Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Discussioni generali sui giochi da tavolo, di carte (non collezionabili/LCG) o altri tipi di gioco che non hanno un Forum dedicato. Indicate sempre il gioco di cui parlate nel titolo dei vostri post e leggete gli annunci e gli adesivi dei moderatori per conoscere le altre norme che regolano il forum, come la guida per l'uso dei TAG nelle discussioni.

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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 31 ago 2015, 17:48

[offtopic]
LordDrachen ha scritto:Non c'entra niente la profondità, c'entra la tua costanza nel giocare se vuoi finire
una partita a qualcosa che non sia un filler.


Drac, a meno che uno abbia gli impegni di un dodicenne (cioè zero, tranne forse lo studio, se ne ha voglia...)
non si può fare il parallelo: "Stasera non riesco a venire = non hai costanza nel gioco"!
Può esserci un impegno di lavoro, un contrattempo in famiglia e mille altre cose che per ovvi motivi possono
avere ben altra priorità rispetto all'incontro con gli amici intorno al tavolo da gioco.
Quindi, per forza di cosa, uno deve adeguare la scelta dei giochi al tempo che ragionevolmente sa di poterci dedicare: in
tre ore (una serata dalle 21.00 alla mezzanotte) di titoli belli ed appaganti tra cui scegliere ce ne sono parecchi!
Se tu hai preferenze in ambiti che richiedono sedute da molte ore, non è un problema di tutto il mondo ludico, ma forse solo di una sua parte (o anche solo tua, non so...)[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Galandil » 31 ago 2015, 19:30

[offtopic]
LordDrachen ha scritto:
Galandil ha scritto:Drachen, ti spiace QUANTOMENO usare il tag offtopic?

L'avatar ti si addice.


L'ho scelto apposta.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda MPAC71 » 31 ago 2015, 23:17

donhaldo ha scritto:E quali sarebbero i criteri "assoluti" per giudicare quali siano "buone motivazioni"?Io ho espresso un mio parere, spiegando che non ho in astio la tecnologia "per sé", visto che ci lavoro e mi dà da mangiare,ma la trovo una componente assolutamente non essenziale per godersi il gioco e, anzi, penso che, in questi tempi in cui si sta più attaccati ad uno schermo che a contatto fisico con altri, il gdt "analogico" sia un ottimo modo per "staccare", anche con i più giovani, cosa che, per chi è genitore come me, è una manna!Sono "buone motivazioni"? Per me lo sono.Il mercato mi imporrà i gdt "elettronici"?Se un giorno mi ritrovassi con tutti i titoli della mia ludoteca in cenere e tutti quelli che conosco volessero per forza stare al tavolo da gioco piegati su uno schermo, pace per loro e io mi trovo altro da fare: mal che vada mi rimetto a giocare a scacchi (dal vivo, però!).

Intervento interessante!
Per la seconda volta, mi trovo d'accordo.
Nella mia concezione delle cose della vita, sic et simpliciter, il gioco da tavola é presenza fisica di interlocutori e materia oggettiva da manipolare. Non nutro interesse alcuno per la variable di cui si parla all'inizio di questo topic.
Sarò certamente destinato a diventare un fossile vivente (chiedo però un poco più di cortesia da chi ha in mente di giudicare questo atteggiamento: diamo del talebano al primo che passa? Per favore, un poco rispetto per le posizioni altrui).
Per quanto mi riguarda, come ho già detto, preferisco andare per la mia strada.
Vorrà dire che la discreta collezione di antiquate scatole di cartone contenenti pezzetti di plastica varia, un giorno, verrà considerata una grossa accozzaglia di stravaganze risalenti ad un tempo irrimediabilmente andato.
Se avrò ancora i piedi su questo pianeta, mi farò un vanto di averne ancora e sarà l'occasione per risparmiare finalmente un bel pò di soldini, non comprandone più.
E mi viene in mente che, quasi certamente, sono l'unico che usa ancora la macchina fotografica (....digitale, ahimé! :muro:) al posto dell'onnipresente telefonino....... (si può ancora chiamarlo così?).
Ciao,
Paolo (MPAC71)
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda siver » 1 set 2015, 0:51

kadaj ha scritto:
Archie ha scritto:Per fortuna non ho NESSUN patema da analisi, studio, ricerca di informazioni, ponderazione e quant'altro: è stroncato a prescindere.


:approva:


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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Galandil » 1 set 2015, 1:26

Mik ha scritto:Non fraintendere. La mia era una risposta per dire che non puoi misurare proseliti da quanti scrivono online in un forum, in quanto ad una piccola percentuale interessa.

Altra cosa è giocare online. Due di quelli a cui accennavo prima, non frequentano forum, ma giocano molto online anche a Bg. Anzi, avendo una dei due dei problemi fisici oggettivi, questa possibilità è per lei una manna.

A loro non piace il gioco parlato online, ma quello giocato gli piace molto ;)
Loro amano giocare e farlo live, causa vita frenetica è diventato difficile. Online invece è più facile ed un occasione in più per giocare per loro. E questo non ha minimamente intaccato il fatto che preferiscano trovarsi con noi a giocare... Ma in mancanza :)


Mik, è che con certa gente non puoi proprio discutere. Partono da un pregiudizio, qualunque esso sia, e quando gli sollevi delle obiezioni, peraltro completamente logiche e ragionevoli, o spariscono, o continuano a ripetere la stessa solfa con altre parole.

Li vorrei vedere tutti questi paladini del gioco live si e gioco online caccapupù, se si dovessero trovare a vivere in un posto dove non c'è nessuno a cui interessi giocare da tavolo (anche dopo aver provato più volte a stimolare l'interesse). Se dovesse capitare a me, piuttosto che "fare altro", o "videogiocare ad altro perché è meglio" (ma meglio cosa? apples to oranges :asd: ), preferirei di gran lunga farmi una bella sessione online in tempo reale su BGA/Vassal/whatever. Idem per quanto riguarda la serata in cui tu sei disponibile, ma gli altri del tuo gruppo locale no.

Per questi personaggi, non esiste via di mezzo accettabile. Da cui: talebani. :sisi:
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 8:19

[offtopic]
donhaldo ha scritto:non si può fare il parallelo: "Stasera non riesco a venire = non hai costanza nel gioco"!

guarda che funziona per qualsiasi attività sia essa sportiva o intellettuale.
lasciando perdere le catastrofi, gli imprevisti, ecc. funziona così.
mi vuoi dire che se hai famiglia è difficile? è un'ovvietà. ognuno guarda a casa sua, ma se hai tempo per
andare in palestra e non per la serata gdt, hai semplicemente dato priorità ad una cosa rispetto ad un'altra.
tanto per fare un esempio.
il che, sia ben chiaro, è legittimo e anche normale.
ma se tu organizzi la partita di calcetto e poi ti ritrovi in 8, ti incazzi o no?
se tu prenoti al ristorante per 6 e ti ritrovi in 10, ti incazzi o no?
e se tu vuoi diventare un mezzofondista e vai a correre 1 volta al mese, mezzofondista non lo diventi.
tutto qui il discorso. basta che le cose sian chiare prima.
all'incontro con gli amici intorno al tavolo da gioco.

e poi venitemi a parlare di divulgazione........
divulgazione di cosa esattamente? di incontro con amici al tavolo?
se è un'attività si può magari divulgare, se è un incontro con amici non si divulga.
parliamoci chiaro, se hai una famiglia e non hai tempo per nulla, lo sai prima.
se hai altre hobby - attività che vengono prima del gdt, lo sai prima.
uno poi si adegua.
io sono poi anche un po' stanco di dover adeguare la mia attività ludica perché
gli altri non hanno tempo. me lo dici prima, io mi organizzo con altri.
o meglio: non sanno dare 1 serata fissa.
eh caro, comoda tenere impegnata la gente.... ^^
adesso farò molti giochi brevi, da serata, ma in parte è un ripiego proprio perché
per fare altri giochi serve costanza e non voglio rischiare di piazzare roba
che poi salta. as usual.
ma forse solo di una sua parte (o anche solo tua, non so...)

non sono il solo a cui piacciono wargames, e non sono certo il solo che gioca ad ameritrash lunghi.
detto questo è ovvio che siamo minoranza.
adesso se un gioco dura 3 ore sembra che gli stai chiedendo di lavorare in fonderia....[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 8:54

[offtopic]
LordDrachen ha scritto:adesso se un gioco dura 3 ore sembra che gli stai chiedendo di lavorare in fonderia....


Sarà la tua esperienza negativa e mi dispiace.
Ti posso dire che noi ci troviamo più o meno regolarmente una volta a settimana con lo stesso gruppo e sapendo di avere due-tre ore
a disposizione ci regoliamo di conseguenza nella scelta dei giochi: unendo a questo il fatto che siamo tutti con preferenze german
(si possono avere preferenze, nel gioco, vero?), la scelta dei titoli non pone mai grossi problemi.
Alle volte qualcuno ha qualche impedimento, ma comunque al club persone per completare il gruppo si trova sempre.

Tutto questo con la divulgazione non c'entra nulla: quella la si fa in altri momenti, a mio vedere.

Io gioco mediamente 30 partite al mese, la maggior parte delle quali in casa, con mio figlio e anche in quel
caso il titolo lo si sceglie in base al tempo a disposizione, che può variare dai 30 minuti alle due-tre ore.
Di posto per tenere apparecchiato un tavolo di gioco non ne ho, anche perché con due gatti in giro
per casa i materiali non farebbero una bella fine...

Tutto questo per dire che, a mio modo di vedere, non c'é alternativa all'adeguarsi in base al tempo
a disposizione e ai gruppi di gioco.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 10:08

[offtopic]
donhaldo ha scritto:unendo a questo il fatto che siamo tutti con preferenze german
(si possono avere preferenze, nel gioco, vero?), la scelta dei titoli non pone mai grossi problemi.
Alle volte qualcuno ha qualche impedimento, ma comunque al club persone per completare il gruppo si trova sempre.

certo che si possono avere preferenze. ma voi avete trovato un gruppo coeso e funzionale, non è mica
sempre così. anzi, è l'eccezione.
vogliamo dire le cose come stanno? son quasi sempre i boardgamer che vengono dall'american a sacrificarsi su
un german rispetto al contrario, per poi sentirsi fare questi discorsi.
per il gioco noi facciamo a turno, per accontentare tutti.
proponilo ad un eurogamer o a un grognard. mediamente è un parto.
per fortuna ho ancora gente con cui giocare, ma il fegato me lo son rovinato più di una volta ^^

Tutto questo per dire che, a mio modo di vedere, non c'é alternativa all'adeguarsi in base al tempo
a disposizione e ai gruppi di gioco.

Cambiare gruppo di gioco. Quello che regolarmente poi si fa quando uno si rompe.
io sono sempre stato disposto a giocare a ciò che piaceva agli altri, ovviamente mi aspetto anche il contrario.
sono sempre stato affidabile per quanto possibile, ovviamente me lo aspetto dagli altri.
queste due cose vengono a mancare? arrivederci e grazie.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda phalanx » 1 set 2015, 10:54

Offtopic

Ma gli amici in che parte stanno della tua equazione?
Senza offesa ma sembra che tu voglia placeholders per poter giocare rispetto ad amici con cui passare una serata.
Il fattore umano sembra essere ridotto ai minimi termini.
Così non si invoglia di certo la gente a giocare.

Fine offtopic

Proprio ieri avevo voglia di giocare, mia moglie era a pilates ed i miei amici a 300 km. Li ho chiamati, abbiamo passato un paio di ore su bga (tokaido e seasons) e a chiaccherare su skype.

Gratis. Tabletopia dovrà avere titoloni se vuole convincermi a spendere soldi in un abbonamento mensile
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda Morg » 1 set 2015, 11:13

[offtopic]Credo che come sempre il "problema" stia nella valenza che si dà al termine hobby. Per Drachen è qualcosa di ben preciso (con l'H maiuscola per così dire), per altri è più vicino a un passatempo saltuario che se c'è bene, se non c'è amen.

Per capirsi l'esempio migliore è forse proprio quello del calcetto: chi lo pratica si trova ogni mercoledì con 9 compagni. L'organizzazione e la richiesta di impegno fisso non lo rendono un lavoro nè tantomeno un peso. Perchè lì si e qui no?
Se uno poi vede che di questi 9, 4 vengono una volta sì e tre no...cambia gruppo di gioco. In questa situazione ci pare tutto normalissimo, per il gdt, dato che è visto da un'ottica diversa, meno "seria" se vogliamo, ci sembra strano che qualcuno si lamenti o esponga il problema nello stesso modo.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 11:41

phalanx ha scritto:Senza offesa ma sembra che tu voglia placeholders per poter giocare rispetto ad amici con cui passare una serata.
Il fattore umano sembra essere ridotto ai minimi termini.
Così non si invoglia di certo la gente a giocare.

[offtopic]i miei migliori amici non giocano o non giocano come voglio io. con loro vado a farmi una birra.
oppure gioco di ruolo, un po' per nostalgia, un po' perché si cazzeggia.
con altri amici, non così intimi, gioco da tavolo.
se hai un club con 50 soci non puoi essere amico di tutti, d'altronde.
il gioco è un'attività. quando giochi a calcetto non è detto che sei amico di tutti gli altri 9.
se vai in un club di lettura, ci vai per i libri, gli amici te li fai magari di conseguenza, ma non è mica detto.
c'è chi per il gioco è un mezzo, per altri è un fine. per me è un fine.
poi è chiaro che, dovendo scegliere, gioco con amici, ma d'altra parte esistono persone con cui amo
bere una birra ma non mi trovo bene a giocarci. e viceversa.
al tavolo da gioco devi trovare anche delle personalità che vanno bene con la tua.
il mio migliore amico, per dire, va bene per fare certe cose, per giocare MOLTO meno, o cmq non giocare a determinati titoli.[/offtopic]

[offtopic]grazie Morg. hai esattamente c'entrato la questione. :approva:[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 11:50

[offtopic]
Morg ha scritto:Credo che come sempre il "problema" stia nella valenza che si dà al termine hobby.
Per Drachen è qualcosa di ben preciso (con l'H maiuscola per così dire), per altri è più vicino a
un passatempo saltuario che se c'è bene, se non c'è amen.


phalanx ha scritto:Ma gli amici in che parte stanno della tua equazione?
Senza offesa ma sembra che tu voglia placeholders per poter giocare rispetto ad amici con cui passare una serata.
Il fattore umano sembra essere ridotto ai minimi termini.
Così non si invoglia di certo la gente a giocare.


Sono sostanzialmente in linea con questi due ultimi interventi.

Inoltre:

LordDrachen ha scritto:io sono sempre stato disposto a giocare a ciò che piaceva agli altri, ovviamente mi aspetto anche il contrario.


Ma anche no! Cioè, se a me non piacciono i wargames o gli ameritrash, non vedo perché devo trapanarmi i cabbasisi giocandoci: per riprendere quanto scritto sopra, è un passatempo, non un lavoro, quindi di obblighi non ne voglio, fatta eccezione per la doverosa educazione di rispettare un appuntamento o di disdirlo per tempo se capita un imprevisto!
Ognuno trova il suo ambito, perché non è detto che se mi piace la musica e amo la "Fusion", devo per forza ascoltare anche il "Rap", se non mi soddisfa...[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 12:00

[offtopic]
Galandil ha scritto:Per questi personaggi, non esiste via di mezzo accettabile. Da cui: talebani. :sisi:


Se per qualcuno il gioco è qualcosa di irrinunciabile ed è disposto e si diverte a giocare online, io mica glielo vieto: è una sua assoluta libertà!
Io posso altrettanto liberamente affermare che questa modalità invece non mi appaga e quindi piuttosto faccio altro?
Io rispetto la vostra posizione: siete voi che non rispettate chi non si adegua al vostro pensiero affibbiando l'etichetta
di talebani. Ma chi è il vero talebano, qui?![/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda LordDrachen » 1 set 2015, 12:07

donhaldo ha scritto:Ma anche no! Cioè, se a me non piacciono i wargames o gli ameritrash, non vedo perché devo trapanarmi i cabbasisi giocandoci
....
Ognuno trova il suo ambito, perché non è detto che se mi piace la musica e amo la "Fusion", devo per forza ascoltare anche il "Rap", se non mi soddisfa...

[offtopic]Allora per la stessa ragione non vedo perché io debba adeguarmi ai gruppi di gioco che non sono costanti o non fanno i giochi che piacciono a me o non sanno gestire un impegno settimanale.
Arrivederci e grazie.
"gioco solo a quello che voglio però in amicizia" non mi sembra divulgativo, non mi sembra lungimirante e non mi sembra neanche giusto.
Dovrai sempre trovare un gioco che vada bene a tutti o trovare qualcuno che si adatta ben sapendo che magari
il gioco che vuole fare lui non verrà mai fatto...
E quindi magari il suo gioco prenderà polvere all'infinito, ma intanto l'ha comprato, e tutti a dire quanto è in ascesa l'hobby ma in realtà sono in ascesa le vendite.

Parliamoci chiaro: è verissimo che uno dovrebbe dedicarsi solo ai giochi che gli piacciono, ed è per questo che il wargaming è diventato spesso un gioco solitario. Ma questo va bene solo se hai un gruppo fisso con gusti simili.
A questo punto devi dividere la gente tra chi fa german e non american e viceversa.
E poi si apre il conflitto sociologico, il mio amico fa german, io american, non possiamo giocare insieme. :D
Scusate ma io la fase "compro il gioco per poi fargli prendere la polvere perché non lo vuol far nessuno" l'ho già passata.
Quindi o trovo un gruppo funzionale, o cambio gruppo. End of the story.[/offtopic]
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Re: Tabletopia: il futuro dei giochi da tavolo?

Messaggioda donhaldo » 1 set 2015, 12:25

[offtopic]
LordDrachen ha scritto:Allora per la stessa ragione non vedo perché io debba adeguarmi ai gruppi di gioco che non sono costanti o non fanno i giochi che piacciono a me o non sanno gestire un impegno settimanale. Arrivederci e grazie.


Esattamente: perché mai dovresti darti delle bastonate sugli zebedei?

LordDrachen ha scritto:"gioco solo a quello che voglio però in amicizia" non mi sembra divulgativo, non mi sembra lungimirante e non mi sembra neanche giusto.
Dovrai sempre trovare un gioco che vada bene a tutti o trovare qualcuno che si adatta ben sapendo che magari
il gioco che vuole fare lui non verrà mai fatto...
E quindi magari il suo gioco prenderà polvere all'infinito, ma intanto l'ha comprato, e tutti a dire quanto è in ascesa l'hobby ma in realtà sono in ascesa le vendite.


Ferma: io mi riferisco a gruppi di gioco con preferenze omogenee e la divulgazione qui non c'entra proprio nulla (almeno nel senso che le do io).
Parlo di persone che già giocano e che hanno identificato una tipologia di giochi che trovano soddisfacente mettere sul tavolo.
Tipologia, cioè una intera classe di giochi: sui singoli titoli, nello stesso ambito di genere, tra persone normodotate, ci si mette d'accordo e il modo di giocare si trova sempre senza troppi stress.

LordDrachen ha scritto:A questo punto devi dividere la gente tra chi fa german e non american e viceversa.


E' inevitabile, perché se i gusti sono diversi, mica si possono incatenare le persone al tavolo!
Il ritornello è sempre lo stesso: passatempo, non lavoro!

LordDrachen ha scritto:E poi si apre il conflitto sociologico, il mio amico fa german, io american, non possiamo giocare insieme.


"Conflitto sociologico" mi pare esagerato, però può benissimo essere che, ad un certo punto, si differenzino i gruppi
e che si riducano le occasioni per intavolare titoli comuni: non ci vedo nulla di strano se si parla di associazioni
frequentate da molte persone. Certo, se uno ha un ridotto numero di soggetti con i quali confrontarsi e non trova la
"quadratura", capisco che la cosa possa generare parecchia frustrazione.[/offtopic]
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