Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

Moderatori: IGiullari, Agzaroth, romendil, Jehuty, rporrini, Hadaran, UltordaFlorentia

Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 12:43

[offtopic]
donhaldo ha scritto:Ferma: io mi riferisco a gruppi di gioco con preferenze omogenee e la divulgazione qui non c'entra proprio nulla (almeno nel senso che le do io).
Parlo di persone che già giocano e che hanno identificato una tipologia di giochi che trovano soddisfacente mettere sul tavolo.

Nel campo dell'utopia tutti hanno lo stesso giorno libero e gli stessi gusti. E la gente nuova che arriva e vorrebbe giocare...
guarda... anche loro stesso giorno libero e stessi gusti.
Nel campo dell'utopia però.
Nella realtà funziona diverso.
Tipologia, cioè una intera classe di giochi

e chi la stabilisce la classe di giochi? gli ibridi euro-american come rientra? il wargaming è ampio, spesso 1 vs 1, giocheresti a coppie?
negli euro io gioco a talune cose, ma se mi presenti Feld mi viene un rash cutaneo.
E' inevitabile, perché se i gusti sono diversi, mica si possono incatenare le persone al tavolo!
Il ritornello è sempre lo stesso: passatempo, non lavoro!

c'è gente che gioca solo ad ASL. io la gente monogioco e monogenere non la godo moltissimo.
c'è gente che fa solo LCG.
cosa fai? un club a micro-settori stagni?
un gruppo di gioco ognuno a casa sua?
beh direi ottimo. altro che steccati, siamo al Vallo di Adriano.

non è un lavoro, è avere una mente un pelo più aperta.

"Conflitto sociologico" mi pare esagerato
,
era na battuta.

e poi parlate di giocare con amici. allora decidiamoci, giocate con gli amici o con chi gioca come pensate voi?[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda gen0 » 1 set 2015, 12:47

Comunque il problema di fondo delle discussioni che state avendo è che Drachen ragionda da uno che fa o riceve un "servizio" riguardante il gaming (il club di gioco diciamo), quindi ha, anche giustamente all'interno della cosa, delle pretese e richieste particolari. Pretese che gli altri come donhaldo non comprendono perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

Questo chiaramente genera incomprensioni perchè son modi molto diversi di vedere le cose e la passione per i tdg.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Morg » 1 set 2015, 12:51

gen0 ha scritto:Comunque il problema di fondo delle discussioni che state avendo è che Drachen ragionda da uno che fa o riceve un "servizio" riguardante il gaming (il club di gioco diciamo), quindi ha, anche giustamente all'interno della cosa, delle pretese e richieste particolari. Pretese che gli altri come donhaldo non comprendono perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

Questo chiaramente genera incomprensioni perchè son modi molto diversi di vedere le cose e la passione per i tdg.

più che altro bisogna mettersi d'accordo (anche con sé stessi).

Il gioco è una attività da svolgere con gli amici quando capita, o è un attività che richiede tempo, spazio e ricerca di persone con gusti e interessi comuni (e che quindi RICHIEDE uscire dalle proprie cerchie di conoscenti)?
Sono cose un po' (molto) diverse.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda gen0 » 1 set 2015, 12:56

Morg ha scritto:
gen0 ha scritto:Comunque il problema di fondo delle discussioni che state avendo è che Drachen ragionda da uno che fa o riceve un "servizio" riguardante il gaming (il club di gioco diciamo), quindi ha, anche giustamente all'interno della cosa, delle pretese e richieste particolari. Pretese che gli altri come donhaldo non comprendono perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

Questo chiaramente genera incomprensioni perchè son modi molto diversi di vedere le cose e la passione per i tdg.

più che altro bisogna mettersi d'accordo (anche con sé stessi).

Il gioco è una attività da svolgere con gli amici quando capita, o è un attività che richiede tempo, spazio e ricerca di persone con gusti e interessi comuni (e che quindi RICHIEDE uscire dalle proprie cerchie di conoscenti)?
Sono cose un po' (molto) diverse.


molto diverse ma vanno di pari passo con quelle che dicevo :D
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 13:31

[offtopic]
gen0 ha scritto: perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

E con amici con gli stessi gusti. Perché se io fossi amico di donhaldo probabilmente non giocheremmo insieme,
o solo quelle volte in cui l'eurogame che fanno piace anche a me.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda gen0 » 1 set 2015, 13:45

LordDrachen ha scritto:[offtopic]
gen0 ha scritto: perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

E con amici con gli stessi gusti. Perché se io fossi amico di donhaldo probabilmente non giocheremmo insieme,
o solo quelle volte in cui l'eurogame che fanno piace anche a me.[/offtopic]


E più i gusti della persona son difficili più è difficile che trovi persone con cui giocare.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda riccardo favalli » 1 set 2015, 14:13

Però scusate io alla fine non ho capito, voi pensate che un supporto virtuale possa o non possa essere il futuro dei gdt?
Io non credo, penso però che ci sono ottime possibilità di una fusione tra i due (come già detto) tipo space alert e xcom.
Curiosità, secondo voi fra 20 anni si giocherà solo online e il gdt diventerà ancora piu' di nicchia? Oppure sarà una bolla di sapone e non cambierà nulla? O come molte cose ci sarà un aumento esponenziale di giocatori che magari seguono la moda del gioco da tavolo online?
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 14:56

[offtopic]
gen0 ha scritto:Comunque il problema di fondo delle discussioni che state avendo è che Drachen ragionda da uno che fa o riceve un "servizio" riguardante il gaming (il club di gioco diciamo), quindi ha, anche giustamente all'interno della cosa, delle pretese e richieste particolari. Pretese che gli altri come donhaldo non comprendono perchè ragionano come persone che giocano a casa con gli amici.

Questo chiaramente genera incomprensioni perchè son modi molto diversi di vedere le cose e la passione per i tdg.


Non credo, visto che Io a casa gioco solo con mio figlio, altrimenti gioco al club e, di norma, c'è un certo gruppo definito di persone che si trovano in quel determinato giorno, ma molto spesso si aggregano anche altri.
Mi sembra che il contesto sia assai simile a quello di Drac, solo che lui predilige giochi che richiedono più tempo e più serate, quindi gli riesce più difficile trovare persone adeguate con cui condividere questa passione.
E, Drac, ovvio che se frequentassimo lo stesso club non giocheremmo quasi mai insieme, così come nel nostro club non gioco con coloro che si cimentano nei gdr, visto che non mi appassionano. Ma nel club c'è abbastanza gente per giocare gli uni e gli altri, per chi vuole.
Utopia, per me, è pensare che tutti possano giocare a tutto.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 16:28

riccardo favalli ha scritto:Però scusate io alla fine non ho capito, voi pensate che un supporto virtuale possa o non possa essere il futuro dei gdt?

no. il problema dell'online lo vedi con Vassal. trovi forse qualcuno con cui giocare che normalmente non hai (ecco perché Vassal è principalmente wargaming, sono quelli che più hanno difficoltà a trovare spazio necessario e gente), ma poi c'è gente che senza dimensione sociale non vuole giocare.
alla fine siamo cmq molto vicini a creare steccati ulteriori anche in quel caso.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 16:30

[offtopic]
donhaldo ha scritto:Utopia, per me, è pensare che tutti possano giocare a tutto.

ma neanche giocare ad una sola tipologia di gioco però.
una via di mezzo no?
allora facciamo i forum separati euro e american, anche.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda riccardo favalli » 1 set 2015, 16:51

LordDrachen ha scritto:
riccardo favalli ha scritto:Però scusate io alla fine non ho capito, voi pensate che un supporto virtuale possa o non possa essere il futuro dei gdt?

no. il problema dell'online lo vedi con Vassal. trovi forse qualcuno con cui giocare che normalmente non hai (ecco perché Vassal è principalmente wargaming, sono quelli che più hanno difficoltà a trovare spazio necessario e gente), ma poi c'è gente che senza dimensione sociale non vuole giocare.
alla fine siamo cmq molto vicini a creare steccati ulteriori anche in quel caso.


Quindi secondo te arriverà comunque a danneggiare l'attuale mondo dei gdt? Dividendo, se cosi possiamo dire, i giocatori e rendendo di fatto meno importante il mercato dei giochi da tavola (un mercato diviso presumo faccia meno gola che una comunità unita)?
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 17:11

riccardo favalli ha scritto:Quindi secondo te arriverà comunque a danneggiare l'attuale mondo dei gdt? Dividendo, se cosi possiamo dire, i giocatori e rendendo di fatto meno importante il mercato dei giochi da tavola (un mercato diviso presumo faccia meno gola che una comunità unita)?

Danneggiare non saprei. Credo di no. Ma non sposta di una virgola. Va a riempire una nicchia come la riempie Vassal,
con numeri diversi forse, ma il concetto è il medesimo.
La comunità, come dimostrato dalla discussione OT tra me e donhaldo è già divisa. Divisissima. Sono più communities divise al loro interno. Peggio delle PMI. :asd:
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 19:15

[offtopic]
LordDrachen ha scritto:
donhaldo ha scritto:Utopia, per me, è pensare che tutti possano giocare a tutto.

ma neanche giocare ad una sola tipologia di gioco però.
una via di mezzo no?
allora facciamo i forum separati euro e american, anche.


Sono gusti personali, Drac: in un forum, come nei club, ognuno avrà ambiti che interessano e altri che invece non attirano proprio.
Tu a questo dai una connotazione altamente negativa, mentre per me è un fattore "neutro", perché a mio modo di vedere non impedisce alla gente di trovarsi e giocare (almeno da quello che vedo al nostro club). Della serie: "C'est la vie..." :asd:[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda yon » 1 set 2015, 21:52

Galandil ha scritto:Mik, è che con certa gente non puoi proprio discutere. Partono da un pregiudizio, qualunque esso sia, e quando gli sollevi delle obiezioni, peraltro completamente logiche e ragionevoli, o spariscono, o continuano a ripetere la stessa solfa con altre parole.

E' che magari hanno anche una vita al di fuori della tastiera e delle discussioni walltext sul forum, che poi tanto nessuno si fila perché sono illeggibili. Non è che la gente per forza sparisce, soprattutto se ha due figlie di 5 mesi ;)
Calibrare le parole, grazie.

Li vorrei vedere tutti questi paladini del gioco live si e gioco online caccapupù, se si dovessero trovare a vivere in un posto dove non c'è nessuno a cui interessi giocare da tavolo (anche dopo aver provato più volte a stimolare l'interesse).

Vediamo. Ipotizziamo che a me piaccia il softair, ma il gruppo più vicino di gioco sta a 50 Km, cosa faccio?
In questa vita non si può avere tutto, se a me piace una cosa e agli altri no, cercherò qualcos'altro da fare. Voglio dire, non ci sono solo i GdT...
Secondo me il gioco da tavolo online restituisce un hobby impoverito, con relazioni più difficile, sempre mediate da uno schermo. E' una mia opinione, ovvio, ma resta il fatto che se giochi dal vivo le persone le conosci sempre, se giochi online prima ti chiudi in casa e poi forse trovi un amico che forse andrai a trovare due volte a semestre (salvo considerare rapporto le chat su uozapp, ovvviamente). E' un ordine logico di cose che mi sembra difficile da contestare.
Altra obiezione che viene sollevata, la mancanza di tempo che renderebbe più veloce e comodo giocare online. Si sbaglia, secondo me, il focus del problema. @LordDrachen aveva già scritto che il vero problema è che si lavora troppo (la mancanza di tempo è la conseguenza del problema). Vedere invece come problema il poco tempo e provare a risolverlo con soluzioni tipo Tabletopia innanzitutto aiuta a disconoscere il vero problema, in secondo luogo ti porterà a fare sempre battaglie di retroguardia, perché si tenderà a difendere le briciole che ci concedono e quando ce ne daranno meno si cercherà un altro aggiustamento con il meno che avremo. Questo in linea di principio e per amor di discussione, per ora non sto qui a dire: Rivoluzzzzzioneeee! :protesta: :lol:

Galandil ha scritto:Quindi la discriminante, se mi sposto io e non ospito, è il tempo che passo in auto/treno per raggiungere il luogo di ritrovo. Kappa. Na pasqua proprio. :asd:

Penso che tu sia troppo intelligente per non essere consapevole di aver volutamente ridicolizzato il mio punto di vista. Non che pretendesse di essere questo pozzo di profondità, ma evidentemente la tua sintesi è errata.
Doversi spostare implica una programmazione della giornata, compromessi, contatto fisico con le persone, è un po' diverso che tornare a casa e piazzarsi davanti ad uno schermo. Se invece ospiti tu magari prepari pure la cena, chiacchieri di altro... sono cose collaterali di un boardgame che però per me contribuiscono a farmi apprezzare questo passatempo. Toglierle significa impoverirlo.

, ho menzionato infatti il rapporto di coppia come uno dei pochi rapporti che NECESSITA di fisicità e non può limitarsi al rapporto online. Il mio punto, però, era un altro: nel "live" la probabilità di conoscere persone a te affini è, generalmente, inferiore a quella online, proprio perché il campione a cui accedi è per forza di cose minore. Quindi sta ad ognuno di noi decidere cosa interessa di più - e i miei interessi, troppo spesso, si scontrano con un buon 90-95% della popolazione live che conosco/ho conosciuto; non posso dire lo stesso però della popolazione online, che mi ha permesso di instaurare rapporti con affinità elettive :asd: ben superiori rispetto a quelle disponibili dal vivo. Ma è una cosa ovvia, questa, ci sono pro e contro per entrambe le situazioni.

Molti dubbi. Ancora una volta sulla rete, come avevo scritto prima. Al netto di alcuni partiti che cercano di convincerti che la rete è free, che sei libero e che conti uguale agli altri, la realtà delle cose ci dice che movimenti nati su internet come le Primavere Arabe, gli Indignados e Occupy sono stati fuochi di paglia, a meno che poi non si siano organizzati fisicamente in partiti (Podemos, ad esempio) con incontri, dibattiti e tutto il resto. Ovviamente questa non vuole essere un'analisi semplicistica, ci sono molti motivi per cui questi movimenti nati su internet sono durati poco ma questo è senz'altro uno dei fattori. Illudere che la vita in rete sia uguale a quella fisica secondo me è sbagliato, e l'equazione è la stessa per un GdT online piuttosto che dal vivo.

Galandil ha scritto:
Yon ha scritto:Sul fatto poi che gli algoritmi di alcuni videogames siano più semplici può essere vero ma come fenomeno degenerativo. Age of Empires o Faraon hanno un sistema di tecnologie e di scelte molto più articolato di Clash of Cultures o di Mare Nostrum e comunque il fulcro del discorso è che con la app puoi permetterti di fare calcoli durante la partita che con un boardgame classico non puoi fare: introduci quindi un calcolatore che supera le capacità umane e, di conseguenza, ti avvicini ai videogames.


Attento: non sei tu a farli, è il gioco a farli per te - che è una delle differenze sostanziali fra VG tipo un RTS e un BG. Anzi, spesso in diversi RTS sei all'oscuro di parecchi degli algoritmi dietro al motore di gioco (la serie EU, tanto per citarne uno).

Galandil, hai mai giocato a Faraon? Sinceramente, tra Faraon e Mare Nostrum credo che ci sia una certa differenza di quantità di scelte, calcoli e speculazioni che un giocatore può fare con i soli dati che ha in mano.
Cito Faraon per diredi un videogames "di una volta", prima del degenero attuale (a proposito, il video che linkavi di Quake non lo conoscevo ma è fantastico, è proprio vero! :rotfl: :rotfl: :rotfl: ).
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Galandil » 2 set 2015, 0:05

yon ha scritto:E' che magari hanno anche una vita al di fuori della tastiera e delle discussioni walltext sul forum, che poi tanto nessuno si fila perché sono illeggibili. Non è che la gente per forza sparisce, soprattutto se ha due figlie di 5 mesi ;)
Calibrare le parole, grazie.


Le parole sono state ben calibrate. E non erano riferite a te, ma ad altri soggetti. :asd:

Vediamo. Ipotizziamo che a me piaccia il softair, ma il gruppo più vicino di gioco sta a 50 Km, cosa faccio?
In questa vita non si può avere tutto, se a me piace una cosa e agli altri no, cercherò qualcos'altro da fare. Voglio dire, non ci sono solo i GdT...


No, aspetta, fermo, sei DAVVERO serio?
Cioé, io vivo in un posto assolutamente privo di altri giocatori, posso avere a disposizione quantomeno una piattaforma online e NON LA DEVO SFRUTTARE? WTF! :rotfl:

Secondo me il gioco da tavolo online restituisce un hobby impoverito, con relazioni più difficile, sempre mediate da uno schermo. E' una mia opinione, ovvio, ma resta il fatto che se giochi dal vivo le persone le conosci sempre, se giochi online prima ti chiudi in casa e poi forse trovi un amico che forse andrai a trovare due volte a semestre (salvo considerare rapporto le chat su uozapp, ovvviamente). E' un ordine logico di cose che mi sembra difficile da contestare.


E' tutto tranne che logico. Questo perché tu trovi altrettanto importante il contesto sociale quando giochi (la chiacchera, ecc.). A me, potrebbe fottere di meno: quando gioco, GIOCO, e niente deve perturbare quella sana sfida che si instaura durante una partita fra me, i miei avversari, e me stesso. Per questo, qualche post fa, ti dicevo che sei biased nelle conclusioni.

Altra obiezione che viene sollevata, la mancanza di tempo che renderebbe più veloce e comodo giocare online. Si sbaglia, secondo me, il focus del problema. @LordDrachen aveva già scritto che il vero problema è che si lavora troppo (la mancanza di tempo è la conseguenza del problema). Vedere invece come problema il poco tempo e provare a risolverlo con soluzioni tipo Tabletopia innanzitutto aiuta a disconoscere il vero problema, in secondo luogo ti porterà a fare sempre battaglie di retroguardia, perché si tenderà a difendere le briciole che ci concedono e quando ce ne daranno meno si cercherà un altro aggiustamento con il meno che avremo. Questo in linea di principio e per amor di discussione, per ora non sto qui a dire: Rivoluzzzzzioneeee! :protesta: :lol:


Ma mi dici DOVE mai mi hai visto scrivere che online è meglio del live? Non l'ho mai scritto, perché non me lo sono mai sognato. Anzi, ho affermato che il live ha dei vantaggi anche esclusivamente limitati alla sfera del pragmatico (colpo d'occhio ecc.). Ma l'online restituisce dei vantaggi INNEGABILI in tutta una serie di circostanze che non permettono il gioco live (mancanza di tempo, di persone, di spazio, ecc.). Le cause (e le possibili soluzioni relative) che portano ai problemi di tempo, persone, ecc. non sono l'argomento del contendere.

Penso che tu sia troppo intelligente per non essere consapevole di aver volutamente ridicolizzato il mio punto di vista. Non che pretendesse di essere questo pozzo di profondità, ma evidentemente la tua sintesi è errata.
Doversi spostare implica una programmazione della giornata, compromessi, contatto fisico con le persone, è un po' diverso che tornare a casa e piazzarsi davanti ad uno schermo. Se invece ospiti tu magari prepari pure la cena, chiacchieri di altro... sono cose collaterali di un boardgame che però per me contribuiscono a farmi apprezzare questo passatempo. Toglierle significa impoverirlo.


Vedi sopra riguardo al tuo estremo interesse del lato sociale del boardgaming. Per me, non è così centrale quanto il gioco in se. Quindi non impoverisco un bel niente, se non gli aspetti pratici citati pocanzi.
Il mio vecchio gruppo a Bari era composto di quattro persone. A parte uno, che era un mio amico storico (i.e.: non ci giocavo solamente da tavolo), gli altri due erano persone con le quali si condivideva *esclusivamente* la passione per i bg. Poi ogni tanto ci scappava la chiacchera su altri argomenti, rigorosamente prima o dopo la partita, mai durante altrimenti volavano coltelli. :asd: Ma questo lo posso fare, allo stesso modo, anche con giocatori che cui gioco online.

Molti dubbi. Ancora una volta sulla rete, come avevo scritto prima. Al netto di alcuni partiti che cercano di convincerti che la rete è free, che sei libero e che conti uguale agli altri, la realtà delle cose ci dice che movimenti nati su internet come le Primavere Arabe, gli Indignados e Occupy sono stati fuochi di paglia, a meno che poi non si siano organizzati fisicamente in partiti (Podemos, ad esempio) con incontri, dibattiti e tutto il resto. Ovviamente questa non vuole essere un'analisi semplicistica, ci sono molti motivi per cui questi movimenti nati su internet sono durati poco ma questo è senz'altro uno dei fattori. Illudere che la vita in rete sia uguale a quella fisica secondo me è sbagliato, e l'equazione è la stessa per un GdT online piuttosto che dal vivo.


E chi se ne frega dei grandi fenomeni eventualmente nati in rete o live? Quanti movimenti/fenomeni sono nati live e sono stati altrettanti fallimenti? Riesci ad evitare di saltare di palo in frasca solo per darti ragione, quando quello che sto dicendo io in prima istanza non c'entra niente con tali argomenti tangenziali e parziali?
Facciamo un esempio banale: se io sono interessato a qualcosa, diciamo i boardgames, avrò più probabilità di trovare una persona più affine a me su BGG o su http://www.crocheting.com? Ovviamente, su BGG. E ho già "fissato" una sfera di comune interesse fra me e gli altri utenti di BGG. Dopodiché, inizierò a valutare se ci sono altre sfere di comune interesse con i vari utenti che ho conosciuto su BGG, oppure no. It's simple as that.
Una volta stabilito ciò, io posso andare su BGG o in una sede di un'associazione di boardgames. A questo, so che, in entrambi i luoghi di ritrovo, ci saranno persone che hanno un interesse in comune con me. Ma per trovare qualcuno che abbia anche altri interessi in comune con me sto andando alla cieca. Ma su BGG ho a disposizione una quantità di utenti mostruosamente superiore a quella di qualsiasi sede associativa. I grandi numeri che citavo prima.

Galandil, hai mai giocato a Faraon? Sinceramente, tra Faraon e Mare Nostrum credo che ci sia una certa differenza di quantità di scelte, calcoli e speculazioni che un giocatore può fare con i soli dati che ha in mano.
Cito Faraon per diredi un videogames "di una volta", prima del degenero attuale (a proposito, il video che linkavi di Quake non lo conoscevo ma è fantastico, è proprio vero! :rotfl: :rotfl: :rotfl: ).


Uhm, intendi Pharaoh? No, quello l'ho saltato, è uscito nel 1999 e quello è stato l'anno di Quake3. :asd:
Però stai mischiando mele con pere qui: uno strategico single-player ha poco a che spartire con uno strategico multi-player (un boardgame qualsiasi). Il SP ti deve offrire più scelte per mascherare la totale assenza di sfida data da altri esseri umani, un BG può essere più "semplice" (solo apparentemente) nelle scelte perché aggiunge il layer fondamentale dato dalla presenza degli altri avversari umani (ok, se non sono dei cialtroni :asd: ). In realtà, in media, la quantità di profondita può restare la stessa, quello che cambia è la qualità della stessa.
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