Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

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Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 20 mar 2014, 13:45

Salve a tutti ragazzi!

Vi volevo presentare un progetto di gioco da tavolo a cui sto lavorando da diversi anni, e che dopo aver fatto girare tra vari editori, al momento sto cercando di promuovere per poi cercare di finanziarlo con una campagna crowdfunding.

Si chiama Misantropia!

È un gioco di società antisociale, che riprende in maniera satirica e parodistica le giornate-tipo di un lavoratore medio particolarmente sfortunato, che deve cercare di resistere al terribile tran-tran quotidiano per cercare di non sviluppare troppa Misantropia e riuscire ad arrivare alla fine della settimana lavorativa più sano di mente degli altri giocatori.

Chiunque abbia lavorato come dipendente per almeno un periodo della sua vita, è in grado di capire e apprezzare appieno il senso e lo spirito del gioco, e talvolta anche immaginare il funzionamento di alcune regole senza nemmeno leggere il manuale.

Il gioco è diviso in quattro mazzi. I primi tre compongono un’intera giornata, divisa in tre diverse fasce orarie. I giocatori pescano a turno da questi mazzi, che contengono avvenimenti di vario tipo, per lo più negativi. Ogni evento negativo fa perdere “punti pazienza”; se si perdono troppi punti pazienza si accumula odio verso il genere umano, sotto forma di “segnalini Misantropia”; se si accumula troppa Misantropia, si deve pescare dal quarto mazzo, che si chiama “Psicosi e fobie” e rappresenta l’effetto dello stress sottoforma di malattie mentali (realmente esistenti).

In breve: a mano a mano che, vivendo la tua giornata media da lavoratore medio, finirai la pazienza, il tuo odio verso l’umanità aumenterà, e piano piano sbroccherai, sviluppando psicosi e fobie assurde.

Queste fobie hanno una componente di meta-gioco in quanto devono essere interpretate. Per esempio se sviluppi la paura del legno, non devi avere contatti con questo materiale, compreso lo stare seduto su una sedia di legno o il giocare su un tavolo di legno. Ci sono fobie che ti obbligano a giocare in piedi, senza vedere, senza parlare, eccetera eccetera. In questa maniera si creano delle situazioni divertenti e talvolta imbarazzanti, un po’ come i classici giochi da ragazzi tipo il gioco della bottiglia o “dire, fare, baciare”.

La componente strategica è affidata a un tabellone che è graficamente organizzato come se fosse un’agenda giornaliera, e su cui è possibile scrivere con un pennarello. Ogni “casella oraria” modifica gli effetti delle carte con bonus e/o malus, oltre a “costare” un certo numero di punti pazienza.

La partita-tipo è studiata per essere giocata da 3 persone, e dura circa quarantacinque minuti. Tuttavia il gioco è molto flessibile, ed è possibile giocare da un minimo di 2 persone a un massimo imprecisato. È possibile anche allungare o diminuire la durata delle partite, in quanto il gioco è strutturato in “giornate lavorative” che possono essere aggiunte o rimosse a piacimento secondo necessità.

Se la cosa vi incuriosisce e avete voglia di darmi una mano a cercare di realizzarla, per ora potete aiutarmi diventando fan su Facebook, seguendo il blog ufficiale (da cui ho spudoratamente copia-incollato :hihi: ), e ovviamente cercando di parlarne nei vostri gruppi di gioco.

Dato che non è mia intenzione fare una mera e bieca pubblicità, ovviamente se avete domande sparate pure! ^___^

PS: com'è che non avete il :look: in questo forum? Immagine
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Jocularis » 20 mar 2014, 15:31

Ho avuto modo di leggere il gioco tempo fa, probabilmente ora sarà cambiato. Ricordo alla base una ottima ironia!

In bocca al lupo per la tua avventura!!! :grin:
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda DooM » 20 mar 2014, 16:54

Ho letto il sito che hai linkato comprese le varie sezion tipo "Che roba è?".

Secondo me hai ancora molta strada da fare e io dalla semplice descrizione non comprerei mai il gioco. Ci vedo una netta mancanza di sostanza, in quanto pescare prevalentemente carte negative senza possibilità di reagire non la ritengo una meccanica valida; se poi dopo questo devo anche rimanere in piedi perchè ho una sedia di legno o semplicemente non posso parlare per 45', preferisco giocare ad altro. Poi ovviamente magari ho capito male io.

Ho più che altro delle domande precise. Giochi volentieri ai giochi da tavolo? Quali preferisci? Ti sei fatto ispirare da qualche gioco in particolare?
Ultima modifica di DooM il 20 mar 2014, 17:12, modificato 1 volta in totale.
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda DooM » 20 mar 2014, 17:10

Altre domande sul gioco:

- Se la configurazione standard dura 45' in 3 giocatori. Quanto dura la stessa configurazione in 10?

- Strategicamente, cosa cambia se dimezzo la quantità di turni ( o se la raddoppio )?
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 20 mar 2014, 18:01

DooM ha scritto:in quanto pescare prevalentemente carte negative senza possibilità di reagire non la ritengo una meccanica valida;

È la più classica delle critiche al mio gioco, e probabilmente il principale motivo per cui buona parte degli editori - molto legati a meccaniche ferree - l'hanno scartato a prescindere.
Non ho mai cambiato questa cosa perché la ritengo il cuore del mio gioco, e ciò che lo avvicina di più alla simulazione della vita quotidiana: continuamente ci succedono cose fuori dal nostro controllo che ci irritano, ci fanno perdere pazienza, sviluppare l'odio verso gli altri, e talvolta anche ammalare.
Il gioco funziona così, ma c'è anche la mano santa dell'ironia, del sarcasmo e della satira. :)

DooM ha scritto: se poi dopo questo devo anche rimanere in piedi perchè ho una sedia di legno o semplicemente non posso parlare per 45', preferisco giocare ad altro.

Beh, questo ovviamente è un discorso di target. Può darsi che Misantropia non sia il gioco per te.
Quanto alla meccanica di dover subire dei malus fisici... Dovrebbe uscire a giorni VUDU della Red Glove: indovina qual è la sua meccanica principale? ;)


DooM ha scritto:Giochi volentieri ai giochi da tavolo? Quali preferisci? Ti sei fatto ispirare da qualche gioco in particolare?

Sì; incidentalmente, quelli a baso contenuto di casualità xD Predico bene e razzolo male :P ; no, l'ispirazione per Misantropia non viene da nessun gioco da tavolo, ma dalla vita quotidiana.

DooM ha scritto:Se la configurazione standard dura 45' in 3 giocatori. Quanto dura la stessa configurazione in 10?

Parto dicendo che sono valori indicativi perché la durata del gioco viene cambiata da parecchi fattori (Velocità di lettura delle carte, inneschi di combo, minigames interni a volte anche lunghi, ecc...).
Ciò detto, i turni di Misantropia sono considerati "giorni lavorativi", pertanto possono essere aumentati e diminuiti a volontà.
Hai poco tempo per giocare e vuoi farti una partita veloce? Ti fai un paio di giornate invece delle canoniche cinque. Sei in afterhour con gli amici e devi tirare mattina? Giocate in 10 per sette giorni e di sicuro arrivi almeno all'alba!
Per rispondere più precisamente alla tua domanda, per una partita in 10 persone è suggerita un'unica giornata lavorativa (cioè turno) e dura poco più di un'ora.

DooM ha scritto:Strategicamente, cosa cambia se dimezzo la quantità di turni ( o se la raddoppio )?

Strategicamente niente.
Tutta la strategia è affidata a un oculato utilizzo dei Punti Pazienza e delle giuste caselle del tabellone. Facile da capire, difficile da padroneggiare.
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda DooM » 20 mar 2014, 18:08

Capito, grazie per le risposte.
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 20 mar 2014, 18:11

Grazie a te!
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Icarus » 20 mar 2014, 18:17

Mi ricorda molto INFARKT, l'idea mi era piaciuta tanto ma poi ho trovato il gioco un po' piattino...
Mi piacerebbe provare il tuo per vedere se sei riuscito a dare un po' più di sprint ad una tematica cosi contemporanea e (nel gioco) divertente.. :approva:
Le mie ultime partite:
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 20 mar 2014, 18:21

Misantropia è mooolto più semplice, e se vuoi anche banale.
Ho cercato di concentrarmi su poche meccaniche, ma divertenti e - soprattutto - il vero cuore del mio lavoro è stato sui testi delle carte (faccio lo scrittore, mi è venuto naturale partire da lì). In questi giorni sto pubblicando delle anteprime sui vari social, eccone una:
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda kadaj » 21 mar 2014, 0:46

Obi-Fran Kenobi ha scritto:
DooM ha scritto:Strategicamente, cosa cambia se dimezzo la quantità di turni ( o se la raddoppio )?

Strategicamente niente.
Tutta la strategia è affidata a un oculato utilizzo dei Punti Pazienza e delle giuste caselle del tabellone. Facile da capire, difficile da padroneggiare.



Questo è interessante... :grin:

Se è tutto basato (almeno mi pare di capire) dalla sola pesca delle carte, come fai a padroneggiare i Punti Pazienza?
! Il mercatino di Kadaj è riaperto !

Cliccate QUI per vedere la lista. Più di 250 giochi con sconti dal 30% al 50%
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 21 mar 2014, 1:54

È fondamentale il tabellone. :)
Ci sono caselle che ti aiutano in caso di malus, e inoltre ogni casella ha un costo in PP diverso in base alle sue caratteristiche.
C'è chi gioca cauto (come me, che quando c'entra il caso sono uno sfigato cronico) e chi rischia spendendo in caselle migliori sperando nella fortuna.
Calibrare il tabellone è stato un bel lavorone. L'ultima revisione se non sbaglio è la numero 9 :P
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Rayden » 21 mar 2014, 11:24

Ci puoi spiegare meglio come funziona questa meccanica del tabellone? O, ancora meglio, perché non metti online un pdf del regolamento?
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 21 mar 2014, 11:41

Il tabellone è chiamato tabellone-agenda, perché è appunto pensato come l'agenda in cui ogni giocatore scrive (fisicamente, con un pennarello) il suo planning di giornata.
È diviso nelle tre fasi dei mazzi evento (inizio, metà e fine giornata); ogni giocatore sceglie una casella, poi si legge cronologicamente (quindi anche i turni di gioco, in Misantropia, non sono mai fissi).

Le caselle sono ordinate dalla meno vantaggiosa (che potrebbe portare addirittura dei malus aggiuntivi) alla più vantaggiosa. Scegliere una casella non è affatto banale, perché ognuna costa una quantità crescente di PP.
In breve, più una casella è vantaggiosa, più PP costa. Si deve trovare un compromesso che ci piaccia (come nella vita vera!)


In questa fase di promozione non metto niente online. Non sono un paranoico fanatico spaventato dalle persone che rubano le idee, anche se so che esistono, ma mi pare proprio prematuro mettere online in chiaro pezzi interi di un gioco già finito, testato da cinque anni, e che sto cercando di finanziare autonomamente xD

Capisco che essendo questo un forum di appassionati esperti di giochi in scatola siate assetati di conoscere le meccaniche... Ma rimarreste solo delusi, perché il divertimento di Misantropia non nasce dalle meccaniche, ma dalla sua natura. :D So che sembra una faciloneria, ma è un gioco che va provato per essere capito appieno. Sulla carta è difficile che riesca a convincervi: o vi conquista il concept, o non lo fa.
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Rayden » 21 mar 2014, 12:53

Mmm... non vorrei apparire snob o immotivatamente brutale con questo post, cerco solo di dire quello che penso basandomi sui pochissimi dati che ho, ed esponendomi ovviamente ad un bel "ma come ti permetti ad entrare così a gamba tesa senza sapere nulla di me e del gioco?". Mi assumo il rischio.

Da come ti presenti, dalle poche righe che hai scritto (qui e sul tuo blog), hai tutte le carte in regola per apparire come una figura che da queste parti si vede molto spesso. Ti elenco alcuni punti dell'identikit:

1. È il tuo primo gioco.
2. È stato rifiutato da "vari editori" e adesso vuoi autoprodurlo.
3. Temi il furto di idee (nel mondo dei giochi tutti sanno che è un'idiozia, per tanti motivi).
4. Non conosci molti giochi (giochi solo "incidentalmente").
5. Hai preso spunto da un tema quotidiano ma senza preoccuparti troppo della meccanica.
6. Sei affetto dalla sindrome "il mio gioco è diverso, non potete capire".

Queste figure solitamente tendono a non cogliere quella miriade di sfumature che poi fanno la differenza tra un game designer professionista e un ragazzo che ha voluto inventare il gioco che piaceva a lui. È un po' come entrare in un forum di appassionati di cinema dicendo "ho girato un cortometraggio con l'iphone, ci recitano due miei amici bravissimi ed è basato su un'idea geniale: due ragazzi si conoscono e s'innamorano, ma a differenza delle altre storie d'amore qui alla fine lui muore! Ai miei familiari è piaciuto tantissimo...". Immagina cosa ti risponderebbero in un forum di accaniti cinefili!

Dato questo identikit, dunque, il pregiudizio che è insito nell'umana natura mi spinge a pensare che effettivamente gli editori avessero le loro ragioni e che, forse, il gioco prima di essere commercializzato abbia bisogno di qualche revisione. Cosa debba essere revisionato non possiamo dirtelo, perché non ci fai vedere le regole, tuttavia espongo qui di seguito quelli che, dal poco che ci hai detto, mi sembrano i problemi più evidenti del tuo gioco, con l'intenzione di darti anche una critica costruttiva:

1. Un gioco i cui punti forti sono il tema e i testi delle carte solitamente ha una longevità bassissima, nel senso che una volta giocato due o tre volte perde tutto il suo fascino. Puntare tutto su quello è un errore tipico degli autori esordienti.
2. La durata prevista è inconcepibile: 45 minuti per un gioco così semplice è da suicidio, e ancora peggio è il fatto che possa oscillare di molto. Nei giochi moderni la durata dev'essere calibrata alla profondità del gioco, e sono finiti i tempi di Risiko in cui una partita poteva durare tranquillamente una o quattro ore: i giocatori vogliono sapere quanto dura prima di iniziare a giocarci!
3. Sempre da quel poco che descrivi, l'impressione è che sia un gioco che si giochi da sé, nel senso che da ai giocatori la sensazione di rendere pressoché ininfluenti le loro scelte. Sebbene, come dici, è così perché è "come nella vita vera", è anche vero che se il gioco risulta noioso potrà anche essere una simulazione perfetta ma non verrà giocato.

Spero di non essere stato troppo indelicato, so che è un post scomodo ma le mie intenzioni -lo ribadisco ancora una volta- sono costruttive.
Se poi cambierai idea e vorrai farci leggere le regole del gioco, allora vedrai che riceverai pareri e consigli ben più puntuali, ed eventualmente io e chi la pensa come me potremo ricrederci (cosa che farei molto volentieri, sia ben chiaro)! ;)
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Re: Misantropia - un gioco di sopravvivenza sociale

Messaggioda Obi-Fran Kenobi » 21 mar 2014, 13:35

Comprendo perfettamente le ragioni del tuo post e non le posso confutare. Mi sono trovato dall'altro lato della barricata in altri ambiti, quindi so cosa intendi. Al momento ti posso solo dire - se il progetto ti incuriosisce, come mi pare sia - di continuare a seguirne gli sviluppi.
È molto probabile che in fasi più avanzate io pubblichi qualcosa di più preciso, o meglio ancora, vada in giro a fare delle sessioni di gioco. Magari mi darete una mano voi? :)

Cerco di rispondere ad alcuni tuoi dubbi.

Rayden ha scritto:2. È stato rifiutato da "vari editori" e adesso vuoi autoprodurlo.

Detto così è abbastanza impreciso.
È stato formalmente rifiutato solo da tre o quattro editori, per motivi di target (risposta comune: "non pubblichiamo giochi satirici").
Inoltre, come forse saprai, difficilmente gli editori trovano spazi per autori sconosciuti. È ovvio e normale che ognuno dia precedenza ai propri progetti, e poi guardi fuori. Chi prende giochi realizzati da terzi, solitamente lo fa importando un gioco che ha avuto successo fuori dall'Italia. Non mi sto lamentando, se fossi un imprenditore probabilmente farei così anche io. Prendere un gioco da un autore esterno e sconosciuto, peraltro senza curriculum specifico, significa come minimo adattare il concept alla propria linea editoriale, e spesso anche dedicare tanto tempo alla sua revisione e modifica quanto un gioco che si sarebbe prodotto internamente. Perché quindi dare precedenza al tizio sconosciuto?
Infine, Misantropia è rimasto DUE ANNI al vaglio di una stessa casa editrice, praticamente senza essere mai stato testato, semplicemente perché non avevano abbastanza tempo. Tra il discorso di priorità di cui sopra e agende riempite per i prossimi due anni (Horrible Games, branca neonata di Cranio, ha progetti da qui al 2016. Vuol dire che se gli mandi il tuo progetto ora, lo iniziano a guardare tra due anni), capisci che alla fine è più probabile che si stanchi l'autore piuttosto che l'editore trovi brutto il tuo gioco (non è detto che questo non sia il caso, comunque).

Secondo punto: non voglio autoprodurlo, o più precisamente autofinanziarlo. Non ho i soldi né le capacità.
Una campagna crowdfunding è trasparente: se il progetto interessa lo finanzierà la gente; se l'idea è fallimentare sarà un nulla di fatto. È un win-win.
Sto continuando tuttora a cercare persone più esperte interessate a produrlo e/o distribuirlo, non è che ho detto "gli editori sono tutti cattivi, vadano a quel paese, faccio tutto da solo perché sono il migliore". Magari se l'idea piace e si diffonde cambierà qualcosa nel loro approccio.


Rayden ha scritto:1. Un gioco i cui punti forti sono il tema e i testi delle carte solitamente ha una longevità bassissima, nel senso che una volta giocato due o tre volte perde tutto il suo fascino. Puntare tutto su quello è un errore tipico degli autori esordienti.

Boh, ci sta.
Qui ci stiamo giocando da cinque anni ma non ci è venuto particolarmente a noia. Non più di altri giochi in scatola. Sarà che nel frattempo è cambiato novanta volte :D

Rayden ha scritto:2. La durata prevista è inconcepibile: 45 minuti per un gioco così semplice è da suicidio

Beh, è semplice come concetto. Con 200 carte e 15 modificatori (le caselle del tabellone), ti assicuro che le variazioni e le combo sono notevoli. Alcune non sono mai uscite in cinque anni di test. Per non parlare degli effetti delle fobie e dei minigiochi contenuti in alcune carte.

La durata delle partite è vero che è solo prevista, ma è abbastanza precisa.


Rayden ha scritto:Spero di non essere stato troppo indelicato, so che è un post scomodo ma le mie intenzioni -lo ribadisco ancora una volta- sono costruttive.
Se poi cambierai idea e vorrai farci leggere le regole del gioco, allora vedrai che riceverai pareri e consigli ben più puntuali, ed eventualmente io e chi la pensa come me potremo ricrederci (cosa che farei molto volentieri, sia ben chiaro)! ;)

Beh a parte qualche provocazione forse un po' gratuita, apprezzo le intenzioni. :D

A me non sembra di stare dicendo "il mio gioco è diverso non potete capire" quando dico che il divertimento di un gioco non sempre si può evincere dalla sterile lettura del suo regolamento e l'analisi intellettuale delle sue meccaniche. Se vi fate degli esempi con i vostri giochi preferiti, sono convinto che troverete che gli elementi che vi danno il vero divertimento difficilmente sgorgano dal cervello. Sbaglio?
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