Italian style: nouvelle vague del boardgame o bufala?

Wings of War, Obscura Tempora, I cavalieri del Tempio ...

Moderatore: Angiolillo

Secondo me l'attuale nouvelle vague dell'Italian Style del boardgame italiano è:

un fenomeno molto interessante
35
40%
una moda effimera e passeggera
1
1%
una serie di uscite disomogenee e slegate tra loro
32
36%
un'illusione ottica priva di sostanza
12
14%
un nuovo miracolo italiano (S. Berlusconi)
3
3%
una boiata pazzesca! (Fantozzi rag. Ugo)
5
6%
 
Voti totali : 88

Messaggioda Angiolillo » 8 set 2008, 16:43

Comunque, questa

Iup ha scritto:Per fare ancora l'esempio di Wings of War e per fare una sviolinata al suo autore, dal mio punto di vista di designer, il prodotto è un assoluto capolavoro. Io conosco i lavori di Bruno Munari e vi posso assicurare che il risultato di WoW non è da meno. La carta non è solo rappresentazione astratta ma anche oggetto fisico che occupa un posto nello spazio con una sua geometria. Ha in sé l'aspetto tecnico dei dati di gioco ma anche, attraverso l'illustrazione, so immediatamente dove è orientata, la sua giacitura e come posso spostarmi.
Poi la dinamica di gioco è divertentissima (incrociarsi di braccia, carte ecc.) soprattutto giocata in velocità.
Per quanto simile nelle meccaniche, è rivoluzionario nel risultato.


è una delle più belle cose che mi abbiano mai detto. Grazie!
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda Angiolillo » 16 dic 2009, 12:43

Breve accenno all'esistenza di uno "stile italiano", oltre che uno tedesco e uno americano, in un'odierna intervista sul settimanale "Oggi":

http://nuke.goblins.net/modules.php?nam ... =0&thold=0
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Messaggioda Khoril » 17 nov 2010, 13:22

a cinque anni dall'apertura del sondaggio mi chiedo cosa ne pensiate di come si è evoluta la situazione riguardo la plausibilità dell'italian style
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Messaggioda Khoril » 2 dic 2010, 15:43

niente opinioni?
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Messaggioda Angiolillo » 2 dic 2010, 16:05

Sì ne ho... Spero di elaborarle a breve!
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Messaggioda tanis70 » 2 dic 2010, 16:22

La mia, sommaria, aggiornata dopo la prima ingenua risposta data qualche anno fa?

La scena italiana dei giochi assomiglia moltissimo alla scena della politica italiana durante il Rinascimento.

Comuni e signorie indipendenti in rapporti di mutevoli alleanze tra loro, molti di questi con una potenza straniera di riferimento.

I designer sono un pò come i capitani di ventura, alcuni si "sposano" con una signoria o un principato e ne adottano - magari perché la condividono, magari perché sanno che altrimenti non ottengono l'ingaggio, pardon la pubblicazione - i principi stilistici; altri cambiano più spesso casacca e di volta in volta il loro stile si adatta a quello del committente. I più bravi, vengono ingaggiati dai sovrani esteri, che li pagano meglio :)

Quindi, esiste un minimo comun denominatore italiano che è l'intraprendenza personale e la determinazione, l'opportunità anche per i piccoli e per gli esordienti di farsi strada molto più velocemente rispetto ad altre nazioni dove la scalata verso la pubblicazione è molto più lenta e faticosa.

Ma la varietà di stili di design è pari quasi al numero di potenziali committenti, quindi la mancanza di uno stile unitario è decisamente evidente.
Kingsburg feels like Caylus with dice rolls and goblin bashing. This will grant him some wariness from gamers who can’t stand the luck of the dice, from others tired of spending cubes to build a district, and of course from goblins.
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Messaggioda Angiolillo » 2 dic 2010, 16:35

Forse è anche un segno del tempo passato. Cinque anni fa c'erano meno autori e meno giochi, e più elementi in comune. Ormai i giochi italiani che si sono affermati all'estero sono centinaia (da qui la mia difficoltà a elaborare una riflessione sistematica), e gli autori numerosi pure loro:
http://www.boardgamegeek.com/geeklist/4 ... -100-1000-
Ognuno segue proprie vie e propri canali, o come osserva saggiamente Tanis diversi di essi allo stesso tempo, e quindi è più difficole riutrovare uno stile unitario.

Però faccio un distinguo. Il problema di cui si discuteva è se vi fosse uno stile di giochi riconoscibile come italiano, come alcuni sostenevano. Il che non significa trovare uno stile comune a tutti gli italiani: credo, per dire, che, anche qualora si trovasse, Leo Colovini resterebbe nel novero degli autori "alla tedesca". E con lui molti altri, e altri ancora forse tra i seguaci dell'American Style. Insomma, il discorso di Tanis sembra spingere a dire che ci sono più italiani disposti a seguire stili stranieri, ma non esclude necessariamente che vi sia uno stile italiano magari sempre più minoritario. In satratto, poi a ciascuno le sue valutazioni.
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Messaggioda wallover » 2 dic 2010, 18:59

tanis70 ha scritto:La scena italiana dei giochi assomiglia moltissimo alla scena della politica italiana durante il Rinascimento.

Ehi, ci sarebbe da farne un gioco. :)
Pur nella frammentarieta' (e aggiungerei precarieta') di scenari e alleanze, la scena italiana e' viva e creativa, cerca e produce giochi che non passano inosservati e si relaziona con i big del mercato, il che non e' male in un mercato giustamente definito saturo.
Tornando agli stili, con il tempo mi trovo sempre più vicino all'opinione di Angiolillo, vedendo i giochi italiani alla ricerca di una sintesi armonica tra meccaniche eurogames e intento simulativo all'americana.
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Messaggioda Khoril » 3 dic 2010, 13:53

a questo punto non posso che riportare una discussione avvenuta su IDG in cui si proponeva che mentre l'eurogame si sviluppa dalle meccaniche, l'american si sviluppa dalle ambientazioni, l'italian style lavora a partire dalle dinamiche. che ne dite?
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Messaggioda Angiolillo » 3 dic 2010, 17:34

Intanto, nel quattordicesimo post dall'alto di questo thread
http://www.goblins.net/modules.php?name ... highlight=
qualche nota (per quel poco che ho creduto di vedere) della situazione storica in cui questo eventuale Italian Style sarebbe nato.
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Messaggioda Angiolillo » 12 nov 2011, 10:49

Oggi pagina 27 de La Stampa è tutta dedicata al gioco da tavolo sotto il titolo:

"Così il gioco da tavolo è diventato Made in Italy".

L'articolo base è questo:

http://www3.lastampa.it/costume/sezioni ... tp/429454/

sul quotidiano cartaceo anche un'intervista a Emiliano Sciarra, foto e dati a supporto.
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