Siete degli eterni insoddisfatti ?

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Angiolillo » 2 mag 2008, 12:24

Sono d'accordo, ma non del tutto. Anche io cerco di fare giochi sempre più semplificati, ma cercando di distillare la ricchezza di meccaniche, di ambientazione e altro. Tanto per fare un esempio che non tocchi altri autori, Wings of War è un gioco che si spiega in due minuti: il confronto che viene da fare più spesso, almeno in Italia, è con Blue Max che era invece un boardagame complesso con un turno diviso in dieci fasi diverse... Non credo che in termini di ricchezza WoW abbia perso molto rispetto a Blue Max; credo piuttosto che lo sforzo di rendere certe regole, certi limiti, certe differenze tra aerei implicite all'interno dei materiali o espressi in maniera essenziale abbia fatto sì che il giocatore possa apprendere e patroneggiare il gioco assai più facilmente, ma che gli anni di ricerca, di collaudo e di limature che stiano dietro al gioco non siano del tutto buttati solo perché il risultato fionale è semplice per chi lo usa.

Ovvio anche che senza una dozzina di giochi più o meno facili, più o meno complessi che lo hanno preceduto, WoW non potrebbe esistere: non siamo che nani sulle spalle di giganti. Però credo che scavandoci sotto non si trovi esattamente il vuoto. E credo che o stesso possa bvalere mer vari altri giochi semplici ma non semplicistici dui questi ultimi anni.

Il problema è che dobbiamo fare i conti con almeno due decenni e mezzo di giochi appresi sperimentalmente: vidogiochi in cui metti cento lire, provi, e se qualcosa va storto riprovi, ma in cui non studi prima le regole - del resto come si fa con cellulari e videoregistratori, in cui i manuali sono consultati ormai a posteriori e non studiati a priori. E c'è anche alle spalle un paio di decenni di party game in cui i regolamenti sono mezza paginetta (vedi Pictionary, Taboo, Trivial...) e non più un insieme piuttosto complesso di regole, come lo sono al confronto gli scacchi piuttosto che Risiko o Monopoli. Se vogliamo andare oltre la cerchia dei ristretti appassionati, occorre fare giochi cghe almeno nell'approccio iniziale, nelle regole base, possano apparire rapidi e semplici. IMHO.

Salutoni!

Andrea
"Il Premio Speciale alla Memoria... a un autore che da anni ci regala nulla di nuovo: Andrea Angiolino... Dandogli un premio alla memoria, lo costringiamo a cambiare l'ironica firma che usa sulla Tana dei Goblin." (Il Puzzillo/Mr.Black Pawn)
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Messaggioda linx » 2 mag 2008, 13:49

Ho aperto 2 volte (metaforicamente) la bocca per rispondere e 2 volte l'ho richiusa: Angiolillo e Raistlin hanno già detto perfettamente quello che volevo dire.

Mi rimane solo la difesa degli antipatici. Magari ti diventerò antipatico pure io, facendolo, ma mi piace cercare di portare alla luce l'acredine che rode il fegato di alcune di tali persone (e a volte rode pure il mio).

Cominciamo col dire che "massa" è un termine dispregiativo, perlomeno nell'uso che ne faccio io.
Massa è l'insieme di persone accomunate da una unica caratteristica: non leggono (questa è ovviamente una esagerazione per facilitare la spiegazione del concetto di base, forse sarebbe meglio dire "non studiano", non leggono cose che richiedono di superare una certa soglia di attenzione).

Probabilmente ti sarai accorto del fatto che l'evoluzione dell'uomo passa dalla parola scritta. I popoli che ne hanno fatto più uso sono quelli che sono rimasti.
La storia e l'evoluzione è scritta da persone che leggono molto, siano essi scienziati, programmatori, generali, ingegneri, scrittori etc
Per arrivare a livelli d'eccellenza che ti permettano di creare delle cose DEVI leggere.

La società è invece composta per la maggior parte da persone che non leggono. Per la maggior parte sono quindi disinformati o si tramandano le informazioni per via orale (e ormai anche la migliore forma di informazione orale, i TG, fanno una informazione che è solo leggermente più impegnativa del gossip).

Se vuoi fare soldi in una certa quantità devi soddisfare i non-lettori. Devi quindi creare cose appariscenti, il cui funzionamento possa essere tramandato velocemente per via orale e con tale mezzo facilmente pubblicizzato ai più. Benchè i prodotti creati per i non lettori possano contenere degli elementi utili all'evoluzione (con la lettera E minuscola, nel senso evoluzione di quel campo specifico dell'intrattenimento) questi non sono affatto necessari. E bisogna rendersi conto che gli elementi che portano un'evoluzione sono sempre i più difficili da implementare (soprattutto in qualcosa che deve essere tramandato oralmente).

Il fatto quindi che un mercato si allarghi al di fuori della sua nicchia non è necessariamente un bene. Creare prodotti per lettori, che a loro volta possono trarne spunto per creare di meglio e spingere l'evoluzione sempre più avanti diventa così un'operazione considerata stupida dalla società, cioè dalla maggioranza della società, perchè non interessa loro e non viene remunerata come dovrebbe.
Bravi creatori potrebbero così essere portati a usare il loro talento per qualcosa di meno stupido. Cioè un prodotto più stupido. :-)

Perchè quindi un lettore dovrebbe immedesimarsi nella massa degli utenti non lettori per lodare un prodotto non fatto per lui e dare una mano a questa spirale?
Non dimentichiamoci poi che i lettori scrivono per i lettori. Che senso ha scrivere per chi non legge?
Quindi io, per un prodotto "stupido" ti metto un voto che rispecchia in pieno l'opinione che ne avrebbe la maggioranza. Il voto in fondo è tutto ciò che interessa i non lettori, oltre alle foto.
E nella mia "critica" do ai lettori un giudizio che riguarda loro, citando tutto ciò che per un lettore come lui probabilmente è un difetto.
Chiaro?
E' quello che faccio io e presumo faccia Faidutti.
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Messaggioda linx » 2 mag 2008, 13:51

A questo post ho praticamente dedicato mezza mattina, visto che quando l'ho scritto la prima volta mi si è piantato il computer e ho dovuto riscriverlo 2 volte :cry:
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Messaggioda genluvi » 2 mag 2008, 14:09

Angiolillo ha scritto:Sono d'accordo, ma non del tutto. Anche io cerco di fare giochi sempre più semplificati, ma cercando di distillare la ricchezza di meccaniche, di ambientazione e altro.


Sì, certo. Semplice non è una parola dispregiativa, anzi. Forse dovevo usare il termine superficiale (anche se forse non è adeguato neppure questo).

Per rispondere a Linx, invece, penso che la diffusione culturale e artistica sia importantissima. E' vero che la maggior parte della gente non legge, non conosce i giochi da tavolo, ma anche la buona musica. Ma se non la si diffonde ce ne sarebbe ancora di meno. La speranza è l'ultima a morire. Credo sia un dovere promuovere la cultura e ciò che fa bene all'uomo, come il gioco. L'importante è diffonderla bene e con coscienza.
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Messaggioda linx » 2 mag 2008, 17:06

genluvi ha scritto:Per rispondere a Linx, invece, penso che la diffusione culturale e artistica sia importantissima. E' vero che la maggior parte della gente non legge, non conosce i giochi da tavolo, ma anche la buona musica. Ma se non la si diffonde ce ne sarebbe ancora di meno.


Lo penso anch'io.
Tutte le arti sono importantissime nella crescita di una persona e quindi nella crescita della società. Dico solo che non è un bene per l'evoluzione dell'arte in se stessa, perchè impegna le migliori risorse a spiegare facilmente i concetti di base ai più (quando e se lo fa), invece che a concepire teorie avanzate e tramandarle ai futuri insegnanti.

Se Leonardo avesse dovuto inventare e disegnare per i contadini non ne sarebbe rimasta traccia probabilmente. Anche se molti contadini sarebbero stati più felici.
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Messaggioda polloviparo » 5 mag 2008, 12:07

Sono rientrato or ora dal "lungo ponte" del primo maggio e vedo con sommo piacere che la dsicussione ha avuto un seguito e diviene sempre più interessante.

Tuttavia per quanto io sia sempre ben disposto all'interpretazione del pensiero altrui e per quanto io cerchi di analizzarne i contenuti, con gli ultimi post devo ammettere di essermi trovato un po' in difficoltà.

Probabilmente sarà un mio limite, ma non riesco a "incasellare" la definizione di "massa" nell'interpretazione che si cerca di attribuire a questo termine.

Anzitutto esiste a mio avviso un errore frequente di fondo, che porta a confondere "intelligenza" con la "cultura".

Spesso sono rimasto ammirato dal senso pratico e dall'intelligenza dimostrata nella risoluzione di un problema mostrata da alcuni individui anche se non "propriamente" rettori di qualche università.

Voglio dire, qualcuno potrebbe essere molto più abile nell'utilizzo di un cellulare senza averne letto il manuale di un altro che lo ha letto per intero e ha preso appunti.

La presunzione che la società sia un qualcosa che non ci appartiene, il pensare di essere sempre al di sopra delle righe, che gli altri siano in qualche modo "inferiori" è a mio avviso "pericoloso" in quanto l'eccesso di autostima" o la macanza di critica oggettiva non sono mai sintomo di "apertura mentale".

A me ad esempio non piace il calcio (e per questo mi ritrovo spesso ad essere quasi un emarginato sociale ;) , ma non posso pensare che tutti quelli che la pensano diversamente da me e si ritrovano in un bar a bere birra e a correre da una parte all'altra della stanza quando la loro squadra del cuore ha segnato siano degli stupidi.

Per quanto io non sia in grado di comprendere quel comportamento pichè non mi appartiene, non posso ritenere la loro passione un qualcosa di inutile.

Bisogna sempre prestare molta attenzione nel valutare e nel "suddividere" la gente che ci circonda raggruppandola per insiemi.

Non credo che esistano un'evoluzione con la "e" minuscola ed un'evoluzione con la "E" maiuscola, bensì credo che esista un unico processo evolutivo.

Sicuramente l'evoluzione sarà segnata da scoperte di maggiore utilità, altre di minore importanza, altre ancora forse con conseguenze negative, ma non si può mai rinnegare alcuni aspetti di un processo.

Non mi convince che lo sviluppo delle idee e la diffusione della cultura debba avvenire attraverso una "nicchia" di eletti, piuttosto che attraverso tutti.

A tal proposito mi piace molto il pensiero di Henry Ford: "C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti."

Non credo che una pià ampia diffusione di un'idea, di un progetto di una forma d'arte sia esso un quadro, un libro possa minare la qualità futura di opere analoghe.

Tornando all'esempio dei videogames, per le analogie che esso presenta, non penso si possa ritenere la produzione ludica odierna "inferiore" nei contenuti a quella passata.
Il fatto che l'ampia diffusione abbia portato il mercato ad essere interessato dalla presenza di 100 titoli piuttosto che da 10 incrementa di fatto la possibilità di avere un maggior numero di titoli validi seppur con un maggior "contorno" di titoli di qualità inferiore.
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Messaggioda linx » 5 mag 2008, 13:15

polloviparo ha scritto:Non credo che una pià ampia diffusione di un'idea, di un progetto di una forma d'arte sia esso un quadro, un libro possa minare la qualità futura di opere analoghe.


Attenzione che non parliamo di diffondere una idea o un progetto MA di adattare una forma d'arte in modo che una più ampia gamma di persone possa interessarsene.
A volte questo adattamento porta infatti anch'esso ad una evoluzione ed è quindi comunque una cosa positiva.
Ma è comunque un appesantimento del processo evolutivo, a parer mio.
Non sto dicendo che una cosa sia necessariamente meglio dell'altra. Semplicemente ci sono vantaggi e svantaggi in ogni cosa. Tutti sono sempre pronti ad essere felici che più persone si interessino al loro hobby. Non mi pare il caso di criticare chi riesce a vedere anche gli aspetti negativi.

polloviparo ha scritto:La presunzione che la società sia un qualcosa che non ci appartiene, il pensare di essere sempre al di sopra delle righe, che gli altri siano in qualche modo "inferiori" è a mio avviso "pericoloso" in quanto l'eccesso di autostima" o la macanza di critica oggettiva non sono mai sintomo di "apertura mentale".
Attenzione! I "geni", quelli che portano avanti l'evoluzione nei vari campi NON SONO delle persone necessariamente migliori delle altre! Quello che conta è che lo siano nel loro campo specifico, per cui spesso trascurano il resto. Se dividessero i loro talenti sarebbero delle persone migliori e magari perfino più felici, ma porterebbero meno avanti il campo in cui primeggiano.

Il mio discorso "lettore" vs "non lettore" si applica in ogni singolo campo e lo studio implica anche la pratica e il tempo speso a capire meccanismi, non solo la lettura in se stessa (anche perchè al giorno d'oggi ci sono manuali completamente inutili: ho letto il manuale della TV di mia sorella che enunciava TOT possibili opzioni senza spiegarne UNA).
Io mi posso considerare un "non lettore" nel campo tanto amato dei cellulari.
Non mi informo su tariffe (se non quando un rappresentante viene a sbattermele in faccia) e quindi non contribuisco alla concorrenza che farebbe abbassare i prezzi del servizio.
Non mi interesso di applicazioni multimediali negli stessi e quindi se fosse per me sarebbero rimasti al display B/N ed una buona ricezione (cioè la sostanza).
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Messaggioda polloviparo » 5 mag 2008, 15:29

Attenzione che non parliamo di diffondere una idea o un progetto MA di adattare una forma d'arte in modo che una più ampia gamma di persone possa interessarsene.


L'annoverare l'idea e il progetto servivano solo ad ampliare il concetto, poichè come vedi è contemplata anche l'arte.
A mio avviso non si tratta di "adattare una forma d'arte in modo che una più ampia gamma di persone possa interessarsene." quanto "aumentare la diffusione di una forma d'arte in modo che più persone possano fruirne".
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Messaggioda linx » 5 mag 2008, 20:17

Nono, si tratta proprio di adattare.
Non si è preso un Portorico, che è considerato dai giocatori di vecchia data come una pietra miliare, e lo si è pubblicizzato e diffuso così com'è spiegandolo a più persone possibili. Il mercato spinge gli autori a creare giochi ad hoc, più semplici da capire e assimilare a scapito di bilanciamento, profondità e rigiocabilità (che sono un pò i criteri di giudizio dei giocatori di vecchia data) per permettere a più persone di apprezzare la nostra forma d'arte. E si è inserita molta fuffa (cioè miniature, materiali fighi etc).
Certo è sempre meglio che continuare a vendere il monopoli cambiando solo nomi e disegni sul tabellone.
Certi "distillati" degli ultimi tempi sono poi favolosi nel rapporto profondità/numero di regole. Ma rimane il fatto che i soldi guadagnati vendendo prodotti leggeri vengono ovviamente investiti per fare altri prodotti simili che possano bissarne il successo.

A parere mio le spinte innovative sono arrivate tutte da piccole case che risciano le chiappe per buttare sul mercato prodotti strani. I loro successi vengono poi assorbiti e tramutati in soldoni dai distributori e da grosse case che acquisiscono i diritti in un secondo momento.
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Messaggioda polloviparo » 6 mag 2008, 8:52

A mio avviso i giochi semplici sono sempre esistiti e sono stati proporzionalmente in numero superiore a quelli più complessi.

Qui torniamo al punto di partenza dove si considera valida l'equazione:
"semplice = titolo di poco valore" e "complesso = titolo degno di nota".

Equazione che ha innescato la discussione su l'impossibilità di apprezzare le cose semplici, l'eterna insoddisfazione ecc...

Insomma il cerchio sembrerebbe chiudersi.

A mio avviso i giochi non sono stati semplificati come tu ritieni o arricchiti nei materiali a scapito dei contenuti.

Questa è una tua opinione.
Una domanda, tu consideri "Puerto Rico" l'ultimo gioco valido uscito sul mercato ?

Io ad esempio preferisco a quest'ultimo Age of Empire III, titolo recente che contiene le miniature (che male c'è se la componente materiale è più ricca e gradevole ?).
Lo trovo meno statico, un po' più vario e con quel pizzico di aleatorietà che non guasta.

Dopo Puerto Rico sono usciti "Imperial", "Brass", "Caylus", "Agricola", "I pilastri della terra", "Amytis" mi fermo anche se come puoi ben immaginare l'elenco potrebbe essere ancora lungo.

Sono titoli che a te potranno piacere o meno, d'altronde stiamo sempre parlando "di gusto soggettivo", ma non penso che siano titoli che possano essere considerati più semplici di Puerto Rico.

Se guardi l'elenco dei giochi disponibili ad oggi e lo confronti con quello di alcuni anni fa, ti accorgerai che l'elenco si è allungato di molto.
Se c'è una risposta del mercato c'è una maggiore possibilità di investimento e quindi una maggiore immissione di titoli in circolazione.

Fra quei tanti titoli ne troverai molti che non incontreranno i tuoi gusti, ma perchè negare che in mezzo alla "mucchia" potrebbero esserci anche titoli validi.

Trovo inoltre che la qualità dei materiali e della grafica abbiano fatto un bel salto in avanti ultimamente e mi chiedo perchè considerarlo un aspetto negativo.

Perchè la forma e la sostanza non possono andare a "braccetto" ?

So che tu useresti ancora il cellulare in bianco e nero (è una tua affermazione), ma se il cellulare oltre ad una buona ricezione può avere lo schermo a colori, una buona autonomia e funzioni multimediali che male c'è ?

Se tu non apprezzi questi aspetti perchè le applicazioni multimediali non ti interessano non è detto che lo stesso valga per qualc'un altro.

CIao
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Messaggioda linx » 6 mag 2008, 11:29

polloviparo ha scritto:Questa è una tua opinione.
Una domanda, tu consideri "Puerto Rico" l'ultimo gioco valido uscito sul mercato ?

Io ad esempio preferisco a quest'ultimo Age of Empire III, titolo recente che contiene le miniature (che male c'è se la componente materiale è più ricca e gradevole ?).
Lo trovo meno statico, un po' più vario e con quel pizzico di aleatorietà che non guasta.

Assolutamente no. Portorico non lo è. Lo ho preso ad esempio per prendere un gioco simbolo. E perchè, a pare mio, non accusa il colpo degli anni passati dalla sua uscita. Motivo per cui per me è un gioco da 10.
Io ADORO Age of Empire III (rientra nel novero delle innovazioni portate da case che rischiano le chiappe, infatti la Eagle Games è fallita).
L'unico motivo per cui non gli ho ancora dato 10 è perchè ci ho giocato non tantissimo ancora.

polloviparo ha scritto:Dopo Puerto Rico sono usciti "Imperial", "Brass", "Caylus", "Agricola", "I pilastri della terra", "Amytis" mi fermo anche se come puoi ben immaginare l'elenco potrebbe essere ancora lungo.

Sono titoli che a te potranno piacere o meno, d'altronde stiamo sempre parlando "di gusto soggettivo", ma non penso che siano titoli che possano essere considerati più semplici di Puerto Rico.

Infatti i giocatori di vecchia data ci si sono buttati tutti a pesce decretandone il successo. Sono i giochi che sembrano più profondi fra quelli usciti.
Imperial mi lascia titubante, Brass non vedo l'ora di provarlo (casa minore), Caylus è sopravvalutatissimo (anche se un buon gioco), Agricola mi ispira parecchio (casa minore), I Pilastri sono un buon gioco ma per niente innovativo, Amytis dalle regole mi ispira poco.

polloviparo ha scritto:Trovo inoltre che la qualità dei materiali e della grafica abbiano fatto un bel salto in avanti ultimamente e mi chiedo perchè considerarlo un aspetto negativo.

Perchè la forma e la sostanza non possono andare a "braccetto" ?.

[/quote]

Possono. Ma quando punti alle masse la forma batte la sostanza. Prendi la Days of Wonders. Tutti i suoi giochi hanno ormai dei materiali stratosferici. Io farei giocare il mio amico che se li piglia tutti indistintamente a Cleopatra e Colosseum la prima volta con dei token in cartoncino per vedere se vuole giocarli una seconda :twisted:

A livello di materiali abbiamo guadagnato moltissimo dall'allargamento del mercato.
Come ci hanno guadagnato i videogiochi.
Come ci ha guadagnato la bellezza dei telefonini.
Peccato che ogni volta che il mio pupo mi ruba il cellulare e preme un pulsante questo mi ciuccia 96 cent perchè si collega a pagine web... :cry:

(spero tu non ti stia scocciando ad avermi come unico referente delirante ;) )
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Messaggioda genluvi » 6 mag 2008, 11:45

Perchè continuiamo a non avere il coraggio di dire che ci sono cose che hanno più valore di altre? Ciò non significa che non debbano essere rispettate, ma non tutto può essere giudicato valido solo in nome della sua esistenza. La diffusione di oggetti di dubbia qualità potrà produrre anche una maggiore diffusione di oggetti di buona qualità ma non si calcolano altri effetti: la persona che si avvicina a questo tipo di hobby o arte o musica potrebbe ritenerlo subito una cavolata e distanziarsene senza avere l'occasione di assaporarne il vero gusto perchè è più difficile trovarlo, ma anche chi sa giudicare la qualità potrebbe stancarsi di dover ogni volta guardare e valutare mille proposte per trovarne una che valga qualcosa. Allo stesso modo il calcio: io che non l'ho mai seguito (ai tempi d'oro, quando forse ancora c'era un po' di sano sport) ora come ora, da ciò che vedo in superficie, come posso dire che ha un qualche valore? O i libri, perchè dovrei essere soddisfatta di prodotti banali come certi romanzetti che vanno a ruba? Il professore di una mia amica le disse che la vita è breve e che i libri che una persona riesce a leggere sono un numero pur sempre limitato: deve fare molta attenzione quindi a leggere quelli migliori per non aver perso tempo a leggere banalità. Qualche volta si può fare delle eccezioni per svagarsi, ma di certo la grande diffusione di fesserie mi crea qualche problema nel trovare le cose più valide.
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Messaggioda polloviparo » 6 mag 2008, 12:49

(spero tu non ti stia scocciando ad avermi come unico referente delirante )


Tutt'altro, è un piacere ! ;) Dibattere analizzando le cose da punti di vista differenti è sempre stimolante.

Perchè continuiamo a non avere il coraggio di dire che ci sono cose che hanno più valore di altre?


Mi sembra che nessuno abbia paura di questa affermazione, anzi mi sembra sia vero l'esatto contrario.

La diffusione di oggetti di dubbia qualità potrà produrre anche una maggiore diffusione di oggetti di buona qualità ma non si calcolano altri effetti: la persona che si avvicina a questo tipo di hobby o arte o musica potrebbe ritenerlo subito una cavolata e distanziarsene senza avere l'occasione di assaporarne il vero gusto perchè è più difficile trovarlo, ma anche chi sa giudicare la qualità potrebbe stancarsi di dover ogni volta guardare e valutare mille proposte per trovarne una che valga qualcosa.


Difficilmente qualcuno si avvicina a questo hobby in modo autonomo e se anche lo facesse, probabilmente tornerebbe a casa con una scatola di risiko o di cluedo sotto braccio. Come vedi nonstante esistano molti titoli, il fatto che siano ancora considerati un fenomeno di nicchia, li porta ad avere un basso mercato con conseguente difficoltà di reperimento.
Discorso diverso, ad esempio, per la musica che tu stessa citi. Non mi sembra che il fatto che ci siano così tanti cd in circolazione abbia mai costituito un serio problema per gli ascoltatori ad individuare la musica che incontra i propri gusti.
La musica ha una maggiore diffusione, questa è la vera differenza.
Esistono appassionati di musica rock, di musica punk, di musica classica, di musica pop e all'interno di ogni genere c'è spazio per tutti gli artisti.
Non penso che se esistessero solo cd di "pizzica" avrei scelta più facile e meno disagi nell'individuare ciò che mi piace...

Ogni fine settimana escono almeno sei o sette film nuovi.
E' così difficile o fastidioso per te individuare quale preferiresti andare a vedere ?

Se ne uscisse solo uno, pensi sarebbe meglio ?
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Messaggioda linx » 6 mag 2008, 19:38

genluvi ha scritto:Il professore di una mia amica le disse che la vita è breve e che i libri che una persona riesce a leggere sono un numero pur sempre limitato: deve fare molta attenzione quindi a leggere quelli migliori per non aver perso tempo a leggere banalità. Qualche volta si può fare delle eccezioni per svagarsi, ma di certo la grande diffusione di fesserie mi crea qualche problema nel trovare le cose più valide.


Centrato il punto.
Il paragone con i 7 film a settimana è poco ficcante Polloviparo. Un film si consuma in 2 ore. Pochi film hanno bisogno di essere rivisti.
Ci metti molto di più a leggere un libro. E ancora di più a sviscerare un gioco.
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Messaggioda polloviparo » 7 mag 2008, 0:33

Il paragone con i 7 film a settimana è poco ficcante Polloviparo. Un film si consuma in 2 ore. Pochi film hanno bisogno di essere rivisti.


Qualcuno adesso mi dieve spiegare cosa centra il tempo di fruizione del bene con il fatto che quella forma d'arte abbia una diffusione più o meno estesa.

Un quadro allora si consulta in pochi minuti, gioverebbe all'arte se ci fossero meno quadri in circolazione ?

la grande diffusione di fesserie mi crea qualche problema nel trovare le cose più valide.


Il fatto che in giro ci siano molti romanzi rosa non mi disturba affatto, non li leggo... non mi piacciono... li ignoro punto e basta.
N O N M I C R E A N O N E S S U N P R O B L E M A
Eppure a qualcuno piacciono, quindi che diritto ho io di ritenerli delle fesserie ?
Ma insomma chi è che decide quali sono i libri "migliori" e sopprattutto migliori per chi ?
Perchè se quel "chi" sono io, scelgo da solo quali sono i libri migliori per me e se posso scegliere fra più titoli ben venga !

A proposito vedo che chi critica i giochi per la "forma", che antepongono la componentistica ai contenuti:

Ma quando punti alle masse la forma batte la sostanza. Prendi la Days of Wonders.


poi da un bell'8 a "Battlelore"...

Anzi la recensione è proprio la tua e fra i pregi si legge: "Componentistica e grafica favolosa " mentre fra i difetti "L’eccessiva fortuna o sfortuna può farsi sentire pesantemente sulle vostre partite.", direi che siamo ben lungi dalla profondità di un "Puerto Rico"...

Non è che anche tu alla fine fai parte di quelle "masse" ?
Offline polloviparo
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