Propulsione Ludica: usare materiali per creare Giochi

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Propulsione Ludica: usare materiali per creare Giochi

Messaggioda simox » 23 ott 2009, 2:05

Prima di diventare un nerd incallito, io ero un non meno zeloto videogiocatore.

Ricordo con nostalgia le serate passare davanti alpc tra age of empires 2 e Dune 2.

Ora, da tale periodo al mio primo gioco da tavolo (Risiko!), c'è un tempo di attesa di circa tre anni, e potrei passare ore a scrivere tutte le vicende che mi hanno portato a questo cambio di intrattenimento, tuttavia prima di allora facevo una cosa strana...

Complice il fatto che mio fratello stava cominciando a monopolizzare il computer impedendomi di giocare, avevo iniziato già a distaccarmi dal computer preferendo...giocare con carta e penna.

Si, prima di tutto riempivo i blocchi di disegno tra illustrazioni di unità-edifici e di tutti i loro parametri, poi passavo spesso e volentieri delle orette a scarabocchiare le unità da combattimento su un foglio di carta, cancellandole ogni volta che si spostavano o se venivano distrutte; il tutto da solo.

In seguito, usai le costruzioni del (un lungo sospiro nostalgico) k'neks per realizzare delle fazioni con le loro unità e postazioni, passando da foglio e penna al 3d, e così fu anche con il geomag.

E questo ed altro combinavo, prima di scoprire e comprare il Risiko!

Come la vedete questa cosa?

è solo mera malattia mentale frutto di astinenza, oppure si trattava di una mia antica propensione al ludico, pur essendone inconsapevole?

E a voi è mai successo?

Spero risponderete in tanti e con belle risposte(adoro le risposte profonde e riflessive^^)-by Simox
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Messaggioda Angiolillo » 23 ott 2009, 9:47

Secondo me l'uomo ha sempre giocato con quello che aveva a portata di mano. Sassolini, semi, conchiglie, segni tracciati per terra o buchette. E poi monete e statuette. Che sono diventate pedine e tavolieri, mentre i bambini dell'antica Roma giocavano con le noci. Che poi sono diventate palle di archibugio, cuscinetti a sfera di camion, biglie. Qualcuno in cina ha iniziato a giocare con le banconote, che dopo un po' sono diventate carte da gioco (generado migliaia di nuovi giochi) e dopo un altro po' le tessere di avorio del Mah Jong. E intanto sono arrivati i tappi di bottiglia, prima i turaccioli e poi i tappi a corona, inventati per altro e trasformati in materiali di gioc... La carta e la matita o la penna, per giochi che si potevano fare anche con altro (il tris) e per giochi che si possono fare solo con la penna a sfera e non con la stilografica. Esistono interi libri su giochi con i bottoni. Poi sono arrivati i computer, e gli austeri scienziati che ci lavoravano sopra hanno iniziato a giocarci (con grande vantaggio per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale).

Naturale che tu, nel tuo piccolo, abbia fatto lo stesso, usando come materiali di giochi quello che avevi.

Nello specifico dei giochi di carta e matita, qua ne ho raccolti 101 più varianti e sottovarianti (in realtà ne conosco di più ma l'editore mi ha fermato):

http://www.angiolino.info/index.php?pag ... lingua=ita

Immagine

Di solito si caratterizzano per grande semplicità ed eleganza, ma quelli raccolti in fondo alla selezione possoo essere anche molto complessi. Alcuni derivano da giochi da tavolo più o meno noti, altri sono diventati giochi da tavolo anche di grande successo commerciale (da Master Mind a Saltinmente). Alcuni sono ispirati a giochi per computer o ne hanno ispirati.

Direi che il tuo percorso, passando da un media all'altro, è un buon paradigma dell'evluzione del gioco.
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Messaggioda ASA » 23 ott 2009, 10:10

Beh, anche io, nel mio piccolo, mi sono inventato una compilation di giochi (con carta e penna, in modo simile a quello che hai descritto), poi tagliando delle piccole sagome per poter spostare le varie unità/pedine/macchinine, poi direttamente con le macchinine, creando dei circuiti sul tappeto (chiaramente il tutto pilotato dai dadi), poi soldatini, quindi un mix di soldatini e mezzi che sparavano davvero (cannoncini a molla in scala improbabile), mescolando il tutto con regole raffazzonate :-( , per poi arrivare finalmente ai vari Risiko & Co. Anche qui c'erano le partite giocate secondo le regole (o le nostre interpretazione delle regole) e quelle fatte in solitario, dove ogni colore era una nazione (con tanto di bandierine disegnate su etichette adesive ritagliate, per poterle attaccare alle bandiere di Risiko) che aveva come obiettivo primario di conquistarsi (e mantenersi) l'area geografica dove si trova la propria capitale, poi di raggiungere l'obiettivo dato dalle carte...
:-? e devo dire che, ogni tanto, cedo ancora alla smania di una partita in solitario con regole massacrate a SPQR Risiko o a Serenissima o altro (ormai sono attratto particolarmente da giochi con bella componentistica).
Non so se si tratta della stessa malattia, ma il ceppo virale sembra della stessa famiglia... ;)
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Messaggioda frigster » 23 ott 2009, 15:49

Stessa malattia.

Da quando mi hanno regalato il Monopoli a 7 anni ho quasi sempre giocato da solo. I miei amichetti di infanzia digerivano male il boardgame ma a me piacevano da impazzire quindi...
Ricordo grandi partite a Dallas in solitaria. :)

Poi un amico delle medie mi ha fatto conoscere Risiko. E finalmente riuscivo a fare qualche partita in compagnia.

Un giorno, stanco delle scarse soddisfazioni del Risiko, mi sono messo a disegnare il MIO gioco.
E pensavo...
- posso mettere anche altri tipi di unità oltre ai carri armati
- in questo caso però è giusto che i mezzi si muovano più lontano degli uomini a piedi
- si potrebbero utilizzare delle fabbriche per simulare la produzione (e via a disegnare la fabbrichetta col tetto seghettato)
- gli aerei potrebbero sorvolare territori nemici
- l'introduzione dei trasporti potrebbe aumentare le possibilità strategiche
Poi in un negozio ho trovato Axis & Allies e non sapevo se essere triste perché la mia idea già esisteva o se essere felice perché... la mia idea già esisteva!
Cos'è che ho detto?
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Messaggioda Galdor » 23 nov 2009, 16:15

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Il titolo del topic era troppo generico: mi sono permesso di cambiarlo, così qualsiasi utente potrà capire di cosa si stia parlando all'interno del topic stesso..
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Messaggioda linx » 23 nov 2009, 20:00

Io ho cominciato con i tappi a corona, che collezionavo, inventando varianti degli scacchi e una sorta di football americano (a tutt'ora mi chido quanto Blood Bowl, che non ho mai provato, possa essergli simile),
poi son passato a corse in macchina su foglio protocollo (con le schede delle macchinine del Wacky races con tanto di poteri) e ai tentativi di giochi di colonizzazione giganteschi.
Il tutto un pò si smorza quando trovi finalmente qualcosa che può fare al caso tuo senza che tu ti debba sforzare (e che puoi proporre più facilmente a qualcuno). O magari un bell'Amiga con Civilization...
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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