Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda kagliostro » 28 ago 2015, 18:01

gen0 ha scritto:alchimisti senza app non avrebbe senso.

Ad essere proprio pignoli, Alchimisti senza app è giocabile lo stesso e ha comunque senso.
Xcom invece è totalmente dipendente dall'app, golem arcana non conosco.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda yon » 28 ago 2015, 23:54

gen0 ha scritto:perchè quindi dovrebbero stare lontane?

cioè per quale motivo? Dico a parte la paura arcaica del cerusico che vuole continuare ad usare le sanguisughe ed assaggiare l'urina per verificare se uno è diabetico mentre guarda con sdegno a strumenti del demogno come il glucometro elettronico :D

Lo so che si tratta di una battuta, però chiedo la cortesia di non dare del cavernicolo (o del talebano) a chi mostra le proprie perplessità sulle magnifiche e progressive sorti della nuova religione del terzo millennio, cioè la Scienza inarrestabile che fa il bene dell'umanità.
[offtopic]Anche perché se sconfiniamo, ad esempio, sul campo della medicina ci sarebbe parecchio da ridire, ma temo che ci vorrebbero settemila pagine di OT quindi tagliamo subito[/offtopic]
E veniamo al punto:
donhaldo ha scritto: Tanto io la mia collezione di gdt in scatola ce l'ho e nessuno me la toglie.

riccardo favalli ha scritto:io non credo che sostituirà mai le scatole di cartone, ma sinceramente non provo neanche tutto questo astio nei confronti del progetto, se esce me lo compro quasi sicuramente se il costo al mese non è eccessivo perchè no?

Eh, ok, avete la vostra collezione di GdT di cartone ed alcune certezze, occhio però a cosa può succedere in futuro. Non dico che andrà per forza così, però mi limito a prospettare uno scenario. Per esempio:
riccardo favalli ha scritto:Comunque la tecnologia sarà sempre piu' presente nei giochi da tavolo, se ricordo bene durante la conferenza al Gencon 2015 Petersen (se non erro) della FFG ha sottolineato l'importanza di Xcom e di avere parecchi progetti per il sistema ibrido app + gioco da tavolo .

questo già ci dà un'idea di come può andare a finire e ridimensionare le citate granitiche certezze. Peraltro sarebbe una decisione presa dall'alto, cioè dai vertici del mercato, e poi imposta all'utenza (perché poi ci scanniamo in altri thread chiedendoci perché il mercato va così e cosà e cosa chiedono i giocatori ed il mercato che si adegua... :-/ ). Dopodiché si innesca il circolo perverso che i giocatori, magari provenienti anche dall'area videogamers, si comprano i giochi elettronici e questi ultimi mangiano sempre più quote di mercato ai danni di quelli tradizionali, alché:
Archie ha scritto:Posso scegliere. Possono scegliere tutti. Libertà per libertà. Dov'è il problema?

ecco che potrebbe invece diventare un problema anche per chi gioca solo con legno e cartone.
Ripeto, non dico che deve andare per forza così, però il problema io me lo pongo e le antenne le tengo diritte. Anche perché se il capoccia di FFG fa un'uscita del genere occorre annetterci il suo peso. Uno può anche avere la propria collezione di GdT ma poi in futuro cosa fa se tutti i GdT si sviluppano con l'elettronica? Non compra più nulla e rimane confinato nel suo limbo del passato? E' un rischio e io non sarei così matematicamente certo che il cartone non verrà mai sostituito. Il che, ovviamente, porta ad altre pesanti conseguenze:
riccardo favalli ha scritto:Io mi faccio 90 km ogni settimana per giocare e basta che qualcosa vada storto (malattie, traffico, lavoro) e salto una settimana di gioco, quindi piuttosto che rinunciare proprio preferisco la versione "monca" su pc che niente.

Tanek ha scritto: Io ho acquistato Tabletop Simulator in super offerta su Steam qualche mese fa assieme al mio gruppo di amici online ed ho potuto organizzare serate dedicate ai boardgame (e non ai videogiochi) e giocare con loro molto più spesso rispetto alle pochissime volte in cui ci vediamo di persona (perchè siamo sparsi per l'Italia).

Galandil ha scritto:NON tutti vivono in posti in cui si hanno a disposizione altri giocatori (sia in termini assoluti, sia in termini relativi alla tipologia dei giochi - se vivo in una zona in cui ci sono giocatori hardcore german, avrò serie difficoltà a poter giocare ad un Churchill, titolo COIN, wargame, ecc.).

Indubbiamente a prima vista soluzioni alla Vassal, BoardgameArnea, Yucata, Tabletopia e chi più ne ha più ne metta vengono incontro a questa esigenza ed è un vantaggio. Questo vantaggio però si tira dietro altri svantaggi:
1. E' un altro sistema per aumentare il tempo nel quale rimango confinato a casa, riducendo la vita a lavoro e poltrona di casa.
2. Per converso è un sistema che aiuta a diminuire la capacità delle persone di intessere rapporti sociali costruttivi, di muoversi, di conoscere altre persone, di raffrontarsi con altri punti di vista. E' perfino scontato ricordare che quando si gioca a dei GdT spesso si sconfina su altri argomenti, o ci si sposta a casa di altre persone o si va in un'associazione ludica (dove tra una chiacchiera e l'altra si parla di qualsiasi cosa).
3. Si acuiscono i contrasti. Non essendoci contatto diretto con l'interlocutore aumenta la possibilità di sfociare in rapporti più violenti, tesi oggetto di parecchi studi sui rapporti umani mediati da uno schermo. Del resto chiunque frequenti certi lidi sa che via internet essere mandati a quel paesello è molto comune, quando invece hai una persona di fronte ad un tavolo è molto, ma molto più difficile (e nelle associazioni o nelle fiere o nei tornei capita spesso di incontrare sconosciuti).
4. C'è il serio rischio che, di app in app, il gioco da tavola sconfini nel videogames, arrivando ad avere un pastone che non sa né di carne né di pesce. La cosa come conseguenza potrebbe anche avere l'abbandono del GdT da parte di chi dice: beh, allora aquesto punto gioco ad un videogames. E avrebbero ragione loro, perché il boardgame non è simulativo come molti videogames, è un prodotto che semplifica la realtà attraverso poche meccaniche. In pratica, è l'esatto opposto.
Se devo perciò mettere su un piatto della bilancia vantaggi e svantaggi... :-/


Conclusione: non avete nessuno a portata di mano con cui giocare? Intessete più rapporti, parlatene in giro, diventate bravi a convincere le persone. E' faticoso ma alla fine ripaga e fa anche aumentare il giro degli appassionati, oltre ad aumentare le vostre capacità di relazione e di dialettica. :-) cosa che il supporto elettronico tende a sminuire.

Scusate il pippone e rammentate che è sempre il mio semplice punto di vista. :-)
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Morg » 29 ago 2015, 0:53

yon ha scritto:Lo so che si tratta di una battuta, però chiedo la cortesia di non dare del cavernicolo (o del talebano) a chi mostra le proprie perplessità sulle magnifiche e progressive sorti della nuova religione del terzo millennio, cioè la Scienza inarrestabile che fa il bene dell'umanità.


[offtopic]Vedo che questa che hai tirato fuori della nuova religione ti è proprio piaciuta :asd: :rotfl:

Occhio però che rischi di far la figura di quello che crede di avercela coi suoi contemporanei, e poi si accorge di essersela presa con poveretti sepolti da un paio di secoli. Il positivismo ha qualche annetto sulle spalle...[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Stef » 29 ago 2015, 1:30

Intrigante. Vedo sempre i boardgame online come un ottimo complemento a quelli da tavola, preziosi per chi ha situazioni che non gli permettono di avere sempre amici a casa con cui giocare. :)

Lo tengo d'occhio, l'idea di una piattaforma unica, avallata dagli editori e con un'interfaccia centralizzata ha un gran bel fascino, potrebbe uscirne lo "Steam" dei giochi da tavolo.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Stef » 29 ago 2015, 1:34

yon ha scritto:Conclusione: non avete nessuno a portata di mano con cui giocare? Intessete più rapporti, parlatene in giro, diventate bravi a convincere le persone. E' faticoso ma alla fine ripaga e fa anche aumentare il giro degli appassionati, oltre ad aumentare le vostre capacità di relazione e di dialettica. :-) cosa che il supporto elettronico tende a sminuire.


Questo punto ha davvero poooooco senso, dai.

A fronte di persone che semplicemente NON conoscono altri giocatori ce ne sono decine che ne conoscono pure parecchi ma hanno problemi ad avere gente in casa.

Magari lavori spesso in trasferta.

Magari hai un bimbo/a piccolo/a e non puoi avere spesso amici in casa.

Magari hai semplicemente dei problemi logistici.

Insomma, ci potrebbero essere un milione di motivi per cui qualcuno è interessato ai boardgame digitali. E no, non parlo necessariamente di sostituire in toto le serate attorno a un tavolo con sessioni davanti al PC/Tablet.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Galandil » 29 ago 2015, 1:42

I punti che hai elencato sono, onestamente, per molti versi biased. Spiego meglio punto per punto.

yon ha scritto:1. E' un altro sistema per aumentare il tempo nel quale rimango confinato a casa, riducendo la vita a lavoro e poltrona di casa.


Per te questo può essere uno svantaggio. Per altri, no, magari è un vantaggio. E per altri ancora, è un punto assolutamente irrilevante rispetto a quel che voglio fare: se voglio giocare a Dominant Species, e non ho gente a disposizione live per farlo, come già detto, lo gioco online. Se ce l'ho live, ci gioco live. E a volte sarà da me, altre volte da altri. Sempre in una casa sono confinato. Su una sedia, e non su una poltrona. Same diff.
Se sei una persona equilibrata, sai quando stare in casa, sai quando uscire per farti una birra, una chiacchera, una partita, qualsiasi cosa. Non sarà la partita ogni 3-4gg online a distruggere la qualità della vita della gente. Se poi non sei equilibrato, il problema trascende totalmente il giocare online.

2. Per converso è un sistema che aiuta a diminuire la capacità delle persone di intessere rapporti sociali costruttivi, di muoversi, di conoscere altre persone, di raffrontarsi con altri punti di vista. E' perfino scontato ricordare che quando si gioca a dei GdT spesso si sconfina su altri argomenti, o ci si sposta a casa di altre persone o si va in un'associazione ludica (dove tra una chiacchiera e l'altra si parla di qualsiasi cosa).


Questa è una castroneria. Ho conosciuto persone molto più interessanti online che non live. In tutti gli ambiti. E il perché è ovvio: legge dei grandi numeri applicata alle persone. ;)
E poi magari quelle persone le conosci live, le vai a trovare o vengono a trovarti loro, ecc. Il fatto che un rapporto sociale non si possa costruire online è assolutamente non-sense (se escludiamo, ovviamente, i rapporti di coppia, ma anche quelli possono nascere online alla pari che live).

3. Si acuiscono i contrasti. Non essendoci contatto diretto con l'interlocutore aumenta la possibilità di sfociare in rapporti più violenti, tesi oggetto di parecchi studi sui rapporti umani mediati da uno schermo. Del resto chiunque frequenti certi lidi sa che via internet essere mandati a quel paesello è molto comune, quando invece hai una persona di fronte ad un tavolo è molto, ma molto più difficile (e nelle associazioni o nelle fiere o nei tornei capita spesso di incontrare sconosciuti).


Questo è parzialmente vero, e dipende moltissimo dal contesto. Ad es., le comunità di giocatori di roba tipo Dota/Lol sono una delle cose più tossiche che abbia mai visto. Di contro, giocando su BGA avrò incontrato si e no 2-3 persone di me**a, tutte le altre sempre estremamente gentili e disponibili. Ovvio che l'anonimato online è una caratteristica che aiuta una certa categoria di persone a tirare fuori il leone da tastiera vigliacco che hanno dentro. Ma anche live, magari non ti direbbero che sei un emerito str**zo testa di ca**o, ma alla base sarebbero cmq persone di cui farei volentieri a meno. E per certi versi, il fatto che online possano avere più facilità nel rivelare che schifo di persone sono, è anche un vantaggio.

4. C'è il serio rischio che, di app in app, il gioco da tavola sconfini nel videogames, arrivando ad avere un pastone che non sa né di carne né di pesce. La cosa come conseguenza potrebbe anche avere l'abbandono del GdT da parte di chi dice: beh, allora aquesto punto gioco ad un videogames. E avrebbero ragione loro, perché il boardgame non è simulativo come molti videogames, è un prodotto che semplifica la realtà attraverso poche meccaniche. In pratica, è l'esatto opposto.


Eh, invece il videogame è realistico? Dai, su, siamo seri, un vg è altrettanto limitato oggigiorno alla pari di un BG, semplicemente in modo diverso. La limitazione sta nell'interfaccia che si usa (M/K o Pad), con le quali più di tanto non puoi fare. E dal punto di vista della modellazione algoritmica, i vg in media sono molto meno profondi di un qualsiasi bg (ok, qualsiasi bg *decente* :asd: ). E per capirci, i BG su PC esistono da decenni (Vassal non è proprio di ieri), eppure non hanno mai sfondato alla pari di altri VG (giustamente), né tantomeno sono finiti nel dimenticatoio.

Conclusione: non avete nessuno a portata di mano con cui giocare? Intessete più rapporti, parlatene in giro, diventate bravi a convincere le persone. E' faticoso ma alla fine ripaga e fa anche aumentare il giro degli appassionati, oltre ad aumentare le vostre capacità di relazione e di dialettica. :-) cosa che il supporto elettronico tende a sminuire.


1) Non ho più voglia di perdere tempo a TENTARE di fare proselitismo. Ma proprio nessuna. Io propongo, se la proposta viene accetata, bene, altrimenti, ciao. Io ho voglia di GIOCARE, non di CONVINCERE la gente a giocare. Se in 12 ore di tempo libero posso farmi 4 partite a DS online, oppure avere la possibilità, forse, di farne una perché 9 le ho passate a convincere gente a giocarci, scelgo la prima, a mani basse.
2) La dialettica si usa anche online, non è che la parola scritta sia diversa da quella orale. Idem per quanto riguarda la questione di capacità di relazione.
3) Ho ormai un rigurgito profondo alla mentalità "social a tutti i costi". Ma andate in culo, voi e i social. :asd: "Hey, ciao, vuoi farti una partita a The Great Zimbabwe?" - "Cos'è?" - "Un gioco da tavolo bellissimo!" - "No, non mi piacciono i giochi da tavolo" - "Ok, fottiti. Addio". :asd:
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Galandil » 29 ago 2015, 1:44

Stef ha scritto:Intrigante. Vedo sempre i boardgame online come un ottimo complemento a quelli da tavola, preziosi per chi ha situazioni che non gli permettono di avere sempre amici a casa con cui giocare. :)

Lo tengo d'occhio, l'idea di una piattaforma unica, avallata dagli editori e con un'interfaccia centralizzata ha un gran bel fascino, potrebbe uscirne lo "Steam" dei giochi da tavolo.


E ci puoi fare anche un po' di soldini come autore, sia di lunga data, sia novizio. Ho chiesto un po' di info ai tizi e mi hanno risposto, se volete elaboro (visto che qui c'è gente a cui non fotte una mazza di analisi e valutazioni di questo progetto, chiedo prima che è meglio :asd: ).
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Mik » 29 ago 2015, 6:39

Elabora, grazie :)
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 29 ago 2015, 9:37

yon ha scritto:Lo so che si tratta di una battuta, però chiedo la cortesia di non dare del cavernicolo (o del talebano) a chi mostra le proprie perplessità sulle magnifiche e progressive sorti della nuova religione del terzo millennio, cioè la Scienza inarrestabile che fa il bene dell'umanità.

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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 29 ago 2015, 9:49

@Archie
Posso scegliere. Possono scegliere tutti. Libertà per libertà. Dov'è il problema?

se c'è una cosa fondamentalmente NON libera per il cliente, è il libero mercato. L'ho già spiegato. se 1000 persone hanno 1000 gusti diversi, il mercato non farà 1000 prodotti. Convincerà le persone a raggrupparsi in gruppetti e categorie, poi in gruppi più grandi, fino ad arrivare idealmente a 2-3 categorie (il monoprodotto è svantaggioso, va cmq data l'illusione della scelta).
Le nostre scelte, ma prima ancora i nostri gusti, sono sempre manipolati.
Ed è per questo che i wargamer sono dei panda in via di estinzione perché il loro tradizionalismo è fuori mercato. La loro libertà è ridotta al piccolo recinto che ancora sa della loro esistenza e che tira avanti con i pre-orders.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 29 ago 2015, 10:00

Stef ha scritto: E no, non parlo necessariamente di sostituire in toto le serate attorno a un tavolo con sessioni davanti al PC/Tablet.

L'home entertainment nasce e prospera perché la tua giornata tra impegni e lavoro ti toglie le energie per fare altro.
C'è chi fa palestra in casa, figurati se i gdt non soffriranno di questa tendenza.
Alla lunga il risultato sarà quello detto da yon.

Purtroppo qui ci si fa poco. Se abbiamo famiglia, figli, oppure dobbiamo occuparci di casa, il tempo è drasticamente basso per poter uscire.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda yon » 29 ago 2015, 10:13

Galandil ha scritto:
yon ha scritto:1. E' un altro sistema per aumentare il tempo nel quale rimango confinato a casa, riducendo la vita a lavoro e poltrona di casa.

E a volte sarà da me, altre volte da altri. Sempre in una casa sono confinato. Su una sedia, e non su una poltrona. Same diff.

Però Galandil devi spostarti per andare a casa del tuo amico, devi spostarti per andare in associazione, devi spostarti per raggiungere il tuo amico che dista 100 Km. E' completamente diverso.
Un conto è dire: ho finito di lavorare, mi aspetta la sedia del computer: la giornata è finita.
Un altro è dire: ho finito di lavorare, mi organizzo a vado là.
Mi sembrava lineare.

Se sei una persona equilibrata, sai quando stare in casa, sai quando uscire per farti una birra, una chiacchera, una partita, qualsiasi cosa. Non sarà la partita ogni 3-4gg online a distruggere la qualità della vita della gente. Se poi non sei equilibrato, il problema trascende totalmente il giocare online.

Tutto quello che avevo esposto prima, e mi sembrava di averlo scritto un paio di volte chiaramente, è esclusivamente un mio punto di vista ed un modello futuribile. Non discuto di oggi dove ci sono 4 GdT che usano le app e tutto il resto del mondo no, discuto di uno scenario in cui le app hanno preso piede e sono correntement eusate, o nel quale le piattaforme online hanno pressoché sostituito il GdT. E non dico nemmeno che questo accadrà di sicuro, tutti pensavano che i videogames avrebbero sostituito i GdT invece per adesso pare proprio che non sia così. Parlo di una possibile tendenza.

2. Per converso è un sistema che aiuta a diminuire la capacità delle persone di intessere rapporti sociali costruttivi, di muoversi, di conoscere altre persone, di raffrontarsi con altri punti di vista. E' perfino scontato ricordare che quando si gioca a dei GdT spesso si sconfina su altri argomenti, o ci si sposta a casa di altre persone o si va in un'associazione ludica (dove tra una chiacchiera e l'altra si parla di qualsiasi cosa).


Questa è una castroneria. Ho conosciuto persone molto più interessanti online che non live. In tutti gli ambiti. E il perché è ovvio: legge dei grandi numeri applicata alle persone. ;)
E poi magari quelle persone le conosci live, le vai a trovare o vengono a trovarti loro, ecc. Il fatto che un rapporto sociale non si possa costruire online è assolutamente non-sense (se escludiamo, ovviamente, i rapporti di coppia, ma anche quelli possono nascere online alla pari che live).

Mmh... diffido della psicologia e della psicanalisi, quindi non posso nemmeno invocare un qualche studio che ci porti dei dati su questo problema.
Secondo me però è diverso: lo schermo deforma sempre i rapporti, inoltre le persone che conosci dopo in live quanto le frequenterai? Poco. Se andiamo al bar io e te un paio di volte magari ci troviamo simpatici e pensiamo di aver intessuto un rapporto positivo.
Un altro paio di maniche è il rapporto che posso costruire con persone che frequento con più intensità. Insomma, non si può volere tutto in questo mondo, e non credo si possa pretendere di voler a tutti i costi avere relazioni vere e stabili con persone a 500 Km di distanza, la rete illude di aggirare questo problema.
In effetti la rete illude su molte cose, ma questo è un altro discorso.

3. Si acuiscono i contrasti. Non essendoci contatto diretto con l'interlocutore aumenta la possibilità di sfociare in rapporti più violenti, tesi oggetto di parecchi studi sui rapporti umani mediati da uno schermo. Del resto chiunque frequenti certi lidi sa che via internet essere mandati a quel paesello è molto comune, quando invece hai una persona di fronte ad un tavolo è molto, ma molto più difficile (e nelle associazioni o nelle fiere o nei tornei capita spesso di incontrare sconosciuti).


Questo è parzialmente vero, e dipende moltissimo dal contesto. Ad es., le comunità di giocatori di roba tipo Dota/Lol sono una delle cose più tossiche che abbia mai visto. Di contro, giocando su BGA avrò incontrato si e no 2-3 persone di me**a, tutte le altre sempre estremamente gentili e disponibili. Ovvio che l'anonimato online è una caratteristica che aiuta una certa categoria di persone a tirare fuori il leone da tastiera vigliacco che hanno dentro. Ma anche live, magari non ti direbbero che sei un emerito str**zo testa di ca**o, ma alla base sarebbero cmq persone di cui farei volentieri a meno. E per certi versi, il fatto che online possano avere più facilità nel rivelare che schifo di persone sono, è anche un vantaggio.

Ecco, in questo caso invece ci sono moltissimi studi a supporto di quello che ho affermato. E la cosa mi sembra anche logica. Oltretutto da dietro uno schermo non percepisci le espressioni e tutti quei comportamenti e mimiche che aiutano ed inducono a tenersi a freno, a capire con profondità e tutto il resto. Abbiamo problemi perfino con le emoticons in un forum, figurati il resto.

Eh, invece il videogame è realistico? Dai, su, siamo seri, un vg è altrettanto limitato oggigiorno alla pari di un BG, semplicemente in modo diverso. La limitazione sta nell'interfaccia che si usa (M/K o Pad), con le quali più di tanto non puoi fare. E dal punto di vista della modellazione algoritmica, i vg in media sono molto meno profondi di un qualsiasi bg (ok, qualsiasi bg *decente* :asd: ).

Secondo me stai confondendo due piani. Un conto è l'interazione del giocatore con il gioco: in questo ti dò assolutamente ragione, ci eravamo presi a sediate in un altro thread di cui non mi ricordo il titolo, sul fatto che i videogames attuali sono tipo Windows: avanti avanti avanti installa e non hai capito un tubo di cosa hai fatto, o comunque è troppo semplicistico, non ti fa nemmeno prendere la briga di sforzare il cervello a superare qualcosa, a comprendere e via dicendo.
Tutt'altro piano è quello della sensazione che rendono. Un conto è giocare, che so, a Skyrim dove io (sì io, il Pg è una mediazone di chi gioca) spacco il barile in mille pezzi, vedo l'Orco Gigante che mi sbava davanti, cammino in mezzo alle fronde e sento il cinguettare degli uccelli. Un altro è giocare a Puerto Rico dove le merci sono dei cilindri colorati.
Mi pare lapalissiano.
Sul fatto poi che gli algoritmi di alcuni videogames siano più semplici può essere vero ma come fenomeno degenerativo. Age of Empires o Faraon hanno un sistema di tecnologie e di scelte molto più articolato di Clash of Cultures o di Mare Nostrum e comunque il fulcro del discorso è che con la app puoi permetterti di fare calcoli durante la partita che con un boardgame classico non puoi fare: introduci quindi un calcolatore che supera le capacità umane e, di conseguenza, ti avvicini ai videogames.
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 29 ago 2015, 10:15

Galandil ha scritto:Questa è una castroneria. Ho conosciuto persone molto più interessanti online che non live. In tutti gli ambiti. E il perché è ovvio: legge dei grandi numeri applicata alle persone. ;)
E poi magari quelle persone le conosci live, le vai a trovare o vengono a trovarti loro, ecc. Il fatto che un rapporto sociale non si possa costruire online è assolutamente non-sense (se escludiamo, ovviamente, i rapporti di coppia, ma anche quelli possono nascere online alla pari che live).

sono d'accordo, al netto del fatto che le persone online e live sono spesso diverse e si sottovaluta il filtro del mezzo.

La limitazione sta nell'interfaccia che si usa (M/K o Pad), con le quali più di tanto non puoi fare. E dal punto di vista della modellazione algoritmica, i vg in media sono molto meno profondi di un qualsiasi bg

e chi vuole la profondità oggi? sta calando pure nei BG come spesso sottolineo, ed è calata pure nei VG. è sempre per svuotamento forze del nostro stile di vita a cui si accompagna una inevitabile
pigrizia mentale (che ha pure altre cause, sia chiaro).
a livello di stimoli intellettuali la produzione artistica e dell'intrattenimento attuale sta sotto i tacchi. è il BG che si sta adeguando.

1) Non ho più voglia di perdere tempo a TENTARE di fare proselitismo. Ma proprio nessuna. Io propongo, se la proposta viene accetata, bene, altrimenti, ciao. Io ho voglia di GIOCARE, non di CONVINCERE la gente a giocare. Se in 12 ore di tempo libero posso farmi 4 partite a DS online, oppure avere la possibilità, forse, di farne una perché 9 le ho passate a convincere gente a giocarci, scelgo la prima, a mani basse.

Ho passato anni a fare proselitismo e mi son convinto che bisogna avere un bilanciamento altrimenti si finisce esattamente a ragionare come questo punto, che è sensatissimo, ma che di fatto ammazza
i gruppi di gioco, i club, ecc.
Non possiamo pensare di fare il percorsino formativo dal filler al monster game perché è una minchiata [it doesn't work], dall'altra non ci si può neanche chiudere su se stessi.
2) La dialettica si usa anche online, non è che la parola scritta sia diversa da quella orale. Idem per quanto riguarda la questione di capacità di relazione.

Questa è una cagata. Le persone dal vivo possono essere timide, tanto per dirne una, la più banale. Io scrivo tremendamente meglio di come parlo per dire, almeno così mi sembra,
e ragiono 10 volte di più sulle parole, sul messaggio e sulla chiarezza.
Online è tremendamente più facile relazionarsi per certi versi , ma è assolutamente disfunzionale per altri aspetti del rapporto.
3) Ho ormai un rigurgito profondo alla mentalità "social a tutti i costi".

Anche io abbastanza, ma io me lo son guadagnato, tu invece sei toscano, quindi non vale. :asd:
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Archie » 29 ago 2015, 10:37

LordDrachen ha scritto:se c'è una cosa fondamentalmente NON libera per il cliente, è il libero mercato. L'ho già spiegato. se 1000 persone hanno 1000 gusti diversi, il mercato non farà 1000 prodotti. Convincerà le persone a raggrupparsi in gruppetti e categorie, poi in gruppi più grandi, fino ad arrivare idealmente a 2-3 categorie (il monoprodotto è svantaggioso, va cmq data l'illusione della scelta).
Le nostre scelte, ma prima ancora i nostri gusti, sono sempre manipolati.
Ed è per questo che i wargamer sono dei panda in via di estinzione perché il loro tradizionalismo è fuori mercato. La loro libertà è ridotta al piccolo recinto che ancora sa della loro esistenza e che tira avanti con i pre-orders.

La mia era una risposta generale, su una questione specifica e voleva comunque significare che approccio ho al problema e, soprattutto, quello che non ho.
Ma comunque sono fondamentalmente d'accordo con chi sostiene che il diffondersi di piattaforme elettroniche costituisce un rischio per la diffusione dei GDT "analogici".
Mi è chiaro anche che chi si "convertirà" alle prime finirà per erodere una quota di mercato dove vi sono le nostre care scatole piene di puzzilli e carte.
Che si può fare? Direi (e consentitemi la brutalità): chiaccherare meno, uscire da casa e impegnarsi sempre di più nel fare VERA DIVULGAZIONE.
Non quella che si fa qui o sui siti/blog/FB, quella che si fa "tet-a-tet", chinati sui tavoli regolamenti alla mano, con le persone davanti, con l'entusiasmo e l'allegria VISIBILE e trasmissibile.
Magari creando nuovi appassionati il rischio diminuirà o, quantomeno, si allontanerà...
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 29 ago 2015, 15:34

Secondo me questo mantra della "VERA DIVULGAZIONE" che ho vissuto sia nei gdt, che in altri miei interessi, è semplicemente molto sbagliato.
Non siamo i detentori di chissà quale mistico mistero.
Semplicemente invece di organizzare conventions, presentazioni, ecc, è più importante trasmettere la passione, e significa in prima istanza essere
appassionati, parlare di giochi (tet a tet ovviamente!), giocare e far giocare.
E' inutile tentare di forzare la gente a giocare se fino all'altro ieri giocava a Yu-Gi-Oh o se è appassionata di ritrattistica fotografica.
Anche tra i giocatori di ruolo, c'è un potenziale variabile (a molti ruolisti il boardgame non piace).
Insomma la migliore utenza è quella che ti dice che gioca a Risiko e non ha mai provato altro.
Ma la migliore utenza in assoluto è quella che ti viene a cercare da sola, perché se sei un potenziale appassionato non aspetti la pappa pronta.
Giri il ca**o di web. Vai nei negozi. QUindi ciò che ti serve è semplicemente trovare altre persone appassionate con il quale confrontarti.
La divulgazione ad antani sblindo fa vendere copie del filler del momento, ma non crea affatto sinergia tra appassionati.
E la sinergia manca perché c'è contrapposizione tra mondi: wargame vs resto del mondo è demenziale. ameritrash vs german anche. filler vs mattonate pure.
ma in ultima analisi anche tenere troppo separati gdr e gdt è poco lungimirante.
(che non significa che tutti devono giocare a tutto, ma tutti devono sentirsi parte dello stesso mondo)
il tabletop gaming deve smettere di creare nicchie di questo tipo.
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