Sulla grafica dei giochi

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Frost82 » 13 feb 2011, 21:43

Allora, perchè dico voluto dal cliente? Semplice.

Quando il prodotto va su uno scaffale esiste una standardizzazione tipica di alcuni elementi grafici che, una volta individuati dal cliente, gli fanno dire "questo è un gioco da tavolo".

Questi elementi stereotipati (possiamo esserceli creati anche noi editori eh) fanno si che il gioco venda: se si rimane negli stereotipi, la gente capisce cosa ha in mano prima ancora di andare a indagare se è un coloni di Catan o un Dungeon Twister.

La copertina presentata ad esempio da te qui sopra mi ricorda tanto un.... CD Musicale. Il taglio dato alla copertina e altre cosucce mi ricordano proprio un DVD più che un gioco da tavolo.

Questa impressione, che può essere sicuramente personale, se è nella maggioranza del pubblico fa si che un prodotto non venda: a prima occhiata il prodotto non è identificabile. Se un prodotto non è indentificabile, può dare origine a due soluzioni: uno il cliente l'abbandona, due il cliente la prende perché incuriosito. Ma, dalla mia conoscenza del settore, i clienti "incuriositi" sono sempre una % molto inferiore di quelli che "lasciano perdere".

Per questo le copertine tendono a "standardizzarsi" verso determinati elementi grafici.
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Messaggioda jackal » 13 feb 2011, 22:56

Della serie De Gustibus... io trovo che la grafica di giochi come Supernova e Container sia abbastanza bruttina, non solo per la copertina ma anche per i componenti interni... a mio avviso ha penalizzato entrambi i giochi... sottolineo che è un'opinione personale... ;)

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Messaggioda Cyrano » 14 feb 2011, 9:27

Frost82 ha scritto:Allora, perchè dico voluto dal cliente? Semplice.

Quando il prodotto va su uno scaffale esiste una standardizzazione tipica di alcuni elementi grafici che, una volta individuati dal cliente, gli fanno dire "questo è un gioco da tavolo".

Questi elementi stereotipati (possiamo esserceli creati anche noi editori eh) fanno si che il gioco venda: se si rimane negli stereotipi, la gente capisce cosa ha in mano prima ancora di andare a indagare se è un coloni di Catan o un Dungeon Twister.

La copertina presentata ad esempio da te qui sopra mi ricorda tanto un.... CD Musicale. Il taglio dato alla copertina e altre cosucce mi ricordano proprio un DVD più che un gioco da tavolo.

Questa impressione, che può essere sicuramente personale, se è nella maggioranza del pubblico fa si che un prodotto non venda: a prima occhiata il prodotto non è identificabile. Se un prodotto non è indentificabile, può dare origine a due soluzioni: uno il cliente l'abbandona, due il cliente la prende perché incuriosito. Ma, dalla mia conoscenza del settore, i clienti "incuriositi" sono sempre una % molto inferiore di quelli che "lasciano perdere".

Per questo le copertine tendono a "standardizzarsi" verso determinati elementi grafici.


Che è quello che ho scritto io più o meno...

Però... Questo vale SOLO per la fascia di età citata...
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Messaggioda jackal » 14 feb 2011, 13:47

Sarò duro di comprendonio come Frost ;) ma non capisco i discorsi sulla fascia d'età... Io ho 43 anni (purtroppo) e trovo magnifica la grafica degli eurogame (in particolare quella dei giochi prodotti in Germania più che in Francia, in Italia e in GB)... e sarà così anche quando avrò 60 anni... secondo me più che a una fascia d'età la grafica dei giochi da tavolo europei punta su un aspetto "evocativo" del gioco che non ha limiti d'età... E in questo a mio avviso ci sono stati accurati studi...
Discorso diverso per la grafica FFG e americana in genere che effettivamente trovo più indirizzata a un target "giovane"... vedi anche l'utilizzo di miniature...
O almeno credo... ;)

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Messaggioda Angiolillo » 14 feb 2011, 14:03

In effetti io credo che innovazione ce ne sia, e che tra l'altro ogni tanto gli editori italiani diano il loro contributo.

Per esempio, per Wings of War abbiamo discusso a lungo con l'editore (Nexus). Io ero per una grafica essenziale, da pezzo di wargame con meno intrusioni possibili:

Immagine

(vedi soprattutto carta in alto a destra e in basso a sinistra). La scelta è stata contestata inizialmente dall'editore per il mix dell'aereo in grafica elettronica su uno sfondo ad acquarello, considerati due stili incompatibili. Ma anche alla luce di alcune vere foto di aerei in volo (aerei a fuoco, sfondo sfuocato...) alla fine l'idea è "passata". La pulizia massima della carta però no, ed è stato aggiunto un cartiglio con corsivi stile "diario di squadriglia" su cui appoggiare le informazioni:

Immagine

Immagine

Il risultato finale, a cura di Fabio Maiorana, era mirato anche a incontrare gusti più giovcani e moderni rispetto a quelli del wargamer storico di vecchia generazione ed è stato considerato un successo dagli acquirenti. Di certo non è una grafica conservativa, né rispetto ai giochi da tavolo in generale né ai wargame in particolare.

Per la copertina la scelta non è fumettara. Il dettaglio che abbiamo esportato è il concetto del filo incorniciante in copertina con elementi grafici agli incroci, che Fabio ripreso dai giochi tolkieniani e rielaborato in chiave "prima guerra mondiale":

Immagine

Gli elementi grafici scelti sono state le insegne alari degli aerei, coccarde e croci, peraltro scelte in ogni confezione secondo il contenuto. L'idea deve essere piaciouta, tanto che la Fantasy Flight Games l'ha poi riportata perfettamente analoga su "Tide of Iron":

Immagine

Non è l'unica cosa che FFG ha imparato da Nexus: si vedano le miniature, per le quali dal 2004 (da Doom in poi) la FFG ha fatto suo lo stile dei pezzi de "La Guerra dell'Anello", adottandone addirittura la stessa catena produttiva (stesso scultore, stessa fabbrica) messa su dalla Nexus. Che non si trattasse di uno stile consolidato è palese già confrontando lo stile delle miniature della GdA

Immagine

con quelle del Risiko Signore degli Anelli (o Risk per essere precisi, della Hasbro), sullo stesso identico tema e con una qualità indiscutibilmente più bassa:

Immagine

Digressioni, ma magari danno degli spunti.
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Messaggioda Cyrano » 14 feb 2011, 15:01

Spunti che sono chiarificatori la qualità è altissima ma lo stile è il solito ed è vecchio (nell'accezione ASSOLUTA che VECCHIO NON È SINONIMO DI BRUTTO).

Nessuno ha detto che la grafica fa schifo e non riesco a capire perché ci si ostina a pensarlo. Solo che è molto "classica" e non cambia. Perché in quella fascia di età a cui i giochi sono indirizzati si tende a non aprezzare i cambiamenti.

Pure a me piace.

Quello che volevo dire, per l'appunto jakal, è che a te piace questa grafica ed a me pure ma se ci presnetano un gioco diverso magari aprezziamo PURE quello. L'adolescente medio no e ragiona come CAMBIAMENTO = SCHIFO (sto generalizzando). I motivi sono molti e diversi ma ci sono quindi le ditte si adeguano.
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Messaggioda Angiolillo » 14 feb 2011, 15:35

Non lo cito né difendo perché bello. Però nel caso di WoW ti assicuro che la dialettica con il ben più giovane grafico su scelta dell'inserimento del cartiglio (e di altri elementi poi aboliti come aloni od ombre attorno all'aereo), scelta delle font, decisioni particolari (l'osservatore ferito sul segnalino con gli occhi a X come in un cartone animato giapponese e altre forme di iconizzazione) vertevano fondamentalmente proprio da un lato sulel aspettative consolidate dei wargamer storici, dall'altro sul desiderio diu una grafica più grafica e più moderna, adatta al gusto di una nuova generazione.
Se poi siamo partiti dal concetto grafica fumettosa = vecchio no, da questo punto di vista non è fumettosa e quindi nemmeno grafica vecchia.
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Messaggioda freeman74 » 14 feb 2011, 15:56

ecco la mia vena polemica sulla grafica:
prendo Dungeons&Dragons gioco da tavolo - del gioco mi pare tutti ne parlino bene - giro la scatola e che ci trovo? quattro bambini che giocano...l'utente medio che vede questa scatola sullo scaffale e la gira secondo voi che pensa: gioco da tavolo (figo - mai sentito, proviamolo!) oppure gioco per bambini (ma che è sta bambinata? stasera meglio un film in dvd!) ??
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Messaggioda Cyrano » 14 feb 2011, 20:23

Angiolillo ha scritto:Non lo cito né difendo perché bello. Però nel caso di WoW ti assicuro che la dialettica con il ben più giovane grafico su scelta dell'inserimento del cartiglio (e di altri elementi poi aboliti come aloni od ombre attorno all'aereo), scelta delle font, decisioni particolari (l'osservatore ferito sul segnalino con gli occhi a X come in un cartone animato giapponese e altre forme di iconizzazione) vertevano fondamentalmente proprio da un lato sulel aspettative consolidate dei wargamer storici, dall'altro sul desiderio diu una grafica più grafica e più moderna, adatta al gusto di una nuova generazione.
Se poi siamo partiti dal concetto grafica fumettosa = vecchio no, da questo punto di vista non è fumettosa e quindi nemmeno grafica vecchia.


Diciamo che una grafica "nuova" su un gioco di aerei d'epoca era assolutamente fuori luogo ma io intendevo qualcosa di sperimentale tipo

Immagine

Te li vedi giochi illustrati così? ;)
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Messaggioda mocs » 14 feb 2011, 21:18

Te li vedi giochi illustrati così?

... eh, ma così è facile :-)
"Escape from the Aliens in Outer Space"
ispirazione: Frank Miller.
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Cmq, ocio che il fumetto sta spesso nascosto tra le pieghe dei gdt e ocio pure a fare un distinguo tra "grafica" e "illustrazione" .
La grafica contiene anche l'illustrazione, l'illustrazione no.

Attenzione anche al termine grafica "fumettosa": anche "Escape from the Aliens in Outer Space" usa appunto uno stile fumetto. Ma gli stili dei fumetti sono assai, dal manga al francobelga, dal realistico al cartoon ecc.

In ogni caso, sarebbe divertente provare a vedere quali secondo noi potrebbero essere i giochi con uno stile diciamo "pù alternativo", originale, nuovo e meno classico.
Lancio la proposta: vogliamo provare a vedere quali giochi potrebbero essere "svecchiati"? (sempre però tenendo ben presenti le esigenze del template grafico/interfaccia/usabilità - icone, testi, tracciati, valori, suddivisoni campi, box ecc. ecc. che spesso non consentono di fare illustrazioni trappo astratte e troppi voli pindarici a livello di comunicazione visiva).
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Messaggioda Gurgugnao » 14 feb 2011, 22:46

Da poco ho preso Descent. Starò invecchiando, ma Heroquest come artwork gli fa davvero il culo a strisce. Le illustrazioni fantasy anni 80 saranno anche più vecchie come stile, ma sono dannatamente più immersive! Mi raccontano di un tempo-che-fu-che-non-c'è-più.

Altra cosa, sempre su descent vs heroquest. Sti simboletti. Questa iconografia per forza. Ma scrivetecelo "punti corpo" che è figo, descrivetela sta spada, di chi è, chi l'ha forgiata, i nani barbuti delle caverne oscure, no? E' tutto così freddo... che me ne faccio della miniatura gigante se poi mi sembra di stare in un cartone animato disegnato male? Vuoi mettere i dadi coi teschi contro quelli coi numeri? Na na... magari venderà di più, ma a saperlo prima non nascevo proprio adesso.
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Messaggioda Cyrano » 15 feb 2011, 9:22

mocs ha scritto:
Te li vedi giochi illustrati così?

... eh, ma così è facile :-)
"Escape from the Aliens in Outer Space"
ispirazione: Frank Miller.
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Cmq, ocio che il fumetto sta spesso nascosto tra le pieghe dei gdt e ocio pure a fare un distinguo tra "grafica" e "illustrazione" .
La grafica contiene anche l'illustrazione, l'illustrazione no.

Attenzione anche al termine grafica "fumettosa": anche "Escape from the Aliens in Outer Space" usa appunto uno stile fumetto. Ma gli stili dei fumetti sono assai, dal manga al francobelga, dal realistico al cartoon ecc.

In ogni caso, sarebbe divertente provare a vedere quali secondo noi potrebbero essere i giochi con uno stile diciamo "pù alternativo", originale, nuovo e meno classico.
Lancio la proposta: vogliamo provare a vedere quali giochi potrebbero essere "svecchiati"? (sempre però tenendo ben presenti le esigenze del template grafico/interfaccia/usabilità - icone, testi, tracciati, valori, suddivisoni campi, box ecc. ecc. che spesso non consentono di fare illustrazioni trappo astratte e troppi voli pindarici a livello di comunicazione visiva).


Questa era la base di partenza della discussione e cioè che il fatto che giochi come Escape sono "eccezioni". Dai leggete tutto il topi prima di rispondere a casaccio altrimenti ogni tre pagine si deve tornare indietro e fare il riassunto :D

Comunque si parlava di GRAFICA e nessuno si è riferito solo all'illustazione. Adirittura Angiollino ha parlato di Layout e delle scelte che il grafico ha imposto all'illustratore.

E poi VERAMENTE ma perché vi ostinate a pensare che un gioco DEBBA essere "svecchiato" come se la grafica standard sia un male? Ma chi lo ha detto in questa discussione? Si cercava solo di filosofeggiare sul perché lo stile grafico generico dei giochi sia piuttosto statico.

Infine: se mi confondi ancora lo stile di Miller con sienkiewicz ti sparo allegramente :D (quando studiavo grafica c'erano professori che ti avrebbero bocciato per una cosa del genre, vabbè erano matti da legare :D )
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Messaggioda mocs » 15 feb 2011, 11:22

Cyrano ha scritto:Infine: se mi confondi ancora lo stile di Miller con sienkiewicz ti sparo allegramente :D (quando studiavo grafica c'erano professori che ti avrebbero bocciato per una cosa del genre, vabbè erano matti da legare :D )

Eh altri tempi, i tuoi. quando studiavo io allo IED, c'erano ancora le tavolette di cera con lo stilo :-)

non ho confuso la tua immagine citata (sienkiewicz) con la mia (miller). Indicavo uno stile a cui ci si poteva riferire. E secondo me c'è anche un pò di Magnus, in "Escape from the Aliens in Outer Space".
l'ho detto :-)
Vi lascio al filosofeggio e saluti!
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Messaggioda Hexpertus » 15 feb 2011, 11:41

carissimi amici, proverò ad esprimere la mia opinione sulla grafica fumettosa dei giochi. Anticipandovi che non sono proprio più un ragazzino viaggiando con grande gioia verso i 45 e confessandovi di avere le capacità disegnatorie di un panda privo di entrambi gli arti superiori. Per controbilanciare le ilustrazioni di escape form alien of oute space (nomi più corti no vero? ;) ) Mi sono venute in mente le illustrazioni di copertine e giochi della Day of Wonder. Certo il target dichiarato dalla ditta americana è quelle delle famiglie e devo dire che il packaging e le scelte artistiche dei giochi della DOW sono assolutamente MERAVIGLIOSI. Spesso se devo scegliere fra un gioco DOW e un altro gioco per passare un paio d'orette divertenti estraggo dalla mia ludoteca un gioco DOW che mi appaga assai. Mi sono dunque domandato, Perchè il gioco DOW mi appaga di +, perche è più semplice? credo di no fra mistery of the Abbey e cluedo preferisco il + complicato e certamente + profondo Mistery. Forse li scelgo proprio per la loro grafica fumettosa che in qualche maniera mi riporta all'adolescenza. Non voglio fare lo psicologo o il sociologo ma credo che gli adulti che giocano siano riusciti a liberarsi da quella maschera di seriosità che bisogna avere per essere correttamente individuati dagli sterotipi della società (ve lo vedete il primario di un ospedale che passa in camice bianco e bermuda), ma allo stesso tempo a piacere di farsi ringiovanire di qualche anno dall'aspetto del gioco.
Sperando di essere riuscito a farmi comprendere e scusandomi per la mia prolissità vi saluto
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Messaggioda Frost82 » 15 feb 2011, 12:53

Scusatemi,

ma mi sembrava di aver capito che si stesse parlando di grafica non di illustrazioni.

Anche i commenti sul titolo di Catan o altre cosucce, mi sembrava si riferissero più alla GRAFICA che all'illustrazione.

Se invece vi riferite all'Illustrazione, mi spiace ma devo dirvi che si sono fatti passi da gigante nel mondo dei giochi da tavolo.

Paragonate un Loch Ness o un Super Farmer o un Ristorante Italia con qualunque gioco uscito almeno 10 anni fa: paragonatelo con i giochi Selecta o con i giochi Ravensburger, poi ne riparliamo.
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