Traduzioni dall'INGLESE... "du iu spik l'inglisc?"

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Ohooo Pelle verde, è per te un ostacolo l'Inglese?

L'inglese per me è un grosso limite!
12
14%
L'inglese per me non è un problema ma preferisco l'ITALICO
48
58%
L'inglese non è un problema e lo preferisco pure!
23
28%
 
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Traduzioni dall'INGLESE... "du iu spik l'inglisc?"

Messaggioda ob1 » 7 ott 2010, 22:32

Prima di introdurre il tema volevo dire grazie, o meglio, GRAZISSSIMO, a tutti quelli che mediante le loro conoscenze linguistiche hanno reso disponibili nella TANA trilioni su trilioni di traduzioni di regolamenti... ancora GRAZIE!

Devo ammettere che l'argomento è delicato perchè io per primo sono un italiano dipendente.
Si qualcosa di Inglese lo capisco ma non ho mai avuto possibilità di studirarlo (mi sono cuccato 3 anni di medie + 5 di superiori a solo Francese... direi che ho fatto un'ottima scelta :evil: ).
Oltre al problema che alcuni non hanno avuto la possibilità di apprenderlo a scuola, sicuramente ci sono anche persone che magari faticano a metterselo in testa, o trovano l'inglese un grosso ostacolo.

Capita che molti di noi chiedono o si informano su possibili uscite in italiano e spesso si aprono discussioni su questo INGLESE : "Lo misterioso e sconosciuto Inglese..."

Forse è inutile dire o consigliare "...è ora di imparare l'inglese che si fa prima" ... Io credo che l'inglese possa in realtà essere una grossa barriera architettonica per alcuni, mentre per altri un semplice ostacolino se non addirittura un piacere che ti permette di cogliere alcune finezze che si perdono nelle traduzioni.

Rimane comunque il fatto che molti di noi non hanno interesse a studiare l'inglese e confidano nella disponibilità e nella cortesia di altri che soccorrono in aiuto con traduzioni e quick reference (si scrive cosi?).
Detto questo ritengo comunque che la traduzione non debba essere "richiesta" come un qualcosa di dovuto ma suggerita come un qualcosa tipo "speriamo che qualche anima buona la faccia"

Ho attivato anche un sondaggino per pura curiosità statistica\linguistica...
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Messaggioda Normanno » 7 ott 2010, 22:50

Io ho votato la terza, perchè ho visto tanti e tanti svarioni (principalmente in passato e non sempre per colpa dei traduttori) nelle traduzioni italiane. E non parlo solo di giochi, ma di videogames, e di libri - persino quelli di testo universitari. Magari oggi si usano persone competenti (non dico sempre ma molte volte) per tradurre, ma all'epoca un "search a corpse" mi diventa "cercare un cadavere" ("che facciamo ora?" "mah, cerca un po' in giro se trovi qualche cadavere, ce lo rivendiamo"), oppure il famoso incantesimo "feather fall" viene erroneamente tradotto come capace di "trasformare il bersaglio in un bioccolo di lana". Niente tiro salvezza. Il drago più grande del mondo lo uccidevi, stando al regolamento italiano, con un incantesimo che non era manco di attacco, e di primo livello (sto parlando, per chi non avesse avuto il piacere di leggerla, della traduzione del manuale del giocatore di AD&D 2nd edition).

Io capisco che l'inglese sia un'altra lingua, con principi e regole del tutto diversi dal ceppo latino a cui siamo abituati. però è probabilmente la lingua più facile del pianeta al momento attuale, ed inoltre credo sia la più parlata in assoluto (la parlano persino alcuni cinesi...), nonchè quella standard usata per i rapporti internazionali (come l'accadico all'epoca egizia oppure il latino nel medioevo europeo). Certo, capisco pure chi vuol giocare in italiano, però io resto favorevole all'inglese. poi, da parte mia, sta bene anche tradurre (ogni tanto traduco pure io), figuriamoci - ma preferisco giocare in lingua originale. Infatti sto imparando il tedesco!
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Messaggioda Sprunx » 7 ott 2010, 23:11

Io ho risposto la prima, ma specifico: io con l'inglese non sono ferratissimo ma direi che in ambito ludico lo capisco, tant'è che ogni tanto mi lancio in qualche traduzione (che poi necessita di qualche revisione, vero Mocs? :grin: Ma tutto sommato mi rende in grado di giocare al 100%).

Il vero problema è che quando tra amici ci si trova a giocare, se non c'è l'italiano, è sempre una tragedia. Uno perchè non lo capisce, l'altro perchè lo capisce ma ci mette un'ora a leggere una carta, un altro interpreta male e si perde tempo, ecc ecc. Insomma, l'inglese diventa un serio limite al divertimento. E un gioco bellissimo rischia di diventare uno schifo.

Sbavo sopra al nuovo Betrayal, ma salvo traduzioni dubito che lo comprerò: figurarsi se devo dare ad un traditore il suo obiettivo da leggere in segreto e questo non capisce o ci mette una vita! :-? Insomma, per certi giochi ci metto una pezza (un bel riepilogo tradotto e via), ma certi l'inglese me li rende per forza di cose off-limits.
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Messaggioda digio » 8 ott 2010, 0:40

l'inglese bisogna saperlo orsù!
si può rimediare facilmente con corsi serali, scuole,viaggi in inghilterra o lezioni private. fodamentale guardare film in lingua...magari con sottotitoli in Eng.
non solo per i boardgame. è per tutto! lavoro, viaggi, per avere informazioni più libere (o da altro punto di vista) e anche per tenerti in contatto con il mondo intero che grazie ad internet non è più un limite.
ciò che il bruco chiama fine del mondo, gli altri la chiamano farfalla.
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Messaggioda randallmcmurphy » 8 ott 2010, 2:06

Brrrr mi vengono sempre i brividi quando penso a come siamo CONTAMINATI da questo cavolo di inglese...

Alla solita domanda che ci si fa quando il Superenalotto arriva a cifre iperboliche io rispondo spesso così:

"Cosa faresti con tutti quei soldi? Inventerei il gioco più bello e incredibile del mondo e lo farei TUTTO E SOLO in ITALIANO!!! :grin:"

Così quei minchioni con il loro inglese se la prendono in quel posto...:-P

Comunque..io ho votato la seconda..l'inglese è vero MI TOCCA conoscerlo, ma non perdo occasione per dire che conoscerlo è una cosa, rimanerne CONTAMINATI è un'altra...

A chi osanna questa linguaccia io rispondo sempre raccontando un simpatico aneddoto, capitatomi qualche anno fa..

In uno dei miei bar, avevo dei clienti americani, e dovendo scrivere il menù anche in inglese una volta mio fratello chiese ad un cliente come si dicesse "cavolfiore", e lui subito.."COLIFLAUER", al che mio fratello continuò..si ma come si scrive? E lui...ehm..ehr..LO DOVETTE CHIEDERE AD UN ALTRO!!

Morale della favola...una lingua in cui gli stessi madrelingua devono chiedere ad altri come si scrive una comunissima parola, e che a scuola studiano spelling, è una lingua del piffero! :grin:
« Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso. »

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Messaggioda Cyrano » 8 ott 2010, 8:11

Quoto Randall, anche io un po' lo so ma dovrei veramente fare corsi su corsi per poterlo tradurre e giocare. Però ha senso veramente sapere una lingua per parlare con tutti quando per studiarla (tra studio e lavoro) dovrei per forza accantonare altre materie?

Scelte... ;)

Preferisco dovermi esprimere a gesti con un inglese (ma ce la faccio, ho una buona mimica :)) e poter però parlare di Verga ed Pirandello con un italico... :)

Mi piaccio così...
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Messaggioda ges175 » 8 ott 2010, 8:45

Se vivessimo in un paese "sano" e "di belle speranze", potremmo andarcene in giro per il mondo garruli e fieri del nostro italico idioma :-) .
Purtroppo sul piano internazionale contiamo meno del due di picche.
E, piccolo particolare, tutto il mondo parla inglese.
Collaborando alla gestione di un B&B, ho a che fare tutti i giorni con persone provenienti da tutti i paesi del mondo e, vi assicuro, il 90% di queste parla e scrive in un inglese più che comprensibile. Proprio qualche giorno fa dei ragazzi provenienti dall'Europa dell'est, erano meravigliati del fatto che quì a Roma avevano avuto enormi difficoltà a comunicare perchè nessuno parlava inglese. Mi hanno chiesto: "Ma voi non lo studiate l'inglese a scuola?". Capito? Paesi che fino a 20 anni fa avevano l'armata rossa nel giardino di casa, oggi comunicano con il mondo. Invece noi che siamo pappa e ciccia con gli americani da 60 anni siamo ancora a "de pen is on de teibol". Considerata la vocazione turistica di questo paese (l'unica vocazione che ci è rimasta) è veramente come prenderci da soli a martellate sulle pudenda.
E comunque siamo fortunati ad aver bisogno solo dell'inglese. Ai nostri figli toccherà conoscere il cinese!
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Messaggioda Pey » 8 ott 2010, 9:10

randallmcmurphy ha scritto:Brrrr mi vengono sempre i brividi quando penso a come siamo CONTAMINATI da questo cavolo di inglese...

Alla solita domanda che ci si fa quando il Superenalotto arriva a cifre iperboliche io rispondo spesso così:

"Cosa faresti con tutti quei soldi? Inventerei il gioco più bello e incredibile del mondo e lo farei TUTTO E SOLO in ITALIANO!!! :grin:"

Così quei minchioni con il loro inglese se la prendono in quel posto...:-P

Comunque..io ho votato la seconda..l'inglese è vero MI TOCCA conoscerlo, ma non perdo occasione per dire che conoscerlo è una cosa, rimanerne CONTAMINATI è un'altra...

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Come non quotarti.

Però Cavolfiore si scrive Couliflower :-)) ghghgh
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Messaggioda Cyrano » 8 ott 2010, 9:20

Ecco se io sapessi l'inglese non ci farei nulla mentre se sapessi il tedesco col turismo lavorerei di più... Sono 10 anni che i turisti pretendono la "lingua madre" ;) Altro che inglese... e sono almeno 5 anni che ogni straccio di ente che lavora nel turismo mette a disposizione i traduttori (compresi i cinesi) per fortuna mia. Io sono tenuto a sapere le cose che VERAMENTE devo comunicare (e son tante, troppe).


Per il lavoro servono sia le basi culturali sia le lingue straniere ma NECESSARIAMENTE in quest'ordine e purtroppo le basi culturali stan diventando sempre più complesse ed il tempo di studio di un lavoratore non è poi tantissimo.
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Messaggioda Normanno » 8 ott 2010, 9:32

randallmcmurphy ha scritto:Brrrr mi vengono sempre i brividi quando penso a come siamo CONTAMINATI da questo cavolo di inglese...

Alla solita domanda che ci si fa quando il Superenalotto arriva a cifre iperboliche io rispondo spesso così:

"Cosa faresti con tutti quei soldi? Inventerei il gioco più bello e incredibile del mondo e lo farei TUTTO E SOLO in ITALIANO!!! :grin:"

Così quei minchioni con il loro inglese se la prendono in quel posto...:-P

Comunque..io ho votato la seconda..l'inglese è vero MI TOCCA conoscerlo, ma non perdo occasione per dire che conoscerlo è una cosa, rimanerne CONTAMINATI è un'altra...

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In uno dei miei bar, avevo dei clienti americani, e dovendo scrivere il menù anche in inglese una volta mio fratello chiese ad un cliente come si dicesse "cavolfiore", e lui subito.."COLIFLAUER", al che mio fratello continuò..si ma come si scrive? E lui...ehm..ehr..LO DOVETTE CHIEDERE AD UN ALTRO!!

Morale della favola...una lingua in cui gli stessi madrelingua devono chiedere ad altri come si scrive una comunissima parola, e che a scuola studiano spelling, è una lingua del piffero! :grin:


Io continuerò ad osannarla, come lingua. Hai fatto un esempio notevole, parlando di americani, che a stento sanno scrivere il proprio nome. E se proprio dobbiamo dirla tutta, una lingua come l'italiano, in cui ogni vocale si può scrivere in tre modi diversi, o le g e c cambiano pronuncia a seconda di quale lettera precedono, crea ancora più confusione. Ed esistono al giorno d'oggi pochissimi italiani che sanno davvero scrivere in italiano (io non mi includo tra gli italianisti, sono una schiappa). Quindi come esempio è veramente facile da ritorcere contro... basta che usciamo tutti i giorni per strada e ci troviamo in condizioni simili a quella degli americani che hai citato, pertanto posso dire, usando i tuoi stessi criteri, che l'italiano è una lingua del piffero (ma anche del clarino, se vuoi).

Una lingua come l'inglese, che ha subito le sue evoluzioni, è una lingua vincente, perchè tende alla semplificazione (e chi ha studiato lingue anglosassoni sa di cosa sto parlando, vedi p.es. tedesco, svedese, norvegese, islandese, etc., con tutte le differenze del caso). Spelling? Tutte le lingue hanno regole di pronuncia complesse, italiano compreso (che io sappia fa eccezione il finlandese che però si riscatta coi suoi sedici casi nelle declinazioni e con una grammatica da incubo).

In più parlare di contaminazione vs. purezza linguistica è un po' fuori luogo, in un mondo in cui esiste internet. Le culture si contaminano da quando esiste il concetto stesso di cultura, come qualsiasi archeologo o antropologo che valga il suo titolo ti saprà dire, e le lingue non sono esenti (vedi, sempre a titolo d'esempio, tutto il casino linguistico tra "alfabeto" runico, alfabeto acheo ed alfabeto etrusco, oppure vedi le difficoltà di "spelling" a cui andarono incontro gli egizi durante le dominazioni "barbare"). Essere privi di contaminazione equivale normalmente ad essere arretrati socialmente e culturalmente (il nostro paese ormai lo è ma le cause sono diverse), come dimostrano le ricerche etnologiche ed antropologiche sui vari popoli a diversi stadi di cultura sul pianeta.

Ma anche tralasciando tutto ciò... io trovo ridicoli i francesi (e gli islandesi as well) che cercano di imporre alla loro lingua i salti mortali pur di non usare termini stranieri, che invece entrano sempre più nella vita di tutti i giorni. Infine, l'inglese - vi piaccia o no - è la lingua internazionale, quindi più lo si impara, meglio è.
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Messaggioda ges175 » 8 ott 2010, 9:39

Cyrano ha scritto:Ecco se io sapessi l'inglese non ci farei nulla mentre se sapessi il tedesco col turismo lavorerei di più...


Tutto è relativo. Del resto, dalle tue parti i tedeschi ed austriaci si sentono come a casa loro e, se non erro, in alcune città della tua regione persino i documenti d'identità vengono redatti in 2 lingue (in certi posti addirittura se parli italiano manco ti rispondono).

Cyrano ha scritto:Per il lavoro servono sia le basi culturali sia le lingue straniere ma NECESSARIAMENTE in quest'ordine e purtroppo le basi culturali stan diventando sempre più complesse ed il tempo di studio di un lavoratore non è poi tantissimo.


Anche questo è relativo e dipende dal lavoro che fai o che vorresti fare :-).

Comunque è vero che il tempo è poco. Quello che ci manca, infatti, è una solida formazione di base durante gli anni della scuola, da consolidare successivamente. In alcuni paesi sono "più fortunati" ed il consolidamento avviene anche attraverso i film americani che da loro non sono doppiati e che quindi sono costretti a vedere con i sottotitoli.
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Messaggioda Cyrano » 8 ott 2010, 9:41

In realtà il problema vero è che quando hai il tempo di studiarlo, a scuola, il sistema scolastico italico ti consente di non farlo impunemente (ed a 15 anni tendi a non avere grandi ambizioni per il futuro).

Cioè io lo parlo malissimo ma a scuola avevo 7 in pagella 8-O

Qualcosa non quadra vero?
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Messaggioda ges175 » 8 ott 2010, 9:56

Cyrano ha scritto:In realtà il problema vero è che quando hai il tempo di studiarlo, a scuola, il sistema scolastico italico ti consente di non farlo impunemente (ed a 15 anni tendi a non avere grandi ambizioni per il futuro).

Cioè io lo parlo malissimo ma a scuola avevo 7 in pagella 8-O

Qualcosa non quadra vero?


Certo che non quadra, e sicuramente c'è qualcosa che non va (e che non andava neanche prima) nel nostro sistema scolastico. Però 20 anni fa la situazione era diversa, l'inglese era "soltanto" importante. Oggi è Fondamentale!!
Quello che è assurdo è che oggi un tizio "diversamente alto" che qualche anno fa parlava delle 3I: Internet, Inglese e Impresa, ha permesso l'abolizione degli insegnanti specialisti d'inglese dalle scuole elementari.
Ma temo di stare andando decisamente OT.
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Messaggioda randallmcmurphy » 8 ott 2010, 12:05

Pey ha scritto:uote]

Come non quotarti.

Però Cavolfiore si scrive Couliflower :-)) ghghgh


Sì sì, ora lo so! :grin:

Ma lo avevo scritto "come si sente" alle nostre orecchie..COLIFLAUER!

Che in italiano lo puoi scrivere SOLO così! invece "loro" avrebbero potuto scriverlo..neanche loro sanno come! :-P

Rispondendo a Normanno, dico che il principale problema della fonetica è di solito uno...cioè la pronuncia delle vocali. Se uno capisce come funzionano non sbaglia praticamente mai, e nella nostra lingua sono pochi i casi davvero difficili, legati alla fonetica, semmai da noi qualche dubbio può venire dalla grammatica, dagli accordi di genere e quant'altro.

In pratica se in italiano senti la parola "PICCHIOMBRICOLO", che non vuol dire niente, sai subito come scriverla, se in inglese uno ti dice che si chiama John Smith, gli devi chiedere come si scrive.

Le vocali in inglese non sono monofoniche come da noi. O per meglio dire non sono composte da un solo "vocoide", cioè un suono.
Ad esempio la A è originariamente composta da due suoni E-I , ma poi durante la scrittura, a seconda della parola in cui si trova viene pronunciata in modi diversi..senza contare che da loro le vocali hanno circa il doppio dei foni.

Questo per me, più che sinonimo di semplicità, che tutti indicate come grande pregio, è in realtà l'indice della confusione di una lingua, una lingua di cui per giunta, il maggiore esponente sembra non sia nemmeno inglese! :grin:

Quindi..è semplice (io direi primitivo), serve, quindi imparatelo, conoscetelo, ma così come conoscereste un vostro NEMICO! :grin:

Sul concetto di miscellanea di culture è ovvio che non si possa evitare, ma una cosa è l'evoluzione, un' altra è utilizzare nel linguaggio corrente ad esempio"competitor" quando potremmo usare "avversario, contendente, concorrente, rivale..."

Questa è INVOLUZIONE, pigrizia, disattenzione, e pertanto culturalmente da evitare come la peste!

Proprio perchè siamo nell'era di internet, noi abbiamo gli strumenti per capire e per combattere, per conoscere e accorgerci di ciò che succede, al contrario degli egizi con i barbari...

Quindi a me non interessa che una lingua sia vincente o perdente, che una sia più bella o più brutta (per quanto si sia capito quale io prediliga...l'inglese è meglio nella musica, tanto puoi dire quello che ti pare fregandotene di come si pronuncia! :grin:), che una serva di più o di meno, ma mi interessa preservare LA MIA :-P
Ultima modifica di randallmcmurphy il 8 ott 2010, 12:10, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Normanno » 8 ott 2010, 12:09

Non è come dici tu, non esattamente. Le vocali italiane hanno gli accenti. Ed ormai praticamente tutti sbagliano a scriverli, o spesso non li usano. Alcune vocali italiane hanno l'acca aspirata, e se senti "io ho" sei portato a scrivere "io o", come fanno moltissimi ormai al giorno d'oggi (peggio quelli che scrivono "quest'hanno è il 2010").
Quindi anche l'italiano ha le sue complicazioni, è solo che a noi lo insegnano. Ripeto, l'unica lingua che praticamente si legge come si scrive (a mia conoscenza) è il finlandese.

Infine, preservare la lingua è ok (Accademia della Crusca?) ma la lingua corrente è un organismo vivo, e se non si evolve muore. Già l'italiano lo parliamo solo in italia, vuoi pure cristallizzarlo, come tentano di fare gli islandesi? NAAAH!

Poi come al solito, la cosa bella della cultura è che il dibattito la anima, quindi ben vengano queste discussioni quando non hanno toni polemici.
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