Palio

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Palio
Voto recensore:
5,7
Descrizione
Ho visto giocare Palio all’ultimo Milisaona, da un manipolo di curiosi guidati dallo stesso creatore, Massimo Pesce e, devo dire, l’idea che mi sono fatto è stata prontamente confermata alla mia prima partita attiva: è un gioco riuscito male.
L’idea è decente, l’ambientazione è simpatica (per chi non l’avesse capito trattasi del Palio di Siena), e proprio per questo, considerando che si poteva fare di più e meglio, è così pesante il fatto che tutto sommato sia un gioco molto mediocre.
Ma vediamo brevemente come si gioca e poi perché il mio giudizio è negativo.

Il Gioco
Si inizia sorteggiando 7 contrade che verranno escluse dal primo Palio (nel caso voleste giocare più partite di seguito) e si tengono le 10 restanti che verranno scelte a turno dai giocatori fino ad esaurimento. I giocatori ricevono ognuno 9 carte Partito che si possono usare per favorire i propri cavalli o sfavorire quelli avversari. Dopodiché con le apposite carte Contrada si sorteggia la partenza di ogni cavallo, dal primo al nono, il decimo diventa il cavallo di “rincorsa”. Ogni volta che un cavallo è estratto il giocatore a cui appartiene tira 1d6 e lo colloca sulla griglia di partenza nello spazio apposito, alla fine anche il giocatore che possiede il cavallo di rincorsa tira il dado.

Il giocatore del cavallo di rincorsa a questo punto valuta (a seconda della posizione sulla griglia di partenza) se è conveniente partire o rinviare la partenza, nel primo caso il gioco inizia, nel secondo si ripete daccapo la disposizione. In questa fase, detta “La mossa”, gli altri giocatori possono corrompere il giocatore col cavallo di rincorsa per farlo partire o per rinviare la partenza, per farlo possono offrirgli quante carte vogliono dalla propria mano.
Il giocatore col cavallo di rincorsa può rifiutare la partenza solo 2 volte, poi la gara comincia in ogni caso.

I giocatori muovono i cavalli sul percorso disegnato sul tabellone tirando 1d6 a seconda se il proprio cavallo è un “brenna” (tira il dado nero che ha i valori 3,3,4,4,5,6) o un “bono” (tira il dado bianco che ha i valori 3,4,4,5,5,6). Se un cavallo ha a sinistra o a destra un altro cavallo il giocatore che lo manovra può usare delle carte su quello per avvantaggiarlo o sfavorirlo. Se le corsie di una porzione sul percorso sono tutte occupate i cavalli che arrivano dalle retrovie corrono il rischio di cadere: il giocatore tira 1d6 e con 1 o 2 il fantino riesce a frenare in tempo e il cavallo si accoda agli altri, con 3 o 4 cade solo il fantino e il cavallo diventa “scosso” (il giocatore che lo manovra non può più usare carte con quel cavallo), mentre con 5 o 6 cavallo e fantino cadono segnando la fine della loro gara.
Vince il cavallo che completa per primo i tre giri del percorso.

Considerazioni
Tornando al mio giudizio, questo è un gioco interessante, da provare, ma anche da dimenticare magari dopo avergli concesso una seconda possibilità: la parte più riuscita e forse più divertente è la Mossa iniziale, lo schieramento dei cavalli, in questa fase c’è un po’ di suspance e volendo si può fare baccano con tifo e urla di incoraggiamento per calarsi nell’atmosfera del Palio. Passata questa fase il gioco si riassume in “tira il dado” e “muovi il cavallo di conseguenza”, da ripetere un numero imprecisato di volte finché qualcuno completa il terzo giro. All’inizio tutto questo è reso leggermente più emozionante dall’uso delle carte, ma non appena queste finiscono (quasi subito visto che sono 9, se ne possono usare quante se ne vogliono e non si reintegrano) dovrete soltanto tirare 1d6 e spostare la pedina sul percorso.

Inoltre giocando 3 ad esempio capita che un giocatore manovri più di 1 cavallo, perciò si troverà a tirare il dado più volte, senza nessun divertimento aggiunto.
Pro:
Il materiale è abbastanza pregevole e la grafica è curata.
L'ambientazione è interessante.
Contro:
Appena finiscono le carte (sempre troppo presto) diventa un noiosissimo tira-e-muovi.