Martin contro tutti (discussione con LordDrachen :P )

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Re: Martin contro tutti (discussione con LordDrachen :P )

Messaggioda gixx » 22 lug 2013, 23:19

LordDrachen ha scritto:
gixx ha scritto:Perché antieroe?
Perché, come tutti gli antieroi, non è virtuoso, ma fa cose epiche, tipiche degli eroi della fantasy tradizionale! Non capisco perché non dovrebbe essere definito antieroe.

Dipende cosa intendi per virtuoso.
Nella saga è il personaggio più virtuoso in assoluto: più umano e meno crudele della sua stirpe, più nobile e coraggioso degli umani che incontra, avverso al Caos che dovrebbe essere la sua "fazione", quasi un salvatore del mondo.
Il problema di Elric è affrontare scelte morali che un eroe classico non affronta, essere in situazioni che vanno oltre il bianco e il nero.
Viene definito antieroe forse per quello, ma non ci vedo nulla di archetipico.


E io infatti proprio per quello lo ritenevo un antieroe. Poi è ovvio che se mi fai un libro incentrato sulla figura di un antieroe, difficilmente mi metterai un personaggio che caratterialmente sia più "virtuoso" del protagonista, perché quel personaggio rischia, se gli dai troppo spazio, di adombrare la figura del protagonista. Anche Rackhir, ad esempio, è un personaggio virtuoso, ed infatti è una delle altre incarnazioni del Campione Eterno, e guarda caso non viene caratterialmente molto delineato e ricopre a conti fatti, nei momenti in cui fiancheggia Elric, la figura del gregario.

Non mi piace né cinico né disilluso. Al massimo potrei accettare "fatalista".

Elric è fatalista. Visto che il Fato lo condanna al di là delle sue scelte.
In Martin le scelte pesano eccome, anzi è spesso causa-effetto.
Non è un difetto, è una caratteristica. Ma non userei mai fatalista per Martin, anzi proprio il contrario.
Martin dice che le tue scelte pesano, e la filosofia alle spalle è la legge di Murphy! :lol:


Mi sono sbagliato, in effetti con fatalista intendevo maggiormente che non ha pietà per nessun personaggio, virtuoso o vizioso che sia, ma fatalista effettivamente ha tutto un altro significato. Non è però neanche cinico o disilluso, perché entrambi a mio avviso prevedono un autore che giudichi personalmente sulle vicende, cosa che Martin non fa. Martin lascia che tutto sia in balia degli eventi, come potrebbe essere un mondo reale.

Non solo quelli che hanno mezza disciplina morale muoiono... ;)

era un esempio, quello che voglio dire è che Martin non da alcuna importanza significativa ai valori dei personaggi per tracciare la trama.

Questo forse è il motivo per cui lo apprezzo moltissimo. E' l'unico scrittore fantasy che ha il coraggio di descriverti una realtà verosimile, e non una finzione zuccherosa in cui, se sei una persona con dei valori, in un modo o nell'altro, da vivo o da morto, "vinci".

Le scelte che i personaggi compiono sono la vera molla della trama,
se poi questi personaggi sono buoni o cattivi poco importa.

E' una cosa splendida. Mi sovvengono almeno un paio di esempi in cui dei personaggi, facendo queste cose mi hanno sorpreso e ho iniziato ad amarli molto di più. E grazie a dio Martin non si è sentito in dovere, in seguito a queste azioni, di premiare o punire con una specie di karma fittizio, tipico del fantasy tradizionale, quei personaggi.

Senza contare che Martin mia ha sempre dato l'idea che ci fosse un sottinteso: "se sei buono è per una forma di egoismo psicologico".
Quasi a dire: il nobile Eddard Stark aveva un senso del dovere estremo quasi legato ad una forma narcisistica.
Martin appunto spiazza il lettore: ti dice che i valori non contano una cippa.
E che Martin sia un nichilista o un cinico non lo dico io ma i suoi stessi fans.

Non condivido quello che dici su Ned Stark. Stai continuando a suggerire che Martin abbia quasi l'intenzione di trasmetterti dei messaggi quando, in realtà, come ti ho detto, sono molto più convinto che non abbia quall'obiettivo e che anzi ti lasci, da lettore, quale messaggio vuoi trovare nei suoi romanzi.
Martin continuo a ritenerlo più verosimile che cinico: si limita a dire che se sei buono non verrai necessariamente premiato, mentre se sei cattivo non sarai necessariamente punito. E' la realtà che funziona così! Niente effetto karma, come dicevo sopra, e meno male! ...E se alcuni dei suoi fan lo ritengono cinico, sbagliano, e affari loro!

Non era fantasy

Lo dicono anche di Martin che non è fantasy.
Dicono sia un romanzo storico ambientato in un altro mondo.
Quindi non starei a sottilizzare.

Se lo dicono, sbagliano.
Era partito con l'idea di fare una trasposizione fantasy della Guerra delle due rose (anche i nomi delle due casate importanti ricordano quelli delle due famiglie: Stark = York, Lannister = Lancaster), poi ha deciso che era più divertente cambiare la storia come preferiva, e così ha fatto, introducendo anche più elementi fantastici (e alcuni, secondo me, era meglio se li lasciava fuori).

non erano così tanti, non erano così intrecciati e non erano tutti così profondi:

hai letto tutta la saga dei 6 libri? Perché non si può sentire una critica
del genere.

Certo che li ho letti, e se mi dici che i personaggi di Herbert dei libri più avanti sono psicologicamente delineati come quelli di Martin, allora sono io a credere che tu non abbia letto tutto Martin...
Come puoi dirmi che uno qualsiasi dei personaggi come uno dei molti Duncan Idaho, Moneo, Hwi Noree, Siona, Miles Teg, Darwi Odrade o Lucilla è psicologicamente ben delineato come quelli di Martin?

gli Harkonnen sono tutti sadici e malvagi, ma perché lo sono? L'Imperatore trama ed è un infame approfittatore, ma perché lo è?

Intanto non capisco la domanda. Dove sta scritto che se siamo in un modo dobbiamo avere un perchè? Mi sembra la teoria che se uno è str**zo è sempre colpa della società o dei genitori! :lol:
Cmq detto questo, se avessi letto i libri sapresti la storia del casato Harkonnen e del casato Corrino e del perché agiscono in quel modo.

Ti dice il perché quelle società funzionano in linea di massima in quel modo, ma non perché quei singoli personaggi sono così.

Non credo ci sia assenza di messaggio, ma anzi la possibilità di sceglierti il tuo mesaggio in modo più critico.

Anche Fabio Volo lo dice dei suoi "libri".
No grazie, prova un'altra spiegazione.
Io non ho nessuna voglia di vedere altri emuli di Martin. Lui mi basta.
E' perfetto da solo. Come lo sarebbe stato Tolkien. Ma con Martin è anche peggio, io ho bisogno di vedere punti di vista diversi in un romanzo, non un'allegoria, ma almeno sentire un'opinione.
Ed a questo punto bisogna aspettare il finale della saga, sperando che non cada nel pessimismo cosmico alla Lovecraft ^^

Io invece credo che l'aspettarsi necessariamente un messaggio da un romanzo sia un retaggio vetusto che molti si portano dietro da molto tempo: i personaggi cattivi devono essere puniti per i loro peccati e premiati per le loro virtù, e almeno nei romanzi deve andare così, visto che la vita non va in questo modo. No, c'è già la religione per quello.
A maggior ragione non voglio un autore che mi dica che questo personaggio ha fatto bene a fare quello che ha fatto e l'altro ha fatto male a fare quell'altra cosa. Penso di essere abbastanza maturo dal poter distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato, anche se le conseguenze delle due azioni non sono quelle che speravo. Se voglio documentarmi su cosa è giusto e cosa è sbagliato, mi leggo un bel libro di filosofia o di etica.
Non ho voglia di provare altre spiegazioni, io la vedo così, tu mi pare no, bene, il mondo è bello perché è vario! ;)
Per quanto riguarda scrittori che si ispirino a Martin, io invece spero di vedere tanti!
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 9:26

Agzaroth ha scritto:Credo che il punto focale sia questo:
ciascuno di voi cita giustamente qualche autore che fa qualcosa (caratterizzazione, psicologia, narrazione, trama, ecc) tanto bene quanto Martin.
il punto è che Martin fa bene tutte queste cose assieme.


No il punto focale è l'opposto. Ma proprio l'esatto opposto :D. Non è che Dickens fa la caratterizzazione psicologica "tanto bene quanto Martin" la fa circa diecimila volte meglio, più stabile più immediata, più fruibile. Ma scherziamo? Dai...

Martin fa un sacco di cose "benino" (alcune decisamente le fa male) e l'unico pregio che ha è appunto quello di metterle tutte insieme. Se di un pregio si tratta...
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 9:55

@ gixx: anche a te dico che non riesco a seguirti. Non vorrei, al solito, apparire polemico ma non mi puoi dire che è vetusto aspettarsi un messaggio da un romanzo e poi apprezzare Elrik che i messaggi praticamente te li telegrafa :D

Detto questo per me uno dei pilastri del fantasy sta proprio nella divisione quasi manichea tra bene e male. Si può, come Martin, scegliere di ignorarla ma alla fine si finisce sempre nello storico. Per quel che mi riguarda allora scelgo lo storico o l'horror direttamente. Non ho bisogno di spade e draghi. Opinone mia personale.
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Re: Martin contro tutti (discussione con LordDrachen :P )

Messaggioda LordDrachen » 23 lug 2013, 10:09

rispondo a gixx:
1- Assodato il punto dell'antieroe. Ci siamo capiti.
2- Per cinico/nichilista intendo proprio che non ha un messaggio o che
il messaggio non influenza la trama. Non giudica affatto. Ma il cinismo traspare.
Se giudicasse davvero non sarebbe cinico. Perché avrebbe una posizione, un metro valoriale che traspare dal testo.
(l'opposto di Tolkien che diventa "quasi" allegorico, non ancora, ma quasi, sebbene gli stesse sulle bolas ammetterlo.... )
3- E' difficile per un lettore trovare un messaggio. Trovi miliardi di tematiche (politiche, sociologiche, psicologiche, religiose, fin antropologiche) e ogni lettore si fa un'opinione diversa di situazioni e personaggi. E' davvero un mondo "vivo" come quello di Tolkien, ma più verosomigliante (quello di Tolkien è idealistico invece).
Però traspare una disillusione di fondo, pesante e leggermente bastarda.
E su Ned, mi pare, attraverso i punti di vista "altri" traspare piuttosto bene la disillusione di Martin.
Sembra che gli Stark siano creati ad hoc per svolgere quel compito di disillusione. Ma non lo chiamerei messaggio, ma piuttosto il trademark di Martin.

Sono cmq decise supposizioni, fino a che non leggeremo il finale non
si possono trarre conclusioni in tal senso.

Certo che li ho letti, e se mi dici che i personaggi di Herbert dei libri più avanti sono psicologicamente delineati come quelli di Martin, allora sono io a credere che tu non abbia letto tutto Martin...

Punti di vista. Sinceramente non bastano i capitoletti dedicati per dirmi
che un personaggio è più delineato a prescindere....
Ti dice il perché quelle società funzionano in linea di massima in quel modo, ma non perché quei singoli personaggi sono così.

A parte che non necessariamente è sempre importante ai fini del romanzo, la psicologia del barone è assolutamente delineata e comprensibile. Per dire.
Io invece credo che l'aspettarsi necessariamente un messaggio da un romanzo sia un retaggio vetusto che molti si portano dietro da molto tempo: i personaggi cattivi devono essere puniti per i loro peccati e premiati per le loro virtù,

No, momento, quello non è mica l'unico messaggio possibile.
In Io Sono Leggenda di Matheson c'è un chiaro messaggio e non è quello.
Cioè il romanzo mi deve far pensare.
Non necessariamente questo inficia la verosomiglianza. Dipende.
Penso di essere abbastanza maturo dal poter distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato

In realtà il bello è che un autore ti faccia pensare su cosa è giusto e cosa è sbagliato, che ti faccia mettere in discussione le tue idee.
La Le Guin, Heinlein, Asimov ... sono grandissimi scrittori proprio per quel motivo.
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Messaggioda Agzaroth » 23 lug 2013, 10:42

Cyrano ha scritto:
Agzaroth ha scritto:Credo che il punto focale sia questo:
ciascuno di voi cita giustamente qualche autore che fa qualcosa (caratterizzazione, psicologia, narrazione, trama, ecc) tanto bene quanto Martin.
il punto è che Martin fa bene tutte queste cose assieme.


No il punto focale è l'opposto. Ma proprio l'esatto opposto :D. Non è che Dickens fa la caratterizzazione psicologica "tanto bene quanto Martin" la fa circa diecimila volte meglio, più stabile più immediata, più fruibile. Ma scherziamo? Dai...

Martin fa un sacco di cose "benino" (alcune decisamente le fa male) e l'unico pregio che ha è appunto quello di metterle tutte insieme. Se di un pregio si tratta...

sicuramente per Dickens.
ma io cerco sempre di contestualizzare uno scrittore nel suo genere. In questo caso parlavo di scrittori fantasy.
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 10:49

Le riflessioni sono giustissime ma il punto che resta in sospeso è il quantificare...

Tokien è allegorico come può essere allegorica una Lagerlof. Ovvero abbiamo un'allegoria talmente sovraimpressa da parlar di nobel per la letteratura.

Il cinismo di Martin invece non è il cinismo di Yourcenar ma un qualcosa di lievemente più slavato, quasi "da ombrellone" (nel senso più buono possibile). Da premio nebula per l'appunto.

E' questo che mi lascia perplesso: state dando semplicemente a Martin più valore letterario di quel che in realtà ha. Magari come autore crescerà ancora ma per il momento non siamo ai livelli che gli attribuite. Rimane un ottimo scrittore.
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 10:54

Agzaroth ha scritto:
Cyrano ha scritto:
Agzaroth ha scritto:Credo che il punto focale sia questo:
ciascuno di voi cita giustamente qualche autore che fa qualcosa (caratterizzazione, psicologia, narrazione, trama, ecc) tanto bene quanto Martin.
il punto è che Martin fa bene tutte queste cose assieme.


No il punto focale è l'opposto. Ma proprio l'esatto opposto :D. Non è che Dickens fa la caratterizzazione psicologica "tanto bene quanto Martin" la fa circa diecimila volte meglio, più stabile più immediata, più fruibile. Ma scherziamo? Dai...

Martin fa un sacco di cose "benino" (alcune decisamente le fa male) e l'unico pregio che ha è appunto quello di metterle tutte insieme. Se di un pregio si tratta...

sicuramente per Dickens.
ma io cerco sempre di contestualizzare uno scrittore nel suo genere. In questo caso parlavo di scrittori fantasy.


Beh ma non ci vuol molto lo stesso, mi dispiace. La stessa Rowling/Miss Potter è anni luce avanti pur scrivendo per un pubblico più giovane.

Martin al momento non è ancora ai massimi livelli. Crescerà sicuramente e rimane bravo.
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Messaggioda GhiriGoro » 23 lug 2013, 14:30

Normanno ha scritto:@gixx: hai ragione, ed è per questo che ho premesso di aver letto solo il primo libro (anche se credo che alcuni "protagonisti" siano già fin troppo "descritti" già in quello). Come autori io continuo ad invitare a leggere David Gemmell. Prendete per esempio Stormrider, in cui c'è il "cattivo", il Moidart, che è uno dei personaggi più belli e complessi della letteratura fantasy; e nel contempo c'è Winterbourne, che è il "cattivissimo" e che invece si comporta come i cattivi che trovate nei romanzi di Martin o nei romanzi fantasy più moderni - ma il motivo per cui lo fa non è semplicemente perchè è il "cattivo assetato di potere".


In realtà nei libri di Martin non ci sono cattivi assetati di potere... ci sono assetati di potere, si, ma cattivi non direi proprio...
Forse Ditocorto, per quel suo modo subdolo e spietato di fare le cose... Ma certo, considerando che hai letto solo il primo libro non ti puoi certo riferire a lui.

Cyrano ha scritto:Detto questo per me uno dei pilastri del fantasy sta proprio nella divisione quasi manichea tra bene e male. Si può, come Martin, scegliere di ignorarla ma alla fine si finisce sempre nello storico. Per quel che mi riguarda allora scelgo lo storico o l'horror direttamente. Non ho bisogno di spade e draghi. Opinone mia personale.


Come qualcuno diceva prima di me, probabilmente Martin diventerà un precursore del genere. Il fatto che non ti piaccia l'assenza di divisione tra bene e male è un fatto tuo personale però, certo è un carattere distintivo di Martin.

Se poi un personaggio principale deve essere buono-buono o cattivo-cattivo (o uno stereotipo dell'eroe maledetto, antieroe ecc...) per essere dentro un fantasy abbiamo idee diverse.

Cyrano ha scritto:Beh ma non ci vuol molto lo stesso, mi dispiace. La stessa Rowling/Miss Potter è anni luce avanti pur scrivendo per un pubblico più giovane.

Per quanto abbia apprezzato alcuni romanzi della Rowling (Harry Potter... dal terzo al sesto, il primo ed il secondo, per quanto piacevoli, erano decisamente acerbi, il settimo è terribile - ma un ottimo script per un film), avranno una trama avvincente, ma per quanto riguarda la caratterizzazione e l'intreccio siamo lontani da Martin.
Poi magari sarà anche perché Martin si vede a una distanza di 4000+ pagine e quindi l'intreccio è più complicato eh, non lo nego... Ma anni luce non è verosimile. De gustibus comunque.
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 14:59

Beh il fatto che servano 4000 pagine contro la trentina che usa la Rowling dice tutto sull'abilità dello scrittore nel tratteggiare i personaggi che poi una trama possa piacere più di un'altra ci sta. Io parlavo dello stile di scrittura (l'intreccio è un'altra cosa :) ). Quello di Martin non è eccelso pure a detta di molti suoi fan. I personaggi si evolvono "a scatti", spesso le trame vengono spezzate inutilmente e spessissimo i tempi si dilatano esageratamente per concentrarsi su avvenimenti inutili. Questi "errori" non stravolgono il succo della saga ma certo non sono cose che valorizzano uno scrittore. Al limite possiamo discutere se sono stati inseriti "ad arte" per allungar la storia e far più soldi.

Il genere fantasy nasce dall'analisi delle vecchie saghe e dalla loro interpretazione. Uno dei capisaldi di queste è l'aspetto più o meno marcato del bene e del male. Si può ignorare la cosa (nulla è obbligatorio) ma allora si parla di eccezione e non di regola.

Martin è un'eccezione e benché ve ne siano altre (ora mi viene in mente la Bradley) non capisco che idea del fantasy in generale ti puoi esser fatto solo da esse. Comunque essendoci altri lavori su questo genere (belli o brutti che si considerino) Martin non può di fatto essere il precursore di nulla. Almeno questo va accettato.
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Messaggioda figliodiamilcare » 23 lug 2013, 15:46

Per quanto non sia un profondo conoscitore di Martin azzardo a definirlo un buon narratore nella tradizione dei fascinosi cantastorie.

Il genere scrittore lo lascerei per altri autori. Ho letto che si parla di Dickens...

ciao
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 15:56

Martin invece è e rimane uno scrittore. Faccio parecchia fatica ad immaginarmi un "fascinoso cantastorie" che narra le pare di Cersey :D

Non capisco come mai un autore debba essere per forza idolatrato o crocifisso. Martin è un buono scrittore che dal buon Dickens ha preso parecchi spunti per i suoi personaggi (Tyron in testa). Non è un maestro ne un precursore... Tutto lì.

Di buono (anzi buonissimo) in Martin io ci vedo la volontà di costruire un mondo vivo ed osmotico. Vabbé lui lo fa con i suoi millemila personaggi ma perlomeno non assistiamo al solito "lungo raccontino" che sta caratterizzando il fantasy moderno rendendolo di un monotono assurdo. Con autori come Martin si è tornati a pensare in grande ed a "progettare una saga" e questo va bene.
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Messaggioda figliodiamilcare » 23 lug 2013, 16:24

Beh, se la metti così anche un Fabio Volo qualsisi può sostenere d'essersi ispirato alle opere di Flaubert. Rimane semplicemente inaccettabile, in ogni caso, accostare i due.

Credo sia assolutemente necessario riflettere sul significato delle parole narratore, romanziere e, sopratutto, scrittore.

ciao
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Messaggioda Cyrano » 23 lug 2013, 16:47

No scusa o non hai letto .artin o non hai letto Dickens (la bottega dell'antiquario e Nicola Nickeby nello specifico) visto che quando un personaggio viene ripreso (anche solo come omaggio) direi che bisogna accostarli per forza. Non mi pare che Volo abbia ripreso in maniera così evidente i personaggi di Flaubert.

Per il resto nemmeno il topic hai letto visto che avevo specificato che come scrittura Dickens è su un altro pianeta. Ma questo non cancella il fatto che Martin vi si sia ispirato...

Invece che riflettere sul significato delle parole (tra l'altro avevi usato "cantastorie" che se vogliamo essere puntigliosi non è un "narratore") io direi che è meglio leggere prima tutto il topic e poi, se ti va, pure i libri di cui si parla.

Ciao.
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Messaggioda GhiriGoro » 23 lug 2013, 17:28

Cyrano ha scritto:Beh il fatto che servano 4000 pagine contro la trentina che usa la Rowling dice tutto sull'abilità dello scrittore nel tratteggiare i personaggi che poi una trama possa piacere più di un'altra ci sta.


No, è diverso.
Non gli servono 4000 pagine per caratterizzare un personaggio, ma tutti personaggi vengono caratterizzati in 4000 pagine. Per capire un personaggio che "non cresce", con Martin bastano tre righe. E non per questo non è caratterizzato.
Ma non parla di tutti i personaggi in tutte e 4000 le pagine.
La Rowing caratterizza 8-10 personaggi in 7 libri. E, diciamocelo, non è che sono lontani da alcuni stereotipi dei romanzi che trattano liceali.

Detto questo, non darei mai un nobel per la letteratura a Martin eh.

Io parlavo dello stile di scrittura (l'intreccio è un'altra cosa :) ). Quello di Martin non è eccelso pure a detta di molti suoi fan. I personaggi si evolvono "a scatti", spesso le trame vengono spezzate inutilmente e spessissimo i tempi si dilatano esageratamente per concentrarsi su avvenimenti inutili. Questi "errori" non stravolgono il succo della saga ma certo non sono cose che valorizzano uno scrittore. Al limite possiamo discutere se sono stati inseriti "ad arte" per allungar la storia e far più soldi.


Gli avvenimenti inutili che si leggono nei romanzi di Martin non sono mai inutili. In realtà in ogni capitolo c'è almeno un evento chiave per lo svolgersi della storia.
Poi si può cogliere o meno, ma c'è. Si trovano spesso nelle seconde riletture. La prima volta che l'ho letto avevo la sensazione che col passare delle pagine non succedesse niente. Forse anche per colpa della divisione che ne ha fatto la Mondadori. Leggendolo tutto d'un fiato, se ne gode molto di più rispetto che ad aspettare le uscite dei libri.

Non vedo niente di strano nell'evoluzione "a scatti". Sono gli eventi a formarti. Le decisioni che prendi. Non certo il solo trascorrere delle pagine.

Il genere fantasy nasce dall'analisi delle vecchie saghe e dalla loro interpretazione. Uno dei capisaldi di queste è l'aspetto più o meno marcato del bene e del male. Si può ignorare la cosa (nulla è obbligatorio) ma allora si parla di eccezione e non di regola.

Martin è un'eccezione e benché ve ne siano altre (ora mi viene in mente la Bradley) non capisco che idea del fantasy in generale ti puoi esser fatto solo da esse. Comunque essendoci altri lavori su questo genere (belli o brutti che si considerino) Martin non può di fatto essere il precursore di nulla. Almeno questo va accettato.


Se Martin rimane un caso isolato, sarà un'eccezione.
Se, come invece è probabile, molti trarranno ispirazione da lui, magari facendo anche lavori migliori -non lo escludo-, Martin sarà un precursore del fantasy dove non esiste distinzione tra personaggi buoni e personaggi malvagi. Come fai a dire che mi faccio idee dal fantasy avendo letto solo Martin? Stiamo parlando di altre cose.

Ma attento, perché nelle cronache del ghiaccio e del fuoco, sebbene non ci sia un vero e proprio "bene", c'è sicuramente un male. C'è però non è racchiuso dentro un personaggio.
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Messaggioda figliodiamilcare » 23 lug 2013, 17:30

ciao Cyrano, mi spiace che il mio intervento sia apparso aggressivo. Me ne scuso.

Ho letto tutto il topic e il primo volume della saga di Martin.

Ho ripreso Dickens perchè trovo fuori luogo accostare questo scrittore e la sua opera a quella di Martin (anche solo citandone alcuni personaggi). Ritengo le opere di Martin letteratura di intrattenimento come può esserlo un libro di Smith. Dickens non è letteratura di trama.

Anche io posso buttare giù una storia in cui il protagonista è uno studente che uccide una anziana usuraia ed andare in giro a dire che la mia volontà era quella di ispirarmi a Raskolnikov. Sarei semplicemente un folle vanesio. Il topos, forse (e sottolineo forse), sarebbe lo stesso ma immagino appaia evidente che il paragone risulterebbe grottesco.

ciao e spero che no te la sia presa.
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