Airships

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Voto recensore:
6,0
Ambientazione
Già sento le grida di dissenso qui sulla Tana: “Ma come? Seyfarth, quello di "Puerto Rico", che fa un gioco per famiglie e per giunta con dadi!”.
Dico subito che, come in altre occasioni, mi dissocio. Io penso che ogni autore o editore sia libero di pubblicare ciò che vuole a prescindere dalle sue creature precedenti. Sarà il pubblico, in seconda battuta, a decidere se il prodotto vale la spesa o meno. Premesso che l’editore metta sul retro della scatola delle informazioni sincere, oramai esistono molteplici siti su cui vengono pubblicate preview o recensioni ancora prima dell’uscita del gioco sugli scaffali. E questo va a tutto vantaggio di noi acquirenti. Certo, il “bidone” è sempre dietro l’angolo, ma in questo modo se ne possono evitare la gran parte.

Il Gioco
Airships non fa nulla per nascondere ciò che realmente è: un gioco semplice che mescola un po’ di tattica con un po’ di probabilità e un po’ di fortuna con i dadi. L’ambientazione ci vede nei panni di costruttori di dirigibili, con la mira finale di partecipare alla fabbricazione del mitico (nonché sfortunato) Hindenburg!

In pratica, ogni giocatore inizia con un tabelloncino personale su cui possono trovare posto il suo alter ego, i dirigibili costruiti e fino a sei carte espansione, una ciascuna nei sei colori disponibili.

Il budget di partenza è una carta espansione ricevuta a caso fra quelle più “deboli” e 3 o 4 gettoni “+1” di cui parlerò fra poco. Sul tabellone centrale vanno posizionati 12 dirigibili da costruire, suddivisi in quattro mazzetti da tre carte ciascuno e di difficoltà crescente, e sei carte espansione prese dal mazzo corrispondente. Queste carte sono a loro volta divise in tre gruppi, in modo che entrino in gioco prima quelle più semplici da conquistare ma che danno un potere limitato e poi quelle più “forti”.

Lo scopo del gioco è di avere più punti vittoria degli avversari. Tali punti derivano dai dirigibili costruiti, dalla parte dell’Hindenburg che ogni giocatore ha portato a termine (in realtà il dirigibile consta solamente di quattro pezzi) e, in qualche caso, da qualche carta espansione posseduta a fine partita.

Al proprio turno il giocatore volta la carta in cima al mazzo delle espansioni e la posiziona sul tabellone centrale. Poi dichiara apertamente il suo “bersaglio”, che può essere una delle carte espansione, uno dei dirigibili che aspettano di essere costruiti o, in una fase successiva della partita, una delle parti dell’Hindenburg.

Ora verifica qual è il numero di dadi che può lanciare per quella carta. Nel gioco sono forniti 9 dadi. I tre dadi bianchi danno risultati di 1/1/2/2/3/3. Quelli rossi di 2/3/3/4/4/5. Quelli neri, infine, danno 4/4/6/6/8/8. Un giocatore non può mai lanciare più di tre dadi di un colore, ma è possibile averne degli altri (definiti “immaginari” dal regolamento) possedendo determinate carte espansione.

Ogni carta, dirigibile o parte dell’Hindenburg mostra chiaramente il risultato totale minimo da ottenere per avere successo e la combinazione esatta di dadi che bisogna adoperare. Ad esempio, una carta che richieda un “5” utilizzando due dadi bianchi permette ad un giocatore di lanciare fino a tre dadi bianchi (se li ha) e scegliere i due i cui risultati sommati danno almeno 5. Una carta che richieda un dado bianco e un dado rosso per essere conquistata non può essere nemmeno tentata se non si possiede alcun dado rosso da lanciare.

In caso di tiro fallito, il giocatore può utilizzare al max uno dei gettoni “+1” per aumentare di 1 il suo totale ed eventualmente il segnalino dirigibile (che aggiunge un altro “+1” al risultato), ma solo se in quel momento è in suo possesso. In caso di tiro comunque insufficiente, riceve un gettone “+1” dalla sua riserva personale a mo’ di consolazione. Va specificato che ogni giocatore ne possiede solamente sei e in caso di riserva esaurita non riceve niente. Un altro uso dei gettoni prevede la possibilità di spenderne tre e di avere un ulteriore turno di gioco a disposizione.

Quando conquisto una carta espansione la metto sul mio tabellone nella posizione del colore corrispondente, eventualmente eliminando quella pre-esistente.

A cosa servono queste espansioni? Danno ulteriori dadi da lanciare, permettono di aggiungere un “+1” ad un certo dado, concedono dadi immaginari che danno un certo risultato prefissato, permettono ricevere immediatamente qualche gettone “+1” oltre ad un dado da lanciare e altre cose ancora.

In altre parole, dal misero budget iniziale di due dadi bianchi, grazie a queste carte si possono lanciare più dadi che permettono risultati più alti che a loro volta fanno sì che si possano costruire dirigibili più grandi e che valgono più punti vittoria.

Quando si esaurisce uno dei tre mazzetti iniziali di dirigibili da costruire, è possibile mirare anche alla costruzione dell’Hindenburg (ma non è obbligatorio). La partita termina non appena l’Hindenburg è completato oppure in ognuno dei quattro mazzetti di dirigibili sono rimaste 0/1 carte.

Considerazioni
Di giochi che utilizzano i meccanismi descritti, ce ne sono già un buon numero. Per citarne alcuni: "Knights" (di M. Schacht) ai più recenti "Pickomino" e "In the Court of the King". Tutti questi, tuttavia prevedono un numero max di giocatori più alto (ove Airships si ferma a quattro) e la possibilità di lanci multipli di dadi per ottenere una certa combinazione utile. Questi due fattori fanno sì che il “downtime” fra un turno e l’altro possa essere piuttosto lungo.
Qui invece il giocatore sceglie il bersaglio, conta quanti dadi ha, li lancia e vede il risultato. Niente grossi calcoli, niente manipolazione di dadi fra un lancio e l’altro, niente da mettere da parte e così via. I turni, quindi si susseguono molto più veloci che nei giochi sopra citati. Un po’ di tattica e di calcolo delle probabilità fanno il resto e contribuiscono a rendere piacevole l’esperienza di gioco.
Pro:
Prezzo più che ragionevole.
Materiali indipendenti dalla lingua.
Possibilità di scaricare dal sito dell’editore il regolamento in più lingue fra cui la nostra.
Tutto sommato per me è un 7.5 come giudizio finale.
Contro:
Stavolta lo dico: odio queste stramaledette “scatole da scarpe” che la Queen utilizza per i propri prodotti, soprattutto quando, come in questo caso, sono ben più grandi del necessario!
Carte e dadi danno una certa longevità, ma va detto che la varietà delle carte è limitata. Teniamo tuttavia conto che la quantità dei diversi gruppi di espansione è stato “tarato” per lo scopo del gioco.