Report Essen 2010

Essen è la fiera del gioco più importante in Europa e forse nel mondo. Sono talmente tanti i Goblin (e non solo) che vi parteciperanno che abbiamo dedicato un forum alla manifestazione!

Moderatore: liga

Report Essen 2010

Messaggioda zerro73 » 25 ott 2010, 10:45

Apro un post che spero possa essere di riferimento per chi vuol riportare la propria esperienza di quest'anno nel paese dei balocchi.

Sono partito mercoledì sera e tornato sabato pome (per stare un pò del we con moglie e pupottolo).
Giovedì mattina pessimo inizio con coda molto lunga per prendere il biglietto a pochi gradi e vento freddo. Stranamente erano aperti solo 2 botteghini sul lato OST e la fila è diventata chilomentrica, io ho aspettato una mezz'oretta, altri MOLTO di +!! 8-O

Dentro c'erano parecchie persone fin dal giovedì ma si girava sempre tranquilli e, con un pò di pazienza, si riusciva a trovare posto per giocare.

Dei giochi provati mi è piaciuto soprattutto Dakota, ho preso Merchant & Marauders (esauritissimo subito dopo!). Molto carino Ashara (anche se sempliciotto) e Escape From the Alien in Outer Space (davvero ottimo come party game da birreria o fine serata!). Ben fatto Firenze anche se non lo comprerei mentre non mi hanno convinto Navigador, dell'autore di Imperial, e 20th Century.
Ho preso a scatola chiusa Sun Sea & Sand, 51th State e naturalmente le espansioni di Smallworld. ;)

Bellissima esperienza come al solito, anche perchè davvero poi incontri TUTTI i Goblin d'Italia. 8)

Prossimo anno, altro giro altra corsa!
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Messaggioda kadaj » 25 ott 2010, 12:20

Interessante Il fatto che tu abbia preso a scatola chiusa 51st state...

Cosa ti ha convinto in particolare di quel gioco?
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Messaggioda SWANEE » 25 ott 2010, 13:03

Nooooooooooooooo hai tutto il mio disprezzo!!! hai preso Merchant & Merauders... Lo voglio anch'iooooooooooooooo :oops:
A parte gli scherzi, quando lo provi posti le tue impressioni??
Sbav sbav
L'importante non è vincere ma sapere quello che sta facendo il tuo nemico!
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Messaggioda zerro73 » 25 ott 2010, 14:26

kadaj ha scritto:51st state...
Cosa ti ha convinto in particolare di quel gioco?

MI baso molto sulle impressioni di persone fidate che conoscono i miei gusti (ovviamente non posso provare tutto! :roll: ) e mi sono sempre trovato bene.
In particolare per 51st State ha contribuito anche la grafica ed ambientazione che mi piacciono tantissimo! Non vedo l'ora di provarlo! 8)

SWANEE ha scritto:Merchant & Merauders... posti le tue impressioni??

Provato la "demo" di Essen, ovvero un turno dopo le spiegazioni. E' un gioco spettacolare da vedere che punta tutto sull'ambientazione. Nessuna meccanica originale ma ci sono TUTTI gli elementi pirateschi, di combattimento, commercio etc. Insomma da giocare con le persone giuste credo sia davvero notevole.
Molto dipendente dalla linqua ma per me non è un problema fortunatamente.
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Messaggioda ditadinchiostro » 26 ott 2010, 12:19

Tornato da poco da Essen posto le mie impressioni sui giochi provati, sperando di essere d’aiuto a qualcun altro, anche in ottica Lucca.


<b>Merchant & Marauders – 9</b>
Il miglior gioco provato a Essen. Gestione della nave, combattimenti, colonizzazioni, dadi e pianificazione. Mi ha ricordato un po’ “Caos nel vecchio mondo” per il tentativo di integrazione di german e american games. Ho giocato solo alcuni turni ma l’impressione è di un gioco solido, divertente, ben ambientato e con una discreta profondità strategica. Materiali e grafica bellissimi e prezzo davvero competitivo (veniva venduto a 40). Peccato solo per la grande dipendenza dalla lingua, speriamo in una rapida localizzazione in italiano.

<b>Dakota – 8</b>
Mi è piaciuto davvero molto, ricorda un po’ “power struggle” in quanto di base è un gioco di maggioranze ma ha una serie di varianti interessanti che lo rendono originale. Intanto i giocatori divisi in due schieramenti dall’inizio del gioco, cosa che crea una strana situazione in cui le mosse vengono concordate quasi si trattasse di un cooperativo. Poiché un cooperativo non è però, le alleanze stabilite sono assolutamente labili e mutabili. Inoltre ho apprezzato l’idea dei territori di caccia che si esauriscono se troppo sfruttati, andando a vantaggio dell’una o dell’altra fazione. La grafica e i materiali sono buoni ma il prezzo a cui veniva venduto (45 euro) mi è sembrato davvero troppo alto.

<b>The city of thieves – 8 (solo spiegazione)</b>
Non l’ho giocato ma ce lo hanno spiegato e mi è sembrato davvero un bel titolo nel suo genere. Chiaramente siamo nell’ambito dei giochi dadosi in stile american. I materiali sono bellissimi, l’ambientazione è originale e sembra ben integrata nel gioco, molto dipendente dalla lingua ma per fortuna dovrebbe arrivare presto in italiano. Peccato sia limitato a 4 giocatori, probabilmente serviranno le espansioni per portarlo almeno a 5.

<b>7 Wonders – 7,5</b>
Non è certamente originale, tutte meccaniche già viste ma messe insieme in un gioco che risulta piacevole e divertente. Ha molti punti a suo favore, intanto la grafica davvero bella e i materiali che oltre alle carte comprendono plancette e token ben rifiniti, poi la durata contenuta a fronte di una profondità strategica che dà la sensazione di essere molto elevata. Inoltre il gioco arriva fino a sette persone, ha delle regole facili da spiegare a chiunque e diversi livelli di difficoltà. Certo che se si mette in piedi quel tipo di campagna promozionale e si prende uno stand davanti all’entrata di Essen, mi aspetto che le copie del gioco non siano esaurite ancora prima dell’apertura della fiera.

<b>Furstenfeld – 7</b>
Giravano pessime voci per la fiera su questo gioco, dicevano fosse più freddo e noioso di Fabrik Manager (gioco che detesto), invece provandolo è stata una piacevole sorpresa. Il gioco è sempre a sfondo matematico snello e con pochi tempi morti. Le regole sono chiare e facilmente assimilabili con una dose di fortuna nella pesca delle carte che non disturba, il meccanismo del mercato mi diverte e unisce la strategia all’interazione indiretta. I materiali sono carini e il gioco scorre abbastanza rapido, l’unico dubbio è circa la longevità, perché ho l’impressione che dopo un po’ le combinazioni di carte da giocare si riducano sempre alle stesse, ma questo è da verificare.

<b>Felinia – 6,5 (solo spiegazione)</b>
La grafica sembra un passo sotto lo standard matagot anche se le barchette da costruire sono proprio belle. Il gioco appare interessante con due fasi distinte, una di mercato e una di smercio nell’isola dei felini. L’ambientazione sembra un po’ superflua ma il gioco dà l’idea di essere semplice e piacevole.

<b>Offerings – 6</b>
Un gioco di aste sul genere di Sylla ma più lineare. Il tema risulta piuttosto scollegato ma il gioco è comunque piacevole, semplice da capire e piuttosto lineare. La grafica è bella e gli animali di legno tutti diversi sono fantastici, ciononostante non ha impressionato, si lascia giocare ma niente di più.

<b>Famiglia – 5,5</b>
Gioco per due un po’ complesso da capire inizialmente e non esaltante anche se ne ho giocati solo alcuni turni. La grafica è carina ma alla fine il gioco non mi sembra avere nessuna trovata particolare, solo colori e numeri.

<b>Escape From the Alien in Outer Space – 5,5</b>
Gioco particolare, con una grafica di carte e scatola molto bella. L’ho provato in 4 ma forse dà il suo meglio con un numero di giocatori più alto. Personalmente non apprezzo il dover scrivere sui fogli del gioco, è una cosa che non mi è mai piaciuta, però è abbastanza divertente, unendo una discreta dose di strategia e deduzione. Mi è sembrato un po’ troppo povero nei suoi “accessori”, poche carte evento diverse, nessun oggetto per gli alieni e soprattutto non mi sono piaciute affatto le carte porta aperta/chiusa che rendono una mera questione di fortuna l’uscita dall’astronave.

<b>Era of Invention – 5</b>
Un deja vu continuo. Un gioco di piazzamento senza niente di nuovo con una grafica sufficiente e dei materiali osceni: cilindri di legno piccoli e grandi, marker e cubetti di colori che si confondono tra loro. L’ambientazione si sente appena ma il gioco comunque sembra solido e controllabile per quanto riguarda le strategie. Sinceramente credo che ci siano tonnellate di titoli migliori nello stesso genere.

<b>Asara – 5</b>
Il gioco ha una grafica davvero molto bella ma finisce più o meno lì. Il resto è giocare una carta di un colore o due di colori diversi per quattro turni, in balia del tipo di carte ricevute. L’ambientazione non si sente affatto e risulta piuttosto noioso dopo i primi due turni, costruire le proprie torri comunque dà una certa soddisfazione.

<b>Travel blog – 4,5</b>
Da Vlaada Chvatil mi aspetto di più anche nei giochi di fascia medio-bassa. Tutto basato sulla memoria e sulla conoscenza della geografia. Un gioco piatto e inutile con una grafica discreta che può avere come punto a favore solo una veste didattica per insegnare la geografia ai propri figli.

<b>Fun Fair – 4</b>
Gioco commemorativo della Eggert che ha un po’ diviso il nostro gruppo. C’è chi lo ha trovato un gioco cazzone e divertente, a me è sembrato solo brutto e inutile. Carina la grafica e l’idea di base del luna park con tanti giochino diversi, però i vari giochi sono stupidi e assolutamente basati sul caso e la prova finale di pesca è assolutamente improponibile. Secondo me dopo una partita si ripone tranquillamente nell’angolo più buio di casa. Non lo proporrei neanche ai bambini perché davvero non è per nulla stimolante.


Spero di essere stato utile per qualcuno che sta valutando acquisti. Se mi viene in mente di aver provato qualcos’altro integro il post. Rimando a più avanti per considerazioni generali sulla fiera. :grin:
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Messaggioda Lobo » 26 ott 2010, 13:27

si

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

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Messaggioda zerro73 » 26 ott 2010, 14:16

Lobo ha scritto:si

? 8-O
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shaka

Messaggioda SHAKA » 26 ott 2010, 14:45

Grandissimo Daniele!!!!

Questo si che è un report ben fatto. Utilissimo per chi come me si accinge ad andare a Lucca.

Molto bravo ;)
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Messaggioda jarred » 26 ott 2010, 17:44

Bravo Daniele, concordo con i tuoi giudizi e, dato che vado pure io a Lucca, sapere in anticipo cosa comprare è sempre utile.

Merchant e Marauders e Seven Wonders sono assolutamente dei must

Ci si becca alla fiera di Lucca


Jarred

Il gioco è un'oasi strana, un momento di quiete trasognata in un peregrinare senza sosta. Eugen Fink

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Messaggioda pennuto77 » 27 ott 2010, 6:30

LA MIA ESSEN 2010:
Per il terzo anno consecutivo sono stato nel fantastico mondo dei balocchi che per noi affezionati gamers si chiama Fiera (messe) di Essen. Ancora non riesco a stancarmi di camminare per 5 lunghi giorni per le decine e decine di stand di tutti i maggiori produttori di giochi da tavolo!
Quest’anno l’unica nota amara del viaggio è stata l’aver lasciato la mia compagna e mio figlio di soli tre mesi a casa soli per una settimana. Purtroppo non è stato possibile organizzare il viaggio tutti insieme e per un caso fortuito sono però riuscito a partire io insieme a 7 fantastici compagni di viaggio: Fenomeno (Fabio) e compagna (Eleonora), Genma1 (Virgilio)+ compagna (Veronika)+ splendida mamma (Vittoria), Jelerak (Alessandro) ed Etrigan (Fabrizio); in doveroso ordine sparso.
Arrivati comodamente in aereo il martedì sera, ci sistemiamo non troppo comodamente in due appartamentini (Io, Alessandro, Fabrizio e Vittoria nel primo e Fabio, Eleonora, Virgilio e Veronika nell’altro).
Mercoledì alla buon’ora noi quattro del primo appartamento ci facciamo la solita, abbondantissima colazione e alle 10:00 entriamo in fiera il giorno prima dell’apertura e giriamo per i vari stand in allestimento. Mille saluti agli ormai tantissimi conoscenti, qualche acquisto all’usato e riusciamo persino a provare 5 titoli nuovi! Immancabile la cena al solito pub con birre e bisteccona tutti insieme e poi tutti a nanna dopo una partitella a Wizard!
Giovedì il copione si ripete e dopo la colazione e aver preso i panini per pranzo entriamo in fiera per girare, comprare e provare le novità. Riusciamo a sederci ai tavoli di Noremberc, Antwerpen, Tikal II, Florenzia e (la sera in appartamento) Troyes. A cena si va al Drago Rosso (altro ritrovo abitale dove tutti i tavoli sono pieni di Goblin) e si mangia l’insuperabile zuppa di cipolle accompagnata da carne, patate e fiumi di birra!
Venerdì stessa storia con cena finale al ristorante Tailandese e tanti giochi provati: Felinia, “Sun, Sea & Sand”, Firenze, Dakota e Kaigan (sempre prima di andare a dormire).
Sabato proviamo Asara, Escape From the Aliens In Outer Space, Jerusalem, Vinhos e Gran Cru.
L’ultimo giorno proviamo London, Era of Invention, Genesis ed Abemus Papam. Ovviamente le ultime ore sono state dedicate alla frenesia degli acquisti a prezzi scontati e poi tutti a cena con amici e addetti ai lavori!
Il giorno dopo si fanno le valigie, si fa anche una partitina a 51 State e poi si torna a Roma a notte fonda, stanchi ma contenti!
Che dire? Mi sono divertito, ho rivisto tanti amici italiani e non, ed ho provato ed acquistato un sacco di giochi! Non farò nomi nei saluti e nei ringraziamenti per questa splendida esperienza perché dimenticherei sicuramente qualcuno. Tutte le persone incontrate sono state una bellissima esperienza! Nessuna esclusa. Peccato non aver partecipato all’europeo ma quest’anno il Capitano dei Tiger Mask non poteva venire e con un bimbo piccolo io non sarei riuscito a prepararmi.
A breve posterò le recensioni dei giochi provati. Ma abbiate un pochino di pazienza che sono davvero tanti! :grin:
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Messaggioda Gwaihir » 27 ott 2010, 12:52

pennuto77 ha scritto: Peccato non aver partecipato all’europeo ma quest’anno il Capitano dei Tiger Mask non poteva venire


Aho ma che niente niente mo' diventa colpa mia :evil: :grin:
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Messaggioda pennuto77 » 28 ott 2010, 7:11

è sempre colpa del capitano non lo sapevi? :lol: :lol:
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Messaggioda pennuto77 » 29 ott 2010, 16:52

Di seguito farò una breve recensione dei giochi che ho provato ad Essen. Tale giudizio va comunque preso con il beneficio del dubbio essendo spesso frutto di una sola partita alle volte neppure completa.

51 State:
Casa editrice: Portal
Autore: Ignacy Trzewiczek
N° giocatori: 2-4
Durata: 30-120
Gioco di carte da 2 a 4 giocatori. Nella scatola troviamo un mazzo di circa 120 carte ed una serie di token rappresentanti risorse, punti vittoria, lavoratori ed altre cose utili alla partita. Devo subito evidenziare una nota dolente: il gioco contiene un numero davvero esiguo di token che in alcuni casi sono del tutto assenti. Nulla di grave ma comunque molto seccante. Il gioco dura meno di un’ora e i giocatori impersonano una delle 4 fazioni in lotta. Ogni turno i giocatori pescano una serie di carte e poi possono svolgere molte diverse azioni possibili. Ogni carta può essere giocata in tre modi differenti. Si può costruire (carte messe a terra ed utilizzabili ogni turno), attaccare (carte da scartare per ricevere una tantum un beneficio), annettere (beneficio permanente in fase di produzione). Oltre a ciò è possibile attivare tramite propri lavoratori le proprie carte o quelle altrui (non più di tre volte per turno e solo nelle carte che lo consentono); cambiare due carte per una del mazzo, cambiare due lavoratori per una risorsa a scelta, calare un leader che da diversi benefici o passare. Quanto detto fa capire quanto sia vario e diversificato il gioco e le molteplici strategie possibili. La partita termina nel turno in cui almeno un giocatore raggiunge i 30 punti vittoria. Secondo me si tratta di un titolo davvero ottimo che presenta molteplici possibilità, un costo contenuto ed una durata breve.
Giudizio finale: OTTIMO (uno dei migliori titoli dell’anno).

Era of invention:
Casa editrice: Quined Games
Autore: Anthony Daamen
N° giocatori: 3 - 5
Durata: 90
Gioco dei più classici. Ogni giocatore ha a disposizione due dischi azione (nella versione a tre giocatori i dischi sono tre) con cui piazzarsi sul tabellone e svolgere l’azione dell’area in cui si è messo. Ogni area, però, può contenere due soli dischi la qual cosa pone ovvi problemi strategici su cosa fare e quando. Con le azioni si comprano industrie, si produce con quelle in possesso, si inventano piccole cose in cambio di soldi o punti, si migliora sui brevetti delle proprie invenzioni, si mercanteggia (con il banco in modo fisso) e, dulcis in fundo, si fanno le invenzioni. Tutto è funzionale a fare punti e la partita si svolge in modo uniforme per un tot di turni variabile al variare dei giocatori. L’idea più interessante, ma anche più destabilizzante per la possibilità di pianificare le proprie mosse è quella delle extra-azioni che sono azioni possibili durante il proprio turno in zone dove non si è che, una volta fatte si scartano e possono solo essere ricomprate al mercato. Il gioco non presenta nulla di particolarmente innovativo ed originale ma scorre bene e piacevolmente ed offre molte possibili strategie.
Giudizio finale: BUONO (un titolo che piacerò a molti ma che non fa gridare al miracolo).

Kaigan:
Casa editrice: Ascora Games
Autore: Kenichi Tanabe
N° giocatori: 3 - 4
Durata: 60 - 90
Riedizione di un gioco uscito tempo fa che coniuga una meccanica di azioni tipo doloretto con altre meccaniche di piazzamento. Da spiegare risulta semplicissimo e da giocare ha una durata abbastanza contenuta. I materiali sono buoni e molto “jappo” ed ad Essen davano un segnalino dei turni bonus fatto con una pietra Agata Occhio di Tigre molto bella. Personalmente questo titolo mi è piaciuto moltissimo sia perché molto originale sia perché con la meccanica delle azioni rende la partita sempre appassionante dovendo farti scegliere fra il fare meno azioni sicure ed il farne di più ma rischiando di non fare le azioni che si volevano.
Giudizio finale: MOLTO BUONO (titolo originale e con ottimi spunti strategici ma leggero e veloce).

Luna:
Casa editrice: Hall Games
Autore: Stefan Feld
N° giocatori: 1 - 4
Durata: 25 - 100
Gioco che trovo molto difficile da recensire. Si tratta di un titolo con bei materiali e meccaniche rodate e fluide. Si devono gestire i propri omini mandandoli a svolgere diverse azioni nelle varie isole che compongono il tabellone. Il tutto per poi andare al tempio a fare punti con un tempismo tale da levarne agli altri, quando possibile. Il titolo scorre bene e offre la possibilità di pianificazioni a medio e lungo termine davvero intriganti e complesse. Però non mi ha fatto scattare nulla, l’ho trovato freddo e poco coinvolgente. L’ambientazione, che per materiali ed attenzione del grafico, doveva essere bella e coinvolgente invece mi ha lasciato l’idea di fare un tedesco freddo e completamente astratto. Insomma personalmente mi trovo ad essere deluso di un gioco a cui però non posso addossare particolari colpe o difetti.
Giudizio finale: DISCRETO (ma non mi ha colpito).

Merkator:
Casa editrice: Lookout Games
Autore: Uwe Rosenberg
N° giocatori: 1 - 4
Durata: 90
Gioco di mercanteggiamento in cui si devono ottenere risorse per poi scambiarle con contratti sempre più vantaggiosi il tutto con meccaniche molto semplici e lineari. Non saprei proprio che dire di un titolo che è davvero un esercizio di calcolo freddo e astratto. I giocatori si muovono raccogliendo risorse e generandone di nuove in tutti i luoghi adiacenti a quelli in cui si è andati. Le risorse sono di moltissimi tipi diversi ed è anche possibile comprare dei vantaggi permanenti che aiutano a raccoglierne di più. Carina l’idea per cui i giocatori non in turno pagando tempo a chi compie un’azione possono svolgerla anche loro. Quando un giocatore ha risolto un contrato di livello dieci il gioco termina e si calcolano i punti. Tutto ben fatto e molto strategico ma anche qui non mi ha colpito nulla in particolare.
Giudizio finale: DISCRETO (molto astratto e tutto già visto).

Noremberc:
Casa editrice: White Goblin Games
Autore: Andreas Steding
N° giocatori: 2 - 5
Durata: 90 -
Gioco in cui si mercanteggia con gilde diverse per la compra-vendita di oggetti attraverso cui arricchirsi e acquistare i favori di vari personaggi affiliati alle suddette gilde. Ogni turno in segreto tutti i giocatori decidono in quali gilde mandare i propri emissari al fine di comprare o vendere merci al prezzo corrente (varia ogni turno) o ottenere i favori di personaggi che daranno a fine gioco vantaggi e controllo sulle gilde. Al termine dell’ultimo turno i punti si otterranno con il controllo od il secondo posto nelle varie gilde e con l’ottenimento dei blasoni. Tutto già visto anche in questo caso ma devo dire che le meccaniche sono davvero ben amalgamate e offrono diversi spunti tattici. Peccato abbiano anche inserito personaggi che fanno rubare risorse agli altri giocatori rischiando di vanificare strategie di lungo termine in modo davvero poco comprensibile. I materiali sono carini ma nulla di eccezionale.
Giudizio finale: BUONO (a chi piace il tedecone puro ed astratto).

London:
Casa editrice: Treefrog Games
Autore: Martin Wallace
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 90 - 120
Il nuovo titolo di Wallace stupisce subito per un regolamento semplice e poco arzigogolato senza regolette inutili e complesse. Si tratta fondamentalmente di un gioco di carte con un tabellone che conta davvero poco. I giocatori giocano carte dalla propria mano con l’obbligo di giocare un tipo di carta scartandone una del medesimo genere e pagandone l’eventuale costo in denaro. È inoltre possibile costruire edifici e metropolitane sulla mappa che danno punti e nuove carte da pescare. Le carte calate possono essere attivate e dare benefici di diverso tipo, da punti a soldi allo scarto dei cubi povertà. Proprio nei cubi povertà sta l’elemento più interessante di questo titolo. Molte delle azioni del gioco, infatti, costano povertà rappresentata da cubi neri. A fine gioco se non si è riusciti a scartare tali cubi essi daranno parecchi punti negativi. Carina l’idea secondo cui a fine partita il giocatore con meno cubi scarta tutta la sua povertà e gli altri ne scartano la stessa misura. Ciò rende la partita tesa ed in bilico fino alla fine e spesso ci si trova a scegliere fra azioni molto potenti e tanta povertà e fare cose di più basso profilo per non rischiare di essere pieno di cubi neri! Non sono sicuro della longevità di questo titolo (che però può tranquillamente essere espanso con nuove carte), che però mi è piaciuto davvero molto. Peccato averlo provato l’ultimo giorno quando era ormai andato esaurito!
Giudizio finale: MOLTO BUONO (gioco strategico e molto teso fino alla fine).

Genesis:
Casa editrice: Gigantoskop
Autore: Peter Hansson
N° giocatori: 2 - 6
Durata: 60 - 120
In questo titolo impersoniamo degli angeli che aiutano il Creatore a fare l’universo nei celeberrimi sette giorni! La grafica è carina (il tabellone è stato disegnato da un tatuatore professionista) me nasconde un astratto puro in cui i movimenti degli angeli sono regolati da un sistema molto semplice ma che lascia spazio a strategie complesse e di difficile lettura alla prima partita. Ogni volta si deve scegliere dove andare in una trak i cui spazi raggiunti fanno ottenere risorse nel turno successivo a quello in cui vi si arriva. Ovviamente in uno spazio ci può essere un solo giocatore per volta. Le risorse servono a pagare il nostro contributo alla realizzazione della creazione. Ogni giorno ha uno spazio per ogni giocatore, chi occupa il primo fa più punti fino a scendere ad un punto solamente. Va da se che occorre cercare di ottenere per primi le risorse necessarie per fare più punti e vincere la partita.
Giudizio finale: SUFFICIENTE (astrattone puro con un’ambientazione appiccicata a forza).

Ai Waiter!:
Casa editrice:
Autore:
N° giocatori:
Durata:
Titolo di carte in cui si impersonano i camerieri di un ristorante intenti a consegnare il cibo ai diversi tavoli. Ogni giocatore deve giocare al suo turno una coppia di carte che combinate a seconda di quale è giocata per prima e quale per seconda danno luogo a diverse combinazioni di azioni. Fondamentalmente ogni giocatore parte con un cameriere ed una pila di fiches poste su di esso che hanno diversi piatti rappresentati su di esse. Lo scopo del gioco è scartare tutte le fiches prima della squadra avversaria (in 4 si gioco due contro due). Le azioni sono di scartare tutti un cibo di un tipo solo se posto in cima alla pila, spezzare la pila in due più piccole (cosa che però riduce il numero di carte in mano fra cui scegliere le azioni da giocare), levare un blocco su una pila o metterne uno su di una pila altrui. A questo si aggiunge anche la possibilità di fare delle piccole azioni bonus fondamentali soprattutto alla fine della partita per chiudere. Il titolo è davvero carino ed è originale l’idea della azioni fatte con la combinazione di due carte. Rimane l’impressione che le strategie siano poche e sempre le stesse ponendo seri dubbi sulla longevità del titolo che comunque non mira ad essere particolarmente strategico e serio.
Giudizio finale: SUFFICIENTE (carino e con poche pretese).

1655 Habemus Papam:
Casa editrice: DDD Verlag
Autore: Christoph Bauer
N° giocatori: 3 - 4
Durata: 30 - 45
Gioco di aste in cui ottenere le carte dei cardinali e di altri personaggi storici con lo scopo di divenire il prossimo papa! Le aste vengono fatte a pugno chiuso con le gemme di 4 colori diversi. Vince l’asta chi offre più emme, a parità chi offre quelle del valore (colore) più alto e in caso di ulteriore parità chi è più vicino al primo giocatore (carta fissa anch’essa oggetto di asta). Ogni turno ci sono tre nuove carte all’asta più quella del primo giocatore (che da anche tre pietre di ricompensa). Dopo l’asta si stabilisce dal vincitore all’ultimo l’ordine con cui scegliere tra le 4 carte a disposizione e poi si ricomincia. Oltre ai vari personaggi ci sono carte azione da giocare ad inizio turno che hanno svariati effetti e i vari cardinali e personaggi hanno anch’essi alcune caratteristiche particolari (possono far ottenere ulteriori voti per diventare papa, soldi, ecc. ecc.). Tutto molto semplice ma ben fatto e interessante. Il gioco è rapido e le carte molto ben illustrate ed incastrate fra loro con effetti bilanciati e variegati. Insomma un buon titolo per tutti gli amanti del genere.
Giudizio finale: BUONO (per chi ama le aste al buio).

Sun, Sea & Sand:
Casa editrice: Cwali
Autore: Corné van Moorsel
N° giocatori: 2 - 5
Durata: 50 -
Titolo in cui impersoniamo i gestori di un centro turistico. Ogni turno ci sono navi di turisti che arrivano in vacanza e si aspettano di trovare bungalow dove dormire e le più svariate attrezzature ricreative (moto d’acqua, spiagge attrezzate, scivoli, bar, ecc. ecc.) il tutto viene pagato con due diverse merci: il vil denaro ed il tempo. La cosa più interessante del titolo è proprio che ogni azione costa tempo e il segnalino azione giocato tornerà a nostra disposizione solo dopo diversi turni (quanto il tempo necessario a svolgere l’azione fatta con esso). Ciò fa facilmente intuire la profondità del titolo che necessita di scelte attentamente pianificate e di strategia a medio e lungo termine. A questo si uniscono tutta una serie di altre meccaniche e possibilità (bellissima l’idea del campeggiatore itinerante) che danno un brio ed una freschezza a questo titolo che ho trovato davvero bello. I materiali hanno una grafica gradevole e sono numerosi.
Giudizio finale: MOLTO BUONO (interessantissima la meccanica di gestione del tempo).

Gran Cru:
Casa editrice: Eggert Spiele
Autore: Ulrich Blum
N° giocatori: 2 -5
Durata: 60 - 120
Gestire una ditta di vini facendo scelte difficili e rischiando ogni turno il fallimento per i debiti. Questo è quello che ci propone questo tedeschissimo titolo. Ogni turno i giocatori possono comprare all’asta azioni speciali o nuove viti, produrre, prendere prestiti, far salire i prezzi di un vino, ecc. Il titolo è ben oliato e scorre fluido offrendo molte cose su cui riflettere. La cosa più interessante è un meccanismo di aste (simile a quello di Comuni) per cui se ti torna il turno senza che nessuno ti abbia rilanciato l’asta messa in gioco puoi ritirare la merce pagando quanto offerto. Tutto questo diventa ottimo perché l’azione di ritirare o di mettere all’asta è inserita come una fra tutte le azioni possibili del turno! Di conseguenza si soffre continuamente fra la voglia di rilanciare gli altri per non fargli ottenere cose a basso prezzo ed il fare aste proprie o ritirare quelle già fatte, o più semplicemente fare un’altra della altrettanto importanti azioni del gioco! I pregi sono molti altri e il gioco pur essendo molto tosto scorre fluido. Bella anche l’idea per cui ogni turno si contraggono debiti o si ripagano quelli contratti precedentemente. La partita termina dopo che un giocatore riesce a pagare tutti i debiti fatti e solo allora (ma potrebbe arrivare quando meno ce lo si aspetta!) si passa al conteggio dei punti (in cui ovviamente contano molto i debiti ancora da pagare ed i vini prodotti).
Giudizio finale: MOLTO BUONO (bella l’idea dell’asta inserita fra tutte le altre azioni invece che in un momento a se del gioco come al solito).

Vinhos:
Casa editrice: What's Your Game?
Autore: Vital Lacerda
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 90 - 120
Altro titolo di ambientazione vinicola in cui si deve produrre vino per poi venderlo al momento propizio o presentarlo alla fiera annuale per ottenere prestigio. Titolo davvero complesso e pieno di intricate e svariate strategie possibili. All’inizio mi ero spaventato per la complessità del regolamento (infatti la spiegazione è durata diversi minuti) ma poi devo dire che grazie ad un tabellone e ad un sistema di icone molto ben congeniato lo svolgimento del turno non è troppo complicato. Come nei migliori titoli per giocatori seri le azioni da fare sono semplici ma la loro scelta e le successive conseguenze sono complesse da capire e giocare al meglio! C’è davvero di tutto e le strade per raggiungere il successo nel mondo del nettare d’uva sono moltissime e tutte da scoprire. Basti dire che il vino ha molte caratteristiche, che si possono migliorare le proprie cantine per mezzo di materiali migliori, esperti vendemmiatori, assaggiatori vari. Si può speculare, fare cassa, puntare sulla fama o sui soldi. Si hanno azioni variegate ed anche il loro svolgimento è soggetto a vincoli temporali e di piazzamento tutt’altro che sottovalutabili. Ovviamente tutto con una perenne carenza di soldi e turni! Non posso spiegare nel dettaglio le sfaccettature di questo titolo ma lo ritengo uno dei migliori dell’anno!
Giudizio finale: OTTIMO (un gestionale complesso ed appagante con meccaniche ottimamente ambientate).

Jerusalm:
Casa editrice: Red Glove
Autore: Michele Mura
N° giocatori: 3 - 4
Durata: 90 - 120
Titolo non proprio nuovo ma non avendolo provato in precedenza ho colto l’occasione di farlo ad Essen. Bella la grafica e buoni i materiali di questo gioco di maggioranze e controllo delle aree del tabellone ai fini di accumulare punti torre per erigere la più alta torre di Gerusalemme. Le meccaniche sono semplici ma non per questo banali ed ogni turno l’asta per le carte ruolo (che danno anche l’ordine di gioco e differenti vantaggi) è il momento fondamentale per decidere cosa fare. Tutto ben congeniato e bella l’idea delle differenti aree suddivise fra principali (con benefici maggiori) e secondarie (presumibilmente oggetto di un confronto meno serrato ma con minori vantaggi). La tipologia di gioco non è fra le mie preferite perché soggetta a Kingmaking e grandi bastardate ma il titolo è piacevole e scorre bene con spunti interessanti anche se non troppo innovativi. Da riprovare ma un buon titolo di sicuro.
Giudizio finale: BUONO (per chi ama i giochi di maggioranze e piazzamento).

Scape From the Aliens in Outer Space:
Casa editrice: Cranio Creation
Autore: Lorenzo Silva / Lorenzo Tucci Sorrentino
N° giocatori: 2 - 8
Durata: 20 - 45
Gioco cooperativo a squadre. Una squadra impersona gli alieni in cerca di umani da papparsi e l’altra impersona gli umani in fuga dagli alieni. Il tutto si svolge con i ruoli inizialmente sconosciuti fra i vari giocatori! Ogni volta che ci si muove in segreto segnando le coordinate sulla plancia a disposizione per ogni giocatore questo deve vedere se il movimento è avvenuto su di una casella sicura o no. In caso la casella non sia sicura si deve pescare una carta dal mazzo dei rumori. In tale mazzo sono presenti tre tipologie di carte. Nessun avvenimento, falso rumore o rumore vero. Solo chi pesca è a conoscenza della carta presa. Se la carta segna un rumore vero il giocatore deve dichiarare un rumore nella casella dove si trova realmente. Se invece è una carta falso rumore il giocatore può indicare una casella qualsiasi dove dichiarare di essere. Unendo questo al fatto che non si sa subito chi appartiene a quale fazione si capisce che il gioco offre molto spazio a bluff e strategie di depistaggio. Il titolo è semplicissimo ma dannatamente divertente. A dare brio a tutto si aggiungono anche un mazzo di oggetti dai poteri più disparati che viene in aiuto agli umani! I materiali sono belli anche se semplici (due mazzi di carte e dei fogli con la plancia di gioco dove segnare i propri spostamenti) e la grafica personalmente la trovo ottima!
Giudizio finale: BUONO (per gli amanti del bluff e degli inseguimenti alla Scotland Yard).

More Im Arosa:
Casa editrice: Zoch
Autore: Alessandro Zucchini
N° giocatori: 2 - 6
Durata: 30 - 45
Gioco davvero originale e simpatico. C’è una torre rappresentate l’hotel Arosa (albergo realmente esistente vicino la fiera ad Essen dove di solito alloggiando gli standisti inglesi in fiera!) fatta di tante scatoline con un buco al centro. I giocatori lasciano cadere un cubetto del proprio colore. Si deve cercare di indovinare dove sono andati a cadere i cubetti propri e degli altri giocatori in base al rumore prodotto dalla caduta! A turno si può accusare un giocatore del delitto indicando dove (secondo noi) ci sono suoi cubetti oppure cercare di discolparsi indicando dove sono i propri. Formulata l’ipotesi si alza il paino indicato e si vede cosa c’è. Sbagliare vuol dire rimuovere i propri cubi dalla torre o farne aggiungere alla lista degli indizi altri degli avversari. Alla fine del gioco meno cubi si hanno sulla plancia degli indiziati e meno punti negativi si prendono. Il più “innocente” vince la partita! Filler originale ma da giocare in assoluto silenzio!
Giudizio finale: DISCRETO (originalissima la meccanica di “sentire” dove si sono fermati i cubi! Gioco comunque leggero ed adatto come riempitivo a fine serata)

Antwerpen:
Casa editrice: The Game Master
Autore: Hans van Tol
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 60 - 90
I giocatori devono caricare le merci sulle proprie navi e farle arrivare al corretto porto di destinazione per raccogliere le carte merci da dare ai fini di completare degli ordini ricevuti ad inizio gioco. Il tabellone presenta una serie di tratte che vanno a formare le rotte attraverso cui le navi si muovono per arrivare ai porti o naufragare in mare aperto. I tratti delle rotte sono in diversi colori e quando un giocatore al suo turno dichiara un colore tutte le navi che lo hanno fra le rotte davanti a loro si devono muovere in quella direzione. Ciò significa che le navi non possono essere controllate facilmente muovendosi ad ogni turno secondo i desideri dei vari giocatori. Esistono carte speciali che si pescano quando la nave si ferma in determinati punti delle rotte che aiutano i giocatori a fare cose particolari ma il gioco è tutto qui. La cosa peggiore è che è un titolo completamente incontrollabile e casuale. Sinceramente l’ho trovato il titolo peggiore fra tutti quelli provati in fiera!
Giudizio finale: INSUFFICIENTE (titolo frustrante e banale).

Tikal II:
Casa editrice: GameWorks
Autore: Wolfgang Kramer / Michael Kiesling
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 90 - 120
Occorre subito premettere che questo gioco non ha nulla a che vedere con il suo predecessore Tikal di cui prende solo l’ambientazione ma cambia completamente le meccaniche. Ogni giocatore cerca di fare punti esplorando il tempio e raccogliendo tesori e carte. Il turno è suddiviso in due fasi, la prima è quella di movimento in senso orario (antiorario nella seconda fase della partita), in cui i giocatori si spostano lungo i bordi del tabellone raccogliendo una delle tessere azione presenti sulle varie aree raggiungibili. Interessante la meccanica secondo cui andando molto avanti nelle zone si arriva poi a dover ricominciare il giro pagando un tributo in segnalini chiave (segnalini necessari al movimento nella fase di esplorazione ed a fare punti). Andare avanti da il vantaggio di scegliere le azioni migliori ma ti costringe a pagare un pesante tributo! Nella seconda fase (che si svolge all’interno del tempio da esplorare) si deve compiere l’azione scelta che comporta ampliare il tempio esplorabile, pescare carte azioni speciali, ed altro ancora. Ogni turno si pongono propri segnalini esplorazione nelle stanze che si sono visitate che danno punti a fine gioco e con specifiche azioni. Ci sono diverse strategie di gioco e la partita scorre piacevole e veloce. I materiali sono strepitosi e la grafica anche. Sostanzialmente si tratta di un gioco di media complessità adatto a tutti e divertente.
Giudizio finale: BUONO (adatto a chi apprezza giochi medi).

Florenzia:
Casa editrice: Placentia Games
Autore: Stefano Groppi
N° giocatori: 2 - 5
Durata: 120 - 180
Gioco mastodontico per materiali e complessità strategica (aimé anche nel prezzo per quanto giustificato dalla molta roba contenuta nella scatola). Simile a Caylus sotto diversi aspetti rimane comunque un titolo con idee originali (bello il sistema di punti che da anche vantaggi durante i vari turni) e con una profondità notevole. Buona l’ambientazione e eccellente l’appagamento che da durante la partita. Si tratta di costruire opere d’arte attraverso l’utilizzo di materie ed artisti da assoldare (e pagare). Tantissime le scelte, gli artisti e gli edifici da costruire, produttivi e per fare punti. Si tratta di un gestionale vecchia maniera profondo e davvero ben fatto. Uniche note dolenti il prezzo altino e la difficile leggibilità durante la partita essendo necessario un tavolo enorme (leggere cosa fanno gli edifici costruiti dagli altri giocatori sulle loro plance è un’impresa titanica!). Minima l’influenza della fortuna e facilmente eliminabile da chi volesse un gioco completamente deterministico.
Giudizio finale: OTTIMO (consigliatissimo a quanti amano giochi alla Caylus)

Troyes:
Casa editrice: Pearl Games
Autore: Sébastien Dujardin / Xavier Georges / Alain Orban
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 90 - 120
Gioco fondamentalmente astratto che ha il suo punto forte in un originalissimo sistema di gestione dei dadi che fanno da motore a tutto il sistema delle azioni a disposizione dai giocatori. A dispetto dei dadi la fortuna è molto mitigata da una serie di possibilità intelligenti di sfruttare qualsiasi risultato (anche negativo) a proprio vantaggio tramite soldi e punti fama che si ottengono durante la partita. Sostanzialmente si ottengono punti difendendo la città dalle invasioni e con carte obiettivo che sfruttano combinazioni di dadi nei modi più disparati. I giocatori possono usare i loro dadi o quelli degli altri (pagando in soldi) o anche cambiarne i risultati tramite l’utilizzo dei punti fama a disposizione. Sono possibili molte combinazioni interessanti per fare punti sia tramite le battaglie che con il raggiungimento di obiettivi di vario tipo. Il gioco ha dei materiali molto gradevoli e personalmente apprezzo moltissimo lo stile grafico utilizzato.
Giudizio finale: MOLTO BUONO (originalissima la gestione dei dadi).

Felinia:
Casa editrice: Editions du Matagot
Autore: Michael Schacht
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 60 - 90
Titolo con ambientazione posticcia anche se carina e materiali notevoli (le barche sono davvero carine). I vari giocatori tramite il piazzamento dei loro tre dischi azione devono cercare di accaparrarsi (e rubarsi) le risorse da imbarcare alle bancarelle del mercato. Ogni azione (e quindi risorsa) costa soldi e l’unico modo di farne altri è rinunciare a fare azioni! Appena si possiedono le merci adatte ci si imbarca su navi che portano in vari settori di un isoletta. Esplorando tali settori (con elementi randomici poco influenti) si prendono tasselli mercanti che a fine gioca daranno tanti più punti per quanti di essi dello stesso tipo si sarà riusciti ad ottenere. Ci sono anche altri elementi utili a fare punti (ad esempio la vicinanza dei vari esploratori inviati nell’isola) ma il tutto è abbastanza semplice e gradevole. Sinceramente il titolo non offre tanti elementi originali ma nel complesso la partita risulta tattica e molto gradevole.
Giudizio finale: BUONO (nulla di particolare ma molto gradevole)

Firenze:
Casa editrice: Pegasus Spiele
Autore: Andreas Steding
N° giocatori: 2 - 5
Durata:
Titolo in cui i giocatori si sfidano nella costruzione di torri fiorentine il più alte e belle possibili. Le meccaniche sono semplici. Ogni turno ci sono carte con materiali da costruzione sopra e costi variabili a seconda di quanto vicine ad uscire dalla track dove sono. Tali carte danno materiali ma anche azioni od eventi particolari (alcuni anche negativi) con cui fare i conti. I materiali da costruzione permettono di erigere sulla plancia personale dei giocatori torri di colore uniforme. Le regole di costruzione sono semplici: più piani si costruiscono nello stesso turno più si deve pagare (sempre in materiali di costruzione). Inoltre se non è possibile alzare ulteriormente una torre in costruzione alla fine del proprio turno la torre viene demolita per metà! I giocatori quindi si trovano sempre a dover scegliere se terminare la costruzione dove è arrivata o continuare ad alzare la torre nei turni successivi (con il rischio di distruggere la torre per mancanza dei materiali del giusto colore). Terminando una torre si ottengono punti occupando uno degli spazi torre ancora liberi (se ce ne sono poiché sono limitati) e si scarta la torre utilizzata. Il gioco sinceramente non mi ha colpito per niente essendo piuttosto banale e aleatorio. Nessuna idea particolarmente nuova e meccaniche che poco si sposano con strategie complesse mi fanno dare un giudizio piuttosto negativo su uno dei titoli più attesi della fiera. Pesante anche la dipendenza della lingua essendo le carte piene di testo.
Giudizio finale: INSUFFICIENTE (poco innovativo e molto aleatorio, piatto e ripetitivo nello svolgersi dei turni).

Dakota:
Casa editrice: Nexus Games
Autore: Piero Cioni
N° giocatori: 3 - 5
Durata: 60 - 90
Gioco di alleanze momentanee e tradimenti ogni turno. Titolo del buon Cioni davvero intrigante ed originale. I giocatori rappresentano due diverse fazioni in lotta sul territorio americano (gli indiani nativi e i coloni). Ogni giocatore è costretto da un intrigante sistema di maggioranze a cercare l’aiuto di alleati come di avversari per ottenere le risorse necessarie a fare punti e costruire edifici. Si tratta di un gioco di piazzamento all’apparenza dal sapore tedesco ma che, al contrario, va giocato tutto con contrattazioni e promesse fra i vari giocatori. Il pregio più grande è l’infinita varietà delle situazioni nelle varie partite. Il modo di giocare cambia totalmente a seconda di quanti giocatori ci sono, di come sono schierati (nativi o coloni) e di come sono seduti al tavolo! Insomma un gioco particolarissimo e davvero interessante e ben riuscito.
Giudizio finale: BUONO (per chi ama le bastardate e le contrattazioni)

Asara:
Casa editrice: Ravensburger
Autore: Wolfgang Kramer / Michael Kiesling
N° giocatori: 2 - 4
Durata: 45 - 60
Classico gioco family che strizza l’occhio ai german ma che mantiene una leggerezza adatta a tutti. Si devono costruire torri alte e belle per mezzo di azioni sulla plancia di gioco che si pagano per mezzo di carte colorate prese ad inizio turno. Il primo giocatore a compiere un tipo di azione giocando una carta sull’area di gioco corrispondente decide il colore che tutti gli altri dovranno giocare per fare quell’azione in quel turno. In alternativa ci si trova costretti a spendere due carte di colori indifferenti per compiere un’azione di cui non si possiede il colore giusto. Si devono acquistare le basi delle torri e i vari pezzi in mezzo, oltre al comignolo. Ogni colore a fine gioco darà punti a seconda di chi possiede la torre più alta me in base al colore i pezzi avranno prezzi diversi da dover pagare nel prenderli. Si possono anche fare soldi, prendere altre carte e migliorare le caratteristiche delle torri tramite pezzi speciali. A fine giochi si fanno punti per chi ha più torri, per chi ha le più alte per ogni tipo, ecc. ecc.. Tutto già visto e nulla di particolarmente strategico. Il punto forte del titolo è la semplicità e la sontuosità dei materiali davvero bellissimi.
Giudizio finale: SUFFICIENTE (un family game senza nulla di originale ma ben fatto ed accattivante)[/b]
Offline pennuto77
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Messaggioda zerro73 » 29 ott 2010, 17:04

APPLAUSONE per il tuo report Carlo!!!! :biggrin_sm: :biggrin_sm: :biggrin_sm: :biggrin_sm:
Offline zerro73
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Messaggioda Deiv » 29 ott 2010, 17:41

Che dire, Carlo, se non GRAZIE per il tuo dettagliato report... 8-O

Ci si vede...
Uso dell'apostrofo: po', un altro, un'altra, qual è. Uso dell'accento sui monosillabi, solo in caso sia distintivo: su "so", "qui" e "fa", l'accento non va.
Offline Deiv
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