Regolamenti

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Messaggioda Normanno » 23 gen 2010, 15:18

Stamattina pensavo ad un gioco in particolare: Marvel Heroes. A me piace, ed anche ai miei amici, ma la più grande pecca di quel gioco (indipendentemente dai gusti) è il regolamento, che è scritto uno schifo.
Da lì mi è bastato spostarmi di poco (nella stessa casa editrice, FFG) per trovare regolamenti altrettanto orripilanti per giochi invece belli.

Ora mi chiedo: che fine hanno fatto quei bei regolamenti in stile Avalon Hill, con tutti i paragrafetti numerati, che erano sicuramente molto, molto più chiari delle moderne accozzaglie di immagini coloratissime e paragrafi non numerati?

Cosa ne pensate? Anche nei regolamenti ormai c'è quella orribile vena che già impera tra videogames, televisione, e persino libri, cioè "pensa il meno possibile e goditi le immagini bellissime"?
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Messaggioda tanis70 » 23 gen 2010, 17:21

Concordo. E' una sorta di "moda", di cui in parte sono responsabili autori e case editrici, in parte i giocatori stessi che purtroppo tendono a farsi abbindolare dalla "confezione" di un gioco e più in generale da tanti piccoli "trucchetti" e perdono di vista la valutazione sul gioco in sé stesso.

Nel caso di MH (gioco che apprezzo anche io, per l'amore nei confronti dei fumetti Marvel la cui atmosfera viene almeno in parte riprodotta correttamente dal gioco), devo riconoscere che il regolamento è davvero poco chiaro (a differenza di War of the Ring degli stessi autori che benché sia anche più complicato di MH ha un regolamento più comprensibile).

Credo che se esiste un modo ideale per impaginare un regolamento, il modello a cui ispirarsi siano i giochi Alea, con la doppia colonna (larga al centro con le regole, mentre i punti salienti sono ricapitolati in grassetto nelle colonne esterne strette).

Personale nota di merito per lo stile, ma non riuscirei mai a scrivere regolamenti così, a Chvaatil perchè riesce a rendere i suoi regolamenti anche delle letture divertenti (anche se tra una battuta e l'altra a volte non è facile trovare le regole quando ti servono).

Personale nota di demerito a Wallace perchè non c'è niente da fare, ogni suo regolamento che inizio a studiare mi fa sudare più di un esame universitario per la quantità di codicilli e regoline e casi particolari non necessari.
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Messaggioda simox » 24 gen 2010, 7:03

Ciao Normanno.

In effetti, per rispondere alla tua domanda, mi limiterò a fare un copia e incolla di un testo che ho trovato su Nonciclopedia, a proposito di una recensione satirica di Dawn of War, l'adattamento videoludico di Warhammer 40000.

A parte il sopracitato motivo dell'immediatezza, il successo del videogioco rispetto al gioco è dovuto al fatto che non occorre pensare. Mentre il gioco ha creato una vera storia, cultura e religione[3]Il background di Warhammer 40.000 è infatti infinito. È stato scritto e riscritto tantissime volte. In confronto La storia infinita gli fa una pippa., di cui è possibile trovare cultisti segreti nascosti un po' dappertutto, in Dawn of War uomini, superuomini ed alieni sono calati dall'alto, senza un minimo di background o spiegazione razionale. Tanto meglio per i giovani bimbiminkia, che così possono giocare tranquillamente, non essendoci niente da capire.

A primo impatto fa ridere, poi si nota il problema che hai posto.

Nel mio, io ci terrei moltissimo alla freschezza dei regolamenti, anche perchè viaggiando almeno metà della giornata in treno, sono comunque un preziosissimo materiale letterario da sfruttare per passare il tempo...basti pensare che ho impiegato una settimana, prima di arrivare a capire QUANDO si deve attivare l'effetto della pedina eroe in Caos nel vecchio mondo :-?
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Messaggioda Angiolillo » 24 gen 2010, 10:15

Sugli stili personali dei regolamenti, io però ricorderei che esistono due mestieri diversi. Uno è quello dell'autore, che inventa tra l'altro le regole. Uno è quello del curatore, che ne cura la forma per renderle coerenti e leggibili. Ovviamente un buon autore è in grado di fare regolamenti che siano già leggibili e coerenti, però poi è la redazione della casa editrice che ha il compito di verificare e limare la stesura finale. Parlo proprio di forma espresiva, non di cambiare le regole del gioco.
In effetti in passato mi è capitato spesso di fare il curatore di giochi altrui. Senza modificare le meccaniche, sono intervenuto solo sulla forma.
In efetti si parlava prima del sistema Avalon Hill. Preso un regolamento Avalon Hill, era simile a molti altri di diversi autori. Lo stesso per la SPI, che è quella che ha adottato il Case System per prima (regola n. 7 divisa in 7.1, 7.2, 7.3 che a sua volta ha una 7.31 e una 7.32). Non credo solo perché gli autori (e in quel caso gli sviluppatori, altra figura professionale che può essere distinta) si adeguavano al modello, ma anche per l'intervento di cura finale della casa editrice stessa.
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