Riflessione Socio-Ludologica

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Cyrano » 9 nov 2012, 9:52

Beh... Il discorso è complesso... Semplicemente si sono spostati i campi di conoscenza...

Caro Randall. Io conosco ragazzini che faticano a risolvere un'operazione senza calcolatrice e che si esprimono a forza di "xke, tvtb, vlf, ecc." e che sanno programmare una app per android in C 8-O . Tu col commodore 64 riuscivi a programmare la grafica in basic allora?

Ho conosciuto ragazzini mezzi tossici che con i programmi da DJ avevano imparato i sistema musicale. Io col protraker non ero mai andato oltre al F1=do, F2=re

Certo che la cultura (quella vera, quella dei libri, quella senza wikipedia) fa a farsi friggere almeno nei primi anni e manca eccome... :-(
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Messaggioda linx » 9 nov 2012, 10:27

Angiolillo ha scritto:CDa bambino, negli anni '70, era normale per me ricevere un gioco da tavolo, studiare le regole e poi spiegarlo agli amici. Come si faceva con un frullatore o uno stereo. Ora è una cosa poco naturale, perché si sperimenta per imparare più che leggere manuali prima. E quindi lo standard per il grande pubblico è il party game con mezza pagina di regole, non il Monopoly o il Risiko con diverse pagine di regole come tempo fa.


Scusa?!?!?!? 8-O
Io sono nato nel '71. Non mi pareva così normale ricevere un gioco da tavolo in regalo, non credo di aver mai letto le istruzioni del mio stereo e ho giocato con le regole sbagliate del Risiko fino alle superiori (ok, non era il MIO Risiko). E non credo neanche aver visto mio padre leggere un manuale d'istruzioni, seppure lavorasse con mansioni anche importanti in ufficio e benchè sapesse invece coltivare e fare altri lavori manuali.

Credo che nessuno abbia mai apprezzato la lettura dei manuali. Se solo può evitare non lo fa.

Concordo sul fatto che ci stiamo rammollendo. Anche se parte della colpa è proprio della tecnologia che pervade ormai qualsiasi cosa, rendendola quasi sempre inriparabile coi propri mezzi, oltre ad accorciarne la vita in maniera spaventosa. Tutto ormai è fatto per diventare inutile nel giro di qualche anno per DOVER essere cambiata. E' l'unico modo per cui l'attuale sistema economico può stare in piedi. Anche i tecnici (giovani) ormai cambiano solo blocchi di pezzi di ricambio. Le case madre fra un pò neanche forniscono i singoli pezzettini (ammesso che uno si sbatta per trovare il problema).
L'unica cosa che potremmo fare (e mi piacerebbe: l'ho chiesto a mio padre) è imparare a coltivare: la terra e gli strumenti base sono sempre quelli se non hai intenzione di coltivare all'ingrosso (cosa che fra l'altro è sempre più antieconomica).
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Lord » 9 nov 2012, 10:45

si anche io ho sempre giocato a risiko con le regole sbagliate e con regole fatte in casa. E quando per la prima volta ho giocato con le regole vere ci sono rimasto malissimo e anche un pò deluso.... :cry:
ps a me piacerebbe saper lavorare il legno.... :roll:
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Messaggioda Angiolillo » 9 nov 2012, 14:10

Lord ha scritto:Però sinceramente se io compro un cellulare nuovo e so già impostarlo o usarlo dopo 2 minuti che leggo a fare le pagine in cui mi descrivono la struttura anatomica del suddetto telefono?


Infatti, oggi non usa più. Un tempo, che io ricordi, di un oggetto elettrico/elettronico ti leggevi per lo meno istruzioni sull'installazione, avvertenze e una prima infarinatura di modalità d'uso. Non per tuo piacere, ovviamente, aggiungo per Linx, ma per necessità. Ora la sensazione è che molti più oggetti siano pronti all'uso.

Un tempo un televisore nuovo te lo sintonizzavi da solo dopo aver studiato come si faceva. Oggi ci pensa da solo (e se vuoi metterci le mani direttamente, ti assiste lui).

linx ha scritto:
Angiolillo ha scritto:...era normale per me...


Scusa?!?!?!? 8-O
Io sono nato nel '71. Non mi pareva così normale ricevere un gioco da tavolo in regalo, non credo di aver mai letto le istruzioni del mio stereo


Ribadisco il "per me".
Comunque a me capitava, vuoi per regali di Natale/compleanno/affini in cui arrivava "Assalto alla Jack Bank" piuttosto che "Pinocchio e il pesce parlante", vuoi come abbonato a Topolino che come dono annuale sceglieva a volte un volumone speciale di fumetti e a volte "Paperopoli" piuttosto che "Strategikon" (le cui regole facevano impallidire Risiko!). E si faceva senza tanti problemi: prendevo le regole, studiavo, poi le spiegavo agli altri giocatori. Talvolta si leggevano invece tutti assieme.
Così qualche anno dopo dopo per tanti wargame anche complessi o complessissimi su mappa esagonata. Che non erano tanto di nicchia come oggi: a inizio anni '80 ne pubblicava anche Clementoni, la IT si trovava in giocattolai e cartolerie, Panorama e altri settimanali ne allegavano su temi di attualità.
Poi sono venuti i videogiochi: trovi una macchinetta al bar, metti cento lire, prova a giocare, game over. Metti altre cento lire, riesci a giocare un pochino meglio e un pochino più a lungo, game over di nuovo. E così via. O giochi da computer con grandi manuali mai letti (salvo forse la pagina sull'installazione). E le abitudini ludiche cambiano.

linx ha scritto:ho giocato con le regole sbagliate del Risiko fino alle superiori (ok, non era il MIO Risiko).


Per alcuni giochi come Monopoly e Risiko! è normale, sono giochi più a tradizione orale che studiati a tavolino (e questo spiega perché le regole si siano piegate ai gusti di chi man mano le ha diffuse, e/o si siano distorte per piccole incomprensioni e dimenticanze). Li prendevo come esempio di livello di difficoltà.
Succede. Ricordo lo stupore di un quattordicenne, diversi anni fa, cui ho regalato il manualetto delle regole di Magic: di carte ne aveva parecchie, ma il regolamento stampato nemmeno sapeva che esistesse...
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Messaggioda linx » 9 nov 2012, 17:01

Angiolillo ha scritto:O giochi da computer con grandi manuali mai letti (salvo forse la pagina sull'installazione).

Io li leggevo! :)
Mica riuscivi ad utilizzare tutto per bene senza leggerlo!
Oggi invece leggerlo è più che inutile, visto che poi ti tocca lo stesso sorbirti un tutorial che ti spiega anche come raccogliere le margherite... (e le cose più interessanti poi magari nemmeno te le spiegano).

Quello che mi fa imbestialire è quando Moemi, che pure sa leggere, salta pure quelle due scritte del tutorial... così poi magari viene chiedere a me come si passa un certo punto :evil:
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Messaggioda Peppe74 » 9 nov 2012, 18:13

linx ha scritto:Quello che mi fa imbestialire è quando Moemi, che pure sa leggere, salta pure quelle due scritte del tutorial... così poi magari viene chiedere a me come si passa un certo punto :evil:


e tu glielo dici? :lol:
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Messaggioda randallmcmurphy » 10 nov 2012, 4:35

Io ricordo ancora gli splendidi manuali di giochi come Starcraft o Red Alert, dove ti spiegavano per filo e per segno TUTTE le unità, e ti leggevi la storia che c'era dietro...

Adesso..scatolina minuscola, manuale inutile...

Ma probabilmente quello di non leggere i manuali è una malsana abitudine difficile da sradicare..e quindi i produttori hanno smesso di farli, risparmiando qualcosa..

Per noi giocatori invece i manuali sono fondamentali, e magari ci facciamo più attenzione..

Comunque..proprio in questa pagina, con tutto il bene che voglio ad Angiolino, colgo un altro spunto per ricordare qualcosa, che troppo spesso vedo finire in malora..cioè l'uso della congiunzione "piuttosto che"...

Negli ultimi anni, iniziando dal settentrione (principalmente dalla Lombardia), e con una diffusione anche nei mezzi televisivi e cartacei, questa congiunzione comparativa, viene utilizzata come disgiuntiva..

Mi spiego meglio...dalla frase:

come abbonato a Topolino che come dono annuale sceglieva a volte un volumone speciale di fumetti e a volte "Paperopoli" piuttosto che "Strategikon"


Facendo uno sforzo semantico mi pare di capire che il buon Angiolino scegliesse O paperopoli O strategikon indifferentemente...ma "Piuttosto che" esprime una preferenza e in tantissime frasi (come in questa) crea una grande confusione...

Questo è un piccolo esempio che ci fa capire che su ogni piccola cosa, ogni qual volta ne abbiamo occasione, interveniamo, ricordiamo, non "smidolliamoci" e salvaguardiamo tutto il buono che possiamo salvaguardare...non adagiamoci sulla comodità, perchè è spesso l'anticamera del decadimento!

Inoltre, e qui rispondo a Cyrano, l'abilità innata per qualcosa, non rende le persone intelligenti e men che meno acculturate...PIUTTOSTO CHE primeggiare dentro allo schermo e vegetare fuori, preferisco ampliare i miei orizzonti..
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Messaggioda Angiolillo » 10 nov 2012, 5:49

Altro che volertene. Non sapevo, prendo nota volentieri e mi regolerò di conseguenza in futuro. Ritenevo fosse corretto, vista la diffusione, usare "piuttosto che" in quel modo - come a sottointendere che una preferenza è stata espressa e una scelta è stata fatta da qualcuno (in quel caso l'ufficio abbonamenti Mondadori che mi offriva l'una o l'altra opzione e mai entrambe assieme, o chi sceglieva il regalo natalizio), anche se si sarebbe potuto verificare un processo decisonale di segno opposto che magari si è verificato o verificherà in altre analoghe occasioni.
Non lo userò mai più così, garantito.

Grazie 1000! Mai Xdere 1 okkasione X imparare - e oggi ho imparato kwalkosa di nuovo: ke fiko!
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Messaggioda linx » 10 nov 2012, 10:38

Peppe74 ha scritto:
linx ha scritto:Quello che mi fa imbestialire è quando Moemi, che pure sa leggere, salta pure quelle due scritte del tutorial... così poi magari viene chiedere a me come si passa un certo punto :evil:


e tu glielo dici? :lol:


No, ovviamente. Perchè, avendo lei iniziato a giocare, il tutorial non me lo sono letto neppure io e quindi come fare quella mossa che serve non lo so. :cry:
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Messaggioda ninja » 10 nov 2012, 11:58

fra le altre cose io insegno in un istituto privato, insegno materie matematiche a studenti in età da scuola superiore. non potete immaginare quanto sia difficile fargli capire le ugualianze tipo 100:30=60:x ma se gli spieghi 2 chili di pane costano 2 euro, quanto costa 1 chilo di pane?
oppure l'altra volta ho mandato in tilt due studenti: se un tovagliolo è 20cmx20 e ne metto in fila 100, quanta distanza copro?
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Messaggioda Rayden » 10 nov 2012, 14:00

Angiolillo ha scritto:Altro che volertene. Non sapevo, prendo nota volentieri e mi regolerò di conseguenza in futuro. Ritenevo fosse corretto, vista la diffusione, usare "piuttosto che" in quel modo - come a sottointendere che una preferenza è stata espressa e una scelta è stata fatta da qualcuno (in quel caso l'ufficio abbonamenti Mondadori che mi offriva l'una o l'altra opzione e mai entrambe assieme, o chi sceglieva il regalo natalizio), anche se si sarebbe potuto verificare un processo decisonale di segno opposto che magari si è verificato o verificherà in altre analoghe occasioni.
Non lo userò mai più così, garantito.

Grazie 1000! Mai Xdere 1 okkasione X imparare - e oggi ho imparato kwalkosa di nuovo: ke fiko!

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/uso-piuttosto-valore-disgiuntivo
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Messaggioda Cyrano » 10 nov 2012, 14:29

randallmcmurphy ha scritto:I

Inoltre, e qui rispondo a Cyrano, l'abilità innata per qualcosa, non rende le persone intelligenti e men che meno acculturate...PIUTTOSTO CHE primeggiare dentro allo schermo e vegetare fuori, preferisco ampliare i miei orizzonti..


Abilità innata? Non mi pare di aver parlato di abilità innata. Il ragazzino voleva le app particolari sul cellulare ed ha imparato a programmare, il dj voleva suonare ed ha imparato a suonare.

Solo che i mezzi che hanno usato per imparare purtroppo erano informatici e facevano solo quello...

Non è che tu a 14 anni VOLEVI imparare l'italiano corretto e fluente, che te ne fregava? Semplicemente volevi leggerti i libri di... (Tolkien? Salgari?) e lo hai imparato di conseguenza.
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Messaggioda Angiolillo » 11 nov 2012, 9:49



Grazie. Non tentavo una spiegazione del fenomeno, spiegavo solo come a qualcuno (nella fattispecie me) l'uso potesse comunque, a posteriori, parere compatibile con un concetto di preferenza. E infatti concordo su tutto nell'articolo linkato tranne su questo punto:

Eppure non c'è bisogno di essere dei linguisti per rendersi conto dell'inammissibilità nell'uso dell'italiano d'un piuttosto che in sostituzione della disgiuntiva o.


D'accordo sull'inammissibilità, meno sulla sua ovvietà.

Comunque viviamo un hobby dove si usa l'aggettivo "geomorfico" per indicare mappe divise in sezioni che possono essere ricombinate per formare una moltitudine di configurazioni diverse del terreno, e a nessuno mi pare venga mai il dubbio che significhi tutt'altro. Ci sarebbe assai da lavorare anche tra gamer, sulla correttezza linguistica.
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