Le Havre: Ancora in Porto

Giochi collegati:
Le Havre: The Inland Port
Voto recensore:
7,6

Introduzione
In attesa della tanto agognata ristampa di Le Havre, titolo monumentale croce e delizia di tutti i gestionali di risorse, Uwe Rosenberg replica quanto aveva già fatto con Agricola: una versione compressa ed essenziale del gioco, versione per due giocatori.

Ambientazione
Il gioco è ambientato all’interno del porto di Le Havre, in una sorta di continuum con il gioco padre.
Scopo del gioco: comprare e gestire edifici, e guadagnare più soldi.

Il Gioco
Il gioco si svolge su due plance di dimensioni contenute, plance costituite da una lancetta che scorre su una griglia di indicatori e moltiplicatori. Vi è anche una seconda griglia che sostituisce, di fatto, le risorse. Ad ogni turno entrano in gioco nuovi edifici, che è possibile acquistare e sfruttare nei turni a seguire grazie ai moltiplicatori 2x, 3x, 4x e 4x+1. Le azioni possibili sono fondamentalmente 2: comprare un edificio e utilizzare un edificio (è possibile anche utilizzare gli edifici avversari).
Ogni edificio acquistato va a inizialmente collocato nel settore “zero” e nel momento dell’acquisto non offre alcun beneficio immediato. Cuore del gioco sono infatti i moltiplicatori, che crescono con lo scorrere dei turni, moltiplicatori che amplificano le risorse inanellando piccole combo di risorse. Le giocate possibili sono molte considerato che è possibile “rubare” un edificio avversario e beneficiare di un SUO moltiplicatore.

Il gioco richiede una costante e ottimale gestione della propria plancia e di quella dell’avversario: sapere quando e cosa comprare, quando usare un bonus proprio o dell’avversario, e cosa sacrificare quando la lancetta impone la vendita degli edifici non sfruttati. Gli edifici sono 31, tutti in versione unica, e tutti articolati attorno all’effetto “Sposta la risorsa X di tot caselle nella griglia delle risorse”.
L’obiettivo finale è sempre lo stesso: avere più soldi alla fine del 12esimo turno.

Considerazioni
Il manualetto è essenziale ma ben spiegato e corredato di un vademecum dei 31 edifici.
Benché minimalista la componentistica è di buona fattura, eccezion fatta per gli indicatori risorse che 1- hanno una stampa da ambo i lati con due disegni diversi totalmente inutile; 2 - quando le risorse sono numericamente identiche e i cartoncini si impilano, gli indicatori risultano poco chiari.
Io li ho sostituiti con 8 cubetti di Caylus.
Il fattore aleatorio è completamente assente, e anche l'essere il primo o il secondo giocatore non porta a nessun vantaggio di rilievo. E' indubbio che alcuni edifici pesino molto più di altri, ma la possibilità di usare anche gli edifici avversari con un costo che scala virtualmente a ogni turno bilancia il tutto.

Nonostante ne porti il nome, il gioco non riesce a raccogliere l’eredità di Le Havre e non può classificarsi come “una versione di Le Havre per 2 giocatori”. Spina dorsale di Le Havre sono, infatti, le risorse, che proliferano (nel vero senso della parola) sul gioco tabellone dell’originale e ungono la bocca dei giocatori che più amano questo genere. La griglia di Ancora in porto non riesce né a fidelizzare né ad appagare la fame di quei giocatori. E soprattutto non c’è la trasformazione, un albero tecnologico, l’evoluzione delle risorse che in Ancora in porto diventano soltanto monete per l’acquisto del prossimo edificio. Manca il raccolto, il concetto di cibo (fondamentale in Le Havre) manca il finale col botto, con le navi cariche di merci che lasciano il porto…. Insomma: i due fratelli non si assomigliano gran che.

Nonostante ciò Ancora in porto resta comunque un gioco valido e con buone componenti strategiche, e sia la durata delle partite che le dimensioni ridotte del gioco una volta esploso, permettono di portarselo dietro e giocarlo praticamente dappertutto (compreso in ufficio in pausa pranzo).

Nota: benché sia un gioco con un buon livello di strategia (e un fattore fortuna praticamente assente) l'ho proposto in due occasioni a completi novizi, i classici "Io gioco solo a Risiko a capodanno", e nonostante lo scoglio iniziale della griglia risorse un po' macchinosa, il gioco ha conquistato le nuove leve.

Pro:

Prezzo contenuto.
Buon livello di strategia.
Buona longevità.
Ridotte dimensioni.

Contro:

Alla fine le azioni disponibili sono solo due: comprare un edificio o sfruttare un edificio.
Poca interazione reale con le risorse.
Di "Le Havre" ha solo il nome.