Perché LuccaC&G è l’evento Culturale più importante d'It

Sulla famosa manifestazione di giochi e fumetti. About the famous event related to comics and games

Messaggioda Simone » 7 nov 2013, 10:30

tika ha scritto: La cultura romana era basata sulla schiavitù.


Perdonami....un pò restrittivo per descrivere la cultura più prosperosa e senza eguali nella storia :-?
Scusate l'OT :oops:
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Messaggioda tika » 7 nov 2013, 10:35

Simone ha scritto:
tika ha scritto: La cultura romana era basata sulla schiavitù.


Perdonami....un pò restrittivo per descrivere la cultura più prosperosa e senza eguali nella storia :-?
Scusate l'OT :oops:


Restrittivo in che senso? Direi che la "struttura" dell'impero romano era abbastanza definita. Poi più prosperosa e senza uguale nella storia? Vaglielo a dire ai cinesi, ai mussulmani e di esempi ne troviamo altri..
Dai non cerchiamo il pelo nell'uovo e rimaniamo al discorso di fondo che non è questo, era solo per evidenziare il nucleo della questione, e cioè che "cultura" non è per forza da intendersi come positiva (almeno positiva per noi).
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Messaggioda ninja » 7 nov 2013, 10:40

tukmat ha scritto:Trovo bizzarro che un esempio di cultura alta sia L'odissea di Kubrik: alla data della sua uscita c'erano (e ci sono tuttora!) molti che analogamente all'esempio odierno, non lo ritenevano (assieme a tutto il cinema!) una espressione artistica o tanto meno culturale. Ho l'impressione che sia soltanto una questione di tempi.


Quoto a piene mani. Citare Kubrik come esempio di cultura mi lascia interdetto

Lucca cultura? Sicuramente si, sicuramente non tutto quello che si vede. Ci sono mostre e cosplay, scrittori e il japan palace. Penso che sia normale.
Se andate a Torino x la fiera del libro trovate libri di successo e di scrittori blasonati, e poco distanti trovate il libro sulle pinup degli anni 80 o il libro sui "seni" più famosi del mondo. Questa è cultura? Un pò si un pò no.

Lucca è cultura? In buona parte si. Lucca rapprsenta gli interessi di centinai di giovani, che chiedono quel tipo di intrattenimento e hobby. Lucca è la cultura che "chiediamo" , stufi di libri imposti dalle generazioni passate. Divina commedia è cultura? Si? Sono solo punti di vista.
Ok Halo non sarà mai cultura, ma penso che i libri di Jordan, Martin, Tolkien possano considerarsi cultura al pari di tanti altri libri ben più datati.
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Messaggioda LordDrachen » 7 nov 2013, 10:57

tika ha scritto:Certo che è cultura Drachen!
Anche il nazismo era cultura. Cultura non vuol dire positivo per forza.

Ok. Bisogna intendersi sul significato allora.
Se per cultura intendiamo l'humus valoriale-etico-politico di un popolo (la cultura romana, la cultura tedesca, la cultura dei maya, ecc.) o se per cultura intendiamo l'aspetto materiale della stessa (ovvero la produzione culturale).
Un gioco da tavolo, una miniautura, un vestito cosplay, un fumetto hanno lo stesso valore culturale. Sono prodotti non dell'humus culturale-valoriale-etico italiano (o della regione) ma sono prodotti della società dei consumi... il capitalismo.

Se il gioco da tavolo non enfatizzasse un modello di consumo "vecchio", "slow", se non enfatizzasse anche altro (l'associazione con la storia nei wargames, nel mio caso, oppure il concetto di strategia che è legato cmq a "alta cultura") probabilmente nemmeno giocherei.
Ovviamente ciò è personale.

Quando mi si dice che il cosplay è cultura, bello fin che vuoi, adorabile da guardare fin che vuoi, mi chiedo a cosa sia legato.... a qualche valore? A qualche specificità etnica o linguistica? O è semplicemente l'assorbimento, la reductio a commercio, di una particolare forma di pop-culture di un altro paese?
Il McDonald è cultura? In senso ampio lo è, come giustamente hai detto. Ha colonizzato l'immaginario (e non solo) dell'alimentazione.
Ma è legato a qualcosa oltre all'omologazione del gusto per motivi commerciali? No. Anzi, sfrutta le debolezze legate al simbolico (il pagliaccio rassicurante per bambini) per vendere cibo di bassa qualità.

Per quel che mi concerne quando una cosa è legata a doppio filo con la commercializzazione aggressiva, comincio a fare dei distinguo. Comincio a gerarchizzare: cultura di serie A e cultura di serie B.
Comincio a dire che serve conoscenza e senso critico per non equiparare tutto.
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Messaggioda LordDrachen » 7 nov 2013, 11:15

ninja ha scritto:Lucca è cultura? In buona parte si. Lucca rapprsenta gli interessi di centinai di giovani, che chiedono quel tipo di intrattenimento e hobby. Lucca è la cultura che "chiediamo" , stufi di libri imposti dalle generazioni passate.
Divina commedia è cultura? Si? Sono solo punti di vista.
Ok Halo non sarà mai cultura, ma penso che i libri di Jordan, Martin, Tolkien possano considerarsi cultura al pari di tanti altri libri ben più datati.

La penso esattamente al contrario.

Licia Troisi è cultura? Licia Troisi era "la regina del fantasy italiano" a Lucca. Giusto per capirci.....

Tolkien è cultura? Certo. Infatti Tolkien è uscito dal recinto "fantasy" (è stato largamente accolto dai critici ed esperti ed è motivo costante di flames politici da parte di Moorcock e di Mieville, il che tende a confermare che non si sa dove attaccarlo...) ... è stato sfruttato a piene mani da milioni di emuli, è diventato il metro di paragone, ed è stato svilito (a volte, dirò, mitologizzato) da tutto il conseguente businness che ne è seguito.

Neil Gaiman è cultura? Martin è cultura? Si. Ma non sono Tolkien, come non lo è Lovecraft (io lo adoro sia chiaro) e tutta la narrativa di genere.
Sono ottimi artigiani, professione nobilissima e culturale, da me preferita alla grande arte, ma che cmq sta oggettivamente un gradino sotto.
Il premio Nebula non è il non plus ultra della letteratura, è una sottocategoria di grandi artigiani, con alcune eccezioni (of course), ma quello è.

Per fare un paragone: ci è voluto Tarantino per nobilitare i B-movie, ma i B-movie rimangono tali, al di là del legame affettivo.

Quello "stufi" che dici per me è, scusami se te lo dico, un inno all'ignoranza. E' il voler pretendere che i propri gusti e passioni godano della medesima considerazione degli altri, senza però avere le basi critiche per dirlo. Ripeto, la cultura necessita studio e sbattimento.
Lucca è una fiera del consumo, con nobilissime passioni, ma che deve gran parte del suo fascino alla location, e chissà perché....

La verità è che la produzione culturale odierna è talmente legata alle vendite che per forza di cose non può reggere il confronto col passato.
No, non vende chi è più bravo. Vende chi piace a tutti, che spesso è il contario esatto della bravura.
Nietzsche non è stato un grande filosofo perché piaceva a tutti o perché era comprensibile a tutti.
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Messaggioda plombiers » 7 nov 2013, 12:04

L'unica cosa che ti vorrei contestare è questa visione chiusa e bigotta della cultura:
"Ripeto, la cultura necessita studio e sbattimento"

L'artista nei secoli ha avuto spesso una innata dote, un tocco, un idea semplicemente diversa dagli altri.
L'arte spesso diventa cultura, alle volte no, può essere solo "tendenza".

Non necessariamente l'artista si è dovuto sbattere ne tantomeno la cultura non deve essere alla portata di tutti.

A me stà cosa degli studiosi snob non piace mica tanto.
Porta a delle distinzione di classe che la storia dovrebbe aver già cancellato,
proprio grazie alla cultura in senso lato.
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Messaggioda Johan » 7 nov 2013, 12:31

Io questa estremizzazione non la comprendo.
Sfatiamo un mito.
Quella che oggi adoriamo come "alta cultura" è un prodotto, esattamente come quella che troviamo sugli scaffali (siano essi di librerie o di supermercati), commissionata di volta in volta da chi pagava per il proprio tornaconto (fossero essi papi, tiranni o mecenati fiorentini).
La Cappella Sistina, la Bibbia, quadri, opere letterarie... Shakespeare scriveva opere teatrali per campare, non a tempo perso mentre dissodava i campi.
Tokien aveva "prodotto" i suoi romanzi per i propri figli, poi qualche editore ha permesso che divenisse "cultura" pubblicando quei romanzi e sperando di farci degli spiccioli - stesso discorso per il figlio Christopher, che detto per inciso con la pubblicazione del mai troppo lodato Silmarillion ha fatto una pataccata colossare cercando di mettere poi una pezza la History of Middle-Earth.
Tutto è cultura. Il dialetto delle mie terre è cultura, come pure quello che mangio. Ridurre la cultura ad un corpus alto ed elitario è riduttivo ed inutile. E poi con quale metro di giudizio definiamo in modo così preciso che Tolkien è cultura e Lovecraft non lo è (pur concordando che il primo è su tutto un altro livello, per mille motivi?).
No, Lucia Troisi E' la regina del fantasy italiano ed espressione di questa fettina di cultura nostra. Il "livello" di tale espressione non lo commento ma questa dicotomia netta tra cosa è cultura e cosa no è incomprensibile.
Confondiamo erudizione e nozionismo con cultura, non è possibile fare un errore del genere.
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Messaggioda LordDrachen » 7 nov 2013, 12:39

plombiers ha scritto:L'artista nei secoli ha avuto spesso una innata dote, un tocco, un idea semplicemente diversa dagli altri.

Pure Leonardo ha cominciato in bottega. Attenzione.

Senza tecnica fai poco, ed oggi molta tecnica è delegata a tecnologie altamente sofisticate (prima considerazione)

La dote innata non la metti a frutto senza sbattimento, ma anche se fosse, un conto è parlare di arte, un altro è parlare della cultura che ruota intorno a quell'arte: chi valuta l'artista non è il primo che passa. Deve aver studiato per godere il prodotto dell'artista. (seconda considerazione)

Non necessariamente l'artista si è dovuto sbattere ne tantomeno la cultura non deve essere alla portata di tutti.

Raramente la cultura è alla portata di tutti, raramente un artista non deve aver interiorizzato una tecnica per produrre un'opera.

Porta a delle distinzione di classe che la storia dovrebbe aver già cancellato,
proprio grazie alla cultura in senso lato.

La distinzione di classe c'è ancora, più forte oggi che in passato.
Prima c'era una distinzione di tipo dinastico, poi si è passati ad una distinzione di tipo economico-intellettuale (che sono legate) ed oggi ci stiamo via via liberando di quella intellettuale tenendo solo quella del successo economico (tranne in politica dove pure quella dinastica resiste...).

Se il merito (concetto profondamente classista anche se molti lo scordano) è oggi legato alle vendite, al successo nel mercato, come può essere indice reale di cultura?
Oggi trionfa Justin Bieber perché il teenager ha un valore di giudizio che conta nei fatti tanto come quello del critico musicale.
Non dovrebbe essere così. E' sbagliato che sia così (o cmq, al limite, fuorviante).
E voi pensate che il mondo di Lucca sia "migliore" da questo punto di vista?
Ripeto, io amo Lucca C&G, ma non facciamone mitologia.
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Messaggioda LordDrachen » 7 nov 2013, 12:51

Johan ha scritto:commissionata di volta in volta da chi pagava per il proprio tornaconto (fossero essi papi, tiranni o mecenati fiorentini).

Il mecenatismo non è mercato.
Cioè stai paragonando una situazione economica volutamente inefficiente, in cui gli artisti erano protetti e finanziati, in cui l'arte era al servizio di un'opera politica o religiosa.... al capitalismo poggiato sul consumo di massa?
Non scherziamo.
La Cappella Sistina

Oggi non si potrebbe produrre. Oggi si fa la TAV.
Capisci la differenza, spero.
la Bibbia, quadri, opere letterarie... Shakespeare scriveva opere teatrali per campare, non a tempo perso mentre dissodava i campi.

Il problema è chi comprava le opere. Il nobile acculturato o la massa indistinta?
Per la cronaca, molti grandi artisti sono morti poveri in canna.
La rivalutazione postuma, senza elite intellettuali, non ci sarebbe potuta essere. Prendi Inno alla Gioia di Beethoven.
Tutto è cultura. Il dialetto delle mie terre è cultura, come pure quello che mangio.

Dipende che si intende per cultura. Come è stato giustamente detto prima, allora anche il delitto d'onore è cultura. E' meglio restare su un ambito più definito del concetto di cultura.
E poi con quale metro di giudizio definiamo in modo così preciso che Tolkien è cultura e Lovecraft non lo è (pur concordando che il primo è su tutto un altro livello, per mille motivi?).

Mi dici dove l'ho detto? Io ho scritto che esiste una cultura di serie A e una di serie B, non che Lovecraft non lo sia. E che le gerarchie esistono. Devono esistere.
No, Lucia Troisi E' la regina del fantasy italiano ed espressione di questa fettina di cultura nostra. Il "livello" di tale espressione non lo commento ma questa dicotomia netta tra cosa è cultura e cosa no è incomprensibile.
Confondiamo erudizione e nozionismo con cultura, non è possibile fare un errore del genere.

Secondo questa definizione ampia, con questo post ho appena prodotto moltissima cultura. In senso ampio lo è, nel senso che intendo io non lo è.
Fabio Volo non è cultura, non lo è la Troisi e non lo sono nemmeno tutti gli adolescenti che le sono andate dietro. E' la morte della cultura, quando tutto diventa forzatamente "uguale", quando il giudizio di Tizio su IBS diventa uguale ad una critica letteraria seria.

Spero di essermi spiegato.
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Messaggioda Dera » 7 nov 2013, 12:57

[MOD]La discussione è molto interessante, ma cerchiamo di rimanere inerenti al Lucca C&G senza virare verso discussioni filosofiche[/MOD]
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Messaggioda ninja » 7 nov 2013, 13:14

Lucca e' cultura? Xme è un ottimo spaccato del modo di vivere e di pensare e di divertirsi di tanti ragazzi e non solo, xchè io ho 35 anni non mi reputo più un ragazzo, sono anche padre di famiglia (e da quello che capisco la maggior parte di voi è almeno mia coetanea). Dunque, Lucca, propone quello che vogliamo x svagarci, quello che vuoe l'uomo del 2013. Questo per me è cultura, ovvero quello che viviamo, ammiriamo, coltiviamo come interesse. (nb cultura deriva dal termine coltivare "interesse" per)

Per sfatare il mito di scrittori vecchi e nuovi. A scuola alle elementari molte antologie prendono i libri di HarryPotter come esempio di scrittura pulita e virtuosismo linguistico. Le antologie sono piene di "brani presi da Harry Potter", messi vicino a scrittori inglesi di altri tempi. Harry Potter è cultura? Sicuramente non è cultura prendere lo zaino con la faccia di Harry, ma è cultura "il fenomeno HarryPotter".
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Messaggioda Johan » 7 nov 2013, 13:29

@LordDrachen:

Fabio Volo non è cultura, non lo è la Troisi


Credo che il succo del discorso, che ci separa, sulla questione di definizione di cultura stia tutto qui. Per quanto io detesti Volo e Troisi, devo prendere atto che parlando di loro parliamo di cultura, mentre tu non lo fai.

Tu invece insisti solo solo sul discorso che cultura = studio, erudizione, complessità che richiede dedizione (e certe capacità mentali di comprenzione, quindi elitarietà). Il discorso non è così facile come lo fai tu.

Finché non si trova una piattaforma comune di confronto è inutile continuare a parlarne.

Mi piace la tua capacità di argomentazione, non i tuoi modi (a quanto pare non sono l'unico) quindi alla luce di quanto detto non vale la pena continuare a discutere.
Peccato.
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Messaggioda LordDrachen » 7 nov 2013, 15:24

Johan ha scritto:Finché non si trova una piattaforma comune di confronto è inutile continuare a parlarne.

La piattaforma comune è adeguarmi alla tua definizione di cultura, nel contesto specifico di questa discussione? 8-O

Mi piace la tua capacità di argomentazione, non i tuoi modi (a quanto pare non sono l'unico) quindi alla luce di quanto detto non vale la pena continuare a discutere.

Succede e me ne dispiace. Ma fino ad un certo punto.
Guarda caso chi tira in ballo il lato personale (i modi) non sono mai io per primo.
Chi fa le pulci sulla forma, non sono mai io per primo.
Sono assolutamente polemico, indiscutibilmente, ma io non mi permetterei mai di fare le pulci al prossimo sul suo modo di esporre.
Né mi sentirai mai criticare "i modi" di qualcuno, o il "tono" a meno che questo "tono" non sia espressamente andato a toccare la persona.

Scusa ma a me interessa il contenuto, e la percezione che posso dare su un forum non è il primo tra i miei pensieri. Ed essendo mio completo disinteresse chi sta dietro al monitor, in linea generale, per me resta tutto confinato al confronto (anche duro) di idee.
Dei toni, sinceramente, mi interessa poco.

Tanto qualcuno qui che mi ha conosciuto di persona c'è.
Non credo siano rimaste traumatizzate. ^_^

Per il resto, la mia opinione l'ho già espressa. Chiudo.
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Messaggioda yon » 7 nov 2013, 16:18

Avrei voluto ribattere ma Lord Drachen mi toglie sempre le parole di bocca. :)
Vorrà dire che per vendicarmi lo suonerò ad Antike la prossima volta che vengo in associazione e comunque si sappia che la sua conoscenza mi ha traumatizzato :lol:


Per tornare sulla discussione, non esiste artista riconosciuto che non abbia dovuto studiare e spendere un sacco di tempo per perfezionarsi. Il mito del talento creativo è una balla, puoi avere una sensibilità innata ma se non hai passato tempo a studiare con frutto i meccanismi di un romanzo, le tecniche di scrittura, la grammatica e la sintassi, i tempi di narrazione e quant'altro non riuscirai mai ad esprimerti. Un discreto scrittore mio amico una volta fece un paragone molto efficace, assumendo che il talento fosse un cavallo poderoso che corre molto, poi scopre che senza la strada (cioé tutto il percorso di studi, eccetera) si è perso in mezzo alla prateria; è bello far scorrazzare il proprio talento, ma se non si impara a canalizzarlo non vai da nessuna parte. Ragazzi, io suono (si fa per dire) il flauto traverso e vi posso assicurare che uno può pure essere Ian Anderson in persona ma se non sudi per almeno dieci ore al giorno non vai da nessuna parte. Anche il talento più scapestrato del pianeta come, che so, Jimi Hendrix, alla fine si è dovuto mettere a studiare e a sudare. Tutti sono partiti ricopiando quintali di cose già fatte.

Ecco perché la Troisi non è cultura, perché non conosce (o non riesce a capire) le tecniche base di come si narra (e se non le conosci non le puoi nemmeno infrangere). Ma veramente qui in mezzo c'è qualcuno che pensa che Mac Gerdts o Vlaada non abbiano passato e non passino un sacco di tempo a studiare tutti i giochi che vengono prodotti sul pianeta prima di sfornarne uno nuovo con un'idea originale alla base?

Cosa c'entra questo con Lucca? Eh, c'entra eccome. Perchè il discorso della Troisi e dei libri è lo stesso di Lucca. Il mercato (e non il mecenatismo, che è differente. Diversi film italiani neorealisti senza un po' di sano mecenatismo da parte di cineasti seri non avrebbero mai visto la luce) ha preso il sopravvento su tutto e segue semplicemente la logica nella quale noi viviamo: produrre, produrre, produrre. Alla fine non ci siamo allontanati molto dal fordismo di quasi cento anni fa.
Produrre in modo fordista significa, ad esempio, che nel tuo catalogo devi per forza avere un dungeon crawler che arricchisca la tua offerta, e certi risultati anche italici sono lì a dimostrarlo. Significa che devi bruciare i tempi e questo va sempre a discapito della qualità. Oggi una casa editrice sopravvive se sforna titoli che vendono parecchio, perciò ha due strade: o sforna 1.000 titoli che vendono 10 copie o sforna un titolo che vende 10.000. Ovviamente la seconda strada è molto più rischiosa mentre la prima sottende una qualità minore. Il pubblico si adegua a quello che trova. Perché? Perché sì, sennò tutti avrebbero spento da tempo la televisione.

La cultura è snob? Diverse volte snob è un aggettivo che viene usato per qualificare chi chiede di più; allora sì, è snob. Perché l'opera d'arte, la cultura, viaggia in due direzioni e se costa fatica a chi la produce spesso costa fatica anche a chi ne usufruisce, in modo da apprezzarla appieno. Per fortuna che l'arte, quella vera, spesso fa cortocircuito e appare in quasi tutto il suo fulgore anche a chi ha meno mezzi. Però pure un capolavoro universale come la Pietà di Michelangelo ha bisogno di un minimo di introduzione.
Non entro nella discussione sul significato di cultura, dato che occorrerebbe capire se per cultura ci si riferisce al fatto culturale di per sé o a qualcosa che eleva. Nel primo caso tutto contribuisce a definire la cultura di un determinato popolo in un determinato momento (vale anche, ad esempio, per le "culture" preistoriche), nel secondo avrei molte più riserve.

E Lucca? Lucca si adegua a tutto questo discorso. Ho trovato appropriato il commento che paragonava Lucca allo specchio del mondo che gli ruota attorno: lo riproduce fedelmente. Quindi molto spazio al lato commerciale della manifestazione, a certe produzioni e tipi di intrattenimento. E' fisiologico che Lucca si comporti da summa del contesto ludico-fumettistico-eccetera? Forse sì e certo se sceglie questa strada le conseguenze sono bancarelle invase da prodotti medi(ocri?) e una ristretta percentuale di prodotti di valore. Ma forse anche no: a Lucca oppongo e preferisco il Play di Modena, che è nato come manifestazione che ti fa giocare e provare giochi e meno come gigantorme mercato. E' una logica differente.
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