Spot tv Editrice Giochi

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

Moderatori: Cippacometa, Sephion, Rage, pacobillo

Messaggioda aledrugo1977 » 6 nov 2011, 18:22

Leggo dall'inizio del post.

Considerazioni sparse. Una comunità è fatta di tanti individui. Tendenzialmente ci sarà un po' di tutto: dal fanatico allo spensierato, dal conservatore al progressista oltranzista.

Di certo, come comunità strutturata a livello Nazionale, non c'è la volontà, né l'interesse, a fucilare nessuno. La parola degli autori è oltre che bene accetta così come rispettato il lavoro di tutti.

EG non è un "nemico". Se fa buone uscite, vedasi Dust o Magnifico o Anno Domini tanto per rimanere nell'opera di Spartaco, arrivano giudizi lusinghieri (due di questi titoli li ho recensiti proprio io). Se esce la millesima ririristampa deluxe di Risiko...beh non si potrà gridare al miracolo (anche qui recensione scritta da me) fermo restando che la maggioranza dei Goblin grazie a Risiko è partita in questo hobby. E non se ne fa un mistero.

Con questo nessuno brinderà al fallimento di EG né se lo augura: non trovo giusta questa posizione. Su questo secondo me Spartaco sbagli e la cosa non può che non portare a un futile muro contro muro.

D'altro canto ai Goblin che chiedono notizie specifiche sulle mosse (fallite o tentate) di EG...beh è chiaro che sono dati sensibili che Spartaco non solo non è tenuto ma proprio non è il caso che divulghi in un forum. Sono informazioni ovviamente riservate sulla quale non potendo disquisire non ha neppure senso ricamarci sopra.

Possiamo prendere il caso Battlestar Galactica: c'era un entusiasmo notevole sull'uscita EG. E' stato comprato subito...ma vista l'enorme mole di errori ovviamente i giocatori "scafati" non potevano se non che rimanere assai delusi. Due volte delusi: gli amanti dei GdT e gli amanti della Saga TV. E quindi BSG EG non è andato come doveva.
Che poi la "patch" fornita da EG sia stata di alto livello è una parziale scusante per quella è stata una operazione intrapresa con un po' di leggerezza. Questo è un fatto sulla quale discutere. Vedremo ora la riedizione GU (se non erro).

Circa lo spirito ultra reazionario EG...che dire? Altrove il Risk (diverso dal Risiko come detto e ridetto anche per esempio nella recensione di Risiko Prestige) ha assunto molte varianti alcune riuscite (mio gusto su tutti Risk 2210 e LotR trilogy Edition): qui EG riedita e riedita. Ci può stare un senso diciamo di già visto per i più scafati suvvia, non mi pare una posizione da integralisti: Risiko edizione Torneo è del 1993 se non ricordo male, siamo sempre lì e oggi il calendario indica quasi 2012.

Per chiudere invito a proseguire la discussione andando oltre preconcetti che palesemente sono presenti da ambo le parti perché alla fine siamo tutti giocatori. E' vero che in Italia siamo tendenzialmente più "contro qualcosa o qualcuno" che propriamente "a favore di qualcosa o qualcuno" ma mi pare che la Tana, per quanto evidentemente un polo per hard gamers, non si sia mai negata la parola a nessuno così come si rispetta il pensiero di tutti a patto di rispettare a monte.
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Messaggioda Cippacometa » 6 nov 2011, 21:13

spartac ha scritto:[...] gli italiani sono, abbastanza notoriamente, poco aperti mentalmente. Siamo uno dei paesi più conservatori che esista al mondo [...]

Khronos ha scritto:[...] Persone che si sbattono affinchè la cultura del GdT si diffonda pienamente [...]


Penso che queste due frasi sintetizzino perfettamente la situazione italiana e spieghino la fonte dei dissidi tra spartac e gli "integralisti" ludici (senza offesa) che leggo in questo topic.
Perché?
Poiché come al solito in Italia (Paese di grandi contrasti culturali, sociali, linguistici, politici, religiosi, ecc.) la gente si radicalizza su ogni cosa. La ragione è, probabilmente (e qui ri-cito spartac), perché gli Italiani mancano di apertura mentale (che è diversa dall'acutezza, o piuttosto acume) e sono (siamo) troppo eterogenei per cambiare atteggiamento.
Nel nostro caso, il risultato è che in Italia c'è una micro-minoranza* di gente che "ci crede" e che si batte per una cultura ludica contro il resto della popolazione, la quale è su posizioni altrettanto radicali (riassumibili come: "i GdT sono per i ragazzini" e/o "i GdT sono Risiko e Monopoli"). Da qui scaturiscono queste discussioni infinite e questa incomprensione profonda tra alcune persone nel presente topic.
Per concludere: la "colpa" della situazione ludica in Italia non va cercata solo nella EG, nella distribuzione, nei negozianti. Va cercata nella Storia che ha fatto gli Italiani come sono (e che nella fattispecie non comprano i giochi o comprano solo i suddetti Risiko e Monopoli). Ergo:
[Mod ON]
Esorto gli interlocutori a calmarsi, capirsi, riconciliarsi e cercare di relativizzare.
[Mod OFF]


* La micro-minoranza.
Prendendo a campione la Tana, mettiamo che sono (siamo) 10,000 persone (il numero di iscritti). Su 60 milioni di abitanti fa 0.017%.
Se poi contiamo solo quelli che hanno >200 post nel sito, rimangono circa 500 persone. Sarebbe lo 0.001%. :-?
Se qualcuno ha numeri più confortanti ce lo faccia sapere. :-)
Ultima modifica di Cippacometa il 8 nov 2011, 10:57, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda nakedape » 6 nov 2011, 22:19

Cippacometa ha scritto:Per concludere: la "colpa" della situazione ludica in Italia non va cercata né nella EG, né nella distribuzione, né nei negozianti. Va cercata nella Storia che ha fatto gli Italiani come sono (e che nella fattispecie non comprano i giochi o comprano solo i suddetti Risiko e Monopoli).


Non sono d' accordo. Credo che se le principali aziende di settore avessero promosso meglio i giochi da tavolo avremmo avuto qualche possibilità in più.
Ma nessuno ha la sfera di cristallo per dire se è così o no, giusto?

Inoltre rigetto lo stereotipo sulla scarsa apertura mentale degli Italiani. Ci avete mai parlato voi con un contadino dell' Ohio? ;)
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Messaggioda Cippacometa » 7 nov 2011, 0:45

nakedape ha scritto:Non sono d' accordo. Credo che se le principali aziende di settore avessero promosso meglio i giochi da tavolo avremmo avuto qualche possibilità in più.

0.001% e vuoi sperare di più? 8-O OK, ho capito, sei ottimista!! :lol:
Comunque vedi che ho ragione? Ritorniamo sempre al discorso radicalizzato "noi di qua, loro (EG & Co.) di là" e quindi la situazione ludica italica è per forza colpa loro, sennò di chi? Ma purtroppo la situazione è più complessa, e i "colpevoli" sono tanti...

E i contadini dell'Ohio non c'entrano niente in questo discorso, lasciamoli tranquilli, OK?

Vabbè, io chiudo qui, non mi andava di entrare nel dibattito, volevo solo puntualizzare 2 o 3 cose.
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Messaggioda nakedape » 7 nov 2011, 1:03

Cippacometa ha scritto:0.001% e vuoi sperare di più? 8-O OK, ho capito, sei ottimista!!


Non ho capito perchè vuoi prendere come riferimento l' incrocio tra l'insieme "membri attivi di un forum" e l' insieme "appassionato di giochi da tavolo". Io sono convinto che siano potenziali giocatori tutti quelli che giocano a Magic che a Ramino per dirne una...
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Messaggioda Inuyasha » 7 nov 2011, 1:16

Io la penso come Nakedape. Fra i giocatori dobbiamo inserire quelli che giocano anche a Scarabeo o a Ramino di tanto in tanto con piacere ma non giocano ad altro perché neanche sanno che c'è.
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Messaggioda Rayden » 7 nov 2011, 13:44

Cippacometa ha scritto:Comunque vedi che ho ragione? Ritorniamo sempre al discorso radicalizzato "noi di qua, loro (EG & Co.) di là" e quindi la situazione ludica italica è per forza colpa loro, sennò di chi? Ma purtroppo la situazione è più complessa, e i "colpevoli" sono tanti...

Vedo due errori logici di fondo che hanno permesso di passare da "se le principali aziende di settore avessero promosso meglio i giochi da tavolo avremmo avuto qualche possibilità in più" a "la situazione ludica italica è per forza colpa loro".
Primo, la EG è solo uno degli innumerevoli fattori che hanno determinato la situazione attuale, molto (secondo alcuni Goblin) o poco (secondo Spartaco) influente, ma comunque uno tra i tanti. Sarebbe come dire che la colpa della seconda guerra mondiale è del nonno di Giuseppe perché fu un militante fascista.
Secondo, il mondo non è fatto solo di angeli e demoni, cosicché l'implicazione logica "non è angelo, quindi è demone" non funziona perché manca il principio del terzo escluso. Uno che si trova nella situazione di salvare delle vite umane mettendo in pericolo la propria e decide pavidamente di non farlo, è un eroe mancato o un assassino?
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Messaggioda Khronos » 7 nov 2011, 18:31

Cippacometa ha scritto:purtroppo la situazione è più complessa, e i "colpevoli" sono tanti...

I miei interventi sono atti a sviscerare il problema, perchè relativizzando si resta sempre nello stesso punto.....Forse sarò anche un <integralista> ma disponibile al dialogo ed al confronto per dissipare dubbi che nonostante tutto ancora restano.....Se pensi che le maggiori case editrici, negozianti o distributori siano esenti da responsabilità, dai un contributo dettagliato al dialogo fornendoci le tue ragioni e non freddi numeri che potrebbero essere contestati con altri............se i colpevoli sono tanti, chi sono?
Generalizzare non risolve il nostro problema, discutendone forse si possono chiarire alcuni punti che altrimenti resteranno oscuri.......
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Messaggioda Umb67 » 7 nov 2011, 23:58

Alla faccia, questa si che è davvero una vera discussione filosofica...

vorrei un po' sdrammatizzare e fare una riflessione: io sono appassionato di diverse cose, a parte i giochi da tavolo. Videogiochi, Astronomia, Musica, Simulazione di Volo (questa è anche il mio lavoro...), e chiaramente frequento i relativi forum di appassionati anche in questi campi.

I discorsi fatti qui sembrano tali e quali a quelli che si leggono negli altri posti: anche lì ci sono associazioni di appassionati, raduni, ditte e negozi specializzati, autori/sviluppatori/artisti/personalità di spicco, e il "nemico", che è sempre rappresentato dal mitico "mercato di massa" e da eventuali big del settore, che inevitabilmente commercializzano solo i prodotto per gli "utenti medi" e trascurano quelli che i "veri appassionati" vorrebbero, lasciando spazio per soddisfare le esigenze di questi alle piccole o piccolissime ditte specializzate, che ovviamente fanno fatica a produrre/farsi conoscere e, anche se ci riuscissero, dovrebbero "svendersi" alla logica commerciale.

Ah, ovviamente dappertutto si parla del problema che in Italia i prezzi sono più alti che nel resto del mondo, che le cose "buone" non vengono importate/tradotte e quando viene fatto viene fatto male o dopo anni (parliamo di Anime ?) e quando anche abbiamo esempi concreti di genio italiano, invariabilmente questi autori sono molto più conosciuti e/o apprezzati all'estero che a casa nostra.

Che l'argomento siano i giochi da tavolo, i videogiochi o la musica, sembra non cambiare nulla, i problemi sono sempre gli stessi.

Il che mi porta a pensare che non possiamo certamente dare *tutta* la colpa a case come la EG. Loro si adattano ad una situazione che è così, e lo è in tutti i settori, al limite si potrebbe dire che sarebbe meglio NON avessero i diritti di tutti quei giochi che "si vendono da soli" MAGARI si darebbero un po' più da fare per inventare qualcosa di nuovo...

Ma a parte questo, credo che il problema principale sia che è FISIOLOGICO che, in qualsiasi campo, ci sia una larghissima fascia di utenti interessati solo superficialmente alla materia, e una piccola minoranza di utenti che invece sono MOLTO appassionati.

E' così in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti c'è enormemente molta più gente che gioca a Risiko/Monopoli piuttosto che a Twilight Imperium o altri giochi tipicamente "americani". E' anche nella mitica Germania, nei supermercati magari trovi Ticket to Ride o Catan (e non in tutti) ma di sicuro Monopoly e Risiko non mancano neanche nel più modesto spaccio di provincia, e certamente un gioco di Wallace non lo trovi nei supermercati, neppure in Germania.

La differenza è che paesi come gli USA, la Germania, l'Inghilterra e un po' anche la Francia, hanno parecchi grossi vantaggi rispetto all'italia:

- Per USA/UK/Germania spesso non si pone il problema delle traduzioni, in quanto molti giochi già nascono in Inglese o in Tedesco, quindi una prima barriera viene eliminata

- Sono paesi più grandi e, soprattutto, con maggiore potere d'acquisto rispetto a noi, quindi è normale che questi divertimenti "non indispensabili" siano più diffusi.

- Il loro SISTEMA-PAESE funziona meglio: spedizioni, burocrazia, fisco, rischi criminalità, mercato del lavoro, credito alle piccole imprese, pochi monopoli e dozzine di altre cose che sicuramente vi verranno in mente, fanno sì che in Italia tutto sia più difficile, quindi un'impresa che decide di buttarsi sul mercato RISCHIA di più in Italia se punta sui mercati di nicchia di quanto non rischi la corrispondente impresa Americana o Tedesca, quindi si può capire come un'azienda come la EG faccia fatica ad abbandonare un modello che, bene o male, ha funzionato per anni.

Una piccola ditta, che ha poco da perdere ed ha una struttura molto più agile (decide tutto il singolo proprietario) può permettersi acrobazie impensabili per far contenti questi matti di appassionati, vedi cosa ti combina la Asterion, che poco ci manca ti viene a portare il gioco a casa tua direttamente...

Fondamentalmente, è tutta una questione di difficoltà nel raggiungere i famosi punti di pareggio. In Italia ci riesci solo se sei grosso e ben piazzato strategicamente nella distribuzione e nei contratti acquisiti, cioè sei la EG (o la Preziosi, è uguale...) e quindi sei per forza ingessato, perché non vuoi rischiare di fare nulla per modificare questa situazione, oppure se sei molto piccolo, e quindi hai dei costi talmente bassi e conosci i tuoi utenti quasi personalmente, tanto che difficilmente sbagli prodotto e, anche se capita, non si tratta mai di cifre da capogiro, ci si riesce sempre a rialzare, al peggio cambi prodotto.

Quello che mi pare MOLTO difficile in Italia, è per i piccoli diventare grandi, o anche solo "medi". Non vedo in questo come in altri settori la famosa figura del "pesce grande nella vasca piccola", come dice il padrone della FFG riferendosi a se stesso.

Sembra che appena qualche piccolo comincia a fare un passo più lungo e crescere, succede sempre qualcosa di strano, soldi finiti, amministratori scappati, figli dei fondatori dell'azienda che quando ereditano dilapidano il patrimonio, storie poco chiare di tasse evase e ditte chiuse e riaperte, finti fallimenti. Cose di questo tipo sembrano capitare in Italia un po' più spesso che altrove.

E ripeto, non solo nel settore dei giochi da tavolo, non vedo davvero nulla in questo campo che lo renda diverso da altri, almeno per quanto riguarda i problemi che gli appassionati italiani, ciascuno nel loro campo, lamentano.
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Messaggioda nakedape » 8 nov 2011, 0:25

Umb67 ha scritto:Il che mi porta a pensare che non possiamo certamente dare *tutta* la colpa a case come la EG.


Lo ripeto per inciso. Qui nessuno ha mai dato *tutta* la colpa alla EG. Qui si è sempre detto che la EG è "colpevole" di non avere fatto nulla per cambiare le cose. E' ben diverso. Ed è colpevole perchè se avesse spinto maggiormente, se avesse investito, ricercato e rischiato (cosa che fanno imprenditori grandi e piccoli) forse la situazione italiana sarebbe diversa.

Umb67 ha scritto:Ma a parte questo, credo che il problema principale sia che è FISIOLOGICO che, in qualsiasi campo, ci sia una larghissima fascia di utenti interessati solo superficialmente alla materia, e una piccola minoranza di utenti che invece sono MOLTO appassionati.


Guarda, nessuno si aspetta di colmare il gap tra i giocatori di Steam o ASL e quelli di Risiko, però in altri paesi i boardgamers sono ordini di grandezza maggiori che in Italia.

Umb67 ha scritto:RISCHIA di più in Italia se punta sui mercati di nicchia di quanto non rischi la corrispondente impresa Americana o Tedesca, quindi si può capire come un'azienda come la EG faccia fatica ad abbandonare un modello che, bene o male, ha funzionato per anni.


Anche qui, nessuno ha mai detto che la EG debba abbandonare il Risiko. Ripeto NESSUNO. Solo di fare uno sforzino in più, ecco quello sì...

Umb67 ha scritto:Una piccola ditta, che ha poco da perdere ed ha una struttura molto più agile (decide tutto il singolo proprietario) può permettersi acrobazie impensabili per far contenti questi matti di appassionati, vedi cosa ti combina la Asterion, che poco ci manca ti viene a portare il gioco a casa tua direttamente...


...e questo ci dice che margini di guadagno abbia una compagnia come la EG, che va di due ordini di grandezza sopra le tirature Asterion...me lo dovrebbero portare a casa due sgnoccolone minigonnate (e mi fermo qui)....il Risiko...

Umb67 ha scritto:E ripeto, non solo nel settore dei giochi da tavolo, non vedo davvero nulla in questo campo che lo renda diverso da altri, almeno per quanto riguarda i problemi che gli appassionati italiani, ciascuno nel loro campo, lamentano.


Mah...sono modelli che mi lasciano perplesso...negli anni '80 la situazione enologica italiana era un disastro. Letteralmente. Piano piano una nicchia cominciò ad interessarsi ai metodi di vinificazione moderni. Si cominciarono a sostituire le vecchie botti di legnaccio con barriques in legno affumicato fatte da maestri d' ascia francesi. Gli appassionati, i ristoranti e le enoteche cominciarono ad aggregarsi attorno ad una fiera all'epoca misconosciuta chiamata Vinitaly. Ben presto cominciarono a fiorire vini leggendari, tra cui il famosissimo Sassicaia. E mentre Luigi Veronelli, che mi fregio di avere conosciuto, stampava le sue guide dei vini e dei ristoranti avvampava un rinascimento enologico italiano. I vini eccelsi non si contavano più, l'export aumentava a vista d'occhio e ancora oggi se uno dei pochi mercati in cui siamo fortissimi è proprio l' agroalimentare lo dobbiamo anche al vino.
Uno dei modelli di vendita consisteva nell' invitare nella propria cantina i vari rappresentanti per assaggiare e parlare dei vini in questione. Perchè senza conoscenza non c'è diffusione. Ora se la EG avesse invitato i negozianti e li avesse "preparati" sui giochi-che-non-si-vendono-da-soli, forse avrebbe avuto un qualche ritorno. Certo richiedeva un pò di sbattimento in più...ma vabbè è solo la mia idea... ;)
Potrebbe
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Messaggioda Umb67 » 8 nov 2011, 1:12

nakedape ha scritto:se avesse investito, ricercato e rischiato (cosa che fanno imprenditori grandi e piccoli) forse la situazione italiana sarebbe diversa.


Certo, ma cerco di mettermi nei loro panni, e sono sicuro che hanno pensato qualcosa del tipo, ok investiamo una tot cifra per la diffusione della conoscenza e in ricerca, peccato che se fossimo in Germania, Francia o USA, la STESSA cifra investita renderebbe molto di più, perché (per i vari motivi spiegati prima) tutto è più difficile in Italia.

La prima cosa che mi viene in mente, è che negli USA, i soldi necessari ad investire sarebbero arrivati probabilmente da Venture Capitalist ( o "Angels" come li chiamano ora...) valutando il PROGETTO, mentre in Italia, ammesso che te li diano le Banche, lo fanno solo se presenti garanzie dal valore molto più alto dei soldi che ti servono cioè, fondamentalmente, prestano i soldi solo a chi ce li ha già...

In queste condizioni, il "Signor EG" probabilmente pensa che, piuttosto che rischiare tutto quello che ha messo da parte per qualcosa che potrebbe anche non funzionare, fa molto prima ad assicurarsi che i suoi contratti di distribuzione di giochi-che-si-vendono-da-soli, durino il più a lungo possibile e di non bisticciare con nessuna catena della GDO.

però in altri paesi i boardgamers sono ordini di grandezza maggiori che in Italia.


Certo, ma non sono arrivati dal nulla, sono di più sia per motivi demografici (la Germania è più grande dell'Italia e gli USA lo sono ancora di più), linguistici (l'Italiano lo parliamo solo noi), il potere d'acquisto è diverso e, inoltre, la maggiore facilità di fare impresa in questi paesi permette di immettere più/migliori prodotti sul mercato e anche distribuirli meglio, il che porta a sua volta alla maggiore diffusione della conoscenza, quindi all'aumento degli utenti. E' il famoso circolo virtuoso.


Anche qui, nessuno ha mai detto che la EG debba abbandonare il Risiko. Ripeto NESSUNO. Solo di fare uno sforzino in più, ecco quello sì...


Sicuramente, uno sforzino lo potrebbero fare, su questo siamo assolutamente d'accordo. Non mi aspetto certamente che facciano arrivare "Through the Ages" in Italiano alla Coop, ma magari roba tipo Ticket to Ride sì...

Però, facciamo una riflessione: perché EG si è presa Battlestar Galactica che, volendo, è più un gioco da "gamers" rispetto ad un Ticket to Ride ? Se ragioniamo da giocatori appassionati FORSE sarebbe stato meglio Ticket to Ride come PRIMO gradino per un ipotetico giocatore che ha visto solo Monopoli. Noi giocatori lo sappiamo, se proponi TTR a queste persone, funziona sempre.

Battlestar Galactica, visto come semplice gioco, è più "hardcore" di TTR, perchè la EG ha scelto quello, quando avrebbe *sicuramente* la potenza contrattuale per ottenere QUALSIASI German-game sul mercato ?

Molto semplice: si tratta sempre della mentalità della grande azienda->grande distribuzione->TV. TV, appunto. Battlestar Galatica E' IN TV! Quindi diventa auto-magicamente un gioco "sicuro", perchè non bisogna far "fatica" per farlo conoscere, in quanto ci ha già pensato la TV a spingere il nome.

Se una ditta spende soldi per fare spot in TV, troverà naturale, nel caso voglia fare il famoso "sforzino", rimanere comunque legata a quell'ambiente e a quel modo di vendere prodotti.

Sono d'accordo anch'io che è una strategia commerciale VECCHIA, che oggi funziona ancora, ma non si sa ancora per quanto. La TV è ancora importante, ma non più come prima, e non tornerà più ad essere importante come lo è stata fino ad oggi quindi si, sono convinto che a lungo andare, il modello di business legato a TV->Pubblicità->Supermercati non sarà più sostenibile, ma "noi" queste cose le possiamo anche intravedere, ma prima che le aziende si attrezzino per cambiare completamente mentalità, ci vuole molto tempo.

Ora se la EG avesse invitato i negozianti e li avesse "preparati" sui giochi-che-non-si-vendono-da-soli, forse avrebbe avuto un qualche ritorno. Certo richiedeva un pò di sbattimento in più...ma vabbè è solo la mia idea...


Prima o poi anche loro dovranno fare i conti con nuovi modelli di business e di comunicazione. Guarda cosa sta succedendo nel giornalismo, da una parte c'è l'informazione tradizionale a cui pochi possono accedere, e dall'altra i blog, i social network, Youtube che, per assurdo, ora sono diventati le FONTI a cui l'informazione tradizionale attinge!

Anche qui, l'Italia arriva sempre tardi (ma piano piano, poi ci arriva), negli USA ormai certi blog sono più importanti dei giornali, e addirittura assumono loro i giornalisti famosi, noi non siamo ancora a questo punto, ma il cammino è quello.
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Messaggioda Cippacometa » 8 nov 2011, 10:55

Khronos ha scritto:....Se pensi che le maggiori case editrici, negozianti o distributori siano esenti da responsabilità, dai un contributo dettagliato al dialogo fornendoci le tue ragioni e non freddi numeri che potrebbero essere contestati con altri............se i colpevoli sono tanti, chi sono?
Generalizzare non risolve il nostro problema, discutendone forse si possono chiarire alcuni punti che altrimenti resteranno oscuri.......


Sicuramente mi sono spiegato male (ho corretto il post).
Volevo dire che non è solo colpa di EG, case editrici, negozianti o distributori. E' colpa del "Sistema Italia" (che ovviamente comprende anche i suddetti EG, case editrici, negozianti & distributori).
Va meglio così?

Per quanto riguarda la tua ricerca delle "ragioni dettagliate" ed il chiarimento dei "punti oscuri", mi sembra che in questo topic c'è più o meno tutto quello che ti serve per soddisfare i tuoi bisogni. Ne faccio un riassunto:

- Fattori economici. Sistemi di finanziamento delle imprese che limitano i margini di manovra di distributori e negozi. Per non parlare dei "magheggi" dei privati e delle amministrazioni pubbliche, che rendono il tutto ancora più difficile e fragile.
- Fattori culturali. Scarsa propensione della maggioranza degli Italiani a svagarsi con cose diverse da: calcio, film di Boldi & De Sica, tele-spazzatura e grandi magnate.
- Fattori linguistici. Difficoltà/avversione dell'italiano medio a parlare un'altra lingua e/o a sforzarsi di capirla. Esempio: avete mai visto un film in lingua originale? Quanti cinema proiettano film in lingua originale nella vostra città? E quanta gente ci va? (vedi anche punto seguente "apertura mentale"). Da ciò emerge la difficoltà di accesso a materiale (ludico e non) in lingue diverse dall'Italiano.
- Fattore "apertura mentale" (o radicalismo). La società italiana è rigida, i ruoli sono fissi, le idee/posizioni spesso radicali, a volte caricaturali. Questo è vero per esempio in ambiente professionale (il Caaapo), familiare (la Mamma!), universitario (i Baroni), politico (no comment), religioso (no comment), giornalistico (scoop a tutti i costi), ecc. Ergo: i GdT? Roba da bambini, i grandi devono fare altre cose per divertirsi (magnà, trombà, calcio). E quando si parte in viaggio all'estero ci si porta gli spaghetti e la moka, e che diamine! Mica si può bere quella brodaglia e mangiare quelle schifezze!

Ovviamente generalizzo, ovvero parlo della maggioranza. Ed ovviamente ci sono i casi particolari diversi dalla maggioranza, ma sono numericamente e statisticamente non significativi e non andrebbero presi ad esempio. Riguardo i "freddi numeri" che ho fornito, erano giusto un esempio mooolto approssimativo; se ne hai di più precisi per contestarli ben vengano!

Infine, un piccolo consiglio. Se vuoi seriamente cercare di capire le "ragioni dettagliate" e chiarire i "punti oscuri", vai a vivere all'estero (UK, USA, Francia, Germania, Olanda, Paesi Scandinavi, ecc.) per un paio di anni: guardare il "Sistema Italia" da fuori aiuta molto in questo tipo di ricerca.
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Messaggioda Khronos » 8 nov 2011, 15:28

Non c'è mica bisogno di andare a vivere all'estero per capire che il sistema Italia ha problemi. In alcuni settori soffriamo molto l'incapacità di investire, sviluppare, insomma basta vedere come sono ridotti i nostri ricercatori....come in altri invece siamo all'avanguardia...ma questo è un altro discorso. Tornando al nodo del problema se in Italia il settore ludico è lasciato ai margini della società, qualcuno se ne dovrà pure assumere le responsabilità e chi se non le maggiori case editrici? Per ogni azienda che si rispetti all'interno di essa trovi un dipartimento detto ricerca e sviluppo che oltre ad innovare la propria azienda e tenerla al passo dei loro concorrenti sui mercati internazionali cerca di proporre nuove prodotti sviluppando il settore nel quale opera per aumentare il proprio profitto. Ciò produce a cascata benefici per i consumatori finali che troveranno sul mercato prodotti innovativi ed all'avanguardia. Non mi sembra che attualmente la EG o chi per essa persegua questa linea che è alla base delle politiche economiche di ogni multinazionale. La EG per dirla tutta, altrimenti vengo tacciato di ipocrisia, ci ha anche provato con un paio di titoli che non sono andati benino,vogliamo analizzare il perchè o vogliamo filosofeggiare relegando il tutto ad una mera questione di contrazione del mercato con i vari problemi che ne susseguono. Vogliamo analizzare il perchè la EG non ha spinto questi suoi titoli (che a mio parere tanto rivoluzionari non sono stati) con buone campagne pubblicitarie?Vogliamo analizzare le colpe della grande distribuzione? ... e via dicendo.....vorrei che si andasse alla radice dei problemi e non relegandoli come causa di qualcos'altro.......
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Messaggioda Cippacometa » 8 nov 2011, 16:07

Khronos ha scritto:[...] il sistema Italia ha problemi [...] basta vedere come sono ridotti i nostri ricercatori....

Appunto. Io ne faccio parte e vivo (e lavoro) in Francia da 10 anni. I colleghi che sono restati in Italia andrebbero fatti santi subito.

Khronos ha scritto:[...] se in Italia il settore ludico è lasciato ai margini della società, qualcuno se ne dovrà pure assumere le responsabilità e chi se non le maggiori case editrici?

Aridaje! :lol:

Khronos ha scritto:[...] Vogliamo analizzare il perchè la EG non ha spinto questi suoi titoli [...]? Vogliamo analizzare le colpe della grande distribuzione? ... e via dicendo.....

Se ti rileggi bene questo topic, vedrai che le risposte a queste domande le trovi. ;)
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Messaggioda Archie » 8 nov 2011, 16:58

Ciao.
Ho seguito il thread con molto interesse, ma con il distacco indotto dall'ignoranza.
Non mi intrometto quindi per sparare ca**ate ad alzo zero (o almeno, questa sarebbe l'intenzione!), ma una piccola domanda (forse banale, giudicate voi!) me la sono posta e mi permetto umilmente di porla anche a voi: ma perchè le nostre "grandi" case produttrici (la EG, in questo caso) non vendono anche all'estero?
Magari valorizzando autori italiani?
Magari farebbero utili in più per poter investire e "rischiare" un po' di più... no?
Grazie delle risposte.

PS: se succede già perdonatemi, è la dimostrazione dimostrata dell'ignoranza sull'argomento di cui cennavo prima: e allora fate finta che non abbia scritto nulla!
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