Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitivi?

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Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitivi?

Messaggioda Elijah » 16 mag 2018, 9:42

In questi giorni mi stavo chiedendo se avesse senso affermare quanto segue:
"Anche nei giochi competitivi bisogna saper collaborare!". In fin dei conti si può giocare tutti assieme, solo a patto di seguire le regole, di stare al gioco, di avere uno scopo comune, di accettare gli esiti della partita. Questi sono tutti aspetti di collaborazione. O no? Cosa ne pensate? Sto dicendo boiate assurde?

Non è forse per questo che Reiner Knizia afferma:
"We all thrive to win - even though winning as such is utterly unimportant. It is the objective, the aspiration that counts.".
(Noi tutti vogliamo vincere, nonostante la vittoria in sé sia molto poco importante. È l'obiettivo, l'aspirazione che conta.)

"Das Ziel beim Spielen ist zu gewinnen, aber nicht das Gewinnen ist wichtig, sondern das Ziel."
(Lo scopo nel gioco è vincere, ma ciò che conta non è la vittoria, bensì lo scopo.)

Il gioco funziona solo se alla base c'è una collaborazione in cui tutti tentano e provano a vincere nel rispetto delle regole.
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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda soldatocannone » 16 mag 2018, 11:46

Elijah ha scritto:In questi giorni mi stavo chiedendo se avesse senso affermare quanto segue:
"Anche nei giochi competitivi bisogna saper collaborare!". In fin dei conti si può giocare tutti assieme, solo a patto di seguire le regole, di stare al gioco, di avere uno scopo comune, di accettare gli esiti della partita. Questi sono tutti aspetti di collaborazione. O no? Cosa ne pensate? Sto dicendo boiate assurde?

Non è forse per questo che Reiner Knizia afferma:
"We all thrive to win - even though winning as such is utterly unimportant. It is the objective, the aspiration that counts.".
(Noi tutti vogliamo vincere, nonostante la vittoria in sé sia molto poco importante. È l'obiettivo, l'aspirazione che conta.)

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Il gioco funziona solo se alla base c'è una collaborazione in cui tutti tentano e provano a vincere nel rispetto delle regole.


Ci sono situazioni e situazioni , molto dipende anche dal gioco .
Se un giocatore aiuta un altro a Puerto rico e rompe i cosiddetti a me con i turni successivi non lo reputo opportuno, per esempio .
Viceversa se ad esempio invece si cerca un consiglio che non influisce direttamente sulle partite degli altri (tipo un edificio a PR sulla base della tattica attuata finora ) è un altro paio di maniche .
Poi bisogna sempre distinguere tra "collaborazione " e un giocatore che in realtà prende le decisioni al posto di un altro , di fatti sostituendolo


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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda MoonElf » 16 mag 2018, 15:18

Mi pare un po’ come dire che qualunque sportivo che partecipa alle Olimpiadi dev’essere anche onesto, perché il fatto che gareggi implica che rispetti le regole.

Ci sono livelli diversi.
Assodato che c’è chi non rispetta nemmeno le regole del gioco, o dello sport, e in nome del vincere non esita a violarle.
Però non basta rispettare le regole per dire di ‘collaborare’.
Le regole definiscono lo scenario, il gioco, o in generale il mondo in cui le persone devono vivere e confrontarsi con gli altri.
All’interno di queste, rese obbligatorie dalla società, l’animo umano è per la competizione: c’è chi compete per diventare il più ricco, chi per correre più veloce, chi per piazzare un meeple.

Per me, accettare e rispettare le regole - che siano leggi imposte dalla società, regole di una gara sportiva o regolamenti di un gioco da tavolo - non ci rende ‘collaborativi’, ci rende ‘sociali’.

Collaborare per me comporta un condividere un obiettivo: sentire che non posso vincere se tu non vinci con me. Qualcosa che non viene dal rispetto delle regole.
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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda Ale Friend » 16 mag 2018, 15:21

In senso lato, quello che dici tu è il cosiddetto "cerchio magico" illustrato da Caillois e Huizinga nei rispettivi "I giochi e gli uomini - la maschera e la vertigine" e "Homo Ludens", letture da considerare se ti piace approfondire il tema gioco. Il concetto è che i partecipanti accettano il patto di sottoporsi a una sfida regolamentata e inutile rispetto alla vita quotidiana, giocando comunque nel rispetto delle regole e chi bara, rompe le regole o inserisce questioni personali esterne spezza il cerchio magico distruggendo l'ambiente a tutti i partecipanti. Penso tu colga molto chiaramente cosa ciò significhi.

In senso stretto sul gdt non si può dire di cooperare, salvo episodi di trash talk manipolatori, giochi con alleanze o giocatori che si coalizzano per punire il leader ecc. Ma siamo fuori da riflessioni sistematiche, fa parte del metagioco o delle dinamiche che il gioco tende a consentire.

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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda MoonElf » 16 mag 2018, 15:21

Del resto, non capisco cosa c’entrino con la ‘collaborazione’, intesa come rispetto delle regole, le citazioni che porti, che per me parlano d’altro.

Entrambi mi pare sottolineino come, a definire una persona, non sono i risultati - vittoria o meno - ma le aspirazioni. Il fatto che competa, con altri o con se stesso, che cerchi di raggiungere qualcosa di più di quello che è o che ha.

Si applicano ugualmente bene a giochi competitivi come a collaborativi, e in una certa misura perfino a chi viola le regole, perché è l’aspirare a essere ‘migliori’ che ci rende umani.
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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda Ale Friend » 16 mag 2018, 15:40

Nella vita concreta esiste la lotta senza quartiere. Nel gioco il rispettare tutti le regole traccia appunto questo contesto protetto, che si fonda sulla reciproca collaborazione e fiducia.

Vero che lo.spirito competitivo può far infrangere le regole (migliorarsi nel mondo esterno dove subentrano soldi o.cose) ma nel gioco dove non si vince o perde nulla se si vuole migliorare occorre rispettarle.

Nei fatti, chi non rispetta delle regole del gruppo di gioco crea disagio e fa nascere sfiducia a tutti noi, no?

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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda linx » 16 mag 2018, 18:50

Si può dire che c'è (o ci potrebbe essere) collaborazione nel cercare la sfida mentale e/o il divertimento.

Basta un giocatore che gioca alla buona senza impegnarsi a leggere la partita per rovinare il gusto di una sfida a certi giochi (tipo Caos nel vecchio mondo).
Basta un giocatore che, al contrario, gioca badando alla sostanza e alle pure percentuali di vittoria per (poter) rovinare il divertimento che altri giochi, come Conan o Runewars, possono fornire.
Ogni gioco secondo me ha bisogno del giusto approccio per donare il meglio.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Re: Si può dire che c'è collaborazione nei giochi competitiv

Messaggioda Elijah » 19 mag 2018, 21:39

Grazie a tutti per gli interessanti contributi e ad Ale Friend per il suo intervento (era la linea di pensiero a cui mi riferivo).
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