una bella partita, anche ad un gioco molto più astratto di Puerto Rico, come ad es. Torres, serrata, combattuta punto su punto, mossa geniale su mossa geniale, può essere decisamente coinvolgente ed appassionante. (e non parlo solo di calcolo ma anche di pianificaziona strategica). Poi se uno non ama riflettere troppo e odia il ragionamento logico che giochi pure ad un GDR o di recitazione.
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Messaggioda Cippacometa » 16 mag 2006, 12:16

magobaol77 ha scritto:Mah, ciò che dici è estremamente soggettivo. La cosiddetta ambiantazione è un'invenzione degli ultimi 150 anni.

Certo che è soggettivo! Ho detto "non mi piacciono", mica ho detto che sono brutti in assoluto.
In compenso, giochi astratti come gli Scacchi mi piacciono assai. Invece, giochi "matematici" a regolamento ciclico concatenato multi-interattivo non consequenziale (tipo PR) proprio mi rattristano.

Comunque, il topic è "in quale spazio si muove la nostra mente ed il nostro corpo durante il gioco? Quanto uno sforzo d' immaginazione modifica anche lo spazio fisico in cui ci si muove?". Non se un gioco "matematico" è meglio o peggio di uno "d'ambientazione".

Io volevo semplicemente dire - riprendendo lo schema di Romendil - che giocare ad un boardgame "stile tedesco" difficilmente mi fa "muovere la mente ed il corpo"; tutto qui.
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Messaggioda Necros » 16 mag 2006, 20:15

genluvi ha scritto:Amo giocare perchè credo che il gioco assomigli alla vita...ha una durata, ha la fortuna dove una buona strategia può giovare...può rappresentare la guerra, il mercato...tante cose. Devo essere sincera, più che l'ambientazione mi attirano i meccanismi del gioco in se e quindi la mia mente di perde nelle possibili varianti a cui posso dare vita...strade diverse, destini diversi....come nella vita.
E poi quello che amo di più è la compagnia che mi sta attorno, tutti i personaggi che con le loro mosse si intrecciano al mio destino, con le loro risa, i loro pensieri, le loro bestemmie (il mio amico fa sempre 1 coi dadi...è la sua angoscia più grande :) )....ehhhh è davvero meraviglioso giocare :)

in fono il fine ultimo dei giochi da tavole è stare in buona compagnia e ciò comporta anche il divertimento.
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