Videogiochi VS Giochi Da Tavolo

Discussioni su tutto ciò che circonda il mondo dei giochi e che non trova spazio nelle altre sezioni del forum, come classifiche e collezioni ma anche discussioni e considerazioni su definizioni, terminologie, classificazioni, concetti e questioni di filosofia del gioco.

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Messaggioda Loccio » 19 apr 2006, 15:52

Boh... secondo me vi perdete qualche passo fondamentale....

Io me ne sono accorto... che ti sbagli. Io ho sempre trovato amici grzie ai giochi, in vita ho conosciuto 3/4 (e forse più) delle persone mia proprio grazie ai giochi di ruolo. Persone con cui avevo una conoscenza superficiale, le invitavo a giocare, e se gli piaceva (è successo sempre Very Happy ) poi si diventava amici e si cominciava ad uscire insieme ed a frequentarsi con regolarità. Questo è socializzare.
Tanto più che se ci pensi, noi non ci frequentavamo da qualche anno, se non per un caffè sporadico, ma abbiamo ripreso a frequentarci proprio in seguito ad una campagna di D&D fatta insieme.


Allora: Falcon ha proprio detto di aver conosciuto 3/4 delle persone che frequenta grazie al GIOCO DI RUOLO (non mi risulta essere un boardgame).

Mah, socializzare non significa conoscere persone......


Se le persone non le conosci prima, come fai a socializzarci? Parti diretto nella socializzazione?

Qui fai un confronto tra la Tana ed i giochi On-line, ma nessuno parlava di questo. Si parla di giocare a casa tra amici, oppure di giocare davanti ad uno schermo con amici. non si stanno confrontanto realtà virtuali, ma realtà e virtualità... se mi si passa il gioco di parole. Smile


Il confronto è d'obbligo nel tuo caso, dove mi dici che sono persone stupende (e ci credo), ma che senza un collegamento in internet (e le varie fiere/con/incontri) non avresti mai conosciuto, se non come persone dietro il loro avatar
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Messaggioda Falcon » 19 apr 2006, 17:53

Pensavo si parlasse indistintamente di giochi di società (tra cui metto sia i Giochi di ruolo, i Giochi da tavola ed i Giochi di carte) al confronto dei videogiochi, di cui abbiamo addirittura separato on-line e non.

E poi basta un minimo di elasticità mentale. Se il mio escursus è stato: "Ciao ti chiami Tizio, cosa fai ecc. ecc. Ti va di provare una cosa si chiama Gioco di ruolo?", a questo punto che differenza fa se gli chiedo, "proveresti un Gioco da Tavola... no, non è monopoli! ;) " A quel punto tutto dipende dai gusti.

Loccio ha scritto:
Mah, socializzare non significa conoscere persone......


Se le persone non le conosci prima, come fai a socializzarci? Parti diretto nella socializzazione?


Lo so, questo a te sfugge ogni volta, ho quasi perso la speranza di fartelo capire. :twisted:
Il mondo reale funziona così. Tu prima conosci, vedi, frequenti, insomma socializzi con una persona, poi gli proporrai cose strane, tipo giocare ad un gioco da tavola! :grin: Quindi hai ragione tu, parti subito con "la socializzazione". Il fattore Gdt (o Gdr) è solo il modo di esprire e sviluppare in seguito, e non solo come punto di partenza, un'amicizia grazie ad uno stesso hobby.
Incontrare gente non è facile, soprattutto che abbia i "nostri" gusti. Per i videogiochi on-line è solo più facile. Basta stare seduti e le persone arrivano da sole. Mi sembra riduttivo chiamare questo socializzare. Anzi, mi sembra proprio sbagliato.
La situazione è favorita dall'avere in comune lo stesso divertimento, ma questo può succedere anche dal vivo. Ad esempio se vado ad una partita di calcio, nulla m'impedisce di parlare casualmente con il mio vicino e poi iniziare a frequentarlo. Solo che è più difficile, bisogna mettersi in ballo, uscire di casa. Però per socializzare si sta in mezzo alla gente.

Ciò che la Tana spera di creare (o meglio di aiutare a creare) è proprio quello che fai tu on-line. Cioè avere un posto riconosciuto (dove non ti senti dire "Ma ancora fai quei giochi lì?") nella tua città, in cui incontri gente che va lì per giocare ai GdT o di ruolo o altro, ma soprattutto per stare insieme. Soprattutto per la compagnia, non per il gioco in se. Grazie a questo conoscerai nuove persone interessate a quello che fai tu, e tutto sembrerà più normale.
Il fatto che ciò non sia ancora realizzato è solo a causa di un affossamento culturale (soprattutto in Italia), mentre con i videogiochi funziona, perché sono un mezzo più facile e potente, quindi i "soliti ostacolatori" non possono fermarli.

Il paragone Tana_giochi on-line continua a non avere senso, perché si sta parlando di giochi e divertimenti e non di persone. Nessuno dice che chi fa giochi on-line è più sciocco o chiuso, ma si parla del mezzo in sè, per come tende a presentarsi.

"E in ogni caso non abbandonate il tavolo da gioco, perché il giorno che lo farete la festa sarà finita e sarete diventati, inesorabilmente, vecchi." (Dostoevskij)

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Messaggioda Necros » 19 apr 2006, 20:11

Falcon ha scritto:Incontrare gente non è facile, soprattutto che abbia i "nostri" gusti. Per i videogiochi on-line è solo più facile. Basta stare seduti e le persone arrivano da sole.

ti quoto in pieno e ti appoggio al 100%, ma permettimi di fare una piccola critica: anche su internet, anche se le persone arrivano da sole, devono avere gli stessi gusti tuoi, senza contare che i tuoi gusti possono essere condiviso con una persona che è qualcosa di più lontano da te, ok che è a distanza separato da uno schermo, ma per giocare bene, anche se virtualemnte, io penso che dall'altra parte ci dovrebbe essere qulacuno con cui realmentepotresti andare daccordo.
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Messaggioda Falcon » 19 apr 2006, 20:28

Non vengo sulla Tana per parlare di calcio.
Non vado su WoW per giocare un gioco di fantascienza.
Non vado in un forum di fumetti a parlare di pesci.
Su internet se sei in quel posto ci vuoi andare. Anche nella vita è così, solo che nel mondo reale non tutti i posti che vorremmo sono a disposizione o esistono.

Per quanto riguarda
Necros ha scritto:io penso che dall'altra parte ci dovrebbe essere qulacuno con cui realmente potresti andare daccordo.


Falsissimo! Tu, io e chiunque altro sulla Tana parliamo benissimo insieme, ma poi è impossibile che siamo tutte persone che andrebbero d'accordo dal vivo. (ti parlo delle 50-100 che frequentano abbastanza fisse i forum)

Lo schermo è un filtro che rende più facile l'interazione e la convivenza.

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Messaggioda linx » 20 apr 2006, 13:39

Raistlin ha scritto:Io per primo infatti sono un grande appassionato di videogiochi :)
E all'epoca d'oro lo sono stato più di quanto ora lo sia per i giochi da tavolo, sicuramente.
Anche se poi nel corso degli anni li ho gradualmente abbandonati (ma mai del tutto, dato che ne acquisto ancor oggi anche se più di rado), non l'ho fatto di certo per via del mio maggior avvicinamento ai boardgames; me ne sono distaccato a causa di motivi prettamente legati al mondo dei videogiochi stessi, che a parer mio ha risentito enormemente negli ultimi anni di fattori quali l'avvento del 3D (ok, lì forse è una cosa mia, da buon nostalgico del buon vecchio 2D :)), una commercializzazione globale esagerata, e l'azzeramento o quasi dell'originalità (fenomeni che comunque trovo non riguardino solo i videogiochi, ma anche la musica e il cinema... ma questi sono altri discorsi e non vorrei sfociare nell'OT).


Esattamente come nel mio caso.
Quando la grafica era quello che era ci si concentrava molto di più sull'originalità e sulla complessità strategica dei titoli.
Il computer era anche un ottimo modo di avere delle regole complesse per un gioco senza dover fare tu i calcoli e di poter giocare un gioco lungo spezzettato in tante piccole sessioni (il salvataggio).
Dall'avvento del 3D sembra sparita la ricerca dell'originalità nei giochi d'azione per spingere sempre di più sulla grafica da urlo, mentre i giochi strategici tendono ad aggiungere nuove regole a sistemi di gioco già esistenti piuttosto che ricrearli da capo puntando su aspetti diversi di gioco.

Tra l'altro amavo i platform e giocarli in 3D non mi dà le stesse sensazioni. Il top per me è stato Heart of Darkness (che non se lo filava già più nessuno perchè abbagliati dai primi 3D.

In questi ultimi hanni mi hanno pure levato il gusto dei grd mettendo in 3D pure quello. W Buldur's Gate, abbasso Neverwinter Night.

Da lì ho praticamente smesso di giocare.
Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".
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Messaggioda Necros » 20 apr 2006, 20:16

Falcon ha scritto:Lo schermo è un filtro che rende più facile l'interazione e la convivenza.

però dopotutto si capisce qual'è una persona che potrebbe essere frequentata realmente o no, anche se divisi da uno schermo.
Quindi il viedo gioco ha dei vanataggi per certi versi ma dei grossi limiti per altri, dopotutto come i boradgames.
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Messaggioda Malkav » 20 apr 2006, 22:44

Necros ha scritto:
Falcon ha scritto:Lo schermo è un filtro che rende più facile l'interazione e la convivenza.

però dopotutto si capisce qual'è una persona che potrebbe essere frequentata realmente o no, anche se divisi da uno schermo.

Su questo non sono d'accordo:attraverso lo schermo le persone cambiano ed alle volte fingono di essere "più brave" di come sono in realtà.L'ho visto succedere molte volte e continuo a vederlo ogni tanto.Dal vivo è più difficile fingere(anche se possibile).
Se scopri di stare scivolando nella follia, tuffati.
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Messaggioda sinat75 » 21 apr 2006, 12:10

Secondo me state facendo di tutta l'erba un fascio, nel senso che ci sono videogiochi e videogiochi...

Mi spiego meglio, ormai siamo arrivato ad un punto nel panorama videoludico in cui possiamo suddividere i giochi in 3 grandi categorie:

-Giochi PC single player (sempre di meno purtroppo :cry: )
-Giochi PC Multiplayer
-Console

Se vogliamo fare un'analisi seria e approfondita mi sembra giusto partire da questa classificazione poichè il gioco a tavolo è uno e ben definito, i videogiochi no.

Potremo anche prendere dei parametri di classificazione (come l'elemento ludico, elemento di socializzazione ecc...) ma poi sembrerebbe di fare un'analisi fredda e poco interessante.

Quello che però posso dire con certezza è che trovo profondamente sbagliato paragonare l'esperienza single player di Half Life 2 con un gioco come Puerto Rico o Runebound, poichè la tipologia di intrattenimento offerta è completamente diversa.
Half Life 2 è una "storia interattiva" dove è richiesto al giocatore una buona dose di riflessi e magari un pò di intelligenza per risolvere qualche enigma, il gioco può essere giocato tutto d'un fiato, diventando così molto simile ad un film a puntate (i salvataggi). La sensazione che si ha finendo il gioco è quella di aver assistito\partecipato ad un bel film di azione e fantascienza, o magari alla sensazione che si prova quando si finisce di leggere un libro. Badate bene, dico "simile" perchè ovviamente c'è molta diversità fra il guardare un film, leggere un libro e giocare ad un videogioco, ma alla fine parliamo sempre di leggere\vedere\partecipare ad una storia.
Non sto qui a spiegarvi cosa significa invece fare una partita a Puerto Rico
poichè ovviamente lo sapete tutti ma già ad occhio si può notare quanto non ci siano quasi punti d'incontro fra questi due passatempi. La loro diversità è talmente lampante che nessuno potrebbe paragonarli, così come nessuno credo possa paragonare la visione del film "Il Signore degli anelli" con "La Guerra dell'anello", sono cose totalmente diverse.

In buona sostanza si dice sempre "gioco ad Half Life 2" oppure "Gioco a Puerto Rico" ma le due esperienze ludiche sono completamente diverse.

Passando invece alla seconda categoria, quella cioè dei Videogiochi Online , possiamo trovare molti più punti in comune con il gioco da tavolo. Intanto c'è l'elemento "socializzante" che, per quanto si possa dire è decisamente più presente nel GDT. Il collante dei videogiochi multiplayer è decisamente la "passione" per quel titolo, molto simile alla "passione" che si può avere per una squadra di calcio. In curva nord ci sono 3000 persone che hanno la stessa passione per la loro squadra, è possibile fare amicizia con qualcuno di loro ma la socializzazione è sempre "sottomessa" alla passione. Solitamente il GDT non crea questo tipo di "tifo", probabilmente come qualcuno ha giustamente detto, si creano dei gruppi di persone con cui si preferisce giocare al di là del titolo, ed è l'elemento socializzante che fa da collante. Se io mi trovo bene con pinco pallino giocando a WoW non è detto che mi trovi bene lo stesso giocando a Counterstrike. Se invece io mi trovo bene con un gruppo di giocatori giocare a Puerto Rico piuttosto che a Mamma Mia probabilmente non fa molta differenza.
Per il resto anche qui seondo me si tratta di esperienze ludiche molto diverse, che hanno il suo perchè di esistere e da non svilire. Non ci trovo nulla di male a stare chiuso in casa per 3 mesi giocando a WoW, a meno che questa cosa diventi patologica ed il giocatore non pensi ad altro che a quello, però qui entriamo più nel campo pscicopatologico che non credo debba essere affrontato da dei profani. Quello che si può dire con assoluta certezza è che gli sviluppatori di software ed in particolare dei MMORPG sono assolutamente coscienti che per creare un titolo di successo devono per forza creare degli elementi di assuefazione. Per cui la funzione di "doppia vita" che questi titoli creano è assolutamente normale per le esigenze commerciali. Che poi questo sia o meno giusto è tutt'altro discorso.

Per finire la categoria dei giochi per console, sulla quale, devo ammettere, sono piuttosto ignorante (preferisco sempre e comunque il gioco single player per pc :grin: ) . Per la mia poca esperienza posso dire che questi prodotti mi sembrano quelli che più si possono avvicinare al GDT proprio grazie alla precisa strategia di sviluppatori di software di creare giochi adatti al gioco multiplayer "casalingo". Mio fratello ha delle sere dedicate al gioco Pro Evolution Soccer 5 in cui si ritrovano in 4-5 amici per sfidarsi, fare tornei e campionati. Di solito mette nella borsa la playstation e va a casa degli amici, esattamente come si fa di solito con i giochi da tavolo. Anni fa mi ricordo che ci trovavamo tutti a casa di un amico e ci sfidavamo a GT, un videogioco di corse. Anche se spesso ci si trova a giocare uno contro uno e si facevano dei torneini, piuttosto che giocare tutti insieme in 4-5, l'elemento socializzante era praticamente lo stesso. Ovviamente era più la rapidità di riflessi a contare piuttosto che la memoria o la capacità di pianificazione ma fra tutte le tipologie di gioco questa mi sembra la più vicina al gioco da tavolo.
-- Sinat --

"...e cantava mentre l'arma fumava del sangue nero dei giganti che costituivano la guardia del corpo di Gothmog, finchè questa tutta si dissolse..."
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Messaggioda Necros » 21 apr 2006, 20:20

Malkav ha scritto:
Necros ha scritto:
Falcon ha scritto:Lo schermo è un filtro che rende più facile l'interazione e la convivenza.

però dopotutto si capisce qual'è una persona che potrebbe essere frequentata realmente o no, anche se divisi da uno schermo.

Su questo non sono d'accordo:attraverso lo schermo le persone cambiano ed alle volte fingono di essere "più brave" di come sono in realtà.L'ho visto succedere molte volte e continuo a vederlo ogni tanto.Dal vivo è più difficile fingere(anche se possibile).

questo è vero, hai ragione: ritiro tutto quello che ho detto.
"Ora, se la morte è il non aver più alcuna sensazione, ma è come un sonno che si ha quando nel dormire non si vede più nulla neppure in sogno, allora la morte sarebbe un guadagno meraviglioso."
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