Su diverse filosofie di gioco

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Rayden » 13 mag 2011, 17:15

Iago ha scritto:
Rayden ha scritto:Con sano ci intendevo che non abbia ripercussioni negative nella vita reale*: una proprietà oggettiva, non soggettiva. Per quello che hai inteso tu si usano parole come "divertente" o "piacevole".

Mi pare che la descrizione di Tvit08 sia assolutamente oggettiva o meglio stia ad indicare che è il concetto di "SANO" a non poter essere oggettivizzato ma a dover essere rapportato alla singola persona.

In realtà il problema non è quello del GIOCO "sano" ma del GIOCATORE "sano".

Personalmente non ritengo che dipenda dalla presenza o meno di premi per il vincitore, anche con i premi si può avere un gioco sano, come anche senza premi può bastare la presenza di un giocatore "MALATO" per rovinare una partita.

In effetti, senza sottolinearlo sono passato dal parlare dei giocatori nel primo post, al parlare dei giochi nel secondo. Ovvero, nel secondo post (la frase virgolettata) cercavo di caratterizzare quei giochi che per loro natura, o per il contesto in cui vengono giocati, "producono" (o "attirano", non voglio riaprire il discorso sulla causalità delle degenerazioni da gioco, già trattato in altri accesi thread, cfr quello sui MMORPG) giocatori "malati". Poi è chiaro che un gioco -in questa accezione- malato possa essere giocato in modo sano, così come un gioco sano possa essere giocato in modo malato.

@Domon: hai ragione. Purtroppo non sono un grande esperto di GdR, in particolare di quelli moderni, e mi riferivo implicitamente ai GdR classici; in effetti, più che "di GdR" in generale sarebbe più opportuno parlare di giochi che non prevedono vincitori, siano essi GdT, GdR, sport, o qualunque altra forma di gioco.
Sono in disaccordo invece sulla tua conclusione. Per quanto mi riguarda, quelle di cui si parla sono, appunto, due diverse filosofie con cui approcciarsi al gioco. Un "randolphiano estremista", piuttosto che giocare ad un gioco competitivo con spirito "cazzeggiatore", preferirebbe non giocarci per niente, altrimenti rovinerebbe la partita agli altri, che avrebbero tutto il diritto di biasimarlo. Mentre un "non-randolphiano" dovrebbe pretendere che si rispetti il suo diritto allo spirito cazzeggiatore in qualunque occasione.
Ora, forse se tutti i giocatori tenessero sempre ben presente che il proprio atteggiamento al gioco può inficiare il divertimento altrui, forse i due approcci sarebbero più nitidamente distinti, così come i loro seguaci. Ecco quindi che ritorno a sostenere che esistono due diverse filosofie! :-?
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Messaggioda linx » 13 mag 2011, 17:52

Tempo fa scrissi un articolo sulle tipologie di giocatori. Io ne avevo individuate 3, anche se altre attendevano di essere scovate nei tipi di giochi che io non apprezzo e quindi ho involontariamente tralasciato (i party games, ad esempio)Sono in linea di massima d'accordo con la frase di Iz:
"ogni gioco ha il suo stile"

Le categorie erano:
L'Hard gamer che gioca per competere in un territorio dove il caos della vita non entra e tutto (la vittoria) sia merito suo o derivante da sue colpe. O da meriti di avversari che hanno giocato con le stesse regole ed armi.
E' quindi in cerca di un appagamento di tipo matematico. Solido. Per fuggire alle frustrazioni che gli tocca sopportare nella vita, dove le abilità contano meno del caso.

Nella seconda categoria stanno i giocatori che invece ricercano la deresponsabilizzazione. Il gioco è un modo per alleggerirsi, per tentare scelte senza troppo preoccuparsi delle conseguenze. Il giocatore cerca la vittoria, ma non vuole sentire la sconfitta come uno sbaglio sulla sua coscienza. Per lui sono necessari giochi rapidi (nel corso della serata capiterà più spesso una vittoria) e con un fattore alea che gli possa far pensare di aver perso perchè sfortunato.

Nella terza categoria stanno i giocatori per cui l'importante è l'esperienza. Le condizioni di vittoria servono solo per dare un senso al tutto ma non si scervellano troppo per raggiungere la vittoria. Si gioca più spesso " a sensazione", magari immedesimandosi nei personaggi del gioco come fosse un gioco di ruolo. Spesso la scelta di gioco si sposta verso la mossa più divertente, piuttosto che verso la mossa più valida.
Questi giocatori se ne sbattono dei problemi di turtleing, ad esempio, perchè attaccano anche se non conviene farlo (io sono convinto che sia così che giocano coloro che apprezzano veramente Twilight Imperium: io ho provato ad arrivare fino alle 3 e mezza di notte senza che fosse tirato un vero dado in partita).

Ogni gioco è fatto, o dovrebbe essere fatto, pensando ad uno di questi 3 target.
Ciò non vuol dire che uno non possa divertirsi in più modi. Io stesso lo faccio, giocando in maniera diversa a seconda, proprio, del target del gioco. A Runewars gioco abbastanza alla cazzona, attaccando o cercando il favore di un drago per il piacere di farlo ad esempio, aldilà della convenienza. Se sento che in un gioco l'alea si farà sentire gioco con più pressappochismo. E mi scervello una cifra invece se sò che tutto dipenderà dalle mie scelte.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Raistlin » 13 mag 2011, 20:55

linx ha scritto:Tempo fa scrissi un articolo sulle tipologie di giocatori.


Grande articolo! :)


linx ha scritto:Nella terza categoria stanno i giocatori per cui l'importante è l'esperienza. Le condizioni di vittoria servono solo per dare un senso al tutto ma non si scervellano troppo per raggiungere la vittoria. Si gioca più spesso " a sensazione", magari immedesimandosi nei personaggi del gioco come fosse un gioco di ruolo. Spesso la scelta di gioco si sposta verso la mossa più divertente, piuttosto che verso la mossa più valida.


Sono io!! :):)
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Messaggioda nakedape » 14 mag 2011, 10:01

Più che diversi giocatori, io individuerei i diversi moventi che ci spingono a giocare. In ognuno di noi sono presenti in misura diversa dando così origine ad attitudini diverse.

Il primo movente è, ovviamente, la sfida o la competizione. Che poi può essere diretta o indiretta, ma più o meno il senso è quello. C'è una difficoltà da affrontare e lo scopo del giocare è superarla con gli strumenti dati. Questo ci porta ad accumulare esperienza e all'appagante sensazione di crescita e di automiglioramento.

Il secondo movente è la simulazione.
Ogni gioco rappresenta un organismo in miniatura, che ha una sua vita e una sua fenomenologia. E ci affascina osservare questo modello di gioco e vedere cosa succede in esso.

Il terzo motivo è la socialità. E' un momento dello stare insieme dove le regole normali sono sovvertite e viene ristabilita una nuova linea gerarchica, dando ad alcuni la possiblità di un riscatto sociale. Questo argomento interesa trasversalmente tutti i primati.

Il quarto motivo è l' immedesimazione. In molti giochi le persone godono dell' immedesimarsi in una situazione particolare dimenticando per un pò la loro vita reale (è collegato al secondo movente ma non è la stessa cosa).
E' l'espressione del termine divertire (cioè qualcosa che si allontana dalla fatica quotidiana).

Per me ogni giocatore è un mix di queste, chi più chi meno...vi riconoscete?
Esistono persone che, con la scusa dell'elitarismo, vorrebbero livellare tutto verso il basso.
E tu innalzati, invece.
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Messaggioda Simone » 14 mag 2011, 10:55

renard ha scritto:e non me ne è mai capitato uno (sia professionistico, sia tra amici) in cui non ci siano stati litigi. Anzi in un gruppo di gioco all'inizio giocavano i mariti con le mogli, dopo qualche anno o si sono create coppie miste o si sono separate le coppie (intendo proprio che hanno divorziato) 8-O


Dovesse mai succedere da noi, penso che ritirerei il marchio tdg deposto sull'affiliata e revocherei la sede all'associazione, così dopo possono andare a fare i pirla nel cortile della scuola che ci ospita, in una bella serata di gennaio a meno 7 sotto zero, se vogliono giocare al gioco "io sono piu' Neanderthal di te"
« Nessun amico mi ha reso servigio, nessun nemico mi ha recato offesa, che io non abbia ripagati in pieno » Lucio Cornelio Silla
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