videogiochi: perché sono più diffusi?

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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda Chilavert » 24 nov 2014, 3:22

Io gioco a League of Legends... :D

https://www.youtube.com/watch?v=SGuRgQAR6ps

GIOCALOOOOOOOOO! ORAAAAAAAAAA!

P.S.: Il video potrebbe contenere parolaccie e termini offensivi.

P.P.S.: Ho anche un Xbox 360, si si!

P.P.P.S.: A me basta giocare in compagnia... preferisco sedermi attorno ad un tavolo e rollare qualche dado, se posso scegliere, ma solo per il maggior fattore rilassamento... per il resto, LoL è un gran bel passatamento!

P.P.P.P.S.: La Season si è resettata e non si vede più il mio grado, ma sono Oro V!
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda DooM » 24 nov 2014, 9:01

Maxwell ha scritto:eddò giu .
il "x me" è riferito alla mia persona .

se altri li apprezzano buon x loro , non stò a contestarlo ,
del resto esiste anche gente che paga x farsi pestare .

x me i videogiochi son quasi morti con il nuovo millennio .
se x altri sono divertimento , perchè dovrei negarglielo ?
non mi sembra di aver leso nessuno .


Guarda che anteporre "per me" ad una affermazione oggettivamente sbagliata ("i videogiochi non sono divertimento cerebralmente attivo") non la rende immune dalle critiche e non la rende magicamente vera, specialmente se la esprimi in un luogo di discussione. Onestamente una argomentazione che come base della discussione ha "non ho leso nessuno" lascia il tempo che trova, altrimenti si darebbe solo corda ad affermazioni tipo "PER ME i vaccini causano l'autismo" o "PER ME i neri sono inferiori".

E devo anche ammettere che fa sorridere sentir parlare di pigrizia quando non ci si prende neanche la briga di formattare correttamente quello che si scrive.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda paperoga » 24 nov 2014, 11:02

È anche vero che i giochi (soprattutto quelli degli ultimi 20 anni) sono veicoli di emozioni che i giochi da tavolo manco si sognano


La stessa differenza che c'è tra le emozioni suscitate da un film e quelle dalla vita reale, le prime saranno forse più varie, ma le seconde sono sicuramente più intense e durature, le prime sono indotte le seconde procurate, sono complementari, per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda groblnjar » 24 nov 2014, 11:36

paperoga ha scritto:
È anche vero che i giochi (soprattutto quelli degli ultimi 20 anni) sono veicoli di emozioni che i giochi da tavolo manco si sognano


La stessa differenza che c'è tra le emozioni suscitate da un film e quelle dalla vita reale, le prime saranno forse più varie, ma le seconde sono sicuramente più intense e durature, le prime sono indotte le seconde procurate, sono complementari, per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo


La gioia nel salutare gli amici, la tensione nel vedere la mano unta di patatine che si avvicina alle carte, l'intima soddisfazione per una combo ben riuscita, lo scoramento nel non trovare via d'uscita da una situazione di svantaggio. Le risate e le battute del birrino post-partita...
Emozioni che i videogiochi manco si sognano.
Basta un piccolo sforzo.

Poi oh! Come giustamente dice Paperoga, Gemma (la mia fidanzata) piange quando alla televisione Marley muore. Non vuol dire che è allocca, semplicemente "percepisce" il dolore del film come se fosse reale (pur sapendo che è finzione, moltissimi lo fanno, anch'io :-) ). Ricordiamoci però che col piccolo sforzo citato prima, la vita reale è molto molto più prodiga di emozioni di uno schermo.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda Stef » 24 nov 2014, 14:59

Maxwell ha scritto:se 1 non vuole investire nei giochi da pensare ,
ma vuole il tutto e subito , mi dispiaccio x lui .


Mamma mia che brutto punto di vista! :ninja:

Brrr...

Innanzitutto, "Videogiochi" include di tutto, da giochi casual che si apprendono in 5 minuti a titoli stra-massicci che richiedono impegno e talvolta TANTO uso di cervello. Perché francamente non vedo tutta questa differenza di impiego della materia grigia tra una partita a Civilization su console/computer e una a Through The Ages, oppure per una sessione di Zombicide e una di Xcom.

E' un media troppo ampio e variegato per liquidarlo semplicemente come se fosse composto da tanti giochi identici e con lo stesso target, sarebbe come dire che i boardgame vengono semplicemente rappresentati da UNO e Monopoli.

Anche sulla voglia di impegnarsi direi che c'è poco di che lamentarsi: se uno vuole DAVVERO giocare bene con titoli come League of Legends o Street Fighter IV (per citarne un paio tra i più competitivi al momento sul mercato) devi giocare, studiare, allenarti e giocare ancora. Un vero e proprio "lavoro", e posso garantire che c'è tanta gente che lo fa, a giudicare dai "numeri" che questi giochi fanno online.

Poi, per carità, ci sono anche i giochi "tutti effetti speciali" che citi tu, ma è un discorso analogo a quello del cinema: c'è un film di Michael Bay e c'è un The Artist, ci sono i cinepanettoni e i film di Anderson.

Approcciare il tema con la puzzetta sotto al naso ed etichettando una categoria di milioni e milioni di videogiocatori come una mandria di idioti è il modo peggiore per analizzare il fenomeno dei videogame.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda groblnjar » 24 nov 2014, 15:11

Perfettamente d'accordo con Stef ed aggiungerei
"... milioni e milioni di videogiocatori di tutte le età e di tutti i livelli sociali ed intellettuali..."
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda fepss » 24 nov 2014, 16:17

non facciamo però l'errore di demonizzare il videogioco....altrimenti se poi ci dicono che noi giocatori di boardgames siamo tutti nerds barboni non possiamo rispondere....
io il videogioco lo trovo anche comunitario invece, ma per ragioni mie, avendo amici trasferiti chi in spagna, chi a torino, chi a varese una sera a settimana giochiamo tutti insieme con cuffie e microfoni ed è un modo bello di stare insieme e comunque sparare cavolate come ai bei tempi, cosa che un boardgame non ci permetterebbe.
Dobbiamo sempre prendere tutto senza estremismi, il sano videogamer può essere interessante, come un boardgamer esagerato può essere deleterio.....Il problema è quando si prende troppo sul serio la cosa, e invece del piacere di giocare insieme subentra la competizione estrema che rovina qualunque passatempo.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda donhaldo » 24 nov 2014, 16:29

paperoga ha scritto:per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo


Senza se e senza ma... :snob:
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda Ricc » 24 nov 2014, 16:39

paperoga ha scritto:
È anche vero che i giochi (soprattutto quelli degli ultimi 20 anni) sono veicoli di emozioni che i giochi da tavolo manco si sognano


La stessa differenza che c'è tra le emozioni suscitate da un film e quelle dalla vita reale, le prime saranno forse più varie, ma le seconde sono sicuramente più intense e durature, le prime sono indotte le seconde procurate, sono complementari, per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo

quindi vorresti dire che il videogioco non è vita reale, mentre quello in scatola lo è... non vedo la differenza... davanti questa logica allora potrei risponderti che per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad un tabellone pieno di pedine, ma mi dedicherei solo al trekking e all'alpinismo (altra mia passione)

La gioia nel salutare gli amici, la tensione nel vedere la mano unta di patatine che si avvicina alle carte, l'intima soddisfazione per una combo ben riuscita, lo scoramento nel non trovare via d'uscita da una situazione di svantaggio. Le risate e le battute del birrino post-partita...
Emozioni che i videogiochi manco si sognano.
Basta un piccolo sforzo.

Non so come vedete voi i videogiochi, ma io mi trovo spesso a fare tornei con gli amici..pensate che (orrore!!) alcune console sono pensate proprio per essere usate in gruppi per passare ore di divertimento caciarone (guardate il parco titoli della WII)..quindi:
la gioia nel salutare gli amici CHECK
la tensione nel vedere la mano unta di patatine che si avvicina al controller che poi dovrai usare anche te CHECK (che schifo!)
l'intima soddisfazione per una combo ben riuscita dopo che hai passato ore a praticarla al tuo picchiaduro preferito CHECK
lo scoramento nel non trovare via d'uscita da una situazione di svantaggio CHECK (nei picchiaduro, nei giochi sportivi, nelle simulazioni di guerra)
Le risate e le battute del birrino post-partita CHECK

Quindi, capisco il campanilismo (questo è un sito di boardgame), ma effettivamente come dici tu "basta un piccolo sforzo" (se proprio di sforzo si vuole parlare) e le stesse caratteristiche si trovano nei videogiochi, mentre elementi quali paura, angoscia, emozione, facilmente veicolabili nei videogiochi e nei film, non potranno mai essere evocati dai videogiochi (giocate a 14 anni al buio al primo Silent Hill e poi andate subito a letto, poi fatelo con Last night on earth e ditemi se l'effetto è lo stesso)
Ricordiamoci però che col piccolo sforzo citato prima, la vita reale è molto molto più prodiga di emozioni di uno schermo.

Ripeto, l'affermazione vita reale mi puzza un po' di snobismo: pretendere che i giochi in scatola siano vita reale mentre i videogiochi non lo sono è fallace: entrambi sono veicoli per permettere ai giocatori -tra le altre cose- di vivere esperienze che nella VITA REALE non potrebbero fare. Se poi le pedine sono di legno o cumuli di bit poco cambia.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda Ricc » 24 nov 2014, 16:43

donhaldo ha scritto:
paperoga ha scritto:per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo


Senza se e senza ma... :snob:

invece davanti un tabellone su un tavolo ce la passeresti?
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda paperoga » 24 nov 2014, 17:06

@Ricc
non mi sembra di aver espresso un parere negativo sui videogiochi, il primo ad essere stato campanilista sei stato tu, dicendo che i videogiochi danno emozioni e sensazioni che i GdT non danno, ma questo è un tuo personale parere.
L'eccezione del videogioco è giocarlo in compagnia, anche se da pochi anni esiste concretamente questa possibilità, mentre l'eccezione del GdT è giocarlo in solitario, quindi quello che che dici a volte si possa provare con i videogiochi, con i GdT si prova sempre.
Ho giocato per anni a Silent Hill a Tomb Rider a Resident Evil e non ho mai avuto problemi di sonno, mentre quando gioco davanti ad un tabellone con gli amici, molto spesso, dopo, a causa dell'adrenalina faccio fatica ad addormentarmi.
Per quanto riguarda la questione "vita reale" non intendo il gioco in sè stesso, ma le condizioni, il contesto in cui i due tipi di gioco vengono più spesso giocati.
Quindi preferisco giocare a videogiocare, anche se non ho problemi a farmi una sessione su una PS, quanto al resto Trekking, alpinismo, nuotare o andare in barca non è questo l'argomento della discussione

p.s. manda un 14enne a fare una sessione di fantascatti al martedì sera in Uesm e poi vediamo per quante notti non dorme e per quanti giorni non mangia :grin:
Ultima modifica di paperoga il 24 nov 2014, 17:34, modificato 1 volta in totale.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda groblnjar » 24 nov 2014, 17:19

Le sensazioni che provi in un videogioco non derivano dalla vita vera, è quello che stavamo criticando. Un conto è trovarsi uno zombie spiaccicato sullo schermo ed uno è trovarsi con Manson tra il chiaro e lo scuro in mezzo al nulla. Col primo non dormi per un paio d'ore; col secondo, se sopravvivi, vai dallo psicanalista per un paio d'anni.
Se non le si provano, non si può sapere che le esperienze virtuali sono equiparabili alla realtà. Anche in questo caso basta salire in macchina col più scarso pilota da rally e chiedergli di schiacciare pocopoco il gas. Altro che Colin McRae...
A livello di socialità ogni volta che giochi hai sempre delle interazioni reali, non solo ai tornei.

Ognuno si diverte come meglio desidera. Non non sono però convinto che il videogioco è più diffuso del gioco da tavolo perché regala emozioni altrimenti non sperimentabili (peraltro credo che sempre col piccolo sforzo tutte le esperienze siano alla portata di tutti, con pochissime eccezioni).
Son curioso anch'io di trovare la risposta al dilemma del titolo!
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda Ricc » 24 nov 2014, 17:29

paperoga ha scritto:@Ricc
non mi sembra di aver espresso un parere negativo sui videogiochi, il primo ad essere stato campanilista sei stato tu, dicendo che i videogiochi danno emozioni e sensazioni che i GdT non danno, ma questo è un tuo personale parere.
L'eccezione del videogioco è giocarlo in compagnia, anche se da pochi anni esiste concretamente questa possibilità, mentre l'eccezione del GdT è giocarlo in solitario, quindi quello che a volte si può provare con i videogiochi, con i GdT si prova sempre.
Ho giocato per anni a Silent Hill a Tomb Rider a Resident Evil e non ho mai avuto problemi di sonno, mentre quando gioco davanti ad un tabellone con gli amici, molto spesso, dopo, a causa dell'adrenalina faccio fatica ad addormentarmi.
Per quanto riguarda la questione "vita reale" non intendo il gioco in sè stesso, ma le condizioni, il contorno in cui i due tipi di gioco vengono più spesso giocati.
Quindi preferisco giocare a videogiocare, anche se non ho problemi a farmi una sessione su una PS, quanto al resto Trekking, alpinismo, nuotare o andare in barca non è questo l'argomento della discussione

Non credo di essere campanilista (ho più giochi in scatola che videogiochi) ma credo che qui manchi un po' di obiettività, perché via, siamo obiettivi, certe sensazioni che un libro, un film o un videogioco possono trasmettere sono estranee ai giochi in scatola, tranne in rarissime occasioni dovute più che altro alla particolare sensibilità di alcuni. Perché ti ripeto, se giochi a un videogioco horror la notte potresti non dormire per quanto ti ha influenzato l'effetto orrorifico (appunto), mentre se non dormi per l'adrenalina causata da una partita a un boardgame (a me non è mai successo e manco credevo fosse possibile, ma in un thread su questo forum ho letto varie testimonianze e ne prendo atto) non è a causa dell'effetto orrorifico di quel gioco, perché una caratteristica intrinseca nei giochi in scatola è la minore immersività rispetto ai videogiochi. Questo è oggettivo. Non si può discutere. Perché se durante un videogioco muore un png cui il giocatore si è emotivamente attaccato, complici musiche, dialoghi ad hoc, tempi studiati a tavolino, può capitare che il magone venga, cavolo, so di gente che ci piange, ma se giochi a Robinson Crusoe e ti muore venerdì, dubito qualcuno si metta a piangere (crisi ormonali a parte).

Poi col cippo che l'eccezione del gioco è giocarlo in compagnia. Si dalle prime console esistono ALMENO due controller, e i giochi erano (anche il primissimo Pong) pensati anche per due o più giocatori. Alcuni addirittura funzionavano esclusivamente in multiplayer. E ti ricordo che a quel tempo non c'era internet, i due giocatori dovevano essere nella stessa stanza. Io ho rari ricordi di me e i miei amici che da piccoli giocavamo da soli. Addirittura giocavamo a giochi esclusivamente single player in due: ricordo ore e ore passate a giocare a Quake in coppia: uno muoveva il pg e l'altro prendeva la mira e sparava!

Infine non puoi dire che alpinismo, nuotare e andare in barca non sono l'argomento della discussione, in quanto se tu che hai tirato in ballo la vita reale. Perché non puoi indicare il gioco in scatola come vita reale e poi ritrattare, tu infatti hai detto
La stessa differenza che c'è tra le emozioni suscitate da un film e quelle dalla vita reale, le prime saranno forse più varie, ma le seconde sono sicuramente più intense e durature
Ma anche ponendo il fatto che tu intendessi sin dall'inizio il contesto nel quale si svolgono i giochi in scatola, torno a ripetere che come è necessario che ci siano le giuste compagnie per organizzare delle serate boardgame (quanti thread ci sono qui intitolati "cerco giocatori in zona X"?!), lo stesso vale per i videogiochi (il ritrovarsi, il preparare tattiche, il ridere insieme delle sfighe altrui, le patatine e il post-serata). Solo che i videogiochi permettono l'accesso e la maggiore stimolazione di una più vasta gamma di emozioni rispetto ai boardgame, per un loro limite fisiologico (pensa a quante volte si è tentato di implementare le musiche nei boardgame per un maggiore COINVOLGIMENTO, elemento che ha caratterizzato i videogame praticamente sin dal principio)

Le sensazioni che provi in un videogioco non derivano dalla vita vera, è quello che stavamo criticando. Un conto è trovarsi uno zombie spiaccicato sullo schermo ed uno è trovarsi con Manson tra il chiaro e lo scuro in mezzo al nulla. Col primo non dormi per un paio d'ore; col secondo, se sopravvivi, vai dallo psicanalista per un paio d'anni.
Se non le si provano, non si può sapere che le esperienze virtuali sono equiparabili alla realtà. Anche in questo caso basta salire in macchina col più scarso pilota da rally e chiedergli di schiacciare pocopoco il gas. Altro che Colin McRae...
Vero, mai detto il contrario, quello che dico io è che lo spettro di emozioni che può suscitare un videogioco è più ampio di quello che può suscitare un gioco in scatola

A livello di socialità ogni volta che giochi hai sempre delle interazioni reali, non solo ai tornei.

vero, questo vale sia per i giochi in scatola che per i videogiochi
Ognuno si diverte come meglio desidera. Non non sono però convinto che il videogioco è più diffuso del gioco da tavolo perché regala emozioni altrimenti non sperimentabili (peraltro credo che sempre col piccolo sforzo tutte le esperienze siano alla portata di tutti, con pochissime eccezioni).
Son curioso anch'io di trovare la risposta al dilemma del titolo!

non sarà l'elemento determinante, ma sicuramente aiuta. Il marketing secondo me è l'elemento che influenza maggiormente il tutto. Ci sono dei trailer di videogiochi che urlano "FIGOOOOO" a ogni frame, e vengono passati in tv in ogni occassione, ricordo il (brutto) trailer di Assassin's Creed 3 passato alla fine di una partita dei mondiali di calcio dove giocava l'italia.
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda donhaldo » 24 nov 2014, 17:49

Ricc ha scritto:
donhaldo ha scritto:
paperoga ha scritto:per fortuna non devo scegliere, ma se dovessi sicuramente non sceglierei di passare la vita davanti ad uno schermo


Senza se e senza ma... :snob:

invece davanti un tabellone su un tavolo ce la passeresti?


Ovvio che si trattava di un'iperbole, ma è abbastanza evidente che, mentre con i videogiochi la norma è il
solitario, con i gdt devi trovarti almeno in due (in solitario non lo concepisco proprio, esattamente
come il videogioco).
In più, proprio non mi compatisco a giocare gdt online e non riesco nemmeno con gli scacchi: io voglio
avere le persone in carne ed ossa al tavolo con me, altrimenti faccio altro e gli interessi alternativi non
mi mancano, trekking compreso! ;)
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Re: videogiochi: perché sono più diffusi?

Messaggioda paperoga » 24 nov 2014, 18:11

Non credo di essere campanilista (ho più giochi in scatola che videogiochi) ma credo che qui manchi un po' di obiettività, perché via, siamo obiettivi, certe sensazioni che un libro, un film o un videogioco possono trasmettere sono estranee ai giochi in scatola, tranne in rarissime occasioni dovute più che altro alla particolare sensibilità di alcuni.


eviterei di allargarmi e paragonare libri e film a videogiochi, nei primi due casi parliamo di arte mentre non è così (per ora) per i videogiochi, come già detto sopra suscitano sentimenti e sensazioni forse diverse e complementari, nessuna è meglio dell'altra sono pareri personali, tu preferisci quelle dei VG io quelle dei GdT

Perché ti ripeto, se giochi a un videogioco horror la notte potresti non dormire per quanto ti ha influenzato l'effetto orrorifico (appunto), mentre se non dormi per l'adrenalina causata da una partita a un boardgame (a me non è mai successo e manco credevo fosse possibile, ma in un thread su questo forum ho letto varie testimonianze e ne prendo atto) non è a causa dell'effetto orrorifico di quel gioco, perché una caratteristica intrinseca nei giochi in scatola è la minore immersività rispetto ai videogiochi.


o forse sono le persone più facilmente influenzabili che preferiscono i VG, ti ripeto, a parte forse Tomb Rider nessun videogioco mi ha influenzato e colpito più di tanto, bello divertente, ma una volta posato il joystick finisce tutto lì

Questo è oggettivo. Non si può discutere.


ho sempre un po' paura di chi afferma questo parlano di sensazioni ed emozioni :grin:

Perché se durante un videogioco muore un png cui il giocatore si è emotivamente attaccato, complici musiche, dialoghi ad hoc, tempi studiati a tavolino, può capitare che il magone venga, cavolo, so di gente che ci piange, ma se giochi a Robinson Crusoe e ti muore venerdì, dubito qualcuno si metta a piangere (crisi ormonali a parte).


se ti muore un personaggio durante il VG puoi subito ricominciare con quello stesso personaggio dal punto in cui ti è morto, se ti muore un personaggio in un GdT puoi aver perso la partita o peggio e tu non piangi, ma sicuramente gli altri al tavolo se la ridono, quindi qual'è la differenza?

Poi col cippo che l'eccezione del gioco è giocarlo in compagnia. Si dalle prime console esistono ALMENO due controller, e i giochi erano (


qui sei tu che non sei obbiettivo, non conosco le percentuali, ma penso che la maggior parte del tempo si giochi in solitario, per esperienza personale è più alto il tempo che ho giocato da solo piuttosto che in compagnia e se sei un'appassionato non dirmi che non ti fai la tua mezz'oretta (a stare bassi) al giorno davanti ad un VG

Infine non puoi dire che alpinismo, nuotare e andare in barca non sono l'argomento della discussione, in quanto se tu che hai tirato in ballo la vita reale. Perché non puoi indicare il gioco in scatola come vita reale e poi ritrattare, tu infatti hai detto


vita reale in merito a VG e GdT non ad alpinismo e altro

Solo che i videogiochi permettono l'accesso e la maggiore stimolazione di una più vasta gamma di emozioni rispetto ai boardgame, per un loro limite fisiologico (pensa a quante volte si è tentato di implementare le musiche nei boardgame per un maggiore COINVOLGIMENTO, elemento che ha caratterizzato i videogame praticamente sin dal principio)


questo è un tuo parere personale, io lo vedo al contrario, i giochi con supporti multimediali sono ben pochi e non hanno mai avuto fortuna, al contrario nei VG non si contano volanti/pistole/canne da pesca/millemila joystick etc. quindi forse e dico forse il giocatore da tavolo ha più fantasia e necessita meno stimoli di un videogamers, al GdT l'avventura e il coinvolgimento me li creo al VG sono già pronte

Vero, mai detto il contrario, quello che dico io è che lo spettro di emozioni che può suscitare un videogioco è più ampio di quello che può suscitare un gioco in scatola


altro tuo parere personale, conosco persone che odiano sedersi davanti ad un VG, che invece contano i minuti che mancano alla serata GdT......... l'attesa, altro sensazione che con i VG non puoi provare......... accendi e giochi :grin:
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