Spiegare come sono i nostri giochi da tavolo ai babbani

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda MadeR » 3 dic 2007, 14:01

umbi72 ha scritto:ciao a tutti,

quando mi tocca (e tocca praticamente sempre a me) spiegare il passo oltre il RisiKo!, aiutare a scavalcare la borderline del Monopoli o di Hotel o di ciò che volete inizio sempre dicendo che nei giochi "moderni" la fortuna tende a zero. Questo suscita subito molto interesse, poichè è difficile pensare per i non pratici di giochi di ultima generazione in pieno stile tedesco (ai babbani, insomma) ad un gioco senza dadi.

I dadi nascondono la responsabilità della sconfitta dietro il paravento che dice "sono sfortunato ai dadi", togli i dadi e vinci solo se sei bravo... spiego anche che ogni singola azione di ogni giocatore condiziona le scelte seguenti di tutti, questo stuzzica molto...

per quanto riguarda l'ambientazione, questo è un'altro punto a nostro favore poichè si può portare il neofita in praticamente qualsiasi luogo esistente (Portorico, Austria, Germania, nel Mediterraneo, a Caylus, a Carcassonne....) a fare cose senza lo spirito di distruggere o conquistare... questo aspetto è affascinante sia per i maschietti che per le femminucce. Eppoi bisogna contagiare, contaminare con lo stesso entusiasmo che mettiamo nel farci una partita...

Ultima cosa: personalmente mi piacciono i giochi in cui la propria strategia si può seguire parimenti alla possibilità di rompere le uova nel paniere del proprio avversario. I giochi in cui non ci sono una infinità di aspetti da tenere sotto controllo, i giochi in cui si può serenamente ridere e commentare le mosse FATTE dall'altro (P.Rico, Caylus, Thurm...and so on) e quando debbo spiegare farcisco il tutto con aneddoti di partite fatte in cui la risata finale e la vittoria (o sconfitta) ottenuta siano valse veramente un paio d'ore di stacco dall'ìaffitto da pagare...

Non sono Sargon sotto mentite spoglie ;) , ma scusate la lunghezza...
Umberto


Io ho notato che, soprattutto giocando con adulti, il dado invece aiuta.
Alcune persone persone sono così abituate alla mentalità competitiva nella vità che non riescono a vivere con "serenità" una sfida, sopratutto se al gioco da tavolo sono presenti degli estranei. Il dado allora aiuta a mitigare successi e insuccessi.

In genere queste persone tendono a dividersi in 2 categorie:
Il timido) che spesso riununcia a giocare
Il distruttore) il cui archetipo dice tutto
Cerco (wishlist) e scambio giochi: sempre aggiornato.
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Messaggioda Soveliss » 3 dic 2007, 16:40

Allora, per quel che mi riguarda bisogna "iniziare" i cosiddetti babbani con dei giochi semplici, i classici giochi di entrata; per poi, successivamente, aumentare il grado di difficoltà. Per quanto riguarda l'atmosfera è compito dell'illustratore infondere curiosità e partecipazione nell'individuo; è una facoltà che non tutti hanno e che può rivelarsi di peso per il prosieguo dell'attività ludica dei babbani, in quanto, se non riescono ad apprendere subito, possono allontanarsi dal mondo ludico. E' un po' come D&D ... se hai un buon master impari a giocare e ti lasci trasportare. Se hai una master del cavolo tiri solo il dado. Per quanto mi riguarda mi ritrovo ogni settimana a fare dimostrazioni di un gioco o dell'altro senza troppi problemi, a me piace dimostrare i giochi quasi quanto giocarli.
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Messaggioda Izraphael » 3 dic 2007, 18:40

Per quanto mi riguarda, spiegare i giochi da tavolo ai "babbani" invece è abbastanza semplice, a meno che il babbano in questione non sia totalmente estraneo al mondo "moderno".

Dovessi spiegare Puerto Rico a mio nonno, rinuncerei in partenza.
Non perchè mio nonno sia rincoglionito, anzi, ma solo perchè:

1. So che a mio nonno, dell'esistenza o meno di Puerto Rico, importa un razzo missile.
2. Se anche sapesse cos'è, non gli importerebbe di saperci giocare.

Perchè dico questo? Perchè secondo me, "far conoscere" il gioco da tavolo è un'azione da compiersi solo con alcune persone, e non con il genere umano in toto.

Prima di iniziare a compiere la mia opera di tentazione e perdizione nel mondo ludico, cerco di capire se chi ho davanti è minimamente interessato - o potrebbe esserlo - a "entrare".
Se si, ne carpisco i gusti e me la gioco (perdonate il gioco di parole sul gioco e giocarsela e... argh, scusate) in tre modi possibili:

1. Se la persona mostra una particolare attenzione a un dato mondo o ha un hobby o uno stile particolare, comincio con "ma dai? ma lo sai che c'è un gioco da tavolo che parla proprio di questo?"

In questo caso, non mi faccio neanche scoraggiare troppo dalla "difficoltà" del gioco: la passione è il movente, e la passione fa grandi cose. Ho visto gente digiuna di GdT imparare in due balzelli Fury of Dracula per il solo gusto di calarsi nel romanzo di Stoker.

2. Se la persona mi sembra "potenzialmente attratta" ma scettica per la difficoltà dei giochi (è successo così con la mia metà, con suo nipote, con suo fratello, con alcuni amici), inizio coi giochi più semplici e accattivanti - soprattutto party games o dexterity games come Pitch Car per poi passare ad altro, sempre sondando i gusti (un po' come dice Soveliss).

Solitamente, questa cosa funziona con gente "giovane", propensa a divertirsi ma magari annoiata. Anche cogliere il "momento di noia" è fondamentale, perchè chi si annoia (se non è in un baratro di depressione) tende ad essere ricettivo alla frase: "ehi, so io cosa possiamo fare per divertirci!"

3. Se la persona è invece "tradizionale" e conosce scacchi, dama, e giochi "iperclassici", comincio con varianti intelligenti di tali giochi. Quoridor anzichè dama o scacchi. Da Quoridor a Atlanteon. Da Atlanteon a UR, in più giocatori. Da UR a Euphrat & Tigris, e il malcapitato è ormai schiavo del gioco.

Risiko? Ok. Da Risiko a Risk 2210. Da Risk 2210 a Shogun. Ormai è in mano mia. La guerra è un ricordo lontano. Non è più così importante. Ci facciamo un Power Grid?

Monopoli. Monopoli è durissimo, perchè è (quasi) tutto culo. Quando io dico "Giochi da Tavolo" e l'interlocutore mi risponde "tipo Monopoli?" sudo freddo. Ma rimango calmo. "Si, tipo Monopoli. Ma più divertenti. Più intriganti." Passiamo a qualcosa di simile, dove si tirano dadi o si pescano carte. Galloping Pigs. "Vedi che è facile? Però giocare le carte giuste è importante. Ehi, hai vinto! Bello vincere con un po' d'abilità, no? Dai, proviamo quest'altro, Fairy Tale! Visto che bei disegni?"... E' un giro più lungo ma ci si può riuscire.

Però la cosa importante è farsi comunque la domanda: il Babbano che ho davanti, che ignora il mondo dei GdT et similia, se messo a conoscenza di tale mondo o di parte di esso, giocherebbe? Ossia, con tempo libero a disposizione e qualche amico, sceglierebbe di giocare o andrebbe comunque in discoteca?
Perchè insomma, a noi i giochi piacciono e si sa, ma mica è vero che "se li conosci li adori"...
Conosco gente del tutto refrattaria a qualsiasi GdT o GdC, foss'anche una mano di briscola...
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Messaggioda tanis70 » 3 dic 2007, 19:45

Quoto Iz dalla prima all'ultima sillaba.

Lo scopo di tutto questo NON dovrebbe essere quello di creare un nuovo giocatore dei giochi che piacciono a "noi", ma quello di estendere l'orizzionte di una persona in modo che possa venire a conoscere, ed apprezzare nuovi giochi che possano piacere a lui (o lei).

Probabilmente, "noi" troveremo i giochi cosiddetti "gateway" come un pò noiosetti, piatti, banali o dominati dalla fortuna... ma per un neofita sono comunque mille passi oltre quel poco che conosce.

E non è il caso di tuffare subito in Caylus o Puerto Rico una persona che fino a ieri giocava al massimo a briscola o dama, si rischia di proporre qualcosa che per "noi" è il massimo, ma per l'altro è semplicemente troppo ostico o difficile.

Capire chi abbiamo di fronte e trovare il modo migliore per introdurlo a qualcosa che possa piacere a quella persona, questo è il modo migliore (forse l'unico) per creare nuovi appassionati.
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Messaggioda ArwenG » 6 dic 2007, 17:20

Beh voglio parlare da ex Babbana!! 8-O

La prima cosa che spaventa ad un babbano sono, in alcuni casi, l'interminabile memorizzazione di regole. Devo dire che all'inizio
ero completamente allo sbaraglio, (in quanto a memorizzazione
sono un disastro :cry: ) e il fatto che i giochi fossero quasi
completamente privi di fortuna e, quindi, dominati solamente con
un lucido uso della ragione, la cosa mi terrorizzava ancora di più!!
Dovevo pur iniziare con giocatori esperti!! Anzi ringrazio
proprio ora MadeR che mi ha convinto a provare a giocare!! :grin:

Tutta paura, alla fine invece hanno iniziato ad intrigarmi e nonostante
non giochi da molto ho vinto anche con giocatori esperti! 8)

Secondo me, per riuscire a convincere un Babbano ad iniziare è molto
semplice! Basta mostrare una distesa di collezioni! Ma vi rendete conto
quanto siano proprio belli anche da vedere dei giochi!? :grin: :grin: oltre che da giocare!? E poi convincere ad iniziare un gioco! Vedrete che le persone si appassioneranno!!
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Messaggioda ArwenG » 6 dic 2007, 17:47

Beh volevo dire che concordo anch'io con Iz !!
Non avevo ancora letto!!
Far iniziare a giocare qualcuno che non sia affatto
ben predisposto a sperimentare questo tipo di hobby
è veramente inutile!! Come tanti ragazzi che cercano
di convincere a giocare le proprie ragazze, che
preferirebbero invece andare a zompettare in discoteca!! 8-O 8-O 8-O
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Messaggioda Aenarion » 11 dic 2007, 22:41

Ragazzi, sto cercando di convincere un mio amico ad iniziare i WH.
Sono disperato :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: :cry: !
Sembra inconvertibile( poi non si capisce perchè li ha iniziati e poi si è fermato anche se non l'ha dichiarato :-? ).
Nulla da suggerire :-( :-( :-( ?
Presto ragazzi perchè fra poco mi :headshot: ...
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