Lucca C&G 2011: offerte?

Sulla famosa manifestazione di giochi e fumetti. About the famous event related to comics and games

Messaggioda Khronos » 9 nov 2011, 23:53

nakedape ha scritto:Sapete che possono esistere clausole vincolanti riguardo ai prezzi volute dai distributori?

Che io sappia i vincoli vengono dati dai produttori e non dai distributori...ma forse ne sai + di me....
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Messaggioda nakedape » 9 nov 2011, 23:56

Khronos ha scritto:
nakedape ha scritto:Sapete che possono esistere clausole vincolanti riguardo ai prezzi volute dai distributori?

Che io sappia i vincoli vengono dati dai produttori e non dai distributori...ma forse ne sai + di me....


Forse non mi sono espresso bene. Ci sono accordi produttore/distributore dove il produttore si impegna a non vendere sotto un certo prezzo (o a non vendere affatto), proprio per non intralciare il lavoro del distributore.
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Messaggioda Crow » 10 nov 2011, 11:16

Khronos ha scritto:Di solito la penso diversamente da Crow basta vedere le scaramucce che abbiamo avuto su un altro thread ma questa volta gli devo dare ragione, come politica gestionale ed imprenditoriale il suo discorso non fa una piega, per quanto riguarda i prezzi, o si tratta di e-commerce o negozio fisico,ognuno aggiunge il proprio ricarico ma fortunatamente ce ne sono tanti sui quali valutare opportuni acquisti.........
P.S
Crow mi hai fatto una makumba...carcassonne big box non l'ho ricevuto causa problemi con fornitori....comincio a temerti... :grin:


AHhaha. No, giuro, non è colpa mia. Ma questo è uno dei disservizi potenziali degli ordini all'estero. Se avevi ordinato da me il megapack a quest'ora avevi tutto e a soli 4-5€ di più :)
Così impari gne gne gne :roll:

mikelezz ha scritto:Purtroppo, o per fortuna, il commercio non è stato inventato qualche annetto fa e non si conoscono ancora i modi per accalappiarsi le vendite.
Il metodo utilizzato da Frost mi pone ben più di un dubbio sulla sua efficacia, ad esempio.

Nella teoria economica esiste l'assioma per cui una vendita mancata è una vendita persa: un mancato guadagno (ovvero, di fatto, un costo!), percui tenere i prezzi alti è solamente controproducente.

L'unica eccezione a questa regola è quando si parla di brand, ovvero l'esclusività del marchio, dove è vero anzi il contrario, ovvero non si devono mai fare sconti perché il valore delle merce è determinato proprio dalla loro scarsità sul mercato (e direi non è il nostro caso).

Cioè, sì, la copia di Ristorante Italia che non ti è stata venduta a 40,00 euro è una perdita per l'azienda, lo è nell'immediato, e lo sarà nel futuro in quanto porterà a mancati guadagni dovuti alla mancata diffusione del brand e del gioco. A meno che Frost non possieda una imponente rete commerciale e di marketing per cui riesca a spingere e martellare sul gioco anche senza il tuo e vostro aiuto (e, ancora, che io sappia non è questo il caso).


Mi sa che questi fondamenti economici ti mancano infatti.
Mai sentito parlare di elasticità e anelasticità della domanda rispetto al prezzo?
Non è assolutamente vero, in economia, che una riduzione del prezzo sposti significativamente la domanda di beni. E non sono io a dirlo ma le curve walrasiane.

Il metodo utilizzato da Frost è forse il più corretto e fedele alla teoria economica che esista. Lui è un produttore e distributore, non un dettaglista. Lo sconto, la promozione, l'incentivo è generato dalla rete commerciale non dal capocatena della produzione.

Lui non deve fagocitare, con politiche di prezzo aggressive, i 'suoi' punti vendita perché verosimilmente saranno loro a capillarizzare le vendite sul territorio. A fronte di un incremento delle vendite 'allo stand' (dubbio a mio avviso perché se un gioco ti piace non sono le 10€ a spostare la scelta) si ritroverebbe con venditori in seria difficoltà a piazzare i suoi prodotti con conseguenti rotture di stock, riduzioni distributive e innescherebbe una gara tra esercenti al ribasso, svalutando i prodotti.

Non a caso i prodotti Red Glove sono tra i pochi in Italia che trovi allo stesso prezzo (salvo 1-2€ di differenza) praticamente ovunque, online e offline. Ed è così che dovrebbe essere per tutti gli altri. Ho avuto i miei dissensi con Frost su alcune considerazioni passate, ma da negoziante non posso esimermi dal dire che il suo modello di costruzione di valore, al momento, è uno dei migliori sul mercato italiano. Tutto il resto sono chiacchiere da bar, di cui siamo tutti molto esperti.
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Messaggioda Rayden » 10 nov 2011, 12:17

Crow ha scritto:Lui non deve fagocitare, con politiche di prezzo aggressive, i 'suoi' punti vendita perché verosimilmente saranno loro a capillarizzare le vendite sul territorio. A fronte di un incremento delle vendite 'allo stand' (dubbio a mio avviso perché se un gioco ti piace non sono le 10€ a spostare la scelta) si ritroverebbe con venditori in seria difficoltà a piazzare i suoi prodotti con conseguenti rotture di stock, riduzioni distributive e innescherebbe una gara tra esercenti al ribasso, svalutando i prodotti.

Però scusami, da ignorante in materia c'è un punto che non capisco. A parte il fatto che 10 euro spostano eccome (spostano tra l'acquisto e il non acquisto: se so che posso prenderlo quando voglio allo stesso prezzo al negozio sotto casa, non lo compro in fiera. E poi spesso finisce che non lo compro neanche al negozio sotto casa, perché quando torno m'è passata la scimmia); ma quello che mi chiedo è: in una fiera ci sono così tanti clienti da rischiare di fagocitare l'intero pool di negozi fisici italiani se si applicasse uno sconto? Perché se non è così, il tuo discorso in quote ha poco senso.
Cioè, mi sembra strano che applicare un piccolo sconto in quelle rarissime occasioni in cui si ha la possibilità di acquistare direttamente dal produttore, distrugga tutta la filiera. Tutti noi siamo abituati che, anche se un prodotto costa un tot, se vado all'outlet della fabbrica che lo produce lo pago meno. Non mi aspetto di pagarlo uguale: se lo trovo allo stesso prezzo ci rimango male. Checché ne dicano le teorie economiche, è questa la "normalità" a cui noi casalinghi di Voghera siamo abituati. Perché allora il mercato dei giochi funziona diversamente?
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Messaggioda crotalo » 10 nov 2011, 12:47

Rayden ha scritto:
Crow ha scritto:Lui non deve fagocitare, con politiche di prezzo aggressive, i 'suoi' punti vendita perché verosimilmente saranno loro a capillarizzare le vendite sul territorio. A fronte di un incremento delle vendite 'allo stand' (dubbio a mio avviso perché se un gioco ti piace non sono le 10€ a spostare la scelta) si ritroverebbe con venditori in seria difficoltà a piazzare i suoi prodotti con conseguenti rotture di stock, riduzioni distributive e innescherebbe una gara tra esercenti al ribasso, svalutando i prodotti.

Tutti noi siamo abituati che, anche se un prodotto costa un tot, se vado all'outlet della fabbrica che lo produce lo pago meno.


ma ci trovi il capo vecchio e non quello ultimo modello di solito ... sfortunatamente nei giochi il concetto del vecchio che costa meno non esiste :( (anzi .... carcasse con al scusa dei dieci anni ha fatto la nuova scatola che è meno pratica meno bella senza fiumi ma con espansione fiera e che costa di più di quanto pagai la mia)
ciao
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Messaggioda nakedape » 10 nov 2011, 13:10

Rayden ha scritto: A parte il fatto che 10 euro spostano eccome (spostano tra l'acquisto e il non acquisto: se so che posso prenderlo quando voglio allo stesso prezzo al negozio sotto casa, non lo compro in fiera.


Sì, però stai supponendo che il mercato sia fatto tutto da gente uguale a Rayden...non tutti si muovono/pensano come te.

Rayden ha scritto:E poi spesso finisce che non lo compro neanche al negozio sotto casa, perché quando torno m'è passata la scimmia); ma quello che mi chiedo è: in una fiera ci sono così tanti clienti da rischiare di fagocitare l'intero pool di negozi fisici italiani se si applicasse uno sconto?


Anche una sola vendita in meno ad un negozio di distribuzione capillare è una perdita per Frost.

Rayden ha scritto:Non mi aspetto di pagarlo uguale: se lo trovo allo stesso prezzo ci rimango male. Checché ne dicano le teorie economiche, è questa la "normalità" a cui noi casalinghi di Voghera siamo abituati. Perché allora il mercato dei giochi funziona diversamente?


Veramente io lavoro in una grossa azienda automobilistica del lusso. Fino al 2000 vendevamo sia le auto che i pezzi di ricambio qui, ma allo stesso prezzo che fuori. Ora proprio non vendiamo affatto ai clienti.
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Messaggioda Frost82 » 10 nov 2011, 13:12

E comunque Rayden Red Glove, tra convention, fiere e quant'altro, quest'anno ha fatto circa 14 eventi.

Quindi non è così difficile beccare Red Glove in fiera o parlare con l'editore.

Se comunque, come giocatore, sei tornato a casa e ti è passata la scimmia, non sei un cliente interessante per Red Glove perché, evidentemente, compri sull'impulso del momento.

Le vendite fatte "sull'impulso" sono vendite false: sul breve termine possono sicuramente dare e creare introiti, ma sul lungo termine crea una "falsa" clientela e una "falsa" statistica: dei 1000 giochi venduti dalla ditta X, quanti sono stati fatti su impulso e quanti no?

Come potrà la ditta X calcolare la sua prossima produzione? Se arriva il momento di crisi e l'impulso si spegne, quante copie riesce ancora a vendere?

Invece una ditta che non si basa sulle vendite di impulso sa benissimo quanto vendono i loro giochi, lo sa alla lunga e lo sa alla breve. :)

Sicuramente Red Glove non sarà mai una ditta in grado di vendere 200-300 copie di un gioco a Lucca perché senza sconti o altro non favorisce la vendita di impulso. Però posso garantirvi che siamo la ditta con la media vendita più elevata del mercato (anche oltre Giochi Uniti credo). Non abbiamo giochi che spiccano il volo mentre altri ci rimangono bloccati in giacenza: tutto il nostro materiale si vende, qualcuno più velocemente, qualcuno più lentamente, ma i fatidici "flop" da 20 bancali fermi in magazzino, noi non li abbiamo.

Un motivo ci sarà :) E questa politica verrà portata avanti anche nel futuro: addirittura cambieremo il nostro shop online in qualcosa di diverso nel giro di pochi mesi. Comprare direttamente da Red Glove sarà praticamente impossibile perché veicoleremo le vendite sui nostri negozi locali.
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Messaggioda Crow » 10 nov 2011, 13:34

Rayden ha scritto:
Crow ha scritto:Lui non deve fagocitare, con politiche di prezzo aggressive, i 'suoi' punti vendita perché verosimilmente saranno loro a capillarizzare le vendite sul territorio. A fronte di un incremento delle vendite 'allo stand' (dubbio a mio avviso perché se un gioco ti piace non sono le 10€ a spostare la scelta) si ritroverebbe con venditori in seria difficoltà a piazzare i suoi prodotti con conseguenti rotture di stock, riduzioni distributive e innescherebbe una gara tra esercenti al ribasso, svalutando i prodotti.

Però scusami, da ignorante in materia c'è un punto che non capisco. A parte il fatto che 10 euro spostano eccome (spostano tra l'acquisto e il non acquisto: se so che posso prenderlo quando voglio allo stesso prezzo al negozio sotto casa, non lo compro in fiera. E poi spesso finisce che non lo compro neanche al negozio sotto casa, perché quando torno m'è passata la scimmia); ma quello che mi chiedo è: in una fiera ci sono così tanti clienti da rischiare di fagocitare l'intero pool di negozi fisici italiani se si applicasse uno sconto? Perché se non è così, il tuo discorso in quote ha poco senso.
Cioè, mi sembra strano che applicare un piccolo sconto in quelle rarissime occasioni in cui si ha la possibilità di acquistare direttamente dal produttore, distrugga tutta la filiera. Tutti noi siamo abituati che, anche se un prodotto costa un tot, se vado all'outlet della fabbrica che lo produce lo pago meno. Non mi aspetto di pagarlo uguale: se lo trovo allo stesso prezzo ci rimango male. Checché ne dicano le teorie economiche, è questa la "normalità" a cui noi casalinghi di Voghera siamo abituati. Perché allora il mercato dei giochi funziona diversamente?


All'outlet trovi, nel 90% dei casi, prodotti che non hanno superato i controlli di qualità per essere ammessi alla rete di vendita, da una cucitura sbagliata ad un'etichetta attaccata male ad un filo tirato. Per questo dicevo: ben vengano i cestoni di refusi di magazzino, scorte danneggiate o prodotti non al 100% da un punto di vista qualitativo.

Senza contare che la fiera non è un outlet, ma un salone in cui si presentano le novità, si incontrano gli autori e SI PROVANO I GIOCHI. Ma quando mai vi capita di poter provare delle novità in esclusiva, con l'autore accanto a spiegarvele? O il distributore che vi dà delucidazioni? Lo sconto è già lì: provi il gioco e non lo compri a scatola chiusa e se hai dubbi o chiarimenti... Poi non contiamo i preorder o i gadget promozionali o le copie a tiratura limitata da fiera (vedi Sakè & Samurai). Insomma in fiera ci sono tantissimi vantaggi che non attengono all'aspetto prezzo ma che sono di valore aggiunto per gli appassionati.

Ma tu al salone dell'auto o al motor show ti aspetti che l'ultima ferrari o l'ultima mercedes o anche l'ultima fiat la vendano a sconto? O te la facciano vedere, provare e toccare rimandandoti poi al tuo concessionario per l'acquisto?

La fiera NON è un outlet. La fiera è un momento di incontro e acquisizione di conoscenze.

10 € di sconto su 50€ sono il 20% di sconto. Lo sai quant'è il margine di un negoziante su una scatola? Se il produttore si mette a far concorrenza ai molteplici eventi cui partecipa in un settore che è prevalentemente di nicchia, i negozi specializzati in questa nicchia fanno prima a chiudere. Tanto più se la concorrenza arriva sulle novità, che permettono ai negozianti di riassortire le proprie vetrine e lanciare i nuovi prodotti.

Poi però il cittadino di Voghera che non può o vuole permettersi di andare in giro per fiere dove compra i giochi?

Io capisco che per il cliente ci sia sempre il bisogno di spendere meno, ma penso anche che sarebbe sufficiente selezionare un po' di più i prodotti invece di acquistare tutto ciò che viene promosso come offerta. Ho clienti ed amici che acquistano 100€ di promozioni che lasciano a marcire sulle mensole e poi si scandalizzano se alcuni classici o riedizioni costano 40-50€.

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Messaggioda Rayden » 10 nov 2011, 14:31

Frost82 ha scritto:Se comunque, come giocatore, sei tornato a casa e ti è passata la scimmia, non sei un cliente interessante per Red Glove perché, evidentemente, compri sull'impulso del momento.

Le vendite fatte "sull'impulso" sono vendite false: sul breve termine possono sicuramente dare e creare introiti, ma sul lungo termine crea una "falsa" clientela e una "falsa" statistica: dei 1000 giochi venduti dalla ditta X, quanti sono stati fatti su impulso e quanti no?

Ok. Però non hai risposto in riferimento al mio post precedente, in cui ti ponevo la domanda. Cioè, sarò pure un compratore "d'impulso", ma se l'avessi preso in sconto poi l'avrei riportato a casa e l'avrei fatto provare ai miei amici e agli avventori delle serate ludiche organizzate in negozio, dei quali magari 2 o 3 l'avrebbero comprato a prezzo pieno ordinandolo nel negozio sotto casa (visto che il gioco vale e piace). Risultato: con sconto, 1 gioco venduto in fiera + 2/3 al negozio; senza sconto, a Pescara quasi nessuno conosce il gioco.

Ripeto la mia domanda: non è più utile incentivare all'acquisto i "giocatori esperti" (tipica fauna delle fiere) di quanto non si danneggi la filiera con le scatole vendute in sconto?
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Messaggioda mikelezz » 10 nov 2011, 15:29

Ultima modifica di mikelezz il 11 ott 2012, 1:01, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Crow » 10 nov 2011, 16:11

Rigidità? Ti sto dicendo che il prezzo lo fa il mercato, come sempre, da sempre e in qualunque settore merceologico. Sei tu rigido nel continuare a dire, imperterrito, che in fiera si DEVONO fare gli sconti, visto che ti è stato ampiamente spiegato perché non sposta i volumi di vendita. La formazione del prezzo è altamente flessibile. Ostinarsi a chiedere uno sconto quando è economicamente controproducente è estremamente rigido :)

Rayden ha scritto:Ok. Però non hai risposto in riferimento al mio post precedente, in cui ti ponevo la domanda. Cioè, sarò pure un compratore "d'impulso", ma se l'avessi preso in sconto poi l'avrei riportato a casa e l'avrei fatto provare ai miei amici e agli avventori delle serate ludiche organizzate in negozio, dei quali magari 2 o 3 l'avrebbero comprato a prezzo pieno ordinandolo nel negozio sotto casa (visto che il gioco vale e piace). Risultato: con sconto, 1 gioco venduto in fiera + 2/3 al negozio; senza sconto, a Pescara quasi nessuno conosce il gioco.

Ripeto la mia domanda: non è più utile incentivare all'acquisto i "giocatori esperti" (tipica fauna delle fiere) di quanto non si danneggi la filiera con le scatole vendute in sconto?


Quello di cui parli si chiama promozione.
La promozione di un prodotto (per farlo conoscere) si fa in moltissimi modi. Attraverso l'invio di campioni dimostrativi per gli esercenti più grandi, il supporto alle associazioni ludiche del territorio, l'invio di materiale pubblicitario etc. Strumenti che hanno un costo e una performance di attrazione della clientela molto più certa che svendere il prodotto a sconosciuti. Il prezzo non è uno strumento di pubblicizzazione del prodotto, ma è parte del prodotto stesso. E' la rappresentazione del suo valore economico. Che tu vada a casa e giochi con Ristorante Italia significa solo che molti dei tuoi amici lo giocheranno da te e con te, non che avrà una diffusione di massa sul tuo territorio. Tanto meno se costretti a pagarlo 10€ di più del loro amico.

Quello che non volete capire, secondo me, è che un prodotto con cui giocate è il risultato di una catena di produzione alla quale intervengono molteplici soggetti che fanno questo di mestiere. E ogni mestiere deve essere retribuito se se ne auspica la continuità nel tempo e nello spazio.

50€ non sono un prezzo che un editore/produttore fissa A CASO.
In quei 50€ rientrano i costi di materiale, di magazzino, di ingegno dell'autore, di pubblicità, di promozione del marchio, di stampa, di confezionamento, di distribuzione sul territorio.
10€ possono rappresentare la differenza, in termini di equilibrio economico aziendale, tra proseguire nell'attività produttiva o fallire. Gli sconti sono uno strumento, non LO strumento.
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Messaggioda Frost82 » 10 nov 2011, 16:30

Ok. Però non hai risposto in riferimento al mio post precedente, in cui ti ponevo la domanda. Cioè, sarò pure un compratore "d'impulso", ma se l'avessi preso in sconto poi l'avrei riportato a casa e l'avrei fatto provare ai miei amici e agli avventori delle serate ludiche organizzate in negozio, dei quali magari 2 o 3 l'avrebbero comprato a prezzo pieno ordinandolo nel negozio sotto casa (visto che il gioco vale e piace). Risultato: con sconto, 1 gioco venduto in fiera + 2/3 al negozio; senza sconto, a Pescara quasi nessuno conosce il gioco.


La risposta è semplice, perché nell'80% dei casi non funziona così. Funziona in questo modo che ti riporto qui sotto.

- Il giocatore compra di impulso Space Alert a 40 € anziché 55 € in fiera.
- Va a casa e forse lo prova (perché molti acquisti di impulso rimangono addirittura incelofanati e rivenduti poi online nei mercatini).
- Forse gli piace (e già abbiamo perso un 50% delle vendite) e lo fa provare ad altri X ragazzi (forse, ma anche qui è forse il 50% di quelli che hanno passato tutto l'iter che lo fanno provare a gente che non è quella con cui giocano insieme tutte le volte).
- Infine arriva la fatidica domanda "ehi mi piace, ma te quanto l'hai pagato?" e la risposta è sempre perentoria "40 €". Se è proprio bravo gli dice "40 € perché era scontato in fiera".
- A quel punto l'acquirente va dal negoziante e gli dice "O ladro, ma il mio amico l'ha comprato a 40 € quel gioco e tu invece a 55 € me lo vuoi vendere? ladro, vai a quel paese te e il tuo negozietto". Se ne va e dice a tutti "quel negoziante è un ladro!".

Non sto scherzando, è più o meno quello che succede. Ovviamente su alcuni punti, ci sono andato un po' pesante, ma il sistema è questo.

E' servito a far vendere il gioco? Nah. E' servito a far vendere più copie? Nah. E' servito a farne vendere di meno? Probabilmente.

Comunque vedremo: avete entrambi gli esempi di come lavorano le ditte. Red Glove ha questo pattern. Ne esiste un'altra che questo pattern non ce l'ha e fa esattamente il contrario, e la conoscete tutti bene. Solo il futuro lo saprà dire: magari chiuderò io, e avevate tutti ragione, magari chiuderà lei, e qualcun altro avrà ragione :)
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Messaggioda Khronos » 10 nov 2011, 16:39

Crow ha scritto:50€ non sono un prezzo che un editore/produttore fissa A CASO.In quei 50€ rientrano i costi di materiale, di magazzino, di ingegno dell'autore, di pubblicità, di promozione del marchio, di stampa, di confezionamento, di distribuzione sul territorio.

Lo sapevo che prima o poi tornavamo a beccarci :grin:
I costi di materiale? Non scherzare per favore, d'accordo per gli altri motivi esplicitati ma se mi racconti che il GDT costa 50€ anche per i materiali utilizzati mi fai sorridere.....capisco tutto ma non credere che noi gamers certe cose non le notiamo.....
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Messaggioda Frost82 » 10 nov 2011, 16:47

Vediamo Khronos, perché i giochi da tavolo dovrebbero, nella tua coscienza, costare meno? Fai così, visto che sei un esperto di marketing e di produzione, prendi per esempio Ristorante Italia e snocciola il perché non dovrebbe costare 50 €.

Voglio proprio vedere che prezzo ti viene fuori nella tua ipotetica produzione.
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Messaggioda Crow » 10 nov 2011, 16:49

Khronos ha scritto:
Crow ha scritto:50€ non sono un prezzo che un editore/produttore fissa A CASO.In quei 50€ rientrano i costi di materiale, di magazzino, di ingegno dell'autore, di pubblicità, di promozione del marchio, di stampa, di confezionamento, di distribuzione sul territorio.

Lo sapevo che prima o poi tornavamo a beccarci :grin:
I costi di materiale? Non scherzare per favore, d'accordo per gli altri motivi esplicitati ma se mi racconti che il GDT costa 50€ anche per i materiali utilizzati mi fai sorridere.....capisco tutto ma non credere che noi gamers certe cose non le notiamo.....


A parte questo 'noi' e 'voi' non mi fa impazzire.
Io sono un collezionista prima che un venditore. Ho un sacco di titoli e giudico i prodotti esattamente come lo fai tu :)

Comunque sia che c'è di strano? Non è perché non ha le miniature che non costa eh.
Il materiale incide comunque nella formazione del prezzo, fosse anche 2€ a confezione fanno parte dei 50€. Cosa c'è che non ti torna? Pensi che glielo stampino gratis?
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